ATP Miami, Nole vs Andy: noia da fondo campo o spettacolo da Fab Four ?

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ATP Miami, Nole vs Andy: noia da fondo campo o spettacolo da Fab Four ?

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La finale dell’ATP di Miami ci consegna un classico degli ultimi dieci anni, la sfida tra due Fab Four: “Djokovic-Murray 26° atto” è la riedizione di 3 finali dell’Australian Open, tutte vinte da Nole, dello US Open 2012 e di Wimbledon 2013, terminate col trionfo di Andy (diretta Sky Sport 1 HD h 19:00)

Il Masters 1000 di Key Biscayne, secondo grande torneo americano che precede l’inizio della stagione sulla terra rossa, ci ha portato in dote uno spettacolo più che dignitoso e le rivelazioni di Dominic Thiem e di John Isner. Oggi va in scena l’atto conclusivo, la finale tra i giustizieri dell’emergente austriaco e del bombardiere americano, ossia rispettivamente il n.4 del mondo Andy Murray (ma a prescindere dall’esito della finale sarà n.3 la prossima settimana, a scapito di Rafael Nadal) e il n.1 Novak Djokovic. Miami si arricchisce così di una finale molto quotata, dopo che i numeri di pubblico e audience di Indian Wells e la vicinanza temporale con lo stesso torneo (con la relativa defezione di Roger Federer) ne stanno mettendo in ombra il prestigio.

Del resto, non può più sorprendere l’ennesima finale tra due dei quattro dominatori del tennis maschile dell’ultima decade, specie se fa seguito a Federer-Djokovic del torneo californiano e alla finale di Melbourne tra lo scozzese e il serbo. I soliti quattro non hanno ancora incontrato sulla loro strada un avversario supportato da quell’insieme di talento, maturità e continuità necessari per sovvertire le gerarchie, anche se i progressi di Raonic e Nishikori, l’orgoglio di Berdych e l’indomita riluttanza di Ferrer allo scorrere del tempo restano (soprattutto i primi due) significative mine vaganti sul cammino dei Fab Four. Ma da qui ad arrivare a una finale di uno Slam o a vincere un 1000 la strada è ancora lunga. Le eccezioni sono pochissime: degli ultimi 58 Masters 1000 disputati (da Indian Wells 2009 a Miami 2015), solo 7 si sono conclusi con una vittoria di un “intruso”. Eccoli elencati, procedendo a ritroso nel tempo:

 

Toronto 2014 (Tsonga b. Federer)
Montecarlo 2014 (Wawrinka b. Federer)
Parigi-Bercy 2012 (Ferrer b. Janowicz)
Parigi-Bercy 2010 (Soderling b. Monfils)
Miami 2010 (Roddick su Berdych)
Indian Wells 2010 (Ljubicic su Roddick)
Shanghai 2009 (Davydenko su Nadal)

Questa statistica è esemplificata dallo stesso cammino di Djokovic qui a Miami: dopo aver dominato dall’inizio alla fine ad Indian Wells, ha condotto il torneo di Key Biscayne manifestando una comprensibile stanchezza, lasciando per strada un set contro Klizan e rischiando di uscire agli ottavi per mano di un Dolgopolov autentico giocoliere, ma alla fine, quando la posta in gioco diventa ghiotta, il campione esce fuori di prepotenza: prima ha superato ai quarti in un match intensissimo un ottimo Ferrer e poi ha regolato in semifinale un Isner in grande spolvero (che aveva appena eliminato Raonic e Nishikori), lottando di fatto solo per un set. Esattamente come accadeva al miglior Nadal in molti Slam, quando nella prima settimana (ossia nella prima parte del torneo) mostrava errori e momenti di deconcentrazione per lui insoliti, per poi nella seconda diventare quasi inaffrontabile.

Murray, dal canto suo, dopo essersi sbarazzato in fretta di Young e Giraldo, ha perso il secondo set degli ottavi di finale contro Kevin Anderson e faticato ai quarti, vincendo in rimonta, contro un sempre più convincente Dominic Thiem. Poi con Berdych, pur senza eccellere, ha portato a casa il massimo risultato col minimo sforzo. Nel complesso ha mostrato freschezza atletica e convinzione nei propri mezzi, dimostrando di essersi messo alle spalle il suo difficile 2014.

Oggi Djokovic insegue il quinto trionfo a Miami, dopo i successi del 2007, del 2011, del 2012 e del 2014. Murray è alla ricerca del terzo sigillo, dopo aver sollevato il trofeo nel 2009 e nel 2013.

In termini di spettacolo, non è azzardato sostenere che spesso le sfide fra i due coetanei che si conoscono da sempre non sono state all’altezza delle rivalità tra Nadal e Federer o tra quella tra Roger e Djokovic. In particolare, le ultime due finali Slam che li hanno visti protagonisti, quella di Wimbledon 2013 e quella di Melbourne dello scorso Gennaio, sono state caratterizzate da scambi piuttosto lunghi e con pochi colpi “da circoletto rosso” (per rubare una felice espressione di Rino Tommasi), dove il giocatore più in forma (lo scozzese a Wimbledon, il serbo a Melbourne) ha vinto senza bisogno di particolari acuti e attendendo l’errore dell’avversario, a parte l’eccellente inizio di Djokovic nell’ultima finale australiana. La finale di oggi può risultare però più avvincente, dato che non c’è un giocatore nettamente più in palla (mentalmente e fisicamente) dell’altro: Djokovic ha mostrato segni di stanchezza e qualche crepa contro Dolgopolov ma, come detto prima, si presenta in finale dopo le convincenti affermazioni su Ferrer e Isner, mentre Murray  ha dimostrato, oltre ad un ottimo stato fisico, solidità mentale e tecnica nelle prove contro Thiem e Berdych.

Dal punto di vista tattico, i due avversari hanno un gioco piuttosto simile e questo è stato alla base della scarsa spettacolarità di diversi confronti. Ci sarà veramente da divertirsi se il serbo di Belgrado metterà in campo la propositività e l’aggressività che ha a tratti mostrato da quando Boris Becker si è unito al suo staff, alternando ai suoi incisivi colpi da fondo campo variazioni di gioco e qualche discesa a rete, e contemporaneamente dall’altra parte del campo lo scozzese di Dunblane sarà in grado di opporre i recuperi e le difese dei giorni migliori (Murray versione 2012-2013), affiancate da una prima di servizio solida e costante, per non perdere da subito l’inerzia dello scambio contro la miglior risposta del circuito.

Sotto l’aspetto mentale, Djokovic ha dichiarato in conferenza stampa: “È meraviglioso avere un filotto di vittorie del genere prima di questa finale a Miami. Questo mi dà fiducia e probabilmente un piccolo vantaggio psicologico”. Nole si riferiva agli ultimi 9 precedenti sul duro, che l’hanno sempre visto vincitore (l’ultima vittoria di Andy sul veloce risale allo US Open 2012, primo successo Slam dello scozzese). Da questo punto di vista, Murray avrebbe bisogno di fare un match da front runner: condurre nel punteggio gli permetterebbe di giocare più sciolto e libero da possibili fantasmi che, in caso di partita a rincorrere l’avversario, potrebbero materializzarsi ricordandogli la dura legge dei precedenti su questo tipo di superficie.

NUMERI DEGLI HEAD TO HEAD:

Totale: 17-8 Djokovic
Tornei dello Slam: 5-2 Djokovic
Atp World Tour Finals: 1-0 Djokovic
Masters 1000: 10-4 Djokovic
Olimpiadi: 1-0 Murray
Al meglio dei 3 set: 10-5 Djokovic
Sul cemento: 15-6 Djokovic (il serbo ha vinto le ultime nove sfide)
In una finale: 5-5 (5 Slam, 5 Masters 1000)

A parte l’equilibrio che ha spesso contraddistinto le sfide nei Major (al di là del risultato finale che ha premiato  Djokovic 5 volte su 7), nelle sfide dei Masters 1000 il netto predominio di Novak non si riscontra solo nel numero di vittorie (10 su 14), ma anche nel modo in cui queste sono arrivate, almeno le più recenti: Andy ha perso gli ultimi sei confronti, giocati tutti sul duro, e nel complesso il computo dei set vede il serbo avanti 19-10 (anche se Djokovic si ritirò sotto 3-0 nella finale di Cincinnati 2011).

Comunque, nonostante l’evidente condanna delle statistiche a suo sfavore, Murray può far leva sull’aver battuto Djokovic sulle superfici veloci in un appuntamento fondamentale come la finale degli US Open 2012, sull’essere maturato dal 2008 quando invece Nole era già molto competitivo nel biennio 2006-07 e sulla particolare confidenza dello scozzese col torneo di Miami: le condizioni di gioco della Florida sono particolarmente favorevoli ad Andy, che qui è stato sì sconfitto da Djokovic 3 volte su 4 sfide, ma ha già impresso 2 volte il suo nome nell’albo d’oro (nel 2009, contro Djokovic, e nel 2013) e giocato un’altra finale nel 2012 (persa sempre contro Novak). Nell’ultima conferenza stampa dopo la vittoria su Berdych, Murray ha sottolineato la confidenza con la superficie di Key Biscayne: “Io mi alleno sempre qui, so come la pallina rimbalza in determinate zone e quale servizio funziona in determinati punti del campo o come la pallina risponde ai differenti spin. Ecco perché mi sento a mio agio in questo torneo”.

In definitiva, non si può non considerare il n.1 come naturale favorito, per i numeri appena visti, per la classifica, per le vittorie nel primo Slam e nel primo Masters 1000 della stagione, ma lo scozzese non parte battuto, forte della consapevolezza di stare finalmente tornando ai livelli che aveva raggiunto prima dell’operazione alla schiena, non solo dal punto di vista fisico.

 

Precedenti: Djokovic è avanti 17-8

12‑Mar‑2015 Indian Wells Masters Hard SF (1)Djokovic d. (4)Andy Murray 6-2 6-3

19‑Jan‑2015 Australian Open Hard F (1)Djokovic d. (6)Andy Murray 7-6(5) 6-7(4) 6-3 6-0

27‑Oct‑2014 Paris-Bercy Masters Hard QF (1)Djokovic d. (8)Andy Murray 7-5 6-2

29‑Sep‑2014 Beijing Hard SF (1)Djokovic d. (6)Andy Murray 6-3 6-4

25‑Aug‑2014 US Open Hard QF (1)Djokovic d. (8)Andy Murray 7-6(1) 6-7(1) 6-2 6-4

19‑Mar‑2014 Miami Masters Hard QF (2)Djokovic d. (6)Andy Murray 7-5 6-3

24‑Jun‑2013 Wimbledon Grass F (2)Andy Murray d. (1)Djokovic 6-4 7-5 6-4

14‑Jan‑2013 Australian Open Hard F (1)Djokovic d. (3)Andy Murray 6-7(2) 7-6(3) 6-3 6-2

5‑Nov‑2012 Tour Finals Hard RR (1)Djokovic d. (3)Andy Murray 4-6 6-3 7-5

7‑Oct‑2012 Shanghai Masters Hard F (2)Djokovic d. (3)Andy Murray 5-7 7-6(11) 6-3

27‑Aug‑2012 US Open Hard F (3)Andy Murray d. (2)Djokovic 7-6(10) 7-5 2-6 3-6 6-2

25‑Jul‑2012 London Olympics Grass SF (3)Andy Murray d. (2)Djokovic 7-5 7-5

21‑Mar‑2012 Miami Masters Hard F (1)Djokovic d. (4)Andy Murray 6-1 7-6(4)

27‑Feb‑2012 Dubai Hard SF (3)Andy Murray d. (1)Djokovic 6-2 7-5

16‑Jan‑2012 Australian Open Hard SF (1)Djokovic d. (4)Andy Murray 6-3 3-6 6-7(4) 6-1 7-5

14‑Aug‑2011 Cincinnati Masters Hard F (4)Andy Murray d. (1)Djokovic 6-4 3-0 RET

8‑May‑2011 Rome Masters Clay SF (2)Djokovic d. (4)Andy Murray 6-1 3-6 7-6(2)

17‑Jan‑2011 Australian Open Hard F (3)Djokovic d. (5)Andy Murray 6-4 6-2 6-3

25‑Mar‑2009 Miami Masters Hard F (4)Andy Murray d. (3)Djokovic 6-2 7-5

28‑Jul‑2008 Cincinnati Masters Hard F (8)Andy Murray d. (3)Djokovic 7-6(4) 7-6(5)

21‑Jul‑2008 Canada Masters Hard QF (8)Andy Murray d. (3)Djokovic 6-3 7-6(3)

20‑Apr‑2008 Monte Carlo Masters Clay R16 (3)Djokovic d. (14)Andy Murray 6-0 6-4

19‑Mar‑2007 Miami Masters Hard SF (10)Djokovic d. (12)Andy Murray 6-1 6-0

5‑Mar‑2007 Indian Wells Masters Hard SF (12)Djokovic d. (13)Andy Murray 6-2 6-3

16‑Oct‑2006 Madrid Masters Hard R16 (15)Djokovic d. Andy Murray 1-6 7-5 6-3

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ATP Montreal, Casper Ruud e la passeggiata contro Auger-Aliassime: “Un giorno perfetto in ufficio”

Il norvegese commenta la mattanza rifilata al canadese e si proietta alla semifinale contro Hurkacz: “Lui sa come si vince un Masters 1000”

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Casper Ruud – ATP Montreal 2022 (foto via Twitter @OBNmontreal)

L’inaspettato e deludente (soprattutto per il pubblico di casa) 6-2 6-1 con cui Casper Ruud ha liquidato Felix Auger-Aliassime ha richiesto solo mezzora in meno rispetto al 7-6 6-7 6-1 di Hurkacz su Kyrgios: c’è stata più lotta di quanto dica il punteggio tra il fantasmino e FAA oppure Kyrgios andava così di fretta tra un punto e l’altro che il tempo effettivo dei suoi turni di battuta quasi eguagliava quello complessivo? La seconda è piuttosto vera e non c’è dubbio che, a proposito della prima, in conferenza stampa il vincitore spiegherà che non è stato così facile. Non c’è dubbio, abbiamo azzardato, sia perché è quello che si dice di solito in questi casi, sia perché Casper lo aveva anticipato nell’intervista sul campo. Andiamo allora a controllare se è davvero così e cos’altro ha raccontato l’unica delle prime quattro teste di serie rimasta in piedi dopo il primo match e che quest’oggi giocherà la semifinale, contro Hurkacz, sul cemento canadese: in una parola, anzi tre, il terraiolo Ruud.

Domanda: Sembravi molto a tuo agio oggi in campo. Com’è stato per te?

Casper Ruud: “Non è stato così agevole come la gente potrebbe pensare. Tutto è più o meno girato a mio favore: chiamate vicino alla riga, scambi lunghi. Questo certo aiuta contro un grande giocatore come Felix. Sapevo di dover mettere in campo il mio tennis migliore per avere una possibilità di batterlo. L’ho fatto e pure qualcosa in più. Un giorno perfetto in ufficio.”

 

D. Sentivi che era la tempesta perfetta per te perché Felix faticava a colpire e tu hai sfoderato alcuni colpi spettacolari?

CR: “Non sono partito alla grande, Felix sì. Per fortuna, sono stato in grado di capovolgere la situazione. Siamo tutti d’accordo, abbiamo visto Felix giocare meglio di quanto abbia fatto oggi. Faceva diversi errori qua e là. Allo stesso tempo, io gli facevo colpire parecchie palle in più. Io recuperavo palle rispedendole con buona profondità. Dev’essere stato piuttosto complicato per lui trovare vincenti o punti facili contro di me. Quello era l’obiettivo, fargli giocare tanti punti e funzionava. Da parte mia, sono stato capace di piazzare il dritto dove volevo, trovare dei vincenti. E ho anche servito bene. Felix sa giocare meglio, ma io ho messo in atto il mio piano. Ho fatto un buon lavoro.”

D. Una bella vittoria su un grande tennista, con il pubblico a favore. Come rimani concentrato sapendo che la folla tiferà per quell’altro?

CR: “A volte, la notte prima mi piace visualizzare me stesso nel match che devo giocare. Ieri notte, mi vedevo sul centrale, proprio nel momento in cui entravamo in campo, quando sai che Felix riceverà un’ovazione. Se finisco con il perdere scambi tirati o punti spettacolari, impazziranno per lui. Mi piace farlo perchè così in quei momenti ci sono già passato, almeno nella mia testa. Credo sia un modo per gestire luoghi o incontri speciali come oggi. Per fortuna, sono riuscito a giocare così bene che il pubblico non ha avuto forse modo di tifare come avrebbe voluto. Suona un po’ crudele, ma…”

D. Cosa ti aspetti dal match contro Hubert? Ha battuto Nick che era in striscia vincente.

CR. “Sarà difficile. Hubert è sempre pericoloso, su ogni superficie, specialmente sul duro. Ha vinto Miami, sa come vincere un Masters 1000. È di nuovo in semifinale e sembra al meglio, ha giocato molto bene contro un avversario tosto. Lo conosco bene, è un tipo a posto. Spero che riusciremo a mettere in campo una bella semifinale sabato.”

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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Qualificazioni ATP/WTA Cincinnati: oggi l’esordio dei quattro italiani

In campo oggi Lorenzo Musetti, Lorenzo Sonego e Fabio Fognini insieme all’ex n.1; Jasmine Paolini unica tra le ragazze, per due tabelloni di livello non cadetto

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Campo Centrale - Cincinnati 2021 (foto Twitter @cincytennis)

Scorrendo il tabellone delle qualificazioni dell’ATP Cincinnati 2022, e vedendone le teste di serie, lo si potrebbe facilmente scambiare per un ATP 250 di buon livello. Basti pensare che lo guida il nostro Lorenzo Musetti, n.30 al mondo e fresco vincitore di un 500 in quel di Amburgo, che aprirà la sua campagna oggi non prima delle 20:30 italiane contro Daniel Altmaier, n.79 al mondo, per avere all’eventuale turno successivo uno tra Kozlov e Lajovic. Ma ci sono anche altri due azzurri in gara che tentano di accaparrarsi uno dei sette posti per il tabellone principale maschile (guidato da Medvedev e Nadal) del 1000 dell’Ohio, dei nobili decaduti: Lorenzo Sonego e Fabio Fognini, rispettivamente quinta e nona forza del tabellone.

Entrambi non hanno pescato benissimo, dato che il piemontese esordirà, non prima delle 17:30, contro John Millman, uno che sul cemento ci naviga, mentre l’ex n.9 al mondo (uno dei tre giocatori in tabellone cadetto ad aver vinto un 1000) avrà Soonwoo Kwon non prima delle 20:00. Jack Sock, il grande sogno americano infranto, anche lui wild card, trova il sempre scomodo Ilya Ivashka, attuale n.50 al mondo.

Il tabellone principale del Masters 1000 di Cincinnati

 

La situazione nel tabellone cadetto femminile è simile, con la prima testa di serie assegnata alla n.33 al mondo Irina-Camelia Begu, che esordirà contro la giovane Teresa Martincova. Subito dopo, nel seed, una delle grandi protagoniste dell’estate, tornata in alto alla trentaquattresima piazza del ranking, Caroline Garcia, che incrocerà le racchette con la connazionale Parry. Meno screziato d’azzurro il tabellone WTA rispetto a quello ATP, con un’unica rappresentante che è Jasmine Paolini, ottava testa di serie, che scenderà in campo oggi non prima delle 19:00 contro Marta Kostyuk, per andare a pescare poi una tra Frech e Juvan in un interessante turno decisivo. Questi sono i nomi di principale interesse, per quanto scorrendo il tabellone si possano trovare Tomljanovic, Tauson, Bondar, Vekic, Bouzkova…anche qui un plotone da tabellone principale di tornei di “seconda fascia”.

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ATP Montreal, Kyrgios: “Non sono un favorito allo US Open, ora penso a recuperare”. Hurkacz: “Nick un super avversario, ma ho dimostrato di tenere un livello alto”

Kyrgios rivela alcuni problemi fisici, Hurkacz si gode il suo servizio. Le parole dei due big server dopo il loro “clash of the titans”

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Hubert Hurkacz - Miami 2022 (Instagram - @miamiopen)

Doveva essere un quarto di finale equilibrato, quello tra Hubert Hurkacz e Nick Kyrgios, e così è stato per i primi due set, entrambi conclusi al tie-break, prima che il polacco facesse il largo nel terzo per andare a conquistare la seconda semifinale 1000 dell’anno, dopo quella a Miami persa contro Alcaraz. Come sempre pacato e composto Hubi, nelle esultanze, nel gioco, un po’ il contrario dell’australiano che tanto si fa amare (o odiare) proprio per la sua esuberanza, il suo non essere mai scontato. Eppure, nella conferenza post gara, per quanto Hurkacz al solito si sia mostrato rilassato, tranquillo, senza nulla sopra le righe, c’è la notizia che, per una volta, anche Kyrgios ha avuto questo atteggiamento, come ora andremo a vedere (partendo dal vincitore).

D: “Grande partita oggi, come ti senti?

Hurkacz: “Oggi è stata una partita davvero difficile, Nick ha giocato in modo incredibile negli ultimi due mesi. Giocare contro di lui è molto impegnativo, ma anche divertente; è stata decisamente una bella partita

 

D: “Nonostante fosse una partita di tre set, non è sembrato, guardando la partita, che tu avessi problemi a vincere punti e tutto il resto. Quale pensi sia stata la chiave per te, nella partita, nel trovare un modo per battere un ragazzo così?

Hurkacz: “È bello che sembrasse così (sorridendo). Sicuramente Nick è un super avversario, può fare ogni singolo colpo. Non ha davvero così tante debolezze. Io stavo solo cercando di servire bene e di rimanere aggressivo

D: “Si tratta di due vittorie di fila su Kyrgios. Potresti argomentare che attualmente è il giocatore del momento. Questo ti dà una maggiore fiducia entrando nel resto della stagione sul cemento e verso lo US Open?

Hurkacz: “Sì, decisamente. Non penso di leggerlo meglio degli altri giocatori, ma ho un servizio abbastanza buono, e ho servito bene in queste due partite. Questo sicuramente mi ha aiutato a rimanere con lui nel gioco, e mi dimostra che posso portare davvero un altissimo livello e sicuramente mi motiva a continuare a spingere

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Montreal

Di poche parole e tanti fatti il polacco, decisamente più chiacchierone, pronto alla risposta e a fornire spunti piccanti invece Nick Kyrgios.

D: “Un’altra battaglia di tre set con Hubi, parlaci della partita

Kyrgios: “Servizio semplicemente fantastico. Lui ha uno dei migliori al mondo. Ho avuto opportunità nel primo set, palle break, nel secondo, e ovviamente questo era cruciale, perché andando verso la fine si è vaporizzato un po’, ma penso sia normale. Mi sento bene, fiducioso. Ora ho tre giorni, quattro giorni di riposo fino a Cincinnati. Lo userò, sfrutterò davvero solo il riposo e il recupero

D: “C’è stato ovviamente un cambio di momento tra secondo e terzo set. Era la fatica ad intrufolarsi? Cosa è successo?

Kyrgios: “Non sono stato bene l’ultima settimana. Quando sono già riscaldato…sentivo un po’ gli addominali prima della partita, le ginocchia mi facevano male. Ovviamente quando stai giocando, fermarsi per circa 5-10 minuti non aiuta il tuo corpo. Il mio corpo era così rigido dopo che non riuscivo a muovermi correttamente, mi faceva male l’addome; è all’interno delle regole, non ho intenzione di lamentarmi. Ero completamente irrigidito. Dopo il secondo set, come se non fossi un macchina, ma un essere umano. Le mie ginocchia erano doloranti, la mia schiena era dolorante, mi faceva male l’addome. Stavo cercando di rimanere in movimento, ma mi sono solo irrigidito

D: “Ci hai dato davvero delle ottime risposte tutta la settimana, ben ponderate e belle. Sembra forse che non odi i media come a quanto hai abituato. Ti stai divertendo un po’ con l’intero processo al giorno d’oggi in termini di questo avanti e indietro con i media, anche di interazione con i fan?

Kyrgios: “I fan sono fantastici, senza non c’è davvero alcuna eccitazione. Non c’è sport davvero senza tifosi. Per quanto riguarda i media, non me ne potrebbe fregare di meno. Lo faccio perché devo essere qui e non voglio essere multato, quindi… Voglio dire, è una routine. Non mi piace molto, a dire il vero. Preferirei piuttosto non essere qui adesso

D: “Prima e durante Wimbledon, hai detto che era la tua migliore chance di vincere uno Slam. Probabilmente stai giocando al tuo meglio ora. Ti senti fiducioso verso lo US Open?

Kyrgios: “Sì, mi sento bene. Allo US Open mancano ancora due settimane e mezzo, poi ho Cincinnati la prossima settimana, e questo è tutto ciò su cui mi sto concentrando. Mi sto concentrando su oggi, stasera, recupero, cibo, poi solo riposo, poi Cincinnati. Ecco a che punto è la mia mente. Non sto nemmeno pensando allo US Open. Ce ne sono ancora di 128 giocatori allo US Open capaci di fare grandi cose. Ovviamente mi sento fiducioso, ma allo stesso tempo non mi metterò davanti a tutti. Non ho intenzione di andare a dire che sono un favorito o qualcosa del genere, mi sento come se stessi giocando bene. Ho ancora da giocare molto a tennis prima di allora, quindi mi concentrerò su quello

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Montreal

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