Anteprima ATP: ritorno sul rosso, tra Houston e Casablanca

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Anteprima ATP: ritorno sul rosso, tra Houston e Casablanca

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Il circuito ATP si lascia alle spalle il coast-to-coast California-Florida sul duro di Indian Wells e Miami e torna sulla terra rossa dopo la parentesi di febbraio con il mini-tour del Centro e Sud America. La prossima settimana si giocano, in Texas e in Marocco, due tornei unici nel loro genere. Andiamo a vedere perché…

ATP Houston e Casablanca – I Tabelloni (Sara Niccolini)

Ci attende una settimana di transizione prima di approdare sulla terra battuta europea con i top players reduci dal cemento americano.

 

Iniziamo restando negli Stati Uniti spostandoci lungo la costa per più di 1000 miglia da Miami per approdare a Houston, in Texas, dove ci attende il Fayez Sarofim & Co. U.S. Championship, dal nome dell’omonimo finanziere di origine egiziana.
La presenza dei giocatori statunitensi è ovviamente consistente e cinque su sei sono capitati nella parte alta del tabellone dando luogo al derby Young-Johnson, che attenderanno il vincente tra Querrey e Matosevic. Al primo turno ci sarà un testa-testa tra Smyczek e Gabashvili, uno dei quali incontrerà l’insormontabile Isner, reduce da un ottimo risultato a Miami.
Sui lati opposti del tabellone due spagnoli, Feliciano Lopez, che adesso intraprende la fase meno congeniale al suo gioco e Bautista Agut, il quale invece deve confermare la sua ottima classifica che lo vede stabilmente da sei mesi intorno alla 15esima posizione. L’ultimo degli iberici è Verdasco, lontano dai fasti del 2011, ma sufficientemente d’esperienza per costituire un ostacolo quasi insuperabile per Paolo Lorenzi, come lo è stato al torneo di febbraio di Quito, quando il romano ha subito un 61 62 in 49 minuti.

Diamo un’occhiata a cosa ci attende oltre oceano al torneo dedicato allo storico re del Marocco dal 1961 al 1999: Hassan II. Nessun italiano in tabellone e molti gli spagnoli: Garcia Lopez è la prima testa di serie e il suo tentativo di vincere il torneo per la seconda volta consecutiva potrebbe avere concrete possibilità di realizzarsi poiché tra gli avversari ci sono pochi veri specialisti della terra. Veseley riesce ad essere più incisivo sul cemento piuttosto che sul rosso, lo stesso vale per Kukushkin, mentre gli spagnoli sulla stessa parte di tabellone hanno poche armi a disposizione contro il numero 25 al mondo: Gimeno-Traver e Ramos-Vinolas
La parte bassa vede Klizan come seconda testa di serie, il quale ha vinto un solo torneo sulla terra, Monaco nel 2014, e che per candidarsi come vero possibile vincitore del torneo deve superare giocatori di talento come Kuznetsov, Dustin Brown, Granollers e Almagro, il quale, però, non ha ancora ritrovato la forma dopo l’infortunio al piede del 2014.

ATP Houston e Casablanca – Un po’ di storia (Remo Borgatti)

Houston – La terra marrone del River Oaks Country Club è pronta ad ospitare la 105esima edizione degli U.S. Men’s Clay Court Championhips, ovvero l’unico torneo del circuito maggiore che si disputa sulla terra battuta negli Stati Uniti. Tutto ebbe inizio nel 1910 ad Omaha, Nebraska, dietro suggerimento della Western Lawn Tennis Association (attualmente USTA/Midwest) che stava cercando in ogni modo di incoraggiare l’uso della terra quale superficie per il tennis, ritenendola di più facile manutenzione rispetto all’erba e quindi propedeutica per una diffusione più capillare dello sport in questione. Alla prima finale assistettero circa 5000 spettatori e Melville Long lasciò appena due giochi al rivale Walter Hall. La manifestazione cambiò sede svariate volte nel corso dei decenni ma solo una volta, nel 1928, non venne tenuta.

All’inizio dell’Era Open Indianapolis ricevette il testimone da Milwaukee e lo tenne per quasi un ventennio, fino al 1987. Poi, nei tredici anni successivi, si giocò a Charleston, Kiawah Island, Charlotte, Birmingham, Pinehurst e Orlando finché, dal 2001, la carovana si trasferì a Houston, dov’è tuttora di stanza. Tuttavia, anche nella città del Texas ci sono stati cambiamenti significativi; dal 2008 infatti non si gioca più al West Side Tennis Club bensì, come detto, a River Oaks dove i campi sono in terra marrone (che è come l’Har-Tru ma di colore diverso).

Nell’Era Open, è Jimmy Connors a detenere il record di titoli (4 più due finali perse) seguito dal connazionale Andy Roddick (per lui cinque finali consecutive) e dallo spagnolo Orantes con tre successi. Singolare la vicenda di Jimmy Arias, finalista quattro volte in tre città diverse (Indianapolis, Charleston e Charlotte) mentre Andre Agassi ha messo ben 15 anni tra la prima e l’ultima vittoria.

Ben dieci volte dal 1969 a oggi la testa di serie n°1 è stata eliminata al debutto nel torneo ma solo a MaliVai Washington è successo due volte (nel biennio 1993/94) ed entrambe le volte a castigarlo è stato David Witt.

Lawson Duncan, finalista a Charleston nel 1989, ha disputato in carriera sei finali perdendole tutte e tutte sulla terra battuta. Ryan Sweeting di Nassau, Bahamas, ha giocato a Houston le uniche due finali in carriera perdendo quella del doppio nel 2009 e vincendo in singolare due stagioni dopo.

Così l’anno scorso – Non alzava un trofeo da quasi quattro anni, Nando. Era infatti da Barcellona 2010 che Verdasco, mancino madrileno, non vinceva un torneo; da quella per lui magica primavera che l’aveva visto trionfare già a San Josè e conquistare le finali a Nizza e Montecarlo. Quattro lunghe stagioni di passione e infine il ritorno alla vittoria nello storico torneo americano.

In un seeding capeggiato dall’unico top-10 in tabellone (John Isner, subito eliminato 76 al terzo dal tedesco Brown), Verdasco era la quarta scelta; prima di lui anche i connazionali Robredo (eliminato al secondo turno da Santi Giraldo) e Almagro, finalista della precedente edizione.

Beneficiario di un bye all’esordio, nando lasciava per strada il set centrale all’americano Steve Johnson ma dai quarti in poi non si concedeva più distrazioni: 76 61 a Young e 64 75 a Giraldo. Nella parte alta del tabellone Querrey rimpiazzava Isner ma era costretto a disertare la semifinale per un infortunio e consentiva così a Nico Almagro di bissare il risultato del 2013. Purtroppo per lui, doveva accontentarsi di nuovo del piatto d’onore in quanto Verdasco lo batteva per la settima volta (su 10 incontri) con lo score di 63 76.

ALBO D’ORO (Era Open)

Indianapolis

1969 Zeljko Franulovic-Arthur Ashe                  86 63 64

1970 Cliff Richey-Stan Smith                             62 108 36 61

1971 Zeljko Franulovic-Cliff Richey                    63 64 06 63

1972 Bob Hewitt-Jimmy Connors                      76 61 62

1973 Manuel Orantes-Georges Goven                64 61 64

1974 Jimmy Connors-Bjorn Borg                      57 63 64

1975 Manuel Orantes-Arthur Ashe                    62 62

1976 Jimmy Connors-Wojtek Fibak                   62 64

1977 Manuel Orantes-Jimmy Connors              61 63

1978 Jimmy Connors-Josè Higueras                 75 61

1979 Jimmy Connors-Guillermo Vilas               61 26 64

1980 Josè Luis Clerc-Mel Purcell                       75 63

1981 Josè Luis Clerc-Ivan Lendl                        46 64 62

1982 Josè Higueras-Jimmy Arias                       75 57 63

1983 Jimmy Arias-Andres Gomez                      64 26 64

1984 Andres Gomez-Balasz Taroczy                            60 76

1985 Ivan Lendl-Andres Gomez                          61 63

1986 Andres Gomez-Thierry Tulasne                 64 76

1987 Mats Wilander-Kent Carlsson                    75 63

Charleston

1988 Andre Agassi-Jimmy Arias                        62 62

1989 Jay Berger-Lawson Duncan                      64 63

Kiawah Island

1990 David Wheaton-Mark Kaplan                    64 64

Charlotte

1991 Jaime Yzaga-Jimmy Arias                         63 75

1992 MaliVai Washington-Claudio Mezzadri      63 63

1993 Horacio De La Pena-Jaime Yzaga               36 63 64

Birmingham

1994 Jason Stoltenberg-Gabriel Markus            63 64

Pinehurst

1995 Thomas Enqvist-Javier Frana                    63 36 63

1996 Fernando Meligeni-Mats Wilander             64 62

Orlando

1997 Michael Chang-Grant Stafford                  46 62 61

1998 Jim Courier-Michael Chang                      75 36 75

1999 Magnus Norman-Guillermo Canas            60 63

2000 Fernando Gonzalez-Nicolas Massu            62 63

HOUSTON

2001 Andy Roddick-Hyung Taik Lee                  75 63

2002 Andy Roddick-Pete Sampras                     76 63

2003 Andre Agassi-Andy Roddick                      36 63 64

2004 Tommy Haas-Andy Roddick                      63 64

2005 Andy Roddick-Sebastien Grosjean            62 62

2006 Mardy Fish-Jurgen Melzer                        36 64 63

2007 Ivo Karlovic-Mariano Zabaleta                   64 61

2008 Marcel Granollers-James Blake                 64 16 75

2009 Lleyton Hewitt-Wayne Odesnik                 62 75

2010 Juan Ignacio Chela-Sam Querrey              57 64 63

2011 Ryan Sweeting-Kei Nishikori                     64 76

2012 Juan Monaco-John Isner                          62 36 63

2013 John Isner-Nicolas Almagro                      63 75

2014 Fernando Verdasco-Nicolas Almagro         63 76

 

Casablanca – In Africa, l’ATP si ferma solo qui. Almeno a livello di circuito principale. Il Grand Prix Hassan II, partito nel 1986 come challenger e promosso definitivamente nel 1990, celebra dunque il 25° compleanno (nel 1991 non venne disputato) in Marocco nel complesso Al Amal di Casablanca.

In 24 anni, solo tre volte la testa di serie numero 1 (Furlan nel 1994, Schaller nel 1995, Wawrinka nel 2010) ha vinto il titolo, tante quante ad alzare il trofeo è stato un qualificato. Partendo dalle retrovie si sono imposti Canas nel 2001, Ventura nel 2004 e Simon nel 2008. Per Ventura si trattò dell’unica finale in carriera (come per Bracciali nel 2006) mentre Canas festeggiò il primo successo ATP.

Solo Perez Roldan e Andujar hanno concesso il bis mentre sei volte il primo favorito del seeding è uscito subito. Tre le vittorie italiane; oltre a Bracciali e Furlan, anche Gaudenzi si è imposto nel 1998.

Così l’anno scorso – Altro spagnolo ma situazione analoga a quella di Verdasco. Anche Guillermo Garcia-Lopez attendeva la vittoria da quasi quattro anni (ultimo titolo a Bangkok in autunno 2010, peraltro dopo aver sconfitto in semifinale il n°1 del mondo Nadal) e la terra rossa marocchina gli ha portato fortuna.

In un draw da 28 giocatori, con le prime quattro teste di serie direttamente al secondo turno, Garcia-Lopez era n°8 e debuttava contro il kazako Kukushkin, regolato in due set molto equilibrati (doppio 76). Andava peggio al n°1 Kevin Anderson, finalista nel 2013 e sconfitto all’esordio dal rumeno Hanescu, e il torneo si vedeva così privato dei due principali protagonisti in quanto Monfils (2) aveva già dato forfait consentendo a Kuznetsov di essere doppiamente perdente fortunato. Oltre al bye, infatti, il russo beneficiava pure del ritiro di Vesely nel secondo set e si trovava nei quarti quasi per grazia ricevuta.

Dei quattro spagnoli approdati nei quarti, tre centravano la semifinale; oltre a Garcia-Lopez e Granollers, che si sarebbero poi giocati il titolo, sorprendeva il giovane Roberto Carballes Baena. Proveniente dalle qualificazioni, l’iberico metteva in fila Goffin e il portoghese Sousa prima di regolare Kuznetsov e strappare un set a Garcia-Lopez. Dalla parte alta emergeva invece Granollers, giustiziere dei connazionali Ramos e Carreno Busta oltre che dell’argentino Delbonis. La finale era la seconda sfida tra Garcia-Lopez e Granollers, sconfitto sempre a Casablanca nel 2010. Stavolta Marcel si aggiudicava il primo set ma alla distanza si arrendeva 57 64 63.

ALBO D’ORO

1990 Thomas Muster-Guillermo Perez Roldan             61 67 62

1992 Guillermo Perez Roldan-German Lopez              26 75 63

1993 Guillermo Perez Roldan-Younes El Aynaoui       64 63

1994 Renzo Furlan-Karim Alami                                 62 62

1995 Gilbert Schaller-Albert Costa                              64 62

1996 Tomas Carbonell-Gilbert Schaller                       75 16 62

1997 Hicham Arazi-Franco Squillari                            36 61 62

1998 Andrea Gaudenzi-Alex Calatrava                        64 57 64

1999 Alberto Martin-Fernando Vicente                        63 64

2000 Fernando Vicente-Sebastien Grosjean                64 46 76

2001 Guillermo Canas-Tommy Robredo                      75 62

2002 Younes El Aynaoui-Guillermo Canas                  36 63 62

2003 Julien Boutter-Younes El Aynaoui                      62 26 61

2004 Santiago Ventura-Dominik Hrbaty                     63 16 64

2005 Mariano Puerta-Juan Monaco                            64 61

2006 Daniele Bracciali-Nicolas Massu                         61 64

2007 Paul-Henri Mathieu-Albert Montanes                 61 61

2008 Gilles Simon-Julien Benneteau                          75 62

2009 Juan Carlos Ferrero-Florent Serra                      64 75

2010 Stanislas Wawrinka-Victor Hanescu                   62 63

2011 Pablo Andujar-Potito Starace                              61 62

2012 Pablo Andujar-Albert Ramos                               61 76

2013 Tommy Robredo-Kevin Anderson                        76 46 63

2014 Guillermo Garcia-Lopez-Marcel Granollers         57 64 63

 

 

 

 

 

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ATP Montreal, Casper Ruud e la passeggiata contro Auger-Aliassime: “Un giorno perfetto in ufficio”

Il norvegese commenta la mattanza rifilata al canadese e si proietta alla semifinale contro Hurkacz: “Lui sa come si vince un Masters 1000”

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Casper Ruud – ATP Montreal 2022 (foto via Twitter @OBNmontreal)

L’inaspettato e deludente (soprattutto per il pubblico di casa) 6-2 6-1 con cui Casper Ruud ha liquidato Felix Auger-Aliassime ha richiesto solo mezzora in meno rispetto al 7-6 6-7 6-1 di Hurkacz su Kyrgios: c’è stata più lotta di quanto dica il punteggio tra il fantasmino e FAA oppure Kyrgios andava così di fretta tra un punto e l’altro che il tempo effettivo dei suoi turni di battuta quasi eguagliava quello complessivo? La seconda è piuttosto vera e non c’è dubbio che, a proposito della prima, in conferenza stampa il vincitore spiegherà che non è stato così facile. Non c’è dubbio, abbiamo azzardato, sia perché è quello che si dice di solito in questi casi, sia perché Casper lo aveva anticipato nell’intervista sul campo. Andiamo allora a controllare se è davvero così e cos’altro ha raccontato l’unica delle prime quattro teste di serie rimasta in piedi dopo il primo match e che quest’oggi giocherà la semifinale, contro Hurkacz, sul cemento canadese: in una parola, anzi tre, il terraiolo Ruud.

Domanda: Sembravi molto a tuo agio oggi in campo. Com’è stato per te?

Casper Ruud: “Non è stato così agevole come la gente potrebbe pensare. Tutto è più o meno girato a mio favore: chiamate vicino alla riga, scambi lunghi. Questo certo aiuta contro un grande giocatore come Felix. Sapevo di dover mettere in campo il mio tennis migliore per avere una possibilità di batterlo. L’ho fatto e pure qualcosa in più. Un giorno perfetto in ufficio.”

 

D. Sentivi che era la tempesta perfetta per te perché Felix faticava a colpire e tu hai sfoderato alcuni colpi spettacolari?

CR: “Non sono partito alla grande, Felix sì. Per fortuna, sono stato in grado di capovolgere la situazione. Siamo tutti d’accordo, abbiamo visto Felix giocare meglio di quanto abbia fatto oggi. Faceva diversi errori qua e là. Allo stesso tempo, io gli facevo colpire parecchie palle in più. Io recuperavo palle rispedendole con buona profondità. Dev’essere stato piuttosto complicato per lui trovare vincenti o punti facili contro di me. Quello era l’obiettivo, fargli giocare tanti punti e funzionava. Da parte mia, sono stato capace di piazzare il dritto dove volevo, trovare dei vincenti. E ho anche servito bene. Felix sa giocare meglio, ma io ho messo in atto il mio piano. Ho fatto un buon lavoro.”

D. Una bella vittoria su un grande tennista, con il pubblico a favore. Come rimani concentrato sapendo che la folla tiferà per quell’altro?

CR: “A volte, la notte prima mi piace visualizzare me stesso nel match che devo giocare. Ieri notte, mi vedevo sul centrale, proprio nel momento in cui entravamo in campo, quando sai che Felix riceverà un’ovazione. Se finisco con il perdere scambi tirati o punti spettacolari, impazziranno per lui. Mi piace farlo perchè così in quei momenti ci sono già passato, almeno nella mia testa. Credo sia un modo per gestire luoghi o incontri speciali come oggi. Per fortuna, sono riuscito a giocare così bene che il pubblico non ha avuto forse modo di tifare come avrebbe voluto. Suona un po’ crudele, ma…”

D. Cosa ti aspetti dal match contro Hubert? Ha battuto Nick che era in striscia vincente.

CR. “Sarà difficile. Hubert è sempre pericoloso, su ogni superficie, specialmente sul duro. Ha vinto Miami, sa come vincere un Masters 1000. È di nuovo in semifinale e sembra al meglio, ha giocato molto bene contro un avversario tosto. Lo conosco bene, è un tipo a posto. Spero che riusciremo a mettere in campo una bella semifinale sabato.”

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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Qualificazioni ATP/WTA Cincinnati: oggi l’esordio dei quattro italiani

In campo oggi Lorenzo Musetti, Lorenzo Sonego e Fabio Fognini insieme all’ex n.1; Jasmine Paolini unica tra le ragazze, per due tabelloni di livello non cadetto

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Campo Centrale - Cincinnati 2021 (foto Twitter @cincytennis)

Scorrendo il tabellone delle qualificazioni dell’ATP Cincinnati 2022, e vedendone le teste di serie, lo si potrebbe facilmente scambiare per un ATP 250 di buon livello. Basti pensare che lo guida il nostro Lorenzo Musetti, n.30 al mondo e fresco vincitore di un 500 in quel di Amburgo, che aprirà la sua campagna oggi non prima delle 20:30 italiane contro Daniel Altmaier, n.79 al mondo, per avere all’eventuale turno successivo uno tra Kozlov e Lajovic. Ma ci sono anche altri due azzurri in gara che tentano di accaparrarsi uno dei sette posti per il tabellone principale maschile (guidato da Medvedev e Nadal) del 1000 dell’Ohio, dei nobili decaduti: Lorenzo Sonego e Fabio Fognini, rispettivamente quinta e nona forza del tabellone.

Entrambi non hanno pescato benissimo, dato che il piemontese esordirà, non prima delle 17:30, contro John Millman, uno che sul cemento ci naviga, mentre l’ex n.9 al mondo (uno dei tre giocatori in tabellone cadetto ad aver vinto un 1000) avrà Soonwoo Kwon non prima delle 20:00. Jack Sock, il grande sogno americano infranto, anche lui wild card, trova il sempre scomodo Ilya Ivashka, attuale n.50 al mondo.

Il tabellone principale del Masters 1000 di Cincinnati

 

La situazione nel tabellone cadetto femminile è simile, con la prima testa di serie assegnata alla n.33 al mondo Irina-Camelia Begu, che esordirà contro la giovane Teresa Martincova. Subito dopo, nel seed, una delle grandi protagoniste dell’estate, tornata in alto alla trentaquattresima piazza del ranking, Caroline Garcia, che incrocerà le racchette con la connazionale Parry. Meno screziato d’azzurro il tabellone WTA rispetto a quello ATP, con un’unica rappresentante che è Jasmine Paolini, ottava testa di serie, che scenderà in campo oggi non prima delle 19:00 contro Marta Kostyuk, per andare a pescare poi una tra Frech e Juvan in un interessante turno decisivo. Questi sono i nomi di principale interesse, per quanto scorrendo il tabellone si possano trovare Tomljanovic, Tauson, Bondar, Vekic, Bouzkova…anche qui un plotone da tabellone principale di tornei di “seconda fascia”.

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ATP Montreal, Kyrgios: “Non sono un favorito allo US Open, ora penso a recuperare”. Hurkacz: “Nick un super avversario, ma ho dimostrato di tenere un livello alto”

Kyrgios rivela alcuni problemi fisici, Hurkacz si gode il suo servizio. Le parole dei due big server dopo il loro “clash of the titans”

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Hubert Hurkacz - Miami 2022 (Instagram - @miamiopen)

Doveva essere un quarto di finale equilibrato, quello tra Hubert Hurkacz e Nick Kyrgios, e così è stato per i primi due set, entrambi conclusi al tie-break, prima che il polacco facesse il largo nel terzo per andare a conquistare la seconda semifinale 1000 dell’anno, dopo quella a Miami persa contro Alcaraz. Come sempre pacato e composto Hubi, nelle esultanze, nel gioco, un po’ il contrario dell’australiano che tanto si fa amare (o odiare) proprio per la sua esuberanza, il suo non essere mai scontato. Eppure, nella conferenza post gara, per quanto Hurkacz al solito si sia mostrato rilassato, tranquillo, senza nulla sopra le righe, c’è la notizia che, per una volta, anche Kyrgios ha avuto questo atteggiamento, come ora andremo a vedere (partendo dal vincitore).

D: “Grande partita oggi, come ti senti?

Hurkacz: “Oggi è stata una partita davvero difficile, Nick ha giocato in modo incredibile negli ultimi due mesi. Giocare contro di lui è molto impegnativo, ma anche divertente; è stata decisamente una bella partita

 

D: “Nonostante fosse una partita di tre set, non è sembrato, guardando la partita, che tu avessi problemi a vincere punti e tutto il resto. Quale pensi sia stata la chiave per te, nella partita, nel trovare un modo per battere un ragazzo così?

Hurkacz: “È bello che sembrasse così (sorridendo). Sicuramente Nick è un super avversario, può fare ogni singolo colpo. Non ha davvero così tante debolezze. Io stavo solo cercando di servire bene e di rimanere aggressivo

D: “Si tratta di due vittorie di fila su Kyrgios. Potresti argomentare che attualmente è il giocatore del momento. Questo ti dà una maggiore fiducia entrando nel resto della stagione sul cemento e verso lo US Open?

Hurkacz: “Sì, decisamente. Non penso di leggerlo meglio degli altri giocatori, ma ho un servizio abbastanza buono, e ho servito bene in queste due partite. Questo sicuramente mi ha aiutato a rimanere con lui nel gioco, e mi dimostra che posso portare davvero un altissimo livello e sicuramente mi motiva a continuare a spingere

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Montreal

Di poche parole e tanti fatti il polacco, decisamente più chiacchierone, pronto alla risposta e a fornire spunti piccanti invece Nick Kyrgios.

D: “Un’altra battaglia di tre set con Hubi, parlaci della partita

Kyrgios: “Servizio semplicemente fantastico. Lui ha uno dei migliori al mondo. Ho avuto opportunità nel primo set, palle break, nel secondo, e ovviamente questo era cruciale, perché andando verso la fine si è vaporizzato un po’, ma penso sia normale. Mi sento bene, fiducioso. Ora ho tre giorni, quattro giorni di riposo fino a Cincinnati. Lo userò, sfrutterò davvero solo il riposo e il recupero

D: “C’è stato ovviamente un cambio di momento tra secondo e terzo set. Era la fatica ad intrufolarsi? Cosa è successo?

Kyrgios: “Non sono stato bene l’ultima settimana. Quando sono già riscaldato…sentivo un po’ gli addominali prima della partita, le ginocchia mi facevano male. Ovviamente quando stai giocando, fermarsi per circa 5-10 minuti non aiuta il tuo corpo. Il mio corpo era così rigido dopo che non riuscivo a muovermi correttamente, mi faceva male l’addome; è all’interno delle regole, non ho intenzione di lamentarmi. Ero completamente irrigidito. Dopo il secondo set, come se non fossi un macchina, ma un essere umano. Le mie ginocchia erano doloranti, la mia schiena era dolorante, mi faceva male l’addome. Stavo cercando di rimanere in movimento, ma mi sono solo irrigidito

D: “Ci hai dato davvero delle ottime risposte tutta la settimana, ben ponderate e belle. Sembra forse che non odi i media come a quanto hai abituato. Ti stai divertendo un po’ con l’intero processo al giorno d’oggi in termini di questo avanti e indietro con i media, anche di interazione con i fan?

Kyrgios: “I fan sono fantastici, senza non c’è davvero alcuna eccitazione. Non c’è sport davvero senza tifosi. Per quanto riguarda i media, non me ne potrebbe fregare di meno. Lo faccio perché devo essere qui e non voglio essere multato, quindi… Voglio dire, è una routine. Non mi piace molto, a dire il vero. Preferirei piuttosto non essere qui adesso

D: “Prima e durante Wimbledon, hai detto che era la tua migliore chance di vincere uno Slam. Probabilmente stai giocando al tuo meglio ora. Ti senti fiducioso verso lo US Open?

Kyrgios: “Sì, mi sento bene. Allo US Open mancano ancora due settimane e mezzo, poi ho Cincinnati la prossima settimana, e questo è tutto ciò su cui mi sto concentrando. Mi sto concentrando su oggi, stasera, recupero, cibo, poi solo riposo, poi Cincinnati. Ecco a che punto è la mia mente. Non sto nemmeno pensando allo US Open. Ce ne sono ancora di 128 giocatori allo US Open capaci di fare grandi cose. Ovviamente mi sento fiducioso, ma allo stesso tempo non mi metterò davanti a tutti. Non ho intenzione di andare a dire che sono un favorito o qualcosa del genere, mi sento come se stessi giocando bene. Ho ancora da giocare molto a tennis prima di allora, quindi mi concentrerò su quello

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Montreal

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