ATP Finals, Daniil Medvedev incontentabile: “Preferisco le condizioni veloci, ma qui è troppo”

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ATP Finals, Daniil Medvedev incontentabile: “Preferisco le condizioni veloci, ma qui è troppo”

Non tiene banco solo la velocità dei campi, ma anche quella dei tennisti: chi vincerebbe i 100 metri? “Non io e nemmeno Djokovic”

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Daniil Medvedev – ATP Finals 2021 (foto via Twitter @atptour)

Visto quanto ha dichiarato subito dopo la vittoria contro Hurkacz a proposito dell’eccessiva velocità riscontrata alle Nitto ATP Finals, la prima domanda posta a Daniil Medvedev non può che accennare a un paio di suoi precedenti successi in eventi dalle condizioni di gioco diverse tra loro come lo US Open e Bercy – vinto in realtà nel 2020, mentre la lamentela sulla lentezza riguarda l’edizione appena conclusa, nella quale peraltro è arrivato a un set dal vincere la finale. A parte lagnarsi di tutto e del suo esatto contrario come si conviene a un vero tennista (questo lo diciamo noi, non fa parte della domanda), quali condizioni preferisce?

“Difficile dirlo” esordisce il numero 2 del mondo. “Mi piacciono assolutamente i campi duri, è l’unica cosa che posso dire. Penso di preferire le condizioni rapide, ma qui ci sono probabilmente le più veloci che abbia mai affrontato nel Tour. Nei Challenger a volte capita di giocare sul tappeto [a Ismaning e a Eckental] che è veloce e diverso, ma qui non penso sia questione di superficie in sé perché, onestamente, è probabilmente la stessa che c’era a Londra. Penso che sia una combinazione di aria, che è davvero molto secca qui e la palla la attraversa velocissima, le palline che sono piuttosto veloci e il campo – lo abbiamo visto durante il match. Nei miei turni di battuta, sono stato raramente sotto pressione [nessuna palla break concessa] contro un grande ribattitore [68° nella speciale classifica ideata dall’ATP]. Lo stesso vale per me, con solo due giochi in cui ho avuto palle break, nessuna in tutto il primo set. Ci sanno voluti sì e no trentacinque minuti per arrivare al tie-break, quindi velocissimo”.

Mentre, in attesa di vedere come effettivamente andrà nell’imminente incontro serale, le parole di Daniil ci fanno pensare che l’organizzazione abbia tenuto in seria considerazione le caratteristiche di Matteo Berrettini nell’approntare l’evento, “Bear” prosegue con le osservazioni. “Sono curioso di vedere gli altri tre incontri per capire come gestiscono questa velocità perché, di nuovo, per me e Hubi è stata questione di chi tirava un buon colpo nel punto. Mi domando se sarà lo stesso per gli aòtri ragazzi e, comunque, a volte ti abitui nel corso del torneo e ci sono più scambi”.

Finora vincitore di uno Slam e di quattro titoli Masters 1000, è però la prima volta che Medvedev, campione uscente, si ritrova a difendere tanti punti, 1500: la sensazione è diversa rispetto ad altri eventi? “Difficile da dire perché, per esempio, appena me lo hai domandato ho cercato di ricordare i grossi tornei vinti. Ok, Shanghai e Cincinnati [nel 2019], ma l’anno successivo Cincinnati si è disputato a New York, e non è lo stesso, mentre Shanghai non c’è stato. Qui è lo stesso: so di aver vinto Londra l’anno scorso, erano sempre le Nitto ATP Finals, ma qui siamo in un altro posto, hotel diverso, tutto diverso. Voglio sentirmi il campione che difende il titolo, ma non ci riesco. Sento che a Torino si ripartirà da un nuovo vincitore perché mi ricordo che all’arena [O2] vedi tutti i vincitori con scritto Sydney, Shanghai, Londra… Così, Torino 2021 sarà come una nuova storia, non sento assolutamente pressione e sono semplicemente contento che tante persone mi considerino il campione uscente”.

 

In un’intervista a Tennis TV, Daniil ha detto che non si posizionerebbe tra i primi 50 in una gara sui 100 metri: chi la vincerebbe? “È difficile per me parlare degli altri giocatori, ci provo ma è lo stesso per me: gli altri che mi vedono correre in campo diranno che vinco io. Ma io mi conosco, da giovane ho fatto i test con la Federazione e non andavo mai bene, come se non avessi una buona coordinazione [Iga Swiatek lo ha soprannominato “Pretzel”, così per dire] per avere una partenza veloce e per tenere l’andatura sui 100 metri perché è tanto diverso da quello che facciamo in capo come movimenti. Pensando alla rapidità, ci metterei de Minaur, è velocissimo ma non so se abbia gli stessi problemi o meno. E Gael Monfils, è impossibile tirargli un vincente, è così esplosivo che lo metterei al primo posto. Non sono sicuro che Novak andrebbe bene sui 100, ma potrei sbagliare”.

Prima dell’incontro con Hurkacz, Medvedev si è scaldato con uno degli sparring partner “ufficiali” delle Finals, lo svizzero Jerome Kym, ruolo ricoperto tra gli altri da Dominic Stricker lo scorso anno e da Stefanos Tsitsipas nel 2016. Cosa ne pensa di lui e dell’esperienza di essere insieme ai migliori otto del mondo quando sei ancora uno junior. “Spero che se la goda, come è successo a me quando avevo 21 anni. Anche se non ho davvero giocato con i top 8, ero a Londra in virtù di un premio della Tecnifibre e sono riuscito ad accedere alla zona VIP. È buffo ma non l’ho riconosciuto [Jerome] finché non ha pubblicato una foto sul suo profilo Instagram e ho visto il nome e ho pensato, ‘cavolo, aveva quindici anni e ci ha battuti in doppio [Rublev e Donskoy] in Coppa Davis’. Non l’avevo riconosciuto dopo quasi tre anni. Ho visto che è piuttosto in alto nel ranking junior [attualmente nono, è stato n. 5], non significa che arriverai sicuramente, ma ti dà una possibilità”.

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Pietrangeli: “Dwight Davis si sta rivoltando nella tomba, questa coppa mi fa schifo!”

Nicola Pietangeli senza peli sulla lingua sulla nuova Coppa Davis. Ma ha fiducia nell’Italia e stravede per Sinner

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Prima della sfida Italia-Colombia il Direttore Ubaldo Scanagatta ha intervistato Nicola Pietrangeli, capitano della vittoria in Davis nel 1976 e recordman di ogni epoca della manifestazione.

Cosa pensi di questa Coppa Davis?

“ A me fa proprio schifo, è vergognosa, il signor Dwight Davis si sta girando nella tomba. Veramente, è diventata la Coppa del nonno, più di così non posso dire.

 

Con il fattore campo era un’altra cosa?

“ Prima bastava guardare come altri componenti delle squadre accoglievano il compagno dopo le vittorie, facevano delle feste, ora non c’è più atmosfera, si gioca solo per i soldi”

Ieri però con Sonego c’è stata una bella festa?

“Era la prima Coppa Davis della sua vita, però, senza volergli togliere meriti, l’ha persa Opelka, non ho mai visto un americano giocare così male in Coppa Davis. Anche Isner che prende 6-2 6-0…”.

 Isner ha detto che nessuno gli ha mai risposto come Sinner e che è uno da primi 3 del mondo,  che ne pensi?

“ Io l’ho detto ad inizio anno che Sinner sarebbe arrivato trai primi 10 del mondo. L’anno prossimo non sarei sorpreso di trovarlo almeno trai primi cinque. E’ un fenomeno, ha ragione Isner. Non basta guardarlo Jannik, bisogna sentire il rumore che la palla fa sulla sua racchetta, è diverso da tutti gli altri. Questo ragazzo può battere chiunque, Djokovic compreso”.

E’ una Coppa Davis diversa ma l’Italia ha una squadra che non aveva negli ultimi 40 anni. Pensi che l’Italia possa vincerla nei prossimi anni?

“Secondo me l’Italia sulla carta è inferiore solo alla Russia. Può arrivare in finale e non dimentichiamo che con Medvedev Jannik ha avuto due match point alle Finals. Forse abbiamo un doppio incerto, ma non si sa mai”.

Secondo te Berrettini riuscirà a rimanere trai primi 10 del mondo o con quel rovescio un po’debole soffrirà per mantenere quella posizione?

“Deve sperare che il servizio vada bene perché dipende molto da quel colpo. Il pericolo è che se un giorno serve male, sono guai. Servendo così forte forse ha problemi anche fisici. Il rovescio non è male ma non è all’altezza del servizio e diritto”.

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Coppa Davis

Coppa Davis: l’Australia rimonta l’Ungheria dopo una lotta ma è quasi fuori (e il pubblico pure…)

L’Australia di Hewitt vince un tie molto equilibrato ma ha poche chance di qualificazione. Piros sorprende Milmann , De Minaur la spunta su Fucsovics poi decide il doppio australiano.

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da Torino, il nostro inviato

Mancava l’atmosfera della vecchia Davis? Eccovi accontentati, Australia-Ungheria ha offerto un mix di tutti gli elementi che hanno reso speciale la storia di questa competizione, l’anomalia di un torneo per nazioni nello sport più individuale che possa esistere.

Ci sono volute quasi nove ore di battaglia per decretare il vincitore, l’Australia, con inevitabili ripercussioni sulla programmazione e l’inizio della sfida Italia-Colombia, inizialmente programmata per le 16.00.

 

Molti spettatori ci hanno segnalato lunghe code all’esterno del PalaAlpitour, con disagi dovuti alla mancanza di stand, ristorazione e bar. Per fortuna non piove, ma i 5 gradi di temperatura non aiutano l’attesa.

Nwl primo tie di giornata c’è stato il giovane semisconosciuto che ha sorpreso il più quotato avversario, il drammone trai due numero uno, tra recuperi, rimonte, match point e oltre tre ore di gioco. Ed infine, il doppio-combattutissimo a decidere le sorti della contesa.

A Gabor Koves non è riuscito il bis. Il capitano ungherese era in campo nel 1995 quando l’Ungheria a Budapest soprese l’Australia nei play-off ed oggi dalla panchina ha portato i suoi ragazzi ad un passo da una sorprendente vittoria. L’ha spuntata L’Australia alla fine, ma lo 0-3 del match con la Croazia è un macigno per le speranze di ripescaggio. L’Ungheria domani si giocherà con Cilic e compagni il passaggio del turno, ma bisognerà vedere se Fucsovics sarà in grado di giocare.

L’eroe di giornata (alla fine non decisivo) è senza dubbio il ventiduenne magiaro Zsombor Piros, numero 282 del ranking, campione junior dell’Australian Open cinque anni fa e poi impaludatosi a livello challenger, dove quest’anno ha perso contro i nostri Giovanni Fonio e Francesco Forti ( ma recentemente è stato finalista a Bratislava, sconfitto dal Re del circuito minore Griekspoor). Piros ha battuto in tre set John Millman, numero 72 del mondo, preferito a Popyrin dopo la brutta prestazione di giovedì. “Non ho dormito molto la notte scorsa, non avevo mai giocato a questi livelli ed ero molto eccitato. Dopo i successi da junior le cose non sono andate come mi aspettavo, pensavo che il percorso fosse più breve ma penso adesso di essere sulla strada giusta”.

È stata poi la volta dei due numeri uno, Alex De Minaur, chiamato a riscattarsi dopo il ko con Cilic, e Marton Fucsovics. Il match è stato avvincente, a tratti molto ben giocato con la trama chiara sin dal primo quindici: l’ungherese a spingere e l’australiano a fare da muro.

Lo spettacolo nello spettacolo è stato garantito da Lleyton Hewitt, tarantolato ed incapace di stare fermo sulla sua panchina, quasi volesse entrare in campo al posto del suo numero 1.

Alla fine l’ha spuntata De Minaur al tiebrek del terzo set, dopo che aveva servito per il match sul 6-5, fallendo anche un match point in un game lunghissimo che ha condensato tutte le emozioni di questa manifestazione, con la claque ungherese a sgolarsi per Marton.

Fucsovics ha lottato strenuamente con grande coraggio, ma nel tiebreak era quasi fermo a causa di un problema alla caviglia. E difatti Koves lo ha prontamente sostituito con Piros nella formazione del decisivo doppio.

E qui è cominciata la parte più emozionante della sfida, per la disperazione degli spettatori italiani in attesa in lunghe code all’esterno del PalaAlpitour (e dei cronisti rassegnatisi via via ad una lunga serata…), con il doppio che ha visto i due ragazzi ungheresi tenere testa alla grande al più collaudato doppio aussie condotto da Peers, campione slam nella specialità.

Dopo aver vinto il primo set gli australiani hanno sprecato due match point nel tiebreak del secondo, prima di arrendersi 12-10 agli scatenati ungheresi alla quinta palla set. Nel terzo parziale Peers ha fatto valere la sua classe di doppista esperto, ma ci sono voluti altri due match point per avere la meglio sui giovani ma indomiti avversari.

Z. Piros (HUN) – J. Milmann 4-6 6-4 6-3

A. De minaur (AUS) – M. Fucsovics 7-5 2-6 7-6(2)

A. Bolt/J. Peers (AUS) – F. Marozsan/Z. Piros 6-3 6-7(10) 6-3

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Coppa Davis

Coppa Davis: Alexander Bublik guida la rimonta del Kazakistan sulla Svezia

Elias Ymer batte Kukushkin, ma Sasha rinviene su suo fratello Mikael in tre set. Golubev e Nedovyesov vincono facilmente il doppio. Domani i kazaki dovranno battere il Canada per accedere ai quarti

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MADRID, SPAIN - NOVEMBER 27: Davis Cup by Rakuten Finals 2021 at Madrid Arena on November 27, 2021 in Madrid, Spain. (Photo by Mateo Villalba/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

KAZAKISTAN b. SVEZIA 2-1

E. Ymer b. M. Kukushkin 6-3 7-6(4)
A. Bublik b. M. Ymer 3-6 6-4 6-0
A. Golubev/A. Nedovyesov b. A. Goransson/R. Lindstedt 6-3 6-3

Il Kazakistan batte la Svezia 2-1 nel secondo tie del Gruppo B e sogna i quarti di finale. La nazionale asiatica – che ha anche un pezzettino di Italia nel suo team, rappresentato dall’incordatore torinese Andrea Candusso – ha superato gli scandinavi in rimonta.

 

Nel primo singolare, quello tra i numeri due delle formazioni, Elias Ymer ha superato Mikhail Kukushkin in due set (6-3 7-6): il maggiore dei due fratelli ha operato il break nel secondo gioco del primo set, mentre nel secondo si è fatto trascinare al tie-break dopo aver sprecato per ben tre volte un break di vantaggio; nel game di spareggio ha trovato l’allungo decisivo sul 3-1, vincendo gli ultimi quattro punti al servizio per dare alla sua nazionale il punto.

Nel secondo singolare, tuttavia, Alexander Bublik ha piegato alla distanza il più quotato dei fratelli Ymer, vale a dire Mikael, reagendo dopo il primo set perso e finendo per imporsi addirittura 6-0 al terzo. Il doppio decisivo è stato vinto senza troppa fatica da Golubev e Nedovyesov, che hanno superato gli scandinavi Goransson e Lindstedt in due comodi set.

La situazione di classifica vede ora la Svezia ferma a una vittoria – quella nel tie inaugurale contro il Canada – e una sconfitta. Il Kazakistan, dunque, avrà l’opportunità di qualificarsi ai quarti di finale battendo domani un Canada privo di Shapovalov e Auger-Aliassime. Un obiettivo che sembra alla portata dei kazaki. La Svezia sembra comunque in ottima posizione per il ripescaggio, avendo riportato una vittoria per 3-0 e una sconfitta per 1-2.

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