Roland Garros: Shapovalov inciampa su Rune, facili Bublik e Gasquet

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Roland Garros: Shapovalov inciampa su Rune, facili Bublik e Gasquet

Cade la prima grossa testa di serie: Rune non lascia neanche un set al canadese Shapovalov. Il kazako Bublik senza problemi su Rinderknech

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Denis Shapovalov - Parigi 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)
 

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H.Rune b. [14] D. Shapovalov. 6-3 6-1 7-6(4) (Matteo Beltrami)

Importante vittoria per Holger Rune che conferma i progressi intravisti quest’anno con una vittoria ai danni della testa di serie n.14 Denis Shapovalov per 6-3 6-1 7-6(4). Una vittoria mai stata veramente in discussione tranne nell’unico set realmente giocato, il terzo. Rune infatti appare fin da subito ben centrato e con le idee chiare. Il break nel sesto gioco è quello che decide il primo set. Il canadese è molto falloso, specie al servizio; dal canto suo il danese quando mette la prima fa punto l’87% delle volte. Per trovare la scatola nera del primo set non bisogna andare più lontano dei sedici errori non forzati di Shapovalov.

 

Il secondo set non comincia nel migliore dei modi per il n.14 del ranking: break in apertura e partita di rincorsa anche ad inizio ripresa. Il set per il danese fila via, dopo 5 game il punteggio è 4-1 Rune. Shapovalov a tratti irriconoscibile: molto falloso ( i doppi falli sono arrivati a 5) con ben 29 errori non forzati, e molto nervoso dato il punteggio. Il secondo set dura appena 20′ e si chiude 6-1 per il danese.

Il terzo set è più combattuto dei precedenti: i primi sei game filano via più o meno lisci per chi sta al servizio; nel settimo gioco Rune ha due palle break che non sfrutta a dovere. Nel nono gioco il danese strappa la battuta a zero a Shapovalov; ma gli restituisce il favore nel game successivo quando il 19enne Rune arriva pure a match point. L’epilogo del set sarà scritto dal tie-break: a deciderlo è un unico minibreak conquistato da Rune sul 1-2 che ha meritato di vincere contro un opaco Shapovalov. È lui la prima testa di serie importante a cadere.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

ALTRI MATCH – Avanza senza problemi al secondo turno il kazako Alexander Bublik, famoso per il suo odio viscerale per il mattone tritato. Il numero 42 al mondo regola in tre set (6-2 6-4 6-4) il francese Arthur Rinderknech in due ore di gioco, seppellendolo a suon di ace, ben 16, con una prima di servizio che ha registrato in media valori ben sopra i 200 km/h. Bublik che ha anche limitato il numero di gratuiti (solo 11) affronterà al secondo turno la testa di serie numero 28 Miomir Kecmanovic con l’obiettivo di raggiungere per la prima volta in carriera il terzo turno nello slam parigino. Un 6-4 periodico permette al serbo Laslo Djere di superare il lituano Berankis e regalarsi il match di secondo turno con Daniil Medvedev (qui la cronaca del russo). Il serbo continua a dimostrare il suo amore per la terra rossa visto che i suoi due titoli sono arrivato sul rosso di Rio de Janeiro e del Sardegna Open. A fare la differenza il maggior cinismo sulle palle break, infatti Djere ha piazzato il break in ogni game in cui Berankis ha concesso l’occasione. Da seguito all’ottima prestazione in quel di Strasburgo Richard Gasquet. Il trentacinquenne francese n.70 si sbarazza senza problemi del sudafricano Harris, tennista tutt’altro che a suo agio sul rosso in questa stagione. I 44 errori gratuiti commessi da Harris sono l’emblema della prestazione sottotono del sudafricano che non ha potuto opporre resistenza alla classe di Gasquet. (Giuseppe Di Paola)

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Raffaella Reggi su Bollettieri: “Entrava nell’anima di ogni suo giocatore, sapeva sempre dire la parola giusta”

Ubaldo Scanagatta e Raffaella Reggi ricordano Nick Bollettieri. Reggi si è allenata con lui da quando aveva 15 anni. “L’ho sentito l’ultima volta poche settimane fa”

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Nick Bollettieri

Poche ore dopo la scomparsa di Nick Bollettieri, il Direttore di Ubitennis Ubaldo Scanagatta è stato interpellato da Radio Sportiva insieme con una delle sue allieve storiche, la faentina Raffaella Reggi, che è stata seguita dall’accademia del grande coach italo-americano a Bradenton in Florida da quando aveva 15 anni.

Stavo giocando lo US Open junior nel 1981 e sapevo che un mese dopo sarei andata in Florida ad allenarmi da lui nell’ambito di un contratto di sponsorizzazione che avevo firmato – ha ricordato Reggi – Arrivai in Florida un giorno più tardi perchè avevo perso la coincidenza a New York, e mi catapultarono subito in campo. Venti minuti dopo, con quelle sue quattro-cinque parole in italiano maccheronico che conosceva venne in campo e mi disse ‘Facciamo una scommessa io e te? Tra un anno tu sarai entrata nelle Top 50’. Sei mesi dopo ero già arrivata al n. 47, quindi ci aveva visto lungo“.

Qui sotto l’audio integrale della conversazione andata in onda su Radio Sportiva il 5 dicembre.

 

Le frasi celebri di Nick Bollettieri

Il ricordo dei campioni del tennis

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Luca Van Assche, il primo 2004 a vincere un torneo Challenger: ecco il dato che può renderlo ottimista

Il diciottenne francese di origini italo-belghe iscrive il suo nome in un elenco che lo vede in compagnia anche di Alcaraz e Sinner

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Luca Van Assche – Maia Open 2022 (foto via Twitter @ATPChallenger)

Era in agguato da un paio di mesi, Luca Van Assche. Una, due, tre prede gli erano state soffiate all’ultimo momento da Cecchinato, Barrere e Krutykh. Era ormai solo questione di tempo, ma il tempo stava per scadere. O, meglio, il calendario era arrivato all’ultimo foglio da strappare, quello con i nomi di Maspalomas, nella Canarie, e Maia, in Portogallo. È stata quest’ultima la destinazione scelta da Luca per l’ultimo torneo della stagione, il Maia Open, categoria Challenger 80. Così, dopo tre finali perse, il diciottenne francese ha messo le mani sul suo primo trofeo a questo livello. Ora francese, ma nato a Woluwe-Saint-Lambert, comune nei pressi di Bruxelles, da padre belga e madre italiana, per poi trasferirsi con la famiglia a Aix-en-Provence all’età di tre anni.

Da numero 501 del ranking, a inizio anno ha giocato il suo ultimo torneo ITF, vincendolo. Ha così continuato la sua rapida ascesa (un anno prima era fuori dai primi 1500) fino all’attuale n. 138, l’ultimo (ma certo non ultimo) best ranking conquistato. Vincitore del Roland Garros 2021, per l’ATP misura 178 cm, un’altezza che, se confermata e definitiva, non è molto promettente, per quanto i due top 20 più bassi vantino appena cinque centimetri più di lui – e parliamo di Alcaraz e Ruud, numero 1 e 3 del mondo.

Di sicuro, almeno per adesso, non possiede il colpo che lascia fermo l’avversario, né a destra, né con il rovescio bimane, né con il servizio. Riservandoci di capire meglio nel prossimo futuro le qualità su cui può puntare per continuare un’ascesa che si fa sempre più ripida, ci sono un paio di dati che paiono di buon auspicio e, forse, anche per questo Luca sembra essersi avventato con particolare urgenza sul trofeo portoghese. Innanzitutto, l’elenco dei vincitori francesi under 18 a livello Challenger vede Richard Gasquet, Gael Monfils, Fabrice Santoro e Sébastien Grosjean. Vabbè, anche Corentin Moutet.

 

Inoltre, ci svela un tweet di Luca Fiorino, c’era una casella vuota in corrispondenza della classe 2004 nella lista dei primi vincitori Challenger di ogni annata ed è stata occupata appunto da Van Assche. Non che la concorrenza fosse agguerritissima, con il solo connazionale Fils (quello che aveva battuto Fognini nelle quali di Bercy per poi perderci al primo turno) a frequentare abitualmente la categoria. In ogni caso, considerando i nomi che lo precedono – Auger-Aliassime, Sinner, Musetti e Alcaraz – il giovane francese ha un motivo in più per essere ottimista riguardo alla propria carriera da pro.

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Connors: “Sanzioni ITIA a Fish e Bryan da Medioevo: le scommesse fanno comodo al tennis”

L’ex campione statunitense dice la sua sul rapporto tra lo sport e il betting. Un punto di vista di chi confessa di essere stato uno scommettitore compulsivo

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Jimmy Connors, US Open 2017 - Raccolta fondi della Croce Rossa per le vittime dell'uragano Harvey (foto Art Seitz)

Jimmy Connors dice la sua sul rapporto tra tennis e scommesse e, come spesso accade quando parla, ciò che afferma non lascia indifferenti. Durante il suo podcast trasmesso dalla Apple e condotto insieme al figlio Brett, “Advantage Connors”, Jimmy ha parlato anche delle recenti sanzioni inflitte dalla ITIA a Mardy Fish e Bob Bryan, entrambi membri della nazionale americana, per aver promosso sui social una società di gioco d’azzardo. Per le regole ITIA, qualsiasi persona in attività nel tennis non può incoraggiare in alcun modo le scommesse. Ma Connors è di tutt’altro parere.

“Sanzioni così sono da Medioevo – ha detto Jimbo -. Le scommesse possono fare il bene del tennis ed è ora di capirlo, invogliando le persone a guardare le partite e tenersi aggiornati sui giocatori. Io sono un appassionato di tennis, ma l’idea di poter fare delle scommesse su baseball o basket mi rende interessato a quegli sport. Vogliamo dare alla gente un motivo in più per guardare il tennis? Inoltre, il tennis potrebbe avere dei benefici economici nello stringere rapporti con società di scommesse sportive”.

Come è ovvio, il tema è ampio e il mondo delle scommesse può anche avere degli influssi negativi, dal fenomeno del match fixing a quello delle ludopatie. Però Connors dice tutto questo rivelando di essere stato a sua volta uno scommettitore accanito. Secondo quanto riporta tennis365.com, infatti, Connors ha affermato di aver scommesso più volte su sé stesso persino quando giocava. Puntando sempre, ha precisato, su sé stesso vincitore. Grazie alla moglie, Jimbo ha poi superato il vizio del gioco ma tuttora si ritiene convinto che tennis e scommesse possano andare a braccetto.

 

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