Mouratoglou crede in Camila: “Limitare gli errori per diventare top player” – Ubitennis

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Mouratoglou crede in Camila: “Limitare gli errori per diventare top player”

Intervistato dal direttore Scanagatta, il guru francese ha espresso pareri molto positivi circa le potenzialità della tennista maceratese. “Gioca in questo modo da quando era una bambina, rende al meglio se mette grande pressione”

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Non le è riuscita l’impresa di conquistare la semifinale, ma il suo viaggio a Wimbledon resta splendido, degno di nota e complimenti vivissimi. Quarti di finale raggiunti – per la prima volta in carriera in un Major –  esponendo il meglio dell’argenteria di casa e un pensierino a sogni ancor più grandi: purtroppo Serena Williams, in versione forse un po’ rabberciata ma pur sempre sette volte campionessa su questi prati, l’ha svegliata quando più di qualcuno aveva iniziato a fare la bocca al passaggio del turno, ma il senso di un torneo che in qualche modo può rappresentare una svolta di una carriera finora sempre sul crinale resta. Intanto Camila rimonta in classifica fino alla trentaquattresima posizione, a meno quattro dal best ranking intascato nel luglio di tre anni fa, e le prospettive future, ancorché in parte insondabili, potrebbero essere più rosee del previsto.

A pensarlo non siamo soli, ma in compagnia buona e altamente referenziata. Intercettato a Church Road dal direttore Ubaldo Scanagatta, il guru delle panchine del tennis Patrick Mouratoglou ha espresso parole di grande ammirazione per la tennista da Macerata, ammettendo e non concedendo che, qualora alcuni ingranaggi dovessero sincronizzarsi, il grande salto potrebbe davvero compiersi. “Se può ancora progredire? Ha 26 anni, certo che può farlo. Il suo cruccio sta nel non riuscire a mantenere per l’intera durata degli incontri il livello che raggiunge durante i suoi picchi di rendimento, perché quando è accesa gioca un tennis incredibile“.

Camila Giorgi – Wimbledon 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

Incalzato dal direttore, scettico sull’atteggiamento in risposta adottato durante il match da Giorgi, Mouratoglou ha inteso scolpire la teoria recepita dai più, che si concreta in un prossimo, auspicabile bilanciamento tra vincenti da urlo e catastrofi tattiche più o meno annunciate. “Le scelta di Camila in risposta? Si tratta del suo modo di giocare. Vuole prendere la palla presto ed essere aggressiva sin dal primo colpo, possibilmente avvicinandosi alla rete subito dopo. Personalmente credo sia fantastico. Può colpire una gran mole di vincenti e tutto sta nel riuscire a ricavare un buon rapporto tra questi e il numero degli errori non forzati, soprattutto nei punti importanti. Se ci riuscirà, farà un gran salto“.

 

Anche il servizio, ieri foriero di gioie e dolori (appena il 53% di prime palle in campo; sei ace ma anche sei doppi falli), è stato oggetto del dibattere: e se Camila provasse a conservare un margine maggiore, almeno sulle spericolatissime seconde? Ma il sommo Patrick non ha inteso recedere dalle proprie posizioni. “Tutto si può fare, ma non può discostarsi troppo dal suo stile, rende bene quando mette grande pressione. Da ragazzina, tra gli undici e i quindici anni, ha frequentato la mia accademia e il suo atteggiamento era già quello. Se troverà la via per bilanciare il tutto potrà certamente diventare una tra le migliori giocatrici al mondo“.

E in considerazione di ciò, ha concluso il direttore, a Mouratoglou piacerebbe allenarla?Adesso ho bisogno di pensare al presente – ha glissato il coach -, e il presente significa una mole enorme di lavoro!“. Dopo anni di gloria, i tempi del tennis azzurro in gonnella sono piuttosto bui, e il futuro si presenta incerto alquanto. Auguriamoci che Mouratoglou, uno che tende a prenderci, abbia ben interpretato quello di Camila.

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Il tabellone di Marsiglia: Next Gen in prima linea

Stefanos Tsitsipas e Borna Coric saranno le prime due teste di serie, Shapovalov la quarta. Nel main draw anche Goffin e la solita invasione francese. Berrettini unico italiano

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Gioventù all’arrembaggio nel torneo indoor di Marsiglia. Ben tre delle prime quattro teste di serie sono infatti finite sulle spalle di rappresentanti delle NextGen. I nomi di Stefanos Tsitsipas, Borna Coric e Denis Shapovalov sono infatti affiancati rispettivamente dai numerini 1, 2 e 4. Il quarto bye messo in palio dal torneo è finito nelle mani di David Goffin, terzo favorito del seeding. Nutrita ovviamente la truppa francese che può contare sull’ottimo Gael Monfils delle ultime settimane, su uno Tsonga ritrovato (e in tabellone grazie ad una wild card) e sul giovane Ugo Humbert (anch’esso omaggiato di un invito). Proprio le due wild card locali saranno protagoniste dei primi turni probabilmente più interessanti tra quelli messi in piedi dall’urna. Tsonga dividerà il campo con Andrey Rublev, mentre Humbert si giocherà il passaggio del turno contro Ernests Gulbis. Matteo Berrettini, unico italiano nel main draw, che esordirà contro Jeremy Chardy, testa di serie numero otto. Occhi puntati anche sui soliti cavalli pazzi, Fernando Verdasco e Benoit Paire, entrambi in attesa che le qualificazioni decretino il loro avversario.

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Torino e i fondi mancanti: Binaghi chiede una proroga all’ATP

Il presidente della FIT prova a prendere tempo con una lettera, mentre il sottosegretario Giorgetti esclude implicazioni politiche nel no del governo. La candidatura ora è davvero appesa a un filo

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Il Pala Alpitour di Torino (foto palaalpitour.it)

Il destino della candidatura di Torino come futura sede delle ATP Finals è appesa a un filo. Il Governo infatti non ha dato il via libera per le garanzie economiche richieste per poter ospitare il prestigioso evento (si parla di 78 milioni di euro). Nonostante le voci rapidamente diffuse, il sottosegretario alla presidenza del consiglio con la delega allo sport, Giancarlo Giorgetti, in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, ha voluto sgombrare il campo da tutte le presunte motivazioni politiche alla base di questa scelta. “Depuriamo la vicenda da tutte le letture strumentali e sottraiamola alla bolgia della polemica politica. In realtà, tutto il Governo ha cercato una soluzione. Siamo consapevoli dell’importanza dell’evento, del ritorno che garantirebbe, ne abbiamo discusso responsabilmente e collegialmente.”

Giorgetti ha poi riesaminato l’intera vicenda per cercare di mostrare il punto esatto in cui le cose hanno iniziato a prendere una piega sfavorevole. “Partiamo dall’inizio. Abbiamo seguito tutta la vicenda dal momento in cui la sindaca Appendino ha lanciato la proposta che la Federtennis ha sostenuto. Con il presidente Binaghi siamo stati e siamo in contatto quasi quotidiano. C’è un problema di contributi pubblici, il comune di Torino si è impegnato per un milione e mezzo e altrettanto, seppure in maniera più sfumata, ha fatto la Regione. A quel punto c’era la necessità di uno sforzo economico del Governo e abbiamo cercato una soluzione. Che non è stata trovata.”

Una soluzione (anche se disperata) forse c’è. Ricorrere ad un passaggio in Parlamento, tramite una proposta di legge presentata da Riccardo Molinari che dovrebbe garantire di trovare i fondi necessari. Nelle scorse ore il presidente della FIT Angelo Binaghi ha inoltrato all’ATP una lettera con una richiesta di proroga e in allegato il disegno di legge di Molinari. Difficile tuttavia che l’ATP conceda la dilazione tanto sperata e, anche in caso di approvazione, la candidatura di Torino si ritroverebbe inevitabilmente azzoppata da questa figuraccia e da una gestione piuttosto disordinata. Non resta che aspettare cosa risponderanno i vertici dell’ATP per scoprire se quello di Torino rimarrà solo il bel sogno di un inverno.

 

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Il tabellone di Dubai: Errani pesca Giorgi ma Camila dà forfait, Svitolina sfortunata

Infortunio al polso destro per Camila e niente derby. Alla campionessa in carica servirà un’impresa per difendere il titolo. Naomi Osaka fa il suo debutto da numero 1 del mondo. Tra le prime 10 assente solo Sloane Stephens, ci sarà anche Wozniacki

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Il primo evento WTA Premier 5 della stagione è alle porte. Tra le top 10 è assente solamente Sloane Stephens, mentre ha recuperato Wozniacki, che aveva fatto trasparire alcuni dubbi sulla sua possibile partecipazione. Com’è ampiamente prevedibile tutti gli occhi saranno puntati sulla campionessa degli Australian Open, Naomi Osaka, che disputerà il suo primo incontro da numero 1 del mondo e lo farà contro la vincente di Mladenovic-Al Nabhani, quest’ultima beneficiaria di una wild card.

Parlando di wild card, una chance di entrare direttamente nel main draw è stata concessa anche a Sara Errani, vincitrice qui nel 2016, che al primo turno avrebbe dovuto affrontare quella che il weekend scorso era sua compagna di squadra in Fed Cup: Camila Giorgi. Tuttavia la N.1 italiana ha rinunciato al torneo per un infortunio al polso destro. Sara affronterà dunque la qualificata serba Jorovic.  Le ultime due wild card sono state concesse a Bouchard (che sfiderà Lapko con Halep in agguato al secondo turno) e Stosur (che ha pescato Bencic).

La campionessa in carica, Elina Svitolina, comincerà la difesa del titolo contro una tra Vekic e Jabeur, ma sulla sua strada, prima dell’ipotetica finale, dovrebbe incrociare anche Muguruza e Osaka. Non certo una passeggiata. Tra le altre prime della classe abbiamo Kerber, opposta a una qualificata, e Karolina Pliskova contro Cibulkova o anche lei una qualificata. La finalista di Melbourne Petra Kvitova non è stata particolarmente fortunata: la ceca infatti probabilmente esordirà con la sua connazionale Siniakova, sempre che quest’ultima superi Martic.

 

Tra i primi turni degni di nota troviamo Hsieh-Sevastova, due che propongono un tennis unico e poco convenzionale, mentre per gli amanti del drama c’è Cornet-Babos. Infine segnaliamo l’interessantissimo faccia a faccia tra Muguruza e la 18enne Yastremska: nonostante la giovane carriera dell’ucraina, Garbine e Dayana si sono già affrontate due volte, con la più giovane uscita vincitrice in entrambi i precedenti (incluso quello di poche settimane fa a Hua Hin.

Il tabellone completo, parte alta

 

Il tabellone completo, parte bassa

 

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