La spalla finisce sotto i ferri, Sharapova si ferma di nuovo

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La spalla finisce sotto i ferri, Sharapova si ferma di nuovo

La russa ha annunciato il ritiro da Miami, che si aggiunge al già noto forfait a Indian Wells. Soluzione chirurgica per combattere i dolori che la frenano dall’inizio dell’anno

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Maria Sharapova - San Pietroburgo 2019 (foto via Twitter, @Formula_TX)

A cose fatte, Maria Sharapova ha comunicato sul suo profilo Instragram di essersi sottoposta a un intervento chirurgico alla spalla destra che la terrà fuori dal circuito per qualche settimana. “Una piccola operazione”, per usare le sue parole, che la costringe chiaramente al forfait da Miami (QUI l’entry list aggiornata) oltre a quello già annunciato da Indian Wells. Una netta frenata nella stagione della siberiana, che già non è iniziata nel migliore dei modi: tre tornei, due ritiri in corso d’opera (Shenzhen e San Pietroburgo) e l’ottavo di finale perso all’Australian Open contro Ashleigh Barty, dopo essersi tolta l’unica soddisfazione di fermare il cammino della rivale Wozniacki.

(clicca per ingrandire)

Come molti di voi sapranno – scrive la numero 29 del mondo -, dalla scorsa estate convivo con i dolori. Dopo lo US Open per dieci settimane ho provato una terapia conservativa di rafforzamento della spalla, ma il dolore non è diminuito“. Da qui la scelta, dopo diversi consulti specialistici, di un’operazione che va a inserirsi in una storia clinica non semplice. Già nel 2008 la spalla di Masha era finita sotto i ferri per la lacerazione dei tendini. Nonostante il nuovo stop, a 32 anni, possa far pensare a un ridimensionamento delle prospettive, Sharapova non sembra voler mollare: “Pur consapevole che ci vorrà del tempo – ha concluso – sono fortemente determinata a tornare in campo senza il dolore di cui ho sofferto dall’inizio dell’anno“.

Il rientro a questo punto slitta (nella migliore delle ipotesi) ad aprile, magari sull’amata terra di Stoccarda dove la carriera della ex numero uno è ricominciata nel 2017 dopo la squalifica per doping. Da quel momento però le delusioni hanno superato le speranze di rinascita, visto che i due grandi obiettivi (rientro in top 20 e una ritrovata competitività ad alti livelli negli Slam) non sono stati raggiunti. Sharapova non ha minimamente perso appeal mediatico e si muove ancora con passo da star tra social ed eventi mondani. Ma, nonostante il grande impegno, non sembra in grado di invertire il senso di marcia di una naturale (e un po’ malinconica) parabola discendente.

 

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ATP Bastad: Londero e Jarry si contenderanno il trofeo

L’argentino supera Ramos Vinolas in due set piuttosto agevoli, ancora più semplice il successo del cileno che strapazza Delbonis 6-3 6-2

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Due semifinali a senso unico spediscono Nicolas Jarry e Juan Ignacio Londero al match decisivo per l’assegnazione del trofeo dell’ATP di Bastad. Il cileno è alla terza finale della carriera, dopo quelle perse con Fabio Fognini a San Paolo nel 2018 e con Alexander Zverev a Ginevra quest’anno (sprecando match point), mentre per l’argentino si tratta della seconda, a pochi mesi dalla magica settimana di Cordoba che lo ha proiettato per la prima volta sotto i riflettori del circuito maggiore.

Jarry si è sbarazzato in poco più di un’ora della concorrenza di Federico Delbonis. Nel primo set i due hanno proceduto spalla a spalla fino al 3-3, poi il cileno ha cambiato passo (soprattutto col dritto) e ha chiuso 6-3. Il secondo set si è aperto subito nel segno di un Jarry molto propositivo, con Delbonis invece parecchio demotivato. Doppio break in un lampo e 3-0. L’argentino ha provato uno scatto d’orgoglio, strappando per la prima volta nel match la battuta all’avversario, ma è stato subito ricacciato indietro da Jarry che ha poi chiuso il parziale senza problemi col punteggio di 6-2.

Londero invece ha avuto ragione di Albert Ramos Vinolas, che era invero partito meglio. Sopra 2-1 e break però, lo spagnolo è riuscito a vincere appena uno dei successivi sei giochi finendo col farsi scivolare dalle dita il primo set. Nel secondo un solo break ha fatto la differenza, quello ottenuto da Londero nel terzo gioco.

 

Risultati:

[5] N. Jarry b. F. Delbonis 6-3 6-2
[6] J. Londero b. A. Ramos-Vinolas 6-3 6-4

Il tabellone completo

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ATP Amburgo: il tabellone dice Italia-Argentina

Fabio Fognini trova un qualificato al primo turno, Cecchinato e Caruso affronteranno gli argentini Delbonis e Londero. Presenti anche Thiem e Zverev

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Fabio Fognini, Amburgo 2015 (foto BRIGITTE URBAN)
Fabio Fognini, Amburgo 2015 (foto BRIGITTE URBAN)

Il torneo più ricco e prestigioso della settimana è l’ATP 500 di Amburgo anche se il torneo tedesco, fondato nel 1892 e giunto alla 132esima edizione, sta attraversando uno dei periodi più bui della sua storia. Da tempo ormai non fa più parte della categoria Master Series (i vecchi 1000 per intenderci) e la posizione all’interno del calendario di certo non aiuta. Basti pensare che quest’anno nel tabellone di qualificazione c’era un bye al primo turno, a causa della mancanza di tennisti iscritti, e anche nel doppio non si è stati in grado di trovare degli alternate.

L’edizione di quest’anno però è riuscita a compiere un bel passo avanti rispetto al 2018, e cioè quello di avere tre top 10 ai nastri di partenza anziché uno. Se la presenza di Dominic Thiem ad eventi di questo tipo non è certo una novità, fa piacere vedere il nome Alexander Zverev quest’anno ancora alla ricerca di continuità, soprattutto sul piano mentale. L’austriaco esordirà contro l’uruguaiano Pablo Cuevas, già finalista qui nel 2016, mentre il giovane tedesco ha trovato il cileno Nicolas Jarry.

Il tabellone completo

Il terzo top 10 presente è Fabio Fognini il quale avrà al primo turno un qualificato, e nell’eventuale secondo incontro uno tra il tedesco Rudolf Molleker e l’argentino Leonardo Mayer. Restando in tema di argentini, gli altri due italiani presenti nel tabellone principali hanno entrambi pescato tennisti albicelesti. Marco Cecchinato, scivolato fuori dai primi 60 dopo la sconfitta ad Umago, esordirà con Federico Delbonis il quale lo ha battuto 3 volte su 3, sempre sulla terra, due volte nei Challenger nel 2017 e una nel torneo di Bucarest nel 2016.

 

L’ultimo azzurro, che al momento è ancora in corsa in Croazia, è Salvatore Caruso. Il siciliano n. 125 al mondo giocherà per la seconda volta in carriera contro Juan Ignacio Londero contro il quale ha perso nel 2016 nel Challenger di Perugia.

Tra i primi turni degni di interesse c’è quello tra il 21enne russo Andrey Rublev e il 23enne cileno Cristian Garin, e potrebbe venir fuori una partita interessante anche dal derby serbo tra Laslo Djere e Filip Krajinović.

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Challenger: Gaio cerca il bis a San Benedetto. C’è un nuovo (piccolo) Korda in giro

Gaio e Giannessi in semifinale a San Benedetto, possibile finale tutta italiana. Prima finale anche per il figlio d’arte Sebastian Korda

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Sebastian Korda - Australian Open Junior 2018 (foto via Twitter, @AustralianOpen)

San Benedetto, Italia (terra, montepremi €46.600)

Tre dei quattro semifinalisti giunti al penultimo giorno del Challenger di San Benedetto sono teste di serie, e due di essi sono italiani. Alessandro Giannessi da una parte e Federico Gaio dall’altra si contenderanno (in due semifinali diverse) un posto nella finale del torneo marchigiano. Il primo ha lottato duramente durante tutto il torneo e nell’ultima partita solamente al tie-break decisivo ha avuto la meglio su Andrea Arnaboldi, vincendo 5-7 6-3 7-6(3); e adesso lo attende il n. 1 del seeding Andrej Marten, n. 120 del mondo. Gaio invece, vincitore qui nel 2016, ha battuto agevolmente Roberto Marcora per 6-2 6-4 e ora a trova Renzo Olivo.

Nur-Sultan, Kazakhstan (cemento, montepremi $135.400)

La sorpresa della settimana arriva proprio dal Challenger più ricco in rassegna, quello kazako dove a raggiungere la finale è un figlio d’arte: Sebastian Korda, figlio di Petr. Il 19enne con cittadinanza americana per la terza volta in stagione ha vinto due partite consecutive a livello Challenger, e si è superato raggiungendo la prima finale della carriera in questa categoria. Suo padre Petr, che giocava per la Rep. Ceca. fu numero 2 del mondo nel 1998, anno in cui vinse gli Austrlian Open prima di venir squalificato per doping, evento che di fatto pose fine alla sua carriera. Il giovane Sebastian invece, n. 385, in questo torneo ha battuto tra gli altri il nostro Lorenzo Giustino, che era la seconda testa di serie, e in semifinale ha vinto 7-6(3) 6-3 sull’australiano Aleksandar Vukic. Ora affronterà il vincente di Donskoy-Sultanov.

Gatineau, Canada (cemento, montepremi $54.160)

In Canada i tennisti di casa deludono le attese come anche quelli statunitensi, e a sorridere sono quelli di seconda fascia. La prima semifinale infatti sarà disputata tra Darian King (27 anni, n. 193) proveniente dalle Bahamas e il francese Enzo Couacaud (24 anni, n. 201). Dall’altra parte invece il posto in finale se lo contenderanno l’australiano Jason Kubler (26 anni, n. 213) e Joao Mendes (22 anni, n. 267) dal Brasile.

 

Amersfoort, Olanda (terra rossa, montepremi €46.600)

Similmente a quanto accaduto a San Benedetto, anche in Olanda tre semifinalisti sono anche teste di serie piuttosto alte e il possibile vincitore finale infatti potrebbe venir fuori proprio dalla sfida tra la n. 2 e la n. 3: il belga Kimmer Coppejans (25 anni, n. 144) e lo sloveno Blaz Rola (28 anni, n. 164). Gli altri due ancora in corsa invece sono il tedesco Mats Moraing (27 anni, n. 200) e il qualificato di casa Igor Sijsling, 600 del mondo.

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