WTA Miami: Errani s'incarta sul più bello, Vesnina quasi fuori

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WTA Miami: Errani s’incarta sul più bello, Vesnina quasi fuori

Sara Errani spedisce in rete un comodo dritto e rimette Zhang in partita: le sarà fatale. Pliskova con le marce alte, la pioggia disturba il programma. Tre match sospesi, Vesnina e Muguruza sul cornicione

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[30] S. Zhang b. S. Errani 4-6 6-4 7-5 (Tommaso Voto)

Sofferenza, tensione e volontà questa potrebbe essere la sintesi perfetta della vittoria della cinese Zhang, che supera così il secondo turno del WTA di Miami e conquista punti importanti in chiave classifica generale. Per l’ex top 5 italiana è una sconfitta dura da digerire, considerando il match point avuto ed il vantaggio di 5-2 conquistato nel set decisivo, ma la tennista asiatica non ha mai mollato un “quindici” ed ha sempre cercato di comandare da fondo con il rovescio, decisamente il colpo migliore del suo repertorio. La bolognese mette sul campo la solita intensità e capacità difensiva, elementi che caratterizzano il tennis della Errani, che in passato hanno regalato risultati impensabili (su tutti la finale del Roland Garros del 2012). Nell’ultimo anno le cose sono decisamente cambiate, perché, se si esclude la vittoria a Dubai (l’unica a livello Premier), ci sono state molte sconfitte e una condizione fisica non perfetta. Questo ha inciso sul morale e sulla classifica di Sara, che, forse per ritrovare motivazione e nuova linfa tecnica, ha scelto, dopo la separazione con Pablo Lozano, di affidarsi a Montalbini, coach che le è stato accanto dagli 8 ai 15 anni. Tutto questo sembra servire a poco, anche perché il “problema” servizio continua a persistere e da fondo i colpi della Errani sono ormai decisamente troppo prevedibili. L’unico dato positivo è il ritorno di Sara nella top 100, sarà almeno n.95, ma è un’occasione sprecata, perché la vittoria era alla portata.

Sara parte bene, controlla le operazioni con discreta facilità ed è la prima a strappare la battuta, anche perché la cinese sembra non riuscire a leggere il lift dell’avversaria. Il vantaggio è effimero, in quanto l’asiatica ottiene l’immediato controbreak e finalmente spinge con continuità. C’è anche il tempo di un MTO chiamato dalla Errani che si fa massaggiare la coscia dalla fisioterapista. Il nono game è decisivo, infatti Shuai sbanda e commette addirittura doppio fallo sulla palla break, che manda l’avversaria a servire per il primo parziale. Altro intervento medico per Errani, che tuttavia incamera il set con il punteggio di 6-4, agevolata anche da un paio di risposta “sparate” alla rinfusa dalla Zhang. La tennista di Tianjin non molla la presa e, senza soffermarsi troppo sugli errori precedenti, riprende ad essere aggressiva e propositiva in risposta, infatti va subito sul 2-0. Errani ha due chance per accorciare immediatamente le distanze, ma l’asiatica respinge l’offensiva con coraggio, forza e intelligenza tattica. Al di là di qualche crepa, il diritto della Errani funziona bene, soprattutto quando viene eseguito in contropiede, mentre la diagonale di rovescio favorisce la n.33 del mondo, anche perché Sara fa troppa fatica a “cambiare” in lungolinea, cosa che la cinese fa praticamente ad occhi chiusi. Sul 5-1 Sara accorcia le distanze con un break strappato più con rabbia che con un piano tattico coerente, infatti la bolognese commette ancora troppi errori con entrambi i fondamentali. Ma in pieno “WTA Style” la cinese si incarta, Sara ritrova smalto e conquista il 5-4, una rimonta incredibile ed imprevista, anche perché i presupposti, fino a qualche minuto prima, erano negativi. Tuttavia sul 4-5 40-15 Errani manca l’aggancio definitivo e capitola sul più bello, infatti perde il servizio e la cinese vince il set con il punteggio di 6-4.

 

Il terzo atto è il “festival” del break, ben cinque consecutivi con Errani finalmente in grado di mantenere la battuta e di capitalizzare il vantaggio sul 4-2. Entrambe, oltre ad un’outfit identico, sono più brave nella fase difensiva e questo rende difficile ottenere punti rapidi. La cinese prova a sfondare il muro italiano, ma va fuori giri, questo consente a Sara di volare sul 5-2 e di servire per aggiudicarsi l’incontro. Fallito il primo match point l’azzurra perde nuovamente la battuta, questo consente alla n.33 del mondo di accorciare le distanze e di tornare pericolosa. La n.102 della classifica WTA prova a manovrare, a rallentare con qualche taglio, ma va sotto 0-30 (commette anche doppio fallo, saranno sei in totale). Due punti “solidi” ristabiliscono la parità, tuttavia c’è l’ennesima palla break da affrontare. E purtroppo per l’italiana la rimonta si completa con il 5-5. La responsabilità maggiore di Sara è stata quella di perdere man mano di spinta, il diritto-vera cartina di tornasole dello stato di forma dell’azzurra- è diventato troppo poco incisivo. La cinese, senza fare praticamente nulla di eccezionale, passa avanti 6-5. Ora l'”inerzia” psicologica è tutta nelle mani della Zhang, anche perché Errani sembra confusa e troppo preoccupata. Ora l’italiana non fa più male, anzi è completamente in balia della sua avversaria, che trasforma il punto decisivo con un recupero prodigioso in lungolinea su un drop shot abbastanza ben eseguito dalla Errani. Shuai ha avuto il merito di crederci, ma Errani ha molto da recriminare perché si è fatta recuperare dal 5-2 e non ha saputo respingere l’offensiva, quasi disperata, della cinese.

[2] K. Pliskova b. [Q] M. Brengle 6-1 6-3 (Massimiliano Di Russo)

Il primo incontro in programma sullo Stadium ha visto la seconda testa di serie Karolina Pliskova opposta alla qualificata statunitense Madison Brengle, prossima ai 27 anni e con all’attivo per il momento una finale a Hobart disputata nel 2015 e persa contro Heather Watson. Unico precedente a Linz, nel 2014, con vittoria in due set dell’attuale numero 3 del mondo. Contro un’avversaria “rodata” dalle qualificazioni alla Pliskova bastano i primi due game per entrare in partita, due game nei quali di fatto concentrerà buona parte dei 12 errori gratuiti del set. Da quel momento un parziale di 10 punti a 1 (interrotto da un doppio fallo) le consegna il primo break del match, sancito da una risposta di dritto che induce la Brengle all’errore. Avanti 4-1 dopo appena un quarto d’ora, la tennista ceca continua a imperversare da fondocampo con i suoi colpi pesanti ottenendo un altro break dopo un rovescio vincente prima di chiudere sul proprio servizio al secondo set point: un 6-1 in 25 minuti che conferma la differenza tecnica tra le due giocatrici con la Pliskova che fa la partita (13 vincenti che a fine incontro saranno 27). Nel secondo set il trend non cambia, nonostante un simpatico on-court coaching tra l’americana e la sua allenatrice sulla falsariga di quanto accadde a inizio anno a Auckland, quasi un rito scaramantico visto che in quel caso arrivò un’insperata vittoria contro Serena Williams. Dopo un primo game ceduto a zero, la Brengle ottiene comunque la soddisfazione dell’immediato contro-break prima di cedere nuovamente la battuta nel terzo gioco. Da lì una Pliskova in “gestione controllata” non si concederà più distrazioni chiudendo 6-3 in meno di un’ora dopo un inutile falco chiamato dall’avversaria sul match point. Prossimo turno tutt’altro che proibitivo contro Yulia Putintseva.

[12] C. Wozniacki b. [Q] V. Lepchenko 6-1 6-2 (Manuel Calcaterra)

Inizia l’avventura di Miami per la testa di serie n. 12 Caroline Wozniacki, beneficiaria di un bye al primo turno. Dall’altra parte della rete la giocatrice di casa uscita dalle qualificazioni, Varvara Lepchenko, attualmente in 83esima posizione nel ranking WTA e vincitrice un po’ a sorpresa del derby americano di primo turno contro Lauren Davis. La Lepchenko, alla ricerca degli sfarzi passati e coinvolta nelle stesse cronache che lo scorso anno hanno interessato la più nota collega Sharapova, vorrebbe partire aggressiva, ma Caroline è attenta ad entrare subito concentrata nel match ed è lei, come da pronostico, a piazzare il primo allungo con un doppio break di vantaggio che la porta sul 5-1 a servire per il primo set. Qui, in un game brevissimo e alla prima occasione utile, chiude i conti del set iniziale aggiudicandoselo per sei giochi ad uno in meno di mezz’ora. La trama dell’incontro non cambia nel secondo set, con l’americana che subisce subito un break in apertura, condizionata al servizio anche dal vento di Miami. E così, in poco più di un’ora la danese, oggi nettamente superiore alla sua avversaria, conquista un match complessivamente noioso e mai in discussione, proiettandosi verso un terzo turno che la vedrà in ogni caso ancora favorita contro la vincente del match tra Sevastova e Cirstea.

[5] A. Radwanska b. Q. Wang 7-6(3) 6-1 (Michele Trabace)

Sul Grandstand esordio a Miami per Agnieszka Radwanska, testa di serie numero 5 e numero 8 WTA, opposta alla cinese Qiang Wang, numero 58 WTA. I precedenti sono a favore della tennista polacca che conduce per 3 a 0 con partite disputate tutte in due set. Primo set vede Radwanska controllare apparentemente il gioco fino a servire per il primo set nel nono game, ma si inceppa qualcosa (come spesso le accade dall’inizio di questa stagione) e non riesce a chiudere nemmeno con due set points a favore nel dodicesimo gioco arrivando cosi a giocarsi tutto al tie break: qui fa valere la sua maggiore esperienza, portandosi in vantaggio per 6 punti a 1 chiudendo poi al terzo set point (quinto totale nel set) dopo 1 ora e 11 minuti con troppi errori non forzati da parte di entrambe le giocatrici. Il secondo parziale viene interrotto dopo un solo gioco dalla pioggia che blocca le due tenniste per diverso tempo; al rientro in campo la vincitrice del Masters a Singapore nel 2015 gioca con un altro piglio, migliorando i suoi colpi con pregevoli vincenti, diminuendo gli errori e conquistando 6 games di fila che le valgono la vittoria finale. Malino Aga nel primo set, decisamente più centrata al rientro dopo la sospensione per pioggia. Nel prossimo turno affronterà Lucic-Baroni e potrà rifarsi della sconfitta patita al secondo turno durante l’ultimo Australian Open.

[6] G. Muguruza vs C. Mchale 0-6 2-3 rinviata per pioggia (Roberto Ferri)

La sesta giocatrice del mondo, la spagnola Garbine Muguruza, fa il suo debutto a Miami incontrando la giocatrice che la sconfisse al secondo turno di Indian Wells 2016, la statunitense Christina Mchale (n. 46 WTA). Primo set controvento per la campionessa in carica del Roland Garros, un pò per le difficili condizioni climatiche, ma tanto per la sua incapacità di trovare la misura dei colpi; bagel subito in circa mezz’ora, con due sole palle game per lei al quarto gioco. Tre colpi vincenti contro sedici errori gratuiti, principalmente commessi con il rovecio, il desolante bilancio del primo parziale per la spagnola. Due i colpi vincenti e cinque gli errori non forzati della Mchale a suggello di un set che non verrà ricordato certamente negli annali del tennis femminile. Finalmente nel terzo game del secondo set Muguruza riesce a tenere la battuta e, dopo 42 minuti, a conquistare il primo gioco della sua difficilissima partita, non prima, però, di avere nuovamente perduto il servizio. Al termine del quinto game, sul 2 a 3, Garbine chiede lumi al suo coach, il quale la invita ad una maggior mobilità e a scendere a rete quando se ne presenta l’opportunità, senza timore di sbagliare. Se ascolterà o meno i consigli del suo allenatore, lo scopriremo domani, pioggia permettendo.

Gli altri incontri

La finalista al Roland Garros 2015 Lucie Safarova vince agilmente su Daria Gavrilova 6-2 6-2. Mirjana Lucic-Baroni rischia seriamente di uscire, ma infine vince al tie-break del terzo. La croata ha vinto il primo set 6-2, ha perso il secondo parziale con identico risultato ed è stata sotto 5-1 nella terza frazione, prima di aggiudicarsi l’incontro. L’ultima volta in cui Lucic era stata al terzo turno di Miami non eravamo ancora nel terzo millennio (la sua ultima apparizione fra le ultime 32 in Florida risale infatti al 1999); seconda sconfitta stagionale con un vantaggio di 5-1 nel terzo per Bondarenko, che aveva perso una partita simile anche a Brisbane con la nostra Vinci. In un match a dir poco rocambolesco, Flipkens elimina Konjuh; nel primo set la croata serve per il set, ma poi perde al tie-break; nel secondo, la belga serve due volte per il match ed ha anche match-point, ma infine la partita va al terzo, con Konjuh che vince anch’ella al tie-break il secondo set. Il terzo set va a Flipkens 6-2. Cibulkova si disfa facilmente della qualificata Cepede Royg, 6-3 6-2. Putintseva elimina Witthoeft con un 6-4 periodico, con Witthoeft che spreca un vantaggio di due break nel secondo set. Nella partita tra Shvedova e Pavlyuchenkova, la kazaka va avanti di un set (vinto al tie-break), ma dal 2-2 del secondo parziale subisce un parziale di dieci giochi consecutivi e perde così l’incontro.

Giovanni Vianello

La wild card statunitense Bethanie Mattek-Sands, n. 158 del mondo, festeggia il compleanno regalandosi la vittoria a sorpresa su Elina Svitolina, testa di serie n. 9 e campionessa quest’anno a Taipei e Dubai , superandola per 7-5 6-4. Mattek-Sands non batteva una top ten dal 2015, quando sconfisse a Wimbledon la allora n. 7 Ana Ivanovic. Al prossimo turno affronterà la russa Anastasia Pavlyuchenkova. Cade a sorpresa anche la testa di serie n. 18 Coco Vandeweghe, sconfitta per 6-2 3-6 6-1 da Jana Cepelova, tennista slovacca proveniente dalle qualificazioni. La statunitense è stata aiutata poco dal servizio, il suo colpo migliore, raccogliendo pochissimo con la seconda. La pioggia non ha permesso di completare gli altri incontri. La rediviva Ajla Tomljanovic, n. 594 del ranking, è ad un passo dal battere Elena Vesnina; l’australiana d’adozione, approfittando anche della scarsa brillantezza della russa un po’ appagata dal successo appena ottenuto in California, conduce per 3-6 6-4 5-3 15-15 sul suo servizio. Nel secondo set Tomljanovic era stata avanti 5-1 e non era riuscita a sfruttare ben nove set point avuti tra il settimo e il decimo game. Non sono riuscite a terminare il loro match anche la lettone Anastasija Sevastova, testa di serie n. 19, e la romena Sorana Cirstea, con quest’ultima avanti sei punti a quattro nel tie-break del primo set. L’incontro tra Barbora Strycova e Johanna Larsson non è nemmeno iniziato.

Chiara Nardi

Risultati:

[2] Ka. Pliskova b. [Q] M. Brengle 6-1 6-3
L. Safarova b. [23] D. Gavrilova 6-2 6-2
K. Flipkens b. [29] A. Konjuh 7-6(4) 6-7(6) 6-2
[26] M. Lucic-Baroni b. K. Bondarenko 6-2 2-6 7-6(2)
[27] Y. Putintseva b. C. Witthoeft 6-4 6-4
[30] S. Zhang b. S. Errani 4-6 6-4 7-5
[17] A. Pavlyuchenkova b. Y. Shvedova 6-7(3) 6-2 6-0
[4] D. Cibulkova b. [Q] V. Cepede Royg 6-3 6-2
[5] A. Radwanska b. Q. Wang 7-6(3) 6-1
[Q] J. Cepelova b. [18] C. Vandeweghe 6-2 3-6 6-1
[WC] B. Mattek-Sands b. [9] E. Svitolina 7-5 6-4
[12] C. Wozniacki b. [Q] V. Lepchenko 6-1 6-2
[13] E. Vesnina vs [WC] A. Tomljanovic 6-3 4-6 3-5 15-15 SOSP
[19] A. Sevastova vs S. Cirstea 6-6(4-6) SOSP
[6] G. Muguruza vs C. Mchale 0-6 2-3 SOSP
[15] B. Strycova vs J. Larsson rinviata

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ATP

Lorenzo Sonego: “Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire”

“Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, come in Coppa Davis. “. In una lunga intervista al quotidiano La Repubblica di Torino, Lorenzo Sonego racconta le sue abitudini e gli obiettivi per l’anno prossimo

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Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Che Lorenzo Sonego sia un ragazzo umile e alla mano l’hanno capito tutti gli appassionati di tennis. Un’ulteriore conferma la si ha leggendo l’intervista rilasciata a Fabrizio Turco, collega che scrive per La Repubblica di Torino. In questa off-season, Lorenzo è nella sua Torino e si allena allo Sporting “perché qui mi sento a casa”.

Per lui che vive a poche centinaia di metri dal circolo, la sveglia è alle 7:30 ogni mattina e poi 4 ore di allenamento in campo e preparazione atletica al mattino e altrettante al pomeriggio, sempre sotto la guida attenta del suo inseparabile coach Gipo Arbino (intervistato in esclusiva pochi giorni fa) che l’ha scoperto e condotto nel mondo dello sport di racchetta quando ancora alternava il tennis al calcio nel Toro.

Classe 1995, Lorenzo non è ancora arrivato al suo meglio “Ho iniziato tardi e non sono mai stato un predestinato”. La passione per il tennis ha affiancato per tanti anni l’amore per il calcio, mai sopito che ancora agita il cuore del giovane torinese Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, proprio come in Coppa Davis. Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire, anche sul campo da tennis”.

 

Già, la Coppa Davis. In due giornate straordinarie, Lorenzo è stato l’eroe della spedizione azzurra. Prima la vittoria contro Frances Tiafoe, n. 19 del ranking, poi contro il mancino Denis Shapovalov, n. 18 “Però la partita della vita resta il 6-2 6-1 contro Djokovic, un paio d’anni da a Vienna. L’obiettivo per il 2023 è ritoccare il best ranking, mentre ora resta al n. 45. “Un pensierino alle Finals lo faccio e nel frattempo alzo l’asticella: l’obiettivo per il 2023 è migliorare la mia miglior posizione raggiunta in carriera, la n.21. La Coppa Davis purtroppo non assegna punti in classifica, ma vuoi mettere la soddisfazione?”. E chissà che quel sogno Finals di fine anno non possa concretizzarsi anche in doppio con il suo amico Andrea VavasSori. QUI INTERVISTATI IN ESCLUSIVA

Tra i suoi colleghi, il più simpatico è Berrettini, e non solo perché mi ha presentato Alice” cui Lorenzo riserva parole al miele sebbene non si parli ancora di matrimonio; Nadal “fuori dal campo è molto disponibile pur restando uno che daÀpoca confidenza” mentre Djokovic “è molto aperto”.

Gli Internazionali a Roma e Wimbledon sono per Lorenzo i tornei più belli ed emozionanti per l’atmosfera sugli spalti del primo e l’eleganza e la storia che si respira nel secondo ma i grandi spazi infiniti dei tornei americani come Miami e Indian Weels esercitano sempre un grande fascino. La stagione 2023 di Lorenzo Sonego inizierà il 2 gennaio al torneo di Adelaide e subito dopo il primo Slam dell’anno, gli Australian Open.

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ATP

Jannik Sinner, mentalità e freddezza: è il miglior giocatore del circuito sotto pressione

L’altoatesino è anche il miglior tennista per rendimento sotto pressione sul cemento. Sulla terra guida Zverev, sull’erba comanda Medvedev

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Jannik Sinner – ATP Miami 2022 (foto via Twitter @ATPTour_ES)

Il 2022 di Jannik Sinner è stato probabilmente ben diverso da come lui se lo sarebbe aspettato. L’azzurro aveva chiuso la scorsa stagione in top10, avendo toccato anche il n°9 – ad oggi suo best ranking – ad inizio novembre 2021. Complici i diversi infortuni, che gli hanno impedito di competere al meglio e con continuità, l’altoatesino quest’anno ha terminato da n°15 nonostante i soli 18 tornei disputati (tra i primi 20 soltanto Zverev, Djokovic, Nadal e Alcaraz hanno giocato meno di lui).

Di Sinner, non solo in questa stagione, si è spesso e volentieri sottolineata la forza mentale e l’incredibile capacità di alzare il proprio livello di gioco nei momenti clou. Nelle ultime 52 settimane, infatti, tra i tennisti che hanno giocato almeno un match su tutte le superfici, l’italiano è il migliore in assoluto per quanto riguarda il rendimento sotto pressione.

Lo dimostra l’Under Pressure Rate, il parametro studiato dall’ATP per analizzare le reazioni dei giocatori a determinati momenti chiave di una partita, quali le palle break (a favore e contro), i tie-break e i set decisivi (terzo o quinto). Il parametro preso in considerazione è una somma di tutte le percentuali nelle situazioni di cui sopra.

 

Da questo calcolo, dunque, Sinner risulta essere complessivamente colui che sa trarre più vantaggio da una situazione pericolosa, o comunque dove il livello di tensione è decisamente più elevato. Sommando le percentuali di palle break salvate, palle break sfruttate, tie-break conquistati e set decisivi vinti, l’azzurro raggiunge quota 244,2, appunto il numero più alto del circuito. Il 21enne di San Candido è anche il tennista con il miglior rendimento sul cemento in questa particolare statistica, arrivando ad un totale di 259,5.

Dando uno sguardo anche alle altre superfici, sulla terra battuta il primato è di Alexander Zverev, che arriva ad una somma percentuale di 283,9. Il tedesco sarebbe il primo in generale di questa classifica, che però come detto in apertura tiene conto dei match giocati su tutte le superfici. L’attuale n°12 del mondo, non avendo potuto giocare sull’erba dopo il ritiro al Roland Garros, non viene dunque preso in considerazione per la classifica generale.

Sull’erba invece – concentrandosi sui giocatori che abbiano disputato almeno 10 partite sul verde – è Daniil Medvedev a guardare tutti dall’alto, con 319,4. Anche senza aver giocato a Wimbledon, il russo è comunque riuscito a prevalere in questa classifica, che senza il limite dei 10 incontri minimi disputati vedrebbe primeggiare Mitchell Krueger, attuale n°218 del ranking che ha disputato soltanto due partite sull’erba a livello ATP, raggiungendo il secondo turno al ‘250’ di Newport.

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Flash

Sinner riprende ad allenarsi in vista della nuova stagione

Il tennista altoatesino su Instagram posta un video che lo riprende impegnato a testare il servizio dopo gli infortuni che lo hanno tartassato nel 2022

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Jannik Sinner – Vienna Erste Bank Open 2022 (© e|motion/Bildagentur Zolles KG/Photographer)

Il 2022 è stato un anno dalle mille sfaccettature per Jannik Sinner. Un titolo ad Umago, tre quarti di finale a livello Slam ma anche diversi problemi fisici che ne hanno condizionato la stagione, chiusa al quindicesimo posto nel ranking e con una brutta sconfitta a Parigi-Bercy contro lo svizzero Huesler.

Per il tennista italiano sotto la guida di Vagnozzi e del super coach Cahill si prospetta una stagione cruciale che potrebbe essere quella della definitiva consacrazione se il fisico lo assisterà senza gli annosi problemi che lo hanno assillato nel 2022.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

 

Sul suo profilo Instagram, il tennista altoatesino ha comunicato ai suoi fan di essere tornato a lavorare per la nuova stagione, dopo l’infortunio ad un dito della mano destra che lo ha condizionato a Parigi-Bercy e gli ha impedito di prendere parte alle finali di Coppa Davis. Il video lo riprende sul campo da tennis a provare il servizio, un fondamentale che potrebbe permettere al ventunenne di San Candido di fare uno step in avanti nel suo gioco.

L’obiettivo per l’anno nuovo è chiaro e il mantra è quello di focalizzarsi sul lavoro tecnico e sopratutto fisico per evitare i malanni che lo hanno condizionato nel 2022. Scelta che ha portato Sinner ad evitare le esibizioni, accompagnate da lauti assegni, che caratterizzano la off-season, al contrario di alcuni suoi colleghi che saranno impegnati in Medio Oriente.

Sinner che ha già definito anche quale sarà il suo programma di inizio stagione. Niente United Cup, la competizione a squadre mista che farà il suo esordio quest’anno. Bensì la preparazione per il primo slam stagionale verrà affinata ad Adelaide, città nativa del supercoach Cahill. Lì Sinner prenderà parte al primo torneo ATP 250 che si svolgerà nella capitale dello stato dell’Australia Meridionale per poi puntare tutto sull’Australian Open, dove difenderà i quarti di finale del 2022. 

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