RG: Murray rosola del Potro. Verdasco super, facile Cilic

Roland Garros

RG: Murray rosola del Potro. Verdasco super, facile Cilic

Dopo due set lottatissimi persi, l’argentino non ne ha più nel terzo contro il n.1. Lo spagnolo affonda Cuevas lasciandogli 6 giochi. Bene Cilic, Edmund si arrende al quinto

Pubblicato

il

 
 

[1] A. Murray b. [29] J.M. del Potro 7-6(8) 7-5 6-0 (da Parigi, Ruggero Canevazzi)

Andy Murray (finalista l’anno scorso e semifinalista qui nel 2011, 2014 e 2015) approda agli ottavi di finale dopo una vittoria in tre set contro Juan Martin del Potro, al termine di un match a tratti vibrante ma complessivamente pieno di errori. Da questi due legittimo aspettarsi di più. Primo set molto combattuto, con l’argentino che ha fallito 4 set-point. Ha servito invano per il set sul 5-4 (con un set-point fallito nel game precedente e uno col servizio a disposizione), poi rimpiange fino alla morte il primo degli altri due set-point non trasformati nel tie-break, con un clamoroso doppio fallo. Nel secondo set tocca a Murray toppare quando serve per il set, ma ritorna di nuovo a servire due game più tardi. Il terzo parziale è un bagel decisamente immeritato per il generoso argentino, che però paga i troppi errori, proprio con quel dritto che dovrebbe essere la sua arma letale e con un servizio al di sotto delle aspettative.

Terzo turno di lusso sul tra Murray e del Potro, attuale n.30 del mondo e semifinalista a Parigi nel 2009, grande replica della finale olimpica di Rio. 6-3 i precedenti a favore di Murray (l’unico a dire due parole sul caso Margaret Court), 1-1 sulla terra con lo scozzese vincitore nel 2008 a Roma (quando Juan Martin si ritirò dopo il primo game del terzo set) e l’argentino (autore del bel gesto col povero Almagro) vittorioso a Madrid in due set nel 2009. Sul Philippe Chatrier dal cielo bianco come la maglia di Andy, fa capolino a intermittenza un pallido sole, ma i 19°C e un’arietta lieve rendono le condizioni climatiche ideali. I francesi, ringalluzziti dalla netta vittoria di Cornet su Radwanska, dimostrano un palato molto scadente perché all’inizio almeno mezzo stadio è vuoto: incredibile. Il n.1 del mondo, massacrato da Fognini a Roma, cede la battuta al terzo game: sotto 0-40, trova un ace e una gran volèe di dritto, ma poi il lob di rivescio (di solito specialità della casa) è pessimo e non supera neanche la rete. Il set segue poi i servizi fino al 4-3 del Potro, quando il britannico con una bellissima volèe di rovescio e un recupero lungo dell’avversario ha due palle del contro break, ma il servizio della torre di Tandil non tradisce. Nel gioco successivo, l’argentino fallisce un set-point sul 30-40 stecca il dritto, fino a quel momento spaventoso e perfetto, ma dopo 46 minuti serve per il primo set (5-4). Qui prima assistiamo a colpi fantastici (un lob splendido e una gran risposta danno a Murray lo 0-30, poi dritto incrociato della tds n.29), poi il game diventa un imprevedibile ciapa no: sul 15-40 Andy non può nulla sul dritto avversario, ma nello scambio successivo a metà campo sbaglia un rigore a porta vuota spedendo largo il dritto. Nonostante questo centra lo stesso il break, dopo un rovescio sbagliato al terzo break-point, perché l’argentino concede una quinta palla-break e poi una sesta su doppio fallo, che si rivela fatale: 5 pari. Poco dopo è tie-break: il tre campione di 3 Slam parte con un doppio fallo, poi recupera e sul 5-4 s’inventa l’ennesima volèe al bacio: 6-4. DelPo tiene e poi Andy manda lungo un dritto. Due set-point falliti ciascuno, ma la fiera delle occasioni buttate non finisce: l’argento olimpico ne fallisce altri due (il primo con un doppio fallo!) dopo due magie, poi sul 9-8 e servizio del Potro il suo dritto viene chiamato fuori. Bernardes scende a vedere e chiede l’aiuto del giudice di linea per trovare il segno: la palla è fuori di un niente e il campione dello US Open 2009 resta almeno 120 secondi netti piegato sulla rete a rimpiangere i 4 set point falliti.

 

Nel secondo set il ventottenne sudamericano è ancora con la testa sugli ultimi due set-point buttati e cede il servizio a 15. Dominano poi le battute ed Andy va a servire per il set sul 5-4 dopo 2 ore e 7 minuti, ma sembra di essere a Buenos Aires perché tutto il pubblico scandisce con applausi ritmati: “DelPo! DelPo!”. Ad ogni punto Bernardes deve chiedere “S’il vous plaît” perché l’urlo sale sempre più alto, Juan Martin fallisce due palle del controbreak sul 15-40 ma poi Murray fa doppio fallo e manda in rete un dritto: 5 pari. Peccato che dopo l’ex n.5 del mondo (nel 2009 e 2013) recupera da 0-40 con tre vincenti ma un dritto scomposto e un errore non forzato rispediscano Murray a servire per il set, stavolta senza sconti: 7-6 7-5 dopo 2 ore e 24 minuti. Ancora una volta, ha sbagliato meno lo scozzese, mentre l’argentino paga un servizio non all’altezza (31% di punti con la seconda). Il terzo parziale parte come il secondo. Del Potro cede la battuta a 15, manifestando difficoltà quando deve colpire il dritto quasi in controbalzo: il movimento all’indietro col busto non gli permette di calibrare il colpo, che sovente termina lungo. Poco dopo il match sembra davvero finito, perché Murray centra a 0 un secondo break: si registra un parziale di 18 punti a 3 e poco dopo siamo 4-0. Due game più tardi, al secondo match-point Murray chiude, col pubblico che saluta del Potro con grande calore.
Agli ottavi il n.1 del mondo troverà il vincente di Isner-Khachanov.

[7] M. Cilic b. F. Lopez 6-1 6-3 6-3 (Pierluigi Maienza)

Cilic supera Lopez e “prenota” i quarti. Il programma del Day 7 sul Suzanne-Lengen si apre con la sfida tra Cilic e Lopez. Il croato conduce 4-2 nei precedenti ma lo spagnolo si è aggiudicato i due incontri, risalenti al 2008 e 2010, disputati sulla terra. Lopez si avvicina al match con qualche perplessità di tenuta fisica dovuta non solo alle scorie della maratona vinta contro Ferrer al turno precedente ma anche al calo fisiologico connesso all’età (a 35 anni è il giocatore più vecchio rimasto in tabellone). Cilic è invece intenzionato a confermare il buon momento di forma mostrato nell’anno in corso con la semifinale di Acapulco, i quarti a Rotterdam e la vittoria di Istanbul del mese scorso. Il match presenta uno sviluppo analogo nei tre set: Cilic si affida con efficacia allo schema servizio-diritto mentre Lopez denuncia taluni passaggi in cui sembra non essere al massimo della concentrazione. Il primo set corre via veloce con Lopez che perde i tre turni di battuta su tre e si chiude sul 6-1 in appena 30’; anche il secondo ripropone un tema simile al primo con Cilic che recupera il break iniziale per chiudere senza difficoltà 6-3. L’unica arma che può dare qualche chance a Lopez è il back cui lo spagnolo ricorre sia per offrire palle senza peso al suo avversario che per chiamarlo a rete, ma un arsenale così carente non può pretendere particolari vantaggi. Nel terzo set, Cilic, a sua volta incline all’errore per rischi non necessari, scappa subito sul 3-0. Da questo momento nonostante i tentativi di Lopez che si propone anche a rete, Cilic non corre alcun rischio e chiude con un ace sul 6-3. Ora il croato attende al quarto turno il vincitore tra Anderson ed Edmund e può coltivare ambizioni di raggiungere i quarti di finale.

F. Verdasco b. [22] P. Cuevas 6-2 6-1 6-3 (Emmanuel Marian)

L’osservatore impegnato ad analizzare il programma di gioco del primo sabato del Roland Garros avrebbe notato come il Cuevas-Verdasco odierno fosse a prima vista il match più equilibrato del menù, ma, sedendosi sui piccoli spalti del Court 3,  il tifoso sarebbe rimasto molto deluso dalla truculenta mattanza perpetrata dal vecchio Nando, per un giorno non più “Perdasco”, come viene sempre più di frequente definito, ai danni del contumace Cuevas, il quale, forse impossibilitato a recarsi al Bois de Boulgogne, ha spedito al campo un suo sosia per nulla avvezzo a simili palcoscenici. Poco da dire sull’incontro, vista la giornata di totale abulia vissuta dall’uruguagio, incapace di reggere il ritmo sulla diagonale sinistra, dove il suo rovescio sbandava paurosamente nel tentativo di opporsi ai pesanti drittoni in top del madrileno, e clamorosamente abbandonato dal servizio, che il povero Pablo è riuscito a conservare appena quattro volte su dodici tentativi funestati da percentuali inquietanti specie con la seconda palla. Come nei match femminili più altalenanti, nel primo set la battuta si è rivelata essere uno svantaggio notevole per i contendenti, così la differenza l’hanno fatta il primo e il settimo game, ossia gli unici in cui il giocatore al servizio, in entrambi i casi Verdasco, è uscito vincitore. Il termometro dell’infausta giornata della testa di serie numero ventidue la davano i tre consecutivi giochi on serve persi a zero, e dopo il 6-2 maturato in trentacinque minuti di tennis ampiamente rivedibile il naufragio di Cuevas è proseguito nei restanti due parziali senza che si scorgessero reali tentativi di riscossa. Un Fernando ordinato, che sarà comunque necessario rivedere contro avversari più presenti, si riaffaccia dunque alla seconda settimana di un Major a tre anni di distanza dall’ultima esperienza, vissuta proprio su questi campi. Affronterà negli ottavi il vincitore del derby dell’estremo oriente tra Chung e Nishikori.

K. Anderson b. K. Edmund 6-7(6) 7-6(4) 5-7 6-1 6-4   (Riccardo Sozzi)

Kyle Edmund, n.49, e Kevin Anderson, attuale n.56 ma con un recente passato da Top-ten, non si erano mai incontrati prima di oggi e questo primo incontro è servito a entrambi per testare l’avversario di cui non conoscevano i colpi né tantomeno il carattere. Il match è stato quindi particolarmente combattuto, e caratterizzato da un power-tennis a tratti disarmante, che spesso ha lasciato fermi e sbalorditi i giocatori in campo. Si comincia subito forte, entrambi sanno che dovranno fare il più possibile affidamento sui propri colpi a rimbalzo, specie sul dritto (soprattutto Edmund che ha nel dritto particolarmente elaborato il suo colpo migliore) e bastano pochi minuti per capire il perchè, non appena il punto si sposta verso la rete tirare il passante diventa una pura formalità: meglio dunque condurre lo scambio da fondo. Date queste premesse, i tiebreak con cui si chiudono primo e secondo set non devono stupire. Mentre nel primo a spuntarla è Edmund che approfitta di un dritto in rete dell’avversario dopo un bellissimo passante in lungolinea di rovescio con cui era andato a set-point, nel secondo è spietato Anderson ad approfittare di un minimo passaggio a vuoto del britannico per riportare il match in parità. Ora parrebbe esser venuto il momento in cui è cambiata l’inerzia del match tutta a favore del sudafricano, ma non è così, Edmund ha la forza per annullare 5 palle break e per giunta portarsi lui in avanti nel parziale alla seconda chance. Un servizio vincente lo proietta avanti due set a uno. La reazione di Anderson però, seppur con un set di ritardo, arriva, e il quarto set è un monologo del sudafricano, che approfitta anche di un Edmund visibilmente affaticato che praticamente senza opporsi concede il set all’avversario, risparmiandosi per il quinto. Anderson dimostra però una tenuta mentale eccezionale, ed anche nel quinto set il suo tennis non soffre nessun calo di prestazioni, e coi suoi colpi va prima 0-40 sul 2-2, con Edmund che fa tre miracoli per restare a galla, poi ottiene il definitivo break sul 4-4 grazie ad un milimetrico rovescio vincente in lungolinea. Una delle sue prime vincenti chiude set e match dopo quattro ore di battaglia. Al prossimo turno Anderson sfiderà Marin Cilic, con cui è sotto nei precedenti per 1-5.

Risultati:

[7] M. Cilic b. F. Lopez 6-1 6-3 6-3
[1] A. Murray b. [29] J.M. del Potro 7-6(8) 7-5 6-0
[15] G. Monfils vs [24] R. Gasquet 6-5 sospesa
[3] S. Wawrinka b. [28] F. Fognini 7-6(2) 6-0 6-2
[8] K. Nishikori vs H. Chung 7-5 6-4 6-7(4) 0-3 sospesa
K. Anderson b. K. Edmund 6-7(6) 7-6(4) 5-7 6-1 6-4
[21] J. Isner vs K. Khachanov 6-7(1) sospesa
F. Verdasco b. [22] P. Cuevas 6-2 6-1 6-3

Continua a leggere
Commenti

Flash

Roland Garros: dopo un set di assestamento, procede in scioltezza Alcaraz. Già visto anche il primo super tie-break

Inizio un po’ in sordina, poi lo spagnolo prende il controllo. Il primo quinto set che si decide al cardiopalma è di Ugo Carabelli su Karatsev

Pubblicato

il

Carlos Alcaraz - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

[6] C.Alcaraz b. J.I.Londero 6-4 6-2 6-0

Come suggerisce anche il punteggio, l’esordio di Carlos Alcaraz, tds n.6 e tra i favoriti per la vittoria finale, è andato in crescendo, passando da un primo set poco brillante a un secondo e un terzo in cui ha spiegato tennis, per così dire. Il tutto è anche conciso con un calo, dalla fine del primo parziale in poi(in cui ha piazzato 6 dei suoi 10 vincenti), di Juan Ignacio Londero, che ha retto botta finché ha potuto, e accusato però quasi un certo scoramento nel momento in cui lo spagnolo ha ritrovato il suo livello abituale. Una prestazione in ogni caso convincente di Carlitos(a segno 21 vincenti e neanche una palla break concessa), che per la prima volta parte nel novero dei grandi favoriti in uno Slam, dopo un paio di settimane di riposo post vittoria a Madrid, che sono un’ottima spiegazione per un inizio un po’ lento, sempre con le dovute proporzioni, come vedremo.

Il match – da segnalare l’inizio in spinta di Londero, a fronte di un inizio poco brillante dello spagnolo, quasi in affanno alle volte e alle volte anche costretto a rinculare. Ma alla fine, nonostante un primo set altalenante, il ragazzo di Murcia lo porta a casa con il punteggio di 6-4, sfruttando un piccolo passaggio a vuoto di Londero nel suo ultimo game al servizio, come se sentisse un po’ la pressione, che lo porta a sbagliare colpi che aveva infilato con sicurezza in tutto il parziale. Nel secondo parziale, cinque game di cui solo il secondo sul servizio di Londero va ai vantaggi, scorrono via rapidamente senza niente da segnalare, se non un Alcaraz che non riesce ad affermare grande superiorità da fondo e permette all’operosità di Londero di rimanere in scia, specie calcando la mano sul lato del rovescio, un gran bel colpo. Nel sesto game lo spagnolo si procura il break, approfitta di un paio di errori banali di Londero e riesce a salire bene sulla palla e tracciare il campo, causando il non forzato che gli consente di allungare. Alla fine, senza un particolare solco scavato, lo spagnolo con un altro break porta a casa anche il secondo set, stavolta per 6-2: oggettivamente si vede un po’ di arrendevolezza in Londero, che percepisce come ora Carlitos sia entrato in partita e sarà sempre più dura fare punti senza sudare o giocare scambi ai limiti dell’impossibile, e non a caso gli ultimi due punti del set sono due errori.

 

Dopo aver fatto un po’ rodare il motore, in questo terzo set Alcaraz sembra aver ingranato la marcia: break immediato nel secondo gioco, pazientando in attesa degli errori di Londero, che puntualmente arrivano(ora molto meno brillante da fondo l’argentino) e chiude con una dolce smorzata e un violento passante. Ora la disparità si vede eccome, ed infatti la partita va ad incanalarsi senza più dubbi nel quarto game, il più lungo del match: Londero annulla ben 6 palle break, alcune anche giocando dei punti davvero sensazionali, solleticando anche le capacità atletiche di Alcaraz, ma alla fine capitola su un banale schiaffo al volo. Il n.6 del seeding si porta poi sul 5-0, e da rivedere la giocata(anche se un po’ fortunosa) sul punto che gli regala questo punteggio. Alla fine, com’era già nell’aria, Alcaraz serve un bel bagel in questo terzo set del suo match d’esordio, con Londero decisamente arrendevole, consapevole che la partita è ormai andata, e soprattutto che un Alcaraz anche al 70% è troppo per lui. Per lui al secondo turno ci sarà il derby con un altro esperto della mattonella rossa, Albert Ramos-Vinolas, che in una maratona di 4 ore e passa ha avuto ragione per 6-4 4-6 6-4 7-6(5) di Thanasi Kokkinakis, l’australiano che sta trovando finalmente sensazioni e continuità. Ramos ha chiuso con 57 vincenti, 16 più dei non forzati, e tanta intensità messa in campo; ma soprattutto 88% di punti a rete, statistica che contro Alcaraz può pesare.

Ma un’altra notizia che viene da questo pomeriggio parigino riguarda una partita che porta in dote ben due prime volte: una, più importante, riguarda un giocatore, cioè Camilo Ugo Carabelli, argentino n.154 al mondo, all’esordio in un tabellone principale Slam, che ha anche portato a casa la prima vittoria: battuto 6-3 4-6 6-4 3-6 7(10)-6(5) Aslan Karatsev, russo anche ex semifinalista in un Major, vittima di una discesa sempre più nera. E l’altra prima volta riguarda il risultato, dato che già nel primo giorno di torneo abbiamo potuto godere dell’emozione di un super tie-break nel set decisivo, vinto 10 punti a 5 dall’argentino, giocatore di lotta e di governo. Chiude infatti la sua giornata da sogno con 30 vincenti in meno di Karatsev(25 a 55), ma anche con soli 36 non forzati contro gli 84 del russo. Affronterà, per continuare l’impresa, Auger Aliassime, n.9 del seeding, anche lui vincente dopo 5 set quest’oggi, seppur con decisamente meno emozioni.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Continua a leggere

Flash

Roland Garros: Auger-Aliassime sopravvive rimontando da 0-2, Van De Zandschulp raggiunge Fognini. Out Davidovich Fokina

Il canadese ottiene la prima vittoria in carriera nello slam parigino rimontando da uno svantaggio di due set. cade il finalista di Montecarlo

Pubblicato

il

Felix Auger-Aliassime - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

[9] F. Auger-Aliassime d. [Q] J. P. Varillas 2-6 2-6 6-1 6-3 6-3

Sembrava una partita scontata e, invece, si è rivelato tutt’altro che banale l’esordio di Felix Auger-Aliassime al Roland Garros. Il suo avversario è Juan Pablo Varillas, qualificato numero 122 del mondo, che non gli ha fatto capire niente (o quasi) per i primi due set, nei quali il canadese ha racimolato appena quattro game. La tensione della prima partecipazione assoluta in un main draw di uno slam ha però presentato il conto al peruviano, che dal terzo set in poi si è via via spento fino a capitolare al quinto. Nonostante la sconfitta, questo per lui sarà comunque un giorno da ricordare (dato che era anche la sua prima partita contro un top10).

IL MATCH Auger-Aliassime viene immediatamente sorpreso nel primo game dell’incontro, cedendo la battuta a 30 e vedendo poi il suo avversario scappare sul 2-0. È un avvio traumatico per il canadese, che sbaglia ogni scelta ed esecuzione possibile con entrambi i fondamentali. Sia il dritto che il rovescio, infatti, non funzionano come la testa di serie numero 9 vorrebbe, che dopo circa 20 minuti si ritrova incredibilmente in ritardo di due break. Avanti 40-0 nel quinti game, infatti, Auger-Aliassime perde altri cinque punti consecutivi e finisce sotto 5-1. Non bisogna comunque togliere evidenti meriti a Varillas, che domina la maggior parte degli scambi e non sbaglia praticamente mai. Il peruviano ha addirittura una possibilità per chiudere 6-1 il primo set con triplo break, ma il numero nove del mondo la cancella con una buona prima. Poco male, comunque, perché due grandi seconde negli ultimi due punti del set consegnano a Varillas un primo parziale mai in discussione: 6-2. È evidente, come si diceva, quanto i troppi errori non forzati di Auger-Aliassime (13, solo tre invece per il peruviano) abbiano indirizzato il set, in cui il canadese ha racimolato appena due punti su dieci con la seconda.

 

Con due ace in apertura di secondo parziale (tanti quanti quelli messi a segno nell’intero primo set), il 21enne di Montreal passa a condurre per la prima volta nel match, ma un concentratissimo Varillas rimane attaccato nel punteggio. Il peruviano gioca su una nuvola, si procura altri tre break point consecutivi e, alla prima occasione, c’entra un nuovo allungo. Auger-Aliassime sotterra in rete un comodo smash e manda avanti il suo avversario, solidissimo e dominante da fondocampo: 3-1. Le gentili concessioni della testa di serie numero nove non accennano a fermarsi e regalano a Varillas altre tre palle break consecutive, tutte però sventate grazie all’aiuto del servizio. In qualche modo, l’allievo di Toni Nadal riesce a rimanere a galla, ma nei turni di risposta continua a faticare enormemente, non riuscendo a trovare soluzioni per fermare l’impeto del suo avversario. Addirittura, nel settimo game il numero 122 ATP ha due nuove possibilità di break che, questa volta, sfrutta anche grazie ad un gran punto in difesa. Auger-Aliassime continua a non trovare alternative e a concedere troppo, subendo un nuovo 6-2 anche nel secondo set. Se i quattro non forzati di Varillas non stupiscono (visto l’andamento del match), fanno certamente più clamore i suoi 11 vincenti, dato che nel primo parziale erano stati solo quattro. È grande resa anche in battuta (85% di punti vinti con la prima e 71% con la seconda), contando che nei suoi turni di servizio ha lasciato per strada appena quattro punti.

Il terzo set sembra portare con sé un’aria di cambiamento, con Auger-Aliassime che (una volta tanto) non fa fatica a tenere i suoi primi due game di battuta e, nel quarto gioco, ottiene le prime palle break della sua partita. Due insoliti errori di marca peruviana permettono al canadese di allungare e di approdare sul 4-1. Incamerata un po’ di fiducia, il numero nove del mondo riesce finalmente a prendere in mano le redini dello scambio, utilizzando meglio le traiettorie al servizio e approfittando di qualche fisiologico errore in più di Varillas. Anche nel game successivo, il 26enne di Lima sbaglia qualcosina di troppo e si vede nuovamente costretto a cedere il servizio, venendo poi travolto 6-1 dal canadese, che dimezza lo svantaggio nei set. Decisivo l’incremento dei punti vinti con la prima (14/16) e gli otto non forzati di Varillas, più di quanti registrati sommando primo e secondo set.

Anche il quarto parziale si apre com’era finito il terzo, ossia con un break a freddo di Auger-Aliassime, il terzo consecutivo. Il numero 122 del mondo pare aver smarrito tutte le sue certezze e raccoglie appena uno dei primi nove punti del set, con il canadese che si porta subito sul 2-0. Quel break maturato all’inizio sarà decisivo nell’economia del set, mantenendo sempre le distanze tra i due giocatori. Nonostante sia sempre costretto ad inseguire, il peruviano continua a caricarsi, provando a tornare sui livelli dei primi sue set. Non che ci sia lontano, ma purtroppo per lui l’Auger-Aliassime visto nella prima ora e mezza non c’è più. Il canadese concede appena due punti in battuta nell’intera frazione, entrambi nell’ottavo gioco dove, sul 30 pari, conduce alla perfezione un punto delicato, chiuso con una bella stop volley. Nel game successivo, Varillas regala ancora qualcosa e la testa di serie numero nove fiuta, oltre alla possibilità di chiudere, anche quella di servire per primo nel quinto. Con l’autorità mancata per buona parte della partita, il canadese chiude 6-3 il quarto set, completa la rimonta e rimanda tutto al set decisivo. Troppa la differenza tra i vincenti (13-2) e, soprattutto, i punti ottenuti con la prima di servizio: 100% per l’allievo di Toni Nadal, appena 41% per il peruviano.

Fin dall’inizio della resa dei conti definitiva si percepisce un po’ di comprensibile tensione da entrambe le parti, anche se per buona parte del set a regnare sarà l’equilibrio. Auger-Aliassime, come più o meno da due set a questa parte, continua a soffrire pochissimo al servizio, lasciando per strada pochissimi punti. Varillas insegue e, nonostante sia maggiormente in difficoltà rispetto al suo avversario, rimane attaccato ad un treno unico (almeno fino ad oggi) nella sua carriera. Raggiunto il canadese sul 3-3, il numero 122 del ranking ci crede, si incita e chiama a raccolta il pubblico, ma da quel momento non vincerà più un game. Auger-Aliassime tiene facilmente il servizio a 15 nel settimo gioco e, in quello successivo, si conquista tre palle break consecutive grazie ad un grande attacco e due vincenti. Varillas prova a rimanere vivo con tre grandi dritti – due dei quali vincenti – con cui arriva alla parità. Il peruviano ha anche un’opportunità per impattare sul 4-4, ma la sciupa e, alla quarta chance del game, la testa di serie numero nove centra l’allungo definitivo. Simbolico, in tal senso, il fatto che il break arrivi con un dritto vincente inside out, colpo che gli aveva regalato pochissime soddisfazioni ad inizio match. Con due prime vincenti Auger-Aliassime si costruisce tre match point consecutivi e, al secondo, chiude con un dritto vincente, trovando la sua prima vittoria in carriera al Roland Garros. I dati complessivi del match sono il succo di quelle che, alla fine, sono state due partite diverse: i primi due set, di marca totalmente peruviana, e gli ultimi tre fortemente canadesi. Il numero nove ATP chiude con più vincenti (52-23) e più gratuiti (44-29), oltre a 14 ace e all’83% dei punti vinti con la prima. Male, invece, il rendimento della seconda (40%), ma questo sarà un aspetto su cui lavorare nei prossimi giorni. Ora, ad attenderlo al secondo turno, ci sarà uno tra il qualificato argentino Ugo Carabelli e il russo Karatsev.

GLI ALTRI INCONTRI Dopo la vittoria di Dimitrov e la prematura uscita di scena di Thiem in mattinata, il programma è continuato senza enormi sorprese. Buona affermazione di Borna Coric su Carlos Taberner, sconfitto 3-6 6-2 6-3 6-1, così come di Diego Schwartzman, vincitore sempre in quattro set su Andrey Kuznetsov (6-3 1-6 6-4 6-2). Perdono un set ma avanzano anche Van De Zandschulp (6-3 3-6 6-3 6-2 a Pavel Kotov), prossimo avversario di Fabio Fognini, e John Isner (7-6 4-6 7-6 7-6 a Quentin Halys). Cade invece il finalista dell’ultimo torneo di Montecarlo Alejandro Davidovich Fokina, sconfitto 2-6 6-0 6-4 6-3 da Tallon Griekspoor.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Continua a leggere

Flash

Roland Garros: Buona la prima per Fognini, ora Van de Zandschulp

Buona partita di Fognini su un campo Simonne Mathieu gremito. Vittoria in tre set per andare ad affrontare l’olandese Botic Van de Zandschulp al secondo turno

Pubblicato

il

Fabio Fognini - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

F. Fognini b. A. Popyrin 6-4 7-5 6-4

La quindicesima campagna parigina di Fabio Fognini è iniziata con il piede giusto. In un match forse un po’ sfilacciato ma che ha comunque offerto spunti di buon pregio (soprattutto da parte di Fognini) il giocatore ligure si è imposto in tre set sull’australiano Popyrin dando l’impressione di essere con un discreto margine il miglior giocatore in campo, ma dovendo comunque lottare fino alla fine in tutti i set per avere la meglio di un avversario certamente non troppo raffinato nel gioco ma comunque decisamente potente.

Fognini ha messo in campo tutta la sua esperienza, soprattutto nei finali di set nei quali Popyrin ha sbagliato parecchio, ed ha anche deliziato il pubblico del campo Simonne Mathieu con alcuni dei suoi colpi più belli, in particolare alcuni passanti tirati da molto fuori dal campo.

 

IL MATCH – Il primo set è filato via molto rapidamente, in soli 35 minuti, ed è stato deciso da un game da incubo di Popyrin che sul 4-4 ha commesso quattro errori gratuiti che più gratuiti non si può, consegnando il break decisivo nelle mani di Fognini senza che questi abbia dovuto fare nulla di particolare. Fino a quel momento non c’era stata nessuna palla break, e solamente il game di apertura era andato ai vantaggi. Il numero delle palle scentrate, da una parte e dall’altra, è stato notevole, sintomo di un campo non in perfette condizioni che in alcune occasioni ha fatto impennare a dismisura i servizi in kick dell’australiano.

Nel secondo parziale Fognini ha dovuto lavorare decisamente di più per uscire vincitore: innanzitutto è stato molto bravo a uscire indenne da ben cinque palle break nei primi due turni di servizio, in uno dei quali è dovuto risalire da 0-40. Poi è stato altrettanto abile a tenere la palla in gioco quanto più possibile nell’undicesimo game, nel quale Popyrin ha sbagliato uno smash sulla palla del 6-5, e poi, sulla terza palla break, ha messo un diritto in rete che gli ha permesso di andare a servire per il secondo set.

Persi i primi due parziali Popyrin si è disunito e ha ceduto la battuta per altre due volte consecutive, lasciando scappare Fognini sul 4-0 e di fatto mettendo la parola fine alla partita, anche se è riuscito a recuperare uno dei break di vantaggio ed ha costretto l’italiano a servire sul 5-4 e chiudere il match dopo 2 ore e 17 minuti.

Al secondo turno Fognini incontrerà un avversario inedito per lui, ovvero l’olandese Botic Van de Zandschulp che al primo turno ha battuto in quattro set il qualificato Kotov.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement