Verso le Finals di Coppa Davis: i gruppi D, E, F. Italia nelle mani di Fognini e Berrettini

Coppa Davis

Verso le Finals di Coppa Davis: i gruppi D, E, F. Italia nelle mani di Fognini e Berrettini

MADRID – Oggi alle 16 cominciano le finali della nuova Davis. Analizziamo gli ultimi tre gironi: Italia favorita assieme a Gran Bretagna e Australia, ma tutto dipende dai due signori in foto

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Fabio Fognini - Italia-Francia, Coppa Davis 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Madrid, il nostro inviato

Concludiamo l’analisi dei sei gruppi delle finali di Coppa Davis, che cominceranno proprio questo pomeriggio, lunedì, alle ore 16. Nel pezzo pubblicato domenica trovate un ripasso della nuova formula del torneo, oltre all’analisi dei gruppi A, B e C. Qui di seguito passiamo invece al setaccio gli ultimi tre raggruppamenti – D, E e F – che ci riguardano molto da vicino perché in quest’ultimo è inserita l’Italia di Barazzutti, assieme a Canada e Stati Uniti. Occhio soprattutto all’Australia di Kyrgios e de Minaur nel gruppo D, da cui iniziamo.

GRUPPO D

Australia: Nick Kyrgios, John Millman, Alex de Minaur, John Peers, Jordan Thompson
Belgio: Kimmer Coppejans, Steve Darcis, Sandor Gille, David Goffin, Joran Vliegen
Colombia: Juan Sebastian Cabal, Robert Farah, Daniel Elhai Galan, Santiago Giraldo, Alejandro Gonzalez

 

CALENDARIO SFIDE

  • Belgio vs Colombia, 18/11/19, ore 16, Stadio 3 (nessun precedente)
  • Australia vs Colombia, 19/11/19, ore 18, Stadio 3 (nessun precedente)
  • Belgio vs Australia, 20/11/19, ore 18, Stadio 3 (precedenti: 3-2 Belgio)

(Da notare che il Belgio è un po’ la bestia nera dell’Australia, avendolo battuto negli ultimi 3 match e soprattutto avendo rimontato nelle ultime due sfide da una situazione di 1-2)

AUSTRALIA – Capitan Hewitt ha tante frecce al suo arco, dall’estroso e potenzialmente esplosivo Nick KYrgios, all’emergente De Minaur (battuto dal nostro Sinner alle finali Next Gen), al pericoloso (soprattutto sul veloce) John Millman. Thompson e Peers dovrebbero essere la coppia di doppio.

BELGIO – David Goffin non ha avuto una grande stagione; nessun titolo, appena due finali nel circuito. Rimane comunque il leader della squadra belga con Darcis (che si ritirerà dopo l’Australian Open, un vero “uomo Davis” per la sua squadra) e Coppejans che si giocano il posto da secondo singolarista. Gille e Vliegen dovrebbero essere la coppia da schierare in doppio.

COLOMBIA – Sulla carta la cenerentola del girone. Il punto forte del team sudamericano è il doppio con i numeri 1 del ranking Cabal e Farah, vincitori a Wimbledon e agli US Open e semifinalisti al Roland Garros e alle Finals. Il problema saranno i singolari, dove il veterano Giraldo darà sicuramente l’anima anche se sembra lontano dai tempi migliori. Al suo fianco ballottaggio tra Galan e Gonzalez. La Colombia è all’esordio nel World Group.

PRONOSTICO – Sicuramente l’Australia è favorita al di là delle lune di Kyrgios. Il Belgio spera in Goffin e nell’ardore agonistico di Darcis, la Colombia spera in un miracolo per centrare la qualificazione ai quarti.

AUSTRALIA 60% – BELGIO 30% – COLOMBIA 10%

Team Australia – Finali Davis 2019 (via Twitter, @TennisAustralia)

GRUPPO E

Gran Bretagna: Kyle Edmund, Daniel Evans, Andy Murray, Jamie Murray, Neal Skupski
Kazakistan: Alexander Bublik, Andrey Golubev, Mikhail Kukushkin, Aleksandr Nedovyesov, Dmitri Popko
Olanda: Tallon Griekspoor, Robin Haase, Wesley Koolhof, Jean-Julien Rojer, Botic van de Zandschulp

CALENDARIO

  • Kazakistan vs Olanda, 19.11.19, ore 11, Stadio 3 (nessun precedente)
  • Gran Bretagna vs Olanda, 20.11.19, ore 11, Stadio 3 (precedenti: 3-0 Gran Bretagna)
  • Gran Bretagna vs Kazakistan, 21.11.19, ore 11, Stadio 3 (nessun precedente)

GRAN BRETAGNA – Una delle squadre meglio assortite che con il recupero di Andy Murray potrebbe anche ambire alla vittoria finale. Evans e Edmund si giocano il posto da secondo singolarista, in doppio Jamie Murray e Skupski con l’alternativa di Andy sono un’ottimo viatico per cercare di fare strada nella competizione

KAZAKISTAN – Sappiamo che i kazaki, soprattutto Kukushkin, in Davis si trasformano. La presenza del talentuoso ed emergente Bublik al suo fianco nei singolari conferiscono ancor di più all’ex repubblica sovietica la qualifica di vera mina vagante del girone. Da sottolineare il ritorno di Andrey Golubev nella competizione dopo due anni. Nedovyesov e Popko probabile doppio.

OLANDA – Capitan Paul Haarhuis si affida a Robin Haase nei singolari e a Jean-Julien Rojer nel doppio per provare ad andare avanti, ma il compito sembra davvero improbo. Il resto della squadra è davvero poca cosa. Griekspoor dovrebbe essere il secondo singolarista.

PRONOSTICO – Gran Bretagna netta favorita, il Kazakistan ha qualche chance, l’Olanda sembra fuori dai giochi.

GRAN BRETAGNA 70% – KAZAKISTAN 25% – OLANDA 5%

Team Gran Bretagna – Finali Davis 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

GRUPPO F

Canada: Felix Auger-Aliassime, Vasek Pospisil, Brayden Schnur, Denis Shapovalov
Italia: Matteo Berrettini, Simone Bolelli, Fabio Fognini, Andreas Seppi, Lorenzo Sonego
USA: Taylor Fritz, Reilly Opelka, Sam Querrey, Jack Sock, Francis Tiafoe

CALENDARIO

  • Italia vs Canada, 18.11.19, ore 16, Stadio 2 (precedenti: 1-0 Canada)
  • USA vs Canada, 19.11.19, ore 18, Stadio 2 (precedenti: 15-0 USA)
  • USA vs Italia, 20.11.19, ore 18, Stadio 2 (precedenti: 7-3 USA)

L’Italia ha perso l’unico precedente con il Canada a Vancouver nel 2013, quando venne sconfitta 3-1 con Raonic decisivo nei singolari ma con Bracciali e Fognini sconfitti solo 16-14 da Nestor e Pospisil in doppio sul punteggio di 1-1 dopo la prima giornata. Più dolce il ricordo dell’ultima vittoria contro gli Stati Uniti nel 1998, un rotondo 4-1 a Milwaukee con Gaudenzi, Nargiso, Sanguinetti e Pozzi che ci portarono in finale, persa poi a Milano contro la Svezia

CANADA – L’assenza di Raonic toglie una bocca di fuoco importante alla squadra capitanata da Frank Dancevic, che in singolare si dovrebbe affidare a Denis Shapovalov e Felix Auger-Aliassime, anche se quest’ultimo ha avuto dei problemi fisici nell’ultimo periodo. L’alternativa sarebbe Vasek Pospsil che invece crediamo sia sicuro del suo posto in doppio.

ITALIA –Se guardiamo i valori in campo, le classifiche attuali e i risultati di quest’anno, questa è la nazionale più forte dai tempi di Panatta e Barazzutti. Abbiamo due giocatori tra i primi 15, più di un’alternativa come coppia nel doppio e sicuramente un buon livello medio. Quali sono le incognite? Innanzitutto lo stato fisico e mentale di Berrettini che al termine di una stagione esaltante ha affrontato il Masters di fine anno e senza pause si tufferà nell’avventura di Davis. Quanto sarà stanco Matteo? L’altra incognita sono le condizioni fisiche di Fognini, sempre alle prese con il problema alla caviglia che lo ha limitato non poco nel finale di stagione. Con Fabio e Matteo in buona condizione l’Italia potrà tranquillamente dire la sua.

USA – Mardy Fish (all’esordio nella manifestazione, unico insieme a Grosjean tra i capitani presenti alle Finals) punta sui giovani, dal bombardiere Opelka a Taylor Fritz al rognoso Tiafoe, con Sam Querrey a fare da chioccia e Jack Sock senza ormai più classifica in singolare ma sempre temibile in doppio. Potenzialmente questa squadra potrebbe essere molto pericolosa, da verificare quanto l’inesperienza possa frenare il team a stelle e strisce.

PRECEDENTI DEI TENNISTI ITALIANI CONTRO I POSSIBILI AVVERSARI

Italia vs Canada (globale 10-10)

Fognini-Shapovalov 0-2
2019 Parigi, hard, R32, Shapovalov 36 63 63
2018 Masters Canada, hard, R32, Shapovalov 63 75

Fognini-Auger Aliassime 0-1
2019 Rio de Janeiro, clay, R32, Auger Aliassime 62 63

Fognini-Pospisil 1-1
2015 Wimbledon, grass, R64, Pospisil 63 64 16 63
2012 Houston, hard, Q1, Fognini 64 76(5)

Berrettini-Shapovalov 0-1
Berrettini-Shapovalov 7-6(6) 4-6 6-0

Berrettini-Auger Aliassime 1-0
2019 Stoccarda, grass, F, Berrettini 6-4 7-6(11)

Berrettini e Auger-Aliassime – finale Stoccarda 2019

Seppi-Shapovalov 0-1
2018 US Open, hard, R64, Shapovalov 64 46 57 76(2) 6-4

Seppi-Pospisil 3-3
2019 Pechino, hard, Q1, Pospisil 63 64
2016 Roma, clay, R64, Seppi 76(5) 76(2)
2015 Sydney, hard, R32, Pospisil 63 76(4)
2013 Coppa Davis, Vancouver, hard, QF, Seppi 57 46 64 63 63
2012 Masters Canada, hard, R64, Pospisil 46 64 76(6)
2011 San Pietroburgo, hard, R32, Seppi 75 76(4)

Seppi-Schnur 2-0
2019 Halle, grass, Q1, Seppi 64 75
2014 Masters Canada, hard, R64, Seppi 63 63

Bolelli-Auger Aliassime 1-0
2018 Estoril, clay, Q1, Bolelli 64 61

Bolelli-Pospisil 1-1
2015 Shanghai, hard, R64, Pospisil 63 64
2014 Us Open, hard, R128, Bolelli 26 64 62 36 63

Bolelli-Schnur 1-0
2019 Pune, hard, Q1, Bolelli 63 76(5)

Italia vs USA (globale 15-14)

Fognini-Querrey 2-0
2019 Shanghai, hard, R64, 64 62
2014 Australian Open, hard, R32, 75 64 64

Fognini-Opelka 0-1
2019 US Open, hard, R128, Opelka 63 64 67(6) 63

Fognini-Fritz 1-1
2019 Los Cabos, hard, QF, Fritz 61 76(1)
2018 Chengdu, hard, SF, Fognini 67(5) 60 63

Fognini-Tiafoe 2-0
2019 Wimbledon, grass, R128, Fognini 57 64 63 46 64
2017 Roland Garros, clay, R128, Fognini 64 63 36 16 60

Fognini-Sock 1-2
2019 Laver Cup, hard, RR, Sock 61 76(3)
2017 Stoccolma, hard, QF, Fognini 67(3) 76(2) 75
2015 Miami, hard, R64, Sock 76(4) 61

Berrettini-Querrey 0-1
2019 Indian Wells, hard, R128, Querrey 76(5) 26 64

Berrettini-Tiafoe 1-0
2018 Foro Italico, clay, R64, Berrettini 63 76(1)

Berrettini-Sock 1-0
2018 Wimbledon, grass, R128, Berrettini 67(5) 67(3) 64 75 62

Sonego-Fritz 0-2
2018 Wimbledon, grass, R128, Fritz 36 63 62 62
2018 Queen’s, grass, Q1, Fritz 62 36 61

Seppi-Fritz 0-1
2016 Shanghai, hard, Q1, Fritz 76(5) 76(5)

Seppi-Querrey 6-2
2018 US Open, hard, R128, Seppi 67(4) 64 62 21 rit
2014 Indian Wells, hard, R64, Seppi 46 76(3) 63
2012 Pechino, hard, R16, Querrey 61 64
2011 Parigi, hard, Q2, Seppi 67(2) 61 61
2009 Madrid, clay, R32, Seppi 63 46 64
2009 Foro Italico, clay, R64, Seppi 36 64 63
2008 Montecarlo, clay, R32, Querrey 61 75
2007 Parigi, hard, R64, Seppi 57 61 63

Seppi-Tiafoe 0-1
2019 Australian Open, hard, R32, Tiafoe 67(3) 63 46 64 63

Bolelli-Fritz 0-1
2016 Miami, hard, R128, Fritz 64 62

Bolelli-Querrey 1-1
2015 Winston Salem, hard, R32, Bolelli 76(7) 67(4) 76(9)
2012 Foro Italico, clay, Q1, Querrey 63 64

Bolelli-Tiafoe 0-1
2018 Estoril, clay, QF, Tiafoe 75 62

PRONOSTICO – L’Italia può passare il turno, sulla carta ha i numeri per farlo. Bisognerà vedere all’atto pratico cosa succederà. Le incognite le abbiamo scritte sopra, capitan Barazzutti ci crede, lo facciamo anche noi dando una leggera preferenza alla nostra squadra sugli USA. Comunque il nostro girone è sicuramente uno tra i più equilibrati. Incrociamo le dita

ITALIA 45%-USA 40%-CANADA 15%

Team Italia – Finali Davis 2019 (via Twitter, @federtennis)

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Coppa Davis

Preliminari Coppa Davis 2022: Slovacchia-Italia si gioca su cemento indoor a Bratislava

Scelta la sede e la superficie per lo spareggio del 4-5 marzo. Si gioca per raggiungere le Davis Cup Finals di novembre. C’è un precedente datato 2009

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Filippo Volandri e Jannik Sinner - Finali Coppa Davis 2021 (photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Il percorso in Coppa Davis della Nazionale italiana di Filippo Volandri partirà ufficialmente il prossimo venerdì 4 marzo. Berrettini, Sinner e compagni voleranno in Slovacchia per la sfida di playoff che mette in palio la qualificazione alle Davis Cup Finals by Rakuten del 2022. È stata annunciata la sede del confronto, ovvero la NTC Arena di Bratislava. La superficie dovrebbe essere cemento indoor, dunque abbastanza favorevole ai nostri primi due singolaristi – se confermeranno la loro presenza per il 4 e 5 marzo – Matteo Berrettini e Jannik Sinner. La Slovacchia ha infatti ospitato il Cile lo scorso settembre, giocando sempre alla NTC Arena e scegliendo il cemento come superficie. Il team guidato da Gombos e dal capitano Tibor Toth si impose 3-1, guadagnandosi la possibilità di giocare il turno preliminare nel World Group 2022.

C’è un precedente tra Italia e Slovacchia, squadra finalista della competizione nel 2005, sconfitta proprio a Bratislava contro la Croazia. Nel 2009 gli azzurri ospitarono sulla terra rossa di Cagliari la Slovacchia nel match di secondo turno del Gruppo I Europa-Africa e si imposero per 4-1. Vinsero in tre set Starace su Hrbaty (6-1 6-2 6-4) e in cinque set Fognini su Lacko (1-6 6-3 6-2 1-6 6-1). Il ligure, dopo la sconfitta nel doppio, chiuse la pratica superando Hrbaty 7-6 6-1 6-3 (arrotondò il punteggio Cipolla contro Lacko). L’Italia si qualificò così ai playoff di settembre per accedere al World Group, ma nulla poterono Seppi, Bolelli e Starace contro la Svizzera di Federer e Wawrinka, che vinse 3-2 a Genova.

Oltre un decennio più tardi le prospettive sono totalmente diverse per la nostra nazionale, che si presentava già alle Finals del 2021 tra le favorite, ma proverà ad arrivare in fondo nella competizione anche nel 2022, sperando di aggiungere alla squadra il numero italiano 1 Matteo Berrettini, fermato dall’infortunio all’addominale a novembre e assente alle Finali di Davis. Si dovrà passare dal preliminare, così come faranno altre 23 nazionali. Dieci di queste hanno ottenuto il posto vincendo lo spareggio per entrare nel World Group a settembre, mentre le altre 14 sono squadre che si sono qualificate tra il terzo e il 18esimo posto alle Davis Cup Finals ’21. Le prime due classificate, Russia e Croazia, sono già di diritto alle Finali 2022, così come le due wild card, assegnate a Serbia e Gran Bretagna.

 

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Coppa Davis

Binaghi: “Vogliamo candidarci per ospitare uno dei gironi della Coppa Davis 2022”

Il presidente FIT conferma l’interesse ma la scelta del luogo non è scontata: “L’avremmo voluta fare a Cagliari, ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone”

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Angelo Binaghi a Cagliari per Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

A livello di risultati, la stagione 2021 è stata una delle più floride per la storia del tennis italiano, mentre dal punto di vista organizzativo è stata senza dubbio la più gloriosa di sempre. Negli ultimi dodici mesi, gli eventi di maggior prestigio ad essersi svolti nello stivale sono quelli che hanno concluso la stagione: le Nitto ATP Finals e un girone delle fasi finali della Davis Cup by Rakuten entrambi avvenuti al Pala Alpitour di Torino, oltre alle Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals all’Allianz Cloud di Milano. Al netto del caos biglietti, tutto si è svolto in maniera più che decorosa e tutto lascia sperare che da qui in avanti non si possa migliorare.

E mentre le Finals a Torino sono garantite fino al 2025, ora la Federtennis vuole confermare l’impegno anche nella competizione a squadre. Come già annunciato le settimane passate, infatti, dal prossimo anno la Davis si dovrebbe trasferire ad Abu Dhabi dai quarti di finale in poi, mantenendo tuttavia la forma a gironi per decretare le partecipanti della fase finale, anche se si passerà da sei gruppi da tre a quattro gironi da quattro nazionali. Ebbene, l’Italia vuole candidarsi per ospitare uno dei gironi come accaduto quest’anno.

“Come paese stiamo facendo un’offerta per avere per i prossimi cinque anni la fase finale di Coppa Davis“, ha detto Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis. “L’avremmo voluta fare a Cagliari ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone. Per capienza siamo alla posizione N.107 in Italia. Non la possiamo fare perché qui non c’è e a causa di questo la regione che più ha investito si vede scappare questa opportunità. Parteciperemo alla gara per la prima volta. Vorremmo ospitare i gironi a quattro squadre“. Queste le parole del numero 1 della FIT pronunciate durante la presentazione della giornata finale delle Cupra FIP Finals di padel a Cagliari. È scontato aggiungere che visto com’è andato quest’anno, la città di Torino con i 15.657 posti del PalaAlpitour sarebbe sicuramente la scelta più probabile.

 

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Coppa Davis

Coppa Davis 2021: RTF troppo forte, la sorpresa Gojo, Italia mezza delusione

Medvedev e Rublev non sbagliano un colpo. La Croazia in finale grazie al numero due, N.279 del ranking ATP. L’Italia fallisce l’appuntamento con le semifinali. Delusione Spagna. Organizzazione migliore rispetto al 2019, ma nel 2022 il format cambierà ancora

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Daniil Medvedev alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Manuel Queimadelos/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

La stagione tennistica 2021 si è chiusa come da tradizione con la finale di Coppa Davis. La vittoria è andata alla RTF, a certificare un anno davvero d’oro del movimento tennistico russo. Oltre alla Davis alla federazione russa sono finite l’ATP Cup, la Billie Jean King Cup e la Coppa Davis juniores. Insomma, nel 2021 non ce ne è stato per nessuno.

Nulla si può dire sul successo dei russi in quel di Madrid. Ampiamente pronosticato prima dell’inizio della manifestazione, Medvedev e Rublev non hanno sbagliato una partita (se si esclude la rimonta subìta da Andrey contro Feliciano Lopez, di 16 anni più anziano…), partendo semmai con il freno a mano tirato nelle prime sfide e poi carburando alla grande quando il torneo andava avanti. Se al vecchio format della Davis si imputava la colpa di non premiare per molteplici fattori la squadra in assoluto più forte, la nuova formula mai come quest’anno ha premiato davvero i migliori e il verdetto appare incontrovertibile.

Nessuno invece si sarebbe aspettato la Croazia finalista. Ma le incredibili performance di Borna Gojo unite all’affidabilità dei numeri uno in doppio, Mektic e Pavic, ha fatto sì che i tentennamenti di Marin Cilic venissero ampiamente compensati. Del resto con l’attuale formula il doppio pesa per il 33%: quando almeno un singolare lo porti a casa e puoi schierare i migliori al mondo nella specialità (oltretutto anche campioni olimpici), la vittoria finale è praticamente cosa fatta. Complimenti ai croati, oltretutto finalisti nel 2016 e campioni nel 2018, gran bella testimonianza di continuità.

 

Diciamo la verità, ci attendevamo molto dalla nostra nazionale. Le aspettative erano alte nonostante l’assenza di Berrettini (che ha pesato e non poco). Ma la mancanza di un doppio collaudato (visto anche l’indisponibilità di Bolelli convocato proprio al posto di Berrettini) e l’eccessiva tensione (probabilmente) accusata da Lorenzo Sonego hanno fatto sì che la nostra nazionale si fermasse ai quarti. Certo, così come nel 2019 ci ha fermato la poi finalista, allora il Canada, quest’anno la Croazia. Ma la super-performance di Gojo non può essere una attenuante per i nostri ragazzi. Se si vuole andare avanti nella manifestazione bisogna essere più forti di tutto e tutti e nonostante un anno più che positivo per il nostro movimento l’appuntamento con la Davis è stato fallito. In ogni caso i margini per i prossimi anni sono più che ampi, il futuro sembra dalla nostra parte. Non resta che pazientare.

Per il resto vanno sicuramente fatti i complimenti alla Germania, che nonostante l’assenza di Alexander Zverev si è guadagnata le semifinali, facendo fuori nel girone la Serbia di Nole Djokovic (poi ripescata come migliore seconda). Anche qui decisivo un doppio formato da specialisti, Tim Puez e Kevin Krawietz. Molto bene anche la Svezia dei fratelli Ymer. Vero che sono passati come migliori secondi nel girone forse meno valido del lotto da un punto di vista qualitativo, però fa piacere rivedere nel tennis che conta una nazionale che per anni ha dominato nella manifestazione. Vedremo se nelle prossime edizioni gli svedesi sapranno confermarsi.

Djokovic si è dimostrato troppo solo per portare la Serbia in finale, uno degli obiettivi che il numero 1 del mondo si era riproposto di raggiungere e che invece ha puntualmente fallito. Ma in una formula che prevede le sfide su tre incontri, se non hai una valida spalla e un buon doppio fai fatica anche se sei il migliore del mondo. Maluccio la Spagna detentrice del titolo. Certo hanno pesato non poco l’assenza di Nadal e la positività dell’ultimo momento al COVID di Alcaraz. Ma che sia stato Feliciano Lopez a 40 anni il trascinatore della squadra la dice lunga, e l’eliminazione nel Round Robin è stata più che meritata.

Complimenti al solito Kazakistan, che oramai da matricola è diventato una costante mina vagante della manifestazione. Ai quarti si è arreso alla Serbia di Djokovic, ma se l’è giocata fino all’ultima palla e per il movimento kazako non è cosa da poco. Con Bublik in campo per i prossimi anni, il Kazakistan potrebbe regalare altre piacevoli sorprese.

Se Ecuador e Colombia hanno fatto quello che potevano, grosse delusioni sono venute da Francia e Stati Uniti che rispetto alla loro storia passata hanno tradito le attese. La Gran Bretagna ha mancato le semifinali perdendo nei quarti con la Germania in una rivincita dei quarti del 2019 che allora aveva vinto. Potenzialmente i britannici erano più forti, piccola delusione.

Deludente anche l’Australia, sconfitta nettamente dalla Croazia e nella sostanza subito fuori dalla competizione. L’Ungheria ha fatto quello che poteva, vaso di coccio tra Australia e Croazia. Gli ungheresi hanno impegnato sia gli “aussie” che i croati poi futuri finalisti. Zombor Piros si è preso anche il lusso di battere Marin Cilic, di più era difficile aspettarsi.

Non giudicabile il Canada, troppo pesanti le assenze di Shapovalov e Auger-Aliassime, certo passare da finalisti a ultimi del lotto è davvero pesante. Non giudicabili nemmeno Cechia e Austria, arrivate alle Finals con minime aspettative e che hanno comunque onorato l’impegno.

Facciamo anche un rapido bilancio della nuova formula della Davis, che quest’anno rispetto all’edizione 2019 si è giocata su più giorni ma soprattutto ha diviso i Round Robin su tre sedi. Da questo punto di vista la mossa è stata sicuramente indovinata. È vero che non sono mancate le partite finite a tarda notte, ma si sono evitati gli scempi visti a Madrid e sicuramente tutta l’organizzazione ne ha giovato.

Va anche rimarcato che se l’obiettivo dell’ITF, al di là di quello economico, era far sì che la manifestazione fosse una specie di Coppa del mondo dove vince la squadra più forte, come detto all’inizio l’obiettivo è stato indovinato. Certo, il fattore campo è sempre stato un qualcosa di unico nel mondo tennistico per la Davis, ma probabilmente sia la vittoria della Spagna nel 2019 (anche se giocando in casa un piccolo vantaggio sicuramente c’era stato) sia quella della RTF quest’anno hanno premiato i team migliori, e i loro successi danno ancora più lustro alla manifestazione.

Come detto però la formula cambierà ancora. Si passerà a 4 gironi da 4 squadre, quindi le nazionali alle Finals passeranno da 18 a 16. Le prime due di ogni girone ai quarti che si giocheranno in un’altra sede (Abu Dhabi?), niente più calcoli cervellotici per scegliere le migliori seconde come nelle ultime due edizioni. Andrà meglio? Solo il tempo ce lo potrà dire. Per il resto ci sentiamo solo di rimarcare che nonostante tutto anche questa edizione della Davis ha riservato tante emozioni, tante piccole imprese da raccontare, tanti match combattuti, un’atmosfera sempre molto particolare e suggestiva. Si ricomincerà a marzo con i Qualifiers per le Finals 2022, l’Italia cercherà la qualificazione in Slovacchia (sulla carta impegno più che abbordabile). Nonostante tutto, lunga vita alla Davis!

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