I dolori di Thiem, tra ginocchio malconcio e pensieri negativi: "Sono caduto come in un buco"

Flash

I dolori di Thiem, tra ginocchio malconcio e pensieri negativi: “Sono caduto come in un buco”

L’austriaco spiega al Der Standard di avere un piccolo problema congenito alle ginocchia, che ogni tanto riemerge. E che la pandemia ‘si è presa le cose più belle del tennis’

Pubblicato

il

Dominic Thiem - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Assente dai campi da un mese e titolare di un inizio di 2021 sfortunato, Dominic Thiem ha parlato del suo momento con il quotidiano austriaco Der Standard, soffermandosi sulle problematiche accusate in questi mesi, sia a livello fisico che mentale, in vista del suo ritorno in campo previsto per il torneo di Madrid.

GLI INFORTUNI E LA PREPARAZIONE

Per quanto riguarda le sue condizioni di salute, il Dominator ha ribadito di non aver patito un grave infortunio: “Si tratta di piccoli acciacchi, ora al ginocchio sinistro, per esempio. Lo scorso anno, durante il primo lockdown, mi è capitata la stessa cosa, ma al destro; all’epoca chiaramente non mi sono dovuto cancellare da nessun torneo, visto che non si stava giocando, quindi ho avuto tutto il tempo necessario per guarire“. Allo stesso tempo, però, si tratta di un fardello di lungo corso: “È un piccolo problema congenito che di tanto in tanto riemerge, anche se questa è la prima volta che l’opinione pubblica ne viene a sapere. Mi ci vorrà qualche settimana prima di non avere più dolore, è così dall’Australia“.

Thiem è da sempre un giocatore dalla preparazione maniacale. Molti ricorderanno il suo sfogo nei confronti degli organizzatori degli Internazionali nel 2019, quando quest’ultimi obbligarono i giocatori a rimanere in attesa al Foro Italico per tutta la giornata di mercoledì nonostante la pioggia battente, impedendo così loro di prepararsi a dovere per il doppio impegno del giorno successivo. Non stupisce quindi che questa serie di problemi fisici lo stia condizionando: “La mia vita è interamente pianificata, ogni giorno, ogni settimana, ogni mese, tutto è organizzato. Mi sento meglio quando so cosa succederà domani. Questa possibilità non esiste al momento“.

 

Per lui è necessario essere al meglio, o il suo tipo di tennis non può reggere: “Se non sei al 100 percento perdi, come successo a Doha e Dubai; il livello è veramente alto e gli avversari sono sempre fortissimi, quindi se non sei in forma puoi perdere al primo o al secondo turno. Rimanere fuori fino a quando non si è pronti è probabilmente la scelta più intelligente: se fossi andato a Belgrado questa settimana avrei perso ancora al primo turno, e sarei entrato in una spirale negativa. Visto che voglio evitare che succeda, preferisco stare a casa e recuperare, non sono il primo e non sarò l’ultimo a fare una scelta di questo tipo“.

I DISAGI DELLE BOLLE E DELLE PORTE CHIUSE

Purtroppo, però, non sono solo gli infortuni a gravare sui tennisti e sulle tenniste in questo momento – tutto ciò che a suo dire animava il circuito è venuto a mancare, e questo non lo aiuta a livello mentale: “Nonostante l’assenza del pubblico il tour è proseguito normalmente […]. Un sacco di pezzi del tennis si stanno perdendo. Il coronavirus si è preso le parti più belle del nostro lavoro, a partire dai viaggi e dalla libertà di spostarsi. Di contro, le cose peggiori sono rimaste. È difficile giocare tutte le settimane in queste condizioni […]. C’è un senso di vuoto, settimana scorsa non ho nemmeno guardato i match di Champions League, e ho seguito pochissimo il torneo di Montecarlo“.

Per certi versi, sembra essere lo stillicidio creato dal Covid a condizionarlo di più, perché inizialmente le cose stavano andando bene: “Dopo la vittoria di New York ero euforico, ma i risultati hanno continuato ad arrivare, visto che ho raggiunto la finale delle Finals Quando ho iniziato a prepararmi per questa stagione, però, sono caduto come in un buco. Pensavo che mi sarei sentito più rilassato dopo aver vinto uno Slam, e spero ancora che quella sensazione arrivi“.

Dominic Thiem – US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Soprattutto di recente, però, le cose sono peggiorate, perché il mondo si è mosso a ritmi diversi da quelli dell’ATP Tour: “A Dubai le restrizioni erano estreme, perché noi eravamo rinchiusi nella bolla, ma al di fuori la vita era tornata alla normalità. Potevamo solo andare dall’hotel ad uno stadio vuoto; non era una bella situazione in cui trovarsi”.

Il momento che l’ha messo più in difficoltà, però, è avvenuto a Melbourne, dove un mini-lockdown è stato implementato durante il programma della parte alta del terzo turno (nel caso del match fra Djokovic e Fritz, al pubblico fu intimato di lasciare lo stadio a match in corso). Quel giorno, Thiem stava giocando un match estremamente intenso, e questa combinazione di fattore gli è pesata non poco: “In Australia ho fatto un grande sforzo ma senza ottenere grandi risultati. Stavo giocando uno dei match più memorabili della mia carriera, rimontando due set al beniamino locale Kyrgios, e c’era un’atmosfera incredibile a Melbourne, anche se il pubblico non tifava per me. Finito il match, tutto d’un tratto è iniziato un altro lockdown; ero nello spogliatoio, ancora madido di sudore, e la struttura è stata evacuata, come se ci fosse stato un attacco nucleare. Nel match successivo con Dimitrov mi sono trovato a giocare sotto il sole di mezzogiorno in uno stadio vuoto, e non sono stato in grado di gestire la situazione“.

Curiosamente, peraltro, Thiem ha anche indicato il tipo di giocatore che potrebbe trarre beneficio dalle norme attuali, facendo due esempi che a prima vista potrebbero apparire contro-intuitivi per via della loro natura istrionica, ma evidentemente secondo l’austriaco è l’impossibilità di svagarsi l’aporia che decide chi sopravvive e chi no nel tennis pandemico: “Ci sono giocatori che riescono a non pensarci, per i quali la bolla potrebbe addirittura essere un vantaggio, per esempio Evans o Bublik. Sono giocatori che in tempi normali fanno fatica a concentrarsi sullo sport, quindi per loro questa situazione è ottima, perché c’è solo il tennis a cui pensare“.

IL ROLAND GARROS RIMANE IL GRANDE SOGNO

Ora che la consacrazione ad altissimi livelli è arrivata, il N.4 ATP vorrebbe rivedere le sue priorità: “Ho inseguito il mio grande obiettivo per 15 anni senza distrazioni. Ora l’ho raggiunto, seppur in circostanze particolari, ma questo non è importante dal mio punto di vista. Nel frattempo ho dovuto mettere da parte molte cose, come la mia vita privata e gli interessi al di fuori del tennis. A un certo punto devi fare qualcosa per la tua testa; finora c’è stato solo il tennis, ma da qui in avanti voglio cambiare un po“.

Detto questo, le sue mire sono ancora molto chiare, e quella di detronizzare Nadal verrà perseguita con la dedizione di sempre: “Il Roland Garros è ancora il mio grande obiettivo. Ovviamente ho un problema in questo momento, e cioè che non affronto i migliori da parecchio, mi mancano quei match nelle gambe, quindi non so quale sia il mio livello. Spero di poter recuperare, in questo senso, a Madrid e Roma. Il mio obiettivo è di essere al massimo a Parigi, ma sarebbe un sogno anche vincere una medaglia alle Olimpiadi, sempre che si disputino. Mi piacerebbe saperlo, ma purtroppo sarà la pandemia a decidere. In ogni caso, non lascerò che la mia passione per il tennis mi venga portata via, perché a un certo punto si tornerà alla normalità“.

Continua a leggere
Commenti

Flash

Internazionali d’Italia: Musetti convincente, Hurkacz si ritira nel secondo set [VIDEO]

All’inizio del secondo set il polacco lascia improvvisamente il campo, Lorenzo capitalizza una buona partita e domani se la vedrà con Opelka

Pubblicato

il

[WC] L. Musetti b. [15] H. Hurkacz 6-4 2-0 rit.

Pochi grattacapi per Lorenzo Musetti: l’Hurkacz dopo il trionfo di Miami non sembra vogliosissimo di sudare sullo sgradito rosso, e già a Madrid contro Millman aveva ostentato una certa insolenza: la prestazione del kid di Carrara ha però restituito sensazioni confortanti, soprattutto in considerazione del prosieguo del torneo. Perso un primo set condotto interamente sul cornicione, pressato da un’ottima versione del prodigio di Carrara, il polacco ha passivamente incassato un break all’alba del secondo, deciso di lì a poco che la rimonta sarebbe stata oltremodo impervia e si è ritirato. “Un ritiro molto strano – ha detto Musetti nel corso dell’intervista in campo -, non ho capito a cosa fosse dovuto“. La tattica eccessivamente offensiva adottata da Hubert, da subito intenzionato a demineralizzare al massimo gli scambi, è stata forse forzata da qualche inghippo fisico, lo scopriremo più avanti. Certo diciannove discese a rete (dieci punti) in una sola frazione non sono il tipico menù del giorno al Foro.

Musetti ha giocato bene, accorto, anche se al solito un pizzico troppo lontano dalla linea di fondo: preparazioni ampie a parte, la strategia è parsa vincente per contrastare il servizio violentissimo del rivale odierno – “soprattutto sulla seconda esterna in kick, che sa usare molto bene” -. Un rivale del tutto insondabile, incline a seguire a rete la seconda e a tirare tutto, rigorosamente piatto, con strettissimi margine d’errore. Lorenzo allora ha variato – “con tagli e palle alte sulla rete, per non fargli giocare il suo tennis” – e già nel secondo gioco si è procurato una palla break, cancellata dal servizio vincente di Hurkacz. I rischi, per il ragazzo, sono arrivati tutti nel terzo gioco, quando il polacco con una deliziosa smorzata si è procurato due palle per il due a uno: bravo Musetti a schivarle.

 

Bravo anche Hubert a coprire egregiamente la rete sulle due palle break conquistate dal toscano nel sesto gioco, ultimo sussulto prima del rettilineo finale del set. Nel decimo gioco, Hurkacz ha combinato un paio di disastri con dritto e volée in uscita dal servizio e offerto due set point a Musetti, il quale ha inteso convertire il secondo in modo discretamente scenografico con gran dritto vincente in corsa. Del finale di partita abbiamo accennato: break per Lorenzo nel secondo gioco, ace per il quaranta-zero nel terzo e stretta di mano offerta in anticipo da Hurkacz: tutte energie risparmiate e un buon test, in vista del secondo turno di domani contro un altro battitore-pivot come Reilly Opelka.

Continua a leggere

ATP

Internazionali d’Italia: un solidissimo Mager supera de Minaur

Dominante negli scambi da fondocampo, l’azzurro onora la wild card con la sua prima vittoria nel main draw del Foro

Pubblicato

il

Al terzo tentativo, Gianluca Mager mette a segno la prima vittoria nel tabellone principale degli Internazionali: 6-4 6-3 in un’ora e diciotto minuti ai danni di Alex de Minaur. Dritto pesante e prima battuta spesso scagliata piatta ben sopra i 200 km/h, Gianluca ama sentire il mattone tritato sotto i piedi a dispetto di un gioco tutt’altro che inadatto a superfici più compatte e veloci. Non è invece il terreno di battaglia preferito per Demon, che tuttavia quest’anno si presenta a Roma con tre incontri vinti sul rosso, più di tutti quelli ottenuti negli anni precedenti della sua peraltro ancor giovane carriera.

IL MATCH – Mager gira attorno alla palla per comandare lo scambio ma senza esasperare la ricerca del dritto, anche perché il caldo pomeriggio romano è spettatore di un rovescio che regala davvero pochissimo, tanto che alla fine gli errori dal lato sinistro si conteranno sulle dita di una mano – e non servono neppure tutte. In vena di spoiler, evidenziamo subito anche quel dominante 24-7 nei punti tra i cinque e i nove colpi, a sua volta rivelatore di quello che accade quando si comincia a scambiare. Forse sorpreso del vantaggio quasi immediato, Gianluca restituisce subito il break ottenuto al terzo gioco, ma si rifà sotto sul 4 pari. De Minaur inizia ad annullare palle break con l’aiuto della prima battuta, in un caso ben seguita a rete e finalizzata con una non scontata volée; fa male (a noi che guardiamo) la risposta sbagliata sulla seconda, ma fa ancora più male (a de Minaur) la drop volley di Mager, che finalmente passa in vantaggio grazie all’errore del rovescio australiano – l’unico possibile visto che con il dritto non sbaglia proprio mai. Il rovescione lungolinea in uscita dal servizio che apre il decimo game è foriero di un turno di battuta in discesa e, infatti, il 6-4 è messo al sicuro nel giro di un paio di minuti.

Nonostante lo svantaggio nel computo degli ace, il ventiseienne n. 90 del ranking ottiene molto di più dell’avversario quando mette la prima che, se non gli dà il punto diretto, gli permette di colpire con i piedi ben dentro il campo il 70% delle volte che l’australiano la ribatte. Con un atteggiamento estremamente positivo e risoluto, Mager approfitta del poco arrotato dritto australiano finalmente impreciso per l’allungo nel quinto game prontamente consolidato. Il ventiduenne di Syney è ancora in sofferenza sul servizio e sembra quasi leggere la sovrimpressione che con poca sorpresa rivela un perentorio 34-20 a favore dell’azzurro negli scambi da fondo perché si presenta a rete per raccogliere un preziosissimo “15” che lo mantiene in corsa. Imperterrito, Gianluca continua solidissimo, variando velocità e altezza con dritto; i colpi avversari proprio non gradiscono e si assicura di poter servire per chiudere, ma non ce ne sarà bisogno. Il n. 23 ATP annulla un primo match point comandando bene lo scambio, ma il nostro se ne procura un secondo con una strepitosa risposta vincente in allungo. Pochi secondo dopo, il tentativo di spingere con lo sventaglio da parte di de Minaur diventa l’errore non forzato numero 23 e vale il secondo turno a Mager, che può ora godersi il meritato riposo in attesa dell’incontro di martedì, dal quale uscirà il suo prossimo sfidante, tra Lorenzo Sonego e Gael Monfils, fermo dall’Australian Open.

 

Il tabellone aggiornato con tutti i risultati

Continua a leggere

Flash

Biglietti IBI: sessione serale “sdoppiata”, spettatori beffati

Il coprifuoco alle 22 ha suggerito all’organizzatore FIT di creare una nuova sessione serale sul Grand Stand con biglietto a parte. Rimborsi parziali per biglietti e abbonamenti del Centrale già venduti, ma solo con voucher

Pubblicato

il

Roma 2019 (foto via Twitter, @InteBNLdItalia)

Sembra inevitabile che ad ogni edizione degli Internazionali BNL d’Italia debba esserci qualche controversia relativa ai biglietti. Dopo la questione della giornata di mercoledì cancellata per pioggia nel 2019 e il tira e molla sui rimborsi per il torneo spostato a settembre del 2020, anche quest’anno la pandemia ci ha messo lo zampino ed ha causato un cambiamento di direzione in corsa da parte degli organizzatori che probabilmente farà storcere il naso a più di un appassionato.

A causa del coprifuoco alle ore 22 imposto dalle Autorità nell’ambito delle iniziative per contenere la pandemia, l’organizzatore FIT ha deciso non solo di anticipare la sessione serale alle ore 18, ma anche di “sdoppiarla”, facendo giocare i due match in programma contemporaneamente su due campi diversi, ovvero il Centrale e la Grand Stand Arena, con orario d’inizio rispettivamente alle 18 e alle 19.

La neonata sessione serale sulla Grand Stand Arena sarà una nuova sessione che richiederà un biglietto a parte (acquistabile sul sito del torneo), in quanto questa non sarà inclusa né nei tagliandi singoli venduti per la giornata, né negli abbonamenti già venduti per quel campo, e non verrà dato ai possessori dei biglietti per il Centrale la possibilità di scegliere quale match guardare.

 

Il prezzo per assistere alle due sessioni sarà il 50% di quello originariamente fissato per assistere a entrambi gli incontri che dovevano svolgersi sul Centrale”, ha fatto sapere la FIT in una nota.

Per cui a coloro che avevano acquistato in prevendita biglietti per la sessione serale del Centrale verrà riconosciuto un Voucher dal valore pari al 50% di quanto pagato, mentre agli abbonati verrà riconosciuto un Voucher quale ristoro per le partite serali spostate sulla Grand Stand Arena”, continua la nota, specificando che le “dettagliate istruzioni sulle modalità di richiesta ed emissione dei Voucher” verranno rese note solo dopo la fine del torneo.

Se supponiamo che sulla Grand Stand Arena sarà possibile accomodare lo stesso numero di spettatori permessi sul Centrale, e che tutti i biglietti disponibili andranno venduti, l’operazione sembrerebbe a somma zero per l’organizzazione del torneo, in quanto alla fine di tutto l’incasso sarà lo stesso. Tuttavia si tratta di un’operazione che beneficia notevolmente il flusso di cassa dell’organizzatore FIT, in quanto erano già stati venduti biglietti e abbonamenti con inclusi degli incontri che in realtà non saranno visibili ai possessori dei tagliandi, e non verranno effettuati rimborsi in contanti, ma soltanto in voucher che dovranno sì essere inseriti a bilancio FIT come passività, ma faranno rimanere quel denaro nelle casse della FIT perché i voucher potranno essere utilizzati solamente per l’acquisto di altri prodotti e servizi forniti dalla FIT stessa.

Inoltre appare quantomeno disinvolta e poco orientata al cliente che ha già comprato i biglietti la scelta di spostare sulla Grand Stand Arena sempre il match maschile inizialmente previsto nella sessione maschile. Sicuramente il match maschile è quello con la “vendiblilità” maggiore rispetto a quello femminile: è abbastanza chiaro che in Italia, e a Roma in particolare, il tennis maschile ha maggiore attrattiva di quello femminile, sia storicamente sia in questo particolare momento storico, quindi sarà sicuramente più facile vendere in breve tempo i “nuovi” biglietti diventati disponibili per questa “nuova” sessione.

Ancora una volta l’orientamento della FIT è quello di proteggere quanto più possibile il flusso di cassa dell’azienda a discapito della tutela della clientela. Sicuramente stiamo attraversando un periodo molto difficile, i tornei vengono organizzati in condizioni estremamente complicate e con molte meno risorse economiche di quanto non capitasse negli anni precedenti, e bisogna anche tenere presente che gli Internazionali BNL d’Italia costituiscono la fonte di introiti principale per la FIT. Tuttavia sarebbe auspicabile una maggiore considerazione per chi ha comprato biglietti e abbonamenti in anticipo pur in una situazione di grande incertezza, e che ora si trova a dover fronteggiare ulteriori esborsi monetari se vuole assistere ai match per i quali pensava di aver già pagato.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement