WTA Awards 2018: Halep e Bajin i migliori

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WTA Awards 2018: Halep e Bajin i migliori

La numero 1 del mondo è la favorita dei tifosi. Premiate anche Sabalenka, Serena Williams e Kiki Bertens. Kvitova resta regina indiscussa del premio sportività

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Simona Halep - Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

GIOCATRICE DELL’ANNO  La Women’s Tennis Association ha assegnato gli ultimi premi rimasti tra i tradizionali riconoscimenti di fine anno: Simona Halep, che ha cominciato e terminato l’anno in prima posizione, è stata premiata come migliore giocatrice dell’anno. La rumena è stata protagonista di una prima parte dell’anno trionfale, iniziata con la finale a Melbourne e chiusa con la vittoria a Parigi, la prima in uno Slam. La seconda metà di stagione è stata invece costellata da uscite premature, a Wimbledon e New York, e da un infortunio alla schiena che ne ha compromesso gli ultimi mesi, costringendola al ritiro dalle Finals di Singapore. Halep si è anche aggiudicata il “Fan Favorite Award” per il secondo anno consecutivo, dopo sei anni di trionfi targati Radwanska.

MOST IMPROVED  A Kiki Bertens è andato invece il premio di “Most Improved Player”: la giocatrice che più è migliorata nel corso dell’anno. L’olandese, classe ’91, ha vinto tre titoli (il Premier 5 di Cincinnati, il Premier di Charleston su terra verde, e l’International di Seoul, su cemento), raggiunto i quarti di Wimbledon, la finale del Premier Mandatory di Madrid, e la semifinale alle WTA Finals. L’acuto più grande in carriera, prima di questa stagione, era di due anni fa, quando si spinse fino alle semifinali del Roland Garros 2016.

SORPRESA  Senza sorprese il premio “Sorpresa dell’anno”, vinto da Aryna Sabalenka. La ventenne bielorussa è un treno in corsa pronto ad approdare fra le prime dieci: Sabalenka ha chiuso l’anno al numero 11 grazie ad un finale di stagione da urlo, aperto dal trionfo nel Premier di New Haven, seguito dal quarto turno estremamente lottato perso contro Naomi Osaka a New York, e concluso con il trionfo nel Premier 5 di Wuhan. Nel 2018 Sabalenka ha vinto 8 partite contro giocatrici classificate tra le top 10.

 

RIENTRO  Il premio “Comeback of the Year” è andato, anche questo senza troppe sorprese, a Serena Williams, che già lo aveva conquistato nel 2004. Serena, rientrata ad Indian Wells dopo oltre un anno di stop dovuto alla gravidanza, ha raggiunto quest’anno la finale a Wimbledon e New York, perdendo in entrambi i casi in due set. I 7 tornei giocati in stagione (Indian Wells, Miami, Roland Garros, Wimbledon, San Jose, Cincinnati, New York) sono stati sufficienti a farla salire al numero 16 in classifica.

SPORTIVITÀ  Petra Kvitova si è invece aggiudicata il “Karen Krantzcke Sportsmanship Award”, un premio assegnato alla giocatrice che più si contraddistingue per la sua sportività sia in campo che fuori, per il rispetto delle avversarie, e per il rispetto delle regole. Il premio è l’unico determinato interamente dalle giocatrici e Kvitova lo ha conquistato per il quinto anno consecutivo, il sesto in totale. Solo Kim Clijsters, con otto trionfi, ne ha vinti di più. A Bethanie Mattek Sands è andato invece il “Peachy Kellmeyer Player Service Award”, che premia la giocatrice che più ha supportato le istanze delle colleghe e del tennis in generale con proposte costruttive e iniziative varie. Elena Svitolina ha invece conquistato il “Diamond Aces”, assegnato alla giocatrice che più si impegna per la promozione del tennis sia in campo che fuori.

DOPPIO  Hanno conquistato la corona le ceche Siniakova e Krejčíková, vincitrici a Parigi e Londra, e finaliste a Singapore.

ALLENATORE  Alla grande esclusa delle premiazioni, Naomi Osaka, vincitrice a New York e Indian Wells, e numero 3 al mondo di fine stagione, resta la consolazione di veder premiato Sascha Bajin, il suo allenatore (ed ex-sparring partner di Serena ed allenatore di Azarenka), come miglior coach dell’anno. Era la prima volta che si assegnava il trofeo: a votare sono i coach stessi.

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Mizuno Italia apre il primo Flagship Store Europeo a Torino

Sabato 30 maggio ha aperto al pubblico il primo Flagship Store europeo a Torino, la città dove la sede italiana di Mizuno ha messo le sue radici 30 anni fa

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Spazio sponsorizzato da Mizuno.

L’azienda giapponese, fondata a Osaka nel 1906 da Rihachi Mizuno, è specializzata nella produzione di abbigliamento e attrezzatura e calzature sportivi per diverse discipline. Oggi Mizuno è una società globale che sviluppa prodotti di alta qualità e che da più di 100 anni viene guidata dall’ideale spirito sportivo che tutt’ora anima le sue scelte. La filosofia aziendale è volta a ‘contribuire al miglioramento della società attraverso lo sviluppo dello sport e la produzione di articoli sportivi di alta qualità’.


Mizuno ha inaugurato il primo negozio monomarca in Europa a Torino, che ha aperto ufficialmente le porte al pubblico sabato 30 maggio. Lo store di 200mq, articolato su due livelli, si trova al civico 2 di Via Soleri, nell’elegante contesto del centro storico del capoluogo piemontese, tra le principali vie dello shopping che già ospitano i più rinomati brand della moda e dello sport. Il nuovo spazio avrà il compito simbolico di rafforzare la community di sportivi fedeli al marchio e incarnerà a pieno la filosofia aziendale volta a “contribuire al miglioramento della società attraverso lo sviluppo dello sport e la produzione di articoli di alta qualità”. 

 

La sede di Mizuno Italia è insediata a Beinasco da oltre 30 anni con uno staff di oltre 30 persone.

Dal punto di vista progettuale, il nuovo store si ispira alla cultura giapponese, con linee pulite e minimaliste, e ingloba nelle scelte stilistiche i valori tradizionali propri del Paese del Sol Levante, come la semplicità, la purezza e l’eleganza. La scelta di aprire il primo monomarca europeo proprio a Torino è dovuta alle qualità dinamiche e alla credibilità acquisita dalla città in ambito sportivo, ulteriormente accresciuta dopo aver ospitato le Olimpiadi Invernali nel 2006. Infine, il capoluogo piemontese è anche la sede ufficiale dell’azienda giapponese in Italia.

A proposito della nuova inaugurazione, il Presidente di Mizuno Italia, Oliver Strenghetto, commenta: “Siamo orgogliosi di aver aperto il primo grande monomarca europeo proprio qui nel nostro Paese, soprattutto in un momento storico così delicato per l’Italia e per il resto del mondo. L’emergenza sanitaria ha messo in luce ancora di più l’importanza dello sport nella vita di tutti i giorni e probabilmente sarà anche uno dei settori trainanti della ripartenza: questa nuova apertura ha quindi per noi anche un valore simbolico di rinascita e di riscoperta”.

I consumatori potranno trovare in negozio entrambe le linee promosse dal brand: quella sportiva e quella sportstyle. La prima, orientata alla performance, consiste in un’ampia gamma di capi di abbigliamento e calzature da running, tennis, judo, calcio, volley e golf.

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Toni Nadal: “Rafael ha ancora tre o quattro anni di carriera”

Zio Toni parla alla Gazzetta dello sport: “Sia Rafael che Djokovic potranno sorpassare Federer”. E sull’avversario più difficile non ha dubbi: “È Nole”

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Toni e Rafa Nadal - Londra, ATP Finals 2017 (foto Alberto Pezzali / Ubitennis)

Compie oggi 34 anni un uomo capace di trionfare per dodici volte agli Open di Francia, Rafael Nadal, e la Gazzetta dello Sport per celebrarlo ha intervistato lo zio Toni, suo mentore e allenatore fino al 2017. La carriera del maiorchino ha ruotato permanentemente attorno al torneo parigino – che per molti anni è stato la sede dei festeggiamenti del suo compleanno – ed è inevitabile che certe vittorie siano state più sentite di altre. Il successo del 2010 è stato molto importante. Forse come il primo. Perché Rafael aveva perso con Soderling l’anno precedente. (indiscrezioni da parte di Tsonga parlano di un problema di salute, ndr). Per noi era stata una sconfitta scioccante quella agli ottavi, puntavamo al quinto titolo a Parigi. La prima cosa che mio nipote mi disse appena rientrato negli spogliatoi fu ‘l’obiettivo del prossimo anno è tornare a essere il migliore sulla terra rossa‘, e così fu” ha detto Toni.

Quest’anno sembra che si dovrà attendere la fine dell’estate per poter tornare a competere ufficialmente sulla terra, e per un agonista come lui non è facile stare ai box così a lungo: “La competizione è la sua benzina“. Ma in questo periodo i problemi che la famiglia Nadal ha dovuto affrontare sono stati altri. Ci siamo confrontati di più sull’Accademia, sui ragazzi che erano rimasti bloccati durante l’isolamento. Si è preoccupato che tutti passassero quelle settimane al massimo della sicurezza, senza troppe ripercussioni sul piano emotivo, lontani dalle famiglie”.

Comunque Toni, un grande amante del lavoro, riesce a trovare qualcosa di positivo anche in una pausa dalle competizioni così prolungata: è sicuro che farà bene alla longevità del nipote. Se il corpo e la salute lo assisteranno, penso che abbia ancora almeno tre o quattro anni davanti. Chissà, magari di più, perché questo 2020 gli sta permettendo di rallentare e non sforzare il fisico. I giocatori più ‘anziani’ saranno quelli che trarranno più beneficio da questo periodo“. Parole che ricordano molto quelle dette da Alex Zverev oltre un mese fa. Toni ha poi continuato mettendo nel gruppo anche Federer e Djokovic: “Se sommiamo l’esperienza al tempo avuto per mettersi in sesto, penso che saranno loro quelli con più chance di vittoria quando la stagione ripartirà“.

 

Parlando proprio di questi due grandi rivali, Toni ammette la maggior difficoltà che il serbo ha creato a Rafa. “Come indicano anche i risultati è Nole l’avversario più ostico. Perché anche se giochi bene, non sai mai come e quando poterlo attaccare, non ti lascia uno spazio per infilarti. Invece con Federer, per quanto sia un fenomeno, avevamo una tattica più chiara, ci dava più possibilità per colpirlo”. Inoltre sostiene che il record di Slam dello svizzero sia in pericolo: “Penso che sia Rafael che Djokovic potranno sorpassare Roger. L’età è dalla loro parte. Se Rafa dovesse vincere a Parigi quest’anno arriverà a quota venti come lo svizzero, poi si vedrà”.

E proprio sulla possibilità di disputare l’edizione 2020 del Roland Garros Toni Nadal sembra prudentemente ottimista. “Credo che i tornei sulla terra si giocheranno e anche il Roland Garros. Ma sugli Stati Uniti ho molti dubbi“. Ovviamente Parigi a fine settembre offre tutto un altro tipo di condizioni meteorologiche rispetto alla primavera, ma non sembra creare preoccupazioni a Toni. “Rafa ama il clima più caldo perché resiste molto bene alle condizioni difficili. Però, alla fine, penso che non cambierà molto se sta bene“. Ancora una volta gli altri 127 tennisti in tabellone sanno da chi dovranno mettersi in guardia.

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In arrivo gli aiuti economici per il Wheelchair Tennis

Oltre 300.000 dollari raccolti dai quattro tornei dello Slam e dalla ITF

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Australian Open 2019 - Wheelchair, singolare quad: Dylan Alcott (foto Roberto Dell'Olivo)

Lo spirito di altruismo che avvolge il mondo del tennis si è prodigato in soccorso del Wheelchair Tennis. Come hanno fatto sapere pochi giorni fa con un comunicato ufficiale, i quattro tornei dello Slam e la ITF hanno raccolto oltre 300.000 dollari per sostenere finanziariamente l’UNIQLO Wheelchair Tennis Tour, che come tutti i circuiti sportivi al mondo sta subendo gli effetti del coronavirus. Lo stop delle competizioni agonistiche fino al 31 luglio ha validità anche in questo circuito e di conseguenza sono stati 88 gli eventi targati ITF ad essere stati cancellati o rimandati, inclusi il Roland Garros e Wimbledon.

Potranno accedere a queste sovvenzioni economiche i tennisti presenti nella top 20 della classifica maschile e femminile che nel corso della passata stagione hanno guadagnato meno di $100.000, e per quelli classificati nella top 15 della categoria quad (coloro che hanno disabilità sia agli arti inferiori che a quelli superiori).

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