WTA Strasburgo: Pliskova eliminata. Juvan sfiderà Kerber in finale

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WTA Strasburgo: Pliskova eliminata. Juvan sfiderà Kerber in finale

La tedesca ritrova una buona condizione dopo 6 sconfitte al primo turno di fila. Juvan – alla prima finale WTA – conduce negli H2H

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Angelique Kerber - Wimbledon 2021 (credit to AELTC_Simon Bruty)
 
 

Le difficoltà di Karolina Pliskova in questa stagione 2022 continuano, anche alla vigilia del secondo Major della stagione, il Roland Garros. La tennista ceca è stata eliminata nelle semifinali del torneo ‘250’ di Strasburgo dalla numero 81 del mondo Kaja Juvan, fallendo l’opportunità di giocare la prima finale dell’anno. Pur essendo un semplice torneo di avvicinamento al Roland Garros, sarebbe stato importante per lei tornare a essere protagonista in un match per il titolo. Se si vuole guardare il bicchiere mezzo pieno però, Pliskova quest’anno non aveva ancora vinto due match di fila nello stesso torneo. Un infortunio subìto nel corso della pre-season l’ha costretta a saltare i primi grandi appuntamenti della stagione in Australia. La sua stagione fatica a decollare. Come se non bastasse non potrà nemmeno difendere i punti della finale di Wimbledon dello scorso anno, in seguito alla presa di posizione della WTA.

Juvan ha conquistato la sua seconda vittoria su top 10 col punteggio di 6-2 7-5 in meno di 90 minuti di partita. Sarà per lei la prima finale in carriera nel circuito maggiore. Ora nell’ultimo atto dovrà affrontare Angelique Kerber, che invece in Francia questa settimana ha ritrovato sé stessa, pur non avendo affrontato avversarie di prima fascia. Entrava nell’evento reduce da ben 6 sconfitte di fila al primo turno, ma ha saputo superare non senza difficoltà Parry, Sasnovich e Linette nei primi tre round. In semifinale l’ex numero 1 WTA e campionessa Slam non ha nemmeno dovuto faticare più di tanto. Il match contro Dodin è durato appena un set, vinto al tie-break (7 punti a 2) recuperando un break di svantaggio. Dopo un solo game nel secondo parziale, la tennista francese si è ritirata per infortunio, aprendo le porte alla prima finale per Kerber dopo quasi un anno di attesa (31esima in totale nel circuito, 13 titoli vinti sinora). La tedesca però è indietro nei precedenti contro Juvan. La slovena ha vinto l’unico confronto diretto, sulla terra battuta del Roland Garros nel 2020. Sorprese Angie al primo turno con un doppio 6-3.

QUI IL TABELLONE DEL WTA DI STRASBURGO

 

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Wimbledon, Jannik Sinner: “Preparare Isner? Più importante la mente che la tecnica. Sarà una brutta partita”. E ieri sera…Milan-Chelsea! [AUDIO ESCLUSIVO]

Nella suite Lavazza Sinner incontra noi giornalisti. Con il gigante americano “Ci vorrà equilibrio, non rischiare troppo ma neppure troppo poco. È anche il campo a dettare soluzioni … devi saperlo usare”

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Jannik Sinner allo spazio Lavazza di Wimbledon 2022 con Paolo Lorenzi

Lavazza, sponsor di Jannik Sinner,  ha invitato un gruppo di giornalisti italiani, fra i quali il sottoscritto, per un incontro con Jannik Sinner alla vigilia del suo match di terzo turno con il gigante USA John Isner (2 metri e 08 cm, 90 ace nei primi due match con Coacaud e Andy Muray!) nella sua suite all’interno del complesso del court 1 – lo stesso che nel basement ospita il mega shopping dei Championships – e l’incontro, organizzato con la collaborazione di Benito Perez Barbadillo e il beneplacito di Lawrence Frankopan, manager di Starwings e di Jannik Sinner (oltre che di Wawrinka, Khachanov, Shapovalov, Monfils, Edmund, Sakkari, Mladenovic, Juvan)…è cominciato con una serie di domande poste da Stefano Meloccaro per Sky sulle tradizioni di Wimbledon (domande del tipo, ti piace vestirti di bianco, ti piacciono le fragole, prima di arrivare a parlare di Isner e di scoprire che …Isner ha un gran servizio e rispondere sarà difficile).

Poi è toccato a noi e ha cominciato il tour di domande Stefano Semeraro (La Stampa) – Il primo giorno contro Wawrinka ti ho visto scivolare e perdere l’equilibrio diverse volte, e contro Ymer no…sono così diversi i movimenti sull’erba?

Sinner: “La cosa più difficile è muovercisi. È talmente diverso! Ma anche come usare i colpi. Non deve essere sempre perfetto il colpo, può essere slice, o meno, ma è il campo anche che fa il lavoro, devi aspettare, devi saperlo usare, devi conoscere la superficie nel modo giusto…”

 

Riccardo Crivelli (Gazzetta dello Sport) -Come si prepara la partita con Isner?

Sinner: “Mi devo preparare mentalmente, sarà una partita difficile. Per il resto me la preparo come qualsiasi partita. Devo stare sul gioco e fare le cose giuste. Nello scambio devo fare gioco io, perché se non faccio tanto, lui in alcuni momenti poi magari prende un rischio e può essere pericoloso. Ci vuole tanto equilibrio. Occorre non rischiare troppo ma nemmeno troppo poco. Chiaro che la risposta sarà molto difficile…

Massimo Grilli (Corriere dello Sport): La smorzata?

Me la devo preparare per capire quando usare certi colpi. Ci sarà anche nel lavoro ancora da preparare stasera…”

Grilli : -Il tuo rapporto con i social? Sei nato nell’universo di Instagram. Se Berrettini si ritira, se te perdi piovono insulti…Riesci a rimanerne estraneo?

Sinner: “Io guardo me stesso, non quello che dicono gli altri sono io che gioco a tennis, che fa delle cose, forse il perché io sia arrivato qua è dovuto a questo. Gli haters fanno parte del mio lavoro,  non è che io me la prenda. Non voglio neanche dire quanto …ma ci sono anche tante persne che ti sostengono e semmai guardo più a loro”.

Lorenzo Amuso (Ansa)- Il tuo primo ricordo di Wimbledon? Djokovic ha sempre detto che il suo primo fu veder vincere Pete Sampras…

Sinner: “Avevo visto la finale Rafa Roger ma non ricordo più che anno…fu una finale con una partita lunga, la mia prima partita vista sull’ erba, campo distrutto ma più distrutto in avanti allora. Adesso più nel fondo… il modo di giocare è cambiato

Ubaldo –Il tuo sogno era giocare e magari vincere Wimbledon… quando eri bambino?

Beh sognavo innanzitutto che sarebbe stato bello stare intorno a questa gente qua, nello stesso spogliatoio, vedere che cosa c’era dietro, poi certo…più tardi anche vincere. Qua vedo cose nuove, per esempio oggi mi sono allenato con Nole, ed è già bello. Nessuno ha vinto, abbiamo fatto senza contare i punti…”

Ubaldo: Che differenza c’è fra allenarsi con Nole e con Rafa?

Sinner “Sono ovviamente giocatori diversi ma l’intensità è sempre uguale…”

Ubaldo: Ma se domani dovessi scegliere qualcuno fra i due per allenarti? (domanda ingenua con risposta scontata!)

È uguale…è lo stesso!”.

Ubaldo: Per preparare il match con Isner cerchi di allenarti con uno come…  Opelka?

Sinner: “No, no! Gioco con chiunque. La cosa più importante è la parte mentale. Non ci sarà ritmo, sarà magari una partita brutta, da guardare e giocare. Ma le devi accettare tutte queste cose…”

Grilli: Sai dove giocherai?

Sinner: “Penso giocherò sul 2…Un campo perfetto. Sul 2 ho giocato contro Stan… appena va via il sole si scivola di più. Ieri (contro Ymer) ho giocato sul 3 che è più giocabile…”

Ubaldo: -Hai detto che sognavi prima di tutto di entrare in questo mondo, ma che cosa ti ha sorpreso di più del tuo ingresso nel mondo con i professionisti…

Puoi parlare con tutti i giocatori. Ho un ottimo rapporto con tutti. Di qua…si mangia bene! Il vento e la pioggia si sa, la cosa bella è che anno dopo anno si prova a far meglio. Anche dove fanno le “quali”, è bello vedere che ci tengono tanto a che i giocatori stiano meglio

Semeraro: Tu hai cucinato qualcosa?

Sinner: “Mi piace mangiare anche a casa, soprattutto la sera, altrimenti negli altri tornei e tutto l’anno siamo sempre fuori, sempre nei ristoranti, si è fatto barbecue, poi pasta…del barbecue si è occupato Darren (Cahill), è australiano, lo sa fare!”

Ubaldo: Rispetto al precedente team quale aspetto è cambiato maggiormente o di più?

Non voglio paragonare i due team. Mi diverto fuori campo a giocare, magari con la playstation… – poi si rivolge al suo manager Lawrence Frankopan che è lì e dice ridendo – …ma ha portato Playstation 3 …quello della FIFA 2011 (quindi con i giocatori di allora…e Jannik aveva dieci anni! Magari il Milan era più forte, c’era Shevchenko…), stasera vediamo chi vince …lui prende il Chelsea e io il Milan!

Crivelli Rafa non vuole mai perdere nemmeno alla Playstation … e te? Com’è il tuo rapporto con la sconfitta anche in queste piccole cose?

Non mi piace mai perdere. Ma non me la prendo. Facciamo sempre piccole scommesse. Mi piace che c’è un po’ più tensione…Nel tennis se perdo voglio capire perché. Nel calcio alla playstation no…non me la prendo”.

Ubaldo: Che scommesse sono?

Sinner: Beh le scommesse cambiano. In una partita di ping pong con amici la scommessa era che chi vinceva poteva tirare una pallata addosso allo sconfitto…ora vi faccio vedere che segno gli ho lasciato a quest’amico sul fianco….”- e mostra una foto del suo cellulare con un segno bello rosso sul corpo del suo malcapitato avversario. Evidentemente battuto… –

Ubaldo: La Davis la vinciamo?

Sinner: “Speriamo. La squadra c’è. Se stiamo bene, io e Berretta, possiamo farcela…finora non siamo stati fortunati, dita incrociate”

Mi sembra pura cortesia, se non obbligo, a questo punto, ringraziare Lavazza – era presente anche Marco Lavazza, oltre a (nei diversi ruoli, ovviamente ben distinti,  che qui forse non è il caso di stare a specificare) Massimo Buonaiuto, Davide Asinelli, Andrea Mazza…mentre Giuseppe Lavazza non aveva voluto “tradire” sul centre court l’amico Rafa Nadal alle prese con Berankis – perché la possibilità di intervistare Jannik alla vigilia del suo match di terzo turno è stata certamente da tutti noi della stampa specializzata cosa assai gradita. Se Jannik vincesse con Isner e dovesse giocare con Alcaraz (oppure Otte) e Lavazza volesse organizzare un secondo round…noi certamente non ci opporremmo!

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Wimbledon, Nadal è imperfetto ma passa al terzo turno: Sonego sulla sua strada

Il campione spagnolo ha la meglio su Berankis pur lasciando un set per strada come accaduto con Cerundolo. In mezzo anche una sospensione per pioggia

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Rafael Nadal - Wimbledon 2022 (Instagram - @wimbledon)
Rafael Nadal - Wimbledon 2022 (Instagram - @wimbledon)

[2] R. Nadal b. R. Berankis 6-4 6-4 4-6 6-3

Continua la striscia di successi consecutivi negli Slam del 2022 di Rafa Nadal. Il maiorchino sale a quota 16 grazie al successo su Ricardas Berankis al secondo turno di Wimbledon. Nadal vince in quattro set, come accaduto al primo turno contro Francisco Cerundolo, confermando di avere in questo momento un po’ di ruggine di troppo. Comprensibile se si considera che non aveva giocato tornei sull’erba prima di questo appuntamento. Il torneo è ancora lungo, ma Rafa avrà sicuramente bisogno di alzare il suo livello di gioco. E il prossimo ostacolo sarà il nostro Lorenzo Sonego, che grazie alla vittoria su Hugo Gaston si è guadagnato con ogni probabilità un’altra passerella sul Centre Court dopo quella del 2021, quando sfidò Roger Federer.

IL MATCH – Fin dai primi game si capisce che c’è più equilibrio di quel che ci si sarebbe potuti aspettare: Berankis entra in campo con le idee chiare, i colpi di Nadal sono imprecisi e viaggiano poco. Infatti è il lituano il primo ad arrivare a palla break: succede nel quinto gioco, ma Rafa si salva e poi è lui a insidiare l’avversario nell’ottavo gioco. Ricardas con servizio e dritto sale 4-4. Ma non riesce ad evitare il peggio nel decimo gioco: qui Nadal alza il livello e piazza la zampata che serve, vincendo il primo set 6-4.

 

Nel secondo set, l’equilibrio si spezza presto a favore di Berankis. Il break a favore del lituano arriva al terzo gioco. Il baltico rischia di rovinare tutto subito dopo, ma si salva bene entrando con i piedi dentro il campo e comandando il gioco con un Nadal impreciso: così sale 3-1. Il controbreak comunque arriva due giochi dopo, quando Rafa risponde profondo approfittando di una seconda palla non troppo ostica del lituano. La partita torna sui binari dell’equilibrio, anche se il 14 volte campione del Roland Garros non appare nella sua miglior versione e a tratti è visibilmente infastidito per i tanti errori commessi (saranno 39 a fine partita, contro i 35 di Berankis). Tuttavia, si replica la dinamica vista nel primo set: nel decimo gioco Berankis non riesce a far fronte alla pressione messagli da Nadal, che piazza ancora una volta la zampata quando serve. Accade quando Rafa si guadagna il quarto set point sul servizio di Ricardas, prima con una strepitosa difesa e poi con un dritto vincente. Sulla palla set, con un rovescio incrociato profondissimo causa l’errore dell’avversario. Perché si sa che i campioni sanno vincere anche nelle giornate meno brillanti.

Qui però va lodata la tenacia del lituano che in campo dà tutto per evitare la sconfitta in tre set e si rianima ottenendo di nuovo il break per primo in apertura di terzo set. Un break che Berankis riesce a portare in fondo, arrivando anzi ad avere la palla del 4-1 pesante. Non la concretizza, ma fa comunque suo il terzo set con un bel moto d’orgoglio. Rafa decide che non è più il caso di scherzare e parte subito con la marcia giusta nel quarto set, strappando il servizio all’avversario (con una certa collaborazione da parte del 32enne di Vilnius) e volando sul 3-0. Nel quarto game, subito dopo un punto spettacolare vinto da Berankis, inizia a piovere e i giocatori vengono mandati negli spogliatoi per permettere la chiusura del tetto. Dopo i canonici tre quarti d’ora di sospensione, si torna in campo: Berankis è deciso a fare bella figura e ne escono anche scambi che strappano applausi, ma Nadal cancella i suoi dubbi, alza i giri del drittone, si aiuta col servizio e chiude il match con un game finale da tre aces (sono 13 in tutto).

LE PAROLE A CALDO – Così Nadal ha commentato la sua vittoria nell’intervista a caldo in campo: “Ogni partita è una sfida, tutti gli avversari sono difficili. Ogni giorno è un’opportunità per migliorare e la vittoria di oggi mi dà l’opportunità di farlo ancora. Il quarto set è stato di gran lunga il migliore, il servizio è salito di livello verso la fine mentre precedentemente ho fatto tanti errori. Per me è importante accettare che le cose non siano perfette, essere umile, accettare la sfida e pensare positivo sempre, anche quando le cose non vanno bene, credendo nel fatto che nello scambio dopo si possa fare meglio”.

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Wimbledon, Swiatek non convince ma fa un altro passo nella storia: 37 vittorie di fila come Hingis

La numero uno gioca molto male nei primi due set. Poi trova la forza per superare Pattinama Kerkhove

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Iga Swiatek – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @Wimbledon)

[1] I. Swiatek b. L. Pattinama Kerkhove 6-4 4-6 6-3

Nessuna meglio di lei dal 1990, quando Steffi Graf si fermò a 66. Iga Swiatek ha eguagliato il record di 37 vittorie consecutive di Martina Hingis, capace di arrivare a questa quota nel 1997. Eppure, la giornata odierna lascerà una sensazione agrodolce alla giocatrice polacca che ha giocato probabilmente la peggior partita dell’anno. Di sicuro è stata la peggiore delle 37 vinte da febbraio. Ha infatti impiegato tre set per venire a capo della numero 138 del mondo Pattinama Kerkhove, che in carriera ha vinto solo sette partite nel circuito maggiore ed è entrata in tabellone come lucky loser. In particolare nei primi due parziali, Swiatek ha colpito spesso fuori tempo il dritto: complici di questa situazione il vento e una superficie che Iga deve ancora assimilare. Già il prossimo match contro Cornet servirà per capire se si è trattato di una giornata no o se il suo gioco ha bisogno di alcune modifiche per rendere al meglio sull’erba.

IL MATCH – C’è una lucky loser numero 138 del mondo tra Iga Swiatek e la posa di un altro mattoncino nella torre che sta erigendo la polacca per raggiungere l’olimpo del tennis femminile. Il Court no. 1 ospita la numero 1 del ranking che affronta l’olandese Lesley Pattinama Kerkhove, reduce dalla seconda vittoria in carriera in uno Slam. Sarà la pressione derivante dalla striscia di imbattibilità o l’eccessiva tranquillità per un’avversaria sulla carta poco ostica, sarà per la superficie ancora poco conosciuta, in ogni caso Iga parte male. È fallosa con il dritto e soffre sulla diagonale di rovescio con l’olandese che mette in campo il piglio tipico di chi non ha nulla da perdere e ha già “vinto” il proprio torneo. Nel terzo gioco, allora, Swiatek subisce il primo break del torneo. La polacca si rende subito conto di dover essere più aggressiva e scaglia quindi un paio di risposte di rovescio che lasciano ferma Pattinama. Sulla seconda palla per il contro break, la minaccia di un nuovo vincente induce al doppio fallo la giocatrice olandese.

 

Iga, però, non riesce a sciogliersi e spesso non fa in tempo ad organizzare il colpo in uscita dal servizio, sorpresa dalla costante profondità dell’olandese: Kerkhove risponde infatti con i piedi sulla linea e sulle seconde dell’avversaria fa quasi sempre il punto. Arriva così un nuovo break, complice anche una scivolata della polacca (non a caso proprio dopo il servizio). Questa volta l’olandese conferma il break e Iga inizia a verbalizzare la sua frustrazione. Pattinama sta infatti giocando indubbiamente un buon match, ma questa non è la Swiatek che abbiamo conosciuto. Nell’ottavo gioco Iga torna per qualche minuto in sé facendo male con risposta e rovescio incrociato e rientra nel set. La spinta di Lesley si affievolisce, la sua prima scompare e allora alla polacca è sufficiente sbagliare meno per portare a casa il primo parziale sul 6-4.

Il copione in questi casi prevederebbe che la più forte prenda il largo e la sfavorita possa fare ben poco. Tuttavia, le difficoltà di Iga non vengono meno e pongono dubbi sulla sua capacità di adattarsi all’erba. La palla proveniente dai colpi piatti dell’olandese schizza e in più di un’occasione ciò non le fa trovare il tempo giusto per aggredire la palla come vorrebbe. Pattinama gioca anche un paio di bei rovesci stretti che la tengono nel match. Swiatek passa dalle imprecazioni ai sorrisi ironici dopo gli errori, ormai rassegnata all’idea di essere in giornata no e di dover giocare punto su punto per far sua questa partita.

L’olandese, allora, ci crede e nel settimo gioco torna ad avere palle break e grazie a un nastro orange si porta avanti sul 4-3 e servizio. Nonostante Pattinama non faccia mai – letteralmente – il punto con la seconda (e i doppi falli non manchino), la polacca torna a sbagliare anche palle per lei semplici. Commette anche errori dettati dalla mancanza di lucidità, come quando ha una palla break ma si ferma nel corso dello scambio per chiamare un challenge che la smentisce malamente (nel frattempo Lesley – probabilmente non accortasi di nulla – aveva anche sbagliato). Kerkhove si trova così a servire per andare al terzo e pur tremando un po’ chiude il parziale grazie anche ai dritti scentrati di Iga.

Il set decisivo si apre con due palle break consecutive per l’olandese. Il rovescio e il servizio di Iga, però, a sprazzi tornano a funzionare e così la polacca si salva. Ma la continuità di rendimento rimane per il momento un miraggio e Pattinama non ha bisogno di miracoli per tenere il match in equilibrio. Almeno fino a quando Swiatek dimentica di essere sull’erba ed effettua un passante di rovescio – mal valutato da Kerkhove che non gioca la volée – producendosi in una scivolata molto terraiola. Nello stesso game – il migliore della sua partita – Iga mette a segno anche altri due vincenti che ricordano le ragioni alla base della sua striscia di imbattibilità: è quindi break sul 3-1, che si trasforma presto in 4-1. Sebbene ancora lontana dalle sue potenzialità, la numero uno del mondo si è sbloccata e riesce a conservare il vantaggio senza troppi problemi. Dopo due ore e cinque minuti (solo in 6 delle precedenti 36 vittorie era dovuta ricorrere alla terza ora di gioco) può quindi tirare un grosso sospiro di sollievo: è 6-4 4-6 6-3.

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