(dal nostro inviato a Montreal)
[WC] C. Wozniacki b. [Q] K. Birrell 6-2 6-2
Come se il tempo si fosse fermato. Dopo tre anni e mezzo di pausa, durante i quali è diventata mamma per ben due volte, Caroline Wozniacki è tornata all’attività alla quale ha dedicato la maggior parte della sua vita finora, ovvero, rimandare dall’altra parte della rete palline da tennis fino a che la partita non è vinta.
Contro un’avversaria probabilmente ideale per un incontro che certamente portava in dote un carico di tensione nervosa superiore al normale, Wozniacki ha portato a casa la vittoria con la perdita di solamente quattro game, ma trascorrendo in campo ben oltre un’ora e mezzo, una durata sicuramente sopra la media per un 6-2, 6-2. Il suo gioco non è cambiato: grande regolarità da fondo, diritto più ballerino del rovescio, straordinaria capacità atletica, quella capacità che l’ha tenuta in vetta alla classifica mondiale per oltre 70 settimane e che, per buona parte di quelle 70 settimane, l’hanno costretta a rispondere alla domanda “Ma ti senti davvero la numero 1 del mondo?”
Non è stata una partita spettacolare, a parte qualche game combattuto nel secondo set che ha dato vita ad alcuni scambi prolungati. D’altra parte Birrell non ha la potenza di fuoco necessaria per sfondare il “Wall-zniacki” che anche in versione 2.0 sembra sufficiente per poter competere nei tornei più importanti del circuito. Per questo l’avversaria di primo turno per Wozniacki è stata pressoché ideale: una giocatrice che gioca in maniera non troppo dissimile dalla sua, senza la potenza dei colpi che potrebbero spazzarla via dal campo e decisamente meno regolare di lei.
LA PARTITA – L’ingresso in campo sulle note di “Sweet Caroline” di Neil Diamond, la canzone universalmente eletta a suo inno e che ha risuonato sulla Rod Laver Arena la notte della sua vittoria Slam all’Australian Open 2018 sicuramente non ha aiutato Wozniacki a distendere i nervi. Due doppi falli nel primo game costano il break immediato alla danese, che però sa rovesciare immediatamente il punteggio sorpassando per il 2-1 approfittando di cinque errori di Birrell. L’australiana per tutto il primo set non riesce a tenere il servizio nemmeno una volta, chiudendo il parziale con un misero 7-18 nei propri game di battuta.
Wozniacki sembra un po’ più propensa a venire a rete per chiudere gli angoli quando si apre il campo e mette in difficoltà l’avversaria, ma si vede che si tratta di una strategia scritta sulla sabbia (magari dal papà Piotr, in tribuna a fianco del marito David, ma molto meno agitato di quanto non fosse nei bei tempi andati del decennio scorso) e più il tempo passa più l’istinto prende il sopravvento.
Birrell trova un po’ più di continuità al servizio e, annullate due palle dello 0-2 all’inizio del secondo parziale, riesce a rimanere in scia dell’avversaria anche grazie ai colpi a chiudere che trovano più spesso il campo. Ha anche una chance per passare a condurre 3-2 e servizio, ma un errore di diritto la cancella. Due vincenti di Wozniacki chiudono il game più lungo dell’incontro, e immediatamente dopo il cambio di campo Birrell si disunisce cedendo il servizio da 30-15 con due doppi falli e un errore di diritto.
Da lì in poi è un assolo di Wozniacki, che nonostante qualche doppio fallo di troppo (la seconda non è ancora del tutto a posto) chiude il match ed avanza al secondo turno dove troverà la vincente tra l’egiziana Sherif e la neo-campionessa di Wimbledon Marketa Vondrousova. In entrambi i casi si tratterà di una sfida inedita.
