Indian Wells: Alex Zverev risponde a Ferrero, Halep punzecchia Wozniacki

INDIAN WELLS - Dai racconti da Oscar di Garbine alle scorribande da Harrods di Svitolina. Dalle pungenti risposte di Alex Zverev alla nemmeno troppo velata polemica di Simona Halep. Tutte le dichiarazioni dei big nella conferenza stampa pre-torneo

Indian Wells: Alex Zverev risponde a Ferrero, Halep punzecchia Wozniacki

Dal nostro inviato a Indian Wells

Il mercoledì della prima settimana ad Indian Wells è tradizionalmente il Media Day, ovvero la giornata che combina l’All Access Hour della WTA ed il tradizionale Media Day dell’ATP. Le giocatrici ed i giocatori di punta del tabellone vengono accompagnati uno dopo l’altro ad una tavola rotonda attorno alla quale si assiepano i media interessati per fare domande in un’ambiente un po’ meno formale delle conferenze stampa durante il torneo: si possono registrare audio, video, fare foto, tutte cose rigorosamente proibite quando il sipario si alza sulla competizione.

 

La maggioranza delle dichiarazioni è abbastanza standard: le potete sentire nella nostra playlist integrale che abbiamo raccolto per voi rimanendo chiusi per quasi cinque ore nella sala interviste, dato che l’ordine e l’orario di ogni giocatore è soggetto a larghe oscillazioni.

Venus Williams, come al solito la maestra delle risposte monosillabiche pronunciate con un filo di voce, ha dichiarato che non le importa più tanto di titoli o di posizioni in classifica: lei vuole solo vincere partite, indipendentemente da chi si trova dall’altro lato della rete. Sorprendentemente scarsa la quantità di domande su Serena (che non è stata programmata nell’All Access Hour, così come Sharapova ed Azarenka), della quale ha detto come non crede che potrebbe fare la stessa cosa che sta provando a fare lei, ovvero conciliare la vita da tennista con quella di madre. Spiritosa Caroline Wozniacki, che presentatasi con gli occhiali da sole del suo nuovo sponsor e con al dito il clamoroso anello di fidanzamento, ha espresso la sua gioia per essere tornata ad Indian Wells finalmente con un titolo di Slam in saccoccia: “Almeno voi non dovrete più farmi la solita domanda sulla vittoria in uno Slam ed io non dovrò più rispondere: è un win-win”.

Grigor Dimitrov, appena ripresosi da un attacco influenzale con febbre alta, ha tranquillizzato tutti dicendo di stare molto meglio, ed ha filosofeggiato sul livello del suo tennis e di quanto importante sia stata per lui la vittoria alle ATP Finals di Londra. Il quarto d’ora scarso di Garbine Muguruza è stato occupato più per metà dalla sua apparizione alla notte degli Oscar ed al successivo party di Vanity Fair, concludendosi con la descrizione dei suoi allenamenti californiani, ora che passa parecchio tempo tra Manhattan Beach e Santa Monica, dove il suo allenatore Sumyk risiede. Jack Sock ha parlato con dovizia di particolari della sua esperienza a San Josè nel Match for Africa 5, l’iniziativa benefica di Roger Federer, cui ha partecipato anche Bill Gates. Jack ha confermato di aver ascoltato tutto quello che il fondatore di Microsoft ha detto, ma di averne capito solo una parte: “Alla fine del discorso sono andato su Google a cercare alcune cose…”.

Sascha Zverev è stato quello che ha rilasciato le dichiarazioni più controverse: ha dato le “istruzioni” su come vorrebbe lui la Davis (“Una manifestazione come il Mondiale di calcio, che duri 3-4 settimane, con incontri in varie città. Chi vince dovrebbe sentirsi campione del mondo, ed al momento non succede”) ed ha risposto per le rime alle accuse rivoltegli attraverso la stampa spagnola dal suo ex allenatore Juan Carlos Ferrero: “Non sono mai arrivato in ritardo ad un allenamento in vita mia, per cui non so davvero di cosa parli. Credo che la relazione sia stata positiva, nonostante come sia finita, e non ho intenzione di parlare male di lui. Se lui vuole fare diversamente, sono affari suoi”. Juan Martin del Potro ha rivelato come i suoi polsi operati richiedano ancora notevole attenzione da parte sua: “Ogni giorno passo diverse ore per fare terapie ai polsi in modo da limitare il dolore”. Ha confermato poi come il suo impegno in Davis si sia concluso con la vittoria di Zagabria: “Non so come sarà esattamente la nuova formula della Davis, ma dubito che mi coinvolgerà in prima persona, dal momento che ho finito di cimentarmi in questa competizione per il momento”.

Karolina Pliskova ha dato delle bugiarde ad una buona parte delle sue colleghe (“Chi dice che non guarda il tabellone, per me mente”), ed in tutta risposta Caroline Garcia, pochi minuti dopo, ha giurato che lei ignora totalmente l’identità delle avversarie nella sua stessa parte di tabellone: “In questo torneo non so nemmeno contro chi deve giocare al primo turno” (la risposa è Bye, una giocatrice che dà poco ritmo perchè fa giocare molto poco). Kevin Anderson, oltre a raccontare episodi del suo primo trasferimento negli USA, di cui ora è divenuto cittadino, ha rilasciato qualche dichiarazione piuttosto spavalda sui suoi miglioramenti tecnici: “Dal punto di vista del mio migliore livello, non credo di essere tanto peggiore di Federer o Nadal. La differenza tra me e loro è che loro riescono ad esprimere il loro miglior gioco per tempi più lunghi. Negli ultimi mesi credo di aver fatto progressi in questo senso, ed i risultati sono solamente la conseguenza di questi progressi”.

Discreta bordata da parte di Simona Halep alla sua rivale per la vetta Wozniacki. Nel descrivere di quanto fosse stata devastante la sconfitta in finale agli Australian Open, la rumena ha affermato come una volta superata la delusione (“ci ho messo da allora fino ad oggi”) è riuscita ad apprezzare come l’esperienza la potrà aiutare in futuro: “La prossima volta che la mia avversaria si prende un medical timeout sul 4-3 del terzo set, saprò cosa fare. Avrei dovuto rilassarmi di più, invece mi sono alzata dalla sedia troppo presto e sono rimasta lì in campo ad aspettare”. Molto contenta Elina Svitolina dell’esperienza del Tiebreak Tens al Madison Square Garden, e non solo perché ha vinto $250.000 giocando solamente 36 punti: “Non ero mai stata al Madison Square Garden, per cui è stato ancora più speciale per me aver avuto il privilegio di giocarvi”.

Infine Marin Cilic ha giustificato la scelta di aver giocato sulla terra battuta in febbraio (in Davis e poi a Rio) con gli scarsi risultati che aveva ottenuto gli anni precedenti sul cemento durante questo periodo della stagione (anche se forse il suo sponsor Fila, molto forte nei mercati del Sud America, potrebbe aver avuto un peso nella scelta). Ed ha poi anche espresso grande entusiasmo per il nuovo formato della Davis che dovrebbe entrare in vigore nel 2019: “Lo trovo ottimo, soprattutto per i tifosi, che sono convinto potranno seguire con grande partecipazione tutti gli incontri che si giocano nella sede unica, non solamente quelli della loro squadra nazionale”.

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