US Open e 'Cincinnati', la situazione aggiornata: anche Halep non sarà a New York

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US Open e ‘Cincinnati’, la situazione aggiornata: anche Halep non sarà a New York

Metà delle top 10 della WTA non sarà a New York. L’ultima rinuncia è di Halep. E tante altre sono le assenze ai piani alti. Tra gli uomini mancano Rafa, Roger, Fognini e tanti francesi

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Simona Halep - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)
 

Mancano due settimane all’inizio dello US Open, il primo Slam dell’era post-Covid. Ed è già una buona notizia che si possa parlare in questi termini. Infatti, a meno di clamorose novità dell’ultimo minuto, e speriamo proprio che non ce ne siano, il grande evento andrà in scena. Molti giocatori e giocatrici si trovano già nella grande mela per disputare il Western and Southern Open, il combined spostato in quest’occasione da Cincinnati a Flushing Meadows. 

Non tutti però. Diversi protagonisti del circuito hanno deciso di saltare la trasferta nordamericana. In molti casi, il motivo è la preoccupazione per le condizioni di sicurezza in cui si terranno i due tornei newyorkesi e la possibile quarantena che potrebbe attendere gli atleti al ritorno nei propri paesi d’origine. Pesa anche l’incertezza riguardo allo svolgimento del torneo stesso. Ci si chiede infatti cosa possa succedere nel caso un atleta venga trovato positivo al Coronavirus. Insomma, nonostante i grandi sforzi degli organizzatori per costruire una bolla simile a quella che già si sta utilizzando in altri sport come il calcio e il basket NBA, le assenze saranno cospicue.

Andiamo a vedere nel dettaglio la situazione aggiornata dei forfait per il prossimo US Open. In campo maschile spiccano le assenze di Rafa Nadal e Roger Federer, n.2 e 4 del ranking, nove titoli a New York in due. Se l’assenza di Nadal è da attribuirsi per l’appunto alla volontà di rimanere al sicuro in Europa e concentrarsi per il recupero della stagione su terra rossa, quella di Federer è stata dettata dal periodo di convalescenza dopo la seconda operazione al ginocchio di questo 2020. Il terzo top 10 ATP che non sarà a New York è Gael Monfils (n.9) che in questi mesi di break del circuito non si è nemmeno preoccupato di tenersi in forma con esibizioni e altri tornei.

 

Come lui, anche Stan Wawrinka e Nick Kyrgios, due tennisti che è sempre un peccato non vedere in campo, hanno già annunciato che non saranno della partita per scelta di calendario. Mentre Wawrinka, trionfatore a Flushing Meadows nel 2016, è focalizzato sui tornei su terra europei e per questo giocherà il Challenger di Praga, l’agenda di Kyrgios è tutta da definire. Degne di nota le assenze di altri due tennisti transalpini: Jo-Wilfried Tsonga e Lucas Pouille. Tsonga, tre volte nei primi otto agli US Open, forse anche per i suoi noti problemi con i viaggi, ha preferito rimanere a casa. Pouille è invece ancora perseguitato dai dolori al gomito che hanno condizionato il suo rendimento tra fine del 2019 e inizio del 2020.

Bisogna inoltre mettere ora un punto interrogativo sulla presenza di Kei Nishikori, n.31 del ranking ATP nonché finalista nella edizione 2014 dello Slam statunitense. Il nipponico è risultato positivo al Coronavirus e si è già depennato dal fu Masters 1000 di Cincinnati. Vedremo se riuscirà passare i test in tempo per giocare lo US Open. Attualmente il giapponese è in Florida e si sottoporrà a un nuovo test venerdì: il tampone negativo è tutto ciò che gli occorre per essere ‘libero’ e poter partire alla volta di New York.

L’assenza però che riguarda più da vicino i colori azzurri è quella di Fabio Fognini. Una rinuncia, quella del ligure, che si colloca a metà tra quelle per infortunio e quelle per strategia. Da una parte, sarebbe stato difficile per lui essere al 100 per cento a New York dopo l’operazione ad entrambe le caviglie di fine maggio. Date le circostanze, Fabio ha optato per un ritorno più morbido, per le sue articolazioni e per il suo tipo di gioco, sulla terra di Kitzbuhel, torneo di categoria 250 che si gioca in contemporanea con la seconda settimana degli US Open. Peccato perché con lui l’armata azzurra negli States sarebbe stata ancora più forte.

IL TORNEO FEMMINILE

Se tutto sommato il numero di forfait di rilievo è limitato nel torneo di singolare maschile, e difficilmente si potrà parlare di un campione Slam a metà, la situazione è molto più preoccupante (per gli organizzatori) in campo femminile dove saranno assenti ben sei top 10.

La n.1 del mondo Ashleigh Barty si è chiamata fuori da giorni. La n.2 Simona Halep, vincitrice del torneo di Praga, sembrava pronta ad annunciare il forfait da un momento all’altro e infatti, nel primo pomeriggio, è arrivata su Twitter la conferma della sua assenza.

Ma l’ammutinamento di Top 10 non si ferma qui. Elina Svitolina, n.5 della classifica probabilmente di comune accordo con il suo compagno Monfils, non volerà negli States. Bianca Andreescu, che la segue di un posto in classifica, per non ben specificati fisici, ha dato pure forfait. E causa la già citata assenza di Nadal, non avremo nessuno dei due campioni in carica.

Completano il quadro di una Top 10 più che dimezzata le rinunce di Kiki Bertens (n.7) e Belinda Bencic (n.8), entrambe dettate da ragioni legate alla complessa situazione in cui si svolgerà il torneo e il successivo ritorno in Europa. Insomma, si fa prima a contare le presenti: si tratta di Pliskova, Kenin, Serena Williams e Osaka.

Questo per quanto riguarda i piani alti della classifica femminile. Ma basta scendere un po’ in classifica per trovare altri forfait. Ad esempio, quelli delle due cinesi meglio piazzate nel ranking, Wang Qiang e Saisai Zheng, rispettivamente 29 e 34 della classifica. Tra le giocatrici cinesi hanno dato forfait anche Peng e Xiyu Wang, circostanza che lascia sospettare una certa influenza della loro provenienza geografica sulla decisione di non volare alla volta di New York. Niente US Open per le due veterane russe Anastasia Pavlyuchenkova e Svetlana Kuzentsova. Anche la tedesca Julia Goerges, n.38 e la francese Fiona Ferro, una delle tenniste più in forma del momento dopo il trionfo a Palermo, hanno deciso di rimanere in Europa. 

In totale sono quindi 18 le assenti tra le prime 100. Sono 10 tra gli uomini. Da notare come i forfait si concentrino soprattutto nelle prime cinquanta posizioni di classifica: 7 tra gli uomini e 13 tra le donne. A testimonianza del fatto che il lusso di poter saltare uno Slam non è per tutti. 

Uomini
Rafa Nadal, 2
Roger Federer, 4
Gael Monfils, 9
Fabio Fognini, 11 
Stan Wawrinka, 17 
Nick Kyrgios, 40 
Jo-Wilfried Tsonga, 49
Lucas Pouille, 58 
Pierre-Hugues Herbert, 71
Nicolas Jarry, 89

Donne
Ashleigh Barty, 1 
Simona Halep, 2
Elina Svitolina, 5 
Bianca Andreescu, 6 
Kiki Bertens, 7 
Belinda Bencic, 8 
Wang Qiang, 29 
Anastasia Pavlyuchenkova, 30 
Saisai Zheng, 34 
Julia Goerges, 38 
Barbora Strycova, 31
Svetlana Kuznetsova, 32
Fiona Ferro, 45 
Lin Zhu, 76
Yafan Wang, 81
Anastasia Potapova, 85
Ana Bogdan, 87
Sam Stosur, 98

Qualche giocatore è già arrivato a New York: abbiamo visto Medvedev, Anderson (che si è già allenato), Khachanov e la prima parte della pattuglia italiana, composta da Seppi, Berrettini e Sinner; anche loro si sono già allenati sui campi indoor di Flushing Meadows.

Prima di chiudere, un ripassino di date: il combined Premier/Masters 1000 partirà giovedì 20 agosto con le qualificazioni, due giorni più tardi si giocheranno i primi incontri di tabellone principale. Le finali di singolare maschile e femminile sono previste per venerdì 28 agosto. Week-end di pausa e dal 31 agosto lo US Open entrerà immediatamente nel vivo, essendo quest’anno privo di qualificazioni. Le due finali si giocheranno domenica 13 settembre.

LE ENTRY LIST AGGIORNATE DEL WESTERN&SOUTHERN OPEN
LE ENTRY LIST AGGIORNATE DELLO US OPEN

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ATP

Ferrero: “Alcaraz è come un altro figlio per me”. “Djokovic? Uno stimolo averlo in Australia”

Intervistato da Eurosport, Juan Carlos Ferrero ha le idee chiare sul percorso con il suo pupillo Carlos Alcaraz: “Lavorare ancora di più perché, per rimanere al top, bisogna vincere regolarmente Slam e Masters 1000”

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Carlos Alcaraz e Juan Carlos Ferrero - Montecarlo 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Carlos Alcaraz e Juan Carlos Ferrero - Montecarlo 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La trionfale stagione 2022 ha visto il diciannovenne Carlos Alcaraz diventare il giocatore più giovane di sempre a raggiungere la vetta della classifica ATP. Alcaraz ha vinto il primo titolo del Grande Slam allo US Open di settembre, in assenza di Djokovic, che quest’anno ha dovuto saltare due dei quattro major per non essersi vaccinato.

Il suo allenatore, Juan Carlos Ferrero, ha affermato in un intervista rilasciata a Eurosport che la potenziale opportunità per Alcaraz di confrontarsi con il 21 volte campione slam è un grande stimolo. “Abbiamo bisogno di lui”, ha detto Ferrero, riferendosi a Djokovic. “Penso che Carlos per migliorare il suo tennis abbia bisogno di giocare contro uno dei migliori della storia. Ovviamente Rafa è lì per giocare contro di lui e Novak, abbiamo bisogno di lui. A Madrid Carlos ha giocato contro Novak e lui ha aumentato il suo livello per provare a vincere la partita, quindi è quello che ci serve, per giocare negli Slam contro di lui, penso che sia molto importante per Carlos migliorare”.

 

Ferrero non si reputa sorpreso del ritorno in grande stile del serbo, che giova ricordarlo, ha vinto 18 delle sue ultime 19 partite della stagione, inclusa la striscia alle finali ATP. “Penso che dopo lo US Open, che non ha potuto giocare, fosse molto concentrato per dimostrare a se stesso che è in grado di vincere quasi tutti i tornei a cui partecipa. Abbiamo visto di nuovo che è in grado di farlo“, ha detto Ferrero del serbo . “Avrà la possibilità di giocare in Australia; penso che ne sia molto contento e penso anche il resto dei giocatori lo sia. Carlos e io stavamo parlando del fatto che siamo felici di vedere Novak lì perché se vuoi vincere l’Australian Open devi vincere contro i migliori, e ovviamente è una buona notizia. Ma ovviamente non mi ha sorpreso affatto che abbia vinto a Torino”.

Tornando ad Alcaraz il nativo di Murcia ha iniziato il suo allenamento pre-stagione in palestra lunedì e dovrebbe tornare a fare pratica sul campo in settimana .Al momento Alcaraz non è iscritto a nessun evento di preparazione prima dell’Australian Open, che inizierà il 16 gennaio. Nonostante le brillanti vittorie allo US Open e nei due Masters 1000, Ferrero lesina consigli utili per il suo pupillo in vista del 2023: “Gli dico che ora deve lavorare ancora di più perché se ora vuole rimanere al top, deve vincere costantemente gli Slam e i Masters 1000“, ha detto Ferrero, che è lui stesso un ex numero 1 del mondo. “Quindi è ancora più difficile di prima, quando magari vincendo un ATP 500 e ottenendo un ottimo risultato nel Masters 1000 potevi salire più in alto in classifica, ma ora, se vuoi rimanere al vertice, devi battere i migliori e devi vincere i migliori tornei, quindi è ancora più importante lavorare allo stesso modo o più duramente di prima”.

Il sodalizio tra Juan Carlos e Alcaraz è iniziato nel settembre del 2018, alcuni mesi dopo la fine della collaborazione del coach spagnolo con Alexander Zverev. Ferrero ha aiutato Alcaraz a costruire una squadra stabile attorno a lui.È come un altro figlio per me, il più grande“, ha detto Ferrero di Alcaraz. “È il mio secondo giocatore da allenatore e penso di continuare a imparare da lui e lui sta imparando da me. Stiamo entrambi crescendo insieme allo stesso tempo. È un ragazzo molto simpatico ed è molto facile lavorare con lui. “Quello che so è che avevo bisogno di qualcosa del genere perché dopo aver lavorato con Sascha non è stato così facile per me, non è la stessa cultura, lui capisce in modo leggermente diverso [il significato di] essere professionale, avevo bisogno di ripartire e lavorare con qualcuno con cui potevo lavorare in sintonia anche per il futuro; e in Carlos penso di averlo trovato.

Nell’agenda di Alcaraz in vista del 2023 figura – per ora – solo l’evento d’esibizione del Mubadala World Tennis Championship ad Abu Dhabi, dove sabato 17 dicembre esordirà contro Andrey Rublev o Frances Tiafoe. Come a dire l’Australia è lontana, ma nemmeno poi tanto.

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ATP

Rendimento Slam 2022: Nadal e Alcaraz davanti a tutti, Djokovic resiste. Sinner e Berrettini in top 10, in calo Medvedev

Ottima annata per i colori azzurri, la Spagna fa la voce grossa. Varie sorprese come Ruud e Kyrgios, ma anche tanti delusi, guidati dal russo

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Nel tennis, si sa, il metro di paragone principale per giudicare un giocatore è la costanza che questo sa tenere negli Slam, i grandi eventi per antonomasia, nei quali la cronaca si intreccia alla storia per diventare leggenda. E il 2022, con tutte le variabili del caso, tra la questione del vaccino di Djokovic e la guerra dichiarata da Putin che ha portato all’esclusione dei russi da Wimbledon (e la conseguente scelta dell’ATP di non assegnare punti), non può in ogni caso fare eccezione, pur facendo dovute proporzioni. Infatti, molti giocatori, anche di alto livello, non hanno potuto disputare tutte e quattro le prove Major (alcuni anche per motivi fisici), con un rendimento in termini di punti che chiaramente va a calare, premiando alcuni piuttosto che altri. Per valutare con accuratezza chi siano stati i migliori, i più costanti, nei quattro Slam della stagione appena conclusasi, abbiamo quindi stilato un’ipotetica top 20, che tiene conto solo dei punti guadagnati tra Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open.

 Da notare che vengono calcolati anche i punti dei Championships, non assegnati dall’ATP, e che tra parentesi viene riportata anche la classifica reale dei giocatori rientranti nella speciale classifica (dopo i punti è segnalato anche il numero di Slam giocati per coloro che ne abbiano saltato almeno uno). Di seguito i migliori venti nei Major del 2022:

  1. Rafa Nadal (2): 4900
  2. Carlos Alcaraz (1): 2630
  3. Casper Ruud (3): 2445 *3 Slam*
  4. Novak Djokovic (5): 2360 *2 Slam*
  5. Nick Kyrgios (22): 1605 *3 Slam*
  6. Daniil Medvedev (7): 1560 *3 Slam*
  7. Jannik Sinner (15): 1260
  8. Matteo Berrettini (16): 1080 *2 Slam*
  9. Marin Cilic (17): 1020 *3 Slam*
  10.  Stefanos Tsitsipas (4): 1000
  11.  Cameron Norrie (14): 1000
  12.  Karen Khachanov (20): 990 *3 Slam*
  13.  Frances Tiafoe (19): 990
  14.  Alexander Zverev (12): 900 *2 Slam*
  15.  Andrey Rublev (8): 810 *3 Slam*
  16.  Felix Auger-Aliassime (6): 595
  17.  Taylor Fritz (9): 595
  18.  Christian Garin (85): 585
  19.  Denis Shapovalov (18): 505
  20.  Holger Rune (11), David Goffin (53): 470

La risposta alla domanda principe “chi è stato il migliore?” appariva già abbastanza scontata, anche senza stilare una classifica che tenesse conto dei punti, dato che Rafa Nadal ha vinto i primi due Slam della stagione ed è arrivato in semifinale nel terzo, con un piccolo calo allo US Open dovuto a qualche acciacco fisico. E proprio alla luce di ciò, dei problemi che aveva accusato sul finire del 2021, e che ha dovuto sostenere lungo tutto il 2022, gli oltre 2000 punti in più nei Major ottenuti rispetto a Carlos Alcaraz sono anche una piccola sorpresa, oltre che una grande impresa. Il n.1 al mondo, nel primo anno con aspettative contro cui combattere, è andato in crescendo, passando dal terzo turno dell’Australian Open (contro Berrettini) alla vittoria a Flushing Meadows, mostrandosi ancora un po’ acerbo sull’erba, e non del tutto avvezzo alla pressione sulla terra di Parigi, in un Roland Garros che ha incoronato una delle più grandi rivelazioni, almeno a livelli così alti, del 2022: Casper Ruud. Il norvegese, infatti, ha chiuso la stagione con 2 finali su 3 Slam giocati (in Australia diede forfait alla vigilia), guadagnando ben 2120 punti in più in queste prove rispetto al 2021, mettendo a tacere tutti coloro che ne criticavano la poca propensione ai grandi appuntamenti. La finale alle ATP Finals ha mostrato come il norvegese sia prossimo alla sua maturazione completa, che non può prescindere da una grande affermazione. Specie considerando che ha perso l’atto conclusivo del torneo di fine anno solo contro il quarto migliore per rendimento negli Slam 2022, nonché ex n.1 e noto cannibale, cioè Novak Djokovic.

 

Infatti il serbo, pur non avendo potuto competere in Australia e negli USA per motivi legati al vaccino, ha comunque portato a casa il settimo Wimbledon della carriera, riaprendo la questione GOAT (quantomeno nel caso se ne faccia un discorso legato alle vittorie Slam, dato che il serbo è a quota 21, contro i 22 di Nadal), e soprattutto mostrandosi ben lontano dall’abbandonare certi palcoscenici. Dunque sono questi i quattro migliori giocatori negli eventi che contano, coincidenti con i primi tre al mondo e il solito Djokovic (che con i punti di Wimbledon sarebbe stato tra i primi 4 al posto di Tsitsipas), che hanno anche messo un certo distacco tra loro e gli altri. E, procedendo per gradi, analizziamo chi c’è tra questi altri, chi ha sorpreso, chi deluso, e chi è stato piegato solo dalla sfortuna.

Le sorprese e i grandi delusi – il primo risultato che balza all’occhio, che non può che far esultare gli amanti del talento allo stato puro e di un tennis fuori dagli schemi, è certamente il rendimento di Nick Kyrgios, quinto assoluto negli Slam, grazie alla finale a Wimbledon e ai quarti allo US Open. L’australiano sembra aver finalmente trovato la giusta quadratura al suo tennis, avendo anche battuto l’allora n.1 al mondo, nonché campione in carica, agli ottavi dello Slam americano, cioè Daniil Medvedev. Il russo, “solo” sesto per punti negli Slam (l’anno scorso era stato il secondo miglior giocatore per rendimento in questi tornei) è certamente una delle sorprese in negativo, nonché il gran deluso, di quest’anno nei Major. L’impressione è che ancora debba riprendersi dalla finale dell’Australian Open, in cui sprecò un vantaggio apparentemente incolmabile, permettendo a Nadal di strappargli un titolo che lo ha segnato per tutta la stagione, dove mai ha trovato il suo miglior tennis. Discorso analogo, per quanto riguarda la delusione, coinvolge Stefanos Tsitsipas: il greco ha totalizzato solo 1000 punti negli Slam, con un buon inizio dato dalla semifinale in Australia, andando però sempre a calare, e pur chiudendo l’anno da 4 al mondo, si trova solo decimo per rendimento tra le quattro prove.

Altro aspetto che un po’ lascia stupiti è l’assenza dai primi 20 di Hubert Hurkacz (n.10 al mondo), che dopo la semifinale a Wimbledon 2021 ha mostrato ancora una certa tensione nei grandi eventi, con soli 280 punti totalizzati nei 4 Major. Gran sorpresa, invece, è certamente Christian Garin. Il cileno, scivolato al n.85 al mondo (ancora pagando dazio per la questione Wimbledon), ha raggiunto i quarti sui prati inglesi, miglior risultato della carriera negli Slam, eventi in cui in quest’anno ha raccolto ben 585 punti, attestandosi addirittura al diciottesimo posto di questa speciale classifica, mostrandosi un avversario da non sottovalutare sulla lunga distanza. Nella formula su 3 su 5, un altro che quest’anno ha fatto la voce grossa è stato senza dubbio Marin Cilic. Il veterano croato, infatti, ha raggiunto almeno gli ottavi in tutti e 3 gli Slam giocati, uscendo sempre a testa alta, e raggiungendo addirittura la semifinale al Roland Garros, divenendo l’unico giocatore in attività (tolti i Fab 4) ad aver centrato almeno il penultimo atto in tutti e 4 gli Slam. E infatti il n.17 al mondo chiude come nono miglior giocatore nei Major del 2022, della serie “il lupo perde il pelo, ma non il vizio”.

Scorrendo non c’è nessun’altra grande sorpresa, con i vari Rublev, Fritz, Auger-Aliassime tutti quasi allo stesso livello, ancora incapaci di compiere quell’ultimo salto verso l’alto quando la pallina inizia a scottare (per il russo sei quarti di finale su sei persi in carriera, ma per la seconda volta, dopo il 2020, ne ha raggiunti due nello stesso anno), e ondeggianti tra l’impresa e l’avercela quasi fatta. Molto bene invece Norrie, Khachanov e Tiafoe, rispettivamente tra i posti 11 e 13 di questa top 20, spinti verso l’alto dalla storica semifinale di Wimbledon per l’inglese (che, avesse assegnato punti, gli avrebbe permesso di chiudere l’anno tra i primi 10), e quelle incredibili allo US Open per Karen e Frances. Certamente sorprendono la presenza tra i primi 10 di Berrettini (che a breve tratteremo nel dettaglio insieme a Sinner, settimo migliore nei Major) e alla quattordicesima piazza di Alexander Zverev, che avendo chiuso la stagione a giugno ha potuto giocare solo due prove Slam, comunque totalizzando 900 punti. Una pista da seguire per una grande vittoria che potrebbe finalmente essere vicina, chissà…Chiudono i migliori 20 negli Slam Shapovalov, Rune e un redivivo Goffin, almeno nelle due settimane di Wimbledon. Un quarto a testa, tra Australia, Parigi e Londra per i tre, con i primi due, nel pieno delle loro carriere (Rune in piena ascesa e con le idee ben chiare) che puntano a far ancora meglio nel 2023.

I nostri alfieri – ancora una volta, nonostante i tristemente noti problemi fisici susseguitisi, Matteo Berrettini si è dimostrato un giocatore da grande partita, da palcoscenico importante, in breve da Slam. Il romano infatti, che ha saltato tutta la stagione sulla terra rossa a causa del problema al polso, e ha dovuto rinunciare per il Covid a Wimbledon, è stato comunque capace di risultare ottavo in questa speciale classifica, avendo portato a casa ben 1080 punti in due sole prove Slam, tra Australian Open (semifinale persa da Nadal, futuro vincitore) e US Open (quarto di finale, sconfitta per mano del finalista Ruud). Dunque una grande costanza quando il gioco si fa duro mostrata da Matteo, che è apparso pronto per dire la sua a livelli altissimi, e con l’augurio che il fisico lo lasci in pace, può sognare in grande. Ancora meglio ha fatto invece Jannik Sinner, risultato come settimo miglior giocatore negli Slam, giungendo tre volte su quattro tra gli ultimi 8, e in due casi arrendendosi solo al quinto set contro i futuri vincitori (Djokovic a Wimbledon, dopo due set di vantaggio, Alcaraz nell’epica partita dello US Open). Segnali di grande maturità per l’altoatesino, che dunque ha già raggiunto almeno i quarti in tutte e quattro le prove dello Slam (al Roland Garros ci era già riuscito nel 2020), con il lavoro da fare ora che riguarda la parte mentale, il riuscire a fare quel passo in più di cui certamente Jannik è capace.

Dopo i primi due giocatori italiani meglio classificati, però, c’è ancora da lavorare per gli azzurri subito successivi. Lorenzo Musetti, n.23 al mondo, ha infatti racimolato solo 120 punti in tutti e 4 i Major, uscendo per ben tre volte al primo turno. Certo, spesso i sorteggi non sono stati proprio dei più fortunati (Tsitsipas a Parigi, Fritz a Wimbledon), ma il carrarino, talento allo stato puro, ha ancora molto da lavorare nei grandi eventi. Un po’ meglio Lorenzo Sonego, con 280 punti totalizzati e una quasi impresa contro Ruud al Roland Garros, che ne certificano comunque un buon livello, abbastanza costante, a livello Slam, con la concreta chance di poter sperare nuovamente almeno in qualche ottavo in futuro.

Dunque è questa la fotografia delle prove Major di questo 2022, con la Spagna a dominare, e l’Italia che ha saputo comunque farsi largo nonostante i tanti problemi e gli infortuni. Tante conferme, alcune delusioni, varie sorprese, ma emozioni a non finire e partite epiche, di quelle da raccontare. Questo, ogni anno, ci lasciano in dote gli Slam, quei tornei che ogni appassionato in cuor suo attende tutto l’anno e mai vorrebbe che finissero. Il 2023 si avvicina, e con esso la prima grande prova, l’Australian Open, a meno di due mesi. Alla luce dei risultati dell’anno appena trascorso, potrebbe essere tanto semplice quanto impossibile fare pronostici… ma almeno in Australia tutti dovrebbero essere sulla griglia di partenza, salvo noie fisiche dell’ultimo minuto. E, come abbiamo visto, già questa è una grande vittoria.

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ATP

Nadal batte Ruud a Bogotà e ammicca al pubblico: “Un giorno tornerò con Federer”

Prosegue il tour sudamericano di Rafa Nadal: grande successo in Colombia. E l’accenno a una sfida con Roger Federer che sembra una promessa

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Rafael Nadal - Torino 2022 (Twitter @atptour)
Rafael Nadal - Torino 2022 (Twitter @atptour)

Dopo la sconfitta di Quito, Rafa Nadal torna a battere Casper Ruud. A Bogotà, lo spagnolo vince 7-5 6-4 contro il norvegese, uscito sconfitto anche a Buenos Aires e Belo Horizonte, ma avrà la possibilità di rifarsi nell’ultima tappa di questa serie di esibizioni a Città del Messico. I due hanno offerto al pubblico un ottimo spettacolo, con grandi colpi e un gioco offensivo.
Prima del grande clou tra Nadal e Ruud, sono scesi in campo per un doppio misto gli idoli di casa Cabal e Osorio contro Lizarazo e Farah. Una sorta di intrattenimento prima dei due protagonisti attesi che è stato molto apprezzato dagli spettatori della capitale colombiana.

Una partita che non ha disatteso le aspettative: molto equilibrata specie nel primo set, mentre nel secondo ha preso il sopravvento il 22 volte campione Slam. Ruud dopo la partita ha detto di essere rimasto stregato per l’atmosfera e l’accoglienza ricevuta a Bogotà: “Abbiamo fatto del nostro meglio. Grazie a tutti per essere venuti”.

Anche Nadal ha dispensato parole al miele per il pubblico colombiano, aprendo anche ad un clamoroso scenario: “So che alcuni anni fa il mio collega Roger Federer non ha potuto giocare la sua partita qui a causa di un problema. Mi ha sempre detto quanto fosse entusiasta di giocare qui, e spero di tornare con lui un giorno”.

 

Rivedremo ancora una volta un Fedal in un campo da tennis, seppure come esibizione?

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