ATP Dubai: il ragionier Bautista non sbaglia, Pouille ancora battuto

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ATP Dubai: il ragionier Bautista non sbaglia, Pouille ancora battuto

Lo spagnolo vince in due comodi set e solleva l’ottavo trofeo della carriera. Pouille perde la seconda finale consecutiva, ma si consola con il best ranking (12)

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dal nostro inviato a Dubai

[3] R. Bautista Agut b. [2] L. Pouille 6-3 6-4

Non sarà mai un tennista dotato di un tennis capace di creare punti particolarmente spettacolari o un personaggio capace di attrarre le folle con atteggiamenti o dichiarazioni originali fuori e dentro dal campo. Tuttavia, Roberto Bautista Agut, vincitore della 26°edizione del Dubai Duty Free Tennis Championships, come ha mostrato a Dubai, è un tennista estremamente solido e intelligente, oltre che un ragazzo perbene. Era arrivato negli Emirati reduce da tre brutte sconfitte tra Melbourne, Coppa Davis e Marsiglia, ma qui ha meritato di vincere il torneo, ritrovando al meglio le caratteristiche del suo tennis: ha perso solo un set nel corso dei cinque incontri affrontati e ora intasca con merito un ricco assegno da 565,530 dollari e altrettanto preziosi 500 punti in classifica, che lo collocano poco sotto la top 15 e ben dentro la top 20. Diventa il quarto spagnolo a vincere a Dubai -dopo Corretja nel 98, Ferrero nel 2001 e Nadal nel 2006- e succede nell’albo d’oro a campioni come Murray, Wawrinka, Djokovic, Federer e Roddick, per citare solo tutti i vincitori di questa competizione dal 2003 in poi.

 

Rimandato, ma non bocciato Pouille: è arrivato forse troppo stanco psico-fisicamente alla partita di oggi. Non solo per i vari set smarriti per la strada, ma per aver, negli ultimi dodici giorni, giocato nove partite (la settimana scorsa era impegnato a Marsiglia), inframmezzate da un volo intercontinentale di sei ore. Arrivato a Dubai solo lunedì sera, può comunque ritenersi soddisfatto per aver guadagnato 300 preziosi punti che gli garantiscono il best career ranking e un futuro quasi certo nella top ten: è in continua evoluzione (da maggio scorso ha vinto 4 titoli, è stato protagonista decisivo della finale di Coppa Davis) ed ha sempre più fiducia nel suo tennis. Sarà davvero un brutto avversario da affrontare, tra poco più di un mese, a Genova nei quarti di coppa Davis.

Quella tra Bautista Agut, 23 ATP, e Pouille,16 ATP, era la finale più modesta, dal punto di vista della classifica dei finalisti, che si vedeva a Dubai dal 2002, quando Fabrice Santoro, allora ventiseiesimo giocatore al mondo, sconfisse in tre set Younes El Aynaoui, in quel momento 21 ATP. Nonostante ciò, una buona cornice di pubblico -circa 4000 spettatori- fa da scenario a una partita che per entrambi i giocatori non è affatto un match come tanti. I due protagonisti, sono infatti sin qui autori di buonissime carriere, ma senza grandi picchi: non sono mai entrati nella top 10 e condividono curiosamente lo stesso best career ranking (13 ATP, il medesimo di Fognini). Il 24enne Pouille è sceso in campo avendo vinto già cinque tornei, con alle spalle sinora solo una finale a livello ATP 500, quella vinta contro Tsonga a Vienna. Quello della capitale austriaca, non è però un torneo ricco (come montepremi) e prestigioso (dal punto di vista dell’albo d’oro) come questo degli Emirati. Il classe ‘88 Bautista Agut, che pure aveva già sette titoli in bacheca, non ha mai fatto finale in un ATP 500, ma ne aveva una ancora più prestigiosa nel Masters 1000 di Shanghai, persa contro Murray nel 2016.

Pouille ha impiegato molto più tempo e energie per arrivare a questa finale: arrivato qui solo lunedì sera, dopo aver giocato e perso la finale di Marsiglia, ha perso per la strada tre set (contro Khachanov, Sugita e Krajinovic), mentre lo spagnolo ha ceduto un solo parziale, nel suo match di ottavi contro Herbert. I due scendevano in campo, sapendo di aver giocato contro già in tre occasioni, due delle quali vinte dallo spagnolo, ma l’ultimo precedente (e unico disputato sul cemento all’aperto) era stato appannaggio di Pouille, che vinse in 5 set nel corso degli Us Open 2016.

Sin dalle primissime battute si è visto che Bautista era più centrato e nel quarto gioco l’impressione si è già concretizzata: Pouille, incartatosi tra dritti sbagliati e doppi falli, alla quarta palla break concessa, regalava il break del 3-1, proprio con un doppio errore col servizio. Bautista era invece quello visto nei giorni scorsi qui a Dubai: non brilla con il suo gioco, ma serve con intelligenza, sbaglia poco e fa giocare male l’avversario. Per batterlo, ci vuole un giocatore che sia capace di una prova di un buonissimo livello e il Pouille del primo set non è lontanamente in grado di fornirla. Il transalpino aveva un unico moto d’orgoglio nel corso del quinto gioco, quando si ergeva a palla break: ma con un bel passante lungolinea di rovescio lo spagnolo neutralizzava il pericolo. Bautista si procurava anche una palla break per il 5-1, ma affossava in rete il suo passante di rovescio: poco male, perchè, eccezion fatta per il quinto gioco, negli altri suoi quattro turni di servizio, concede solo due punti a Pouille. Dopo trentaquattro minuti, il 23 del mondo conquistava il primo set col punteggio di 6-3

Nel secondo parziale Pouille, in ogni caso una spanna sotto al rendimento mostrato in tante fasi dei suoi precedenti incontri negli Emirati, riusciva a fare qualcosina in più, sbagliando un pò meno e pressando maggiormente Bautista, che iniziava a sbagliare qualcosa in più. I due si scambiavano gentilmente i servizi, tra il quarto e il quinto gioco, ma almeno adesso, seppur non di gran livello, la partite era vera: il pubblico si divertiva e lo faceva capire, producendosi in vari giri di Ola, durante il cambio campo post settimo gioco. Pouille aveva però ancora poche energie da spendere e lo si vedeva chiaramente nel corso del nono gioco, nel quale, tra errori e scelte tattiche sbagliate, mandava lo spagnolo a servire per il match. Quando si era sul 30-30, un punto interminabile e spettacolare, con occasioni per chiuderlo a favore di entrambi, veniva conquistato da un dritto anomalo del 23 ATP: la sintesi perfetta di come era andato l’incontro.

La vittoria dell’ottavo e più importante titolo in carriera da parte di Bautista Augut arrivava dopo 83 minuti col punteggio di 6-3 6-4: anche nei festeggiamenti, Roberto confermava di essere persona pacata e il suo primo pensiero è stato fare i complimenti all’avversario. Il vincitore più degno per un’edizione low profile di questo torneo.

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ATP Vienna, il tabellone: torneo di gran livello, cinque azzurri nel main draw

Berrettini in rotta di collisione con Hurkacz nei quarti e Zverev in semifinale. Sinner si gioca molto: possibile scontro diretto per le ATP Finals contro Ruud nei quarti. Al via anche Musetti, Fognini e Sonego

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Matteo Berrettini - Laver Cup 2021 (foto Twitter @LaverCup)

È un tabellone di alto livello quello dell’Erste Bank Open 2021, torneo ATP 500 (cemento indoor, 1.837.190 di montepremi) che prenderà il via a Vienna da lunedì. L’appuntamento austriaco è ormai diventato un classico di fine stagione e anche quest’anno rappresenta uno dei fulcri della corsa alle ATP Finals.

Sono cinque gli italiani nel tabellone principale: Berrettini, che nell’ultima apparizione alla Wiener Stadthalle (2019) raggiunse la semifinale perdendo dall’idolo di casa Thiem, affronterà un qualificato al primo turno. La rotta prevede un quarto di finale potenziale contro Hurkacz e una semifinale contro Zverev, numero due del seeding. Il romano è l’unico azzurro nella seconda metà del tabellone; nella prima ci sono quattro alfieri del tricolore. La testa di serie numero 7, Sinner, proverà ad aumentare le sue chances di qualificazione per Torino sfidando al primo turno Opelka. La marcia ipotetica dell’altoatesino prevede un quarto di finale con l’altro contendente per le Finals Ruud e una semifinale con la prima testa di serie, Tsitsipas.

Sonego, che a Vienna l’anno scorso si tolse la soddisfazione di battere Djokovic, esordirà al primo turno contro Garin per poi affrontare al secondo turno uno tra Ruud e Harris. Fognini se la vedrà con la testa di serie numero 8 Schwartzman; potrebbe esserci un derby al secondo turno se Musetti, in tabellone grazie ad una wild card, superasse Monfils. Il tabellone da 32 giocatori fa sì che il taglio per l’ammissione nel draw sia stato bassissimo (l’ultimo entrato direttamente è Fucsovics, 41 ATP). Motivo per il quale ci si attende spettacolo già dai primi turni: match di cartello sono ad esempio Tsitsipas-Dimitrov e Hurkacz-Murray. Infine, l’auspicio è che la truppa degli italiani possa essere infoltita da Mager, impegnato nelle qualificazioni.

 

Il tabellone aggiornato

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ATP Mosca: Khachanov e Karatsev si giocano un posto in finale

Aslan torna a giocare una semifinale ATP dopo 6 mesi. Non ha mai vinto contro Khachanov. Cilic sfida Berankis nell’altra ‘semi’

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Nonostante il numero 1 del tabellone Andrey Rublev sia uscito prematuramente dall’ATP 250 di Mosca, il torneo avrà comunque un finalista russo. Sarà uno tra Karen Khachanov e Aslan Karatsev, rispettivamente numero 2 e numero 3 del tabellone. Entrambi hanno superato l’ostacolo dei quarti di finale senza perdere set. Khachanov ha avuto difficoltà ad avere la meglio di John Millman, che l’ha tenuto in campo per quasi 2 ore e mezza. L’australiano ha anche avuto quattro set point in risposta sul finire del secondo set. Khachanov (che ha vinto questo torneo nel 2018) ha però evitato il terzo set vincendo il tie-break.

Karatsev invece ha impiegato un’ora in meno per battere Gilles Simon nell’ultimo match di giornata. Il russo ha vinto 6-4 6-3, recuperando uno svantaggio iniziale di 0-2 nel secondo, e tornerà a giocare una semifinale ATP sei mesi dopo l’ultima (batté Djokovic a Belgrado in una partita memorabile). I precedenti dicono 2-0 Khachanov. L’ultima sfida l’hanno giocata in Canada un paio di mesi fa (2 set a 0 per KK), mentre l’altra si è disputata sui campi di San Pietroburgo, quando lo stesso Khachanov vinse in rimonta.

Dall’altra parte del quadro si sfideranno Marin Cilic e il lucky loser Ricardas Berankis. Una prova eccellente al servizio ha garantito al croato l’accesso alla sua quarta semifinale della stagione. 15 aces e e soli cinque punti persi con la prima in campo, niente da fare per Pedro Martinez, sconfitto in un’ora di gioco 6-1 6-2. Cilic ha vinto questo torneo due volte, nei suoi anni migliori, 2014 e 2015, mentre il suo avversario vanta comunque un secondo posto ottenuto nel 2017. Berankis è stato ripescato e come se non bastasse ha avuto un tabellone abbastanza agevole: i suoi avversari sono stati Donskoy, Coria e Mannarino, con quest’ultimo che non ha confermato la prestazione con cui è riuscito a battere Rublev negli ottavi. Il lituano – ancora alla ricerca del suo primo trionfo ATP – ha vinto 6-2 7-6 e giocherà la prima ‘semi’ del suo 2021.

 


ATP 250 Mosca, i quarti di finale:
(LL) Berankis b. Mannarino 6-2 7-6
[6] Cilic b. Martinez 6-1 6-2
[3] Khachanov b. Millman 7-5 7-6
[2] Karatsev b. Simon 6-4 6-3

Il tabellone dell’ATP di Mosca

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ATP Anversa: Sinner spazza via Rinderknech e vola in semifinale

Sinner si trova ancora bene in questo torneo e supera nettamente Rinderknech. Harris il prossimo ostacolo

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[1] J. Sinner b. A. Rinderknech 6-4 6-2

Ancora un’ottima vittoria per Jannik Sinner, che si libera facilmente in due set di Arthur Rinderknech e si prende il posto nella semifinale contro il sudafricano Lloyd Harris. Una partita ben giocata dal tennista italiano, che ha tenuto botta in un primo set dall’alta intensità ed ha sommerso l’avversario con il suo ritmo insostenbile nel secondo, commettendo pochissimi errori. Non una partita scontata, visto anche l’ultimo precedente da molti ricordato già nel post partita contro Musetti. Rinderknech è un tennista dall’ottimo servizio e aveva già messo in difficoltà Sinner, battuto in tre set durante la stagione su terra a Lione.

La partita inizia con uno spartito tattico chiaro, il francese prova a mettere pressione a Sinner salendo a rete ad ogni occasione possibile. Questa soluzione gli evita molti scambi ma in questa prima fase di partita Jannik trova tanti ottimi passanti. Il primo ad avere palle break è proprio il tennista italiano, che trova un fantastico dritto sulla riga per portarsi sullo 0-40. Sulle prime due palle break è molto bravo il francese a trovare due ottime prime, ma sulla terza si deve arrendere ad uno splendido dritto in diagonale, in teoria difensivo ma reso offensivo dalla maestria di Sinner, che consegna il primo break della partita a Sinner.

 

Rinderknech non ci sta e si rifà sotto approfittando delle solite incertezze al servizio dell’italiano, che concede il controbreak con un errore di rovescio. Le emozioni non si fermano e in risposta Sinner continua a fare male. Un errore di rovescio del francese concede la chance di un’altra palla break, salvata dal servizio vincente di Rinderknech. Le seconde però non aiutano il francese, che non riesce a salvare la seconda palla break concessa e subisce il secondo break consecutivo.

Sinner sfiora ancora una volta il break nel settimo game, ma Rinderknech alza il livello della sua battuta e scaccia via il pericolo. Il francese prova a rimettersi dentro la partita quando è spalle al muro, con Sinner a servire per il primo set. Rinderknech conferma la sua costante pericolosità in risposta guadagnandosi due palle break con un bel dritto lungolinea. Sinner è bravo a reagire e con quattro fantastici punti consecutivi chiude un primo set giocato ottimamente da entrambi, ma con l’italiano più cinico nei punti importanti.

In avvio di secondo iniziano ancora una volta i problemi per Rinderknech, che concede due palle break anche per una palla sporcata dal nastro. Il francese ritenta il serve & volley ma Jannik riesce a passare ed è già break nel secondo set. Poco da segnalare nel finale di secondo, se non un bel contropiede di dritto di Sinner che gli regala palla break, convertito con un doppio fallo di Rinderknech. Pochi problemi per l’italiano nel chiudere il lavoro e regalarsi una semifinale contro Lloyd Harris, la sesta stagionale per Sinner. Il sudafricano sarà un ostacolo di livello e un test importante nella corsa verso le Nitto ATP Finals di Sinner, che con la vittoria del titolo qui tornerebbe molto più alla portata. Non ci sono precedenti fra Harris e Sinner che, nelle classifiche virtuali oggi sarebbe n.12…ma sono appunto classifiche virtuali finchè il torneo di Anversa è ancora in corso.

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