Miomir Kecmanovic reporter per un giorno

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Miomir Kecmanovic reporter per un giorno

Il next gen serbo si diverte a intervistare le stelle del circuito con domande simpatiche e decisamente poco legate al tennis

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Nella pancia dell’Hard Rock Stadium, Miomir Kecmanovic si è improvvisato reporter per un giorno, intervistando molte stelle del circuito ATP. Il giovane serbo si è sbizzarrito con le domande, chiedendo ad esempio a Roger Federer quale dei suoi quattro figli fosse il suo preferito o quale fosse l’anime (cartone animato giapponese, ndr) preferito di Kei Nishikori. Sempre al giapponese, dato lo status di superstar di cui gode in patria, ha poi chiesto se fosse in grado di comprare l’intera isola. “Non ancora. Mi serviranno ancora un paio d’anni.”

Kecmanovic si è poi rivolto al connazionale Novak Djokovic, cercando di ottenere in regalo qualche trofeo Slam. “Certo, tanto ne ho un sacco“, è stata la risposta divertita di Nole. Con Thiem invece il giovane Miomir si è lamentato di non essere stato menzionato durante il discorso di premiazione ad Indian Wells, visto che si sono allenati insieme in off season e dunque molto merito della vittoria in California è anche suo. Prontissima la replica dell’austriaco: “Beh io ci sono rimasto male che non mi hai ringraziato in conferenza stampa quando sei entrato in top 100!

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Murray cerca partner: Sharapova ignorata, no di Barty e Mladenovic

L’ex n.1 ci ha preso gusto dopo il successo al Queen’s. A Wimbledon farà coppia con Herbert, ma vuole anche il misto. Mamma Judy ci scherza su e propone… nonna Shirley. Intanto Andy sogna il rientro in singolare allo US Open

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Andy Murray - Queen's 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Lui ci ha preso gusto. E il circuito del doppio gongola, in prospettiva di un’estate diversa dalle altre: riflettori puntati addosso, altro che la solita marginalità. C’è la firma di Andy Murray su una delle vicende più appassionanti di questi giorni. Il ritorno sulla scena già di per sé prodigioso per la tempistica – poi addirittura vincente, nella foto da copertina con Feliciano – gli ha suggerito di cavalcare l’onda. L’ipotesi di rientrare in singolare allo US Open, per quanto complicata, non sembra più utopia. “Potenzialmente mi sembra il posto giusto (ci ha vinto il primo Slam, nel 2012, ndr), però non voglio mettermi pressione o creare aspettative“.

Ma è la prospettiva più immediata ad attirare l’attenzione: il giardino di casa, Wimbledon, lo vedrà certamente protagonista insieme a uno specialista del calibro di Pierre-Hugues Herbert, per l’occasione (la seconda, dopo il Roland Garros) separato dallo storico compagno Nicolas Mahut. Il fattore Murray, evidentemente, ha spostato gli equilibri. Se l’erba di Church Road si pensava potesse essere la pista per l’ultimo giro di valzer, l’aria che tira è invece quella di un improvviso rilancio di carriera. Con la vista sul medio termine, quantomeno a livello di motivazioni.

Giova ricordare che nessun tennista di primo livello, con una protesi impiantata nell’anca, ha ripreso a giocare in singolare. Il precedente in doppio – dove le sollecitazioni richieste al fisico sono minori – invece c’è ed è stato fonte di ispirazione per Murray: Bob Bryan a gennaio gli suggerì dove operarsi, provando a fargli passare subito dalle mente le ventilate possibilità di ritiro. Lo statunitense, ex numero uno della specialità, ci era già passato con successo e gli ha indicato la strada. Non che Andy stia scoprendo adesso il doppio: ci ha giocato, quando ha voluto, in maniera abbastanza proficua insieme al fratello Jamie (che però a Wimbledon, da top player qual è, non si è voluto prestare a esperimenti).

La coppia con Herbert risulta in ogni caso intrigante anche dal punto di vista tecnico. E poi, come dicevamo, Murray ci ha preso gusto. Al punto da dare il via anche alla ricerca di una partner per il doppio misto: “Ashleigh Barty mi ha detto no, ho ricevuto un bel po’ di rifiuti a dire il vero“, ha raccontato in conferenza stampa con un accenno di sorriso. Due di picche anche da Kiki Mladenovic, due volte campionessa Slam di specialità e titolare di legittime ambizioni nel doppio femminile, lei che nel 2014 perse (insieme a Babos) la finale contro Errani/Vinci. “Si tratta della decisione più difficile della mia carriera – ha twittato la compagna di Dominic Thiem -, ma il mio team ha pensato che competere in tutti e tre i tornei qui a Wimbledon sarebbe troppo“.

La questione ha preso una piega social parallela, al punto che anche Maria Sharapova su Twitter ha avanzato la sua candidatura. Un approccio accolto con freddezza: “Ho visto il suo messaggio, però no, non ci ho fatto molto caso“. La distanza tra i due risale ai tempi della squalifica per doping della russa, quando Murray si schierò esplicitamente tra i colpevolisti sul caso Meldonium. In attesa di proposte più serie, la questione sta diventando trend topic anche grazie a mamma Judy che sembra sguazzarci. È lei stessa ad aver reso un tormentone il video in cui simpaticamente è nonna Shirley, 85 anni, a proporsi come partner per il nipote. La selezione prosegue, con il limite (non troppo lontano) dell’ufficializzazione dell’entry-list.

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Wimbledon, tabellone qualificazioni femminili: ci provano quattro azzurre

Paolini, Trevisan, Gatto-Monticone e Di Giuseppe proveranno a raggiungere Camila Giorgi nel main draw. Gli orari delle italiane in campo martedì

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Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

Sono quattro le azzurre impegnate nel tabellone delle qualificazioni di Wimbledon, con l’obiettivo di non lasciare da sola Camila Giorgi nel main draw. Gli incontri si disputeranno tutti nella giornata odierna sui campi di Roehampton. Dopo esserci riuscita al Roland Garros, Jasmine Paolini (147 WTA) proverà a regalarsi il secondo accesso consecutivo al tabellone di un major. Sulla strada della toscana l’unica testa di serie sorteggiata contro le azzurre, la russa Varvara Flink (28 del seeding, 140 del mondo).

C’è partita, così come – almeno sembra – negli altri tre incroci. Sulla strada di Martina Trevisan ecco la francese Jessica Ponchet, più indietro nel ranking (167 contro 190) e beneficiaria di una wild card al Roland Garros, dove ha perso al primo turno da Belinda Bencic. Se Trevisan e Paolini si erano già cimentate in un paio di occasioni con le quali dello Slam londinese, sono invece al debutto Martina Di Giuseppe e Giulia Gatto Monticone.

Per la romana, 28 anni, è quasi scontro generazionale contro la classe 2000 australiana Destanee Aiava che ha debuttato all’Australian Open da wild card di casa e pochi giorni fa ha superato Aryna Sabalenka al debutto a s’-Hertogenbosh. Per la torinese, altra reduce da Parigi, l’ostacolo è Raluca Serban. La rumena (che adesso gioca per Cipro) ha avuto la meglio nell’unico precedente datato 2017.

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A comandare il tabellone cadetto è la spagnola di origini moldave Aliona Bolsova, 94 WTA, che al Roland Garros ha superato i primi tre turni del main draw suscitando anche grande curiosità per il personaggio. Più che mai eterogeneo il quadro delle partecipanti, che comprende giocatrici collaudate come Christina McHale e Irina-Camelia Begu. Ma dovranno fare i conti con le giovani rampanti, in cerca di gloria erbivora. Le belle giornate parigine giustificano il numero due del seeding per Anna Blinkova.

Ci provano anche le campionesse Slam junior, debuttanti da queste parti: Cori Gauffche vanta già un ricco contratto milionario con Barilla, a 15 anni, frutto del trionfo al Roland Garros 2018 – ha beneficiato di una wild card e sfiderà proprio la testa di serie numero uno. Più abbordabile l’impegno per Whitney Osuigwe, che di anni ne ha 17 e a Parigi ha sollevato il trofeo un anno prima: da nona testa di serie, vanta i favori del pronostico contro la spagnola Cristina Bucsa.

Le azzurre in campo martedì (inizio incontri ore 12)

 
  • M. Di Giuseppe vs D. Aiava (primo match, court 8)
  • G. Gatto-Monticone vs R. Serban (secondo match, court 5)
  • M. Trevisan vs J. Ponchet (terzo match, court 15)
  • J. Paolini vs [28] V. Flink (terzo match, court 16)

Il tabellone aggiornato

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Challenger Milano: Musetti impara in fretta

Esordio con vittoria per il baby azzurro all’ASPRIA Tennis Cup. “Tra i professionisti ci vuole tanta continuità: sto affinando questa caratteristica”. Avanzano Forti e Bonadio, a Ocleppo il derby azzurro

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Lorenzo Musetti - ATP Challenger Milano 2019 (foto Francesco Peluso)

La gloria dei tornei giovanili è definitivamente archiviata. Adesso, per Lorenzo Musetti, è tempo di costruire. Il 17enne di Carrara si è lanciato definitivamente nel circuito Challenger e l’ASPRIA Tennis Cup – Trofeo BCS (46.600€, terra) è una bella occasione per raccogliere punti e migliorare un ranking che lo vede al numero 460. Sotto un sole cocente, nel catino del campo centrale, ha superato 7-6 6-3 il russo Pavel Kotov. È rimasto in campo quasi due ore, assicurandosi tre punti ATP e la possibilità di affrontare (martedì, nel big match programmato non prima delle 18) un professionista affermato come Taro Daniel.

Kotov gioca un tennis un po’ strano, varia tantissimo, non è semplice affrontarlo – racconta Musetti – ho avuto bisogno di un po’ di tempo per capirlo. Questo, unito a un pizzico di tensione, mi ha fatto perdere i primi tre game. Ho recuperato bene, poi sono stato bravo a vincere un lunghissimo decimo game, annullando diversi setpoint. Quel gioco mi ha dato forza e fiducia e sono andato sul 6-5 e servizio. Lì ho subìto un break a zero. Quella situazione non mi è piaciuta, perché il set avrebbe dovuto finire 7-5. Per fortuna ho reagito bene e nel tie-break ho concesso solo due punti.

Anche nel secondo, in svantaggio di un break, Musetti ha reagito bene, mostrando un tennis vario e completo. E, soprattutto, con evidenti margini di crescita. “Mi ero preparato bene al caldo – dice il carrarino – già a Parigi e a Parma erano capitate giornate del genere. Mi sono integrato bene, ho respirato correttamente, mi sono preso il tempo necessario tra un punto e l’altro. In questi casi è importante cercare di non farci caso e non permettere che diventi una scusa. In effetti si faticava, soprattutto negli scambi lunghi, ma è fondamentale non farlo capire all’avversario. Sono soddisfatto di questo: pur non giocando una partita buonissima ho lottato su tutti i punti”.

OBIETTIVO TOP-300 PER FINE ANNO – Sono trascorsi cinque mesi da quando Musetti ha iniziato a frequentare con assiduità il circuito professionistico: i primi bilanci si faranno tra qualche mese, ma è interessante conoscere la situazione… “a metà del guado”. Vengo da un periodo senza troppa convinzione, pur giocando bene a tennis – dice Musetti – a Vicenza e Parma, per esempio, ho giocato piuttosto bene ma ho perso al primo turno senza sfruttare le chance avute. C’era un po’ di rammarico, ma mi sto allenando bene. Oggi ho vinto senza giocare troppo bene e questo mi dà una certa fiducia per il resto del torneo”.

Dopo qualche mese tra i professionisti, Musetti è sempre più convinto di quello che li differenzia dai junior: la costanza. “L’ho sempre sostenuto e adesso ne sono ancora più convinto. I professionisti mantengono lo stesso livello per tre ore, mentre alcuni ragazzi raggiungono picchi ancora più elevanti ma poi non hanno continuità e non concretizzano. Da quando ho affinato questo aspetto, le cose sono migliorate – racconta Musetti, accompagnato a Milano da coach Simone Tartarini – faccio un esempio: a Barletta ho affrontato un buon top-200 ATP, Filip Horansky. Ho giocato un primo set magnifico e l’ho vinto 6-1. Lui non ha fatto una piega, io sono calato un briciolo e lui ha preso il sopravvento. Ma non perché giocassi male: è bastato calare di una minima percentuale.

Parlando di obiettivi, pur senza pensarci più di tanto, Lorenzo vorrebbe chiudere l’anno intorno al numero 300 ATP. “O magari appena meglio, in modo da raccogliere ancora qualche punto l’anno prossimo e giocare le qualificazioni degli Slam o di qualche ATP 250. In questo momento, il mio obiettivo è andare il più a fondo possibile nei Challenger”. Il test contro Taro Daniel (n.103 ATP) capita nel momento giusto per testare un livello che è sempre più alto, proprio come l’ASPRIA Tennis Cup. “Il circolo è molto bello, non c’ero mai stato. È elegante, prestigioso, mi sto trovando davvero bene. L’organizzazione è buona e sono rimasto impressionato dalla qualità della palestra”.

OCLEPPO A RITMO DI DANCE, AVANTI FORTI E BONADIO – Il resto di giornata è stato decisamente positivo per gli azzurri. Alle sconfitte di Riccardo Balzerani e Alessandro Bega nelle qualificazioni, si sono contrapposti i successi contro classifica di Francesco Forti e Riccardo Bonadio. Forti (numero 427 ATP) ha lasciato appena cinque giochi all’esperto Tomislav Brkic (n.297) e tornerà in campo già martedì contro il dominicano José Hernandez Fernandez. Bonadio (n.377 ATP) ha schiantato alla distanza il croato Borna Gojo (n.313), che peraltro ha cinque anni meno di lui. Il ragazzo di San Vito al Tagliamento, che ha potuto giocare tanti Challenger grazie all’ottima classifica ITF, ha mostrato – come di consueto – un ottimo rovescio a una mano e ha raccolto un successo importante in vista di un affascinante secondo turno contro Hugo Dellien, testa di serie numero 1.

In chiusura di giornata, sorprendente esito del derby azzurro tra Julian Ocleppo e Raul Brancaccio, non tanto perché ha vinto il giocatore peggio piazzato in classifica, ma per il modo in cui è maturato il 6-1 3-6 7-5 per Ocleppo. Vinto il secondo set, Brancaccio aveva totalmente in controllo la partita. Avanti 5-2, con due break di vantaggio, è piombato un un black out finale che ha permesso al piemontese di intascare cinque giochi di fila, per la soddisfazione del suo coach, l’ex doppista Alessandro Motti. Bisogna riconoscere a Ocleppo un tennis di grande qualità nel finale (proprio mentre la vicina piscina dell’ASPRIA Harbour Club aveva fatto partire alcune canzoni da discoteca), oltre a una tenuta psicologica notevole. Non sempre gli era riuscito in passato.

Al secondo turno, il figlio dell’ex top-30 Gianni se la vedrà con Pedro Sousa (che ha seguito il match insieme a coach Rui Machado). Tra gli altri match si segnalano i successi di Martin Cuevas (fratello minore di Pablo) e Marcelo Arevalo, tennista salvadoregno che sta alternando l’attività in singolare a quella in doppio (in cui è n.70 del mondo). Il programma di martedì è decisamente interessante: il clou sarà il già citato Musetti-Daniel, ma ci sarà anche l’esordio di Giulio Zeppieri, altro golden boy del tennis azzurro, reduce da una splendida semifinale a Parma. Per lui ci sarà il qualificato Molcan. Curiosità anche per la performance dei giornalisti Carlo Annovazzi e Giovanni Battista Olivero, emersi dal rodeo giocato un paio di settimane fa. Se la vedranno contro Bonadio-Heyman: ulteriore attrazione di una giornata piena di tennis, al via alle 10 del mattino.

 

Ufficio Stampa ASPRIA Tennis Cup – Trofeo BCS

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