ATP Miami: tutto facile per Andreas Seppi contro Donald Young. Coric eliminato

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ATP Miami: tutto facile per Andreas Seppi contro Donald Young. Coric eliminato

Buon esordio per Andreas Seppi nel Masters 1000 di Miami. L’azzurro approfitta di un Donald Young molto falloso (30 gratuiti a fine match) e si qualifica per il secondo turno dove affronterà Alexander Dolgopolov. Male i giovani Chung e, soprattutto, Borna Coric

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A. Seppi b. D. Young 6-3 6-1 (Lorenzo Dicandia)

Le fatiche tennistiche di Andreas Seppi e Donald Young sono indissolubilmente intrecciate in questo mese di marzo. A distanza di due settimane dalla vittoria di Seppi nel primo turno di Indian Wells, i due si rincontrano sempre al primo turno, sempre in un Masters 1000, sempre in America, questa volta sull’altra costa però. Questo è il quinto incontro fra i due: il nostro conduce per tre vittorie ad una sconfitta, arrivata al quinto set del secondo turno dell’Australian Open di due anni fa.

Andreas è un elogio della costanza a medio-alti livelli. Lo è nel gioco, di certo non spumeggiante ma comunque terribilmente concreto, nei risultati, buoni se non buonissimi ma mai eccezionali, e nell’atteggiamento, sempre equilibrato e composto. Il contrario insomma del buon Fognini, elogio invece dello stereotipo italiano del genio e della sregolatezza. Seppi è ora al numero 43 del mondo, ha giocato buone partite in stagione, ha perso solo contro Djokovic nel terzo turno dell’Australian Open, il suo miglior torneo dell’anno probabilmente. In altri tornei come Sofia e Sydney non ha sfruttato invece delle occasioni di accumulare punti e magari un quarto titolo.
Donald Young dal suo canto è l’emblema della generazione americana venuta dopo Roddick e prima di Tiafoe, Fritz e compagnia. Ex numero 1 junior al mondo, rivale del nostro eterno incompiuto Matteo Trevisan, non è riuscito a condurre il suo gioco ai livelli che si prospettavano dopo una giovinezza tanto trionfante. Numero 80 al mondo, con un best ranking da 38, è ormai nel pieno della maturazione tennistica, eppure non è ancora riuscito a conquistare un titolo, né tantomeno a raggiungere i quarti di finale di uno Slam o di un Masters 1000.

 

La partita inizia con Young al servizio, un servizio mancino che aveva procurato qualche fastidio a Seppi nel primo set di Indian Wells. Il set segue la battuta, entrambi sono piuttosto solidi. Si è visto qualche bel colpo da una parte e dall’altra, prevalentemente con i dritti, a volte al termine di lunghi scambi, altre come soluzioni estemporanee ad inizio punto. La prima palla break è per l’americano nel quinto gioco, ma un dritto arrotato da metà campo che aveva la presunzione d’essere stretto al punto di sfidare la fisica finisce piuttosto mestamente in rete e con lui se ne vanno anche le velleità di fuga. Seppi allora, sfruttando il vantaggio psicologico d’esser uscito vincente da una situazione di pericolo, si porta a palla break e la sfrutta immediatamente con un gran dritto lungolinea: 4-3 per l’italiano che ha ora il set nelle mani. Il set dura infatti altri dieci minuti, giusto il tempo di un ulteriore break finale. 6-3 per Seppi, con Young che nel quinto gioco ha perso insieme alla possibilità di break anche la concentrazione e la solidità che l’avevano aiutato a restare nel set. Sono ben 18 infatti i gratuiti commessi dall’americano, a confronto dei 10 commessi da Seppi.

L’italiano scappa avanti di un break anche ad inizio secondo set, confermandolo subito dopo aver recuperato da 0-30 sul servizio, portandosi sul tre a zero. Andreas è attento su ogni pallina e Young non ha la pazienza per lottare su tutti gli scambi. Seppi conquista un altro break sul 4-1 grazie ad un dritto in corsa vincente e chiude poi piuttosto facilmente al servizio: 6-3 6-1 per Seppi in poco più di un’ora. Una vittoria convincente, fondata su quella costanza nel gioco che ha contraddistinto Andreas da inizio carriera. Andreas incontrerà ora Dolgopolov, contro cui ha perso tutti e 4 gli incontri precedenti.

M. Baghdatis b. [Q] B. Becker 6-3 6-4  (Domenico Giugliano)

Un brillante Marcos Baghdatis batte per la terza volta in carriera Benjamin Becker nell’ultimo incontro di primo turno del torneo di Miami. Partenza lanciata per il cipriota che strappa subito nel primo game la battuta al suo avversario. Becker ha la grande chance di rientrare nel set nel settimo gioco, quando il tennista cipriota si distrae e concede due palle break consecutive. Tuttavia, un errore di rovescio sulla prima e un’ottima prima di servizio sulla seconda permettono a Baghdatis di salvarsi e portarsi sul 5-2, chiudendo il parziale per sei giochi a tre. La musica non cambia nel secondo set. Becker continua ad essere molto incostante al servizio. La prima  è al di sotto del 50 % e il break arriva subito in apertura, grazie a due ottime soluzioni di rovescio del numero 40 della classifica mondiale. Nonostante una prima sotto il 45% Baghdatis non concede chance al suo avversario, divertendo il pubblico con grandi scambi, due volèe deliziose e ben 26 colpi vincenti. Chiude facilmente dopo  un’ora e 26 minuti  di gioco con il punteggio di 6-4. Per lui al secondo turno ci sarà l’ostacolo Kyrgios. Chissà l’australiano con che voglia scenderà in campo domani.

D. Istomin b. B. Coric 4-6 7-5 7-5 (Raoul Ruberti)

È un match brutto, senza giri di parole, quello tra Denis Istomin, che si presenta con cinque sconfitte su cinque match ATP disputati e Borna Coric, dal quale negli ultimi mesi ci si attendeva una conferma che non è giunta neppure oggi. Il gioco semplice e lineare di Istomin, dopo una manciata di palle non troppo incisive, fornisce di solito l’opportunità per chiudere lo scambio. Coric però è appannato. I suoi tentativi di pungere, con colpi che spezzino il ritmo dell’avversario, sembrano avulsi da qualsiasi ragionamento di tipo tattico. Il primo dei tanti break arriva nel quinto game: l’occhio elettronico trasforma il 30-0 di Istomin in 15 pari e da lì l’uzbeko perde presa sullo scambio, concludendolo con due errori banali. Sono proprio loro, gli errori banali, a dominare l’incontro; ecco allora che arrivano altri due turni di servizio persi consecutivamente, con Coric che – riguadagnato il vantaggio – mostra la concentrazione sufficiente a gestirlo fino al termine del parziale. Ma si tratta di un’illusione, e non l’ultima della sfida. Negata al croato l’opportunità di break nel primo game del secondo set, Istomin si trova senza particolari meriti avanti per 3-0 e senza particolari demeriti viene recuperato. Coric è nervoso, cambia una racchetta dopo l’altra e litiga col coach Miles MacLagan; poi per qualche game l’attenzione dei due sale, ma la costante resta quella dei colpi impattati male (in più di una occasione sia Coric sia Istomin mimeranno frustrati la corretta preparazione del fondamentale appena sbagliato). Il diciannovenne numero 46 ATP va a servire per un match dal quale un qualsiasi avversario valido lo avrebbe da tempo estromesso con agio. Alfiere di una generazione fragile dal punto di vista mentale, Coric commette due doppi falli, perde sei giochi consecutivi e il set, rimonta ancora una volta sul 3-3 e arriva in fondo. Preda dei crampi e di se stesso, però, Borna perde a zero nell’ultimo game dell’incontro facendo tutto da solo. Paura, monotonia, mediocrità: alla fine delle quasi tre ore di gioco gli errori gratuiti hanno ampiamente superato i vincenti. Nulla di ciò che si è visto può assomigliare, neppure in modo vago, a una fonte di problemi per Murray.

[Q] T. Smyczek b. [Q] T. Paul 6-4 5-7 7-5 (Federico Carducci)

Tim Smyczek si impone nel derby americano contro Tommy Paul ed accede al secondo turno dell’ATP Master 1000 di Miami eguagliando il suo miglior risultato, il secondo turno del 2015 quando venne battuto da Jo Wilfried Tsonga. Anche oggi, come due settimane fa nelle qualificazioni di Indian Wells, sono serviti tre set per superare il giovane (appena 18 anni) connazionale, ancora troppo discontinuo nella gestione dei match ma sicuramente restio ad arrendersi di fronte alle difficoltà.
Partita strana, il cui andamento è girato più volte in tutti e tre i set, con i due giocatori molto fallosi e quasi desiderosi di rimanere in campo il più a lungo possibile.

Nel primo set parte meglio Paul che già al secondo gioco strappa il servizio all’avversario, sfruttando anche i primi due doppi falli di Smyczek (alla fine saranno 10), e sale 3-0. Il 28enne di Milwaukee, tuttavia, non si da per vinto: mantiene la battuta nel quarto game e nel gioco successivo si procura la palla per il contro-break, convertita grazie ad un errore di rovescio di Paul. Ma è il sesto gioco quello che indirizza l’andamento della prima frazione: Paul si guadagna due palle break, non consecutive, ma Smyczek, sfruttando le sue qualità nel gioco a rete le annulla e impatta sul 3-3. Nei due game successivi si va avanti con l’ordine dei servizi, ma nel nono gioco il più giovane dei due americani completa il suo harakiri: 1 doppio fallo, 1 errore gratuito e break regalato all’avversario che ringrazia e sul suo servizio chiude il parziale.

Il secondo set è un thriller che neanche le più acute menti del cinema avrebbero potuto scrivere: parte forte Smyczek che piazza un parziale di 8 punti a 0 e si porta a condurre 2-0. Dopo il turno di servizio difeso dall’allievo di Diego Moyano nel quarto game inizia un’altalena di emozioni difficile da concentrare in poche righe: 2 palle break per Paul nel quarto game, una per Smyczek nel quinto, altre due sempre per lui nel settimo. L’ottavo game è il preludio all’ennesimo ribaltone del match: Smyczek vola sul 40-15 in un attimo, ma ha bisogno di più di 7 minuti per concludere il game e portarsi sul 5-3. Paul, al contrario, tiene velocemente il suo turno di servizio e cosi, nel decimo gioco, Smyczek può servire per il match. E questo game racconta meglio di tutto l’essenza di questa seconda partita: Paul ha la palla break per riequilibrare la partita, ma la fallisce e permette a Smyczek di portarsi a match point, annullato dal 18enne del New Jersey che a sua volta si riporta a palla break. Da qui inizia un altalena di palle break e parità che si conclude alla quinta occasione utile con il match che si allunga. Paul trae nuove energie e nuova fiducia da questo game folle: sale prima 6-5 e poi trova il nuovo break che porta la partita alla terza frazione.

Il terzo set inizia esattamente come il secondo: break in apertura per Smyczek e 2-0 immediato. Si procede seguendo il servizio fino al 4-3, poi nell’ottavo game arriva il break a 0 per il più giovane dei due americani che impatta sul 4-4. Qui arriva un turno a testa di servizio mantenuto senza troppe difficoltà, ma nell’undicesimo gioco Paul regala di nuovo le occasioni per scappare a Smyczek con un doppio fallo ed un paio di errori gratuiti: questi ringrazia e per la seconda volta nell’incontro si porta a servire per il match riuscendo, questa volta, a chiudere la contesa dopo 2 ore e 19 minuti regalandosi, nel prossimo turno, un altro derby a stelle e striscie contro la testa di serie numero 13 John Isner.

Altri incontri (Giovanni Vianello)

In una partita poco lottata, Millman estromette un insolitamente falloso Pablo Carreno Busta in due set. Aljaz Bedene non trova il campo per tutto il primo parziale, ma vince in rimonta su Roberto Carballes Baena ritrovando via via concentrazione e precisione. Vittoria per certi aspetti simile a quella di Bedene per Mannarino su Marchenko, con il francese che dopo una prima frazione in cui esterna grande nervosismo (sbatte più volte la racchetta a terra) placa la rabbia e si aggiudica secondo e terzo set. Mai in partita Rogerio Dutra-Silva, che perde in due parziali da Andrey Kuznetsov dimostrando scarsa attitudine al cemento. Termina anche questa volta al primo turno, come dodici anni fa, l’avventura di Brian Baker qui in Florida, Brian Baker che era al rientro dopo l’ennesima sequela di infortuni ed interventi chirurgici. L’americano è stato sconfitto in due set da Kukushkin. In un match combattuto solo in un set, Mahut cede in due parziali al giapponese Ito. In una brillante esibizione di colpi da fondocampo da parte di entrambi i giocatori, Santiago Giraldo sconfigge Paul-Henri Mathieu in tre set. Nella sfida tra il giovane americano Denis Kudla (classe 1993) e Hyeon Chung, promessa del tennis coreano, è lo statunitense a prevalere, nonostante un secondo set da dimenticare, compensato da un terzo set che l’ha visto unico giocatore in campo. Il tennis d’attacco di Pierre Hugues Herbert manda letteralmente nel pallone Lukas Rosol, più propenso agli scambi in progressione, così il francese prevale in due set. Dopo un’aspra lotta, Damir Dzhumur vince su Leo Mayer in tre set. Stakhovsky vince in due frazioni combattute sul giovane cileno Jarry. In una partita dai numerosi colpi di scena, incluse due interruzioni per guasti agli impianti di illuminazione del campo, Delbonis finisce per vincere al terzo su Elias Ymer dopo essere stato sotto di un break nel set decisivo

Risultati:

A. Seppi b. D. Young 6-3 6-1
D. Istomin b. B. Coric 4-6 7-5 7-5
M. Baghdatis b. [Q] B. Becker 6-3 6-4
[Q] T. Smyczek b. [Q] T. Paul 6-4 5-7 7-5
S. Giraldo b. P.H. Mathieu 6-2 2-6 6-3
F. Delbonis b. [WC] E. Ymer 6-1 4-6 6-3
A. Bedene b. [WC] R. Carballes Baena 4-6 6-2 6-3
D. Kudla b. H. Chung 6-3 3-6 6-1
S. Stakhovsky b. [WC] N. Jarry 7-6(7) 7-5
A. Mannarino b.  I. Marchenko 2-6 6-2 6-3
[Q] T. Ito b. N. Mahut 7-6(3) 6-2
D. Dzumhur b. L. Mayer 4-6 6-3 6-4
J. Millman b. P. Carreno Busta 6-3 6-2
[Q] M. Kukushkin b. [PR] B. Baker  6-4 6-2
A. Kuznetsov b. [LL] R. Dutra Silva 6-2 6-3
[Q] P.H. Herbert b. L. Rosol 7-5 6-4

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Roland Garros, Nadal: “Wimbledon? Sia l’ATP che il torneo hanno una parte di ragione”

Le parole di Rafa dopo l’esordio vittorioso in tre set su Thompson: “E’ stato un buon esordio, ma devo migliorare in tutto”

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Dopo i dubbi romani legati alle sue condizioni fisiche che hanno seguito la sconfitta contro Shapovalov, Nadal torna vincente e lo fa a Parigi con la vittoria n.299 in una prova slam, ai danni dell’australiano Jordan Thompson. Il piede che lo tormenta? Per ora è un ricordo lontano. La testa adesso è proiettata a fare bene, una partita alla volta, un passo alla volta. Ecco le parole dello spagnolo durante la conferenza stampa.

IL MODERATORE: Quanto eri felice della tua prima partita qui al Philippe Chatrier?

RAFAEL NADAL:Beh, è ​​un buon inizio, ovviamente, tre set filati. Questo è tutto. Voglio dire, ho giocato bene per un po’. Ci sono cose che potrei fare meglio e che devo fare meglio. Ma è un inizio positivo, e questo mi dà la possibilità di avere un altro giorno di allenamento domani e poi un’altra possibilità dopo domani”.

 

D. Passando al secondo round. Hai detto che c’erano alcune aree che vorresti migliorare. Quali sono queste aree? È questo il tipo di partita del primo turno che ti aspettavi di avere?

RAFAEL NADAL: “Non prevedo le cose (sorridendo). Non lo so. Ho bisogno di migliorare in tutti i modi. Penso di aver bisogno di migliorare il mio movimento, per qualche istante la velocità del mio diritto, la velocità di palla, che penso potrebbe essere migliore e dovrebbe essere migliore. È vero che ho fatto le cose bene, per un po’ è andata bene. È vero che oggi le condizioni erano più pesanti del solito qui, molto umido, il campo lento. Non so perché. Non so perché oggi il campo fosse molto umido, avendo il tetto sopra per molto tempo. Sì, voglio dire, sono contento della performance, comunque, no? È stato un inizio positivo. Poi ovviamente sono un tipo di giocatore che cerca sempre qualcos’altro, cose da migliorare. È quello che cercherò di trovare negli allenamenti di domani e poi nella prossima partita”.

D. Sembravi abbastanza in forma, almeno per il primo set e mezzo, ma come sta il tuo piede in questo momento? Come va l’infortunio? Con questo infortunio tu hai giocato solo cinque partite sulla terra rossa prima di Parigi, com’è il tuo livello di fiducia rispetto agli anni passati?

RAFAEL NADAL: “Ovviamente la fiducia è maggiore quando vinci Monte-Carlo, Barcellona, ​​Madrid o Roma. Senza dubbio le cose in questo mondo sono facili da capire, no? Quando vinci più partite e più tornei, hai più fiducia. Anche gli avversari lo sentono e alla fine sei più abituato al livello che devi giocare per vincere le partite. Quando questo non è il caso, le cose sono diverse. Ma non mi sarei mai aspettato di vincere 15 Monte-Carlo e Roma, quindi questa è la situazione oggi. Mi sono infortunato, e basta. Quello che è successo è passato, ed eccoci qui. Siamo al Roland Garros. Sono qui per fare del mio meglio. E come è il mio livello di fiducia, come sarebbero le cose o se non mi fossi fatto male, non lo so. Non lo sapremo mai. Non sono un grande fan del pensare alle cose che potrebbero accadere se — “se” è una parola pericolosa. E poi è il momento di accettare il momento, di accettare la situazione e di avere la fiducia per mettere tutti i miei sforzi in ogni singolo giorno, per migliorare sempre di più. Vediamo fino a che punto posso andare avanti”.

D. La mia domanda non riguarda la partita di oggi, ma Toni, tuo zio ed ex allenatore, che ora è consigliere di Felix Auger-Aliassime. Cosa ti ha dato all’inizio della tua carriera e che tipo di allenatore è? Cosa può dare a Felix nella sua carriera?

RAFAEL NADAL: “Beh, più di ogni altra cosa è mio zio, quindi quello che mi ha dato è: tutto. Gioco a tennis grazie a lui. Se sono un giocatore professionista, senza dubbio è merito suo, no? Per il resto è una domanda per Felix, non più per me. Puoi chiedergli quali sono le cose che sente che Toni gli porta, e sono sicuro che Toni può aiutarlo e lo sta aiutando in modo positivo. Ha molta esperienza ed è appassionato di questo sport. È intelligente, no? Sa molto di tennis, quindi sono sicuro che sarà in grado di aiutarlo“.

D. Qual è la tua opinione sulla decisione dell’ATP di rimuovere i punti in classifica da Wimbledon?

RAFAEL NADAL: “Non ho un’opinione chiara. Il problema da parte dei giocatori è sempre lo stesso. C’è sempre una persona e un board, una persona o un board che prendono le decisioni. E il resto delle persone che gestiscono l’evento seguono quella posizione. Nel nostro tour, ogni singolo giocatore ha un’opinione diversa, ed è per questo che non raggiungiamo mai le cose che potremmo ottenere se fossimo coesi. Alla fine, in questo mondo, è necessario che qualcuno prenda decisioni. Se io sono d’accordo o meno, oggi non importa. Il consiglio, il consiglio dell’ATP prende una decisione. Dobbiamo accettare questa decisione. Per il resto non sarò il giocatore che viene qui e che mette il mio board in una posizione difficile per la decisione che prende. Questo è il mio punto di vista. Penso che noi giocatori, non siamo preparati abbastanza bene per prendere decisioni importanti, perché alla fine è uno sport individuale. Ognuno ha la propria opinione personale in termini di quanto profitto ottiene da ogni singola decisione presa dall’ATP. Alla fine, capisco entrambe le parti. Rispetto e capisco la posizione di Wimbledon, senza dubbio, ma d’altra parte capisco e rispetto anche che l’ATP stia proteggendo i suoi membri. Questo è tutto. Non è che uno sta facendo una cosa negativa e l’altro sta facendo la cosa buona. A mio parere personale, hanno entrambi buone ragioni per prendere le decisioni che prendono oggi. Si spera che ATP e Wimbledon possano stare insieme e sedersi insieme e negoziare un futuro migliore per entrambe le parti”.

Q. Ho una domanda sul tuo avversario oggi. Ha servito in kick molto bene da sinistra. Quale pensi sia stata la cosa più difficile da superare per te in questa partita?

RAFAEL NADAL: “Beh, la partita è iniziata bene per me, no? Immediatamente ho avuto dei break, quindi i risultati dicono che è stata più o meno una partita solida da parte mia. È vero che quando sta servendo bene le cose diventano più difficili, no? È veloce. Ha buone gambe e può essere veloce e può essere pericoloso. Ma è vero che qui con un campo così grande come questo e giocando sulla terra battuta si hanno più possibilità contro un giocatore come lui che può fare grandi punti e grandi colpi, ma allo stesso tempo sbaglia anche lui. Quindi sulla terra è difficile”.

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Roland Garros: Nadal spazza via Thompson, smaltiti i dolori di Roma [VIDEO]

Il campione spagnolo supera nettamente l’ostacolo australiano presentandosi in buone condizioni fisiche

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

[5] Nadal b. Thompson 6-2 6-2 6-2

Si può definire un allenamento competitivo la sfida tra Jordan Thompson e Rafa Nadal, con il pluricampione spagnolo, accolto nel riscaldamento dalla lettura della sua interminabile lista di Roland Garros vinti come da rituale, che si è liberato della pratica Thompson con sei game totali lasciati all’australiano in poco più di due ore. Una sfida dal pronostico chiuso sin dal principio, oltre che per le ovvie capacità di Nadal, anche per la poca abitudine alla terra battuta di Thompson, che ha passato la partita a disperarsi dei punti e recuperi incredibili di Nadal, con tanto di saluto sorridente tra i due a fine match.

 

IL MATCH – Poco da dire sullo svolgimento del match, che ha visto Nadal eseguire tutto alla perfezione e trovare due break in tutti i set disputati. La lente d’ingrandimento era più sulle condizioni fisiche e tecniche di Nadal, che aveva sofferto della solita infiammazione al piede a Roma contro Shapovalov ed era sembrato addirittura in dubbio per il Roland Garros. Il tennista spagnolo però contro l’australiano ha mostrato una perfetta condizione atletica, condita dai suoi soliti recuperi strepitosi che hanno fatto innervosire tantissimo un disperato Thompson, che ormai non sapeva più che fare per conquistare un punto.

I colpi da fondo di Nadal sono filati via tranquillamente, anche se la poca competizione opposta da Thompson non può essere reputata troppo un termometro del gioco di Nadal, che comunque è apparso tirato a lucido e soprattutto senza particolari dolori. L’unica piccola nota dolente è stata il break subito nel secondo set, e in generale percentuali molto alte al servizio che però non si sono tramutate in troppi servizi vincenti. Comunque non un segnale di preoccupazione in vista delle prossime partite dato lo scarso rodaggio dello spagnolo, che sulla terra battuta ha potuto giocare solo a Roma e Madrid a causa dell’infortunio rimediato ad Indian Wells. Per Nadal ora ci sarà la sfida con l’estroso tennista francese Corentin Moutet, che ha impedito una partita dal sapore vintage tra Stan Wawrinka e il campione maiorchino.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Giannessi non coglie l’attimo: Gojo vince al quinto e approda al secondo turno

PARIGI – In un match dominato dalla tensione, l’azzurro non riesce a sfruttare fino in fondo le indecisioni del croato nei momenti clou e cede al quinto, anche a causa dei crampi, in quasi cinque ore di gioco. Per il croato, secondo turno all’esordio Slam

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Alessandro Giannessi - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Dal nostro inviato a Parigi

[Q] B. Gojo b. [LL] A. Giannessi 6-4 6-7(3) 6-7(4) 7-6(4) 6-4

La sfida italo-croata del primo turno del tabellone maschile del Roland Garros ha visto scendere in campo due giocatori molto tesi, ben sapendo entrambi di avere una occasione più unica che rara per conquistare una vittoria in primo turno Slam: Giannessi deve battere il n. 223 ATP, Gojo il n. 173. Per l’italiano, per la quarta volta in un main draw Slam – dopo gli US Open 2016 e 2017 e il Roland Garros dello scorso anno – ed entrato in tabellone come lucky loser per il forfait di Tabilo, sarebbe stata la seconda (dopo quella contro Kudla al quinto a New York nel 2016, sconfitto poi da Wawrinka, mentre perse all’esordio contro Aragone nel 2017 e contro Nishikori a Parigi), mentre per Gojo, qui per la prima volta in un main draw Slam, sarebbe stata ovviamente la prima. L’ha spuntata il tennista croato dopo una battaglia di cinque ore, non bella ma ricca di emozioni e di incredibili capovolgimenti di fronte, regalandosi così anche il primo ingresso nella top 200 ATP.

 

IL MATCH – L’eroe croato della Davis 2021 (vittorie da underdog contro tre top 100: Popyrin, Sonego e Lajovic) è quello che all’inizio – soprattutto grazie al dritto, colpo di notevole pesantezza – pare gestire meglio la tensione, e vola subito sul 3-0 e 0-40 sul servizio di Giannessi. Il tennista spezzino cerca di reagire e dopo un game – maratona durato 12 minuti, in cui annulla complessivamente 8 palle break, riesce a incamerare il primo gioco. Sembra che la cosa sia del tutto insignificante, dato che Gojo si prende il doppio break subito dopo e va 5-1. Ma in realtà il croato sente la tensione e si incarta proprio quando è il momento di chiudere il parziale: perde il servizio, non sfrutta due set-point sul servizio avversario e poi nel game successivo subisce un bel passante lungolinea di rovescio su un attacco un po’ molle che sancisce il break del possibile aggancio. Ora Giannessi finalmente gioca un po’ più profondo, il che non consente a Gojo di spingere come all’inizio con il dritto, e soprattutto gli permette di muovere l’avversario, cosa che il croato soffre. Il 5 pari sembra cosa fatta quando Giannessi annulla un altro set-point con un dritto lungolinea sulla riga che Gojo fatica a credere sia possibile sia rimasto in campo. Ma prima con un doppio fallo e poi con un rovescio in back dal centro del campo che muore a metà rete, il quasi 32enne spezzino (li compie tra una settimana) spreca le due occasioni per l’aggancio e capitola sull’ennesimo dritto vincente dell’ex portacolori della Wake Forest University sul suo ennesimo colpo da fondo troppo corto.

Nel secondo set il gioco sale un po’ di livello, i giocatori si sono scrollati di dosso un po’ di nervosismo, con Giannessi che finalmente trova il supporto del servizio per comandare il gioco sui suoi turni di battuta e contrastare l’aggressività di Gojo. Anche il 24enne spalatino sale di efficacia con il colpo di inizio gioco – di solito suo marchio di fabbrica, come dimostrato dai 40 aces totali messi a segno nei tre match di qualificazione – e continua a raccogliere punti con il dritto. Così, mentre nel primo set c’erano stati 5 break e 19 palle break, nel secondo si arriva all’undicesimo gioco con un’unica palla break nel quinto game, annullata dal croato. Il cielo è coperto e a tratti scende un po’ di pioggerellina, che diventa pioggia vera proprio sul 6-5 per Gojo, con conseguente sospensione del match. Chi aveva previsto tutto era il capitano di Coppa Davis croato Vedran Martic, che infatti era andato via dalla tribuna al precedente cambio campo. Si torna in campo dopo qualche ora e come spesso capita chi serve dopo l’interruzione incontra qualche difficoltà. E infatti Giannessi si ritrova a dover contrastare la prima palla break del parziale, che è anche un set point, che potrebbe rivelarsi decisivo per le sorti del match. Ma l’ex n. 84 del mondo lo annulla con coraggio grazie ad un dritto vincente e poi conquista con merito il tie-break, sfruttando anche il fatto che Gojo si è fatto stranamente più attendista. E mentre il croato fatica a ritrovare il bandolo della matassa, Giannessi coglie l’occasione e domina il tie-break, imponendosi per 7-3 e pareggiando il conto dei set.

Il terzo set inizia con il portacolori del Park Tennis Club Genova che allunga la sua striscia positiva arrivando fino a 16 punti a 3, prima che Gojo si riprenda. E si riprende talmente bene da infilare a sua volta una striscia di 12 punti a 2 che gli permette di passare a condurre sul 3-1. Il parziale sembra poter cambiare nuovamente padrone un paio di game dopo, quando lo spezzino contesta lungamente la chiamata dell’arbitro sul colpo sulla riga per il 40-15 per il suo avversario e chi rimane scosso è… Gojo, che si ritrova a dover annullare una palla break, prima di conquistare il game grazie ad un brutto errore di Giannessi. Ora il livello di gioco è sceso nuovamente e la tensione è tornata a farla da padrone. Con alti (pochi) e bassi (molti) che si riflettono anche nell’andamento del punteggio. Mentre un timido sole spunta ogni tanto ad illuminare il campo n. 4, Giannessi nel game successivo riesce ad annullare tre palle break consecutive che potevano chiudere la questione terzo set e rimane in scia. Gojo stavolta sembra non replicare il primo parziale e quando va a servire sul 5-4 40-30 pensa anche di averla chiusa, sulla risposta a suo giudizio lunga dell’avversario. Ma l’arbitro stavolta è dalla parte di Giannessi e giudica buono il colpo, nonostante le reiterate proteste del n. 223 del mondo, quasi incredulo. Il croato accusa il colpo: doppio fallo, dritto larghissimo ed è 5 pari e poco dopo è di nuovo tie-break. Ma mentre Gojo è rimasto probabilmente su quel set point che crede sia stato annullato dall’arbitro, il tennista italiano sfrutta il momento, si invola subito sul 4-0 e sembra replicare il dominio del tie-break precedente. Il folle terzo set tuttavia ha ancora qualche emozione da riservarci: Gojo chiude gli occhi, si mette a tirare il dritto a tutto braccio e recupera i due mini-break. Ma quando va a servire sul 4-5, vanifica tutto con un doppio fallo e subito dopo è 7-4 per Giannessi, che si porta 2 set a 1, dopo oltre 3 ore e un quarto di gioco.

La partita sembra poter finire qui, con Giannessi che ottiene il break in apertura del quarto parziale e sembra in controllo. Invece il match continua ad essere un thriller: non di quelli belli, ma comunque ricco di suspense. Gojo infatti si riprende il break nel quarto game e la partita torna in equilibrio. Quando tutto sembra condurre a un altro tie-break, l’ennesimo (doppio) colpo di scena: dopo aver lasciato un solo punto negli ultimi tre turni di battuta, Gojo cede il servizio a zero. Ma sembra quasi che nessuno dei due abbia il coraggio di vincerla (o abbia troppo paura di perderla): Giannessi si porta a due punti dal match, ma con alcune scelte tattiche non corrette ed un doppio fallo rimette in gioco il suo avversario. Che a sua volta scialacqua tre break-point prima che alla quarta occasione sia il semifinalista di Umago 2017 a mettere in rete l’ennesima palla corta giocata male e portare tutto di nuovo al jeu décisif, per dirla come da queste parti. E stavolta a spuntarla (7-4) è Gojo: dopo 4 ore si va al quinto.

Il parziale decisivo inizia con entrambi i giocatori visibilmente stanchi, ma che cercano con orgoglio di trovare le energie necessarie per l’ultimo allungo vincente. Con il dritto di Gojo che ha perso in potenza e gli scambi che si allungano sempre di più, sembra che il match sia indirizzato sul terreno preferito del mancino di La Spezia. E il “dai che è cucinato” con cui un tifoso italiano incita Giannessi sembra confermarlo, quando nel quarto game si procura tre palle break consecutive. Invece, proprio dopo che Gojo ne ha annullata una, si vede l’ex top 100 italiano toccarsi la gamba: è il primo accenno di crampi (primo visibile, dalle voci post match sembra che in realtà le prime avvisaglie c’erano state alla fine del terzo set). Il croato le annulla tutte e tre e poi anche una quarta, ed il break nel gioco successivo, con l’azzurro sempre più in difficoltà, sembra mettere la parola fine alle sue speranze. Invece le emozioni di questo folle match non sono finite. Giannessi si gioca le ultime carte e cerca di rallentare gli scambi per far andare fuori giri Gojo. Tattica che sembra non funzionare, dato che lo spezzino si ritrova sotto 3-5 15-40. Invece insiste e con coraggio si tira fuori dalla buca e dopo aver annullato anche un terzo match point infila un parziale di 6 punti a 0 che lo porta ad avere tre occasioni per il 5 pari. Stavolta però Gojo si scuote prima che sia troppo tardi, sfrutta le evidenti difficoltà negli spostamenti del suo avversario e poi chiude con il 20esimo ace per regalarsi il suo primo secondo turno Slam (salutando polemicamente il tifoso italiano che nelle fasi calde dell’ultimo set esultava ai suoi errori) e la top 200. Per Giannessi, il rammarico di essere andato veramente vicino alla vittoria e di non aver sfruttato l’inerzia a suo favore all’inizio del quarto set.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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