Bene in Giappone, ma con la Francia servirà un'impresa

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Bene in Giappone, ma con la Francia servirà un’impresa

La vittoria dell’Italia era scontata ma è risultata più ardua del previsto. Ospiteremo la Francia a Genova, servirà ben altro. Colpaccio Germania in Australia, OK le altre favorite

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È stato il solito grande, intenso, lungo week-end di Coppa Davis, foriero di tante emozioni e molti match vietati ai deboli di cuore. Tante emozioni le hanno regalate anche i nostri ragazzi che impegnati in Giappone, hanno raccolto una vittoria su cui alla vigilia della sfida ci si scommetteva tranquillamente ma che poi una durissima tre giorni ci ha fatto apprezzare ancora di più.

Già, perché nonostante i giapponesi fossero privi di Kei Nishikori (in verità impegnato in un challenger a Dallas, ma probabilmente il nr.10 del mondo non se l’era sentita di impelagarsi in una tre giorni con match 3 su 5 essendo al rientro da un lungo infortunio) e di Yoshihito Nishioka, ci hanno fatto sudare le fatidiche sette camicie per portare a casa il risultato. E visto che per tutti era una sfida da vincere, cosa sarebbe mai successo se avessimo perso? Per cui prendiamoci e festeggiamo questa vittoria, ma rimanendo con i piedi per terra e analizzando con calma le note positive e quelle negative di questa tre giorni.

Fabio Fognini si è dimostrato un vero “animale” da Davis e dopo la fondamentale vittoria in Argentina l’anno scorso sul 2-2 sempre negli ottavi (per di più rimontando due set) contro Guido Pella, ha pensato bene di replicare quest’anno, prendendo parte a tutti e 3 i punti della nostra Nazionale. Nei due singolari come dicevamo ha giocato così e così, ma mentre venerdì se l’è cavata anche per lo scarso valore del suo avversario (Taro Daniel, un giapponese anomalo che ama giocare sulla terra), oggi ha messo il cuore e la grinta sopra ogni difficoltà, annullando un match point, rimontando da 1-4 nel quinto set e trionfando alla fine dopo essere stato in campo ben oltre le 11 ore tra il venerdì e la domenica. Di più davvero non gli si poteva chiedere.

 

Maluccio Andreas Seppi. E’ pur vero che lui al match point ci era arrivato contro Sugita venerdì, ma è anche vero che se avesse giocato solo minimamente sopra i suoi standard la contesa sarebbe stata già chiusa al sabato. Nulla da dire invece sul doppio, Bolelli è stato il vero trascinatore e Fognini gli è andato sapientemente a ruota. Ecco, questo doppio non deve aver paura di Herbert e Mahut, probabile coppia avversaria che sarà schierata da Yannick Noah nella sfida dei quarti che con ogni probabilità si giocherà sulla terra rossa di Genova contro la Francia (6-8 aprile).

Cosa dire delle altre sfide del week-end. Partiamo subito dai detentori del titolo e nostri prossimi avversari. A Noah piace rischiare ed ancora una volta gli è andata bene. Il capitano francese ha schierato Mannarino nei singolari al posto di Pouille nella sfida contro l’Olanda, pagando pegno nella giornata di venerdì e cavandosela per il rotto della cuffia oggi, dopo che Gasquet ed il doppio di cui sopra avevano raddrizzato la sfida. Mannarino ha battuto al quinto set Robin Haase in un match a dir poco bruttino che ai più ha ricordato per lunghi tratti le sfide tra Higueras-Barazzutti degli anni ’70 con palleggi infiniti e noiosi. Non sappiamo se il buon Adrian avrà una seconda chance, stavolta gli è andata bene e farebbe meglio a godersi questo momento di notorietà.

Riservandoci di fare un’analisi più approfondita della sfida contro i francesi più avanti (nella seconda pagina dell’articolo troverete tutti i precedenti tra le due nazionali), possiamo oggi solo dire che sarà una sfida alquanto improba. Tsonga, Gasquet, Simon, Pouille e la coppia Herbert/Mahut (non ci dovrebbe essere Monfils da un anno in rotta con Noah) sono giocatori di grandissima esperienza e dalle indubbio valore tecnico. Giocheremo sulla terra perché quella è la nostra superficie migliore ed è giusto così, ma sarà durissima. Abbiamo però tutti i numeri e le capacità per potercela giocare. Per quanto possibile dobbiamo provare a sfruttare il vantaggio del fattore campo e l’ambiente, Fognini in Davis ha dato dimostrazione di essere capace di qualsiasi impresa e può senza dubbio fare da traino per i suoi compagni. Del nostro doppio abbiamo già scritto, un buon Seppi o un Lorenzi combattivo potranno sicuramente essere utili alla causa. Sfida gustosa, intrigante, perché non provarci.

La vera sorpresa del week-end è stata la vittoria della Germania in Australia. Hewitt in panchina e Kyrgios in campo sembravano troppo forti per Zverev e i suo compagni, ed invece finalmente Sascha ha giocato da par suo sulla distanza del 3 su 5. E’ saputo venire a capo dell’emergente allievo di Lleyton Hewitt Alex De Minaur, piegato in 5 set, e poi ha schiantato senza batter ciglio Nick Kyrgios, lontano dalla sua forma migliore. Ma la chiave, come spesso accade in Davis, è stato il doppio, dove Struff e Puetz hanno battuto in 5 set Ebden e Peers che erano nettamente favoriti. Insomma la Germania è stata più squadra ed è stata premiata, australiani rimandati ai play-off di settembre.

I tedeschi si recheranno a far visita nei quarti alla Spagna che a Marbella ha superato con non poche difficoltà la Gran Bretagna. Il team ospite nonostante le assenze di Murray e Edmund (infortunatosi nei primi allenamenti sula terra spagnola) ha reso la vita difficile ai padroni di casa grazie a Cameron Norrie, nr.114 del ranking Atp e ai più sconosciuto. Perché la Davis è talmente particolare che sa regalare il proscenio anche ad illustri sconosciuti e stavolta è stato il turno del giovane tennista britannico. Il quale, non solo si è preso il lusso di rimontare due set da esordiente a Roberto Bautista-Agut (sulla terra rossa, giusto specificarlo), ma poi ha provato a fare il secondo miracolo anche contro Albert Ramos (due tennisti tra i primi 30 del mondo), costringendolo ad una durissima battaglia prima di cedere con l’onore delle armi. Bruguera ha tirato un bel sospiro di sollievo, il suo esordio sulla panchina spagnola rischiava di diventare tragico ed invece ora si trova ad organizzare una sfida casalinga per i quarti di finale contro i pericolosi tedeschi.

Oltre alla Francia e all’Italia come teste di serie sono passate il Belgio, che ha disposto senza alcun problema dell’Ungheria contro la quale ha sfruttato la nuova regola che permette alle finaliste dell’anno precedente di avere il vantaggio del fattore campo anche quando non spetta al 1° turno dell’edizione successiva, e la Croazia.

Occhio a Cilic e Coric (senza dimenticare Ivan Dodig). Potenzialmente i croati sono la squadra meglio assortita delle otto che hanno passato il primo turno assieme proprio ai francesi. Due singolaristi di primissimo livello, un doppio di tutto rispetto (la rimonta contro i canadesi è stata eccezionale) e il fatto di poter affrontare il Kazakistan in casa nel prossimo turno sulla carta (con i kazaki è meglio specificarlo sempre) spiana la strada verso il raggiungimento della semifinale. I croati hanno avuto ragione del Canada dove il solo Shapovalov, per di più sulla terra, poco poteva. Pospisil in singolare non è più pericoloso come una volta, una piccola speranza c’era per il doppio. Ma se sprechi un vantaggio di due set a zero e un break di vantaggio nel terzo al massimo te la puoi prendere solo con te stesso. E probabilmente contro questa Croazia non sarebbe servita nemmeno la presenza di Milos Raonic.

Abbiamo detto dei kazaki che hanno avuto in sorte l’avversario più comodo del lotto, la Svizzera orfana di Federer e Wawrinka, dove Laaksonen era il nr.1 rossocrociato mentre nessuno dei suoi compagni era tra i primi 485 del ranking. Insomma il Kazakistan poteva solo vincere.

Così come erano obbligati a vincere gli Usa che hanno piegato agevolmente in trasferta la Serbia. Anche in questo caso Zimonijc si è ritrovato con le armi spuntate, mancando Djokovic (per i noti motivi), Troicki e Tipsarevic. Anche un solo punto sarebbe stato un miracolo per i padroni di casa. Non è che i tennisti americani abbiano convinto più di tanto, ma Querrey e Isner anche sulla terra sono sempre due belle gatte da pelare. Ora per gli Stati Uniti una sfida di ben altro livello, ad aprile riceveranno il Belgio di Goffin che rispetto a questo week-end dovrebbe avere un Darcis in più nel motore. Sarà tutt’altro che una sfida scontata, i belgi hanno tutte le intenzioni di provare nuovamente l’assalto all’insalatiera.

CON LA FRANCIA PER ROMPERE LA PARITÀ… SEGUE A PAGINA 2

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ATP

ATP Pechino, Sinner come Panatta: batte Alcaraz e scrive la Storia, è il nuovo numero 4 del mondo

Jannik raggiunge la finale a Pechino, dopo 47 anni un italiano rientra nella top4 del ranking ATP. Alcaraz cede di schianto a metà secondo set

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[6] J. Sinner b. [1] C. Alcaraz 7-6(4) 6-1

Martedì 3 Ottobre 2023: una data destinata a restare nella storia del tennis italiano.

Jannik Sinner grazie alla vittoria nella semifinale del China Open aggiunge un mattoncino prestigioso alla sua carriera e contemporaneamente aggiorna la storia del tennis italiano, diventando il numero 4 del mondo (best ranking) quarantasette anni dopo Panatta (24 Agosto 1976).

 

Da quando esiste il ranking del computer (1973) nessun italiano si è mai spinto oltre il numero quattro.

Nella semifinale del China Open di Pechino Sinner ha sconfitto in due set il numero due del mondo Carlos Alcaraz, disputando uno dei migliori match della carriera (una prestazione inferiore solo a quella proprio con Alcaraz nella sconfitta allo US Open del 2022 ) e domani alle ore 13.30 (diretta su Supertennis) affronterà in finale Daniil Medvedev per portare a casa il suo secondo ATP500 dopo quello di Washington del 2021

Il traguardo storico raggiunto dal 22enne di San Candido non deve far passare in secondo piano la prestazione tennistica di oggi: il palcoscenico non era tra i piùprestigiosi (ma l’entry list sì, con otto dei primi dieci giocatori del mondo iscritti nel torneo cinese) anche se in ogni caso l’attesa era enorme ed Alcaraz ha subito cercato di travolgere Jannik nei primi minuti della partita, ma il nuovo numero 4 del mondo ha reagito da campione, sfoderando probabilmente la miglior prestazione di dritto della vita (13 vincenti e una velocità media ingestibile per chiunque) e mandando completamente in tilt il rivale spagnolo, costretto ad una vera e propria resa nel corso degli ultimi minuti della sfida.

“Tra di noi non c’è una rivalità, lui ha vinto troppo più di me” , aveva ammesso Jannik nei giorni scorsi, ma il campo in questo caso ha raccontato una storia un pochino diversa: Alcaraz soffre la potenza di Sinner e forse oggi ne ha sofferto per la prima volta perfino la personalità, con Jannik che ha annullato con grande freddezza quelle cinque palle break concesse in apertura di secondo set che avrebbero potuto riaprire la partita.

Sinner ha spazzato via i dubbi sulle sue condizioni fisiche dopo il malessere accusato in campo nel corso del quarto di finale con Grigor Dimitrov sfidando Alcaraz sul piano atletico e uscendo spesso vincitore dagli estenuanti scambi a ritmo forsennato ormai tipici della loro rivalità.

Domani con Medvedev servirà una vera e propria impresa: i precedenti sono pessimi (6-0 Medvedev e solamente tre set vinti in totale dall’italiano) e in generale a livello tecnico Sinner soffre l’accoppiamento col russo, grande ribattitore e difensore superbo, ma Jannik oggi ha fatto qualcosa di speciale e nella finale di mercoledì entrerà ovviamente in campo per vincere.

LA CRONACA DELLA PARTITA:

Primo set: Alcaraz parte a razzo, ma Sinner rimonta grazie ad un tennis eccezionale

La partenza di Carlos Alcaraz è allucinante: lo spagnolo è una furia, spinge qualsiasi palla a partire dalla risposta, per lui le righe e la rete sembrano invisibili. Sinner riesce a tenere una percentuale di prime piuttosto alta, ma non c’è niente da fare.

2-0 Alcaraz, e due palle (non consecutive) per il doppio break, con Jannik costretto a sfoderare i suoi colpi migliori per bussare e provare ad entrare dentro la partita.

La tenacia e la fantasia di Sinner vengono premiate, annulla una palla break con un dritto anomalo stretto in avanzamento fin troppo bello per essere vero (questa tipologia di dritti potrebbero fare la differenza tra una bella carriera e una carriera da campione) e tiene il servizio.

Comincia dunque la partita ma quella vera, con Alcaraz costretto a scendere dalla nuvola tecnica e a confrontarsi sulla terra, colpo dopo colpo, col tennis solido dell’italiano.

Sinner prima ricuce sul due pari, poi però perde un brutto turno di servizio, quasi per distrazione, subendo tre punti consecutivi dal 30-15, ma anche in questo caso rimedia immediatamente: la partita c’è, 3 pari.

Jannik alla battuta trema e concede, nei primi quattro turni di servizio ne perde due, uno lo tiene annullando due palle break e un altro ai vantaggi, sempre sul filo del rasoio, ma adesso quello in apnea è il suo avversario, i primi minuti del match sono solo un brutto ricordo e il dritto del numero due del mondo sta cominciando a scricchiolare.

Si arriva al solito tie break (ben sette in sei precedenti nel circuito maggiore, 5-2 Alcaraz) senza particolari sussulti, e il livello improvvisamente e comprensibilmente si abbassa, con un Sinner concreto che si porta avanti sul *5-2 ma trema e perde entrambi i punti al servizio.

Lo spagnolo regala ancora e stavolta Jannik non si fa pregare: chiude gli occhi e fa partire dalle corde una risposta vincente di dritto che vale troppo: il tie break finisce 7 punti a 4 dopo un’ora e tredici minuti di ottimo tennis.

Secondo set: Sinner annulla cinque palle break in apertura, Alcaraz si arrende

Sinner parte meglio sull’onda dell’entusiasmo del tie break e strappa subito il servizio all’avversario in apertura grazie ad un game perfetto. Alcaraz arranca ma prova a rimanere aggrappato alla partita, in attesa che il dritto di Jannik si prenda una pausa. Ma le pause si superano con la tenacia e Sinner in piena trance agonistica annulla ben cinque palle break totali nell’arco di due turni di servizio, recuperando addirittura dallo 0-40 nel corso del quarto game. Il ritmo è molto alto e gli errori inevitabili, ma il numero uno d’Italia mette in campo una tranquillità forse mai vista nel corso della sua giovane carriera.

Il quarto game spezza definitivamente il match, e Sinner, nel pieno della miglior prestazione di dritto della vita, non si guarda più indietro.

Forse per la prima volta nella storia della loro rivalità uno dei due si arrende, Alcaraz non c’è più e e Sinner in pochi minuti chiude col punteggio di 6-1 (tre break totali nel set).

Jacopo Gadarco

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Flash

WTA 1000 Pechino: bene Swiatek, rimonta vincente per Kudermetova

La polacca sbarca al terzo turno del 1000 cinese. Vince anche la campionessa di Tokyo. Avanzano anche Rybakina e Andreeva

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Iga Swiatek - Pechino 2023 (X @wta)
Iga Swiatek - Pechino 2023 (X @wta)

[2] I. Swiatek b. V. Gracheva 6-4 6-1

Un primo set in cui la polacca da subito mette in chiaro le cose, ponendo un’ampia distanza tra lei e Gracheva, e portandosi sul 4-1, 30-0, quindi doppio break e partita in pieno controllo. La francese non sembra però starci più di tanto e si insinua in quelle piccole crepe che la n.2 al mondo ogni tanto lascia, prendendo coraggio in risposta e mostrando ottimi turni di battuta, solidi. Così facendo almeno uno dei due break viene ripreso, e gli scambi si animano, con tanti bei punti e anche soluzioni alternative, specie di Gracheva, per non concedere il palleggio prolungato alla polacca. Tattica che paga per rimanere in scia, e provarci fino all’ultimo, ma pian piano Swiatek mette in campo la sua miglior versione. Arriva qualche erroruccio qua e là, ma di poco conto nel computo totale, che vede la polacca tenere in mano il gioco, e chiudere per 6-4 con un rovescio vincente e un ace.

Il secondo parziale si apre con il break di Iga, che dopo 5 palle sprecate da Gracheva per andare sull’1-0 alza i giri del motore e caccia le unghie in risposta, per prendersi il servizio con un dritto vincente. La n.47 al mondo gioca bene, ma a tratti troppo fumosa per tenere il ritmo della polacca. Swiatek continua a esprimere al meglio il suo gioco, ritrovandosi 4-0. Gracheva tiene il suo turno di servizio e prova a cambiare l’inerzia della partita. Tentativo vano, poiché dopo 1 ora e 20 minuti Iga Swiatek chiude il match strappando il servizio alla francese con il punteggio di 6-1, ed approda al terzo turno in cui affronterà la tennista polacca Magda Linette.

 

[16] V. Kudermetova b. L. Tsurenko 3-6 6-0 6-0

La tennista russa Veronika Kudermetova non gioca sicuramente il suo miglior tennis nel primo set in cui, contro pronostico, è la tennista ucraina Lesia Tsurenko a dettare il ritmo di gioco. La tennista ucraina ottiene due break nel primo set grazie alla sua aggressività in risposta, che causa una bassa percentuale di punti vinti con la prima di servizio dalla tennista russa. Tsurenko chiude il primo set 6-3.

Nel secondo e nel terzo set la storia è ben diversa. La tennista russa riprende in mano il pallino del gioco e domina questi due set non concedendo alla tennista ucraina neanche un game. Crolla Tsurenko che non riesce più ad essere pericolosa in risposta grazie alle percentuali al servizio altissime in questi due set della tennista russa. Chiude con il punteggio finale schiacciante di 3-6 6-0 6-0, ed è attesa al terzo turno dalla campionessa dello US Open Coco Gauff.

[5] E. Rybakina b. T. Maria 7-5 6-0

La testa di serie n. 5 impiega 71’ per avere la meglio su Tatjana Maria con il punteggio di 7-5 6-0. Primo set molto combattuto e vinto 7-5 dalla kazaka che ottiene il break decisivo a “0” nel dodicesimo game. Rybakina gioco un ottimo primo parziale in cui ottiene l’80 di punti con la prima e piazza 5 aces.

La gara di fatto termina qui, perché in campo rimane solo la vincitrice di Wimbledon del 2022. La tedesca subisce in totale un parziale di otto giochi a zero e mette a segno solo cinque punti nel secondo set.

Nel prossimo match, Rybakina sarà opposta a Mirra Andreeva.

M. Andreeva b. A. Pavlyuchenkova 6-2 6-1

Poco più di un’ora serve alla sedicenne Mirra Andreeva per avere la meglio nel derby russo generazionale con Anastasia Pavlyuchenkova. 6-2 6-1 il finale che manda la n. 60 del ranking ad affrontare Elena Rybakina. Al contrario, la sua avversaria patisce le fatiche di Tokyo e non riesce a esprimersi al meglio.

Renato Nunziante e Paolo Pinto

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ATP

ATP Pechino: super Medvedev regola in due set Zverev, è in finale

Vittoria numero 59 in stagione per il russo che approda all’ultimo atto del China Open. Finale numero 35 in carriera, l’ottava stagionale per Medvedev

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Daniil Medvedev - Pechino 2023 (X @atptour)
Daniil Medvedev - Pechino 2023 (X @atptour)

[2] D. Medvedev b. [8] A. Zverev 6-4 6-3

Le premesse erano quelle di un match spettacolare, e chi si attendeva un gran match non è rimasto deluso. La prima semifinale del China Open tra Daniil Medvedev e Alexander Zverev regala lo spettacolo che ci si attendeva. Ad avere la meglio dopo un’ora e ventisei minuti di gioco è il tennista russo, numero 3 al mondo, che con cinismo converte tutte e quattro le palle break conquistate e approda in finale nell’ATP 500 cinese. Vittoria numero 59 in stagione per il russo, la numero 42 sul duro. 

 

Quella di Pechino sarà la finale numero 35 in carriera per il russo, l’ottava in stagione, e contro il vincente di Alcaraz-Sinner Medvedev andrà a caccia del titolo numero 21. 

Per Zverev si tratta della quarta sconfitta nei cinque match disputati in stagione contro Medvedev, la decima sconfitta per il numero 10 ATP in diciassette precedenti. 

Primo set: Medvedev domina negli scambi lunghi. Zverev trema quando è chiamato a restare nel set

Sotto il tetto del campo principale di Pechino va in scena un match tra due tennisti che non si amano. I precedenti sono stati ricchi di polemiche, come evidenziato dalle parole grosse volate dopo il match di Montecarlo. Sarà invece amichevole e all’insegna dei sorrisi la stretta di mano finale. Le premesse erano all’insegna di equilibrio e così è stato. L’inizio è decisamente positivo per il russo che tiene il servizio a zero coadiuvato dalla prima. Medvedev gioca come di consueto diversi metri oltre la linea di fondo campo, con una media di oltre i 5 metri nelle fasi iniziali del match. Il russo è il più aggressivo, sin dal primo colpo in uscita dal servizio, commettendo però qualche errore di troppo sopratutto di dritto.

Il primo a cercare di sparigliare le carte è Zverev. Il numero 10 ATP cerca di trovare delle variazioni tattiche, sfruttando la distanza siderale dalla linea di fondo di campo, puntando sulle discese a rete.

La prima palla break la conquista Zverev nel settimo gioco. Aggressivo in risposta il tedesco riesce a portarsi sul 30-30. Medvedev fa correre Zverev che con un recupero strappa gli applausi del pubblico. Il russo con sufficienza non chiude a rete e Zverev si ritrova con una insperata palla nei suoi dintorni che si trasforma in un occasione per andare a palla break, tra gli applausi del pubblico. Occasione per il break che si trasforma il una lotta durata ben 19 colpo. Zverev cede alla stanchezza, sparacchiando il dritto in corridoio. Il tedesco fiuta l’occasione e riesce a conquistarne una seconda, annullata con il primo ace del match da Medvedev. 

Sul 4-5 Zverev perde il supporto della prima di servizio. Sul 15-15 Medvedev tira fuori una risposta vincente che fulmina Zverev. Sotto pressione il tedesco commette un sanguinoso doppio fallo che significa due set point. Sulla prima si salva con un servizio vincente al centro, sulla seconda esce indenne grazie ad un attacco in contrattempo ben giocato. Gli scambi combattuti sono un leitmotiv di questo match e al termine di un altro di questi braccio di ferro, il tedesco va fuori giri con il rovescio per il terzo set point. Stavolta il russo tira fuori un altro passante chirurgico che trafigge a rete Zverev. 

Negli scambi lunghi sopra i 9 punti dominio del russo con 8 punti vinti a zero. Tedesco che paga pure dazio quando mette in campo la seconda, con solo il 43% di punti vinti.

Secondo set: un cinico Medvedev ha la meglio grazie alla solidità del servizio

Primi due game molto veloci, prima del passaggio a vuoto di Medvedev nel terzo game. Il rovescio tradisce il russo con ben due errori, e arrivano due palle break per il tedesco. Medvedev continua ad essere una sentenza con il servizio e le annulla con due prime. Medvedev sa di avere nel servizio un’arma ancora più di quello che si rivela per Zverev, con il servizio esterno che lascia spesso inerme il tedesco.

Zverev rispetto al primo set riesce a trovare maggior consistenza negli scambi più lunghi riuscendo a trovare varchi nella mura difensive erette da Daniil Medvedev.

L’umidità di Pechino si fa sentire sui due giocatori che al termine degli scambi più combattuti fanno fatica a riprendere il ritmo, sebbene il russo mostri una maggiore freschezza fisica rispetto al tedesco

Medvedev continua a lavorare ai fianchi Zverev. Entrambi corrono molto, ma sembra essere il russo colui che trova per primo la soluzione per porre fine agli scambi maratona. Il match continua ad essere entusiasmante per la gioia degli appassionati cinesi presenti sugli spalti che non lesinano applausi per i due protagonisti. La fatica si fa sentire su Zverev che, in un dispendiosissimo ottavo game, lotta ma si trova a dover fronteggiare una palla break. Il russo continua ad essere cinico e converte ancora una volta la palla break punendo con un passante di dritto la discesa a rete del tedesco, sempre più con le energie al lumicino. 

Chiamato a servire per il match, il russo tira fuori tutto quello che ha del servizio e con tre ace consecutivi chiude la contesa. In finale Medvedev troverà il vincente tra Alcaraz e Sinner. 90% di punti vinti con la prima per Medvedev nel secondo set, forte di un 80% di prime messe in campo.

Medvedev guida 6-0 nei precedenti contro il tennista italiano, mentre il bilancio con il tennista spagnolo è di due vittorie a testa.

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