Coppa Davis, Gruppo A: forfait di Cilic. Cammino più agevole per l'Italia?

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Coppa Davis, Gruppo A: forfait di Cilic. Cammino più agevole per l’Italia?

Il nostro team è apparentemente il più completo, ma quanto peseranno le tossine di New York su Sinner e Berrettini? Cilic annuncia il suo forfait, Croazia meno pericolosa. Occhio all’Argentina con un quintetto molto coriaceo. La Svezia non può farci paura.

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Da martedì 13 settembre iniziano le sfide dei Gironi di Coppa Davis che qualificheranno le 8 nazionali per le finals di Malaga in programma dal 22 al 27 novembre. Le 16 squadre arrivate ai gironi sono suddivise in 4 gironi, ognuno con una sede differente, e le prime due di ogni girone arriveranno alla fase finale. Il raggruppamento che ci interessa da vicino è quello della Unipol Arena di Bologna dove la nostra nazionale affronterà Croazia, Argentina e Svezia. Vediamo come arrivano le 4 squadre all’appuntamento di Bologna

ITALIA

E’ senza dubbio la nostra nazionale più forte da 40 anni a questa parte. Due singolaristi di grandissimo livello, Matteo Berrettini e Jannik Sinner. Un terzo singolarista dal talento immenso, Lorenzo Musetti. Una coppia di doppio affiatata e vincitrice di uno slam, Fabio Fognini e Simone Bolelli.

 

Il compito di capitan Volandri sarà solo quello di capire quanto le energie fisiche (soprattutto per Berrettini) e mentali (soprattutto Sinner) spese a New York possano incidere sullo stato di forma dei nostri tennisti. Ma la presenza di Musetti dà comunque una valida alternativa al nostro capitano.

CROAZIA

Proprio dell’ultima ora il forfait di Marin Cilic che probabilmente non ha recuperato dalle fatiche dello US Open. L’assenza del numero 1 croato ci agevola sicuramente il compito, ma un Borna Coric in ripresa e la mina vagante Borna Gojo (ne sa qualcosa il nostro Sonego) rendono comunque la Croazia un avversario pericoloso. La presenza della coppia Mektic/Pavic infatti rende necessario non arrivare con i croati sull’1-1 perché nel doppio sarebbero sicuramente favoriti.

ARGENTINA

La tenacia dei tennisti argentini non ci fa dormire sonni tranquilli. Anche il quintetto sudamericano è ben assortito. Leader Diego Schwartzmann, l’emergente Francisco Cerundolo a supporto, e poi Sebastian Baez, altra sorpresa di questo 2022. Tanto per gradire Horacio Zeballos e Maximo Gonzalez come affiatata coppia di doppio. Potete star certi che i tennisti argentini venderanno cara la pelle. Certo, sono soprattutto terraioli, ma Cerundolo ha raggiunto la semifinale a Miami e Baez i quarti a Lione. In definitiva, anche sul veloce si fanno rispettare, da prendere assolutamente con le molle.

SVEZIA

Cenerentola del girone. Ci sono i fratelli Ymer, Mikael ed Elias, e poi 3 comprimari alquanto sconosciuti, Jonathan Mridha, Karl Friberg e Andre Goransson (due volte finalista nel circuito di doppio). Proprio non vediamo come gli svedesi possano dar fastidio alle altre nazionali

PRECEDENTI DELLA NOSTRA NAZIONALE

ITALIA-CROAZIA 1-3

Con i croati l’ultima sfida è stata giocata proprio l’anno scorso nelle Finals di Torino dove Borna Gojo batté Lorenzo Sonego e la vittoria del doppio Mektic/Pavic rese vano il successo di Jannik Sinner su Marin Cilic. L’unica vittoria azzurra arrivò proprio a Torino nel 2013 per 3-2

ITALIA-ARGENTINA 2-2

Fino a pochi anni fa vi era un solo precedente, quello del 1983 a Roma, vinto dall’Argentina, che decretò la fine delle carriere dei nostri Panatta e Bertolucci. Poi negli ultimi anni ben 3 sfide. Ha vinto sempre la nazionale in trasferta, due volte gli azzurri in Argentina, una volta i sudamericani in quel di Pesaro nel 2016

ITALIA-SVEZIA 11-9

Molte sfide si sono svolte tra queste due nazionali tra gli anni ’50 e ’60. Tre volte abbiamo affrontato gli svedesi ai tempi di Borg e li abbiamo sempre battuti (anche se Bjorn in due occasioni era assente). L’ultimo precedente è del 2010, vinto dalla Svezia in casa, ma ricordiamo che questa sfida è stata anche finale nel 1998 al Forum di Assago, vinta dagli svedesi complice la rottura del tendine della spalla di un indomito Andrea Gaudenzi. L’Italia non batte la Svezia dal 1990, quando a Cagliari ci fu il miracolo di Paolino Cané contro Mats Wilander nell’ultimo singolare.

PRECEDENTI TRA I SINGOLARISTI

Sinner-Coric 1-0

2022 Montecarlo, clay, R64, Sinner 63 26 63

Sinner-Schwartzman 1-0

2021 Anversa, hard, F, Sinner 62 62

Sinner-Cerundolo 0-1

2022 Miami, hard, QF, Cerundolo 41 rit

Sinner-M. Ymer 3-1

2019 Next Gen Finals, hard, RR, Sinner 40 42 41
2020 Montpellier, hard, R32, Ymer 63 64
2021 Roland Garros, clay, R32, Sinner 61 75 63
2022 Wimbledon, grass, R64, Sinner 64 63 57 62

Berrettini-Schwartzman 1-1

2019 Roma, clay, R16, Schwartzman 63 64
2019 Wimbledon, grass, R32, Berrettini 67(5) 76(2) 46 76(5) 63

Berrettini-E. Ymer 1-0

2018 Budapest, clay, qual, Berrettini 64 75

Musetti-Coric 0-1

2022 Cincinnati, hard, R64, Coric 76(2) 63

Musetti-Schwartzman 1-2

2021 Acapulco, hard, R32, Musetti 63 26 64
2022 Montecarlo, clay, R16, Schwartzman 26 64 63
2022 Barcellona, clay, R16, Schwartzman 64 75

Musetti-Cerundolo 2-0

2020 Pordenone (chall.), clay, R16, Musetti 63 60
2022 Amburgo, clay, SF, Musetti 63 76(3)

Musetti-Baez 1-1

2021 Next Gen Finals, hard, RR, Baez 41 41 34 43
2022 Barcellona, clay, R64, Musetti 75 75

Musetti-M. Ymer 1-0

2022 Rotterdam, hard, R32, Musetti 63 67(4) 63

PRONOSTICO

Ci sentiamo di concedere i favori del pronostico alla nostra nazionale. Ma servirà tanta attenzione e tanta lucidità, ogni minimo passo falso potrebbe costare caro.

La rinuncia di Cilic livella di più i valori tra Croazia e Argentina, certo che su un eventuale 1-1 il doppio sarebbe davvero spettacolare e sicuramente Mektic e Pavic sarebbero favoriti. Piccola preferenza per la Croazia per la seconda nazionale qualificata.

FORMAZIONI GIRONE A

ITALIA: Matteo Berrettini, Simone Bolelli, Fabio Fognini, Lorenzo Musetti, Jannik Sinner. Capitano: Filippo Volandri

CROAZIA: Borna Coric, Borna Gojo, Nikola Mektic, Mate Pavic. Capitano: Vedran Martic

ARGENTINA: Sebastian Baez, Francisco Cerundolo, Maximo Gonzalez, Diego Schwartzman, Horacio Zeballos. Capitano: Guillermo Coria

SVEZIA: Karl Friberg, Andre Goransson, Jonathan Mrdhia, Elias Ymer, Mikael Ymer. Capitano: Johan Hedsberg

CALENDARIO GIRONE A (Tutte le sfide inizieranno alle ore 15)

13 SETTEMBRE Argentina-Svezia

14 SETTEMBRE Italia-Croazia

15 SETTEMBRE Croazia-Svezia

16 SETTEMBRE Italia-Argentina

17 SETTEMBRE Croazia-Argentina

18 SETTEMBRE Italia-Svezia

Come detto le prime due nazionali classificate in ogni girone approderanno al tabellone dei quarti delle Finals di Malaga che si disputeranno dal 22 al 27 novembre. Già sorteggiato il tabellone con gli accoppiamenti e gli orari dei match.

FINALS MALAGA (22-27 NOVEMBRE 2022)

22 NOVEMBRE 2° gruppo C – Vincente gruppo D

23 NOVEMBRE 2° gruppo A – Vincente gruppo B

24 NOVEMBRE Vincente gruppo A – 2° gruppo D

24 NOVEMBRE Vincente gruppo C – 2° gruppo B

25 NOVEMBRE Vincente sfida 22 novembre – vincente sfida 23 novembre

26 NOVEMBRE Vincente 1° sfida 24 Novembre – vincente 2° sfida 24 novembre

27 NOVEMBRE FINALE

Tutte le sfide si giocheranno alle 16 eccezion fatta per il primo incontro in programma il 24 novembre che si disputerà alle 10

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Coppa Davis

Félix Auger-Aliassime: “Avrei preferito affrontare Berrettini al top della forma. Io e lui siamo amici”

“Nei prossimi anni l’Italia sarà tra le contendenti per la Coppa Davis. Sinner può vincere Slam in futuro” – così Auger-Aliassime alla Gazzetta dello Sport

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Felix Auger-Aliassime - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Felix Auger-Aliassime - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Domenica scorsa il Canada ha riscritto la storia del suo paese, conquistando la prima Coppa Davis della sua storia grazie a Denis Shapovalov e Félix Auger-Aliassime, che nel 2015 avevano portato a casa anche la Davis Cup junior. Mattatore assoluto della settimana a Malaga è proprio stato il numero 6 del mondo, che ha mostrato ancora una volta i suoi incredibili miglioramenti in un 2022 da favola e nei 4 match disputati non ha mai perso il servizio.

“Penso che mi sognerò per anni quell’ultimo colpo. Ho solo pensato ‘tira più forte che puoi‘, e quando ho capito che la palla di De Minaur sarebbe uscita è come se avessi perso i sensi: le gambe mi hanno abbandonato, sono crollato a terra e ricordo solo tutti che mi venivano addosso. Mi piace ricordare il successo nella Coppa Davis Junior, è come se io e Denis avessimo chiuso un cerchio. La speranza è che questa generazione possa andare ancora molto lontano”.

In un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, Auger-Aliassime è tornato sulla sfida all’Italia, esprimendo un po’ di rammarico sulle condizioni del suo amico Matteo Berrettini, che avrebbe voluto affrontare al top della forma. I due si sono già scontrati cinque volte nel circuito ATP, con quattro vittorie dell’azzurro (due sull’erba e due alla Laver Cup). L’unico successo del canadese è arrivato l’anno scorso a Cincinnati.

 

“Io e Matteo ci siamo incrociati prima di affrontarci in campo – prosegue FAA – peccato che lui non fosse ancora in piena forma, sarebbe stato una gran bella sfida se tutti fossimo stati al 100%. Sono certo però che il peggio per lui sia passato: in Australia sarà tra gli avversari da battere. Anche l’Italia, insieme a noi e agli Stati Uniti, nei prossimi anni sarà tra le contendenti alla Coppa Davis“.

Come detto in precedenza, Auger-Aliassime ha chiuso la stagione da numero 6 del ranking, in un 2022 che ha dato ampio spazio a risultati straordinari dei giovani. Oltre a lui, impossibile non menzionare il n°1 del mondo Carlos Alcaraz, vincitore di uno Slam e di due Masters1000, così come anche Holger Rune, che se non fosse stato per una manciata di punti persi per un Challenger giocato lo scorso anno avrebbe chiuso l’anno in top10.

“Ho già battuto Carlos, è un giocatore davvero forte. Ha enormi grandi potenzialità ed è impressionante pensare che a 19 anni sia già il numero 1 ATP abbia vinto uno Slam. C’è poi anche Holger, che ha fatto un exploit incredibile: sarà bello sfidarsi per i trofei più importanti. I miei obiettivi da qui in avanti sono chiari, ovvero vincere i Masters 1000 e gli Slam. Gli italiani? La forza e la potenza di Matteo Berrettini sono impressionanti, poi è una bella persona: siamo amici ed è una rivalità positiva. Sinner sta ancora crescendo, ma penso che sia uno dei candidati a vincere Slam nel futuro. Musetti è il più giovane, sta anche lui facendo molti progressi e il suo tennis è davvero spettacolare“.

Per il 22enne di Montréal, che rispetto ai due 19enni citati in precedenza si sente già un “veterano”, non è però stato sempre tutto facile. Prima di questa stagione, infatti, non aveva mai vinto nemmeno un titolo ATP, vedendosi sempre più spesso attribuita l’etichetta di eterno secondo. Delle otto finali disputate prima del 2022, infatti, non era mai riuscito ad imporsi. Certo non è facile accettare la sconfitta, ma il canadese non si è mai dato per vinto:

“Quando giochi una finale è sempre meglio vincere. Però bisogna anche vedere il lato positivo: arrivare a giocarsi il titolo è comunque già un buon risultato. In alcune occasioni non ho giocato abbastanza bene da meritare la vittoria, ma non mi sono mai abbattuto. Penso che la resilienza sia una delle mie qualità più grandi”.

C’è poi un aspetto molto importante di cui forse pochi sono a conoscenza, ovvero la grande generosità di Auger-Aliassime. Anche senza farne proclami, il giovane canadese è sempre impegnato in un importante progetto benefico legato al tennis:

Per ogni punto che faccio dono 10 dollari per progetti legati all’istruzione e alla sanità in Togo (il paese originario del padre, ndr). Questa stagione devo dire che è andata piuttosto bene, per me questo progetto è una spinta ulteriore per dare tutto quello che ho sul campo“.

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Coppa Davis

Félix Auger-Aliassime MVP della Coppa Davis: ora il canadese si candida per un 2023 da urlo

Quattro match vinti su quattro, nessun break subito e una solidità impressionante. L’eroe del Canada è il suo giocatore più giovane e competitivo

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Félix Auger-Aliassime - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Inscalfibile. È forse questo uno degli aggettivi che meglio si addice all’ultima, clamorosa settimana di Félix Auger-Aliassime in questo già di per sé fantastico 2022.

La stagione appena conclusa, per il 22enne di Montréal, è stata quella della definitiva consacrazione. A gennaio, insieme al compagno e amico Denis Shapovalov, è arrivato il primo grande successo nel circuito maggiore, con il trionfo nell’ormai accantonata ATP Cup. A febbraio poi, al ‘500’ di Rotterdam, il canadese ha finalmente conquistato il primo titolo in carriera, spezzando una maledizione di otto finali perse consecutivamente.

Davvero devastante è stato poi il suo post-US Open, periodo nel quale Auger-Aliassime a livello individuale – escludendo quindi la fase a gironi di Coppa Davis e la Laver Cup – ha raccolto 17 vittorie nei suoi ultimi 21 incontri, tra cui l’impressionante striscia di 16 affermazioni consecutive (e tre titoli di fila) tra il ‘250’ di Firenze e il Masters1000 di Parigi Bercy.

 

La parte di stagione disputata sul cemento indoor ha messo ancora di più in luce i suoi grandi miglioramenti, specialmente al servizio e da fondo. Le percentuali di resa con la prima rasentano la perfezione, mentre con dritto e rovescio ha mostrato una solidità invidiabile.

Nei tre match da lui giocati in singolare non ha mai dato la sensazione di poter perdere. Contro Otte, Musetti e De Minaur ha sempre vinto in due set, con la consapevolezza che, nelle prime due occasioni, un suo passo falso sarebbe equivalso all’eliminazione. La forza mentale è il passo in avanti più grande di Felix negli ultimi sei mesi, dopo alcune sconfitte inopinate dovute in gran parte alla difficoltà nel fronteggiare le pressioni.

Oggi, nonostante i soli 22 anni, in campo Auger-Aliassime sembra già un veterano, capace di alzare ancor di più il livello nei momenti importanti. Basti pensare che in quattro incontri – considerando anche il doppio contro l’Italia – il canadese non ha mai ceduto il servizio, annullando complessivamente 11 palle break. Tra l’altro, nei due tie-break disputati contro Otte e Berrettini/Fognini, non ha mai neanche concesso un mini-break.

Che poi Auger-Aliassime abbia uno dei servizi migliori di tutto il circuito già si sapeva e i dati al servizio dell’ultima settimana, in particolare alla resa con la prima palla, ne sono un’ulteriore conferma:

  • 15 ace e 89% (31/35) di punti vinti con la prima contro Otte
  • 12 ace e 91% (30/33) di punti vinti con la prima contro Musetti
  • 6 ace e 70% (23/33) di punti vinti con la prima contro De Minaur

33 ace in tre incontri – media perfetta di 11 a partita – e un invidiabile 84/101 di punti vinti con la prima di servizio. Con questo colpo, in sostanza, Auger-Aliassime ha concesso solamente 17 punti in tre match. Mediamente, quando ha messo la prima ha perso meno di sei punti.

Tutte le volte che è stato chiamato in causa non ha mai fatto trasparire segni di nervosismo. La tranquillità nella gestione dei momenti importanti, unita ad una giustificata e tutt’altro che ostentata consapevolezza dei propri mezzi, ha restituito al Canada un giocatore ultracompetitivo, su cui poter fare grande affidamento nei prossimi anni.

Chiuso l’anno da n°6 ATP, suo best ranking, chissà che ora il prossimo obiettivo non sia quello di raggiungere vette esplorate finora soltanto da Milos Raonic, quali una finale Slam e la top3. E a soli 22 anni, i margini per ottenere quei risultati – e superarli – ci sono tutti: Felix Auger-Aliassime si candida a un 2023 da grandissimo protagonista.

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Coppa Davis

Coppa Davis 2022: il trionfo del Canada e i tanti rimpianti della spedizione azzurra

Una squadra di giocatori giovanissimi e multietnica premia gli sforzi di Tennis Canada e alza l’insalatiera per la prima volta in 109 anni. Qualche rimpianto per i nostri ma capitan Volandri può sorridere e guardare positivamente al futuro

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Nella prima finale di Coppa Davis senza una nazione europea dal lontano 1990, trionfa il Canada guidato da Denis Shapovalov e Felix Auger-Aliassime. Dall’eliminazione nella fase a gironi, al ripescaggio fortuito a causa del conflitto bellico che ha escluso la squadra campione nel 2021, al trionfo. In questa nuova Coppa Davis, succede anche questo.

Il mancino, 23 anni e con un potenziale da Top 10, ha origini russo-ucraine ed è nato in terra d’Israele, a Tel-Aviv. La mamma Tessa è stata una tennista per l’Unione Sovietica.

Il vero trascinatore della spedizione canadese, infallibile in queste Finals spagnole è Felix Auger-Aliassime. In questo finale di stagione, ha saputo finalmente sbloccarsi e vincere 4 titoli consecutivi dopo le 9 finali perse tra il 2019 e il febbraio scorso. Alle Finals di Torino ha deluso le aspettative mancando la qualificazione alle semifinali ma al termine di una lunga stagione contro i giocatori più forti del circuito, si può anche sbagliare.

 

Non ha sbagliato invece nei tre singolari contro la Germania di Otte, l’Italia di Musetti e l’Australia di De Minaur, e sebbene non fosse troppo a suo agio nel doppio, il punto della vittoria nella semifinale contro l’Italia è anche merito suo. Anche lui, nato da padre togolese e madre franco-canadese.

Il capitano Frank Dancevic ha origini nella Serbia di Novak Djokovic; Vasek Pospisil, l’unico vero doppista della squadra, è ceco. Un trionfo multietnico e multiculturale che ben rappresenta la modernità e la lungimiranza di un paese come il Canada.

Succede anche che, la finale, l’atto conclusivo dell’evento a squadre più importante nel mondo della racchetta, si concluda dopo soli due singolari, terminati entrambi in due set. Enric Rojas, CEO di Kosmos Tennis, ha ribadito anche ieri al nostro direttore Ubaldo Scanagatta che “questo format funziona e deve rimanere questo” con buona pace degli amanti del tennis e dei nostalgici della vecchia Coppa Davis.

La spedizione azzurra, sconfitta al doppio decisivo dal team poi vincitore, ha certo più di un rimpianto. Sono pesate le assenze dei singolaristi più forti, Sinner e Berrettini, ma soprattutto l’infortunio di Simone Bolelli è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. In questi giorni, Filippo Volandri ha difeso i suoi giocatori e il suo progetto per questa squadra.

Tra gli appassionati, sono stati sollevati dubbi riguardo il reale infortunio di Simone e la discutibile decisione di Volandri di schierare un Berrettini a metà. Il capitano ha prontamente risposto confermando l’infortunio del compagno di Fognini: Nemmeno sotto tortura mi sarei privato di chi contro gli Usa era stato il migliore in campo nel doppio. Qualcuno ha parlato di una insistenza di Berrettini: follia pura. La verità è che Sonego non scendeva dal lettino per la stanchezza e Musetti era troppo giù per giocare. È stata una scelta obbligata. […] Non riduciamo tutto a una vittoria o a una sconfitta, serve più cultura sportiva”.

Su questo, capitan Volandri, ha ragione. L’Italia in Coppa Davis non raggiungeva una semifinale dal 2014; nel tie contro gli Stati Uniti, da sfavoriti, un Lorenzo Sonego eroico ha regalato il primo fondamentale punto, con i Chicchi a mettere il sigillo finale. In fondo, ci siamo arresi al doppio decisivo contro i futuri campioni con una squadra decimata dagli infortuni. Si può guardare al futuro con sereno ottimismo. Capitan Volandri è già al lavoro per il 2023. Salteremo la fase eliminatoria di febbraio per vederci direttamente alla fase a gironi di settembre, a Bologna (sede confermata) grazie alla wild card assegnata da Kosmos Tennis e ITF. Una notizia, da un lato positiva perché i nostri potranno riposare subito dopo la fine degli Australian Open – sperando che qualcuno possa arrivare nelle fasi finali del torneo-, dall’altro è un’occasione in meno di stare insieme e fare gruppo” secondo Volandri.

Non sono mancate nemmeno critiche rivolte a Jannik Sinner per non aver accompagnato la squadra in quel di Malaga, nonostante l’infortunio. Volandri difende a spada a tratta l’altoatesino: “Jannik si è messo a disposizione a febbraio nel preliminare nonostante stesse vivendo un periodo molto difficile. […] A Bologna si è unito subito dopo la dolorosa sconfitta con Alcaraz a New York”.

Paolo Bertolucci, uno che di match di Coppa Davis ne ha giocati parecchi e l’ha anche vinta, vede il bicchiere mezzo pieno e guarda con fiducia al prossimo futuro. “Abbiamo un ottimo gruppo. Abbiamo 4 singolaristi di livello e, accanto a Fognini, oltre a Bolelli, anche altre due opzioni di doppio con Berrettini e Sonego. Ce la giochiamo con tutti. Siamo fra le 4 più forti e l’anno prossimo con un pizzico di fortuna e meno infortuni possiamo rivincere la Coppa. Che non dobbiamo chiamare più Davis, però. Questa si vive in un giorno solo, tutta di un fiato, è un’altra cosa dall’altra, quella con 5 partite al meglio di 5 set”.

La Coppa Davis 2022 dell’Italia si conclude con un ottimo terzo posto e tanti spunti tecnici su cui lavorare. Con questo nuovo format, il 33% del punteggio di ogni sfida è affidato al doppio, un settore sul quale il nostro capitano e la Federazione devono investire se l’obiettivo è quello di alzare ancora una volta l’insalatiera.

Lascia un po’ perplessi l’idea di Volandri: “Nel futuro si potrebbe pensare anche a un duo Sinner-Berrettini quando c’è a disposizione anche la coppia piemontese Sonego-Vavassori, ma il capitano assicura che “stiamo lavorando anche sul ricambio, sul circuito prendiamo wild card anche in doppio per far fare esperienza ai più giovani. Questo percorso alla rincorsa della Davis è un progetto a lungo termine, abbiamo appena cominciato”. Con Sinner, Berrettini, Musetti e Sonego come singolaristi e le coppie Bolelli-Fognini e Vavassori-Sonego, il tennis italiano sorride. E nei prossimi anni speriamo di sorridere sollevando la Coppa Davis.

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