In uscita il documentario sulla Coppa Davis 2019, ecco il trailer

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In uscita il documentario sulla Coppa Davis 2019, ecco il trailer

‘Break Point: A Davis Cup Story’, il film che ripercorre la cavalcata spagnola verso il sesto titolo, sarà disponibile gratuitamente su Rakuten TV

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L'abbraccio tra Roberto Bautista Agut e Rafa Nadal - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Pedro Salado / Kosmos Tennis)

In questo periodo il mondo del tennis avrebbe dovuto trovarsi in tutt’altra situazione: finite le ATP Finals alla stagione non resta che la Coppa Davis, da anni ormai appuntamento fisso che conclude l’anno della racchetta. Tuttavia a causa del COVID-19 l’evento non si è svolto e forse per i più maligni, considerando che dallo scorso anno si è passati al nuovo formato che vede tutte le nazioni della fase finale giocare in una sede unica, andrà anche bene così. I principali finanziatori e promotori di questa storica modifica, Kosmos Holding, hanno fatto davvero le cose in grande e per continuare a dare risalto alla competizione, la sezione Kosmos Studios ha prodotto un documentario che ripercorre le fasi finali della scorsa edizione a Madrid.

Il film dal titolo ‘Break Point: A Davis Cup Story‘ dal 26 novembre sarà disponibile gratuitamente e in esclusiva su Rakuten TV, un servizio streaming che ha nel suo catalogo altri prodotti sia gratis che a pagamento. All’interno del documentario saranno presenti interviste esclusive ai giocatori con particolare risalto agli spagnoli e ai canadesi che si sono affrontati in finale, inclusi Rafa Nadal, Roberto Bautista Agut, Feliciano Lopez e Felix Auger-Aliassime. Nel trailer si evince come sia stato dato grande risalto alla storia personale di Bautista, segnato da un lutto familiare proprio durante lo svolgersi della competizione.

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L’ITF Coaching and Sport Science Reviews parla italiano, con il Sigma Test di Buzzelli

Nel suo ultimo numero, la rivista “ITF Coaching and Sport Science Reviews” ha pubblicato l’articolo scientifico di Salvatore Buzzelli sul suo metodo di valutazione della resistenza organica specifica del tennista, che coinvolge anche l’aspetto attentivo

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Matteo Berrettini e Vincenzo Santopadre (via Twitter, @UTShowdown)

Non è solo in campo agonistico, grazie ai risultati di Berrettini, Fognini, Sinner e soci, che l’Italia si fa apprezzare a livello di tennis mondiale. Nel numero dello scorso dicembre, la “ITF Coaching & Sport Science Review”, la rivista della Federazione Internazionale che di occupa di tennis coaching e di scienza dello sport, ha pubblicato l’articolo accademico di Salvatore Buzzelli sul suo innovativo metodo di valutazione della resistenza organica specifica di un tennista, il “Sigma Test”. Edita dal 1993, la rivista pubblica trimestralmente dieci articoli scientifici relativi alle diverse discipline correlate alla teoria e alla metodologia dell’allenamento nel tennis, che devono rispettare le guidelines di pubblicazione ed essere approvate dal Comitato di redazione.

Nativo di Castel di Sangro ma ormai bolognese d’adozione, Salvatore Buzzelli, noto preparatore atletico – in campo tennistico ha lavorato con Camporese, Narducci e Garbin – ma soprattutto ricercatore e metodologo dell’allenamento e della preparazione atletica (lo scorso anno su Ubitennis abbiamo pubblicato le recensioni dei suoi due ultimi libri “Tennis – La nuova scienza della preparazione fisica” e “Manuale fondamentale di preparazione fisica per il tennis”), con il “Sigma Test”, ha voluto definire un metodo di valutazione della resistenza organica che fosse specifico per il tennista, tenendo in considerazione nell’esecuzione – replicando quanto avviene durante la prestazione agonistica-  sia l’aspetto metabolico sia l’aspetto attentivo, cosa che lo contraddistingue dagli altri test.

 Il “Sigma Test” si svolge effettuando spostamenti di corsa specifica, coinvolgendo anche la capacità di attenzione e di mantenimento della concentrazione. L’atleta, infatti, deve spostarsi ad un determinato ritmo, con corse “a navetta” (andata e ritorno), da un punto centrale verso uno dei cinque target posti a semicerchio alla distanza di 5,50 metri dallo stesso, associati a cinque diversi segnali (tre visivi e due sonori). Il test, che deve durare almeno tre minuti, termina quando l’atleta non riesce più a seguire il ritmo impostato. Una volta che l’atleta porta a termine la prova, l’allenatore (consultando le tabelle definite nel metodo) dispone di tutta una serie di dati sul suo atleta (come i metri percorsi, la velocità di fine test, il VO2max teorico), mediante i quali può impostare un allenamento personalizzato, in linea con le capacità motorie e metaboliche che vuole sviluppare nell’atleta.

 

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Mistero Yastremska: è sospesa per doping ma è comunque volata in Australia

Tennis Australia ha aperto un’inchiesta. Non è chiaro se l’ucraina dovrà rimborsare il costo del volo in caso di conferma della sospensione

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Dayana Yastremska - WTA Elite Trophy 2019 Zhuhai

Qualche giorno fa, Dayana Yastremska è stata provvisoriamente sospesa per essere risultata positiva a un test anti-doping – lo scorso 24 novembre è stato trovato del mesterolone, uno steroide androgeno e anabolizzante (AAS), nelle sue urine. Ciononostante, la ventenne ucraina si è comunque recata in Australia su uno dei voli charter messi a disposizione dalla federtennis locale, come si può vedere da questa foto scattata da Svetlana Kuznetsova e successivamente rimossa:

Com’è possibile che a Yastremska sia stato consentito di viaggiare per un torneo a cui al momento non può partecipare? Al momento non c’è una chiara spiegazione, ma (secondo l’agenzia di stampa AAP) Tennis Australia avrebbe già iniziato ad investigare l’accaduto.

 

La situazione è opaca, per usare un eufemismo. La giocatrice ha sostenuto nella sua unica dichiarazione pubblica di poter dimostrare che si sia trattato di un caso di contaminazione, per almeno tre motivi: valori di mesterolone riscontrati sono molto bassi; due settimane prima era risultata negativa allo stesso test durante il torneo di Linz; il farmaco in questione non è prescritto alle donne – può quindi darsi che le sia stato consentito di recarsi a Melbourne in virtù di un probabile ribaltamento della sentenza. Il problema è che secondo la ITF Yastremska non ha ancora fatto ricorso in appello alla squalifica, almeno stando all’ultimo comunicato del 7 gennaio, secondo il quale finora avrebbe deciso di non esercitare questo diritto.

Secondo l’ex-CEO dell’agenzia anti-doping australiana, Richard Ings, non è quindi possibile che Yastremska sia già stata dichiarata innocente senza che nessuno abbia reso pubblica la cosa; secondo lui, l’unica possibilità è che il tribunale stia ancora rivedendo il caso in appello (ma anche qui non c’è un comunicato dell’ITF in cui si dica che la giocatrice ha fatto ricorso), e che le sia stato consentito di volare a Melbourne nell’eventualità di un ribaltamento (a suo parere decisamente improbabile) della sentenza:

Alla fine del suo tweet, Ings si augura che in caso di conferma della squalifica venga chiesto alla N.29 WTA di rimborsare il costo del viaggio, ma anche su questo non vi è certezza al momento.

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L’Australian Open mostra l’arrivo dei giocatori con un video

Nadal, Djokovic, Serena Williams e Osaka fra i “protagonisti”. Anche Sinner è atterrato, come confermato dal suo coach Piatti

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La quarantena per l’Australian Open è ufficialmente iniziata, e l’Happy Slam ha deciso di mostrare lo sbarco dei giocatori più in vista con un video pubblicato su Twitter poco dopo le 8 di stamattina:

Come si può notare, i tennisti ripresi sono per la maggior parte quelli che andranno a costituire la bolla di Adelaide (il loro arrivo in questa città è stato confermato anche da un video della stazione locale 9News Adelaide): si vedono, fra gli altri, Djokovic (e Ivanisevic), Serena Williams (con la figlia Olympia), Osaka, Nadal, Halep e Thiem.

 

Gli arrivi si sono susseguiti da ieri (dal video si notano atterraggi in momenti diversi della giornata) su charter con capienza ridotta al 20 percento, secondo quanto affermato da Sergiy Stakhovsky. Molti giocatori, giocatrici e membri dei rispettivi staff hanno ringraziato pubblicamente Tennis Australia e Craig Tiley per la notevole macchina organizzativa messa in piedi; fra di loro c’è anche Riccardo Piatti, che ha confermato l’arrivo di Jannik Sinner ad Adelaide, dove sarà il partner d’allenamento di Rafa Nadal.

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