Rivoluzione Djokovic: via Vajda e tutto lo staff

Via lo storico allenatore. L'annuncio tramite il suo sito internet: "Voglio ritrovare la scintilla per vincere". Ancora nulla sul nuovo coach: "Non voglio mettermi fretta"

Rivoluzione Djokovic: via Vajda e tutto lo staff
Novak Djokovic con il suo team al Roland Garros 2016 (foto Roberto Dell'Olivo)

“Voglio ritrovare la scintilla che mi serve per vincere”. Questa una delle motivazioni che Novak Djokovic pone alla base di una delle decisioni più radicali della sua carriera. Dopo il torneo di Montecarlo, infatti, il serbo ha “consensualmente messo fine” al rapporto di lavoro con il suo storico coach Marian Vajda, il preparatore atletico Gebhard Phil Gritsch e il fisioterapista Miljan Amanovic. Una scelta maturata dopo un’approfondita analisi dello stato attuale del gioco di Nole, dei suoi risultati presenti e passati e dei piani personali di ciascun membro del team. Serviva una svolta, e Djokovic ha deciso così.

“Sarò per sempre grato a Marian, GG e Miljan per questi dieci anni di amicizia, professionalità e dedizione alla mia carriera. Senza il loro supporto non avrei mai potuto raggiungere i vertici e i picchi che ho avuto in carriera. So che hanno dedicato completamente se stessi e le loro vite per permettermi di far avverare i miei sogni, e sono sempre stati la mia forza trainante e il vento che gonfiava le mie vele. Non è stata una decisione facile, ma tutti sentivamo il bisogno di un cambiamento. Sono grato e orgoglioso della nostra relazione e del legame indissolubile che abbiamo creato in anni di amore, rispetto e comprensione reciproci. Sono la mia famiglia, e questo non cambierà mai”.

 

Anche Vajda si è pronunciato in merito, a nome di tutto il team: “Il tempo passato con Novak sembra una vita. Siamo stati parte della maggior parte dei suoi incredibili successi, abbiamo vissuto e respirato per il suo successo e per i suoi sogni. Ho dato tutto quello che potevo come allenatore, e sono molto orgoglioso dei nostri risultati. Siamo arrivati al punto di renderci conto che serve nuova energia al team. Novak può fare molto di più, e so che lo farà. Sono convinto che rimarrà al top per molti anni ancora, può fare ancora molto di più e portare ancora molta gioia al mondo del tennis. Ovviamente continueremo a consultarci, vederci e confrontarci, perché siamo una famiglia”.

Novak ha aggiunto di credere molto in questa “terapia d’urto”, per raggiungere nuovi risultati. “Voglio continuare ad alzare il livello del mio gioco, ed è un processo continuo. Mi sento come se stessi iniziando da capo e mi piace questa sfida. Sono un cacciatore, e il mio obiettivo più grande è ritrovare la scintilla per vincere di nuovo”.

Gebhard Gritsch ha voluto esprimere la sua gratitudine per aver lavorato con un atleta del genere: “Un privilegio aver lavorato con Novak per otto anni. È il sogno di ogni coach lavorare con un atleta così dotato, professionale e coinvolto come lui. Abbiamo sempre superato i limiti e cercato nuovi modi per migliorare. Sono sicuro sarà di nuovo al top, è un campione ed un guerriero, per lui solo il cielo è il limite. Sono orgoglioso del tempo che abbiamo passato insieme, come squadra e come famiglia nel circuito. Bisognava guardare avanti da un punto di vista lavorativo, ma nel personale rimarremo una famiglia”.

Miljan Amanovic, il fisioterapista di Novak, ha commentato con un pensiero positivo: “Novak è il mio miglior amico e mio fratello. Negli ultimi dieci anni ho trascorso più tempo con lui che con la mia famiglia. Nulla cambierà nelle nostre vite, siamo connessi. Ci sarò sempre per lui e non vedo l’ora di vederlo tornare al massimo. Sono sicuro lo farà”.

Djokovic ha inoltre aggiunto che sta cercando un nuovo coach, ma non vuole mettersi fretta: “Sento come un nuovo capitolo della mia vita stia iniziando. Sono sempre stato abituato ad andare avanti, scalare, vincere, e adesso sto sperimentando un periodo più duro. Voglio trovare un modo per tornare al massimo, ho fiducia in questo processo e per questo prenderò tutto il tempo necessario per trovare la persona giusta con cui legare professionalmente. Sono nel circuito da abbastanza tempo per capire come gestire le routine, e non voglio mettermi fretta. Sarò in giro con la mia famiglia e il mio manager per un po’. A tempo debito informerò il pubblico del mio nuovo coach, per adesso vi ringrazio per il supporto e la comprensione”.

Il serbo si iscrive quindi al “club” dei tennisti di lusso senza un coach a cui appartengono Juan Martin del Potro e Nick Kyrgios.

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