Berrettini, l'atleta sta bene ma l'uomo è fragile (Ercoli). Ace e salvataggi, la partita folle della Giorgi (Giammò). «Alcaraz mi sembra Tyson» (Azzolini). Aryna e il tennis in guerra (Piccardi)

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Berrettini, l’atleta sta bene ma l’uomo è fragile (Ercoli). Ace e salvataggi, la partita folle della Giorgi (Giammò). «Alcaraz mi sembra Tyson» (Azzolini). Aryna e il tennis in guerra (Piccardi)

La rassegna stampa di giovedì 23 marzo

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Berrettini, l’atleta sta bene ma l’uomo è fragile (Lorenzo Ercoli, Corriere dello Sport)

“Dopo pioggia viene sole”. Con l’inizio del Miami Open la speranza è che uno degli aforismi più celebri di Vujadin Boskov possa essere di buon auspicio per Matteo Berrettini. Mago dello “start and stop”, il campione azzurro per la prima volta in tempi recenti non è riuscito a reagire nell’immediato, destando così preoccupazione tra tifosi e appassionati […] Beniamino del pubblico e ormai personaggio di fama nazionale, Matteo, più che dalle legittime critiche del campo, è rimasto scottato dalle polemiche per le fantomatiche distrazioni di una vita privata che nella realtà dei fatti non sfocia in eccessi […] Al momento dello sbarco in Florida Berrettini sulla carta è perfettamente integro e questo sposta la discussione su ciò che lo sta portando a rendere molto lontano dai suoi standard, come lui stesso si è rimproverato nel corso del match contro Shevchenko, parlando tra sé e sé come tutti noi abbiamo fatto almeno una volta nella vita. Il fattore mentale in questa situazione assume dunque un peso importante, come ci spiega la dottoressa Barbara Rossi, psicologa della Wm Volley Monza e referente nazionale di psicopedagogia del settore tecnico della FIGC: «Per quella che è la carriera di Berrettini, anche a livello di infortuni, credo sia normale poter incappare in un momento dove le performance non sono all’altezza delle proprie possibilità. Questo non significa che non possa essere in grado di ritrovarsi, anzi i momenti di crisi servono a evolversi […] I tennisti sono esposti a tante pressioni, le aspettative dei tifosi sono alte e in alcuni casi è troppo facile fare associazioni legate alla vita privata di ragazzi, che restano degli esseri umani come tutti. In più va aggiunto che il tennis dal punto di vista mentale è uno degli sport più impegnativi […] Facciamo l’errore di pensare che la testa sia staccata dal corpo, ma la correlazione è stretta, specialmente perché la prestazione atletica è influenzata dalla mente, così come lo sono anche i periodi post infortunio». Queste parole vengono confermate dall’esperienza diretta dell’ex 70 ATP Thomas Fabbiano […] Il trentatreenne di Grottaglie, protagonista nel 2019 dei successi contro Tsitsipas e Thiem a Wimbledon e US Open, ha vissuto l’esperienza completa della vita da tennista tra luci ed ombre: «Nella mia carriera ho passato tanti momenti particolari. Mi è capitato diverse volte di avere periodi di tre mesi dove soffrivo e faticavo a tirare in campo. In quei momenti ero consapevole di poter fare fatica a vincere contro chiunque e mi dovevo armare di tanta pazienza, perché poi anche solo un match vinto poteva avviare il processo inverso […] Questo discorso vale per tutti i professionisti, nel mio caso era amplificato perché la differenza tra i miei alti e i miei bassi era davvero abissale. I primi 20 del mondo invece anche quando giocano male difficilmente hanno un crollo totale. Nello specifico Berrettini ha una testa da top 10, quindi se c’è uno che può superare questo periodo, quello è sicuramente lui».

Ace e salvataggi, la partita folle e infinita della Giorgi (Ronald Giammò, Corriere dello Sport)

 

 La partita sin qui più lunga e folle della stagione sul circuito Wta l’ha vinta Camila Giorgi che dopo oltre tre ore e mezza (3’37”) è riuscita a battere l’estone Kaia Kanepi col punteggio di 7-6(4), (4)6-7, 7-6(4) accedendo così al secondo turno del torneo di Miami. Per l’azzurra non si tratta comunque del match più lungo disputato in carriera: il record risale al 2021 quando a Roma si sfiorarono le quattro ore (3’51”) prima di vederla cedere alla spagnola Sorribes Tormo. Il match, va detto, avrebbe potuto concludersi con largo anticipo. Giorgi infatti nel set decisivo si era portata in vantaggio 5-0 […] Undici ace, quattordici doppi falli, sei palle break salvate sulle dieci concesse complessivamente alla Kanepi raccontano di una partita deragliata dai binari della logica e dei pronostici fin dalle prime battute. Sciupato un set point nel primo set, Giorgi è stata raggiunta e costretta al tie-break, mentre nel secondo parziale è stata lei a dover annullare un set point alla sua rivale, brava a pareggiare poi i conti nel tie-break successivo nel corso del quale l’italiana ha anche ricevuto un’ammonizione da parte del giudice di sedia per aver scagliato la sua racchetta verso la rete al termine di uno scambio […] Al secondo turno ora Giorgi affronterà la bielorussa n.16 del mondo Viktoria Azarenka contro cui è in vantaggio 2-1 negli scontri diretti. A proposito di match più lunghi, quello giocato dell’azzurra resta ben distante dal record stabilito nel 1984 a Richmond in Virginia da Vicki Nelson e Jean Harper vinto dalla prima in due set (6-4, 7-6) durati complessivamente sei ore e trentuno minuti. Nel corso del match, di cui non esistono filmati, si giocò anche il punto più lungo nella storia del tennis professionistico: un ping-pong di ben 643 colpi durato ventinove minuti […] E’ invece di un’altra italiana, Francesca Schiavone, il record del match femminile più lungo relativo a un Grand Slam. In Australia nel 2011 la Leonessa impiegò 4’44” per battere Svetlana Kuznetsova 6-4, 1-6, 16-14 e staccare il pass per i quarti di finale.

«Alcaraz sembra Tyson » (Daniele Azzolini, Tuttosport)

Ultime ore dedicate all’aspersione d’incenso su Carlos Alcaraz […] Scampoli in presa quasi diretta di ciò che si dice nel Tour a proposito del rientrante numero uno, che molto ha impressionato nella prima quindicina del Double Sunshine. Inconsueto, ma non inaspettato dato il tipo, il commento di Gilles Cervara, coach di Medvedev […] «Pensavo di vedere una finale con molti buoni diritti e rovesci, ma Alcaraz ha trasformato i diritti in diretti, e ha mandato kappaò il mio buon Daniil. Ho visto Medvedev tentare invano di rincorrere palline lontane dieci metri da lui, scagliate a una velocità pazzesca, e al momento, l’unica considerazione che io possa fare, è che raramente Daniil mi è sembrato cosa in difficoltà. Tocca correre ai ripari. La domanda, da oggi, è la seguente: c’è un modo per disinnescare Alcaraz?». Prova a rispondere Daniela Hantuchova, ieri tennista oggi opinionista, ieri atleta filiforme oggi uno schianto di donna: «Alcaraz è il primo sicuro discendente dei Fedal, non ce ne sono altri come lui. Ha l’aggressività di Federer e sa prendere la rete come pochi, ma si difende allo stesso modo di Nadal». Cervara accetta il contraddittorio, ma ha un’idea fissa… «Sì, tutto è possibile. Mezzo Federer mezzo Nadal… Può darsi. A me ha ricordato più di tutti Tyson». Entrano in gioco anche Djokovic e Tsitsipas. Nole in un’intervista alla Cnn santifica il n. 1 in classifica dello spagnolo. «Lo merita, poco da dire». Il torneo di Miami concederà ad Alcaraz altre due settimane di primato […] Ma l’unica strada possibile, per rimanere lassù, è quella di vincere anche il secondo Masters della serie. Altrimenti Djokovic riprenderà il proprio posto. Mal che vada, Alcaraz raggiungerà le 22 settimane da numero uno, superando Mats Wilander e insediandosi al numero 16 dei ventotto iscritti al Club […] Tsitsipas invece c’è di che ringraziarlo, per aver schiuso le porte del tennis a una nuova etica filosofica di nascita africana e molto cara a Mandela, l’Ubuntu. Come tutti i proseliti, anche Tsitsi sostiene il concetto cardine della filosofia, che si raggruma in tre nitide quanto comprensibilissime parole, “Umuntu ngumuntu ngabantu” che nel linguaggio bantu stanno per `io sono perché noi siamo”. Tradotto in termini tennistici, «crescete liberamente, farete crescere anche me», in pratica il messaggio che il greco filosofo rivolge ad Alcaraz e Sinner. «Mi fa piacere osservare come, di sfida in sfida, i due si stiano rafforzando. La cosa mi avvantaggia, perché mi offre una visione più chiara di come dovrò affrontare il tennis nel prossimo futuro» […] Il match d’avvio più interessante riguarda Lorenzo Sonego, opposto a ciò che resta di Dominic Thiem […] Bloccato per oltre un anno da infortuni di vario tipo (un problema al polso, il più importante), Thiem è scomparso dai radar inabissandosi fino al numero 352 della classifica, e da lì ha cominciato una lenta risalita che l’ha condotto da poco al numero 106. Sonego anche ha i suoi bravi problemi […] ma continua a sbattersi per rilanciarsi. La sconfitta con Kubler a lW è stata dolorosa, Thiem potrebbe rappresentare una buona ripartenza. Lo ha battuto a Roma (ottavi 2021), i due sono in parità (1-1). Il match vale un secondo turno contro Daniel Evans.

Aryna e il tennis in guerra: « Le ucraine mi odiano» (Gaia Piccardi, Corriere della Sera)

«Così adesso tutti sanno che sono bielorussa». Il 28 gennaio, alzando la coppa del primo Slam vinto in Australia di bicipite e endorfine, a 24 anni Aryna Sabalenka rivendicava quel senso di appartenenza di cui oggi lamenta la zavorra. La tigre di Minsk con il felino tatuato sull’avambraccio, amica personale di Alexander Lukashenko, di ritorno da Melbourne era stata ricevuta a palazzo. Seduta al tavolo in un tripudio di frutta, fiori e vodka, il cagnolino bianco del presidente comodamente accomodato in poltrona, Aryna si era goduta i complimenti di Lukashenko […] 8 successi e solo due sconfitte […] in una stagione fin qui sontuosa, il prepotente ritorno al numero 2 del ranking, molto onore ma anche molti nemici. All’invidia di certe colleghe, infatti, in tempi (lunghi) di guerra si è aggiunto anche un velo d’insofferenza per quel nazionalismo così sbandierato: «Purtroppo le cose non vanno bene con alcune ragazze ucraine — ha ammesso Sabalenka alla vigilia del Master 1000 di Miami, seconda tappa dello swing Usa —. Mi rendo conto che non è colpa di nessuno, noi non abbiamo fatto nulla personalmente agli ucraini, ma subiamo la situazione generale. Ho deciso di ignorare tutto ciò e concentrarmi su di me: non posso controllare i sentimenti delle altre. Sono stata male per diverso tempo, perché non capivo come mai la gente mi odiasse senza motivo […] ». Gli incidenti diplomatici nel torneo femminile, però, dove russe e bielorusse giocano con bandiera neutrale sperando nella riammissione a Wimbledon dopo il bando del 2022, sono ormai all’ordine del giorno. Tsurenko (Ucr) che ha un attacco di panico e si ritira con Sabalenka, Kostyuk (Ucr) che si rifiuta di stringere la mano a Gracheva (Rus), Potapova (Rus) che non si rende conto che entrare in campo in California con la maglia dello Spartak Mosca è come buttare fiele in un vespaio e viene ammonita dalla Wta. II mondo è diventato una matassa inestricabile […] Ma Sabalenka va battuta sul campo, non odiata come esercizio di stile.

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ATP Pechino: Sinner che sofferenza, ma è buona la prima in Cina

L’altoatesino spreca la possibilità di chiudere in due set ma neutralizza alla lunga il britannico. Ora Shang o Nishioka

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Jannik Sinner - ATP Pechino 2023 - Twitter (@ChinaOpen)

[6] J. Sinner b. D. Evans 6-4 6(2)-7 6-3

Poteva finire in due set, partiamo da questo presupposto. L’esordio assoluto in Asia di Jannik Sinner, al primo turno del China Open di Pechino, avrebbe potuto essere un doppio 6-4. E proprio alla luce di ciò aver vinto in tre set, anestetizzando la rimonta di un Daniel Evans a tratti veramente sublime, è sinonimo di maturità e cinismo. Oggi da parte dell’altoatesino non ci sono stati tanti colpi spettacolari, ma grande solidità, disciplina tattica nel gestire gli scambi e accelerare il ritmo quando utile, senza esagerare. Ha gestito un avversario il cui gioco per lui è di difficile digeribilità, con le tante variazioni e le palle senza peso che spezzano il palleggio e danno pochi riferimenti. Una partita difficile, che probabilmente in altri tempi, senza l’aiuto di un servizio sempre più fattore nel suo tennis, forse non avrebbe vinto. Quarantacinquesima vittoria stagionale dunque per Jannik, che giocherà per trovare l’undicesimo quarto di finale del suo 2023 (record di 7-3, l’ultimo giocato contro Monfils a Toronto) contro Zhang o Nishioka.

 

Primo set: Sinner dal fondo disinnesca le giocate di Evans

Sinner già nel terzo game scopre le carte in risposta, avviando lo scambio con grande aggressività e provando a tenere alta l’intensità con accelerazioni che non permettano ad Evans di tenere il suo ritmo basso. Bravo però il britannico a rendere pan per focaccia, non disdegnando anche lui soluzioni di potenza, con un po’ di rischio in più. Un quinto game con qualche eccessiva sbavatura del n.33 al mondo permette a Sinner di andare avanti di un break. Giusto da parte sua prendere determinati rischi e comunque sempre spingere in risposta, ma viene graziato da qualche errore avversario determinato dalla fretta di chiudere attacchi un po’ timidi. Prestazione brillante anche a rete, quasi ad assecondare le giocate di Evans in modo da scomporlo e tenere salda l’iniziativa, da parte della tds n.6, costante e senza mai eccedere, costringendo a giocate complesse l’avversario. Da evidenziare come entrambi stiano dando il proprio meglio o quasi, con errori forzati o di misura, scelte tattiche mai avventate. Anche il servizio influenza in positivo il set di Sinner, costellato anche da 3 ace, permettendogli di chiudere 6-4 con un bel dritto vincente, manifesto di un ritmo alto e duro che alla lunga neanche i tagli e cambi di Evans, che ha cercato le più svariate soluzioni (anche il chip and charge), hanno potuto contrastare.

Secondo set: Sinner serve per il match, ma si fa brekkare e perde il tie break

Nel secondo parziale si fa attendere ancora meno il break per l’italiano, piazzato già nel terzo gioco. Evans sembra iniziare ad accusare le difficoltà nell’esprimere il proprio gioco, senza riuscire a reagire al vigore del n.7 al mondo in risposta, che trova angoli anche profondi, costringendo a errori forzati l’avversario. Il britannico, in un quarto gioco fiume, prova subito a rifarsi sotto, ottenendo la prima palla break della partita, anche a causa di un calo di tensione di Jannik. Piccolo, però, dato che un gran servizio, a cui fa seguito un dritto al volo a rete permettono all’azzurro di annullare l’occasione. Importante da parte del classe 2001 il far giocare sempre una palla in più a un giocatore che non ama lo scambio prolungato, accelerando contro gli slice di Daniel. Ma al momento di chiudere, vuoi per mancato cinismo dell’azzurro, vuoi per il braccio più sciolto di Evans, arriva il contro-break del britannico, che finalmente ottiene qualcosa dalle sue palle senza peso, che mandano fuori tempo Sinner, costringendolo ad una serie di errori che lo portano a perdere il servizio a 0. E così, quella che sembrava una partita già in ghiaccio, vede l’alba del terzo set, con un tie-break dominato dal campione di Washington. 7 punti a 2 a favore di Evans, che toglie qualsiasi riferimento a Jannik, mandandolo fuori tempo e producendo alcune vere chicche sotto rete. Il britannico psicologicamente dà una bella spallata all’altoatesino, in vero black out dopo il break subito sul 5-4.

Terzo set: Sinner supera alcune difficoltà fisiche e vince il match

Il parziale decisivo si apre nel segno dell’azzurro, che nel secondo game già piazza il break. La palla torna a viaggiare fluida, impostare sul rovescio lo scambio restituisce frutti copiosi in termini di punti, data la sensibile differenza tra il suo top e lo slice di Evans. Il britannico è però bravo a rifarsi sotto, ottenendo un’immediata palla del contro-break, che cozza sull’istinto da campione di Sinner, che risponde con un ace e una serie di grandi servizi e scambi duri. In questa fase Sinner deve far fronte anche ad alcune difficoltà sul piano fisico. L’azzurro prima si fa massaggiare una coscia, per probabili crampi, poi – più in là – dopo un ruzzolone a terra farà temere il peggio a tutti quanti, fortunatamente sono falsi allarmi. Ma l’ostinazione e la grinta di Evans (guidate da un po’ di fortuna, che non guasta mai) danno ulteriore linfa alla partita: nel quinto game, sotto 40-0, il britannico gioca a braccio sciolto, attacca e arremba la rete con convinzione, mischiando accelerazioni e tagli, così da scaricare la pressione su Jannik causandone errori in palleggio anche banali, che gli permettono di rientrare. Ma, alla lunga, anche la tenuta fisica dà il suo contributo, non indifferente, in favore dell’azzurro. Un ottavo game giocato su un ritmo altissimo da Sinner, con accelerazioni spaventose a coronare scambi curati nel dettaglio per aprire il campo, gli permette di tornare avanti di un break. Che, stavolta, si rivelerà definitivo: chiude 6-3, senza problemi, con un altro game giocato in spinta costante, in cui le palle senza peso non funzionano più e c’è poco da fare per uno stremato Evans. Prestazione solida e matura dell’altoatesino, vincitore di un match che potrebbe pesare sulla sua fiducia. Al secondo turno avrà Juncheng Shang o Yoshihito Nishioka.

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Asian Games: pronostici rispettati, le prime due teste di serie in finale in entrambi i tabelloni

Nessuno scossone tanto nel maschile quanto nel femminile. Tre finalisti su quattro rappresentano la Cina

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Zhizhen Zhang, Napoli 2022 - Credit: Riccardo Lolli - Tennis Napoli Cup

L’abbiamo definita, nei giorni scorsi, la competizione più sentita dai tennisti asiatici, e fra qualche ora sapremo chi vincerà, sia nel maschile che nel femminile. Stiamo parlando degli Asian Games, per i quali tennisti e tenniste anche di un certo livello hanno rinunciato ad altri eventi ATP e WTA nei loro Paesi con l’obiettivo di contendersi lo scettro di campione d’Asia.

Ma se soprattutto per i sudcoreani la posta in palio è molto alta, visto che vincendo l’oro hanno il diritto di saltare la leva militare, nessun giocatore di questa nazionalità è riuscito ad accedere alle due finale del singolare. L’ultimo superstite era Seong Chan Hong, sconfitto in semifinale con il netto punteggio di 6-2 6-1 dal giapponese Yosuke Watanuki.

Andando allora a guardare quali sono le due finali dei due tabelloni, ci si accorge di due aspetti molto particolari. Il primo è che sia tra i ragazzi che tra le ragazze l’ultimo atto vede di fronte le due teste di serie più alte. Qualcosa di non così consueto soprattutto nel femminile, dove spesso non mancano le sorprese. Il secondo è che su quattro contendenti rimasti in gara, ben tre rappresentano una sola nazione, ovvero la Cina, e proprio Watanuki è l’unico ad alzare un’altra bandiera.

 

Il nipponico cercherà così di vincere il titolo la mattina di sabato 30 settembre (ore 6 italiane) contro il favorito, nonché n° 1 cinese e n° 60 del mondo, Zhizen Zhang, che ha lasciato per strada un solo set in tutto il torneo e che ha sconfitto in semifinale l’uzbeko Khumoyun Sultanov per 6-4 6-1.

Nel femminile, invece, andrà in scena un intrigante derby cinese tra due tenniste molto in alto nella classifica WTA, ovvero Qinwen Zheng e Lin Zhu. Le due non si sono mai affrontate in carriera e il primo confronto varrà dunque molto in termini di prestigio nel proprio Paese. Questa finale si giocherà un giorno prima rispetto a quella maschile, alle 5:30 del mattino in Italia nella notte tra giovedì 28 e venerdì 29 settembre.

Sarà invece India vs Taiwan nella finale del doppio maschile, perché si incroceranno le racchette delle coppie Ramathan/Myneni e Jung/Hsu, mentre un altro derby è atteso tra le donne. Questa volta, a scaldare gli animi dei tifosi taiwanesi, ci penseranno Le sorelle Chan e Lee/Liang, che si contenderanno la medaglia più prestigiosa.

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Italiani in campo venerdì 29 settembre: si rivede Sinner a Pechino, primo turno anche per Musetti. Bronzetti non si ferma mai

Dopo le polemiche sulla Davis, Jannik Sinner torna finalmente a far parlare il campo contro Daniel Evans. Lorenzo Musetti debutta invece contro Karen Khachanov, mentre per Lucia Bronzetti è già tempo di qualificazioni sempre a Pechino

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Jannik Sinner – ATP Cincinnati 2023 (foto via Twitter @CincyTennis)

Jannik Sinner torna in campo, e lo fa quasi un mese dopo l’ultima apparizione in un torneo. Avevamo infatti lasciato l’altoatesino nella notte italiana tra il 5 e il 6 settembre scorsi, quando dopo quasi cinque ore di lotta usciva sconfitto nell’ottavo di finale contro Alexander Zverev allo US Open.

Inutile, adesso, ripercorrere nuovamente ciò che si è detto sulla sua mancata partecipazione alla Coppa Davis, ne abbiamo già scritto tanto, dando tutte le opinioni (qui per chi lo reputa “innocente” e qui per chi lo reputa “colpevole”). Ora è – finalmente, potremmo aggiungere – il momento di tornare a parlare di tennis giocato.

Il primo scoglio per Sinner al rientro dopo oltre tre settimane di riposo non è però così agevole, visto che al primo turno del China Open, ATP 500 che si disputa a Pechino (cemento outdoor), dovrà vedersela contro Daniel Evans, n° 33 del mondo ma non testa di seria per il livello molto alto dei tennisti che prendono parte alla competizione. Jannik è invece il sesto favorito per la vittoria finale, ma l’attenzione contro il britannico dovrà essere massima, visto che i due non si sono mai affrontati e che quindi non ci sono appigli a precedenti benevoli.

 

L’italiano sarà impegnato sul secondo campo più importante tra quelli dell’impianto pechinese, il Lotus, come primo match di giornata, dalle 6:30 ora italiana (le 12:30 in Cina). A guardare le quote, sembra che non ci sarà partita. Sinner è considerato decisamente in vantaggio sulla carta, e la sua vittoria è pagata intorno all’1.20 su tutti i principali siti di scommesse. Evans, invece, oscilla tra il 4.10 e il 4.30. Per chi vincerà tra i due, forse il secondo turno potrebbe risultare paradossalmente più agevole, contro Yoshihito Nishioka o Juncheng Shang.

Se abbiamo detto di un Sinner che non disputa un incontro da diverso tempo, lo stesso non si può affermare di Lorenzo Musetti, che abbiamo invece lasciato solo pochi giorni fa in semifinale a Chengdu, nella sconfitta contro Roman Safiullin, e anche lui impegnato a Pechino per un debutto tutt’altro che agevole contro Karen Khachanov.

Il russo n° 14 ATP viene dalla convincente e fresca vittoria di Zhuhai e sarà avversario scomodo per il carrarino, che peraltro non sta attraversando un momento di forma brillante. Come per Sinner-Evans, anche in questo caso si tratta di una prima volta assoluta nei confronti tra i due, ma nella circostanza è l’italiano a essere sfavorito. Musetti è dato infatti a 2.20 da Bet365 e a 2.15 da Sisal, mentre gli stessi siti piazzano Khachanov rispettivamente a 1.67 e 1.65.

Musetti-Khachanov sarà il terzo match sul campo Brad Drewett, attorno alle 10 ora italiana (le 16 a Pechino), e chi la spunterà tra i due potrebbe subito trovare Carlos Alcaraz, testa di serie n° 1 e avversario di Yannick Hanfmann al primo turno.

Entrambi gli incontri dei tennisti italiani saranno visibili in diretta su SuperTennis.

In campo femminile, è già ora di scendere nuovamente in campo per la stacanovista Lucia Bronzetti, che poche ore fa perdeva nettamente a Ningbo contro Linda Fruhvirtova e che avrà appena il tempo di spostarsi a Pechino per giocare il turno di apertura delle qualificazioni al cospetto di Laura Siegemund. Ultimo match sul campo 6 per loro, con l’equilibrio che regna sovrano nei pronostici. L’azzurra è data a 1.65 da Sisal, contro l’1.75 della rivale. Le due si sono affrontate all’ultimo Australian Open, con il successo della tedesca in tre parziali. 

Italiani in campo venerdì 29 settembre   

China Open, primo turno:

[6] JANNIK SINNER vs Daniel Evans – Campo Lotus – Diretta SuperTennis dalle 6:30

LORENZO MUSETTI vs Karen Khachanov – Campo Brad Drewett – Diretta SuperTennis dalle 10 circa

China Open, qualificazioni, primo turno:

[6] LUCIA BRONZETTI vs Laura Siegemund – Campo 6 – Ore 10:30 circa

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