50 anni di US Open, i campioni del passato: 2016-18 – Ubitennis

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50 anni di US Open, i campioni del passato: 2016-18

In occasione della 50esima edizione professionistica degli US Open, ripercorriamo l’albo d’oro dal 1968. Ritorno al successo per Nadal e Djokovic, emergono Stephens e Osaka

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50 anni di US Open, i campioni del passato

US OPEN 2016

  • Stanislas Wawrinka b. Novak Djokovic 6-7(1) 6-4 7-5 6-3
  • Angelique Kerber b. Karolina Pliskova 6-3 4-6 6-4

Primi titoli newyorkesi per per i vincitori dello US Open 2016. Stan Wawrinka aggiunge il terzo Slam alla bacheca dei trofei superando in finale in quattro set Novak Djokovic. La quarantottesima edizione dello US Open è anche la prima, dal 1999, senza Roger Federer, fermato dall’infortunio al ginocchio. Tra le donne Serena Williams deve rimandare il successo numero 23, fermandosi per il secondo anno consecutivo in semifinale: quest’anno la giustiziera è Karolina Pliskova. Angie Kerber però è troppo solida per la ceca in finale, e conquista il secondo Slam dell’anno e la prima posizione mondiale.

 

US OPEN 2017

  • Rafael Nadal b. Kevin Anderson 6-3 6-3 6-4
  • Sloane Stephens b. Madison Keys 6-3 6-0

Infortuni e gravidanze privano il torneo di quattro campioni passati: Serena Williams, Novak Djokovic, Andy Murray e Stan Wawrinka, e di due recenti finalisti: Vika Azarenka e Kei Nishikori. Tra le donne si rinverdiscono i fasti del tennis americano, che riesce a piazzare quattro semifinaliste su quattro: non succedeva dal 1981. Ad avere la meglio nelle sfide interne è Sloane Stephens, che lascia solo tre giochi ad una Madison Keys immobilizzata dalla tensione. Tra gli uomini Rafa Nadal conquista il suo terzo titolo a New York sconfiggendo il neo-finalista Slam Kevin Anderson in tre facili set. Juan Martin del Potro torna nelle fasi finali di uno Slam, superando Roger Federer in quattro set nei quarti di finali.

US OPEN 2018

  • Novak Djokovic b. Juan Martin del Potro 6-3 7-6(4) 6-3
  • Naomi Osaka b. Serena Williams 6-2 6-4

Lo US Open appena terminato vede la conferma del ritorno di uno dei più grandi della storia dello sport, e il successo di una delle papabili dominatrici del futuro del tennis. Novak Djokovic conferma infatti il successo di Wimbledon e aggancia Pete Sampras a quota 14 Slam. Percorso netto, nove set a zero, nelle fasi finali del torneo per il serbo, che eguaglia anche Rafa Nadal con 3 titoli a New York. Tra le donne Naomi Osaka conquista il suo primo Slam in una finale controversa per i litigi tra Serena Williams e l’arbitro, Carlos Ramos, che le commina tre code violations e con un gioco di penalità. Osaka convince per il gioco e la personalità, inscalfibile nonostante la bolgia dell’Arthur Ashe stadium.

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Ubitennis riposerà per qualche ora: seguiteci sui social!

A causa di un piccolo intervento di manutenzione, il sito non potrà essere aggiornato per circa 24 ore a partire da questa notte. Ma vi racconteremo tutto sui nostri canali social, non temete

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Anche nel mondo dell’informazione c’è bisogno di… manutenzione. Per rimettere a nuovo i potenti motori che sostengono la macchina Ubitennis, il servizio di aggiornamento verrà sospeso per circa ventiquattr’ore a partire dalle 22 di oggi, martedì 19 febbraio. Per voi utenti il sito rimarrà consultabile, così come sarà possibile commentare regolarmente gli articoli, ma le nostre rotative verranno riavviate solo nella serata di mercoledì (più o meno durante la partita della Juventus, per capirci).

Ovviamente non vi lasceremo a digiuno di notizie. Durante le ore in cui il sito non potrà essere aggiornato, troverete tracce più consistenti del solito sui nostri profili social: seguiteci su Facebook per non perdervi alcun aggiornamento, su Twitter se preferite leggere dei rapidi cinguettìi e su Instagram se volete ricostruire la giornata tennistica a partire da stories e foto.

Ci scusiamo in anticipo per il disservizio, ma contiamo sul fatto che una giornata di stop all’inizio di una settimana di febbraio possa arrecarvi il minimo disturbo possibile. Buon tennis a tutti, e a presto.

 

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Torino-Finals 2021, Giorgetti gela le speranze: “I soldi non ci sono”. E invoca il sostegno dei privati

Nonostante la proroga concessa dall’ATP, le speranze che possa arrivare un contributo governativo sono bassissime. L’imprenditoria locale è pronto al sostengo, ma vuole garanzie di ritorno economico

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Che il problema siano i tempi istituzionali, la volontà o le ripicche in seno alla maggioranza ormai importa solo per eventuali valutazioni politiche, perché le ultime dichiarazioni del sottosegretario Giancarlo Giorgetti non lasciano speranze o spazi di manovra per quanto riguarda un ulteriore impegno del governo: “Quei soldi non ci sono, il territorio deve fare la sua parte.

Per approfittare della proroga concessa dall’ATP per raccogliere i fondi necessari, sembra allora indispensabile quell‘intervento di sponsor privati invocato dal sottosegretario leghista che, da parte sua, non ha potuto non assicurare che “vorremmo dare un supporto per le Finali a Torino” nel tentativo di negare qualsiasi contrasto all’interno della maggioranza sull’argomento proprio mentre i membri M5S nella giunta per le immunità del Senato si apprestavano a dare il proprio voto a sostegno del vicepremier Salvini. Secondo le valutazioni del quotidiano La Stampa e sempre che siano rispettati gli accordi che prevedono un impegno di 45 milioni in cinque anni da parte del governo e quello di Comune e Regione nello stesso arco temporale, mancherebbero 17 milioni di euro per raggiungere i 78 richiesti dall’ATP.

Oltre a spostare l’attenzione lontano dalle scaramucce giallo-verdi, la richiesta di fondi privati che va a pungolare gli imprenditori del territorio è stata prontamente analizzata da Federico Grom, dall’anno scorso e fino al 2021 tra gli sponsor del Roland Garros con l’azienda di gelati artigianali di cui è fondatore insieme a Guido Martinetti. In un’intervista al Corriere Torino, Grom si dichiara tutt’altro che contrario a un investimento per portare i Maestri del tennis nel capoluogo piemontese, proponendo di “sederci tutti attorno a un tavolo e fare un piano, ma farlo seriamente, analizzando a priori costi e benefici”. Tralasciando l’impressione che la locuzione “costi-benefici” voglia restare incollata al Piemonte, non si può non concedere a chi deve rischiare i propri soldi il diritto a una replica chiara alla richiesta da parte dell’esecutivo: Bisognerebbe anche capire che, da parte di noi privati, c’è la necessità di avere un guadagno economico.

 

Per Grom, in ogni caso, l’imprenditoria locale appare convinta di voler portare l’evento in città, però “ci devono essere delle prospettive realistiche di ritorno degli investimenti; altrimenti, si tratta di beneficenza”. Nel frattempo, continua il conto alla rovescia dei dieci giorni di proroga.

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Madison Keys rivela che da piccola ha sofferto di un disturbo alimentare

Sulle pagine virtuali del profilo Instagram ‘Behindtheracquet’, creato da Noah Rubin per invitare i colleghi a condividere le loro storie, Madison ha raccontato i mesi in cui la sua carriera è stata a rischio

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L’adolescenza di Madison Keys è stata tormentata da un disturbo alimentare. L’ha raccontato la stessa atleta statunitense dietro i veli Instagram di “@behindtheracquet”, un account creato dal tennista Noah Rubin dove sono raccolte le storie intime di molti tennisti del Tour. Un altra giocatrice che parlò dei suoi problemi col cibo fu Monica Seles nella sua autobiografia, ‘Getting a grip‘.

La finalista dell’US Open 2016 ha detto di aver riscontrato il problema all’età di quindici anni, un anno dopo aver vinto il suo primo match a livello WTA e un anno prima di fare il suo esordio in un torneo dello Slam all’US Open 2011. Il suo disturbo alimentare ha rischiato non solo di compromettere i suoi rapporti con amici e famiglia, ma anche di mettere fine alla sua carriera di tennista ancora in fase embrionale. Per fortuna Madison ha saputo riprendere in mano la sua vita.

 
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“When I was fifteen, I had an eating disorder. There were people in my life and others who would see me on tv, that would tell me I was fat, or needed to lose a few pounds. Eventually, that truly got into my head. I was living off three, 100 calorie bars a day. I struggled with this problem for almost two years, which led to some issues with depression. I completely shut my friends and mom out of my life.  I felt like I put this mask on to get through each day, hoping no one would ask how or what I was doing. I became super paranoid because I wanted to keep it all a secret and didn’t want anyone to worry. It took until one day when I realized what I was doing, I was hurting my tennis. I couldn’t get through a week of practice because I had nothing in my body. I let other people change how I felt about myself and that hurt the dream I’ve been working towards since I was four years old. I decided that I needed to get control of my eating. It took some time to get myself to open up to people again. It’s something I still struggle with when I get stressed or upset, but I have a much healthier relationship with food now.”

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Quando avevo quindici anni, ho avuto un disturbo alimentare. C’erano persone nella mia vita e altri che mi vedevano in TV che mi dicevano che ero grassa o che avevo bisogno di perdere qualche chilo. Alla fine, tutto questo mi è davvero entrato in testa. Mangiavo tre barrette da 100 calorie al giorno. Ho lottato con questo problema per quasi due anni, il che ha portato ad alcuni problemi, tra cui la depressione. Ho completamente escluso i miei amici e mia madre dalla mia vita. Mi sentivo come se avessi messo questa maschera per superare ogni giorno, sperando che nessuno mi chiedesse come andava o cosa stavo facendo. Sono diventata super paranoica perché volevo mantenere tutto segreto e non volevo che nessuno si preoccupasse”.

Madison, a un certo punto, è riuscita a voltare pagina.Tutto è durato fino al giorno in cui ho ho capito che ciò che stavo facendo indeboliva il mio tennis. Non ero in grado di superare una settimana di allenamento perché non avevo nulla nel mio corpo. Ho permesso ad altre persone di influenzare la percezione che avevo di me stessa e questo stava distruggendo il sogno a cui ho lavorato da quando avevo quattro anni. Ho deciso che dovevo prendere il controllo della mia alimentazione. Ci è voluto del tempo per riaprirmi alle persone. È qualcosa con cui mi trovo ancora in difficoltà quando sono stressata o sconvolta, ma adesso ho un rapporto molto più sano con il cibo“.

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