Nadal rispetta l'isolamento e si diletta ai fornelli

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Nadal rispetta l’isolamento e si diletta ai fornelli

Mentre il coronavirus mette alla prova anche la Spagna, Rafa resta a casa a Manacor e prepara la cena per sé e sua moglie Xisca

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Rafa Nadal ai fornelli (via Twitter, @rafaelnadal)

Se in Italia il contagio da Covid-19 sembra stia leggermente decelerando, in Spagna i numeri aumentano di giorno in giorno, sia per quanto riguarda gli infetti, sia nel totale dei deceduti. Rafael Nadal sta rispettando la quarantena a casa sua, a Manacor, assieme a sua moglie Xisca.

Dopo il messaggio di incoraggiamento mandato al suo Paese pochi giorni fa, Rafa ha pubblicato su Instagram un video dove prepara la cena, con barba e capelli incolti. “Anche oggi mi tocca cucinare per me e per mia moglie” ha commentato il mancino spagnolo, che ha rinnovato l’invito alla popolazione a restare a casa. Secondo voi cosa sta preparando Rafa?

 

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Cancellato il torneo internazionale ITF ‘Città di Santa Croce’

L’emergenza legata al Coronavirus fa saltare il prestigioso appuntamento giovanile al Cerri. “L’appuntamento, con più voglia e motivazione di sempre, è rimandato all’anno prossimo”

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Holger Rune - ITF 'Città di Santa Croce' 2019

Il Tennis Club Santa Croce comunica ufficialmente la cancellazione del torneo Internazionale J1 ITF “Città di Santa Croce” Mauro Sabatini, che sarebbe stato in programma dall’11 al 16 maggio per la sua quarantaduesima edizione. Proprio ieri ATP, WTA e ITF hanno diramato un comunicato per annunciare lo stop del circuito professionistico fino al 13 luglio 2020 a causa dell’emergenza legata al diffondersi del Covid-19. Gli organizzatori della prestigiosa rassegna giovanile toscana hanno valutato l’ipotesi di uno spostamento in settembre ma la difficoltà di trovare spazio nel calendario unita all’incertezza per la durata di questa emergenza sanitaria hanno fatto propendere per la definitiva cancellazione. Con grande dispiacere l’edizione 2020 del Torneo Internazionale J1 di Santa Croce non si giocherà. L’appuntamento, con più voglia e motivazione di sempre, è rimandato all’anno prossimo.

Ufficio Stampa TC Santa Croce

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Gianni Clerici: “A Wimbledon il prato è solo”

Lo scriba commenta la cancellazione dei Championships: “Sono le 17 in punto, e i miei pensieri vanno indietro”. Ecco alcuni stralci dell’articolo pubblicato oggi su Repubblica

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Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

A Wimbledon il prato è solo (Gianni Clerici, Repubblica del 2 aprile 2020)

Ricevo la mail dell’All England Club che annuncia la cancellazione del torneo: sono le 17 in punto, e i miei pensieri vanno indietro, a quando i giardinieri rimasero disoccupati per colpa delle due guerre. Ho abitato a Wimbledon più anni, tre volte vi ho perso a tennis. E ho conosciuto la segretaria del periodo di fine guerra, Norah Gordon Cleather […] Del libro di Norah, Wimbledon story, posso ricordare qualche pagina a memoria e due foto: una con i due porcellini tenuti per la coda dai soldati che avevano requisito il club, l’altra con le reti di metallo del Centre Court divelte da una bomba della Luftwaffe. La prima interruzione avvenne dal 1915 al 1918. La regina Mary e re Giorgio V erano frequentissimi spettatori del Centre Court, come non avvenne poi con Elisabetta, che si fece viva soltanto il giorno del trionfo di Virginia Wade […] Nei giorni dell’inaugurazione del torneo nel 1877, il club sorgeva in Worple Road e ci restò fino al 1921. Poi si spostò a Church Road, la strada che finisce alla chiesa di St. Mary, dove gli organizzatori comprarono cinque ettari di terra. Dal 1922 fu anche abolito il challenge round, la formula che consentiva al campione uscente di accedere direttamente in finale. Nella Seconda Guerra Mondiale, il circolo ospitò i volontari della British Home Guard, e la bomba tedesca caduta nel 1940 distrusse quasi completamente il campo centrale. Alla ripresa del gioco, nel 1946, vinse il francese Ivon Petra […] Di quei momenti di sosta forzata sono sopravvissuti i versi della poesia di Kipling , ‘If’ sulla porta d’ingresso del Centrale: “Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina e trattare allo stesso modo questi due impostori”.

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Nadal è il Re degli scambi corti

Craig O’Shannessy analizza la lunghezza degli scambi di Rafa durante i primi 4 match del Roland Garros 2019: 651 punti giocati, 139 dei quali chiusi con un solo colpo

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Rafael Nadal - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Nadal generalmente viene considerato da una buona fetta degli appassionati come un giocatore difensivo, soprattutto sulla sua amata terra rossa, la superficie da fatica, fondocampo e scambi lunghi per eccellenza. Ma è davvero così? Craig O’Shannessy ha provato a smascherare questo falso mito con un’analisi del gioco di Rafa Nadal durante il Roland Garros 2019, disponibile integralmente sul suo sito. In uno studio precedente che trovate qui, O’Shannessy aveva catalogato i cinque tipi di scambio più frequenti di Nadal, prendendo però in considerazione i dati di ben sette edizioni del Roland Garros. Per chi non lo conoscesse, O’Shannessy è considerato uno dei migliori, se non il migliore analista statistico del tennis. L’analista australiano è stato per due anni nello staff di Novak Djokovic e attualmente è tra gli allenatori di Berrettini e consulente per la FIT.

L’analista australiano ha spiegato sul suo sito, chiamato BrainGameTennis, come in realtà Nadal si allontani molto dalla narrativa che vuole la terra come una superficie con scambi di venti colpi di media e il tennista spagnolo come un giocatore estremamente difensivo. Andando ad analizzare la lunghezza degli scambi giocati fino ai quarti nel Roland Garros 2019 ci si accorge di un particolare in controtendenza con la narrativa sopracitata: Nadal gioca pochissimi scambi lunghi. Il tennista di Manacor ha giocato 651 punti nelle quattro partite prima dei quarti contro Londero, Goffin, Maden e Hanfmann. Di questi 651 punti solamente uno comprendeva uno scambio di più di 20 colpi, e l’ha anche perso!

Se 20 colpi vi possono sembrare troppi, abbassiamo il numero a 15 colpi o più per scambio. Anche in questo caso il numero degli “scambi lunghi” resta bassissimo, 16, il 2,5% dei suoi colpi totali. Qual è quindi il tipo di scambio prediletto da Nadal su terra? Quello da un colpo, che sia al servizio o in risposta. Il tennista spagnolo ha infatti giocato 139 scambi da un colpo (il 21,4% dei suoi colpi) nell’intero Roland Garros, rendendola la lunghezza di scambio più frequente del torneo di Nadal.

 
Rally LengthTotalPercentage
113921.4%
311517.7%
56710.3%
2639.7%
4507.7%
7436.6%
6426.5%
8294.5%
9213.2%
0182.8%
10132.0%
12132.0%
11111.7%
1481.2%
1660.9%
1540.6%
1330.5%
1720.3%
2020.3%
1910.2%
2410.2%


Questa tabella fornita da O’Shannessy (e originariamente reperibile qui) sfata definitivamente la leggenda della passività di Rafa Nadal sulla terra rossa, quantomeno in questa fase della carriera. Nel tennis su terra gli scambi corti sono frequentissimi e le chiavi del gioco di Nadal vanno cercate lì. Nel suo dominio in risposta sulla terra rossa, e soprattutto sul suo fantastico rendimento sulla propria seconda di servizio (qui schemi fissi e variazioni di Rafa alla battuta), cruciale nel tennis di oggi e in particolare sulla terra rossa.

  • No. 1: 2nd Serve Return Points Won = 57.92% (7180/12397)
  • No. 1: 1st Serve Return Points Won = 39.81% (7810/19619)
  • No. 1: 2nd Serve Points Won = 56.92% (5043/8860)

In sostanza Nadal è un tennista sempre più offensivo, ormai lontano dall’etichetta di pallettaro affibbiatagli ad inizio carriera, anche sulla più difensiva terra rossa. La sua combinazione servizio-dritto è riconosciuta dai colleghi nell’élite del circuito e gli è valsa successi frequenti anche su superfici diverse dall’amata terra.

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