ATP Finals: focus tecnico day 2, Thiem-Dimitrov e Nadal-Goffin

LONDRA - Tocca al gruppo "Pete Sampras" iniziare il suo girone alle ATP Finals. Due grandi rovesci a una mano, e qualche dubbio sulle condizioni del numero uno

ATP Finals: focus tecnico day 2, Thiem-Dimitrov e Nadal-Goffin
O2 Arena - ATP Finals 2017 (foto: Alberto Pezzali/Ubitennis)

da Londra, il nostro inviato

GRIGOR DIMITROV VS DOMINIC THIEM (non prima delle 15 ora italiana, precedenti 2-1 Thiem)
Due tra i più bei rovesci a una mano del circuito si affrontano all’esordio in campo del gruppo “Pete Sampras”, e la partita offre molti motivi di interesse tecnico. Gran gesti monomani dal lato sinistro per entrambi, ma un’attitudine assai diversa, soprattutto per quanto concerne la posizione in campo. Arrivano all’appuntamento londinese stanchi tutti e due, quello maggiormente in difficoltà sembra comunque Dominic, che non riesce a togliersi il vizio del giocare troppo, compromettendo spesso la seconda parte delle sue stagioni.

 

Cosa deve fare Thiem:
Sforzarsi il più possibile di non rimanere piantato metri fuori dal campo, a tirare fortissimo con poca visione geometrica. Dalla sua, rispetto al bulgaro, ha una palla più carica e pesante, ma quando spara una delle sue botte tremende a tutto braccio, dovrebbe avanzare a stringere la traiettoria con il colpo successivo, e magari convincersi ad andare a rete a prendersi i punti ogni tanto. E questo vale sempre, contro tutti. Contro Dimitrov, una delle armi migliori dell’austriaco potrà essere il kick a uscire con il servizio da sinistra, a incidere sul rovescio alto a una mano di Grigor. Dominic è in grado di liftare la palla a livelli tali che a volte fa più punti con la battuta carica che con la botta piatta, e se costringerà alla difesa Dimitrov a partire dalla risposta, per il bulgaro i punti dispari potrebbero diventare un problema.

Cosa deve fare Dimitrov:
Semplicemente, giocare bene. Che suona come un’ovvietà, ma tant’è, Grigor ha esattamente il tipo di tennis che può mettere in difficoltà un giocatore come Thiem sul duro indoor. Se riuscirà ad anticipare i suoi colpi, prendendo – come è perfettamente in grado di fare – la palla mentre sale, per Dominic costruire le sue sbracciate ampie e potenti non sarà facile. Tanta verticalizzazione, quindi, magari qualche rischio a rete preso nei  momenti giusti, in ogni caso evitare assolutamente la scazzottata da fondocampo facendo valere la maggiore sensibilità nell’aggredire presto la palla. Detto così, sembra facile, ma ci vuole tutto il talento del mondo. Che Dimitrov ha, anche se ormai non contiamo più le volte in cui ha deluso le speranze dei tanti che aspettavano di vederlo finalmente esplodere ai massimi livelli.

RAFAEL NADAL VS DAVID GOFFIN (non prima delle 21 ora italiana, precedenti 2-0 Nadal – entrambi nel 2017)
L’asterisco, bello grosso, su questa partita, è legato ai dubbi sulle condizioni fisiche di Rafa. Gli allenamenti qui a Londra sono stati guardinghi, la collocazione del suo match d’esordio nell’ultimo slot possibile in ordine di tempo non può non far pensare a una richiesta di prendersi ogni ora possibile, per recuperare appieno dal fastidio cronico al ginocchio riacutizzatosi a Parigi. Ma proviamo a immaginare un Nadal magari non al 100%, però almeno al 70-80. Non sarebbe qui, altrimenti.

Cosa deve fare Nadal:
Come nel caso di Dimitrov, ancor più semplicemente essere se stesso, esprimendo il consueto tennis di pressione e continuità, mettendo in campo tutti i suoi chili di muscoli, forza, pesantezza di palla e sventagliate di dritto. E magari, risposte al servizio un minimo aggressive e anticipate. Un Rafa appena sufficiente, indifferente la superficie, non dovrebbe avere problemi a salire sopra a Goffin praticamente in ogni aspetto del gioco. Ma come detto, la vera domanda è se riuscirà fisicamente a esserlo, almeno appena sufficiente. Lo speriamo tutti, meno David.

Cosa deve fare Goffin:
Provare in tutti i modi a far muovere e affaticare Rafa, spingendo e variando con i suoi colpi puliti, l’ottimo gioco di gambe, e il suo gran senso della geometria. Ma ovviamente, le sue percentuali di successo in questo tipo di schema, già rischioso di per sè, saranno influenzate moltissimo dal tipo e dalla qualità delle palle che gli arriveranno. La situazione in cui la partita non dipende da te è una delle più scomode possibili, sia tecnicamente che mentalmente. E ricordiamo ancora tutti il modo in cui David, che aveva certamente ragione nel ritenere di aver subìto un grave torto arbitrale, uscì totalmente dal match a Montecarlo, proprio contro Nadal. Stasera dovrà essere bravo e concentrato a “stare lì” con la testa, nella speranza che Rafa gli conceda qualcosa.

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