Tabelloni WTA: a Brisbane il top, Masha riparte da Shenzhen

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Tabelloni WTA: a Brisbane il top, Masha riparte da Shenzhen

Tabellone di lusso a Brisbane con 7 top 10. Due primi turni da tenere d’occhi negli altri tornei: Sharapova-Bacsinszky a Shenzhen e Venus Williams-Azarenka ad Auckland

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Naomi Osaka - US Open 2018 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

WTA Premier Brisbane (Cemento outdoor – $1,000,000)

Il 2019 comincia con il botto nel torneo di Brisbane. Nel primo WTA Premier della stagione scenderanno in campo ben 7 delle prime 10 giocatrici al mondo: Svitolina, Osaka, Stephens, Kvitova, Pliskova e Kasatkina. Assente invece la nostra Camila Giorgi, che ha deciso di posticipare l’inizio della sua stagione a Sydney. Le semifinali ipotetiche sono Svitolina-Stephens nella parte alta del tabellone e Osaka-Kvitova in quella bassa. Ma a causa di un field ristretto e di altissimo profilo, le favorite dovranno essere concentrate fin da subito. Dopo il bye al primo turno, Svitolina, favorita del seeding e detentrice del titolo, ad esempio si potrebbe ritrovare di fronte prima l’ostica bielorussa Sasnovich e poi l’olandese Bertens, testa di serie n.6. Stephens esordirà contro la britannica Konta e sulla strada verso la semifinale potrebbe scontrarsi con Pliskova, altra Top 10 in tabellone. Sulla carta più semplice il cammino della campionessa degli US Open Osaka verso la semifinale con i possibili ostacoli Mladenovic e Sevastova. Kvitova e Kasatkina sembrano destinate invece a scontrarsi nei quarti anche se dovranno fare attenzione rispettivamente a dei teorici secondi turni contro Buzarnescu e una tra Kontaveit e Suarez Navarro.

 

WTA Shenzhen (Cemento outdoor – $ 750,000)

Dopo una stagione molto difficile, con insistenti voci di ritiro, Sharapova riparte da Shenzhen. E per lei ci sarà un match subito molto intrigante. La russa, cinque volte campionessa Slam, giocherà il suo primo incontro del 2019 contro la svizzera Bacsinszky, ex n.9 al mondo, anche lei reduce da una stagione complicata, per via degli infortuni. Sharapova guida per 3 a 1 nei precedenti. In caso di vittoria, la campionessa russa potrebbe incrociare il suo destino nei quarti di finale con l’emergente bielorussa Sabalenka, testa di serie n.1 del tabellone cinese. La semifinale ipotetica della parte alta vede proprio Sabalenka opposta a Ostapenko, trionfatrice del Roland Garros 2017. Quest’ultima, oltre a se stessa, dovrà però districarsi tra una selva di giocatrici di casa per poter arrivare in fondo. La cinese più forte e la testa di serie n.3, ovvero Qiang Wang, è però sistemata nella parte bassa del tabellone. Qiang esordisce contro l’americana Alison Riske. La semifinale ipotetica è contro Garcia, seconda favorita del seeding. Nel suo spicchio di tabellone occhio però ad un’altra veterana di lusso russa, Vera Zvonareva, ex n.2 al mondo e due volte finalista Slam, omaggiata di una wild card.

WTA Auckland (Cemento outdoor – $ 250,000)

Molto più povero in montepremi ma comunque interessante il torneo di Auckland. Caroline Wozniacki, n.3 del mondo e campionessa in carica degli Australian Open, è la protagonista assoluta. Inizierà il suo 2019 contro una qualificata e ai quarti potrebbe affrontare la sempreverde Venus Williams. Da notare come la sorella maggiore sarà impegnata a sua volta in un primo turno da 9 titoli Slam contro Azarenka. La semifinale teorica della parte alta è Wozniacki-Hsieh, con l’imprevedibile cinese di Taipei che sembra vere un autostrada davanti a lei. Nella parte bassa del tabellone a contendersi la finale dovrebbero essere invece tra la campionessa in carica Goerges e la croata Martic. Per la tedesca l’esordio è contro la svedese Larsson e la mina vagante prende il nome di Bouchard, che aveva mostrato qualche buon segnale sul finire della scorsa stagione. Martic dovrà fare attenzione alla navigata ceca Strycova e alla giovanissima statunitense Anisimova.

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Dominic Thiem: “Questo US Open sarà meno importante dell’Australian Open 2020”

Il numero 3 del mondo: “Sono pronto per lo US Open ma se dovessi ancora restare a casa non sarebbe un problema”

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Dominic Thiem sta programmando la trasferta negli Stati Uniti, a New York, per disputare il torneo di Cincinnati (anch’esso si svolgerà a Flushing Meadows quest’anno) e lo US Open. Tuttavia, qualora dovesse rivelarsi necessario sottoporsi alla quarantena al rientro in Europa, potrebbe anche rinunciare alla Grande Mela in vista di Roma e Parigi. L’asse su cui si gioca questa partita è New York-Roma, poiché la destinazione di molti reduci dallo US Open sarebbe la sede degli Internazionali d’Italia. Senza la conferma dell’esenzione della quarantena sulla via del ritorno, diversi giocatori si troverebbero nella stessa posizione di Thiem.

Quando il tour ricomincerà, sarò pronto. Ma se dovessimo rimanere ancora a casa non sarà un problema, sono stato bene” ha dichiarato il n. 3 del mondo a Der Standard, ‘mascherando’ in qualche modo la sua proverbiale foga agonistica

Dubbi di partecipazione a parte, Thiem sarebbe il principale antagonista del numero uno Djokovic (che lo ha sconfitto di misura nella finale dell’Australian Open) in virtù dell’assenza del campione in carica Nadal. “Le aspettative sono alte, ma sarà completamente diverso perché non ci sarà il pubblico, il team sarà ridotto e gran parte del tempo bisognerà trascorrerlo in hotel, sarà un’esperienza completamente differente. Molti tra i migliori giocatori del mondo hanno rinunciato e forse altri ancora rinunceranno allo US Open e questo lo rende, per quest’anno, meno importante rispetto all’Australian Open. Tuttavia, non vedo l’ora di poter giocare“.

 

Il programma del tennista austriaco prevede il doppio appuntamento americano per poi continuare con Kitzbühel, Roma e il Roland Garros. Il torneo austriaco, però, coinciderà con la seconda settimana dello US Open e dunque Thiem potrà parteciparvi solo se le voci dello slittamento del torneo di una settimana (dal 7 al 14 settembre) dovessero rivelarsi fondate.

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Il tabellone di Lexington, torna Serena: “No programmi, giocherò i tornei che si disputeranno”

Ritorno del circuito WTA negli USA e ritorno in campo di Serena Williams. Potenziale scontro al secondo turno con Venus o con Azarenka

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Serena Williams - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Si è finalmente consumato sabato a Lexington, Kentucky il primo atto della stagione agonistica WTA sul suolo statunitense. Il Top Seed Open presented by Bluegrass Orthopaedics, torneo International da $202.250 nato dallo “spin off” della versione femminile del Citi Open di Washington, ha iniziato i primi turni di qualificazione e alcune delle giocatrici più blasonate in tabellone hanno incontrato (via teleconferenza) i rappresentanti della stampa.

Tra queste c’è stata anche la 23-volte campionessa Slam Serena Williams, che si è insolitamente iscritta a un torneo di livello International per ritrovare le sensazioni agonistiche dopo i lunghi mesi di stop ed essere al meglio per l’assalto al record di vittorie nei tornei del Grande Slam che da due anni le sfugge.

Non avrei mai pensato di giocare in condizioni come queste, ma forse il futuro va in questa direzione, con distanziamento sociale e telecomunicazioni – ha detto la campionessa americana, che ha trascorso tutto il periodo del confinamento nella sua abitazione di West Palm Beach con la propria famiglia – La pandemia mi ha insegnato a non programmare, perché le cose possono cambiare molto velocemente. Penso di giocare i tornei che riusciranno ad andare in scena, senza pormi degli obiettivi a priori”.

 

Il problema più complicato da risolvere per Serena al fine di poter continuare la preparazione durante la pandemia è stato quello di trovare un nuovo gruppo di fisioterapisti, dato che il suo team “titolare” è basato in Europa e non poteva arrivare in Florida a causa delle restrizioni ai viaggi. “Risolto quel problema – ha spiegato Williams – non è stato tutto troppo diverso dal solito, anche se ovviamente non sono potuta andare in palestra, e forse non ci andrò per parecchio tempo. Fortunatamente non faccio pesi, i miei bicipiti me li ha forniti direttamente la mia mamma, ma mio marito mi ha aiutato a costruire una palestra in casa, così come un campo da tennis. Il campo è una specie di rifugio per me, avrei dovuto pensarci 20 anni fa, ho cercato di chiamare quanti più giocatori possibile ad allenarmi con me, con la scusa che la superficie era esattamente quella dello US Open”.

L’aver trascorso questo periodo in Florida, dove l’epidemia si sta diffondendo in maniera molto rapida, ha costretto Serena a non lasciare nulla al caso per quel che riguarda le precauzioni: “Viaggio con circa 50 maschere, non vado da nessuna parte senza, tutti quelli che sono nella ‘Serena bubble’ sono estremamente prudenti, si parla della vita di ognuno”. L’embolia polmonare di cui la tennista americana ha sofferto subito dopo il parto ha compromesso la capacita dei suoi polmoni, quindi anche per questo motivo è preferibile evitare di contrarre il CoV-SARS-2. “Fisicamente mi sento in forma, ma la forma partita è un’altra cosa. Non mi sento ancora in piena forma, i match mi diranno a che punto sono”.

IL TABELLONE COMPLETO

(clicca per ingrandire)

Il tabellone ha accoppiato Serena Williams, testa di serie n.1, alla connazionale Bernarda Pera (n. 60 ATP) al primo turno per poi eventualmente riservarle un impegno da scintille al secondo contro la vincente della sfida tra sua sorella Venus Williams e l’ex n.1 del mondo Victoria Azarenka.
Impegno potenzialmente complicato al secondo turno anche per la seconda del seeding, la bielorussa Aryna Sabalenka, che dopo Madison Brengle all’esordio potrebbe trovare la sedicenne Coco Gauff (n. 52).

Questi i quarti teorici:

[1] S. Williams vs [7] S. Stephens
[4] A. Anisimova vs [5] Y. Putintseva
[6] M. Linette vs [3] J. Konta
[8] O. Jabeur vs [2] A. Sabalenka

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La carta vincente di Medvedev: la profondità

Attraverso i dati raccolti da Craig O’Shannessy durante l’ultima edizione del torneo di Cincinnati, analizziamo un altro aspetto vincente del gioco del russo

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Daniil Medvedev allo US Open 2019 (foto Luigi Serra)

Guardando una partita di Daniil Medvedev la prima cosa che balza all’occhio è lo stile dinoccolato, per alcuni sgraziato, ma certamente ipnotico dei suoi colpi da fondo. La seconda cosa che si nota subito però è anche la costanza con cui le traiettorie del russo non solo atterrino in campo, ma spesso e volentieri mantengano una profondità tale da mettere in crisi qualsiasi avversario.

Nella seconda metà del 2019, Daniil ha raggiunto picchi di prestazione davvero sorprendenti arrivando a giocare ben sei finali consecutive di cui tre vinte. Il solito Craig O’Shannessy, che aveva già analizzato il gioco da fondo del russo sulla base della resa negli scambi corti, medi e lunghi, ha recentemente pubblicato alcuni dati raccolti durante lo scorso torneo di Cincinnati che testimoniano come la profondità dei colpi sia una delle chiavi del successo di Medvedev.

In Ohio, nel corso delle sei partite vinte, i colpi del russo sono atterrati oltre la linea del servizio in media nell’85% dei casi. Solo Kyle Edmund nel primo match è riuscito a pareggiare i dati di Medvedev, che in tutti gli altri incontri ha sempre giocato più profondo dei suoi avversari. Qui sotto potete trovare uno specchietto riassuntivo match per match:

 
TurnoAvversario% colpi “profondi” dell’avversario % colpi “profondi” di Medvedv 
FinaleDavid Goffin83%88%
SemifinaleNovak Djokovic80%82%
QuartiAndrey Rublev86%91%
OttaviJan-Lennard Struff77%86%
Secondo turnoBenoit Paire62%79%
Primo turnoKyle Edmund85%85%
Media79%85%

*con colpi ‘profondi’ si intendono quelli che rimbalzano oltre la linea del servizio

Sarebbe interessante poter osservare il piazzamento preciso dei vari colpi in modo da poter toccare più da vicino l’effettiva profondità del gioco del russo. Tuttavia anche la generica dicitura “oltre la linea del servizio” permette di farsi un’idea delle preziose armi di Medvedev. Le medie più basse degli avversari sono infatti molto probabilmente influenzate dal gioco di Daniil che, colpendo spesso e volentieri vicino alle righe, costringe gli avversari a indietreggiare o ad accorciare volgendo gli scambi in suo favore.

Questa esasperata ricerca della profondità potrebbe legittimamente lasciar ipotizzare che Medvedev rischi di commettere più errori non forzati dei propri avversari, ma i dati del torneo di Cincinnati smentiscono questa impressione. Il russo ha infatti commesso più gratuiti dell’avversario solo nella semifinale contro Djokovic (24 contro 19), segno che alla profondità e all’aggressività si associa una precisione non comune.

Medvedev ripartirà, come gran parte del circuito ATP, proprio dal torneo di Cincinnati (anche se quest’anno, com’è ormai noto, si terrà a New York) per cercare di difendere il titolo conquistato nella passata stagione. Se i suoi numeri rimarranno questi, nessuno sarà felice di averlo dalla propria parte di tabellone.

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