Lesione del legamento crociato per Sabine Lisicki: carriera al capolinea?

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Lesione del legamento crociato per Sabine Lisicki: carriera al capolinea?

Dopo i timori di ieri, confermata l’entità del grave infortunio subito da Lisicki a Linz. Potrebbe essere la fine di una carriera già funestata dagli infortuni

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Non si ferma la sfortuna di Sabine Lisicki, che ha annunciato oggi di aver subito l’ennesimo infortunio della sua carriera. La tennista tedesca ha comunicato su Twitter i risultati della risonanza magnetica effettuata dopo la brutta caduta avvenuta ieri durante un match di doppio a Linz. L’infortunio, che all’inizio sembrava riguardare solo la caviglia, è sembrato sin da subito molto serio, e si ipotizzava un possibile interessamento dei legamenti del ginocchio. La risonanza magnetica ha purtroppo confermato i timori della giornata di ieri, con la diagnosi definitiva della lesione del legamento crociato del ginocchio sinistro.

La nativa di Troisdorf è attualmente al numero 689 della classifica mondiale e stava tentando l’ennesimo ritorno in campo nel circuito WTA dopo delle stagioni estremamente travagliate. Sabine Lisicki, che vanta come best ranking il numero 12 del mondo, a soli 31 anni ha già un storia di infortuni ampia e che non le ha permesso di competere per più anni ad alti livelli. Già nel 2015 si era dovuta fermare per problemi al ginocchio, solo due anni dopo la finale persa a Wimbledon contro Marion Bartoli.

La tennista tedesca a causa di fastidi frequenti al ginocchio e di una pesante mononucleosi contratta nel 2018 non è più riuscita a riprendersi ai livelli pre-2016. La lesione sembra quindi togliere ulteriori speranze per un ritorno competitivo di Lisicki nel circuito femminile. E chissà che non possa anche marcare la fine della sua carriera, spezzata troppo presto da frequenti e sfortunati infortuni.

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Roland Garros, Krejcikova completa la doppietta: suo anche il titolo di doppio

In coppia con Siniakova, la ceca domina la finale contro Swiatek/Mattek-Sands e vince il terzo Slam in doppio, il settimo in carriera considerando tutte le specialità

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Barbora Krejcikova lascia Parigi con una storica doppietta. Dopo il sorprendente successo in singolare in finale contro Anastasia Pavlyuchenkova, è arrivato anche il titolo di doppio in coppia con la connazionale Katerina Siniakova. Le due hanno superato in una partita abbastanza a senso unico il duo formato da Iga Swiatek e Bethanie Mattek-Sands. Dopo essere scappate sul 5-1 nel primo set, le ceche si sono fatte rimontare fino al 5-4, salvo poi chiudere nel gioco successivo. Nel secondo, uno scambio di break ha momentaneamente fissato il punteggio sul 2-2, prima che Krejcikova e Siniakova prendessero il largo, vincendo tutti i successivi quattro game e trionfando per la seconda volta su questi campi, a tre anni di distanza dal primo titolo.

Krejcikova vince dunque il terzo Slam di specialità in quattro finali, il settimo tra singolare, doppio e doppio misto. Tutte le finali sono state raggiunte in coppia con Siniakova, che ne ha giocata una in più, perdendola, allo US Open 2017 in coppia con Lucie Hradecka e festeggia dunque anche lei il suo terzo successo Slam in doppio. La vittoria permette a Krejcikova tornare nuovamente a occupare la prima posizione del ranking di specialità, mentre Siniakova si attesta al numero due a soli venticinque punti di distanza dalla compagna.

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Roland Garros: Tsitsipas si ferma un set troppo presto, Djokovic fa diciannove [VIDEO]

In vantaggio di due set, Stefanos Tsitsipas subisce la rimonta di Novak Djokovic che vince il suo secondo Roland Garros

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Novak Djokovic con il trofeo - Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

[1] N. Djokovic b. [5] S. Tsitsipas 6-7(6) 2-6 6-3 6-2 6-4

Ancora una volta un esponente della NextGen (termine abusato ma di cui ormai non possiamo più fare a meno) è andato in vantaggio per due set a zero in una finale Slam, ma non è riuscito a chiudere la partita ed ha finito per cedere al quinto set. Era capitato a Zverev all’US Open 2020, è capitato a Tsitsipas qui a Parigi. Sicuramente entrambi avevano avuto la “collaborazione” dei loro avversari, che avevano cominciato la partita non giocando il miglior tennis, ma è inevitabile pensare che nella domenica pomeriggio parigina che ha visto Tsitsipas accarezzare il suo sogno sia mancato qualcosa al tennista greco proprio nel terzo set, quando Djokovic era in evidente difficoltà, molto scarico fisicamente e in attesa di qualcuno che gli desse la spinta finale giù dal burrone.

Invece il campione serbo è riuscito a ricostruire il suo tennis colpo per colpo, prima con il servizio, poi con la risposta, ed ha eretto man mano un muro che Tsitsipas ha trovato sempre più difficile superare.

 

IL MATCH – Inizio di finale subito difficile per l’esordiente Tsitsipas, che già nel game d’apertura ha dovuto affrontare due palle break, annullate peraltro con bella autorità, chiudendo poi il suo primo turno di battuta con tre ace consecutivi. L’impatto sulla partita di Djokovic era parso ottimo, mentre Tsitsipas sembrava un po’ trattenuto nei colpi, non si capiva se per tensione o per scelta tattica.

Il serbo nei propri turni di battuta era intoccabile: doveva passare quasi mezz’ora prima che perdesse il primo punto sul proprio servizio, mentre Tsitsipas, pur evitando altre palle break doveva sicuramente sudare di più per portare a casa i suoi game. Una caduta piuttosto brutta di Djokovic, inciampato su una buca del Philippe Chatrier nel rincorrere una smorzata, avrebbe potuto avere conseguenze piuttosto gravi se il serbo non avesse evitato di poco il cartellone pubblicitario messo di fianco alla rete, ma il tutto si è risolto con una maglietta sporca di terra.

Sul 5-4 Tsitsipas primo game di difficoltà per Djokovic: un set point sul 30-40 è stato annullato con un ottimo schema di rovescio incrociato stretto, e poi il game si è chiuso due punti dopo con Nole in forcing. Aumento del ritmo per il n. 1 del mondo, che nella fase decisiva del set ha iniziato a spingere di più negli scambi da fondo. Il più classico dei “contrappassi tennistici” colpiva Tsitsipas nel game seguente: il greco accettava la battaglia a ritmo più sostenuto da fondo e finiva per compiere quattro errori non forzati (tre diritti e un rovescio) che mandavano Djokovic a servire per il set.

A questo punto però i 5.000 dello Chatrier e i milioni a casa hanno assistito ad una deviazione piuttosto insolita dal copione usuale degli ultimi anni, con il n. 1 del mondo che concedeva il controbreak a 15, quasi incapace di mantenere il ritmo da lui stesso imposto nel game precedente.

Nel tie-break successivo Tsitsipas andava subito 4-0, complice anche un doppio fallo di Djokovic. Sul 5-2 il greco perdeva due punti sul proprio servizio, uno dei quali anche grazie a un provvidenziale ‘net’ che ha aiutato la volée smorzata di Djokovic. Era proprio il serbo ad arrivare per primo al set point, sul 6-5, cancellato comunque da un diritto vincente; poi però, dopo il cambio di campo era Tsitsipas a trovare il guizzo vincente e portare a casa il set per 8-6 dopo 68 minuti di gioco.

Lo stadio, già nettamente a favore di Tsitsipas prima della partita, si è lasciato andare ad un boato incredibile per accompagnare il vantaggio del loro beniamino. La sconfitta nel primo set ha causato un contraccolpo piuttosto importante nel n. 1 del mondo, che ha ceduto subito il servizio in apertura di set, ma soprattutto ha dato l’impressione di essere particolarmente scarico dal punto di vista fisico. Quello che lasciava perplessi era la sua incapacità davvero insolita di trovare soluzioni sulla risposta e la facilità con la quale veniva sorpreso dai colpi in contropiede di Tsitsipas. La giornata dal sole particolarmente vivo, anche se meno “caliente” di quello di venerdì scorso, ma soprattutto le oltre quattro ore giocate contro Nadal due giorni prima probabilmente avevano lasciato delle scorie nel fisico di Djokovic. In solo mezz’ora Tsitsipas si è portato sul due set a zero, ad un passo dal sogno di conquistare il Roland Garros.

La brezza insistente che soffiava dall’inizio del match sulle tribune in ombra e rendeva la temperatura percepita quasi tiepida rendeva il contrasto con il campo soleggiato e scivoloso ancora più netto. All’inizio del terzo set Djokovic, anche se non era sicuramente tornato quello dei giorni migliori, ha comunque limitato gli errori ed è tornato a palleggiare da fondo facendo lavorare Tsitsipas molto di più per ottenere i punti. Il game decisivo del parziale è stato sicuramente il quarto, sul 2-1 Djokovic, un game di 20 punti nel quale il serbo è riuscito a ottenere il secondo break del match, ma che questa volta lo ha lanciato alla conquista del parziale.

Come spesso succede, quando non si riesce a tenere con la testa sotto l’acqua il giocatore più forte, questo finisce che ritrova almeno in parte lo smalto dei giorni migliori e ridiventa pericoloso. In questo caso Djokovic, conquistato il terzo set, è riuscito a ritrovare la ribattuta che per tutta la giornata era stata latitante ed è partito a razzo nel quarto set, ottenendo un break in apertura (anche grazie a tre gratuiti di Tsitsipas) e soprattutto il secondo break della tranquillità per il 3-0, portando a casa un altro game fiume, stavolta da 16 punti, aperto con due risposte al fulmicotone. Da quel punto il parziale è stato solamente un lento traghettare verso il set decisivo, con soli tre punti vinti dai giocatori alla risposta.

Con l’ombra del Philippe Chatrier che avanzava a coprire tutto il campo e faceva calare la temperatura nell’area di gioco, il quinto set cominciava come era terminato il quarto. Djokovic era tornato a sbagliare una palla ogni quarto d’ora e la sua risposta teneva in campo quasi tutto. Tsitsipas ha salvato una palla break nel game d’apertura, ma poco dopo una palla corta da troppo lontano e due errori da fondo gli sono costati il break, un break molto pesante perché Tsitsipas non era riuscito ad andare oltre il “30” sul servizio di Djokovic dal settimo gioco del secondo set.

Il greco ha provato a resistere con tutte le sue forze, è arrivato a 40 nel game finale, ma alla fine ha dovuto soccombere dopo 4 ore e 11 minuti di gioco.

DICIANNOVE – Si tratta del diciannovesimo titolo dello Slam per Djokovic, che conferma il primo posto della classifica mondiale (Medvedev avrebbe potuto sottrarglielo arrivando in finale con una combinazione di risultati favorevoli), rimane in corsa per il Grande Slam annuale (dopo il successo in Australia in febbraio) e diventa l’unico giocatore dell’era moderna ad aver vinto due volte tutti i tornei Major.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2021 con i risultati aggiornati

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ATP Stoccarda: Auger-Aliassime non infrange il tabù delle finali, titolo numero 19 per Cilic

Il tennista croato si conferma un tennista diverso sull’erba e infligge l’ottava sconfitta in altrettante finali a Felix Auger-Aliassime

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Cilic b. Auger-Aliassime 7-6(2) 6-3

La Germania non è terra di rivincite per Felix Auger-Aliassime, che dopo aver perso la finale del 2019 dell’ATP 250 di Stoccarda contro Matteo Berrettini deve lasciare il titolo dell’edizione 2021 a Marin Cilic. Il tennista croato torna così a vincere un titolo a tre anni dall’ultima volta, l’ATP 500 del Queen’s del 2018 (torneo che giocherà anche quest’anno, esordio contro Ofner).

Nuova delusione per il giovanissimo tennista canadese, che a 20 anni ha giocato già otto finali a livello ATP ma le ha perse tutte. Non solo sconfitte per lui ma anche un bilancio disastroso nei set vinti, ovvero nessuno su sedici giocati. Diventa ancora più netto lo storico degli incontri tra Cilic e Aliassime; il tennista croato ora conduce negli head-to-head per tre vittorie a zero, con un solo set vinto in tre partite dal tennista canadese.

 

IL MATCH – Il primo set è molto equilibrato, anche se stranamente per la superficie i servizi fanno estrema fatica. Entrambi partono sotto 0-40 nel primo game di servizio, nonostante la bellezza di dodici palle break i servizi rimangono salvi per dieci game. L’equilibrio si spezza grazie a Cilic nell’undicesimo game. Il croato gioca con grande attenzione e finalmente si regala la chance di servire per il set. Auger-Aliassime però ha una splendida reazione e riesce a portare (meritatamente) la partita al tie-break. La musica nel parziale decisivo è nettamente diversa: il canadese inizia con un doppio fallo e Cilic prende il comando delle operazioni senza mollarlo più, trovando altri due grandi colpi che chiudono il tie-break con un netto 7-2 a suo favore.

Nel secondo set i servizi tornano a comandare la partita e non si vede per lunghi tratti l’ombra di una palla break. Il tennista migliore però è Cilic, che riesce a portare nel secondo set le sensazioni positive del tie-break e gioca sempre più sciolto. Sensazioni diverse per Aliassime, che gioca un sesto game estremamente contratto e subisce il break a zero. A differenza del primo set il canadese lascia andare il set e Cilic ha gioco facile nel chiudere la partita e vincere il diciannovesimo titolo in carriera. Cilic stacca così Tsonga nella classifica dei giocatori ancora in attività che hanno vinto più titoli, sistemandosi solitario al sesto posto; davanti a lui ci sono soltanto i quattro fenomeni e i non irraggiungibili 22 titoli di del Potro.

Altra delusione per Felix Auger-Aliassime, che come detto manca all’ottava occasione l’appuntamento con il primo titolo in carriera. Il numero 21 del mondo è adesso il secondo tennista di tutti i tempi per sconfitte in finale senza aver mai vinto un titolo. Il recordman di questa categoria è il francese Julien Benneteau, che ne ha perse dieci su dieci. Aliassime ha l’età (e anche il tennis) dalla sua. ma il ruolino di marcia continua a essere davvero preoccupante.

Oggi non ho affrontato una finale, ho affrontato Marin Cilic; sono due cose differenti” ha spiegato il canadese in conferenza, dimostrando più lucidità che rammarico. “Ci sono state finali nelle quali non ho giocato al massimo, ma oggi nel primo set ho avuto occasioni, siamo stati vicini, ma credo che lui sia stato in generale un giocatore migliore di me. Se avessi incontrato Marin nei quarti o in semifinale magari sarebbe andata allo stesso modo, non lo so. Ma oggi ha giocato meglio di me“.

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