Il martedì nero del doping tennistico: sospeso anche Robert Farah, n.1 in doppio

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Il martedì nero del doping tennistico: sospeso anche Robert Farah, n.1 in doppio

Il doppista colombiano avrebbe assunto uno steroide anabolizzante. Farah si difende: “Questa sostanza è contenuta di frequente nella carne colombiana”

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Non solo Nicolas Jarry, che ha già proclamato la sua innocenza dopo la sospensione per positività a un derivato del testosterone. Il 14 gennaio 2020 verrà curiosamente – e un po’ tristemente – ricordato come la giornata nera del doping nel tennis poiché è stata diffusa anche la notizia della sospensione di Robert Farah, doppista colombiano che occupa la prima posizione del ranking di specialità assieme al partner Cabal.

Farah è risultato positivo al Boldenone, uno steroide anabolizzante, in un test effettuato a Cali il 17 ottobre scorso. In un comunicato di risposta, Farah ha spiegato di essere stato testato dieci giorni prima a Shanghai – con esito negativo – e in generale di essersi sottoposto a una quindicina di altri test nel corso della stagione, sempre con esito negativo.

Come ha affermato il comitato olimpico colombiano nel 2018, questa sostanza è contenuta frequentemente nella carne colombiana e può alterare i risultati di un test antidoping. Sono sicuro che sia questo il motivo della mia positività” ha puntualizzato Farah in un comunicato pubblicato sui social. “Con il mio team stiamo studiando i passi da seguire in un processo che possa dimostrare che non ho utilizzato alcuna sostanza contraria all’etica che caratterizza il tennis, attività che amo e a cui devo i miei più grandi momenti di felicità. Sono tranquillo e fiducioso sull’esito del processo perché nella mia vita mi sono sempre comportato correttamente“.

 

Robert Farah non disputa un match ufficiale dalle finali di Davis di Madrid, e sarebbe dovuto tornare in campo proprio questa settimana ad Adelaide insieme a Cabal. La sospensione ha però fermato il 32enne colombiano che non potrà partecipare all’Australian Open. Cabal ha quindi a disposizione pochi giorni per trovare un nuovo partner, se vuole prendere parte allo Slam australiano.

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Fokina positivo al Covid, Australian Open a forte rischio

Il giovane tennista spagnolo e il suo allenatore sono risultati positivi. Molto probabilmente dovrà saltare il primo Slam stagionale

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Alejandro Davidovich Fokina - Bercy 2020 (via Twitter, @RolexPMasters)

Alejandro Davidovich Fokina si aggiunge alla lunga lista di giocatori ad essere contagiati al Covid in questi giorni. Prossimi ormai alla partenza per l’Australia, lui e il suo allenatore, Jorge Aguirre, sono risultati positivi al test. Il 21enne tennista spagnolo ha richiesto dei nuovi test per tentare di atterrare a Melbourne in tempo e giocare gli Australian Open. Quella di Fokina è però una corsa contro il tempo visto che gli organizzatori del torneo hanno richiesto ai giocatori di arrivare entro la fine di questa settimana per iniziare la quarantena in hotel. Per non rischiare di dover rimanere lontano dalle competizioni fino a fine febbraio, il n.53 del ranking ATP si è iscritto al Challenger di Quimper, in Francia, che si svolgerà dal 1 al 7 febbraio.

In una situazione simile si trova Andy Murray. Il due volte campione di Wimbledon è risultato positivo al Covid e non si hanno ancora notizie di un suo approdo in Australia. Per la stessa ragione, nel torneo femminile, sono praticamente ufficiali le rinunce al primo Slam stagionale di Madison Keys e Amanda Anisimova, rispettivamente n.16 e n.30 della classifica mondiale. C’è poi lo strano caso di Tennys Sandgren, il quale, nonostante sia risultato positivo all’ultimo tampone effettuato, ha comunque ricevuto il permesso per poter raggiungere Melbourne dagli organizzatori e dalle autorità australiane.

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Il Covid non ferma l’entusiasmo per Torino: 40.000 biglietti già venduti. Ma il ranking resta congelato

Sono stati già staccati quasi un quarto dei 180.000 biglietti a disposizione, per un incasso momentaneo di 5 milioni. C’è fiducia per un evento a porte aperte

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O2 Arena - ATP Finals 2018 (foto Alberto Pezzali Ubitennis)

Un anno ancora una volta incerto attende l’Italia. Un anno che ha però una grande certezza: vedrà svolgersi la prima edizione delle ATP Finals ospitate dalla città di Torino. Giovedì 14 gennaio nel grattacielo Intesa San Paolo del capoluogo piemontese si è tenuta la presentazione del torneo, con Andrea Gaudenzi, presidente ATP, e Angelo Binaghi, presidente FIT, tra i presenti. Oltre alle parole dette in sede di presentazione, Gaudenzi ha parlato anche con le stampa italiana, non solo del grande evento che ospiterà l’Italia il prossimo autunno. Ad ogni modo, l’enorme risonanza è più che giustificata. Come ha riportato Riccardo Crivelli sulla Gazzetta dello Sport, i numeri per ora sorridono alle Finals torinesi.

La prevendita dei biglietti è iniziata il 30 novembre 2020 e nel primo mese sono arrivate richieste per 40.000 biglietti su un totale di 180.000 a disposizione per l’intero evento. Un dato ottimo, considerando le incertezze dovute al Covid-19: la situazione attuale non suggerirebbe un’apertura al pubblico, ma mancano ancora dieci mesi al Master 2021 e questi numeri ci dicono che la speranza vive ancora. In aggiunta, il 20% degli acquisti sinora registrati provengono da Paesi fuori dall’Europa, come confermato da Gaudenzi in conferenza stampa, citando aree remote come Giappone e Australia. L’incasso momentaneamente ammonta a quasi 5 milioni di euro.

Un’altra notizia importante data dal presidente dell’ATP riguarda un argomento abbastanza spinoso, che speriamo ben presto non si dovrà più trattare: il “congelamento” del ranking ATP. Nella sua intervista alla Gazzetta dello Sport ha detto che da marzo vorrebbe “riprendere con il ranking classico e avere una race con i soli risultati stagionali. A patto di poter disputare un numero elevato di tornei”.

 

Tuttavia il ritorno al sistema di classifica che conosciamo non avverrà a breve. L’ATP ha approvato un’estensione di due settimane del nuovo sistema di classifiche, approvato la scorsa estate, che rimarrà valido fino al 15 di marzo. Non verranno quindi scalati i punti conquistati a Indian Wells 2019. Il Masters 1000 californiano è stato rinviato a data da destinarsi per il 2021.

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ATP Rotterdam senza pubblico: i biglietti venduti per il 2021 saranno validi nell’edizione 2022

La situazione epidemica non permetterà ai tifosi di stare sugli spalti per la 48° edizione del torneo olandese. Wawrinka, Medvedev e Sinner dovrebbero partecipare

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Rotterdam (foto via Twitter, @abnamrowtt)

Sono mesi delicati quelli che il circuito ATP (ma anche quello WTA) dovrà affrontare da metà febbraio in poi. Fino ad allora i riflettori saranno puntati sull’Australia, dove i giocatori stanno già arrivando tramite i voli charter e presto si giocherà, sotto rigidissimi protocolli anti-Covid. La situazione pandemica è però in continua evoluzione in Europa e nonostante le speranze instillate dalla campagna vaccinale, la primavera sarà un periodo molto critico con possibili peggioramenti. In ambito tennistico sono tanti i tornei in programma in quelle settimane, in cui si giocherà anche sui campi indoor.

L’ATP 500 di Rotterdam fa parte di questa categoria. La città ospiterà la 48esima edizione dell’ABN AMRO World Tennis Tournament, in programma dall’1 al 7 marzo secondo il calendario pubblicato dall’ATP che dovrebbe assicurare lo svolgimento dei tornei elencati fino a Miami.

Al momento, il torneo ha fatto sapere tramite un comunicato che considerando lo stato attuale dell’epidemia è sempre meno plausibile che ci sia un pubblico sugli spalti nell’ATP 500 olandese. Perciò il torneo si è portato avanti e ha annunciato che tutti i biglietti già venduti per l’edizione 2021 saranno validi per l’anno prossimo. Nomi importanti saranno presenti a marzo in Olanda: Wawrinka, Medvedev Rublev, Nishikori, Goffin e anche il nostro Jannik Sinner. Poco probabile che Roger Federer scelga di partecipare in occasione del suo rientro nel Tour, nonostante abbia fatto sempre abbastanza bene a Rotterdam.

 

Il calendario ATP 2021

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