Australian Open: Sinner spietato, Fognini in rimonta. Giorgi e Seppi completano il poker

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Australian Open: Sinner spietato, Fognini in rimonta. Giorgi e Seppi completano il poker

Jannik chiude chirurgicamente il suo match in pochi minuti. Sfiderà Fucsovics: “Lo conosco poco, dovrò studiarlo”. Fognini recupera due set ad Opelka: “Non mi piace giocare contro questi grandi battitori”. Camila sfiderà Kuznetsova, Andreas troverà Wawrinka. Fuori Giustino, Travaglia e Paolini

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Jannik Sinner - Australian Open 2020

J. Sinner b. [Q] M. Purcell 7-6(2) 6-2 6-4

Otto punti: tanto è durata la ripresa del match di Jannik Sinner, che ha ottenuto subito un break importantissimo ricominciando a giocare sul 4-4 15-30, vincendo i primi due punti e chiudendo il game con una splendida volée di rovescio. Con questa vittoria Sinner diventa, a 18 anni e 5 mesi, il più giovane italiano a vincere un match in un torneo del Grande Slam dopo Diego Nargiso al Roland Garros 1988, e l’attenzione attorno al teenager altoatesino ormai non è solamente un fenomeno italiano dato che anche qui in Australia Sinner sta ricevendo il trattamento da grande star. La sua conferenza stampa post-match è stata addirittura programmata nella sala interviste principale, quella solitamente riservata ai giocatori di punta.

Ieri sapevo che le previsioni non erano buone, e nel terzo set sentivo che l’umidità nell’aria stava aumentando. Purtroppo ho giocato un po’ di fretta sul sul 4-3 quando ho subito il break e non sono riuscito a finire. Però oggi sono rientrato in campo con un buon atteggiamento e quella è stata la chiave. Non conoscevo il mio avversario, avevo guardato qualche video ma non sapevo bene come giocava. Ha provato a cambiare tante volte la velocità di palla, ha usato parecchi slice, cambiando ritmo molto spesso. Ieri c’era un po’ di vento, oggi invece le condizioni erano migliori e sono riuscito a vincere”.

Al secondo turno non ci sarà l’attesa sfida con Shapovalov, vista la sconfitta del giovane canadese nella giornata d’apertura contro l’ungherese Fucsovics: “Tutti erano già corsi al secondo turno – ha commentato Sinner – si erano dimenticati che entrambi dovevamo vincere il nostro primo turno. Sarebbe stato un bel match, ma ora c’è Fucsovics, un giocatore che conosco poco per cui dovrò studiarlo bene insieme a Riccardo [Piatti]”. Inevitabile la domanda sugli apprezzamenti che gli sono stati rivolti da Roger Federer nella sua conferenza stampa post-match. Secondo il campione svizzero entrambi i fondamentali da fondo di Sinner viaggiano alla stessa velocità, e questo è estremamente raro. “È bello sapere che ha detto quelle cose – ha commentato Jannik – ma sono ancora molto giovane e c’è ancora tanto lavoro da fare”.

[12] F. Fognini b. R. Opelka 3-6 6-7(3) 6-4 6-3 7-6(10-5)

Molto più lunga la prosecuzione del match di Fabio Fognini, invece, che ha saputo trarre il massimo vantaggio dalla sospensione per pioggia rimontando due set di svantaggio all’americano Opelka e completando l’ottava rimonta da 0-2 in carriera, non senza qualche controversia. Nel quarto set il gigante americano ha perso la pazienza ed è andato a parlare a brutto muso con il giudice di sedia Carlos Bernardes lamentandosi per aver preso una “time violation” in quanto, a suo dire, Fognini aveva già ritardato in diverse occasioni la ripresa del gioco. Quella sfuriata di Opelka è stato il punto di svolta del set: l’americano ha preso il break che gli è costato il set ed ha continuato a borbottare con il suo angolo che voleva andare a casa.

Nel quinto set non ci sono stati break, ma Fognini ha trovato modo di farsi ammonire una seconda volta da Bernardes, cosa questa che gli è costata un penalty-point, dal momento che aveva già fracassato una racchetta il giorno precedente. “Non mi piaci, non so più come dirtelo. Quando dico che non ti voglio più sulla sedia è perché fai pena. Ma solo quando parla Nadal venite cambiati”.

La ovvia conclusione è stato il tie-break decisivo, nel quale Fognini è andato in vantaggio subito, infilando un paio di ottimi passanti, ed è arrivato fino in fondo concludendo con una splendida risposta. “Ieri ero sicuramente più fuori che dentro – ha detto Fognini dopo la partita, presentatosi in sala interviste con una mano visibilmente emaciata per aver dato numerosi pugni alla racchetta –, non riuscivo assolutamente a muovere la palla [Dunlop] come volevo perché davvero non mi trovo bene con questo tipo di palle, che subito sono velocissime e poi diventano… aranci”.  

Essendo uno dei giocatori con ranking più alto ad essere escluso dalle teste di serie, Opelka era probabilmente il peggiore avversario che potesse capitare a Fognini al primo turno, date le sue caratteristiche tecniche. “A me non piace giocare contro questi grandi battitori – ha dichiarato Fabio – e nelle ultime tre partite ho pescato Isner, Feliciano Lopez e lui. A New York lo scorso anno [al primo turno dello US Open n.d.r.] non lo conoscevo ed ho giocato male, qui invece ieri non ho giocato male, facevo il mio, ma lui giocava davvero bene. [Opelka] è probabilmente il migliore tra i giocatori molto alti che ci sono nel circuito, perché oltre a servire bene è anche molto solido da fondocampo. Ieri, per esempio, da fondocampo ha giocato meglio di me. Fortunatamente ho servito bene per tutto il match ed ho risposto ugualmente bene, soprattutto sulla seconda di servizio”.

Di giocatori di questo tipo ce ne sono pochi – ha continuato Fognini – credo ce ne saranno sempre di più, ma io spero di finire la mia carriera prima, perché davvero non mi diverto a giocare contro di loro. Se fossi un organizzatore di torneo non inviterei mai un giocatore come quello, perché potrebbe battere chiunque e rovinare il tabellone”. “Tecnicamente Fabio ha usato molto bene lo slice oggi – ha confermato Opelka – mettendomi in difficoltà e fuori ritmo. Lui è un tipo di giocatore che devi cercare di tenere fuori dalla partita, anche mentalmente, e io non ci sono riuscito“.

C. Giorgi b. [Q] A. Lottner 6-3 6-3 (da Melbourne, Luca Baldissera)

Il tennis è uno sport alla fin fine semplice: per chiudere uno slot di punteggio, che sia un game, un set o il match, devi fare almeno due punti di fila. Se spari una palla dentro e una fuori, a prescindere dal livello di chi hai di fronte, ti ritroverai sempre in bilico per quanto riguarda il risultato. Camila Giorgi, opposta oggi pomeriggio sul campo 11 alla tedesca Antonia Lottner, finché non è stata capace di dare un minimo di continuità al suo gioco fatto di accelerazioni frenetiche e fulminanti, ma a volte imprecise, si è trascinata appresso nel punteggio un’avversaria francamente troppo inferiore per costituire un banco di prova credibile. Uscita dalle qualificazioni, la 23enne di Dusseldorf ha fatto quello che poteva, palesemente in difficoltà negli spostamenti laterali (alta, magra e dinoccolata), e forse anche non al 100% fisicamente, con vistose fasciature a entrambe le gambe.

Camila, ogni singola volta in cui metteva dentro le righe i suoi lungolinea, la lasciava a tre metri dalla palla, ma il problema, in particolare durante i primi game della partita, era che ne piazzava una buona e una fuori. Un break nel primo set ha consentito a Giorgi di chiudere 6-3, mentre nel secondo parziale l’azzurra si è impegolata in una sequenza iniziale di break e contro-break, da cui è uscita tenendo il servizio che l’ha portata in vantaggio 3-1. Dopodichè, Camila è salita fino al 5-3, chiudendo poi con il quarto break messo a segno della partita. Il 6-3 6-3 conclusivo è perfino generoso per la volenterosa Lottner.

Come sempre avviene nei campi periferici dell’Australian Open, il pubblico era assiepato a due metri dal terreno di gioco, e gli italiani hanno creato una bella atmosfera con il loro tifo. Le statistiche ci dicono che Giorgi (a conferma delle considerazioni precedenti) ha realizzato lo stesso numero di vincenti e di errori (21), l’aspetto buono anche se non eccezionale sono le percentuali del servizio. Tre doppi falli, a fronte di un 60% di prime in campo, da cui ha ricavato il 76% dei punti, e un onesto 50% con le seconde palle. Bene ma non benissimo, insomma. Camila sfiderà al secondo turno Svetlana Kuznetsova, che ha eliminato in tre set la testa di serie numero 15 Vondrousova. Per quello che abbiamo visto fisicamente l’italiana è a posto, certo quando arriveranno avversarie più consistenti di quella odierna sarà necessario salire di livello. Per ora è un secondo turno, e va bene così.

Camila è apparsa piuttosto soddisfatta dopo il match: “La prima partita è sempre un po’ complicata, ma in campo mi sono sentita bene, anche se c’è sempre qualcosa su cui lavorare. Quest’inverno ho fatto una preparazione molto lunga, ho lavorato su tante cose, in particolar modo la continuità, ed anche tutti gli aspetti che mi mancavano non avendo giocato per molti mesi. Ho cambiato un po’ il movimento del servizio, che ora è più compatto. La mia prossima avversaria? Una tra Vondrousova e Kuznetsova. Non so come giocano, non mi intendo tanto di tennis, so che una è mancina e l’altra è destra. Ma io cerco di pensare a me stessa, e al gioco che devo fare. Ora il problema al polso è finito, sto bene, e devo solo preoccuparmi di non dovermi fermare per problemi fisici perché il mio livello è alto”.

 
Camila Giorgi – Australian Open 2020

A. Seppi b. M. Kecmanovic 6-4 6-4 7-6(3) (Luca De Gaspari)

In Australia, si sa, Andreas Seppi diventa un altro giocatore: anche a quasi 36 anni il più forte italiano di sempre all’Australian Open offre una prestazione rimarchevole superando per 3 set a 0 Miomir Kecmanovic, 31 posti avanti a lui in classifica mondiale. Una prestazione quasi immacolata in cui Andreas ha messo a segno 48 vincenti a fronte di appena 30 errori. Una sola palla break concessa che poteva costargli caro quando ha perso il break di vantaggio nel terzo set. Seppi ha mantenuto la calma e ha poi controllato con agio il tie-break che ha posto fine all’incontro. I primi due set erano andati via in fotocopia con un unico break decisivo a favore del nostro giocatore nel quinto gioco, poi condotti serenamente in porto per un doppio 6-4. Il prossimo turno lo vedrà affrontare Stan Wawrinka, un match old-school che si preannuncia comunque affascinante. Tre anni fa fu un ottavo di finale in questo torneo e Wawrinka vinse in 3 set lottati (9-3 per lo svizzero i precedenti complessivi). Non dubitiamo che Seppi farà comunque la sua bella figura.

BYE BYE MELBOURNE – Anche gli incontri di Giustino e Travaglia erano stati sospesi ieri per pioggia con gli azzurri sotto di due set, ma Lorenzo e Stefano non hanno replicato l’impresa compiuta da Fognini. L’incontro del lucky loser Giustino è durato appena due game (Milos Raonic ha chiuso in 97 minuti per 6-2 6-1 6-3), otto quello di Travaglia, che ha ceduto subito il servizio alla ripresa del gioco e si è arreso in tre set al cileno Garin (6-4 6-3 6-4 in due ore e 11 minuti). Eliminata anche Jasmine Paolini superata in due set sul campo numero 14 in 1 ora e 40 minuti dalla 21enne russa Anna Blinkova: 7-5 6-4 il punteggio finale.

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ATP Anversa: a Musetti il derby contro Mager, ne arriva un altro con Sinner

Lorenzo vince grazie a un doppio tie-break dando segnali di ripresa e sfiderà negli ottavi Jannik, grande favorito del torneo

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Nel match che lo vede prevalere su Gianluca Mager per 7-6(2) 7-6(3) in due ore e nove minuti, è un Lorenzo Musetti completamente diverso da quello rassegnato visto più di una volta in questa seconda parte di stagione caratterizzata anche da vicissitudini extra-tennistiche che hanno contribuito al periodo negativo. Una vittoria non fa primavera, non tanto perché siamo a ottobre, quanto perché rimane solo la terza negli ultimi tredici incontri, ma di sicuro ha fatto piacere ritrovarlo motivato davanti a un avversario che ha giocato un buonissimo tennis, pur mancando nei momenti decisivi (5-3 nel primo, set point nel secondo), quando invece Lorenzo ha mantenuto il suo livello. Hanno probabilmente contribuito alla giornata di fiducia le vittorie nelle due sfide precedenti, quest’anno a Parma e due anni fa a Ortisei. E nemmeno ha nociuto che Gianluca, a dispetto dei colpi filanti, preferisca anch’egli avere la terra battuta sotto i piedi – ma questo valeva anche per le brutte sconfitte con Ramos-Viñolas, Kuzmanov e Djere. La vittoria di Musetti significa però sconfitta per l’altro azzurro, che veniva dai quarti a Sofia e dalla bella vittoria su Fucsovic all’esordio in California (poi sempre eliminato poi da Monfils), che ha espresso, lo ripetiamo, un tennis di qualità e a cui forse manca un po’ di consapevolezza delle proprie potenzialità sulle superfici meno amiche.

IL MATCH – Musetti parte tenendo il servizio e appare molto centrato con entrambi i colpi a rimbalzo; anche Mager tiene, sfoderando subito un paio di ace. I due non stanno esattamente vicini alla linea di fondo, con il sanremese spesso sulla scritta Antwerp nei game di risposta. Poche prime in campo, il rovescio del teenager fa i capricci e Gianluca passa in vantaggio al terzo gioco, salvo poi farsi riprendere sul 3 pari. Al netto di qualche errore evitabile, il duello offre scambi godibili, impreziositi da variazioni e chiusure vincenti. È propositivo, Mager, anche per la poca profondità della palla di Lorenzo, strappa di nuovo al settimo game, ma fallisce l’appuntamento per chiudere sul 5-4 anche per merito del rovescio monomane che sale in cattedra in un momento di appannamento del dritto, movimento del quale Lorenzo si era appena ritrovato a mimare, come spesso gli vediamo fare per quel colpo particolarmente sensibile alle fluttuazioni di fiducia. Il tie-break è un assolo di Musetti che mette in mostra buona parte del repertorio e va a sedersi con un set di vantaggio.

La prima di servizio di entrambi si fa più efficace nel secondo parziale, anche se Mager ne mette di meno e ricava poco dalla seconda rischiando nei primi due turni, e i due avanzano appaiati. Sul 4-5, Musetti annulla con un rovescione in uscita dal servizio un set point che Mager si era conquistato con una bella smorzata e una risposta fulminante. Gianluca rimane perplesso sul successivo “not up” chiamato dalla sedia e anche per il silenzio di hawk-eye live sulla palla molto profonda dell’altro; forse ci pensa troppo, ma riesce a risalire dallo 0-30. È ancora tie-break che, complici gli errori sanremesi (esiziale quello sullo smash), scivola di nuovo dalla parte di Lorenzo. Musetti chiude con un serve&(half)volley da delizia per gli occhi e approda al secondo turno dove lo attende la sfida inedita (almeno a livello ufficiale) con Jannik Sinner.

 

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ATP Indian Wells: il nuovo “maestro” si chiama Cameron Norrie

Norrie risale da un set e un break di svantaggio contro Nikoloz Basilashvili. Si tratta del suo primo titolo Masters 1000. Nella corsa a Torino bisognerà fare i conti anche con lui

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Cameron Norrie - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[21] C. Norrie b. [29] N. Basilashvili 3-6 6-4 6-1

Forse l’immagine più rappresentativa di Cameron Norrie, nuovo vincitore di Masters 1000 che qui a Indian Wells ha iscritto il suo nome per la prima volta nell’albo d’oro del BNP Paribas Open, è quella che lo ritrae immediatamente dopo l’ultimo punto della finale: braccia alzate verso il cielo, ma niente di più, niente lacrime, niente grida di gioia, niente celebrazioni eccessive. Molto British.

In una delle finali più sorprendenti della storia recente dei Masters 1000, Cameron Norrie ha sconfitto in rimonta Nikoloz Basilashvili, demolendo scambio dopo scambio la resistenza del georgiano che verso la fine dei 109 minuti di partita si è andata affievolendo sempre più, probabilmente anche a causa di qualche problema fisico che l’hanno costretto a prendersi una pausa fisiologica nel mezzo del terzo set. “È un problema che ho avuto anche nei precedenti incontri – ha spiegato nella conferenza stampa post match – oggi tuttavia era peggio degli altri giorni. Non voglio dire di cosa si tratta, in ogni modo non avevo più nulla nel serbatoio, lui giocava ottimi colpi piatti di rovescio e con tanta rotazione di diritto, per contrastarlo avrei avuto bisogno di molta più energia, ma oggi proprio non potevo farcela”.

 
Nikoloz Basilashvili – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

E dire che l’inizio del match era stato tutto per Basilashvili: dall’1-3 d’abbrivio Nikokoz aveva messo a segno cinque giochi consecutivi, prendendosi anche un break di vantaggio all’inizio del secondo set sul 2-1 e servizio. La potenza dei suoi colpi sembrava davvero troppa per il tennis di Norrie, incapace di contenere gli straripanti colpi da fondocampo del suo avversario.

Norrie, tuttavia, non ha mollato la presa ed ha continuato a rimandare colpo su colpo provando a inchiodare Basilashvili sulle diagonali per evitare che prendesse il centro del campo per i suoi affondi. Nel decimo game del secondo set il capolavoro del britannico: due punti straordinari per andare 0-30 (una palla corta e un passante di rovescio da fuori dal campo degno di Medvedev) hanno messo sufficiente pressione a Basilashvili per costringerlo a commettere due gratuiti nei punti successivi mandando la partita al terzo set.

Da quel momento il punteggio ha continuato lentamente ma inesorabilmente a scivolare verso Norrie, che ha controllato il terzo set senza farsi distrarre dal grande traguardo che si stava avvicinando ed ha portato a casa la partita senza esitazioni.

Questa vittoria (la seconda per lui in stagione, dopo quella di Los Cabos, su sei finali raggiunte) vuol dire che Cameron Norrie non solo porta a casa gli 1,2 milioni di dollari del primo premio (meno il 35% di tasse da pagare allo “Zio Sam”), ma ottiene anche il suo best ranking al n. 16 e soprattutto si posiziona al decimo posto della Race To Turin con 2840 punti, proprio davanti a Jannik Sinner che ha 2595 punti e che proverà a superarlo questa settimana al torneo di Anversa. Il britannico diventa quindi un legittimo pretendente a uno degli ultimi posti rimasti per le Nitto ATP Finals di Torino, un pretendente in più con cui il nostro Sinner dovrà fare i conti.

Anche prima del torneo ero tra i giocatori che potevano aspirare ad andare a Torino – ha detto Norrie dopo la vittoria – però non è che ci pensassi molto. Ora mi sono cancellato da Anversa perchè sarebbe stato troppo complicato dopo essere arrivato in fondo qui, ma sono iscritto a Vienna, Parigi e Stoccolma e non vedo l’ora di giocare indoor, è uno dei miei momenti preferiti della stagione.”

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ATP Indian Wells: Basilashvili-Norrie, finale tra esordienti

Cameron Norrie supera in due set Grigor Dimitrov. Nikoloz Basilashvili ferma Taylor Fritz. Norrie irrompe nei Top 20

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Cameron Norrie - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[27] C. Norrie b. [23] G. Dimitrov 6-2 6-3

Si ferma in semifinale la corsa di Grigor Dimitrov al BNP Paribas Open di Indian Wells, dopo le splendide, ma anche molto dispendiose, vittorie contro Medvedev e Hurkacz, Dimitrov non è riuscito a riprodurre lo stesso livello di tennis contro uno dei giocatori più continui del 2021, che qui nel deserto della California è riuscito a raggiungere la sua sesta finale stagionale, sicuramente la più prestigiosa.

Il bulgaro ha iniziato il match giocando in maniera molto irregolare, sbagliando parecchio e facendo scappare Norrie sul 4-0 compromettendo il primo set, che infatti è scivolato via in soli 31 minuti. Ci sono voluti altri due giochi nel secondo set perché Dimitrov riuscisse a prolungare gli scambi provando a manovrare le direzioni per crearsi le aperture necessarie per i suoi affondi. Ma la strategia era comunque troppo laboriosa per il Grigor della giornata odierna, solo sporadicamente capace di infilare quei magnifici vincenti capaci di infiammare la folla.

 

Norrie ha tenuto grande compostezza, controllando sapientemente i suoi turni di battuta e annullando l’unica palla break concessa sul 2-1 con un bel diritto inside in, e recuperando da 0-30 due game più tardi.

Ho cercato di allungare gli scambi, non ho mai pensato all’importanza della posta in palio – ha detto Norrie una volta arrivato in conferenza stampa, oltre due ore dopo la fine del match – nemmeno quando ho servito per il match. Nel secondo set ho risposto peggio rispetto al primo set, ma ero molto concentrato sul mio tennis”.

Grigor Dimitrov – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Con questa vittoria Cameron Norrie conquista il suo più importante piazzamento in un torneo Masters 1000 e soprattutto si propone come solido contendente alle ATP Finals. La finale lo porta a 2440 punti nella Race, all’11° posto immediatamente dientro a Jannik Sinner e a soli 115 punti dall’italiano, con l’occasione di poterlo superare in caso di vittoria del titolo domenica.

[29] N. Basilashvili b. [31] T. Fritz 7-6(5) 6-3

Non si è realizzata la favola del giocatore di casa che vince il suo primo grande torneo a due passi da dove è nato. Taylor Fritz non è riuscito a resistere al bombardamento da fondo messo in atto da Nikoloz Basilashvili ed ha dovuto alzare bandiera bianca in due set, nonostante abbia avuto tre set point nel primo set per passare in vantaggio e provare a raggiungere la finale.

Partita decisamente diversa dalla precedente, quella tra Fritz e Basilashvili: la palla camminava almeno 20 chilometri l’ora più veloce durante gli scambi pieni di mazzate tirate sia di diritto sia di rovescio. Era Basilashvili ad avere più spesso il controllo dello scambio, commettendo però qualche errore in più. Fritz è arrivato ad avere tre set point nel primo set, due sul 5-4 e uno sul 6-5, tutti però giocati molto bene e in maniera aggressiva da Basilashvili. Forse qualche recriminazione in più sul primo di questi set point, nel quale Fritz ha messo lungo un rovescio lungolinea di palleggio, ma nel complesso in questi frangenti decisivi del set il georgiano ha giocato meglio, così come anche nel tie-break successivo, nel quale è andato avanti di un minibreak sul 5-4 con un diritto poderoso, e poi ha incassato i due errori da fondocampo di Fritz sul 5-5 per chiudere il primo set in 59 minuti di gioco.

Nikoloz Basilashvili – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Volevo giocare in maniera aggressiva, ma mi ero reso conto che non potevo picchiare la palla se non partendo dal mio servizio – ha spiegato Fritz dopo il match – Non mi sembra di aver avuto possibilità di provare a giocare un colpo vincente nelle palle break che ho avuto, i suoi colpi erano troppo forti e profondi”.

Nel secondo set l’americano ha provato a tenere maggiormente lo scambio, ha avuto altre due palle break sull’1-1, annullate ancora da due vincenti di Basilashvili, che per tutto il match ha modulato molto bene la sua prima di servizio, assicurandosi di tenere una percentuale elevata ed evitare così di essere aggredito sulla seconda.

Sul 3-2, il georgiano ha trovato due super-risposte sul 30-30 che gli hanno procurato l’unico break della partita e il vantaggio decisivo per raggiungere la sua prima finale Masters 1000. Nel game finale la tensione stava per fargli un brutto scherzo e l’ha costretto ad annullare due palle del controbreak dopo aver fallito tre match point, ma alla fine la quarta palla partita è stata quella buona.

Taylor mi ha fatto giocare tante palle – ha spiegato Nikoloz dopo la partita – ho dovuto giocare molto bene da fondo per vincere. Sono contento di essere rimasto calmo nei momenti importanti e di essere riuscito a tirare i colpi che volevo tirare”.

In finale Basilashvili incontrerà il tennista che ha vinto più partite in questa stagione, ben 50, e che domenica disputerà il suo 71° match ufficiale. “Basilashvili è un grande giocatore – ha detto Norrie del suo avversario in finale – quando gioca bene può battere chiunque. Sarà molto difficile, ma mi sento bene fisicamente e sarò pronto alla battaglia”.

I due si sono affrontati una volta sola nella loro carriera professionistica, al primo turno dell’ABN AMRO di Rotterdam lo scorso marzo: in quel caso vinse Norrie molto agevolmente (6-0, 6-3).
In caso di sconfitta in finale, Norrie entrerà comunque nei Top 20 al n. 17, mentre se dovesse vincere il titolo salirebbe di un’ulteriore posizione al n. 16; Basilashvili invece salirà alla posizione n. 27, e nel caso in cui dovese aggiudicarsi il titolo tornerebbe anche lui nei Top 20 alla posizione n. 18.

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