Qualificazioni Wimbledon: inizio difficile per gli azzurri, solo 4 vittorie su 13

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Qualificazioni Wimbledon: inizio difficile per gli azzurri, solo 4 vittorie su 13

Sono 9 le sconfitte degli italiani nella prima giornata delle qualificazioni maschili a Roehampton. Avanzano Napolitano, Caruso, Mager e Arnaboldi

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La prima giornata di qualificazioni dei Championships ci conferma che l’erba, a dispetto da quanto fatto vedere da Matteo Berrettini nelle ultime due settimane, resta una superficie ostica per la maggior parte dei nostri rappresentanti: dei tredici italiani in gara, in quattro passano al secondo turno.

Stefano Napolitano si è imposto in tre set su Matthias Bachinger e troverà ora Yuichi Sugita. Un giapponese (Hiroki Moriya) anche per Andrea Arnaboldi, vittorioso per 8-6 al terzo sull’inglese Peniston. Continuano i progressi del ligure Gianluca Mager che, superato il kazako Nedovyesov, si giocherà l’accesso al turno decisivo contro il francese Enzo Couacaud.

Vittoria in rimonta per Salvatore Caruso contro Ze Zhang; il siciliano se la vedrà con la sorpresa della giornata, il trentenne australiano e mai top 100 John-Patrick Smith che si è liberato 6-3 6-4 di Nicolas Mahut, uno che sui prati sa dire la sua anche a 37 anni. Questa volta, però, il volleatore francese si è scontrato con un avversario che ha servito molto bene e che ha trovato presto fiducia con la risposta.

Vittoria sofferta (8-6 al terzo) per il numero 1 del tabellone cadetto Corentin Moutet contro l’austriaco Lucas Miedler. Saltano invece le tds 2 e 3, rispettivamente Laaksonen e Maden, mentre passa il turno il n. 4 Alexei Popyrin.

 

La giornata si è allungata sul campo 2 dove era impegnato Jannik Sinner. Contro l’australiano Alex Bolt, n. 143 ATP, il diciassettenne di San Candido ha vinto il primo set per 6-2 e ha strappato il servizio all’avversario all’inizio del secondo parziale, subendone poi il ritorno e cedendo per 7-5. Nel primo gioco della partita finale, Jannik non sfrutta cinque palle break e altre quattro fra il settimo e il dodicesimo gioco, dovendone salvare solo una. Arrivati a sei pari, si va a oltranza con Sinner costretto a inseguire nel punteggio, mentre le occasioni in risposta spariscono per entrambi – fino all’11-10, quando Jannik si ritrova 15-40 e Bolt trasforma il secondo match point.

Risultati italiani:

[7] J. Vesely b. S. Bolelli 6-4 6-2
C. Eubanks b. L. Vanni 7-6(9) 3-6 6-3
S. Napolitano b. [15] M. Bachinger 7-5 1-6 6-4
[6] T. Monteiro b. R. Marcora 7-6(5) 7-6(3)
G. Soeda b. F. Baldi 6-4 3-6 6-1
[18] S. Caruso b. Z. Zhang 5-6 7-5 6-1
D. Elahi Galan b. [32] L. Giustino 7-6(2) 6-3
A. Bolt b. J. Sinner 2-6 7-5 12-10
Y. Hanfmann b. A. Giannessi 7-5 7-5
[22] G. Mager b. A. Nedovyesov 6-3 5-7 6-4
M. Moraing b. F. Gaio 6-2 7-5
A. Arnaboldi b. R. Peniston 6-1 5-7 8-6
B. Rola b. [5] S. Travaglia 6-7(7) 6-2 6-4

IL TABELLONE COMPLETO

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WTA Cincinnati, Karolina Pliskova su Venus Williams: “Sono rimasta sorpresa del suo livello”

L’ex numero uno del mondo parla del suo futuro e riflette sulla carriera di Venus e Serena Williams

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Karolina Pliskova - US Open 2021 (photo Garrett Ellwood/USTA)

Karolina Pliskova ha sconfitto Venus Williams nel primo turno del WTA1000 di Cincinnati, e la conferenza stampa dell’ex numero uno del mondo è chiaramente ricca di domande sulle due sorelle Williams, con Serena che si ritirerà dopo lo US Open. “No, sicuramente sono ancora enormi leggende non importa quale età abbiano, o il loro tennis recente. Naturalmente né Venus né Serena hanno vinto molte partite nell’ultimo anno. Ma sono comunque delle grandi giocatrici. Senti il peso del giocare contro di loro. L’ho sentito oggi. In realtà, ha giocato molto bene il primo set. Sono rimasta sorpresa perché ho visto alcune delle sue partite l’ultima volta settimana a Washington, e pensavo che non stesse giocando così bene. Quindi sono rimasta un po’, tipo, sorpresa. Ma, voglio dire, non dovrei essere sorpresa perché è una grande giocatrice. Vediamo quanto tempo Venus giocherà. Ovviamente sappiamo già che Serena si ritirerà fra poco.“.

La tennista ceca ha proseguito parlando delle sue prospettive di carriera, con Pliskova ormai trentenne che non sente il ritiro vicino. “Quando avevo 20 anni pensavo, ok, gioco fino a 30
e basta. Ho 30 anni e sono ancora qui. Non ho proprio voglia di smettere di giocare a tennis in questo momento, mi diverto ancora come anche Venus e Serena. Quindi penso di voler solo vedere come andrà quest’anno, o l’anno prossimo. Ma voglio anche mantenere un certo livello. Non voglio cominciare a perdere tanto e a farmi vedere con un livello di gioco basso. Non mi ci vedo a giocare piccoli tornei e a stare attorno alla trecentesima o quattrocentesima posizione. Amo il tennis ma non mi ci vedo in quella situazione. Sarà difficile lasciare, quando sarà.
“.

Pliskova chiude con un pensiero sul suo allenamento con Jez Green, preparatore fisico di Dominic Thiem, che ha recentemente elogiato per averle aperto gli occhi su un certo tipo di preparazione fisica. “Ha una buona esperienza con giocatori simili a me, ovviamente tutti maschi perché ha lavorato con Murray e Zverev. Zverev ha un corpo simile al mio, quindi penso che sappia come lavorare con gli atleti alti, e ha appena fatto il piano in questo modo. Non è come un piano generale che, sai, se vai da un preparatore atletico, mi dice, va bene, oggi corri, domani fai palestra. L’ha reso così specifico. […] Mi sento davvero molto meglio in campo, ed alla fine quella è la cosa più importante di tutte.

 

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Steffi Graf e l’anniversario di quel numero 1 del mondo

Sono passati 35 anni dalla prima volta di Fräulein Forehand in vetta al ranking

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Steffi Graf con la coppa Suzanne Lenglen (foto Twitter @rolandgarros)

Un po’ di malinconia avvolge sempre i cuori degli appassionati di tennis quando si parla di Steffi Graf. Il suo talento, la sua storia, la sua grande determinazione mancano in un periodo nel quale la continuità a livello femminile latita.

Oggi ricorre il 35esimo anniversario da quando la tennista tedesca diventò numero uno al mondo per la prima volta nella sua carriera. Era il 17 agosto 1987 e, dopo aver battuto in finale a Los Angeles Chris Evert, Graf diventò la nuova regina del ranking.

Furono dodici mesi straordinari che consentirono alla tedesca di scalare la vetta del mondo, dopo aver ottenuto 81 vittorie su 84 match giocati, 12 titoli su 15 tornei disputati.

 

Si scaldava per l’anno successivo, il 1988, quando riuscì nella memorabile impresa di centrare il Grande Slam, vincendo i 4 Major. Di più, il Golden Slam, con la medaglia d’oro olimpica ai Giochi di Seul.

La futura moglie di Andrè Agassi rimase in cima alla classifica per ben 377 settimane in tutto da n. 1 al mondo, per 8 stagioni e per 186 settimane di fila.

Paolo Michele Pinto

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Ashleigh Barty e il primo contratto dopo il tennis: “Priorità ad Ash la persona rispetto ad Ash la tennista”

L’ex n. 1 del mondo ricoprirà il ruolo di “Chief of Inspiration” in un’azienda di telecomunicazioni australiana

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Ash Barty in conferenza con i media australiani
Ash Barty in conferenza con i media australiani

I numeri uno spesso si scelgono e si attraggono. Una delle principali aziende di telecomunicazioni australiane, Optus, ha scelto la ex numero uno del tennis internazionale Ash Barty come Chief Inspiration Officer.

Si tratta della prima partnership ufficiale dal suo ritiro. La collaborazione vedrà Barty protagonista in un mix di iniziative di contenuto, programmi di coinvolgimento dei dipendenti e campagne incentrate sulla comunità volte a connettere gli australiani e ispirarli a dire “sì” ai loro sogni, obiettivi e ambizioni.

Il CEO di Optus Kelly Bayer Rosmarin crede che Barty incarni i valori del marchio e che la partnership dimostrerà il potere del Sì a tutti gli australiani: “In Optus, siamo orgogliosi del nostro ruolo nel mantenere gli australiani connessi a ciò che conta di più: dalla vita di tutti i giorni fino ai tempi di crisi nazionale, supportiamo comunità e aziende a prosperare nell’era digitale”.

 

“Ash – spiega Rosmarin – è una vera icona australiana e un modello di ruolo: la sua performance sui campi incarnava lo spirito di sfida, la determinazione e la forza, mentre il suo lavoro nella comunità ha dimostrato il potere dell’ottimismo in azione. Siamo entusiasti di dare vita a questa partnership e ispirare più australiani a consentire il loro futuro tecnologico e sbloccare il potere del ‘sì'”.

Barty è entusiasta di collaborare con un marchio che le ha permesso di portare la sua autenticità nel ruolo: “Ho deciso di dare la priorità ad Ash Barty la persona rispetto ad Ash Barty la tennista, e così facendo ho capito che posso aiutare molte più persone attraverso il mio lavoro di beneficenza, il mio ruolo di National Indigenous Tennis Ambassador e ora con Optus come loro Chief Inspiration Officer”.

Paolo Michele Pinto

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