Il sollievo di Thiem: "Non ho mai smesso di crederci, ora giocherò più serenamente"

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Il sollievo di Thiem: “Non ho mai smesso di crederci, ora giocherò più serenamente”

Il neo-campione dello US Open ha parlato del travaglio mentale della prima finale Slam giocata da favorito. “All’inizio ero molto contratto. Continuavo a chiedermi: ‘Avrò un’altra chance?'”

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Dominic Thiem - US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Lo stato d’animo di Dominic Thiem nella conferenza stampa seguita alla vittoria del suo primo Slam è di liberazione, più ancora che felice. Le oltre quattro ore passate in campo contro l’amico Alexander Zverev l’hanno messo alla prova in più modi, dalla tensione iniziale ai crampi finali, passando per il ruolo di favorito della vigilia di cui avrebbe volentieri fatto a meno. L’austriaco, infatti, non si vedeva come il sicuro vincitore: “Io non mi consideravo il favorito, so di cosa è capace Sascha; erano i media ad avermi messo in quella posizione. Il nostro match in Australia era stato equilibrato fino alla fine, quindi mi aspettavo lo stesso tipo di incontro. Oggi l’andamento è stato diverso, soprattutto all’inizio, ma non ho mai smesso di crederci. Ho vinto uno Slam ed è fantastico, non importa contro chi”.

Elementi come i pronostici e l’esperienza delle finali Major raggiunte negli ultimi due anni e mezzo sono stati a suo dire deleteri per la qualità della sua performance, soprattutto all’inizio: Non credo che le finali precedenti mi abbiano aiutato, anzi, forse il contrario, visto quanto ero contratto all’inizio. Il problema è che volevo tantissimo il titolo, ma allo stesso tempo il pensiero di andare a zero su quattro nelle finali mi ronzava in testa. Continuavo a chiedermi, ‘avrò un’altra chance?’ Questi pensieri non ti aiutano a giocare liberamente”.

LA TENSIONE E I CRAMPI

I primi due set, infatti, sono stati un incubo, tanto che era sorto spontaneamente il dubbio che i problemi fisici accusati durante la semifinale contro Daniil Medvedev non fossero stati risolti appieno. Thiem ha però smentito l’ipotesi:Ero al 100% fisicamente, ho avuto qualche problema al tendine d’Achille in semifinale ma è stato risolto alla grande, non avevo alcun tipo di dolore. Il problema erano i nervi. Non ero più abituato a sentirmi così, e non sapevo come liberarmene, ma in qualche modo ci sono riuscito durante il terzo set”. Anche i crampi finali non sono stati il frutto di errori di preparazione o di problemi pregressi: Erano anni che non avevo i crampi, ma erano dovuti al mio stato mentale, non fisico. Ero stato incredibilmente teso per tutto il giorno, oltre che per i primi due set. La mia convinzione è stata più forte del mio corpo, però. Non sono state quattro settimane facili, né per il corpo né per la mente, e parte del grande sollievo finale è anche dovuto a questo”.

 
Dominic Thiem – US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

I DOLORI DEL GIOVANE SASCHA

Lo svantaggio iniziale era all’apparenza incolmabile, sia per come stava servendo l’avversario, sia per la condizione quasi senza precedenti in cui versava: nell’Era Open, infatti, solo quattro volte un giocatore aveva rimontato due set in una finale Slam, sempre e solo a Parigi (1974, 1984, 1999, 2004). Sarebbe quindi stato normale accettare l’ineluttabilità della sconfitta, ma non per lui: “Restare in partita e continuare è crederci è stato molto complicato, ma ci sono riuscito – voglio dire, era una finale Slam. Stavo giocando male, braccia e gambe pesanti, ma ho sempre sperato che sarei riuscito a liberarmi a un certo punto. Per fortuna, il contro-break nel terzo non è arrivato troppo tardi, e da lì ho iniziato a crederci sempre di più. Ovviamente crederci non era abbastanza, perché sono sicuro che anche Sascha fosse convinto al 100% di poter vincere, e infatti siamo arrivati al tie-break del quinto”.

Va anche detto che, senza una grossa mano dal tedesco, il comeback non sarebbe stato possibile, soprattutto alla fine, quando Zverev ha servito per il match e affrontato il tie-break quasi senza servizio, limitandosi a cercare di evitare il doppio fallo (alterni risultati) con palombelle anodine: “Per lui era la prima finale, e nessuno dei due aveva dovuto battere uno dei Big Three, e credo che questo pensiero fosse presente nella mente di entrambi. Arrivati al tie-break sapevamo che potesse vincere chiunque, e quindi credo che sia comprensibile che non siamo riusciti a giocare il nostro miglior tennis. Quando ha servito per il match io avevo qualche problema fisico, ma ho pensato che anche lui non fosse più troppo fresco, e quindi speravo di avere un’altra chance, perché lui non stava più servendo come all’inizio – ho affrontato quel game alla grande e sono tornato in partita”.

Il finale è stato talmente drammatico (il Direttore l’ha definito “un copione di Agatha Christie diretto da Alfred Hitchcock”) che i due hanno finito per infrangere il protocollo del distanziamento sociale, finendo abbracciati a dispetto delle raccomandazioni e delle emozioni agli antipodi, una dimenticanza tutto sommato comprensibile: “Siamo grandi amici, abbiamo sia un’amicizia a lungo termine che una rivalità a lungo termine. Questa settimana siamo risultati negativi al tampone 14 volte, una cosa del genere. Volevamo solo condividere il momento, e non penso che questo abbia messo in pericolo nessuno, perciò credo che non ci sia stato niente di male”.

Dominic Thiem e Alexander Zverev – US Open 2020 (via Twitter, @atptour)

CEMENTO MON AMOUR

Nel giorno in cui in patria, a Kitzbuhel si giocava la finale di un torneo di cui lui era il campione uscente, Thiem è diventato il primo austriaco a vincere uno Slam dal Roland Garros del 1995 vinto da Thomas Muster, ma ha sempre pensato di poterne vincere uno? “Ho iniziato a pensare che avrei potuto vincere uno Slam quando ho raggiunto la mia prima semifinale a Parigi [nel 2016, ndr] – da lì ho pensato che potesse essere un obiettivo realistico. Quando ho iniziato a giocare sognavo di farcela, ma era un obiettivo così distante! Poi mi sono avvicinato alla vetta, e mi sono detto, ‘wow, forse un giorno potrò vincere uno dei quattro titoli più importanti del tennis’. Ho lavorato tanto, si può dire che abbia dedicato tutta la mia vita a questo obiettivo, e non vale solo per me, questo è un traguardo anche per il mio team e per la mia famiglia – oggi è il giorno in cui posso restituire molto di quello che hanno fatto per me”.

Molti avevano vaticinato una sua vittoria in un Major, ma quasi tutti avevano sempre pensato che il luogo della consacrazione sarebbe stato Parigi, visto che Dominator nasce come specialista del rosso, e lui era della stessa idea: “Pensavo che le mie chance migliori sarebbero arrivate sulla terra, di gran lunga, ma dallo scorso autunno qualcosa è cambiato: ho vinto Pechino, ho vinto Vienna, ho giocato benissimo alle Finals [perse in finale con Tsitsipas, ndr]; da lì ho capito che il mio gioco si potesse adattare molto bene anche al cemento”. L’uomo che ha cambiato tutto è Nicolas Massù, che l’ha portato prima alla vittoria in un Masters 1000 (Indian Wells 2019) e poi a quella di Flushing Meadows: “Ovviamente Nico ha contribuito tanto a questi miglioramenti. Mi ha fatto cambiare idea su quanto molti dei miei colpi potessero funzionare sul duro. Infatti, credo di aver giocato il mio miglior Slam a Melbourne, prima di questo US Open. In ogni caso l’unica cosa che mi interessa ora è di averne vinto uno, non importa quale!

Una domanda, infine, sulle sue chance al Roland Garros, dove ha perso le ultime due finali contro Nadal – quali saranno gli strascichi, sia positivi che negativi, di New York? “Sarò al 100%, senza dubbio. La grande domanda è la condizione mentale con cui arriverò al torneo, perché non mi sono mai trovato in questa situazione. Ho raggiunto un grande obiettivo, non so come mi sentirò a riguardo nei prossimi giorni. Detto questo, la mia aspettativa è che da ora sarà più facile affrontare i grandi tornei, sarò più rilassato e giocherò liberamente, perché prima di questa vittoria avevo questo tarlo di dover vincere uno Slam”.

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WTA

WTA Doha: bene Muguruza e Azarenka. Brady, che stesa!

In Qatar avanzano facilmente tutte le favorite tranne la finalista dell’Australian Open, che cede in modo molto netto ad Anett Kontaveit. Tonfo al rientro per Kiki Bertens. Forfait Anisimova

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Jennifer Brady - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Mentre la stagione 2021 prova a darsi un pizzico di normalità dopo l’anno da tregenda ormai scoccato, è partita anche la munifica stagione mediorientale, sempre degnissima d’attenzione nonostante la slavina di ritiri abbattutasi sul torneo di Doha iniziato proprio oggi.

Giornata d’esordio tranquilla e pochi gli scossoni, peraltro tutti concentrati nell’unico match dall’esito in qualche modo sorprendente, quello perso senza opporre resistenze da Jennifer Brady contro Anett Kontaveit. Non era un primo turno facile per la finalista dell’Open d’Australia, alla quale, peraltro, potrebbe essere utile staccare la spina per qualche giorno. Forse ancora turbata dal raggiungimento di cotanto risultato, e in parte scottata dal negativo esito di questo, la colpitrice da Harrisburg è stata travolta da un’avversaria comunque in forma, anche se la sua prestazione ha sconcertato alquanto.

Incapace di reagire al pressing poderoso imposto dalla biondissima estone, Brady ha ricavato poco dal temuto servizio (appena due ace e un 63% di prime in campo che per i suoi standard è alquanto scarso), non si è mai affacciata a palla break e ha finito per raccogliere appena tre giochi in cinquantacinque minuti di pura agonia. Un po’ di riposo ci vuole, Jennifer lo merita, per rimettersi in sesto a Dubai, dove sarà chiamata al riscatto a partire dalla prossima settimana. L’unica altra testa di serie impegnata oggi era Vika Azarenka, la quale ha invece rispettato il pronostico battendo in due Svetlana Kuznetsova. Convincente la prestazione di Vika, in una partita complicatasi solo al momento di confermare il break ottenuto nel quinto gioco del secondo set: per staccarsi sul quattro a due, la bielorussa ha dovuto giocare ventotto punti e annullare cinque palle break. Sarà un secondo turno interessante, quello contro Elena Rybakina, sempre se la kazaka import supererà all’esordio Laura Siegemund.

 

Per il resto, poco per cui sussultare. Facili le vittorie ottenute da Maria Sakkari e Garbine Muguruza su Sherif e Kudermetova, e anche Angie Kerber, nonostante una partenza lenta, non ha dovuto sudare troppo per battere Cagla Buyukakcay. Capitolo a parte per Kiki Bertens, alla prima partita ufficiale dopo l’operazione al tendine d’Achille dello scorso ottobre: dominata da Jelena Ostapenko con tanto di bagel al passivo nel primo set, l’olandese non sembra davvero ancora pronta per competere a questi livelli. Bene fa a giocare, tuttavia: la forma piano piano tornerà, magari in concomitanza con l’amata stagione sul rosso.

In coda al Day 1, per non farci mancare niente in questo augusto periodo, al lungo elenco dei forfait si è aggiunto quello di Amanda Anisimova. Servendosi dell’ineludibile profilo Twitter, la teenager dal New Jersey ha comunicato di essere impossibilitata a partecipare causa un infortunio alla caviglia, accidentalmente procuratasi fuori dal campo da tennis. La faccenda non sembra essere grave: Amanda – che verrà sostituita in tabellone dalla lucky loser Misaki Doi – programma di tornare già la prossima settimana a Dubai, ma la sequenza di inghippi che da tempo tormenta il fenomeno annunciato del tennis USA comincia a essere inquietante.

Il tabellone completo di Doha

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Flash

Un nuovo torneo WTA in Polonia sarà in calendario a luglio

La terra battuta polacca ospiterà un “250” dopo Wimbledon, anche grazie al papà di Iga Swiatek

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Iga Swiatek (dal suo profilo Twitter)

Se l’ATP ha annunciato un nuovo evento in Sardegna, anche le tenniste avranno a disposizione una nuova meta da poter mettere in agenda. Dopo cinque anni di assenza, vale a dire dall’edizione 2016 dell’International di Katowice, il Tour WTA farà ritorno in Polonia il prossimo luglio. Con un montepremi di 235.000 dollari, il torneo si terrà Gdynia, città che si affaccia sul Mar Baltico, pochi chilometri a nord di Danzica.

Secondo quanto riporta Eurosport, protagonista dell’operazione è l’agenzia Tennis Consulting, il cui presidente è Tomasz Świątek, il padre di Iga. E anche i successi della diciannovenne campionessa del Roland Garros potrebbero aver avuto un certo peso. In ogni caso, in tempi di eventi singoli, Tennis Consulting ha siglato un accordo pluriennale con Octagon, che nel tennis rappresenta fra gli altri Bianca Andreescu e David Goffin, oltre a gestire (se non essere proprietaria di) parecchi eventi dei due tour maggiori, particolarmente presente in quello femminile.

Babbo Tomasz vuole “creare un evento che diventi un solido brand nel mondo dello sport e attragga le stelle del tennis”, “siamo sicuri che il torneo avrà un grande successo grazie anche agli appassionati polacchi” dice Steve Simon, CEO della WTA, “è il momento di aggiungere un altro capitolo alla bellissima storia di eventi tennistici della nostra città” rimarca Wojciech Szczurek, sindaco in carica dal 1998.

 

Pur mancando l’indicazione del livello del torneo, che ancora non compare in un calendario peraltro compilato fino a giugno, immaginiamo che si tratterà di un WTA 250. Il direttore sarà Marcin Matkowski, settimo del mondo in doppio nel 2012. Appuntamento quindi a partire dal 17 luglio sui campi in terra battuta del Tennis Club Arka di Gdynia, già terreno di gara per tie di Coppa Davis e Fed Cup, a pochi passi dal lungomare.

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Flash

Tennis in TV: 4 tornei, 16 ore al giorno di diretta su Supertennis

SuperTennis offre una settimana straordinaria di tennis in diretta con la prova Wta a Doha, l’ATP 500 a Rotterdam e il 250 di Buenos Aires. Anche il WTA 250 di Lione troverà ritagli di spazio

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Supertennis HD (Ch. 64 del Digitale Terrestre, Mux TIMB 3 – Copertura nazionale)

ATP 500 Rotterdam 2021
lunedì 1° marzo – LIVE alle ore 13.00: Basilashvili c. Norrie
non prima delle 14.30: Nishikori c. Auger-Aliassime
non prima delle 19.30: Murray c. Haase
a seguire: Fucsovics c. Opelka
martedì 2 marzo – LIVE alle ore 11.00, 12.30, 14.30, 19.30 e 21.15
mercoledì 3 marzo – LIVE alle ore 11.00, 12.30, 14.30, 19.30 e 21.15
giovedì 4 marzo – LIVE alle ore 11.00, 12.30, 14.30, 19.30 e 21.15
venerdì 5 marzo – LIVE alle ore 13.00, 15.00, 19.30 e 21.15
sabato 6 marzo – LIVE alle ore 15.00 e 19.30 (semifinali)
domenica 7 marzo – LIVE alle ore 15.30 (finale); in replica alle 23.00

ATP 250 Buenos Aires 2021
lunedì 1° marzo – LIVE non prima delle ore 17.00: CECCHINATO c. Djere
non prima delle ore 22.00: Andujar c. Londero
martedì 2 marzo – LIVE alle ore 00.05 e alle 22.30
mercoledì 3 marzo – LIVE alle ore 00.05 e alle 22.00
giovedì 4 marzo – LIVE alle ore 00.05 e alle 22.30
venerdì 5 marzo – LIVE alle ore 00.05 e alle 22.30
sabato 6 marzo – LIVE alle ore 18.00 (semifinale); differita alle ore 23.00 (semifinale)
domenica 7 marzo – LIVE alle ore 19.00 (finale)

 

WTA 500 Doha 2021
lunedì 1° marzo – LIVE alle ore 16.00 e 18.00
martedì 2 marzo – LIVE alle ore 16.00 e 18.00
mercoledì 3 marzo – LIVE alle ore 16.00 e 18.00
giovedì 4 marzo – LIVE alle ore 16.00 e 18.00
venerdì 5 marzo – LIVE alle ore 16.00 e 18.00 (semifinali)
sabato 6 marzo – LIVE alle ore 16.00 (finale)

WTA 250 Lione 2021
lunedì 1° marzo – LIVE alle ore 11.00: Rus c. Wang
alle ore 19: GIORGI c. Kuzmova
martedì 2 marzo – differita alle ore 02.00
mercoledì 3 marzo – differita alle ore 02.00
giovedì 4 marzo – differita alle ore 02.00
venerdì 5 marzo – differita alle ore 02.00
sabato 6 marzo – differita alle ore 02.00; LIVE alle 13.30 (semifinale1)
domenica 7 marzo – differita alle ore 01.00 (semifinale2), alle ore 21.15 (finale)

Tennis TV
Copertura integrale dei tornei ATP 250, 500, 1000 in streaming

Prezzi
14,99€ per un mese
109,99€ per un anno

 

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