ATP Montreal, Carreno Busta e la prima finale in un Masters 1000: "La chiave è sempre la testa"

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ATP Montreal, Carreno Busta e la prima finale in un Masters 1000: “La chiave è sempre la testa”

Il tennista più in forma della settimana si gode il risultato più importante della carriera a 31 anni: “E dire che quest’anno non stavo giocando bene”

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Pablo Carreno Busta - Montreal 2022 (foto Ubitennis)
 
 

La prima finale Masters 1000 della carriera a 31 anni: Pablo Carreno Busta è il ritratto della felicità quando si presenta in conferenza stampa dopo la vittoria su Daniel Evans in semifinale. Ci sono volute due ore e 58 minuti per garantirsi il tentativo di diventare il primo giocatore non testa di serie a vincere a Montreal dal 2002, quando ci riuscì Guillermo Canas. Al momento è almeno numero 16 ATP, ma salirebbe ancora in caso di vittoria, superando Matteo Berrettini per sistemarsi sulla poltrona n.14. Per riuscirci dovrà avere la meglio su Hubert Hurkacz nella finale della serata italiana di domenica, ma intanto si è confermato giocatore più in forma della settimana e col senno di poi ciò può essere di minima consolazione per Berrettini e Sinner, entrambi sconfitti dal valenciano. Ecco le parole di Carreno Busta in conferenza stampa dopo la vittoria in semifinale.

D: Pablo, sei nella tua prima finale Masters 1000. Stanotte è stata una grande battaglia. Dicci cosa ne pensi.

Carreno Busta: “Sì, è stata per me una importantissima vittoria, è la mia prima finale 1000 di sempre. All’inizio sentivo la pressione, ma penso di aver giocato bene, sono stato molto solido dal fondo e ho provato ad essere aggressivo. Detto ciò, quando ho servito per il primo set, probabilmente non ho giocato il mio miglior tennis. Ma ho sempre continuato a lottare. C’è stato un momento molto difficile quando ho perso il servizio nel secondo set. Ma non ho perso positività. Sapevo che avrei avuto un’altra possibilità. E alla fine ce l’ho fatta. E’ stato molto importante continuare sempre a lottare. So che Evans è un ottimo giocatore. Ha un ottimo slice di rovescio. Giocare contro di lui è scomodo. Sono felice perché per me e la mia fiducia in me stesso essere in finale è molto importante”,

 

D: Pensi che la cosa più importante oggi sia stata essere forte mentalmente?

Carreno Busta: “Sì, probabilmente il momento più duro della partita è stato quando ho sprecato un match point, poi all’inizio del terzo set ho iniziato ad avvertire la stanchezza. Ma mentalmente sono sempre rimasto positivo, sono sempre rimasto lì con la testa. E per questo ho avuto l’opportunità di fare il break. E’ stato molto importante continuare a giocare come ho fatto per tutta la settimana”.

D: Hai perso il servizio una volta nei quarti e due volte in semifinale e basta, in tutto il torneo. Il tuo servizio ti sta dando una bella mano. Pensi di aver fatto un miglioramento che può farti fare un salto di qualità?

Carreno Busta: “Sicuramente il servizio su questa superficie è molto importante. Probabilmente sto ottenendo più punti facili col servizio di quanti ne ottengo normalmente. Ma penso che sia importante allo stesso modo il colpo dopo il servizio. C’è bisogno di essere aggressivi e di dettare lo cambio quando si serve. Questa è stata la chiave dell’aver perso il servizio solo tre volte in tutto il torneo”.

D: Sarà la tua prima finale Masters 1000. Ci hai messo un bel po’ di tempo. Che cosa significa per te essere in finale in un torneo così?

Carreno Busta: “E’ molto importante, sarà uno dei match più importanti della mia carriera. Avevo già giocato due semifinali, quattro-cinque anni fa. Ma per la fiducia in me stesso è molto importante essere in finale. Probabilmente quest’anno non stavo giocando il mio miglior tennis, quindi è molto importante aver raggiunto questo risultato”.

D: Che pensi di Hurkacz?

Carreno Busta: “Ho già giocato alcune volte contro di lui. Sono sempre stati match duri. Ricordo che l’anno scorso ho giocato contro di lui in finale a Metz. Ho perso in due set, perdendo 7-6 il primo. Rispondere al suo servizio non è facile, specialmente in questa settimana. Dovrò giocare con grande attenzione, mettergli pressione quando serve. Ci sarà bisogno di giocare una delle mie migliori partite di sempre”.  

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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ATP San Diego: derby californiano in finale, Giron contro Nakashima

Marcos Giron supera Evans per centrare la sua prima finale ATP. Brandon Nakashima batte O’Connell e cercherà il primo acuto al terzo tentativo

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Marcos Giron - ATP Sofia 2021 (ph. Ivan Mrankov)

Il San Diego Open è stato per ben 35 anni un tradizionale ed immancabile appuntamento del circuito professionistico femminile: la prima edizione in assoluto si tenne nel 1971, e vide trionfare uno dei nomi più iconici della storia del tennis come Billie Jean King. Nel 2015 il torneo venne però rimosso dal calendario annuale della WTA, prima di fare ritorno ai piani alti della racchetta mondiale nella scorsa stagione tra gli eventi del Tour maschile. Il Barnes Tennis Center, infatti, ha ospitato nel 2021 l’ultima appendice della stagione sul cemento americano, a laurearsi campione fu quel Casper Ruud che proprio con la vittoria in terra californiana su Norrie mise in bacheca il suo primo alloro sul veloce. Un successo, che fu solo il prologo di quello che sarebbe accaduto dodici mesi più tardi; con la finale raggiunta al Masters 1000 di Miami e quella conquistata allo US Open che hanno lanciato il 23enne norvegese alla piazza n. 2 del ranking mondiale.

Gli organizzatori si augurano che la storia possa ripetersi, e che il ‘250’ di San Diego – California meridionale, si estende lungo la costa dell’Oceano Pacifico – rappresenti ancora una volta il trampolino di lancio verso mete e traguardi più prestigiosi. La speranza, in questo caso, è ancora più vigorosa perché non solo i due finalisti che si contenderanno il titolo sono statunitensi, ma addirittura entrambi californiani. Da un lato Marcos Giron, ventinovenne di Thousand Oaks – centro abitato della parte nord-ovest dell’area metropolitana di Los Angeles -, alla sua prima finale in assoluto nel circuito ATP; dall’altro un 21enne cresciuto proprio nel circolo in cui si svolge il torneo, poiché nativo della città di San Diego: Brandon Nakashima, alla sua quarta semifinale ATP ha ottenuto il pass per la terza finale nel circuito maggiore – lo scorso anno perse a Los Cabos e ad Atlanta da Norrie e Isner. Dunque un derby californiano, con un ragazzo di casa protagonista: finale migliore non poteva esserci per gli spettatori.

[3] M. Giron b. [1] D. Evans 6-3 7-5

 

Marcos, testa di serie numero tre del tabellone, è attualmente n. 58 del mondo ma è già sicuro – virtualmente – di salire alla posizione n. 52 indipendentemente dal risultato dell’atto conclusivo del torneo. In semifinale si è sbarazzato, mettendo a segno un discreto scalpo, del principale favorito alla vittoria finale Daniel Evans. Il britannico, quest’anno capace di spingersi sino al penultimo atto dell’Open del Canada, si è dovuto arrendere per 6-3 7-5 in quasi due ore di partita. Nel primo set decisivo il passaggio cruciale materializzatosi tra quinto e sesto game, dove il n. 9 degli Stati Uniti ha prima frantumato con coraggio tre palle break, risalendo indenne dall’insidia dei vantaggi, per poi operare l’allungo fondamentale ai fini del parziale, nel successivo gioco alla terza chance utile. Il break è stato conservato perfettamente da Giron fino alla fine, incamerando la frazione inaugurale dopo 57 minuti.

Il secondo set è stato invece nettamente più equilibrato, con i servizi a far la voce grossa: nessun break point avuto a disposizione da chi rispondeva sino all’undicesimo game, quando sul 5-5 lo statunitense ha piazzato l’accelerazione finale per andare a chiudere l’incontro dopo 1h47‘. Straordinaria prestazione alla battuta per il californiano, autore di 11 ace – doppia cifra – e di un ottimo 80% di conversione con la prima, senza dimenticare il comunque buon 66% di trasformazione con la seconda. La qualità e il livello del tennis espresso dal 29enne a stelle e strisce, si riescono a comprendere in tutta la loro eccezionalità grazie ad altre due statistiche: le freddezza nel cancellare al n. 25 ATP le sole tre palle break concesse, e il formidabile bilancio tra vincenti e non forzati che testimonia come il nordamericano abbia disputato un match di altissimo profilo spingendo, rischiando e prendendo in mano la partita, senza però commettere un numero importanti di errori. Il saldo infatti recita 40 winners e soltanto 13 gratuiti, dall’altra parte un più che dignitoso 25-9 per il tennista di Sua Maestà che tuttavia non basta contro il bottino da capogiro di Giron.

[5] B. Nakashima b. C. O’Connell 6-4 7-6(3)

Nella parte bassa del main-draw, a differenza del primo spicchio dove sono arrivati coloro che ci si aspettava all’inizio della settimana, si è venuto a creare un duello per certi versi sorprendente. In realtà la grande meraviglia deriva tutta dall’approdo a questo punto del torneo di Christopher O’Connell, tennista australiano n. 130 al mondo, che nei quarti ha eliminato la tds n. 2 Jenson Brooksby. Un successo decisamente significativo per il 28enne di Sydney dato che gli ha garantito la qualificazione per la sua prima semifinale nel Tour principale. La sua corsa però non è andata oltre, visto che Brandon si è imposto per 6-4 7-6(3) in oltre un’ora e cinquanta di gioco. Christopher pur uscendo di scena ha lottato mettendo in mostra tutte le armi a sua disposizione, e questo ha dato vita ad un incontro sicuramente superiore per il gioco ammirato da parte dei due protagonisti in campo, rispetto alla prima semifinale. Come Giron, anche Nakashima ha disputato una prestazione solidissima con il fondamentale d’inizio gioco: 7 ace, il 60% di prime in campo e l’83% di realizzazione. Anche lui ha salvato le due uniche chance di strappo offerte, infatti nel primo set l’unico momento da segnalare è stato l’avvio della partita. La quinta testa di serie ha breakkato subito portandosi sul 2-0. Tuttavia per confermare il vantaggio acquisito, il semifinalista delle Next Gen ATP Finals 2021 ha avuto bisogno della bellezza di 18 punti, riuscendo a consolidare il break solamente alla sesta possibilità e non prima di aver fronteggiato due palle per l’immediato ricambio di favore. Un game, dunque, che pareva il viaggio di Ulisse con una miriade di peripezie e che inevitabilmente ha segnato l’intero parziale: i servizi sono diventanti inaccessibili, non concedendo neanche le briciole, confezionando così il 6-4 in 50 minuti. Secondo set che ha seguito uno sviluppo similare, battute impenetrabili: l’unico che ha rischiato qualcosina in più è stato O’Connell, che ha salvato quattro break point nell’intero parziale due nel quinto gioco e altrettante nel nono -. Arrivati al tie-break, però, non ce ne stato più per nessuno: Nakashima è volato rapidamente sul 4-0, salvo distrarsi un attimo e far rientrare a contatto l’avversario, prima di dare l’ultima sgasata al match. L’ultima fuga verso la vittoria, che garantisce al giovane e solido americano di salire quantomeno – nel ranking virtuale – al n. 54 con una guadagno complessivo di ben 15 posizioni rispetto alla sua attuale classifica di n. 69.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI SAN DIEGO

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ATP Metz: Bublik si perde dopo un set, Sonego vince il primo titolo del suo 2022

Prestazione impeccabile di Lorenzo, a fronte di un solo set realmente giocato dal kazako. Prima vittoria del complicato anno per il torinese

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Lorenzo Sonego - ATP Metz 2022 (Twitter - @atptour)

L. Sonego b. [7] A. Bublik 7-6(3) 6-2

Ancora una volta il cemento indoor potrebbe rivelarsi un crocevia importante per le sorti di Lorenzo Sonego. La finale a Vienna nel 2020, seppur persa, lanciò quel 2021 da sogno per il torinese, la sua miglior stagione in carriera. Oggi, a Metz, le cose sono andate ancora meglio, dato che la vittoria su Alexander Bublik (andando sul 4-0 negli scontri diretti) ha reso Lorenzo il primo italiano nella storia a vincere il Moselle Open, torneo indoor con nomi di un certo rilievo che hanno preceduto il nostro nell’albo d’oro. Dopo un pessimo 2022, dove questa è stata la prima settimana in cui Sonego ha vinto quattro partite di fila, finalmente può sorridere, con il primo titolo che può riscattare, e addolcire, il finale di un’annata per larghi tratti da dimenticare. Da dimenticare certamente anche la prestazione di Bublik, che dopo un ottimo primo set, in cui non ha però saputo strappare il ritmo a Sonego, si è arenato nel secondo set, preda delle proprie lune, senza riuscire più a far nulla se non crollare e regalare un po’ di esibizione. Sesta finale su sette persa (con l’unico titolo vinto a Montpellier battendo Zverev) per il kazako, che da domani sarà n.41 al mondo. Terza affermazione su cinque invece per Sonego, senza perdere neanche un set tra l’altro, e 20 posizioni scalate nel ranking, dove raggiungerà il n.45 (a meno che Marcos Giron non vinca il San Diego Open: in tal caso sarà n. 46).

Il match – la partita prosegue sul binario dei turni di battuta, con entrambi che stanno servendo benissimo, ma nessuno riesce a compiere il salto di qualità in risposta. Vi si avvicina Bublik per primo, giocando un quinto game in spinta e riuscendo a prendere in mano lo scambio accelerando e variando, la cosa che Sonego non deve concedergli; quest’ultimo, da parte sua, è impeccabile nel risalire dallo 0-40 e vincere 5 punti di fila, con molta lucidità e ancora chiamando a sé l’amato servizio. Il kazako veleggia senza problemi nei propri game di battuta, anche per qualche difficoltà del torinese in risposta, che non sempre riesce a trovare il suo proverbiale dritto come vorrebbe. Nel decimo game arriva la prima palla break per Sonego, nonché set point: finalmente Lorenzo incide da fondo, allargando qualche piccola crepa di Bublik e andando ad un passo dal primo parziale, ma il n.7 del seeding oggi sembra con la luna giusta, e la annulla con lo schema palla corta e passante da mano ben educata. Nonostante le buone cose finora mostrate da entrambi, nel tie-break è il piemontese ad alzare nettamente il proprio livello, rispondendo molto meglio e lottando come sa in difesa, oltre ad essere molto più propositivo in attacco, senza soffrire neanche le imponenti buttate del kazako, e andando così a vincere 7 punti a 3 con il set point proprio in risposta, giocato con aggressività e coraggio.

Inizia invece subito con il botto il secondo parziale, con un Sonego in piena fiducia che arriva ovunque e ha un atteggiamento non solo offensivo, ma anche decisamente positivo, approfittando invece di un Bublik un po’ nervoso e non impeccabile come negli altri game di battuta, per andare a mettere a segno un immediato break nel terzo gioco. Sembra ormai aver decisamente staccato la spina il kazako (anche a causa di una piccola polemica nel game del break con il giudice di sedia), che gioca un quinto game tra luci e ombre fino alla palla break…dove invece di chiudere colpisce con il manico, permettendo un facile punto a Sonego per andare avanti di due break, sempre rimanendo concentrato e gestendo bene le proprie energie, arrivando ovunque in difesa. I game finali sono una compilation, a tratti forse anche malinconica, dei demoni di Bublik, che alterna insensati errori e scelte a dir poco rivedibili a colpi da lasciar senza fiato, che sono però solo il contesto di una vittoria strameritata per Lorenzo, che ha giocato una grande settimana. “Ho migliorato il mio tennis giorno dopo giorno“, dice a caldo il torinese, “ora sono molto emozionato. Provo grande emozione dopo un anno complicato, e voglio solo godermi il momento adesso“. Parole semplici, felici, di un ragazzo che dopo un anno complicatissimo, in cui è continuamente scivolato verso il basso per carenza di risultati, può finalmente tornare a sorridere, con il terzo titolo sulla terza superficie diversa (erba ad Antalya, terra battuta a Cagliari).

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Laver Cup: Djokovic frenato da un problema al braccio destro. Auger-Aliassime “eroe” di giornata porta in vantaggio il Team World

Adesso, dopo i due match ball sprecati dagli Europei, il destino è nelle mani di Frances Tiafoe. L’americano potrebbe regalare alla sua squadra uno storico primo trionfo, al cospetto del Dream Team. Tsitsipas, invece, per prolungare ulteriormente la sfida

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Novak Djokovic - Laver Cup 2022 Londra (foto Twitter @lavercup)

Resto Del Mondo – Europa 10-8

F. Auger – Aliassime (WOR) b. N. Djokovic (EUR) 6-3 7-6(3)

Era il 14 maggio 2022 e Novak Djokovic assieme a Felix Auger Aliassime, sulla terra rossa del Campo Centrale del Foro Italico, davano vita ad uno dei migliori match dell’anno per intensità e qualità del tennis espresso dai due protagonisti in campo. Il campione serbo s’impose per 7-5 7-6(1) guadagnandosi la semifinale, con la vittoria numero 999 della carriera, per poi alzare due giorni dopo il trofeo del Masters 1000 romano – l’unico grande trionfo, oltre a Wimbledon, messo in bacheca da Nole in questa stagione. Ebbene si ritrovavano nuovamente uno di fronte all’altro a distanza di poco più di quattro mesi, in un contesto però totalmente differente sia per la superficie di gioco che per l’evento nel quale si verificava.

 

Le premesse vedevano, ancora una volta, il n. 7 ATP nettamente favorito per ottenere il successo, è tutt’ora pregnante nei nostri occhi il ricordo della prestazione dominante ammirata contro il malcapitato Tiafoe. Inoltre a rendere ulteriormente più arduo il compito del giovane canadese, di origini togolesi, il ruolino di marcia eccezionale nelle competizioni a squadre del 21 volte campione Slam. Dalla sconfitta di quattro anni fa subita per mano di Kevin Anderson, in quella che era la sua prima partecipazione alla competizione, proprio in Laver Cup ha disputato 15 incontri in singolare compreso anche quelli dell’ATP Cup e della Coppa Davis vincendoli tutti e lasciando per strada solo tre set. Nonostante tutti questi numeri fantascientifici a favore del 35enne di Belgrado, tra cui anche l’unico scontro diretto, il n. 13 del mondo ha realizzato l’impresa imponendosi 6-3 7-6(3) in 1h35′.

C’è da dire che Nole, come ieri, era partito fortissimo incantando il pubblico della O2 Arena, prima però di spegnersi gradualmente a causa del nervosismo nel primo set – ma anche di un Felix cresciuto esponenzialmente al servizio, chiuderà con 13 ace scagliati e l’81% di trasformazione con la prima – e di un problema fisico accusato all’avanbraccio destro nella seconda frazione, probabilmente dovuto alla doppia fatica di ieri ma anche ai carichi agonistici molto impellenti dopo un paio di mesi di assenza dalle competizioni. Per il semifinalista dello US Open 2021 si tratta dell’undicesima vittoria contro un Top Ten, tra l’altro la seconda consecutiva dopo quella della scorsa settimana fatta registrare ai danni di Alcaraz in Davis, la quinta del 2022: aveva battuto anche Zverev in ATP Cup ad inizio anno, poi il Canada trionfò nella manifestazione e, uno dietro l’altro Rublev e Tsitsipas per conquistare il suo primo torneo nel Tour maggiore lo scorso febbraio a Rotterdam spezzando così la maledizione delle finali perse.

Dunque sprecati entrambi i match point per il Team Europe, con la giornata che era stata aperta dallo score – maturato ieri – di 8-4 per la squadra di Bjorn Borg. Tuttavia adesso la situazione si è totalmente ribaltata dopo il successo in rimonta dello stesso canadese in coppia con Sock contro Berrettini/ Murray, ed ora i ragazzi di John McEnroe pregustano il rimontone. Avanti 10-8 il Resto Del Mondo, in campo fra qualche minuto Tsitsipas-Tiafoe: Frances ha sulla racchetta la storica prima affermazione dei “rossi” da cinque edizioni a questa parte. Ma l’eroe in ogni caso sarebbe Felix da Montreal, che ha portato a casa due “pesantissime vittorie” da tre punti ciascuna, dando prima la speranza al suo team di potercela fare ed infine un’ulteriore conferma di credere realmente nella prima strabiliante affermazione del Team World.

IL MATCH – La sfida vede la presenza speciale di un ospite d’onore sulla panchina europea, si tratta dell’attore britannico Tom Hiddleston, divenuto celebre per aver interpretato il ruolo del Dio dell’inganno Loki nell’Universo Marvel, che chiacchiera amabilmente con Ruud mentre Djokovic e Auger-Aliassime sono impegnati nel palleggio di riscaldamento

Il campione serbo sembra non aver mai abbandonato la O2 Arena, probabilmente ha messo le tende e ha riposato direttamente sul campo da gioco, ripartendo da dove aveva finito ieri contro Tiafoe. Semplicemente, il primo game della partita è un manifesto della perfezione tennistica, un’enciclopedia di come si dovrebbe giocare a questo sport: Nole è dominante in ogni aspetto dello scambio, si diverte prima a spolverare l’incrocio delle righe con un rovescio lungolinea sensazionale che solo lui e pochi altri eletti nella storia di questo gioco possono permettersi di eseguire. Poi, non contento, il 35enne di Belgrado mostra un strettino di dritto da cineteca abbinato ad un successivo approccio in slice sempre dal lato destro, essenzialmente meraviglioso e letale. La grandezza di Nole, come anche degli altri due Big Three, è stata la costante capacità di evolvere il loro tennis aggiungendo in continuazione soluzioni innovative.

Il break in apertura di partita, è proprio la conseguenza dell’abilità costruita lungo la carriera nel saper variare e attingere sovente a stratagemmi diversi: i tagli in back sono mortiferi e regalano l’1-0 e servizio all’ex n.1 del mondo. Chiaramente, però, bisogna riconoscere come il lavoro sia stato notevolmente facilitato, se non posto sul piatto d’argento, dalla prima mancante di Auger-Aliassime – una su cinque punti giocati nel game -. Pian piano, tuttavia, il 22enne canadese riesce a scuotersi e ad entrare mentalmente dentro il match. Si porta per due turni di risposta consecutivi sul 30-30: mentre nel primo caso le sfilettate del dritto serbo non lasciano scampo comandando a più non posso; nella seconda circostanza dopo un miracolo in difesa con un’anticipazione motoria incredibile del 21 volte campione Slam, Felix sfrutta due disattenzioni del n. 7 ATP – tra cui un doppio fallo sul break point – per centrare il contro-break. Il rendimento della battuta del classe 2000 di origini togolesi, a questo punto, accresce sensibilmente la propria capacità di perforazione. Tanti punti diretti, anche due ace, e il parziale del nordamericano ribalta lo score (3-2). Il semifinalista dello US Open 2021 ha le idee molto chiare, si sposta frequentemente dal lato sinistro per giocare lo sventaglio ed evitare così d’incastrarsi con il suo bimane sulla diagonale “rovescia” dell’uomo di gomma. Finora 10/13 con la prima per il n. 13 del ranking, 3/7 con la seconda: dunque se si volesse sintetizzare in maniera brusca, FAA deve mettere in campo il proprio primo servizio altrimenti non c’è quasi mai partita.

Nel settimo game Djokovic esce dalla diagonale al momento giusto con il bimane in parallelo, il nativo di Montreal arriva in ritardo sulla palla ed è break point. Qui i nervi di Novak iniziano ad “affogare” nella rabbia, chiamata dubbia con il giudice di sedia che rettifica la decisione del giudice di linea. Il serbo non ci sta e caccia fuori un urlaccio”, ma il replay sbugiarda sia lui che l’arbitro. Il tennista in maglia blu non sembra essere riuscito a placare la sua ira, per l’occasione mancata, e così nonostante l’aiuto derivante dalle palle nuove gioca un pessimo turno di servizio: facendosi addirittura strappare la battuta a 0, con la complicità di uno scatenato Auger-Aliassime che si esalta attraverso un vincente pazzesco dopo l’altro – due di dritto ad inframmezzare uno di rovescio -. Il vincitore di sette Wimbledon si consegna definitivamente attraverso discese a rete insensate, Felix non si fa pregare e chiamando a raccolta il bolide-cannone che si ritrova, va avanti di un set: 6-3 in 38 minuti per Team World.

Il campione serbo è in rottura prolungata, si fa breakkare in apertura di seconda frazione. Troppo docili le sue seconde, eccessivamente comode da attaccare per l’avversario. Il n. 1 del Canada entra che è un piacere, specialmente con il dritto, in ribattuta; e se Nole commette anche errori gratuiti in uscita dal servizio la situazione si complica maledettamente per lui. Infatti, da par suo, il ragazzo in maglia rossa continua a sfornare ace a gogo e in una amen siamo 2-0. Nel frattempo Djokovic comincia a toccarsi vistosamente il braccio destro, cercando di sciogliere il polso destro. Ed ecco, che ci vengono in soccorso le immagini del riscaldamento di rifinitura in palestra, dove il campione di Roma 2022 ha svolto dei lavori specifici durante lo stretching proprio sull’arto superiore destro assieme al suo storico fisioterapista argentino Ulises Badio. Si intravede difatti, come Novak adesso faccia enorme fatica sia a spingere la battuta che il dritto. L’ex n. 1 del ranking in qualche modo riesce comunque a mantenersi in scia, pur non essendo al meglio, grazie soprattutto alla sua micidiale copertura del campo tentacolando. Felix è in totale controllo, tuttavia se c’è un aspetto sul quale può ancora compiere miglioramenti ingenti è la tenuta mentale: inspiegabilmente sente il momento, e con una sequela di regali confeziona il 3-3. Djokovic ringrazia, e sembra rigenerarsi oltre che assorbire nuova linfa vitale dalla parità conquistata.

Il dritto però non cammina, ha quasi un blocco psicologico nel lasciarlo andare: allora Felix gli monta sopra nuovamente, quasi come riuscisse ad esprimersi al meglio soltanto quando deve inseguire; il settimo game è un autentico viaggio agli Inferi e ritorno con il candese che prima sale 15-40, ma poi al momento di guadagnarsi il nuovo vantaggio manca il colpo del ko su esecuzioni molto banali. Nonostante venga ripristinato l’ordine on-serve, i turni di servizio del tennista balcanico continuano ad essere delle montagne russe: nell’ottavo gioco con la prima un pò ballerina per via del problema al polso – o all’avanbraccio – il serbo è costretto a fronteggiare un pericoloso 30-30, tuttavia il back canadese ricade largo. Al cambio campo, viene strappato un sorriso a Djokovic da parte di Berrettini, che lo invita a metterci un mix tra “cazzimma napoletana e serba“.

Nole in questo frangente di gara verticalizza maggiormente, per allievare la sofferenza nei propri turni alla battuta; dal canto suo Auger gestisce con autorità. Sarà quindi tie-break: scambio di mini-break per iniziare, poi è il n. 13 a piazzare il secondo allungo nel quarto punto con un rovescio tagliato che Novak non controlla. Questo strappo porta Felix sul 5-2, il quale tiene entrambi i suoi servizi per consolidare il vantaggio, da sottolineare il secondo dove il 22enne di Montreal gioca uno spettacolare rovescio sulla riga dopo una seconda. Djokovic non c’è più, rovescio sparato lungo. Al secondo match point, schema prediletto da Auger – servizio e dritto – e partita in cassaforte: 7-6(3) in 57 minuti.

LE PAROLE A CALDO DEL VICNITORE

AUGER-ALIASSIME: “Ci sono andato vicino qualche volta recentemente, nel battere questi grandi campione e finalmente ci sono riuscito. Sicuramente una vittoria molto importante per me e per la mia squadra. Oggi è stato molto importante giocare in doppio, dopo il match mi sono sentito sciolto. Ho colpito bene sia la risposta che il servizio, e questo sicuramente mi ha aiutato anche per il singolare dandomi tanta fiducia.”

Infine viene chiesto a Felix quale sarà la chiave del singolare tra Stefanos e Frances: “Non sarà sicuramente semplice, ma Tiafoe è uno dei giocatori più in forma del momento, ed io ho grande fiducia in tutto il team anche per quanto riguarda l’ultimo singolare“.

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