Vola la racchetta… per sbaglio. La bizzara squalifica in Portogallo

Al giovane Tiago Caçao è... sfuggita la racchetta di mano. I casi di Shapovalov, Kuerten e Nalbandian

Vola la racchetta… per sbaglio. La bizzara squalifica in Portogallo

Ricordate la pallata di Denis Shapovalov al giudice di sedia Arnaud Gabas? Bene, il protagonista di un nuovo candidato al premio per la squalifica più originale ha solo un anno in più di lui, il portoghese Tiago Caçao, classe 1998 e numero 1072 delle classifiche. Stavolta però nessuno è finito all’ospedale. Ieri, nel torneo futures di Idanha-A-Nova in Portogallo ($ 15,000), il giovane lusitano era impegnato nel secondo turno in un serrato terzo set contro il numero uno del tabellone, il suo connazionale Joao Monteiro (271 ATP). Senza volerlo, ha poi spiegato dopo l’incontro, la racchetta gli è sfuggita di mano e ha colpito la scarpa di Monteiro, che era di spalle alla rete. L’arbitro Marco Romao inizialmente ha dato solo un warning a Caçao, ma è poi tornato sui suoi passi e ha optato per il “cartellino rosso” nei confronti del 19enne. Ha anche detto che in verità si aspettava che il suo match fosse finito lì. Il suo avversario è uscito quindi dal campo vincitore dopo due ore e 7 minuti grazie alla squalifica, avvenuta sul 4-4 del terzo. Purtroppo non ci sono filmati che riportano l’accaduto.

Quest’anno l’episodio di Shapovalov è stato certamente più clamoroso, ma non è la prima volta che si registra una squalifica così singolare e sfortunata. Si può citare il caso di Guga Kuerten, che nel 1998 al Roland Garros, da campione in carica, venne squalificato dal torneo di doppio per un fatto simile. Mentre si dirigeva verso la panchina col suo compagno, Fernando Meligeni, Kuerten per frustrazione lanciò la racchetta in direzione della sua sedia, dopo aver perso il primo set al tie-break. Ma lo fece con troppo impeto, tanto che l’attrezzo sfiorò il giudice di sedia e finì tra gli spettatori, senza che nessuno si facesse male. Squalifica immediata.

 

Più recentemente, anche Darian King, nel challenger di Charlottesville, è stato cacciato per aver colpito con la racchetta (involontariamente) un giudice di linea. Nel tie break del secondo set, contro Edward Corrie, ha scagliato sul telone di recinzione la sua racchetta, che poi è finita sulla schiena del guardalinee, costringendo l’arbitro a squalificarlo.

Nulla a che vedere con lo sciagurato calcio di David Nalbandian nella finale del torneo del Queen’s. Conducendo un set a zero contro Cilic, il buon David sfogò la rabbia sul povero giudice di linea, colpito (e ferito) alla gamba dal cartello alla base della sua sedia a cui l’argentino sferrò un calcio.

Qui avete altri esempi di squalifica originali. Però, è sempre meglio raccontare queste, rispetto alle frasi infelici di Medvedev qualche mese fa.

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