Indian Wells: Bencic non sa più perdere, si arrende anche Pliskova

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Indian Wells: Bencic non sa più perdere, si arrende anche Pliskova

Dodicesima vittoria consecutiva. La N.5 del seeding cede al terzo set e adesso la svizzera è di nuovo tra le prime 20 del mondo

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Belinda Bencic - Indian Wells 2019 (via Twitter @BNPPARIBASOPEN)

BELINDA SU UNA NUVOLA – Non si ferma la marcia di Belinda Bencic verso quella top ten da cui è uscita quasi tre anni fa appena diciannovenne: intanto, con questo risultato, tornerà fra le prime 20 del mondo. Il percorso di Indian Wells non è più immacolato ma, dopo la numero uno del mondo Naomi Osaka, si libera anche di Karolina Pliskova e vola in semifinale andandosi a prendere con merito la dodicesima vittoria consecutiva – un match duro di due ore e un quarto, caratterizzato da raffiche di vento che quasi sono metafore degli improvvisi cambi di inerzia nel tennis espresso dalle due ragazze.

La palla viaggia veloce fin da subito e viene premiata chi riesce per prima a prendere l’iniziativa dello scambio aprendosi il campo con le accelerazioni lungolinea. Pliskova paga però già al terzo gioco un po’ di pigrizia nei piedi e gli errori conseguenti le costano il turno di servizio; Belinda sembra in controllo ma, complice forse un po’ di tensione, non sa approfittare delle poche prime in campo dell’avversaria per indirizzare decisamente il set, però si ritrova in tempo per evitare almeno il rientro di Karolina. Rientro che sarebbe stato solo nel punteggio perché i pochissimi sprazzi del miglior tennis ceco non fanno che testimoniarne le difficoltà; tra queste, l’assenza di reattività in uscita dal servizio compromette il nono game che Bencic incassa trasformando il set point con il vincente numero 14.

Senza alcun motivo, se non quello psicologico della fine del parziale, le due si ritrovano a ruoli pressoché invertiti, con Belinda scarica e Pliskova che ritrova viepiù fiducia e gioco. La svizzera furibonda chiede l’intervento del coach (da due mesi, di nuovo il padre Ivan) già sotto di uno 0-3 pesante e pochi minuti dopo si ritrova a salvare la palla del quinto gioco consecutivo per la ventiseienne di Louny. Proprio quell’occasione mancata segna una nuova, traumatica inversione di rotta che per tre volte porta Bencic a un solo punto dal pareggiare il conto dei game, ma Pliskova resiste grazie a qualche buona prima, al rovescio sempre affidabile e, soprattutto, al dritto che pare regalare sempre meno errori, e chiude al quinto set point di un game al cardiopalma.

Ai blocchi di partenza di una partita finale dall’andamento difficile da pronosticare, si presentano entrambe cariche e pronte alla lotta, con la palla che schiocca dai rispettivi piatti corde; Karolina si invischia in un infinito quarto gioco, ma è sempre lei a decidere l’andamento dei punti decisivi e riesce a salvarlo. Il salvataggio non viene però replicato all’ottavo game, compromesso da un errore di dritto su una palla da chiudere dolorosamente facile, e il turno di battuta scivola via in un attimo. Con il servizio a disposizione, Belinda non trema, chiude al primo match point e può finalmente tirare il fiato.

Venus dura un solo set, Kerber in semifinale

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John McEnroe è la voce delle rabbie adolescenziali in un’opera di Mindy Kaling. Sul serio

McEnroe, ex star del tennis, è la voce narrante della nuova serie di Mindy Kaling creata per Netflix, che parla di una quindicenne indo-americana con problemi in famiglia e con i ragazzi. “Non so perché funziona”, ha commentato

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John McEnroe - Roland Garros Legends 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Quella che segue è una traduzione integrale di un articolo scritto da Matthew Futterman e pubblicato sul New York Times in data 26 maggio 2020. Qui l’articolo originale


È il party degli Oscar di Vanity Fair del 2019, e John McEnroe è in fila per farsi fare una foto dal fotografo ritrattista Mark Seliger, perché questo è il genere di omaggi che si ricevono al party degli Oscar di Vanity Fair. È quasi il suo turno quando Mindy Kaling, la scrittrice di commedie ed attrice nota per i le sit-com “The Office” e “The Mindy Project”, esce dallo studio fotografico allestito temporaneamente. Stando a quel che McEnroe ricorda, la Kaling si è immediatamente prodotta nel suo monologo riguardo il fatto che aveva questa idea di un ruolo per lui nella sua nuova serie e che doveva parlargliene. Mcenroe si è ormai abituato a questo genere di situazioni, che gli accadono molto spesso.

Di solito chi gli fa questo genere di proposte non si fa più vivo. Ma in questo caso, la Kaling ha dato seguito al monologo, e un anno dopo McEnroe, uno dei più grandi giocatori di tennis (e teste calde) della storia, è in qualche modo la voce interiore e narratore della vita di Devi Vishwakumar, una quindicenne indo-americana della San Fernando Valley con una cotta per un ragazzo in “Never Have I Ever” (in Italia noto anche come “Non ho mai…”), la nuova serie di Netflix creata dalla Kaling che ha debuttato questa primavera.

“Non so perché funziona”, ha commentato McEnroe, 61 anni, durante una intervista telefonica dalla sua casa a Malibu, California, in cui è rimasto da quando la crisi legata al Covid-19 ha bloccato buona parte dell’economia americana, a marzo. “Al primo impatto la gente rimane perplessa, si chiede ‘che cosa?’ Non sono la solita voce fuori campo”.

Per dovere di cronaca, McEnroe non è completamente estraneo al mondo di Hollywood: è stato protagonista di alcune non esattamente memorabili pubblicità per il marchio Bic negli anni 80, e ha all’attivo anche dei cameo che hanno riscontrato molto più successo nel film di Adam Sandler, “Mr.Deeds” e nella serie televisiva “Curb Your Enthusiasm”. È anche uno dei commentatori di tennis di punta per ESPN durante i tornei del Grande Slam. Ma dare voce alle difficoltà di una ragazzina imbranata, ossessionata da un muscoloso nuotatore, che lotta con il trauma della perdita di suo padre? Questo non era certo il ruolo che si sarebbe mai aspettato.

 

Kaling, figlia di immigrati indiani, ha descritto l’amore degli indiani per il tennis come “quel genere di attrazione verso tutto ciò che è inglese”. In occasione di una dichiarazione rilasciata attraverso Netflix, Lang Fisher, il produttore esecutivo dello show, ha affermato che una volta che i creatori avevano deciso che Devi, il personaggio principale interpretato da Maitreyi Ramakrishnan, avrebbe avuto sia monologhi interiori che un temperamento alla McEnroe, avevano pensato che valeva la pena di chiedere a McEnroe se gli interessasse il ruolo di narratore. “Abbiamo semplicemente pensato che sarebbe stato divertente” ha detto Fisher, le cui parti preferite dello show sono quando McEnroe si dimostra incredibilmente coinvolto nelle vite degli adolescenti.

John McEnroe – Commissioner Eurosport

McEnroe nutre da tempo una sorta di attrazione verso le perfomance: un chitarrista che si è sposato con la musicista Patty Smyth e che ha iniziato molto tempo fa ad esibirsi sul palco insieme alle sue star della musica preferite. E sebbene il tennis sia lo sport solitario per eccellenza (niente allenatori in partita, niente portabastoni come nel golf, niente secondi come nella boxe), McEnroe insiste sul dire che nonostante molte persone pensassero lui fosse un performer anche quando giocava, in realtà non aveva mai pensato di esserlo, anche quando si parla delle sue note sfuriate, che dice di non saper tuttora veramente spiegare.

“Alla fine mi sentivo quasi come se stessi diventando la caricatura di me stesso, ha detto a proposito della sua carriera da giocatore. “A volte mi veniva il dubbio che facessi quello che facevo solo perché ero come un fumatore che non riesce a smettere”. Non riesce neanche a capire perché i suoi avversari fossero così infastiditi dai suoi comportamenti. Riflettendoci, si immagina che tutti gli insulti che rivolgeva a giudici di linea e giudici di sedia gli abbiano solo fatto rimediare vendette da parte di quest’ultimi, consistenti in aiuti ai giocatori dall’altra parte della rete. Alcune delle sue sfuriate sono presenti su “Non ho mai…”, inclusa la celeberrima frase “rispondi alla mia domanda! La domanda, idiota!”, pronunciata allo Swedish Open del 1984. Dopo essersi confrontato con il giudice di sedia, McEnroe colpì anche diversi bicchieri di acqua fredda, utilizzando una sequenza di dritti e rovesci. Il giudice di sedia lo penalizzò di un game. Più tardi McEnroe vince il match per 1-6, 7-6, 6-2.

“Ho oltrepassato il limite”, afferma McEnroe a proposito del suo comportamento durante la sua carriera. “Ero così frustrato”È lo stesso per Devi, e nonostante le ovvie differenze, McEnroe apprezza la possibilità di spiegare cosa succede dentro la sua testa e gli errori non forzati che la ragazza commette. “È molto più testa calda di quanto non lo fossi io quando ero al liceo” racconta McEnroe a proposito della protagonista, i cui momenti più bassi includono rompere la finestra della propria stanza da letto con un libro di testo e dire a sua madre che avrebbe preferito fosse lei a morire, e non il padre. D’altra parte, non scherza nemmeno McEnroe, che si è guadagnato il soprannome di Superbrat (super moccioso) da parte della stampa inglese.

La domanda con cui si confronteranno presto McEnroe a le altre vecchie glorie dello sport che ri-entrano nell’immaginario collettivo utilizzando una porta differente è se le giovani generazioni hanno idea di chi loro siano. I giovani che guardano “Non ho mai…” hanno capito che McEnroe è stato, di fatto, il Roger Federer degli anni 80, un’impareggiabile fiorettista che ridisegnò il campo da tennis? Stan Smith, l’ex campione del tennis, che ha conseguito un differente tipo di fama grazie alle sue eponime scarpe da ginnastica, ha detto che quando la gente lo incontra gli dice spesso che pensavano fosse solo una scarpa, non una persona reale.

McEnroe ha raccontato di essere stato fermato più volte durante le sue passeggiate da persone che gli si sono rivolte dicendogli “Ehi, tu sei il tizio di ‘Mr Deeds!’”. “È chiaro che non avevano la benché minima idea che io avessi mai impugnato una racchetta, ha aggiunto. Non gli è ancora successo con “Non ho mai…” perché lo show è stato distribuito in aprile e non si è fatto vedere molto in giro ultimamente. Quando va in giro per negozi, è solito coprirsi usando la mascherina. Quando la situazione tornerà alla normalità, non sarà improbabile che un giovane lo incontri e chieda un autografo ed un selfie con l’uomo dentro il cervello di Devi. Ramakrishnan, la diciottenne che recita la parte di Devi, ha detto che ha dovuto cercare McEnroe su Google per sapere chi fosse. Adesso sa che non è una semplice creazione per il piccolo schermo. “Sono uno di quelli fortunati”, ha detto McEnroe a tal proposito.

Traduzione a cura di Alberto Abbate

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I re del Roland Garros: Rafael Nadal, l’uomo del 118-2, compie 34 anni

Rafa festeggia il compleanno lontano da Parigi appena per la terza volta lontano negli ultimi 16 anni. Un decennio e mezzo in cui al Roland Garros ha perso la miseria di due partite

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Rafael Nadal, a terra - Roland Garros 2019 (via Twitter, @rolandgarros)

Che Rafael Nadal sia indiscutibilmente il più grande terraiolo di tutti i tempi non è e non sarà in discussione chissà per quanti anni; anche i tifosi di Borg – che festeggia il compleanno tra tre giorni – si saranno ormai dovuti rassegnare. Nessuno, né in campo maschile, né in quello femminile, è mai riuscito a vincere uno stesso Slam per 12 volte. Nessuno, tranne lui. Ovviamente e rigorosamente a Parigi.

Certo, senza questa pandemia domenica 7 giugno lo spagnolo avrebbe potuto fare tredici sul suo campo preferito, che dovrà attendere ancora un po’ per sfoggiare il suo nuovo tetto retrattile. Rafa deve inoltre accontentarsi di spegnere le trentaquattro candeline lontano dal Philippe Chatrier, una dinamica tanto inusuale che negli ultimi quindici anni si è verificata solo due volte – nel 2009 per colpa di Soderling e nel 2016 a causa di un problema al polso che l’ha costretto al ritiro prima del terzo turno. Chissà se il futuro gli riserverà altre occasioni di festeggiare il compleanno, che ricorre oggi, sollevando la coppa dei moschettieri; solo il tempo conosce la risposta, ma non vi consigliamo di scommettere contro un tale tiranno (in questo caso il tiranno è Nadal, mica il tempo).

C’è però un’altra statistica che esprime con ancora maggior forza la sua infinita grandezza, quel dominio assoluto e praticamente incontrastato sulla sua superficie preferita. Nel corso della carriera Rafa ha disputato, nell’arco di 15 anni, ben 120 incontri sul mattone tritato sulla lunga distanza, tre set su cinque. Tutti i match a Bois de Boulogne, quelli della defunta Coppa Davis (ah, quanto ci manca…!) alcune vecchie finali dei 1000 e non solo.

Bene, il verdetto pressoché unanime recita in questo genere di partite il seguente score: 118 vittorie e 2 sconfitte. 118-2. Se non è il record più incredibile e impressionante dell’intera storia del tennis ‘avanti COVID-19’ ci siamo piuttosto vicini, e merita pertanto di essere tramandato ai posteri, scolpito nero su bianco, come personalissimo regalo di compleanno per Rafa.

Di seguito vi proponiamo la lista completa delle 120 partite giocate da Nadal sul mattone tritato sulla lunga distanza; se siete abbastanza esperti da non avere bisogno del ripasso, potete saltare direttamente in fondo per leggere il riepilogo degli avversari affrontati e le nostre conclusioni.

 

2004
1) Davis SF Clement (65) W 64 61 62
2) Davis F Roddick (2) W 67(6) 62 76(6) 62

2005
3) Montecarlo F Coria (9) W 63 61 06 75
4) Barcellona F Ferrero (58) W 61 76(4) 63
5) Roma F Coria (11) W 64 36 63 46 76(6)
6) RG R128 Burgsmuller (96) W 61 76(4) 61
7) RG R64 Malisse (46) W 62 62 64
8) RG R32 Gasquet (31) W 64 63 62
9) RG R16 Grosjean (24) W 64 36 60 63
10) RG QF Ferrer (21) W 75 62 60
11) RG SF Federer (1) W 63 46 64 63
12) RG F Puerta (37) W 67(6) 63 61 75
13) Stoccarda F Gaudio (13) W 63 63 64
14) Davis P.O. Bracciali (92) W 63 62 61
15) Davis P.O. Seppi (78) W 61 62 57 64

2006
16) Montecarlo F Federer (1) W 62 67(2) 63 76(5)
17) Barcellona F Robredo (15) W 64 64 60
18) Roma F Federer (1) W 67(0) 76(5) 64 26 76(5)
19) RG R128 Soderling (50) W 62 75 61
20) RG R64 Kim (116) W 62 61 64
21) RG R32 Mathieu (32) W 57 64 64 64
22) RG R16 Hewitt (14) W 62 57 64 62
23) RG QF Djokovic (63) W 64 64 ret.
24) RG SF Ljubicic (4) W 64 62 76(7)
25) RG F Federer (1) W 16 61 64 76(4)
26) Davis P.O. Seppi (69) W 60 64 63
27) Davis P.O. Volandri (38) W 36 75 63 63

2007
28) RG R128 Del Potro (59) W 75 63 62
29) RG R64 Cipolla (227) W 62 61 64
30) RG R32 Montanes (50) W 61 63 62
31) RG R16 Hewitt (16) W 63 61 76(5)
32) RG QF Moya (26) W 64 63 60
33) RG SF Djokovic (6) W 75 64 62
34) RG F Federer (1) W 63 46 63 64

2008
35) RG R128 Bellucci (76) W 75 63 61
36) RG R64 Devilder (148) W 64 60 61
37) RG R32 Nieminen (26) W 61 63 61
38) RG R16 Verdasco (23) W 61 60 62
39) RG QF Almagro (20) W 61 61 61
40) RG SF Djokovic (3) W 64 62 76(3)
41) RG F Federer (1) W 61 63 60
42) Davis SF Querrey (39) W 67(5) 64 63 64
43) Davis SF Roddick (8) W 64 60 64

2009
44) Davis 1st RD Tipsarevic (47) W 61 60 62
45) Davis 1st RD Djokovic (3) W 64 64 61
46) RG R128 M. Daniel (97) W 75 64 63
47) RG R64 Gabashvili (72) W 61 64 62
48) RG R32 Hewitt (48) W 61 63 61
49) RG R16 Soderling (25) L 26 76(2) 46 67(2)
50) Davis F Berdych (20) W 75 60 62

2010
51) RG R128 Mina (655) W 62 62 62
52) RG R64 Zeballos (44) W 62 62 63
53) RG R32 Hewitt (33) W 63 64 63
54) RG R16 Bellucci (29) W 62 75 64
55) RG QF Almagro (21) W 76(2) 76(3) 64
56) RG SF Melzer (27) W 62 63 76(6)
57) RG F Soderling (7) W 64 62 64

2011
58) RG R128 Isner (39) W 64 67(2) 67(2) 62 64
59) RG R64 Andujar (48) W 75 63 76(4)
60) RG R32 Veic (227) W 61 63 60
61) RG R16 Ljubicic (37) W 75 63 63
62) RG QF Soderling (5) W 64 61 76(3)
63) RG SF Murray (4) W 64 75 64
64) RG F Federer (3) W 75 76(3) 57 61
65) Davis SF Gasquet (15) W 63 60 61
66) Davis SF Tsonga (10) W 60 62 64
67) Davis F Monaco (26) W 61 61 62
68) Davis F Del Potro (11) W 16 64 61 76(0)

2012
69) RG R128 Bolelli (111) W 62 62 61
70) RG R64 Istomin (43) W 62 62 60
71) RG R32 Schwank (192) W 61 63 64
72) RG R16 Monaco (15) W 62 60 60
73) RG QF Almagro (13) W 76(4) 62 63
74) RG SF Ferrer (6) W 62 62 61
75) RG F Djokovic (1) W 64 63 26 75

2013
76) RG R128 Brands (59) W 46 76(4) 64 63
77) RG R64 Klizan (35) W 46 63 63 63
78) RG R32 Fognini (29) W 76(5) 64 64
79) RG R16 Nishikori (15) W 64 61 63
80) RG QF Wawrinka (10) W 62 63 61
81) RG SF Djokovic (1) W 64 36 61 67(3) 97
82) RG F Ferrer (5) W 63 62 63
83) Davis P.O. Stakhovsky (92) W 60 64 64

2014
84) RG R128 Ginepri (279) W 60 63 60
85) RG R64 Thiem (57) W 62 62 63
86) RG R32 L. Mayer (65) W 62 75 62
87) RG R16 Lajovic (83) W 61 62 61
88) RG QF Ferrer (5) W 46 64 60 61
89) RG SF Murray (8) W 63 62 61
90) RG F Djokovic (2) W 36 75 62 64

2015
91) RG R128 Halys (296) W 63 63 64
92) RG R64 Almagro (154) W 64 63 61
93) RG R32 Kuznetsov (120) W 61 63 62
94) RG R16 Sock (37) W 63 61 57 62
95) RG QF Djokovic (1) L 57 36 16

2016
96) RG R128 Groth (100) W 61 61 61
97) RG R64 Bagnis (99) W 63 60 63

2017
98) RG R128 Paire (45) W 61 64 61
99) RG R64 Haase (46) W 61 64 63
100) RG R32 Basilashvili (63) W 60 61 60
101) RG R16 Bautista Agut (18) W 61 62 62
102) RG QF Carreno Busta (21) W 62 20 ret.
103) RG SF Thiem (7) W 63 64 60
104) RG F Wawrinka (3) W 62 63 61

2018
105) Davis QF Kohlschreiber (34) W 62 62 63
106) Davis QF A. Zverev (4) W 61 64 64
107) RG R128 Bolelli (129) W 64 63 76(9)
108) RG R64 Pella (78) W 62 61 61
109) RG R32 Gasquet (32) W 63 62 62
110) RG R16 Marterer (70) W 63 62 76(4)
111) RG QF Schwartzman (12) W 46 63 62 62
112) RG SF Del Potro (6) W 64 61 62
113) RG F Thiem (8) W 64 63 62

2019
114) RG R128 Hanfnann (180) W 62 61 63
115) RG R64 Maden (114) W 61 62 64
116) RG R32 Goffin (29) W 61 63 46 63
117) RG R16 Londero (78) W 62 63 63
118) RG QF Nishikori (7) W 61 61 63
119) RG SF Federer (3) W 63 64 62
120) RG F Thiem (4) W 63 57 61 61

LE 120 PARTITE IN NUMERI

  • totale set disputati: 391
  • totale set vinti: 353 (90,28%)
  • totale set persi: 38 (9,72%)
  • match finiti al quinto set: 4 (3,33% del totale degli incontri, tutti vinti, di cui 1 finito ad oltranza e 2 al tie-break)
  • totale set finiti al tie-break: 33 (8,44%, di cui 24 vinti e 9 persi)
  • totale set finiti 6-0: 26 (6,65%, di cui 25 vinti e 1 perso)
  • match disputati al Roland Garros: 95 (di cui 93 vinti e 2 persi)
  • match disputati in Davis: 18 (tutti vinti)
  • top 10 incontrati: 35 (34 vittorie e 1 sconfitta)
  • n.1 incontrati: 9 (8 vittorie e 1 sconfitta)
  • finali disputate (esclusi gli incontri di finale di Davis): 19 (tutte vinte)
  • finali disputate al RG: 12 (tutte vinte)

GLI AVVERSARI AFFRONTATI

8 volte: Federer (4 RG F, 2 RG SF, 1 Montecarlo F, 1 Roma F, tutte vinte), Djokovic (2 RG F, 3 RG SF, 2 RG QF di cui uno perso, 1 Davis)

4 volte: Ferrer, Hewitt, Soderling (1 sconfitta), Thiem, Almagro

3 volte: Gasquet, Del Potro

2 volte: Coria, Roddick, Wawrinka, Murray, Ljubicic, Seppi, Bolelli, Bellucci, Monaco, Nishikori

1 volta: Verdasco, Fognini, Carreno Busta, Robredo, Berdych, Clement, Ferrero, Burgsmuller, Malisse, Grosjean, Puerta, Gaudio, Bracciali, Kim, Mathieu, Volandri, Cipolla, Montanes, Moya, Devilder, Nieminen, Querrey, Tipsarevic, M. Daniel, Gabashvili, Mina, Zeballos, Melzer, Isner, Andujar, Veic, Tsonga, Istomin, Schwank, Brands, Klizan, Stakhovsky, Ginepri, L. Mayer, Lajovic, Halys, Kuznetsov, Sock, Groth, Bagnis, Paire, Haase, Basilashvili, Bautista Agut, Kohlschreiber, A. Zverev, Pella, Marterer, Schwartzman, Hanfmann, Maden, Goffin, Londero

CONSIDERAZIONI FINALI

Delle 120 partite in questione, 95 si sono disputate al Roland Garros, 18 in Davis (imbattuto) e 7 in finali ATP (imbattuto).

Dei 95 incontri al RG ben 91 si sono conclusi con una vittoria dello spagnolo in tre o quattro set. Le altre quattro partite sono: le due perse da Soderling (2009) e Djokovic (2015), quella vinta col serbo 9-7 al quinto nella semifinale del 2013 e quella vinta 6-4 sempre al quinto con Isner al primo turno 2011.

Nelle dodici edizioni vinte, Nadal ha dovuto sconfiggere sei volte Federer e sei Djokovic.

Rafa ha vinto tutte le dodici semifinali giocate al RG (tre con Nole e due con Roger) e tutte le 12 finali parigine (quattro con Federer e due con Djokovic). Le dodici volte che è giunto in semifinale a Parigi ha dunque sempre vinto il torneo (24-0).


Re e Regine del Roland Garros

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Berrettini: “Sto bene e mi alleno con Tiafoe. Ajla? Se non ci siamo lasciati dopo la quarantena…”

Matteo è ancora a Boca Raton. Non c’è la data del rientro in Italia: “Stiamo decidendo”. Sulla tendenza a infortunarsi: “Ho accettato di non poter cambiare questa cosa. Convivo con le caviglie instabili”

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Matteo Berrettini, conferenza - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

L’Italia ha sofferto e io con lei, da lontano. Ero sempre in contatto con la mia famiglia e so quanto è stato difficile. Siamo una grande paese, non dobbiamo mollare ma farci forza. Siamo un popolo coraggioso, lo dimostriamo in campo e fuori. Dobbiamo solo stare uniti e darci una mano. Questa è la chiave per ripartire“. Non perde lo spirito patriottico Matteo Berrettini, ancora confinato – per sua scelta, s’intende – a Boca Raton, in Florida, in attesa di rientrare in Italia. “Per il momento stiamo ancora decidendo come muoverci. Insieme al team abbiamo qualche opzione, stiamo aspettando di prendere una decisione definitiva. Matteo ha rilasciato queste dichiarazioni a La Gazzetta dello Sport, confermando di essere guarito dagli acciacchi e di sentirsi bene.

Non si sbottona però sulla data di rientro e di conseguenza sulla sua eventuale presenza a Todi, dove a partire dal 21 giugno si disputeranno i Campionati Italiani Assoluti. Le priorità del tennista romano, che ad aprile ha compiuto 24 anni, sono e rimangono mantenere l’integrità fisica e al contempo intensificare gli allenamenti, gradualmente. Per ora in Florida, e quando sarà il momento sui campi italiani. A Boca Raton si sta avvalendo dell’aiuto di Paolo Volpicelli, un giovane allenatore – ha solo cinque anni in più di Matteo – molto amico di Vincenzo Santopadre. Berrettini ha avuto anche l’occasione di allenarsi con Frances Tiafoe.

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Trying to look good but @coachpaolovolpicelli and @bigfoe1998 photobomb every pic… 🙄 – 📷🙏 @marcoperretta

 

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PROBLEMI FISICI – Della fragilità delle sue caviglie, di cui ormai è consapevole, aveva già parlato una decina di giorni fa, ed è tornato sull’argomento durante una breve comparsata in ‘Spazio Tennis‘, una trasmissione di SportFace. Ha raccontato di essere soggetto agli infortuni sin da inizio carriera, al punto da arrivare a chiedersi se fosse destinato a fare l’atleta professionista, ma con il tempo ha imparato a considerarlo un limite superabile: “Quando ero più piccolo era un continuo: guariva la spalla e mi facevo male al polso, poi la caviglia, poi la schiena… ma ho accettato di non poter cambiare questa cosa e di dover lavorare per essere migliore. C’è chi convive con il fatto che fa doppi falli, chi convive con il fatto che a rete non si sente comodo; io convivo con il fatto che le mie caviglie non sono stabili“.

Le stesse caviglie che hanno tradito anche Fabio Fognini, costretto a una doppia operazione. “Ma lui ha qualche chilometro in più sulle gambe” ha scherzato Matteo. “Sapevo che Fabio aveva dolore. Me ne aveva parlato, era indeciso sul da farsi, ma ha scelto il momento giusto per farsi operare. Gli faccio un grande in bocca al lupo e l’augurio di una guarigione il più veloce possibile. Per fortuna in carriera non ha avuto troppi infortuni quindi lo aspettiamo in campo più forte di prima“.

VITA DI COPPIA – Berrettini ha parlato anche dell’argomento ‘convivenza forzata’ con Ajla Tomljanovic, con la quale ha condiviso a stretto contatto gli ultimi tre mesi, dal periodo di piena pandemia al lento ritorno alla normalità. “Un’esperienza bella ma c’è da fare un passo indietro e capire che prima del lockdown ci vedevamo poco, ci eravamo ‘vissuti’ poco come coppia. Passare da questo a stare sempre insieme per tre mesi è… pesante, anche se è una cosa bella. Soprattutto ci siamo anche allenati insieme, e lì ognuno ha la sua mentalità: io vivo l’allenamento in modo più rilassato, lei è un po’ troppo seria e quando scherzavo troppo si arrabbiava. Queste cose ci hanno fatto crescere tanto. Se non ci siamo lasciati dopo questa quarantena non so quando…” ha concluso Matteo sorridendo.

Una battuta anche sul ritorno in campo. “Sembra che il 15 giugno arriverà la decisione dello US Open, e a cascata decideranno tutti gli altri. Spero di esserci. Internazionali d’Italia? Sarebbe bellissimo poter giocare, è il torneo di casa e ci tengo particolarmente“.

A.S.

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