ATP Finals: Goffin stende un Nadal precario e fa la storia

LONDRA - David è il primo belga a battere un numero 1 del mondo. Rafa non pare in buone condizioni, le Finals sembrano ancora stregate

ATP Finals: Goffin stende un Nadal precario e fa la storia
David Goffin - ATP Finals 2017 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Nadal si ritira, Finals ancora stregate

Gruppo Sampras (1a giornata)

 

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[7] D. Goffin b. [1] R. Nadal 7-6(5) 6-7(4) 6-4 (dal nostro inviato a Londra)

Mai, nella più che quarantennale storia del ranking ATP, un giocatore belga era riuscito a battere il numero uno del mondo. Ce l’ha fatta David Goffin al quinto tentativo (tutte le precedenti quattro sconfitte erano giunti contro Novak Djokovic), approfittando di un Nadal scarico e condizionato da una imperfetta condizione fisica, ma conducendo il match con merito e brillantezza. Primo successo in carriera per Goffin alle Finals alla prima qualificazione, dopo essere apparso (ed aver perso) per un solo incontro lo scorso anno come riserva. Prima vittoria anche nei confronti contro Nadal, che lo aveva superato la prima volta quest’anno a Montecarlo, in una partita viziata da una chiamata sbagliata di Cedric Mourier su punteggio caldissimo.

Goffin gioca un incontro di livello strepitoso, con le uniche lacune che si palesano sul piano caratteriale. In entrambi i set arriva a servire per chiudere, ma si vede costretto a restituire il break mancando di istinto killer. Splendida la resa con il rovescio, che anticipa allo stremo togliendo il tempo ad un Nadal sbiadito sin dall’inizio, che ritrova verve solo in chiusura di secondo set: il dritto dello spagnolo è fiacco, corto, e sulla diagonale sinistra diviene un bersaglio troppo comodo per il belga. Goffin si muove benissimo e trova una condizione impensabile con il servizio, per percentuali e sopratutto variazioni: si moltiplicano le risposte sbagliate di Nadal, costretto spesso a staccare la mano con il rovescio a causa delle curve strettissime dell’avversario.

Il pubblico gode e si diverte giustamente per uno spettacolo frizzante, mentre in sala stampa vanno via via aumentando i mugugni per le sorti della Nazionale italiana di calcio: Nadal resta a galla quando il dritto funziona, ma troppo spesso colpisce corto e con poco angolo, permettendo a Goffin di punirlo con il rovescio lungolinea. Impressionante però lo scatto d’orgoglio nel secondo parziale, nel quale, perso il primo al tie-break, annulla quattro match point di cui tre consecutivi: pauroso il secondo, cancellato con un rovescio lungolinea da registrare all’autovelox. La folla, numerosa e non lontana dal tutto esaurito (17.000 nella sessione diurna di ieri, su una capienza complessiva di 21.000) quasi si sbilancia in favore del belga, che d’improvviso si trova a (re)indossare i panni dello sfavorito quando gonfia la rete con un dritto scentrato e si trascina verso la sedia in vista del terzo set.

È invece Nadal ad accendere la spia della riserva, e venire travolto nuovamente dal rovescio vispo di Goffin: troppo palese il deficit atletico di Rafa, che addirittura accenna a zoppicare verso la conclusione dell’incontro. A nulla serve un ulteriore colpo di reni per recuperare un break, Goffin trova le forze mentali per sigillare definitivamente l’incontro con un ace ed entrare nella storia del suo paese. Nadal avrà invece di che riflettere, perché le condizioni mostrate stasera sono ben lontane da quelle necessarie per poter vincere anche un solo incontro. 


Il programma di oggi

Gruppo Becker (1a giornata):

I profili degli otto protagonisti:

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