Federico Di Carlo e il "cervello tennistico": nella mente del giocatore

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Federico Di Carlo e il “cervello tennistico”: nella mente del giocatore

Federico Di Carlo ha concesso a Ubitennis un’interessante intervista sugli aspetti mentali del nostro sport

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Federico è un mental coach operante nel nostro settore che grazie alla sua intraprendenza e alla passione ha creato una sorta di manuale su come apprendere questa professione: l’opera “Il cervello tennistico” è una sorta di guida pratica alla gestione delle situazioni di campo che il tennista può vivere.
Di Carlo scrive anche per il giornale dell’ITF grazie anche all’esperienza acquisita in Australia. Nell’intervista Federico dispensa interessanti consigli a cui apparentemente nessuno penserebbe mai.
Sconsiglia, per chi volesse intraprendere questa professione, corsi organizzati ma ritiene sia più efficace leggere molte pubblicazioni e affiancare operatori del nostro sport per vivere più da vicino l’esperienza di campo

Come è che un allenatore decide di specializzarsi nella parte mentale del gioco?

Nel tennis ci sono 4 componenti fondamentali: quella tecnica, quella tattica, quella fisica e quella mentale. Da sempre i maestri allenano le prime tre lasciando al caso la quarta. Questo nonostante la componente mentale sia considerata dalla maggior parte dei giocatori di fondamentale importanza. Il gioco del tennis è molto cambiato negli ultimi 30 anni. Sta diventando sempre più tecnologico e specialistico. La figura del maestro e del coach tuttofare è obsoleta. I giocatori d’elite, poi, sono per la stragrande maggioranza seguiti da team di lavoro in cui specialisti di ogni settore lavorano sul tennista ciascuno nella propria specialità sotto la coordinazione e gli occhi vigili del team leader o coach.

 

Come ci si specializza negli aspetti mentali del gioco?

Ci sono diverse strade. La maggior parte sono teoriche. Chi lavora nel settore del mental training nel tennis per la maggior parte proviene o dalla psicologia dello sport o dal coaching. Il mio percorso è stato inverso. Sono partito dalla pratica per approdare alla teoria. Ho avuto l’opportunità di studiare in Australia e sono entrato in ottimi rapporti con Igor Jovanovich che era head coach all’Università di Sydney. Siamo entrati immediatamente in sintonia dal momento che avevo avuto un’esperienza precedente di tennis coach all’università di Birmingham. Lui era estremamente esperto ed interessato agli aspetti mentali del gioco e dava molti consigli in campo ai ragazzi in tal senso. Così mi ha introdotto agli aspetti pratici del tennis mental training in campo. Gli australiani hanno un approccio molto pratico alla materia ed è una caratteristica che contraddistingue il mio lavoro con i tennisti. Sono convinto che la maggior parte del lavoro mentale debba essere svolto in campo. E’ li infatti che bisogna automatizzare i propri comportamenti attraverso l’allenamento e la ripetizione nella gestione dei tempi di pausa tra un punto e l’altro, situazioni particolari, ed in generale del modo di stare in campo. Apprendere una strategia mentale teoricamente e non poterla automatizzare praticamente è come apprendere il movimento del rovescio e non avere poi l’occasione di colpire migliaia di palline per automatizzare il movimento. E’ esattamente la stessa cosa. In Italia, purtroppo la maggior parte del tennis mental training avviene ancora in modo molto teorico, spesso a carattere eminentemente motivazionale.

Quale è il filo conduttore del tuo best seller “ Il cervello tennistico “?

Tornato in Italia mi sono chiesto se esistesse un metodo di riferimento che comprendesse la parte teorica e quella pratica e cui potessi attingere per costruire un programma di allenamento mentale per il tennis per bambini, ragazzi ed adulti. Ho letto centinaia di pubblicazioni in diverse lingue ma non ho trovato un solo testo che rispondesse alle mie esigenze Mi sono messo nelle condizioni di chi, come me, si apprestasse ad iniziare un lavoro di mental trainer nel tennis, e così dalla raccolta del materiale preparato per il lavoro con i tennisti è nata la prima idea ed il primo canovaccio de “Il Cervello tennistico” . La stesura del libro, poi in verità è stata molto lunga. Si è trattato di un lavoro certosino di 4 anni e mezzo di ricerca delle fonti, studio ed elaborazione del testo, proponendo un punto di vista ed un metodo, quello neuro scientifico, che nel panorama mondiale, ad oggi, è considerato l’approccio più impiegato (quando è stato pubblicato il libro, nel 2012, era una novita ed un approccio totalmente inedito). Il libro è strutturato come un manuale completo di allenamento mentale per il tennis. Si parte da come funziona il cervello e quali sono gli ostacoli mentali proposti dal tennis. Il capitolo successivo affronta quella che dovrebbe essere l’educazione ed il percorso mentale dei ragazzi avviati al tennis. E’ un argomento che mi sta particolarmente a cuore per diversi motivi., sia di carattere teorico che dal punto di vista pratico. I bambini hanno infatti un potenziale neuronale che non ha eguali in tutta la vita. Ed è un potenziale che spesso non viene utilizzato come si dovrebbe. E se qualcosa si sta cominciando a fare sul piano tecnico (dal mini tennis si comincia sempre più a parlare del baby tennis) ed atletico, dal punto di vista mentale per la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori è un argomento tabù e per il resto spesso utopia.

Il lunghissimo capitolo successivo spiega cosa si intende per allenamento mentale e come si allenano le abilità mentali. L’ultimo capitolo è dedicato alla preparazione dell’evento agonistico. Un manuale completo non solo dal punto di vista teorico ma soprattutto una vera guida pratica. Il libro è diventato nel tempo un vero punto di riferimento per molti addetti ai lavori, giocatori e genitori di tennisti.

Sappiamo che il giornale della ITF pubblica alcuni tuoi lavori. Di cosa si tratta ?

Il mio lavoro nel settore nel settore del tennis mental training è sempre stato di ricerca e di innovazione metodologica. Alla ITF è molto piaciuto l’approccio ed il lavoro compiuto ne “Il Cervello tennistico” e mi ha invitato a scrivere degli articoli su argomenti trattati nel libro. Il primo articolo pubblicato è un’analisi degli ostacoli mentali alla prestazione che si affollano nella mente del tennista a seconda del punteggio della partita. Un’analisi che rivela i diversi tipi ed i diversi modi dei meccanismi di difesa che il cervello attiva naturalmente durante una partita di tennis, soprattutto nel momento in cui il tennista sente l’esperienza come potenzialmente pericolosa per l’ immagine di se. L’articolo contiene anche le diverse strategie per poter superare questi ostacoli e come potersi disporre in uno stato mentale favorevole alla prestazione. L’articolo in pubblicazione in questo momento affronta un argomento completamente diverso. Riguarda la comunicazione tra coach ed atleta e come la parola “cambiamento”, tanto (ab)usata e ricorrente in molta letteratura e metodologie di coaching contemporaneo, sia in realtà una strategia comunicativa estremamente pericolosa per il rapporto tra coach e tennista e di come è auspicabile utilizzare strategie comunicative alternative.

Se una persona volesse intraprendere la carriera di mental coach per tennisti che consigli daresti ?

Ci sono moltissimi corsi di coaching in giro, ma nessuno in realtà insegna il mestiere. Il mio consiglio è quello di leggere tanto, di aggiornarsi continuamente e di affiancare chi opera già nel settore per toccare di prima mano metodi di lavoro e modalità di intervento. Consiglio di frequentare ed immergersi nell’ambiente del tennis perché gli sport sono tutti diversi, ognuno ha la sua peculiarità e le sue dinamiche che è difficile capire se non ci sei dentro. Io vedo purtroppo troppa approssimazione e superficialità nei metodi e nell’operato di molti mental trainers. Spesso si tratta di operatori che conoscono poco o nulla dello sport di riferimento e che seguono raramente i giocatori sul campo. Tale mancanza di professionalità, a lungo termine, getterà discredito sia sull’approccio mentale che sulla figura di chi lo propone. Io sono assolutamente favorevole alla creazione della figura professionale del tennis mental trainer, che affianchi il maestro ed il preparatore atletico. Una figura professionale ben definita e formata secondo criteri stabiliti.

Quali giocatori segui e chi vorresti segnalare come promettente?

Ho seguito e seguo tanti giocatori con classifica ATP e WTA ed anche moltissimi giovani di grande interesse a livello nazionale. Non mi piace però fare i nomi perché ritengo che la credibilità del lavoro fatto non è mai una questione di autorefernza. Chi ha bisogno di referenze, dell’autorità proveniente dall’altisonanza dei nomi con cui interagisce, in verità mostra di avere poca o esigua autostima e scarsa fiducia nel proprio lavoro. A me interessa il feedback dei giocatori, degli allenatori e del mondo in cui lavoro. La credibilità la si guadagna sul campo, lavorando con passione, umiltà e competenza. Di giocatori promettenti ne conosco tantissimi, me credimi, non è mai il tennis a fare la differenza. E’ sempre quello che hanno dentro, il loro atteggiamento, che fa di loro dei campioni fuori e dentro al campo. Conosco alcuni giocatori/giocatrici che ritengo estremamente futuribili, ma se non ti dispiace, i nomi preferisco tenerli per me.

Passiamo adesso a qualche consiglio spicciolo, utile anche per i giocatori della domenica. Che consiglio daresti ad un giocatore che parte sfavorito in un match per affrontare meglio il pre-gara e il match stesso ?

Un giocatore che pensa di perdere la partita nella sua testa, di fatto l’ha già persa. ……..Ha nessuna possibilità di portarla a casa. Anche quando un giocatore ha un record negativo contro un altro giocatore, non è detto che sia destinato a perdere. Ogni partita ha una storia a se. Bisogna giocarsela sempre un punto alla volta. Quando si prepara la gara bisogna focalizzare l’attenzione sulla propria tattica, sui propri punti forti e mettere giù un piano di gara da ricordare frequentemente in campo. Quando pensi di perdere o di vincere la concentrazione si sposta sul risultato, verso il futuro. Il giocatore non puo rimanere concentrato su quello che succede e che deve fare in campo. La pressione, per chi sa autodisciplinare il proprio pensiero, non esiste; è sempre la mente umana che la crea. Come è possibile che un giocatore sfavorito senta la pressione, ma la senta anche (ed a volte anche di più…..) il giocatore favorito? Razionalmente uno dei due dovrebbe sentirsi più sicuro, ma il fatto stesso che la tensione potenzialmente è uguale per entrambi, in verità indica che la pressione è solo una auto convinzione, una strategia di che se la inventa.

Secondo Te quale è lo stato mentale migliore per affrontare una situazione di svantaggio?

La mentalità del campione è che pensa di essere in vantaggio, anche quando il punteggio dice che è sotto……..Anche se molti ritengono il contrario, la pressione maggiore è sempre su chi sta avanti. Molti la chiamano nikefobia, ovvero paura di vincere, anche se personalmente non sono molto d’accordo con questo punto di vista per due motivi. Il primo è che se un giocatore non pensa di poter e voler vincere in campo non ci andrebbe. Secondo, vincere è una situazione piacevole, perché uno dovrebbe averne paura?

Se sai che la pressione è su chi sta avanti, puoi giocare tranquillo.

Anche qui, di nuovo, è solo una questione di gestione dei propri pensieri. Se pensi che e giochi come chi sta per perdere un set, giocherai con ansia e probabilmente non riuscirai a recuperare. Se invece pensi che l’avversario è teso e che puoi giocare tranquillamente, giochi al tuo meglio e probabilmente puoi rientrare nel set/ partita.

Sappiamo che collabori anche nel settore del Tiro a Volo in che veste e che differenze trovi col tennis ?

Sono due sport diversi. Nel tennis hai un avversario che ti propone sempre situazioni diverse. E’ uno sport in cui occorre molto adattamento al comportamento dell’avversario. Per certi versi il tennis è paragonabile al gioco degli scacchi in cui ci sono mosse e contro mosse. Il tiro a volo è fondamentalmente una gara contro se stessi. Gli avversari ci sono, ma non interferiscono nell’azione sportiva. Il tiro a volo è più paragonabile al golf, è uno sport in cui veramente competi contro te stesso. Ci sono dei parametri fissi che sono regolati da un numero ben definito di piattelli disponibili come il numero di buche nel percorso del golf. Nel tennis si sa quando inizia la partita ma non si sa quando finisce ed è chiaro che l’impegno mentale è strettamente correlato al protrarsi dello sforzo e della stanchezza fisica. Nel tiro a piattello inoltre, gli atleti sono avanti con gli anni per cui sono più maturi personalmente. Questo è un grande vantaggio per lavorare dal punto di vista mentale. I ragazzi giovani tendono a vivere le esperienze in modo molto più immediato ed istintivo. Il lavoro del mental trainer è più insidioso.

Adamo Recchia

 

Leggi “Non è uno sport per giovani”, di Agostino Nigro

Leggi “Killer Connolly, l’assassina con le trecce”, di Raffaello Esposito

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ATP

ATP Anversa: a Musetti il derby contro Mager, ne arriva un altro con Sinner

Lorenzo vince grazie a un doppio tie-break dando segnali di ripresa e sfiderà negli ottavi Jannik, grande favorito del torneo

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Nel match che lo vede prevalere su Gianluca Mager per 7-6(2) 7-6(3) in due ore e nove minuti, è un Lorenzo Musetti completamente diverso da quello rassegnato visto più di una volta in questa seconda parte di stagione caratterizzata anche da vicissitudini extra-tennistiche che hanno contribuito al periodo negativo. Una vittoria non fa primavera, non tanto perché siamo a ottobre, quanto perché rimane solo la terza negli ultimi tredici incontri, ma di sicuro ha fatto piacere ritrovarlo motivato davanti a un avversario che ha giocato un buonissimo tennis, pur mancando nei momenti decisivi (5-3 nel primo, set point nel secondo), quando invece Lorenzo ha mantenuto il suo livello.

Hanno probabilmente contribuito alla giornata di fiducia le vittorie nelle due sfide precedenti, quest’anno a Parma e due anni fa a Ortisei. E nemmeno ha nociuto che Gianluca, a dispetto dei colpi filanti, preferisca anch’egli avere la terra battuta sotto i piedi – ma questo valeva anche per le brutte sconfitte con Ramos-Viñolas, Kuzmanov e Djere. La vittoria di Musetti significa però sconfitta per l’altro azzurro, che veniva dai quarti a Sofia e dalla bella vittoria su Fucsovic all’esordio in California (poi sempre eliminato poi da Monfils), che ha espresso, lo ripetiamo, un tennis di qualità e a cui forse manca un po’ di consapevolezza delle proprie potenzialità sulle superfici meno amiche.

IL MATCH – Musetti parte tenendo il servizio e appare molto centrato con entrambi i colpi a rimbalzo; anche Mager tiene, sfoderando subito un paio di ace. I due non stanno esattamente vicini alla linea di fondo, con il sanremese spesso sulla scritta Antwerp nei game di risposta. Poche prime in campo, il rovescio del teenager fa i capricci e Gianluca passa in vantaggio al terzo gioco, salvo poi farsi riprendere sul 3 pari. Al netto di qualche errore evitabile, il duello offre scambi godibili, impreziositi da variazioni e chiusure vincenti.

È propositivo, Mager, anche per la poca profondità della palla di Lorenzo, strappa di nuovo al settimo game, ma fallisce l’appuntamento per chiudere sul 5-4 anche per merito del rovescio monomane che sale in cattedra in un momento di appannamento del dritto, movimento del quale Lorenzo si era appena ritrovato a mimare, come spesso gli vediamo fare per quel colpo particolarmente sensibile alle fluttuazioni di fiducia. Il tie-break è un assolo di Musetti che mette in mostra buona parte del repertorio e va a sedersi con un set di vantaggio.

La prima di servizio di entrambi si fa più efficace nel secondo parziale, anche se Mager ne mette di meno e ricava poco dalla seconda rischiando nei primi due turni, e i due avanzano appaiati. Sul 4-5, Musetti annulla con un rovescione in uscita dal servizio un set point che Mager si era conquistato con una bella smorzata e una risposta fulminante. Gianluca rimane perplesso sul successivo “not up” chiamato dalla sedia e anche per il silenzio di hawk-eye live sulla palla molto profonda dell’altro; forse ci pensa troppo, ma riesce a risalire dallo 0-30. È ancora tie-break che, complici gli errori sanremesi (esiziale quello sullo smash), scivola di nuovo dalla parte di Lorenzo. Musetti chiude con un serve&(half)volley da delizia per gli occhi e approda al secondo turno dove lo attende la sfida inedita (almeno a livello ufficiale) con Jannik Sinner.

 

Il tabellone completo

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ATP

Seppi non si qualifica ad Anversa, a Mosca parte bene Cilic

In attesa dei russi, a Mosca si accontentano del croato

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Andreas Seppi - ATP Challenger Biella 2 2021 (foto Felice Calabrò)

ATP 250 Anversa – cemento indoor (montepremi €584,125)

La stagione tennistica sta volgendo al termine e con l’inoltrarsi dell’autunno è iniziato l’ultimo capitolo: quello dei tornei indoor nord-europei. Ieri è iniziata la sesta edizione del torneo ATP 250 di Anversa, evento giovane ma che già è riuscito a crearsi una sua buona base di pubblico che ha risposto presente anche ieri con un tutto esaurito per il match di doppio sul campo uno tra Lorenzo Musetti e Benoit Paire opposti al duo americano Nicholas Monroe e Reilly Opelka. La strana coppia italo-francese ha avuto la meglio dopo un incontro equilibratissimo vinto in rimonta per 6-7(2) 7-6(7) 10-8.

Non ha avuto un epilogo altrettanto felice l’altro italiano sceso in campo lunedì in Belgio: Andreas Seppi infatti è stato sconfitto nel turno decisivo delle qualificazioni dall’austriaco Dennis Novak 7-6(9) 3-6 7-6(8). Il numero 98 del mondo non è riuscito a sfruttare due set point nel primo parziale, e nel terzo, dopo aver recuperato un break di svantaggio, ha anche avuto un match point nel tie-break decisivo senza però concretizzare la chance. Tra i primi turni del tabellone principale, segnaliamo la sconfitta di Richard Gasquet, vincitore ad Anversa nella prima edizione del torneo nel 2016, per mano di un altro rovescio a una mano, quello di Dusan Lajovic. Il programma di oggi infine sarà ben più ricco: per gli appassionati del tennis italiano c’è da non perdere il derby Musetti-Mager attorno alle 16, mentre la sfida di maggior fascino è Murray-Tiafoe alle 18:30 circa.

Il tabellone aggiornato di Anversa

 

ATP 250 Mosca – cemento indoor (montepremi $779,515)

Dopo un anno di assenza il tennis torna anche nella capitale russa e i tre incontri di primo turno giocati lunedì sono tutti terminati al set decisivo. Il tennista di maggior prestigio sceso in campo ieri a Mosca è Marin Cilic il quale ha superato il qualificato Damir Dzumhur con punteggio di 6-7(4) 6-1 6-1. In rimonta sono arrivate anche la vittoria dell’australiano John Millman sul francese Benjamin Bonzi per 6-7(5) 6-4 6-3, e dell’altro australiano James Duckworth che ha superato il qualificato Borna Gojo 3-6 7-5 6-2.

Il tabellone aggiornato di Mosca

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Flash

WTA Ranking: Jabeur al n.8, Badosa si ferma al n.13

Best ranking anche per Maria Sakkari e Barbora Krejcikova (e per la nostra Paolini). Crollano Swiatek, fuori dalle 10, e Trevisan, che esce dalla top100

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È un finale di stagione davvero ricco di exploit per la WTA. Dopo l’ingresso nelle dieci di Maria Sakkari due settimane fa, oggi abbiamo una nuova top ten e una nuova top20: sono Ons Jabeur e di Paula Badosa. La tunisina aveva già incominciato da qualche tempo la sua manovra di avvicinamento alle migliori. Con la semifinale a Indian Wells e la complicità dei punti del Roland Garros in scadenza a molte, riesce ad assestare la zampata definitiva: 6 posti in più quest’oggi e il nuovo best ranking di n.8. La spagnola, invece, nega il terzo titolo a Indian Wells a Azarenka (+6, n.26), e passa direttamente dalla posizione n.27 alla n.13, con un balzo di 14 posti. Unico cruccio: fermarsi a soli 78 punti da Naomi Osaka (+2, n.10) e, conseguentemente, dalla top ten. Badosa però può consolarsi con l’ottavo posto nella RACE, che, a questo punto della stagione, significa avere la concreta possibilità di partecipare alle Finals. E di sicuro Paula non avrebbe scommesso su questa eventualità a inizio anno, quando era solo n.70 del mondo.

Dicevamo dell’ingresso tra le dieci dei Maria Sakkari alla vigilia di Indian Wells. La greca guadagna altre 2 posizioni e si porta al n.7. Anche Barbora Krejcikova migliora il proprio best ranking, nonostante non abbia brillato in California. La ceca sale fino al n.4, rosicchiando un’altra posizione alle sue rivali. Crollano Iga Swiatek (-7, n.11), vincitrice dell’edizione autunnale dello slam parigino, Sofia Kenin (-6, n.14) e Petra Kvitova (-4, n.15). Tre posti in meno anche per Anastasia Pavlyuchenkova (n.16), mentre ne perde due Simona Halep (n.19) che rischia di concludere il 2021 fuori dalla top20. Si rivede vicino alla top ten Angelique Kerber (+3, n.12).

Bussa alle porte delle migliori Jessica Pegula (+3, n.21) mentre le saluta, per il momento, Cori Gauff (-4, n.23). Scorrendo la classifica delle prime cento, colpiscono i movimenti delle nostre atlete dietro a Camila Giorgi (+2, n.36). Jasmine Paolini sale di 9 posti e si ferma a poche posizioni dalla top50, e precisamente al n.54. Martina Trevisan paga i punti dei quarti a Parigi in scadenza e precipita di 46 posti fino al n.112. Ma non sono le uniche. Tra quelle che guadagnano più posti segnaliamo Sloane Stephens (+14, n.59), Ann Li (+9, n.60), Maria Osorio Serrano (+8, n.63), Ana Konjuh (+11, n.67), Johanna Konta (+11, n.71), Aliaksandra Sasnovich (+16, n.84). Molte le atlete che pagano l’uscita di punti pesanti, tra queste ci sono Kaia Kanepi (-10, n.70), Nadia Podoroska (-46, n.82), le francesi Caroline Garcia (-14, n-73), Kristina Mladenovic (-24, n.91), Fiona Ferro (-15, n.98), e la tedesca Laura Siegemund (-66, n.122).

 
Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty179077
20Aryna Sabalenka237115
30Karolina Pliskova215320
4+1Barbora Krejcikova304748
5+1Garbiñe Muguruza204425
6+1Elina Svitolina254096
7+2Maria Sakkari234005
8+6Ons Jabeur233500
9+1Belinda Bencic253365
10+2Naomi Osaka133326
11-7Iga Swiatek163306
12+3Angelique Kerber203265
13+14Paula Badosa343248
14-6Sofia Kenin183130
15-4Petra Kvitova223035
16-3Anastasia Pavlyuchenkova202986
17-1Elena Rybakina302883
180Elise Mertens282835
19-2Simona Halep162807
200Anett Kontaveit232766
21+3Jessica Pegula232650
22-1Bianca Andreescu152628
23-4Cori Gauff222600
24-2Emma Raducanu162568
25-2Jennifer Brady192526
26+6Victoria Azarenka172505
27+1Leylah Fernandez292289
28+2Daria Kasatkina262205
29-3Karolina Muchova182159
30-1Jelena Ostapenko202070
31-6Danielle Collins222026
32-1Veronika Kudermetova281980
330Tamara Zidansek271876
34+1Sara Sorribes Tormo311715
35+2Marketa Vondrousova231676
36+2Camila Giorgi221660
37-3Ekaterina Alexandrova271641
38+2Sorana Cirstea271629
390Jil Teichmann291620
40+4Shelby Rogers331613
410Serena Williams101591
420Liudmila Samsonova331551
43+4Ajla Tomljanovic271455
44-1Yulia Putintseva291425
45+1Viktorija Golubic311422
46+4Madison Keys191317
47-2Petra Martic261301
48+1Clara Tauson361245
49+2Alison Riske211241
50+3Katerina Siniakova241220

CASA ITALIA

Alle spalle delle prime tre, perdono 11 posti Sara Errani (n.116) e 12 Anna Turati (n.432). In progresso Elisabetta Cocciaretto (+4, n.137), Giulia Gatto Monticone (+5, n.192) e Bianca Turati (+15, n.284).

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
36+2Camila Giorgi221660
54+9Jasmine Paolini361130
112-46Martina Trevisan39678
116-11Sara Errani36652
137+4Elisabetta Cocciaretto25536
148+2Lucia Bronzetti47504
188+3Lucrezia Stefanini46366
192+5Giulia Gatto-Monticone38358
2090Federica Di Sarra36332
280-1Jessica Pieri44236
2830Martina Di Giuseppe43230
284+15Bianca Turati29230
285-1Cristiana Ferrando37230
364+4Martina Caregaro30164
402+3Camilla Rosatello38132
4220Nuria Brancaccio32121
424-1Stefania Rubini31120
432-12Anna Turati17117
4370Dalila Spiteri30115
458+3Anastasia Grymalska14106

NEXT GEN RANKING

Non ci sono variazioni in questa classifica. Comanda sempre Iga Swiatek, nonostante le posizioni perse nel ranking generale (Nel Next Gen ranking del 2021 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2001).

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
10Iga Swiatek200111
20Cori Gauff200423
30Emma Raducanu200224
40Leylah Fernandez200227
50Clara Tauson200248
60Marta Kostyuk200253
70Maria Camila Osorio Serrano200163
80Anastasia Potapova200168
90Clara Burel200175
100Amanda Anisimova200181

LA RACE

Come già sottolineato altrove, Badosa si candida a partecipare alle Finals, grazie agli 11 posti in più chela proiettano direttamente al n.8 della RACE. Si rivede al n.20 Azarenka, che guadagna 12 posizioni dopo la finale persa a Indian Wells. In grassetto le atlete già qualificate

PosizioneVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty 126411
20Aryna Sabalenka164669
30Barbora Krejcikova164518
40Karolina Pliskova174036
5+2Iga Swiatek143226
6-1Maria Sakkari163157
7-1Garbiñe Muguruza173150
8+11Paula Badosa163112
90Ons Jabeur183020
10-2Naomi Osaka102771
11+1Elina Svitolina192501
12+2Jessica Pegula182500
13-2Anastasia Pavlyuchenkova172449
14-4Elise Mertens192447
15+1Anett Kontaveit182441
16+2Angelique Kerber162387
17-4Cori Gauff172380
18-3Emma Raducanu52292
19-2Belinda Bencic202195
2012Victoria Azarenka142165

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