Australian Open: il Bagellone del tabellone

Federer favorito pesca un "nuovo" sloveno. Nadal inizia contro un ottantenne (?). Del Potro e quello strano morbo...

Australian Open: il Bagellone del tabellone

Manca oramai poco alla ripresa del tennis che conta con il primo Slam dell’anno, e nella mattinata australe di giovedì sono stati sorteggiati i tabelloni. Padrino e madrina della cerimonia il campione uscente Roger Federer e l’unica campionessa nell’albo presente in tabellone, Maria Sharapova. La presenza della russa al sorteggio ha aizzato diverse polemiche per il suo recente scandalo legato al Meldonium. La russa è stata oggetto di favoritismi anche in tabellone, dove a differenza di tutte le sue avversarie, è stata inserita con nome e cognome. La siberiana naviga oggi intorno alla cinquantesima posizione del ranking, ma è ancora fra le atlete più attese a Melbourne. “La condizione della Sharapova è un gran punto interrogativo – ha dichiarato il suo coach – non sappiamo se la rivedremo più a livello del suo prime, ma andrebbe bene anche a quello del suo dope”.

Andiamo quindi a dare una rapida occhiata al draw maschile che come al solito ha dato adito a illazioni e teorie complottistiche.

 

PRIMO QUARTO

In quanto testa di serie numero uno, il maiorchino reduce da un 2017 trionfale occupa il primo spicchio. Nadal si trova per la prima volta a dover fronteggiare un sorteggio senza lo zio, ma si è difeso molto bene; la sua prima vittima sarà l’ottuagenario Estrella-Burgos. Il caraibico, famoso per far coppia con gli argentini (di gran successo il doppio Monaco-Dominicano), è ostacolo sormontabilissimo. Al secondo turno un Mayer, non importa quale dei due tanto non farà alcuna differenza. Un primo test potrebbe arrivare da Coric: Borna, to be alive, deve prima superare Millman, un Aussie duro, e Lorenzi. Nadal in ogni caso arriverà agli ottavi in crocs, prima di incrociare le racchette contro Isner o Dolgopolov.

Ad attenderlo nei quarti il primo vero test, ovvero il Palindromo di Medjugorje. Marin Cilic già guarda al tabellone di Rafa, e ha commentato il sorteggio benevolo dello spagnolo contro il dominicano: “A visitar frati si va”, ha pronunciato con un velo di malizia. Interrogato poi sulle sue chance di vittoria qui a Melbourne ed eventualmente a Wimbledon, altro Slam che lo vedrà fra i favoriti, Cilic ha dichiarato che per lui ci saranno chance solo se “Il re decide di cederli”.

SECONDO QUARTO

Spicchio di tabellone presidiato dal numero 3 del seeding Grigor Dimitrov. Il bulgaro, protagonista nel 2017 di un’epica semifinale contro Nadal, affronterà subito un qualificato, poi il vincente fra due altri Q. Curiosamente è lo stesso tabellone che lo scorso anno si ritrovò Roger Federer. Il campione bulgaro si è dichiarato soddisfatto, sottolineando come sia difficile vincere uno Slam senza un’adeguata dose di Q. I dolori per il giovane Maestro inizieranno dai sedicesimi, dove troverà uno dei NextGen più in forma del momento, il russo Andrei Rublev, tennista fra i più ortodossi che in patria è già un’icona. Andrei è solo il capostipite di un’ottima generazione che vede fra gli emergenti anche Kachanov e il finora sconosciuto promettente Kopekev, anche se al momento vale solo un centesimo di Rublev.

Agli ottavi Dimitrov potrebbe incrociare Nick Kyrgios: il tamarro di Canberra è chiamato a riscattare la brutta prestazione dello scorso anno quando fu eliminato al secondo turno da un nostro portacolori. Kyrgios riuscì comunque a inanellare una notevole serie di risultati nella seconda parte di stagione. “L’anno scorso Seppi reagire. Quest’anno Seppi non reagire più o spacco racchetta su sua testa” ha dichiarato l’Australopigreco. Tutte le aspettative degli australiani sono riposte sul tennista della capitale: “Nick ha un talento infinito, e qui in Australia quando vediamo un talento sappiamo come trasformarlo in un campione Slam” ha dichiarato Tony Roche, ex allenatore di Bernard Tomic. Questa parte del tabellone schiera anche tre giovani interessantissimi: succulento il primo turno fra Shapovalov e Tsitsipas, mentre il nostro Seppi dovrà fronteggiare il gran repertorio di armi del belligerante Corentin Moutet, dotato di un pericoloso sclero in kick e ficcanti bambinate lungolinea.

TERZO QUARTO

Nel primo spicchio della parte bassa si ha la maggior concentrazione di grandi nomi, ma su tutti ovviamente spicca il gran ritorno di Novak Djokovic: l’ex numero uno e primatista di Slam in Australia torna dopo sei mesi di inattività con tante sorprese in serbo. Il Djoker, non pare però in condizione e potrebbe essersi presentato meramente per ragioni di sponsor: Lacoste, che ha da poco appeso la Cornet, non può permettersi di perdere un altro nome altisonante. Vero è che da quando i francesi hanno preso Djokovic sotto la propria egida, per il campione ci sono stati solo problemi: “È come se di botto sia scomparso tutto l’Uniqlo che ho avuto negli anni scorsi” ha ammesso il campione di Belgrado.

A contendergli l’accesso alla semifinale una pletora di grandi nomi a cominciare dai fratelli Zverev, capitati nello stesso sedicesimo, il redimorto Thiem, Lupino Mannarino e il carneade Popyrin, un analgesico in compresse messo in tabellone nel caso Pospisil non superi le qualificazioni. Incerte invece le condizioni di Stan Wawrinka. Il gran ciambellano paonazzo è da molti reputato non in condizione di scendere in campo e vicino al ritiro; una sua rinuncia all’ultimo potrebbe sconvolgere il tabellone come già accadde nel recente US Open. Il tre volte campione Major però ha rifiutato ogni illazione chiarendo in conferenza che “La reiterata e ritrita tiritera sul ritiro attira attriti. Sono qui perché mi sento all’adipe della forma”.

QUARTO QUARTO

Se Nadal ride, Federer non piange. Il gran visir del tennis moderno la cui favola dodici mesi fa commosse il mondo trascendendo dalla bolla sportiva, si presenta a Melbourne da favorito. Al primo turno pesca Bedene, ma il secondo è persino medeglio contro la wild card sudcoreana Soon, prima di affrontare l’uomo con un rovescio da medaglia, Richard Gasquet. Dagli ottavi ecco le prime insidie: probabile un bombardiere a scelta fra Sam Querrey o Milos Raonic; l’uomo del Montenegro ha già amareggiato Roger in uno Slam. Per questo il campione elvetico non si lascia andare a facili entusiasmi, e in conferenza stampa ha dichiarato: “Bisogna andare con cautela e pensare partita per partita: il mio focus è sul primo turno, sono certo che il mio avversario scenderà in campo molto rislovenizzato dopo il finale della scorsa stagione”.

Dall’altro lato Fognini, cui la paternità sta finalmente cominciando a donare maturità e giudizio, sarà sugli spalti a tifare suo figlio Fabio: il taggiasco ha un tabellone accessibile con Zeballos, il Mayer che non prende Nadal e l’eventuale sedicesimo con il puccioso Goffin. Il vincente dello scontro, cioè il belga, ha un ottavo non semplice, con uno tra Berdych e Del Potro: il ceco ha appena trionfato al Tie-break Tens di Melbourne confermandosi avversario temibilissimo quando la posta in palio è irrisoria. La torre di Tandil invece non teme nessuno quando in condizione, ma dovrà fare i conti contro lo strano morbo che lo debilita ogni volta che scende in campo: l’argentino si è sottoposto a vari test durante l’off-season e una biopsia avrebbe individuato la presenza di un pericoloso bacillo, lo Streptococchus paraculiae, che rischia di mettere a repentaglio la performance di Juan Martin.

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