A Dubai trionfa Halep. Altra finale persa per Rybakina

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A Dubai trionfa Halep. Altra finale persa per Rybakina

La romena la spunta al tiebreak del terzo e conquista il ventesimo titolo della sua carriera. Per Rybakina terza finale persa nel 2020. Da lunedì sarà numero 17 (best ranking)

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Simona Halep con il trofeo - Dubai 2020 (via Twitter, @usopen)

[1] S. Halep b. E. Rybakina 3-6 6-3 7-6(5)

Due ore e mezza di tennis ad alta intensità incoronano Simona Halep regina del WTA Premier di Dubai, già vinto nel 2015. La romena torna al successo nel circuito a sette mesi di distanza dal titolo conquistato sui sacri prati di Wimbledon e aggiunge un altro trofeo, il ventesimo, alla sua già scintillante bacheca. Altra delusione invece per Elena Rybakina, autrice di un buonissimo match nel quale ancora una volta le è forse mancato qualcosa in termini di cinismo. Per lei questa è già la terza finale persa in questo inizio di 2020, dopo le sconfitte a Shenzen e San Pietroburgo. La kazaka sta vivendo un periodo di forma davvero ottimo e i numeri di questi primi due mesi di stagione lo testimoniano: un titolo (Hobart), quattro finali, uno strepitoso saldo di 19 vittorie e quattro sconfitte e un best ranking di numero 17 a partire da lunedì. Tuttavia manca ancora un pizzico di killer instinct nei momenti topici e contro avversarie del livello di Halep, ogni sbavatura può costare caro, come dimostrato dal match odierno.

LA PARTITA – Rybakina entra molto bene nel match, martellando Halep da fondo con entrambi i fondamentali. Dal canto suo, la romena fatica inizialmente a gestire le pallate dell’avversaria e a trovare precisione nella transizione da fase difensiva a offensiva. Un paio di errori col dritto nel settimo game la condannano a cedere la battuta. Rybakina invece difende con efficacia i propri turni di servizio, chiudendo al terzo set point al termine di un ultimo game durato 14 punti nel quale salva anche due palle break.

 

Le cose sembrano mettersi male per Halep che in avvio di secondo set deve annullare subito una chance di break. La romena però, si sa, ha nove vite e l’orgoglio non le manca. Il pallino degli scambi scivola sempre di più dalla sua parte e quando è costretta in difesa, le sue innate capacità di passatrice fanno il resto: in un lampo siamo 4-1 in suo favore. Rybakina fa di tutto per non uscire mentalmente dal set, prima trascinando ai vantaggi Simona nonostante uno svantaggio di 0-40 e poi annullando con grande coraggio due palle del 5-1. Dopo aver subito due risposte vincenti, Halep inizia a sentire un po’ di fiato sul collo e commette un sanguinoso doppio fallo: break a zero per Rybakina. Le emozioni del parziale non finiscono qui: Halep conquista infatti altre due palle break con un paio di difese encomiabili, ma Rybakina non si irrigidisce e, anzi, reagisce tirando ancora più forte e vicino alle righe. La kazaka fallisce però due occasioni di agganciare Halep sul 4-4 e finisce imbrigliata nel palleggio dell’avversaria, perdendo il servizio alla quarta occasione. Stavolta la romena non trema e con un ace spegne sul nascere l’ennesimo tentativo di ritorno di Rybakina: 6-3 e verdetto rimandato al terzo set.

Halep sembra avere un discreto vantaggio, sia in termini di esperienza che di fiducia dopo il parziale appena conquistato, eppure la prima a vacillare è proprio lei. L’ennesimo doppio fallo e alcune imprecisioni proiettano Rybakina sul 3-1. La kazaka non è però in grado di confermare il vantaggio e subisce l’immediato ritorno dell’avversaria. L’intensità è davvero alta e le due procedono spalla a spalla fino al cinque pari, quando due erroracci di Rybakina, uno col dritto e uno col rovescio, regalano a Halep un break che profuma di vittoria. Il momento dei festeggiamenti è però rimandato perché Rybakina decide di andare all in e a suon di risposte vincenti e pesanti dritti incrociati strappa il servizio a Halep. Il tie-break è tiratissimo, con entrambe le giocatrici molto spaventate dall’idea di sbagliare. Sul 6-5, un rovescio strappato di Rybakina atterra largo, lasciando Halep libera di sdraiarsi stremata sul cemento del campo centrale di Dubai dopo due ore e mezza di gioco.

Il tabellone completo di Dubai

Halep non tornerà in campo a Doha perché ha scelto di ritirarsi dal torneo qatariota, optando così per una settimana di riposo ulteriore prima del Sunshine Double. Rybakina invece esordirà subito contro Cirstea con vista su un terzo turno contro Barty.

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Flash

WTA Strasburgo: finale Svitolina-Rybakina

Finale di alto livello nell’International alla vigilia del Roland Garros. L’ucraina supera Sabalenka in tre set

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In anticipo di un giorno rispetto al torneo ATP di Amburgo e con la partecipazione straordinaria di Paul-Henri Mathieu, il WTA International di Strasburgo ha decretato i nomi delle due tenniste che si contenderanno il trofeo e l’assegno di oltre ventimila euro.

Ancora una vittoria in due set per Elena Rybakina che arresta la corsa di Nao Hibino. Dopo essere riuscita nell’impresa tutt’altro che impossibile di battere Sloane Stephens al primo turno, la giapponese aveva approfittato del vuoto lasciato dal ritiro di Kiki Bertens, ma la kazaka nata a Mosca non le ha lasciato scampo in semifinale. È la quarta finale dell’anno per Elena, che ha alzato la coppa solo a Hobart.

All’ultimo atto, la n. 18 WTA Rybakina si troverà di fronte la seconda testa di serie Elina Svitolina, in realtà prima favorita dopo la rinuncia a tabellone già compilato di Karolina Pliskova. L’ucraina ha superato Aryna Sabalenka in tre set in poco meno di due ore di gioco. Lo scontro inedito fra Svitolina e Rybakina andrà in scena sabato mattina alle 11. Poi, premiazione e via verso l’avventura parigina.

 

Risultati:
[5] E. Rybakina b. N. Hibino 6-3 6-4
[2] E. Svitolina b. [4] A. Sabalenka 6-2 4-6 6-4

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ATP

Stephens già fuori a Strasburgo. Fognini e Sonego in campo martedì ad Amburgo

Prosegue il momento da incubo dell’americana, Ostapenko e Sabalenka avanti. In Germania passano Cuevas e Rublev

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Jelena Ostapenko – WTA Strasburgo 2020 (foto via Twitter @WTA_Strasbourg)

Mentre tutti erano distratti dalle finali di Roma (magari non troppo da quella femminile) nonché da exit poll e proiezioni varie, altro tennis accadeva in giro per l’Europa. Questa settimana si giocano infatti il torneo WTA di Strasburgo e quello ATP di Amburgo, naturalmente su terra battuta, che preludono al Roland Garros, peraltro già alle prese con le qualificazioni.

STRASBURGO – Accoppiate a un bye, Kiki Bertens (che ha sostituito Pliskova nella prima riga del tabellone) ed Elina Svitolina sono state raggiunte al secondo turno rispettivamente da Jelena Ostapenko e Magda Linette. La ventitreenne di Riga ha lasciato cinque giochi a Lauren Davis, mentre la polacca ne ha concessi un paio in piùdi Pauline Parmentier. Nella stessa giornata, avanzano in due set le teste di serie Aryna Sabalenka, Elena Rybakina ed Ekaterina Alexandrova. Cade invece la numero 8 del seeding Sloane Stephens che subisce un 6-1 al terzo da Nao Hibino. Dopo una sola vittoria nella prima parte della stagione, Sloane arriva così a quattro eliminazioni al primo turno dalla ripresa del Tour, spezzate solo dai sedicesimi raggiunti allo US Open con quel set di vantaggio su Serena Williams.

AMBURGO – Settecento chilometri più a nord, è cominciato in sordina l’ATP 500 tedesco. Solo quattro incontri di singolare in programma questo lunedì, con tutti e tre gli statunitensi iscritti in campo. L’ultima volta che un rappresentante degli Usa si era fatto vedere da queste parti era il 2008, quando il torneo era un Masters Series: effetti collaterali della pandemia. Il qualificato Tommy Paul ha superato in tre set Kevin Anderson, ma Taylor Fritz e l’altro proveniente dal tabellone cadetto Tennys Sandgren hanno ceduto rispettivamente a Pablo Cuevas (altro qualificato) e Andrey Rublev.

Ripescato come lucky loser, Gilles Simon continua il rientro deludente contro Jiri Vesely, anch’egli con la “Q” davanti al nome. In attesa dei primi due del seeding Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas, martedì farà il suo esordio Fabio Fognini, tds b. 6, contro Philipp Kohlschreiber. Terzo incontro sul Centrale a partire dalle 10.30. Terzo incontro ma dalle 10 per Lorenzo Sonego, impegnato contro un Felix Auger-Aliassime non particolarmente in spolvero in questo periodo.

 

I tabelloni aggiornati

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WTA

Halep regina degli Internazionali di Roma in mezz’ora: Pliskova si ritira

Simona vince Roma per la prima volta in carriera. Prima dispensa un bagel, poi Pliskova si ritira per un guaio alla coscia

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I mille spettatori finalmente autorizzati a mettere i piedi nel Centrale del Foro Italico francamente si sarebbero aspettati un premio migliore per la loro paziente attesa. La finale femminile degli Internazionali d’Italia 2020 verrà invece ricordata come la finale fantasma, quella che non c’è stata. Trentuno minuti, un seizero per Halep senza alcuna opposizione esterna, tre giochi nel secondo set e Karolina Pliskova è andata a picchiettare la propria racchetta su quella di Simona, ché la stretta di mano non è ancora consentita dalle norme anti-Covid.

Sembrava una fasciatura precauzionale o poco più, quella che stringeva la coscia sinistra dell’ex campionessa in carica, invece il guaio muscolare ha dapprima costretto Karolina sostanzialmente immobile, preda impotente di una Simona che ha presto sentito l’odore del sangue, poi l’ha eliminata dalla contesa. Parlare di un non match è un nonsense, occorrerebbe far parlare i numeri, che comunque non rendono completa l’dea della disfatta patita da Karolina nell’unico set completato, il primo: venti minuti di gioco, venticinque punti a nove, tre break inflitti da Halep a una Pliskova da zero vincenti e nove errori non forzati. Un massacro.

La vincitrice dell’edizione 2019 ha tentato un unico colpo di coda, nel secondo gioco del secondo set, quando ha approfittato di due doppi falli commessi dalla romena per recuperare il servizio perso nel game precedente. Ma è durata lo spazio di un respiro: subìto il quinto break dell’incontro per il due a uno Halep, Karolina ha deciso che non ne valeva la pena, abbreviando il percorso di Simona verso il suo primo titolo romano dopo le due finali perse nel 2017 e nel 2018 contro Elina Svitolina.

 
Karolina Pliskova e Simona Halep – Premiazione Internazionali d’Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

Un titolo meritato, condotto in sostanziale controllo nonostante qualche pasticcio di troppo nei primi due match contro Paolini e Yastremska, ma si sa che i grandi giocatori, nei grandi tornei, hanno bisogno di qualche giorno per annusare l’aria. Un percorso in cui la numero due WTA ha imposto la propria disumana legge in risposta: le rivali affrontate le hanno servito contro quarantasette volte, lei ha raccolto trenta break. Un dato discretamente sinistro, se consideriamo il punto di vista delle colleghe.

Per la tennista da Costanza è il ventiduesimo trionfo nel circuito maggiore, il nono sulla terra battuta. Halep, che aveva vinto a Dubai l’ultimo torneo pre-lockdown e a Praga il primo post, ha ottenuto a Roma il terzo titolo in fila e ora cavalca una striscia aperta di quattordici vittorie consecutive. Dati che fanno da colorata ciliegina sulla torta di una settimana molto convincente, nella città che sostanzialmente l’aveva fatta scoprire al mondo nel 2013, quando, da qualificata, si spinse addirittura in semifinale cedendo il passo solo a Serena Williams.

Difficile non attribuirle i famosi favori del pronostico in vista del Roland Garros prossimo venturo dove, tra le altre cose, avrà l’opportunità di superare Barty in classifica e guadagnarne la vetta. Come? Ha un solo risultato a disposizione: la vittoria finale.

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