Next Gen ATP Finals: vince Fritz ma Caruana brilla e si riscatta

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Next Gen ATP Finals: vince Fritz ma Caruana brilla e si riscatta

L’azzurro gioca alla pari per larghi tratti contro il numero 47 del mondo, regalando anche il punto del torneo. Poi cede al quarto. Hurkacz supera Munar in 5 set e si rilancia

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da Milano, il nostro inviato

Sessione serale: Tsitsipas doma Tiafoe, de Minaur roccioso

 

BUONA (QUASI) LA SECONDA – Dopo un difficile esordio ieri sera contro Alex De Minaur, Liam Caruana si batte come un leone nel secondo match contro il suo vecchio amico Taylor Fritz. I due hanno giocato spesso uno contro l’altro in California da ragazzini e oggi si sono ritrovati nell’atmosfera festosa ma ben più prestigiosa della Fiera di Milano. Liam ha offerto una prestazione di alto livello considerando l’enorme differenza di classifica e di esperienza nel circuito maggiore. I colpi più spettacolari dell’incontro sono stati quasi tutti suoi, incluso quello che probabilmente rimarrà come il colpo del torneo: una volée di rovescio incrociata in tuffo vincente che lo ha issato a set point nel terzo set, in un tie-break tiratissimo poi perso per 11 punti a 9 quando un altro colpo pazzesco, un tweener, è uscito di poco largo. Fritz è partito a rilento non riuscendo mai a rispondere al servizio di Caruana nel primo parziale, vinto meritatamente da Liam per 4 giochi a 1. Una volta che l’americano è entrato in partita, il secondo set è volato via rapidamente ma nel terzo set, come detto, Caruana è salito di livello arrivando a tre set point nel tiebreak. Sull’8 a 7 il suo serve and volley sembra vincente ma la volée esce di pochissimo: rimarrà l’unico grande rimpianto di una partita comunque memorabile per lui. I 575 posti di differenza in classifica oggi non sembravano giustificati. Domani tornerà in campo contro Rublev per godersi fino in fondo l’esperienza.

CONSISTENZA DA MIGLIORARE – A fine gara in sala stampa Liam è soddisfatto e racconta con grande onestà la prodezza: “Ha tirato un passante incredibile, ho chiuso gli occhi, mi sono buttato e ho avuto fortuna. Volevo far divertire il pubblico con grandi colpi e ci sono riuscito. Devo però migliorare la mia continuità e le mie scelte. Ho tutti i colpi ma non sempre gioco quelli giusti al momento giusto. Sul rapporto con Taylor Fritz: “Ci siamo incontrati almeno dieci volte fino ai 14 anni, l’ultima volta circa 6 anni fa. Una volta ho vinto al terzo set letteralmente ‘a casa sua’ perché lui aveva un campo da tennis nella sua villa. Sono stato felice di giocare contro di lui dopo tanto tempo”.

PROMOSSE LE NUOVE REGOLE  – Liam Caruana apprezza di sicuro le nuove regole Next Gen: “Rendono tutto più rapido e esaltante. La mia preferita è il set a 4 ma neanche il pubblico che si muove mi dà fastidio. Sono stato anch’io uno spettatore e so cosa vuol dire dover aspettare 20 minuti per andare in bagno in attesa di un cambio campo”.

L’ALTRO MATCH – La giornata a Rho-Fiera si era aperta con l’incontro tra i due sconfitti della prima giornata del Gruppo A: il polacco Hurkacz ha superato in 5 set lo spagnolo Munar dopo essere stato avanti di due set. Hurkacz ha messo in mostra un tennis molto più vario e adatto a questi campi. Splendido soprattutto il suo gioco di volo, ben al di sopra della media del circuito ATP attuale. Munar è rimasto in partita grazie al suo spirito combattivo e alla sua regolarità da fondo campo, qualità che però sono più adatte ai campi in terra battuta più che a questi. Alla fine le statistiche sono lo specchio del match. Il polacco chiude con 37 vincenti a 21 e 25 punti conquistati a rete contro 12. Hurkacz si rilancia dunque nel gruppo A, anche se domani lo attende la sfida con il numero 1 del tabellone, Stefanos Tsitsipas.

Risultati:

GRUPPO A

[6] H. Hurkacz b. [7] J. Munar 4-2 4-2 2-4 3-4(5) 4-1
[1] S. Tsitsipas b. [3] F. Tiafoe 4-3(3) 4-3(5) 4-2

GRUPPO B

[4] T. Fritz b. [8/WC] L. Caruana 1-4 4-1 4-3(9) 4-2
[2] A. de Minaur b. [5] A. Rublev 4-1 3-4(5) 4-1 4-2

Tsitsipas e l’incubo dell’asciugamano
Cosa è successo nel day 1 (sessione diurnasessione serale)
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Montecarlo: Tsitsipas sul filo dei nervi, Herbert fa saltare il banco

Il francese elimina Nishikori, finalista uscente, che verrà scavalcato da Anderson al numero sei del mondo. Il greco non convince fino in fondo contro Kukushin: agli ottavi trova Medvedev che l’ha sempre battuto

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Stefanos Tsitsipas - Montecarlo 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

Senza strafare e sbagliando spesso, Stefanos Tsitsipas supera il non impossibile ostacolo Kukushin nel suo match d’esordio a Montecarlo. I margini di miglioramento per il greco sembrano enormi, non essendoci stati lampi di gran gioco e nemmeno di dimostrazioni continuità. Il primo set gira quando il kazako, tendenzialmente solido in risposta, concede il break all’ottavo game. Rapsodico il secondo parziale, in cui sono ben cinque i turni di servizio non rispettati: è chiaro chi comanda le operazioni, ma il numero otto del mondo paga una complessiva mancanza di tranquillità e la scarsa incisività al servizio (solo due gli ace totali).

Sotto di un break in due occasioni, Kukushin se li riprende trascinandola fino al cinque pari. Tsitsipas vive sul filo dei nervi, accumula steccate ma si aggrappa al rovescio per strappare il turno di battuta decisivo che lo porta sul 6-5. L’esultanza è un urlo che lascia trasparire tutta la tensione. Alla fine la porta a casa capitalizzando i 22 vincenti contro 14, ma servirà ben altro approccio contro Daniil Medvedev che lo attende agli ottavi dopo aver lasciato appena tre game a Radu Albot. Il russo ha avuto la meglio, sul veloce, in tutti e tre i precedenti disputati nel 2018.

 

La sorpresa di giornata arriva dal centrale, dove Pierre-Hugues Herbert fa saltare il banco battendo in due set il finalista uscente Kei Nishikori. Per il doppista francese (49 ATP) arriva così il terzo successo in carriera contro un top 10, il primo su terra dove non aveva mai avuto la meglio nei tre precedenti. La perdita di 510 punti costerà sicuramente al giapponese lo scivolamento dal numero sei al numero sette del mondo, a beneficio di Kevin Anderson. Il rischio diventerebbe un doppio sorpasso nel caso Tsitsipas dovesse spingersi molto avanti nel torneo.

In un match in cui nessuno dei due raggiunge il 60% di prime in campo, Herbert firma il 7-5 sull’unica palla break a suo favore dopo averne annullate ben sei nei game precedenti. L’andamento non cambia nel secondo parziale, che gira sempre all’ultimo gioco che vede il giapponese sciogliersi al servizio. Agli ottavi sarà Herbert-Coric: il croato ha perso entrambi i precedenti ma tra il 2013 e il 2014. Quando la carta d’identità e i rapporti di forza erano ben diversi.

Risultati:

[10] D. Medvedev b. R. Albot 6-1 6-2
[6] S. Tsitsipas b. M. Kukushkin 6-3 7-5
P.H. Herbert b. [5] K. Nishikori 7-5 6-4
[13] F. Fognini b. G. Simon W/O

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Montecarlo: al ritorno sulla terra Nadal è sempre un marziano

MONTECARLO – Al rientro in campo dopo l’infortunio di Indian Wells, Rafa impartisce una severa lezione a Bautista Agut

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Oggi a Montecarlo il leitmotiv era sicuramente rappresentato dall’esordio del campione in carica, Rafa Nadal. C’era molta curiosità, infatti, sulle condizioni fisiche del campione maiorchino, dopo l’ennesimo problema al ginocchio che l’aveva costretto a rinunciare alla sfida in semifinale contro Federer ad Indian Wells.

Ebbene, ritrovata sotto i piedi la sua amata terra rossa, il campione maiorchino ha dominato (6-1 6-1) uno dei giocatori più in forma del circuito in questo inizio 2019, Roberto Bautista Agut, ma in modo talmente netto da non consentire di capire se e quanto i problemi al ginocchio siano superati. In conferenza stampa Rafa Nadal ha rassicurato al riguardo, sempre ovviamente compatibilmente al fatto che con quei problemi deve conviverci sempre: “Gioco con il dolore, come succede a molti professionisti. Ma oggi non mi ha limitato, questo è sicuro.” Al n. 2 del mondo è infatti bastato martellare con il suo marchio di fabbrica, il dritto uncinato, il malcapitato connazionale sul lato del rovescio senza dover chiedere troppo alle sue articolazioni, se non in un paio di occasioni in cui è sembrato rispondessero a dovere. La sensazione è stata comunque quella di un Nadal che ha giocato con molta attenzione – a parte un paio di piccoli passaggi a vuoto a metà del secondo set – e senza la necessità di dover spingere a fondo sul’acceleratore. Proprio quello che serviva per iniziare la caccia al suo dodicesimo trofeo qui a Montecarlo.

 

La cronaca dei 76 minuti che sono serviti a Nadal a portare sul 3-0 a suo favore gli head to head contro Bautista Agut, con un 7-0 nei set ed un 42-14 nei game, non è che il riflesso di questi numeri.
Essenzialmente, con il suo gioco lineare il 31enne di Castellon de la Plana non ha le contromisure per controbattere i fondamentali di Rafa sulla terra, in particolare il mortifero dritto incrociato mancino. Sin dall’inizio del match, infatti, il campione maiorchino ha pressato con insistenza con quel colpo sul rovescio del suo avversario, che non è praticamente mai riuscito ad uscire dall’angolo sinistro in cui lo aveva relegato Rafa.

Tanto per capirci: pronti, attenti e via, e dopo venti minuti è già 5-0 per Rafa. Con un primo break ottenuto grazie a una serie di non forzati di Bautista Agut e poi invece grazie un dominio dato dalla costante pressione da fondo. Proprio nel quinto game l’undici volte campione del Roland Garros rassicura per la prima volta sulle condizioni del ginocchio con due recuperi dei suoi sul lato del dritto.
Subito dopo si rilassa un attimo, concede il primo game al connazionale e lo fa addirittura arrivare a 40 sul suo servizio (prima non gli aveva mai concesso più di un quindici nei suoi turni di battuta), prima di chiudere 6-1 il primo set dopo 32 minuti di gioco.

Il secondo set inizia sulla stessa falsariga del primo, con subito il break a favore di Nadal al primo gioco. Cerca di ribellarsi al suo destino Bautista Agut, e complice anche quale errore di Rafa che pare essere sceso un pochino di concentrazione (scherza addirittura con un raccattapalle che non aveva capito quante palline dargli per il servizio, cosa veramente inusuale per un mostro di concentrazione in campo come lui) si procura tre palle break consecutive. Impressionante però come Nadal si ricomponga subito e le annulli tutte senza dare vere chances al suo avversario. Che l’unica che ha è forse quella per prendersi la quarta palla break, quando mette lungo un dritto sulla contro palla corta di Rafa. Lo sa anche il n. 22 del mondo che quella era l’ultima occasione e infatti getta a terra la racchetta per lo sconforto. Sensazione confermata dal nuovo break a favore di Rafa nel game successivo. Il maiorchino annulla ancora un paio di palle break nel game successivo prima di chiudere subito dopo 6-1, dopo un’ora e sedici di gioco.

Dicevamo all’inizio che il match di oggi non si è rivelato un test non troppo probante per capire le reali condizioni fisiche di Rafa, ma una cosa è certa: l’unico ad aver già registrato i colpi qui sulla terra rossa del Principato pare proprio lui (“Sono soddisfatto di come ho giocato, è stato un buon match”). In questi giorni abbiamo visto sbagliare colpi in maniera grossolana a tutti i giocatori, eccetto lui. Non ha caso è il Re della Terra: e non pare intenzionato ad abdicare. Men che meno in un Principato.

Risultati:

T. Fritz b. D. Schwartzman 6-4 6-2
[10] D. Medvedev b. R. Albot 6-1 6-2
[6] S. Tsitsipas b. M. Kukushkin 6-3 7-5
C. Norrie b. M. Fucsovics 7-6(3) 6-3
P.H. Herbert b. [5] K. Nishikori 7-5 6-4
[13] F. Fognini b. G. Simon W/O
[3] A. Zverev b. [WC] F. Auger-Aliassime 6-1 6-4
[2] R. Nadal b. R. Bautista Agut 6-1 6-1

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Norrie fa fuori Fucsovics: sarà lui a sfidare Sonego per un posto ai quarti

Il mancino britannico vince al tie break il primo set dopo una gran rimonta e domina l’ungherese nel secondo. Contro Lorenzo, giovedì, una sfida inedita e apertissima: “Ma Sonego è favorito”

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Cameron Norrie - Montecarlo 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Sarà Cameron Norrie a contendere a Lorenzo Sonego un posto nei quarti di finale a Montecarlo: in palio l’ennesimo debutto per entrambi a un livello che si sta facendo sempre più alto. Norrie non partiva necessariamente favorito contro Marton Fucsovics nel suo incontro di terzo turno e il match si era in effetti messo male, con l’ungherese avanti un break e in controllo nella prima fase dell’incontro. Il mancino britannico è però salito di tono con il procedere dei minuti e ha acciuffato la parità sul cinque pari con Fucsovics impegnato a servire per chiudere il primo, annullando anche un set point: ne sono seguiti un tie break dominato e un secondo set in controllo assoluto.

Niente male, per un ragazzo che fino a questa settimana non aveva mai vinto una partita nel tabellone principale di un Masters 1000. “Lui è partito davvero forte, io forse un po’ troppo sulla difensiva“, ha commentato Cameron davanti ai giornalisti. “Quando è andato a servire per il set ho deciso di prendermi tutti i rischi e mi è andata bene, poi ho giocato un ottimo tie break e un secondo set molto solido, sono davvero contento“. Felicità ben giustificabile, occorre dire: con gli ottavi in tasca, il portafoglio si gonfierà di dollari sessantaquattromila, e il ranking si assesterà a un nuovo best, attorno alla 43 ATP. Proprio ciò che è accaduto a Lorenzo Sonego, il quale, grazie alla trasvolata monegasca, al momento abita i dintorni della settantaquattresima posizione.

 

Una sfida inedita e una grande occasione per entrambi, in una fascia del tabellone rimasta orfana dei due principali sospettati di poter far strada nel Principato, ossia Karen Khachanov e Nikoloz Basilashvili. Ma se il georgiano è stato estromesso da terzi, il russo è stato cacciato da Lorenzo in persona, fatto che in queste ore sta conferendo al tennista torinese l’unanime rispetto dei colleghi, come dimostrano le parole pronunciate da Norrie in conferenza: “Sta disputando un’ottima stagione sulla terra. L’ho visto vincere un paio di partite dal vivo a Buenos Aires e mi ha fatto una buona impressione, il match di ieri con Khachanov è stato straordinario“.

Avventurarsi in un pronostico quando i protagonisti di una contesa ad altissimi livelli sono due debuttanti è sempre pericoloso, ma il mancino nato a Johannesburg da padre scozzese e madre gallese (e fisicamente cresciuto in Nuova Zelanda, per completezza di Commonwealth) non sembra aver molti dubbi a riguardo: “In classifica sono davanti, ma analizzando le ultime partite sul rosso direi che il favorito è decisamente lui“. Scaricare il peso della pressione sull’avversario è la prima arma tattica usata da Cameron in vista dell’inedito duello, ma siamo certi che Lorenzo, a specifica domanda, ci risponderebbe l’esatto opposto.

Risultati:

T. Fritz b. D. Schwartzman 6-4 6-2
[10] D. Medvedev b. R. Albot 6-1 6-2
[6] S. Tsitsipas b. M. Kukushkin 6-3 7-5
C. Norrie b. M. Fucsovics 7-6(3) 6-3
P.H. Herbert b. [5] K. Nishikori 7-5 6-4
[13] F. Fognini b. G. Simon W/O
[3] A. Zverev b. [WC] F. Auger-Aliassime 6-1 6-4
G. Dimitrov b. J.L. Struff 7-6(2) 6-4
[2] R. Nadal b. R. Bautista Agut 6-1 6-1 

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