Miss Wightie, una vita all’attacco: la prima tennista che conquistò la rete

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Miss Wightie, una vita all’attacco: la prima tennista che conquistò la rete

Dall’assolata California fino a Boston, ecco la storia di Hazel Hotchkiss Wightman, gran signora, campionessa e innamorata del gioco fino alla fine. Senza non avremmo avuto Bilie Jean King e Martina Navratilova

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Hazel Hotchkiss Wightman
 

Quando è troppo è troppo.

Dopo che avrete letto quel che mi è capitato l’anno scorso mentre mi trovavo negli Stati Uniti credo concorderete con me che sia giunto il momento di affiancare al tennis qualche altra passione.

Partiamo dal principio.

 

C’è una località a circa sei miglia da Boston in cui fra fine estate e l’autunno dolci alture e fitti boschi stingono dal verde a mille tonalità di ruggine e giallo.

Si chiama Chestnut Hill, la collina dei castagni. Qui dal 1850 in poi grandi lotti di terreno vennero venduti tutti in una volta alle più facoltose famiglie del circondario ed esse provvidero a costruirvi grandi magioni di campagna. L’adozione degli stili più in voga al tempo come lo Shingle di pietra e ciottoli e il Neocoloniale con i suoi ampi portici donò all’insediamento un’armonia estetica e naturale che dura ancora oggi.

I lunghi viali alberati costeggiati da siepi rigogliose e prati lasciano intravvedere solo scorci di quelle storiche e imponenti abitazioni. In questi luoghi sospesi a metà fra i quadri di Thomas McKnight e la foresta di Sherwood prese sede nel 1922 il Longwood Cricket Club. Fondato 45 anni prima in contemporanea con l’edizione inaugurale di Wimbledon, negli Stati Uniti è uno dei templi del tennis. I suoi campi affiancati di verde prato videro i pionieri del gioco importato da Mary Outerbridge, la prima Davis nel 1900 e tre anni dopo i fratelli Doherty giocarne i singolari decisivi a pochi metri di distanza l’uno dall’altro contro Larned e Wrenn. Fra le sue mura si respira storia, chiudendo gli occhi si può ancora avvertire il sommesso fruscio di flanelle e l’aroma di tè e tabacco, mentre attutito giunge il suono di una pallina che colpisce corde rigorosamente in budello.

Wham, Bang,

I colpi che sento però non provengono dall’avito luogo.

Esco in Hammond Street e lasciandomi alle spalle le persiane verdi dell’elegante club house color avorio ecco che questi si fanno più forti.

Wham, Bang,

Wham, Bang,

Dopo qualche centinaio di metri, a un paio di profondi lob di distanza, attraversato un ponte di vecchio metallo rivettato e ingentilito da siepi, si incrocia Suffolk Road.

Ora il ritmo è martellante e regolare, come quello di un grande cuore che batte.

Wham, Bang,

Wham, Bang,

Wham, Bang.

Il rumore proviene da un enorme garage doppio di solide mura, con il tetto appuntito decorato da tegole di pietra marrone, che sta accanto a una grande villa gialla.

Mi azzardo ad entrare.

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Australian Open

Australian Open, preview semifinali maschili: sembra tutto pronto per Tsitsipas-Djokovic, ma le fiamme di Khachanov e Paul bruciano ancora

La finale che tutti desiderano è ormai sempre più vicina, ma un russo e un americano non saranno così d’accordo

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Novak Djokovic - Australian Open 2023 (foto Twitter @AustralianOpen)

Dopo aver assistito a due semifinali femminili di buon livello, ma magre in termini di emozioni, ci si avvia verso un venerdì con gli ultimi 4 tra gli uomini…ancora meno entusiasmante. Sulla carta, il vento sembra tutto a favore di una finale Tsitsipas-Djokovic, messa in conto da molti ad inizio torneo, da tutti arrivati a venerdì scorso. Ma gli sconvolgimenti, nel tennis, sono sempre all’ordine del giorno, e i due sfidanti dei giganti (chi più, chi meno) si giocheranno tutte le loro carte in partite che possono valere una buona fetta di carriera.

[18] Karen Khachanov – [3] Stefanos Tsitsipas

Se c’è qualcuno che sembra essere in forma come raramente ha mai mostrato prima, che apparentemente abbia infine compiuto il suo destino, senza dubbio è Karen Khachanov. Il russo, che esplose come primo ad altissimi livelli tra i connazionali, vincendo Bercy 2018, era stato poi messo in ombra dalle incredibili ascese di Medvedev e Rublev. Oggi il n.18 del seeding è alla seconda semifinale Slam di fila, e appare pronto a dare filo da torcere anche a Tsitsipas. Il greco ha giocato un torneo finora sontuoso, condito da prestazioni strabilianti al servizio e una sicurezza sulla palla da far paura, con le accelerazioni di dritto, accoppiate a una battuta curata al minimo dettaglio e battezzata con la massima potenza, hanno tenuto a distanza gli avversari. Il solo Sinner ha impensierito davvero Stefanos, che giocherà la quarta semifinale in Australia negli ultimi 5 anni (terza di fila), partendo però per la prima volta da favorito, dopo aver perso contro Nadal nel 2019 e negli ultimi due anni con Medvedev.

 

Karen ha giocato un torneo altrettanto di livello, vincendo una gran partita con Tiafoe in 4 (tie-break decisivo folle) e approfittando del triste ritiro di Korda nei quarti, ma senza alcun dubbio merita di trovarsi a giocare per un posto in finale. Può dare problemi effettivi al greco? La risposta è un sì convinto, ma non fortissimo: il gioco di Khachanov è duro, fatto di intensità e accelerazioni, terreno sul quale senza dubbio troverà degne risposte dal n.3 del mondo. Tsitsipas se servirà come fatto finora, e riuscirà a non dare fissi riferimenti da fondo campo al russo, cercandone di stanare gli errori per vincere la partita prima di tutto psicologicamente, non dovrebbe avere problemi. Sottolineiamo che anche da questo punto di vista Karen ha mostrato però progressi in questo torneo, e sembra essere arrivata qualche certezza in più anche in termini di aggressività e di tattica durante il match, dunque attenzione a darlo già per spacciato in ogni caso (per quanto i precedenti siano 5-1 per il greco, seppur mai in uno Slam). Anche le quote, infatti, sono nette, ma non eccessivamente: 1,40 su Bet365, Eurobet e Goldbet la vittoria della tds n.3, con i tre siti che ancora concordano nel dare a 3 l’upset (difficile, non impossibile) del moscovita.

[4] Novak Djokovic – Tommy Paul

Quella di Khachanov potrebbe essere un’impresa, e ipotizzarla non appare chissà che utopia…ma a Tommy Paul serve un vero e proprio miracolo. L’americano è la sorpresa n.1 del tabellone maschile, giunge ai quarti da non testa di serie e con un ruolino di marcia in cui ha battuto avversari forse non sempre di primissima fascia, ma giocando sempre serenamente e con la giusta grinta per portare a casa i match (oltre a gestire bene la tensione, come contro Shelton ai quarti). Ma tutte le buone cose dell’americano, primo dal 2009 ancora in gara a questo punto in Australia, impallidiscono di fronte a ciò che ha finora mostrato Novak Djokovic. Il serbo è in condizioni a dir poco straripanti, i fastidi alla gamba sembrano ormai un lontano ricordo, e il gioco espresso è difficile anche da commentare, pensare da reggere per i malcapitati avversari (il nativo del New Jersey lo proverà per la prima volta in carriera sulla propria pelle).

Paul gioca un tennis frizzante, veloce, senza eccedere nello scambio lungo né cercare troppo di chiudere in fretta, oltre a un notevole gioco di piedi che potrebbe rivelarsi decisivo…per vincere un set. Già, triste a dirsi considerando che si parla di una semifinale Slam, ma probabilmente il massimo a cui può ambire Tommy (che da lunedì sarà anche n.19 al mondo, best ranking) è quello di strappare un parziale al serbo e cercare quantomeno una dignitosa figura. Anche se, considerando le condizioni di Nole, servirà anche una sua bella mano, se non in termini di errori quantomeno di un calo di intensità negli scambi e di efficienza al servizio, che possano permettere a Paul di prendere ogni tanto in mano lo scambio. Insomma un brutto Djokovic e un Paul perfetto potrebbero portare a partita pari, per quanto in ogni caso non mancherà lo spettacolo, tra colpi da showman ed entusiasmanti lotte da fondo e a rete. Ma soprattutto, nel tennis l’impossibile, proprio quando meno ce lo si aspetta può diventare possibile, e anche una semifinale senza nulla da dire può diventare una grande storia. I bookmakers non sembrano essere però molto d’accordo: l’affermazione di Nole (e il fatto che giochi la decima semifinale solo qui a Melbourne, con un bilancio di 9 vittorie, sempre tramutatesi in titoli, non aiuta) è a 1,05 su Bet e Goldbet, a 1,04 su Eurobet, che paga invece 11 volte la posta il sogno americano, contro le 10 degli altri due operatori.

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Australian Open

Australian Open, programma 27 gennaio: le semifinali maschili. Tsitsipas e Khachanov nella notte italiana, Djokovic-Paul alle 9.30

La Rod Laver Arena apre le porte alle 12 australiane per il doppio misto, a seguire le semifinali maschili non prima delle 4:30 italiane con Kachanov e Tsitsipas; Djokovic e Paul chiudono il programma

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Novak Djokovic - Australian Open 2023 (Twitter @AustralianOpen)
Novak Djokovic - Australian Open 2023 (Twitter @AustralianOpen)

Venerdì 27 gennaio si prepara ad essere il giorno del verdetto che molti hanno già scritto. Tsitsipas-Djokovic continua ad essere la finale più quotata, ma questo Australian Open è stato pieno di sorprese ed è ancora tutto da vedere, sul campo. La Rod Laver Arena spalanca le porte alle 12 australiane per iniziare con il doppio misto previsto tra la coppia Sania Mirza e Rohan Bopanna contro Luisa Stefani e Rafael Matos.

Non prima delle 4:30 italiane apriranno le danze delle semifinali maschili Stefanos Tsitsipas e Karen Khachanov. Il greco numero 4 del mondo non arriva particolarmente stanco dal momento che solo Sinner è riuscito a fargli sudare la corsa per questa semifinale, conquistando il terzo e il quarto set di un combattuto ottavo di finale, e costringendolo a lottare fino al quinto set per 4 ore di gioco. Per il resto, Tsitsipas, non ha concesso a nessun altro di allungare il match più del dovuto ed è sempre riuscito a vincere in tre set. Idee molto chiare, continuità del suo gioco e lucidità nei momenti chiave sono state le tre armi che hanno condotto il greco in questo sfida contro un altrettanto preparato Karen Kachanov. Il russo, che ha concesso qualcosa in più rispetto a Tsitsipas in questa corsa degli Australian Open, arriva però in semifinale reduce dagli ottavi vinti senza storia in tre set contro un pessimo Nishioka, e dal quarto di finale vinto anche grazie al ritiro di Korda nel terzo set per l’infortunio al polso. Ci si aspetta quindi di vedere due semifinalisti pronti a giocarsi un match intenso per conquistare la finale degli Australian Open 2023.

A seguire scenderanno in campo il favorito del torneo, Novak Djokovic, contro la rivelazione del torneo, Tommy Paul. È vero, il serbo fino ad ora sta facendo paura e avendo smaltito il fastidio alla gamba, sembra essere nella sua forma migliore. Però, bisogna dare attenzione anche a Tommy Paul, l’americano numero 35 del mondo, perché questo Australian Open fino ad ora è stato anche il suo. Dopo aver battuto la testa di serie numero 30 del torneo, Davidovich Fokina in cinque set, ha sconfitto il numero 39 del mondo in tre veloci set, per poi battere agli ottavi di finale la testa di serie numero 24, Roberto Bautista-Agut.

 

I pronostici parlano chiaro, ma lasciamo che sia il tennis a parlare, e magari domenica ci ritroveremo ad accendere la televisione per assistere ad una finale russo-americana.

Nel mentre, la Margaret Court Arena aprirà le porte alle 12 australiane alle semifinali dei doppi femminili che inizieranno con la coppia Barbora Krejcikova e Katerina Siniakova contro Marta Kostyuk e Elena-Gabriela Ruse. A seguire ci sarà la coppia americana Coco Gauff e Jessic Pegula contro Shuko Aoyama e Ena Shibahara. A chiudere il programma seguirà il doppio maschile degli Australian Open legends tra i fratelli Bryan, Bob e Mike, contro Marcos Baghdatis e Radek Stepanek.

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Australian Open

Australian Open, Scanagatta: “Quello schiacciasassi di un Djokovic… 6 game a de Minaur e 7 a Rublev, solo Tsitsipas può fermarlo? O neppure lui?” [VIDEO]

Il commento del direttore di Ubitennis dopo il completamento dei quarti di finale del tabellone maschile e di quello femminile all’Australian Open 2023. In collaborazione con Intesa Sanpaolo

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Novak Djokovic supera Andrey Rublev lasciandogli solo sette game, dopo aver schiantato in modo simile Alex De Minaur, e giocherà la semifinale contro Tommy Paul. L’americano, alla sua prima semifinale Slam, non sembra in grado di poterlo ostacolare. Dall’altra parte Stefanos Tsitsipas proverà a centrare la sua seconda finale Slam: di mezzo c’è Karen Khachanov.

Si può ritenere Tsitsipas un avversario in grado di fermare un Djokovic parso pienamente ristabilito dal problema alla gamba e in piena corsa per il suo decimo Australian Open?

Di questo e delle semifinali femminili (Rybakina-Azarenka e Linette-Sabalenka) parla Ubaldo Scanagatta nel suo commento al Day 10 dell’Australian Open 2023.

 

Il resto del video, che qui potete vedere in anteprima, è disponibile sul sito di Intesa Sanpaolo, partner di Ubitennis.

Clicca QUI per vedere il video completo!

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