Verso Italia-Francia, la sfida del ’96: svanisce il sogno della finale – Ubitennis

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Verso Italia-Francia, la sfida del ’96: svanisce il sogno della finale

L’Italia di Gaudenzi, Furlan e Nargiso sfiora l’impresa a Nantes. Avanti 2-0, gli azzurri subiscono la rimonta di Boetsch e Pioline. Sarebbe stata finale dopo 16 anni

Stefano Tarantino

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Verso Italia-Francia:

Concludiamo la nostra marcia di avvicinamento alla sfida dei quarti di finale di Coppa Davis di Genova del prossimo week-end tra Italia e Francia con la rivisitazione dell’ultimo precedente tra le due squadre, quello del 1996 di Nantes, dopo aver già riesaminato le sfide del 1975 e del 1977.

Nel 1996 in America Bill Clinton ha non pochi problemi con lo scandalo Whitewater, li supererà brillantemente perché a novembre sarà rieletto presidente per il secondo mandato. Il presidente firma anche la riforma del Welfare e il trattato di bando definitivo dei test nucleari (imitato dal francese Chirac). Agli Oscar il miglior film sarà Braveheart di Mel Gibson. Viene clonata la pecora Dolly, per gli scienziati un grosso passo in avanti per la ricerca, per la Chiesa qualcosa di inconcepibile. I Pink Floyd entrano nella Hall of Fame. Muoiono Gene Kelly, famoso attore, ballerino e coreografo e la grandissima Ella Fitzgerald. A settembre viene ucciso durante una sparatoria a Las Vegas il rapper Tupac Sukur. In Giappone viene lanciata la Nintendo 64

 

In Europa è anno di elezioni, in Russia viene eletto presidente Boris Eltsin, in Spagna diventa primo ministro Carlos Aznar. Lo stesso Eltsin cerca di porre fine alla guerra cecena incontrando i ribelli. In Francia muore Francois Mitterand, ex presidente della repubblica. A Manchester una bomba dell’IRA distrugge parte del centro storico e ferisce più di 200 persone. La regina Elisabetta pubblica le “lettere patenti” con le quali decide che le ex principesse Diana e Sarah Ferguson cessano di essere reali ma mantengono i loro titoli personali. Diana inoltre mantiene tutti i privilegi essendo madre del secondo e del terzo discendente al trono. Scoppia a marzo l’emergenza della “mucca pazza”, si teme un’epidemia simile a quella della peste dei secoli precedenti, non andrà (fortunatamente) così.

Anche in Italia è anno di elezioni dopo le dimissioni del Primo Ministro Lamberto Dini. Vince l’alleanza dell’Ulivo capeggiata da Romano Prodi. L’inflazione cala sotto il 5% per la prima volta dopo decenni. A gennaio un incendio distrugge il teatro La Fenice di Venezia, mentre Pietro Pacciani viene assolto per non aver commesso il fatto in relazione ai delitti del “mostro di Firenze”. A maggio viene arrestato il boss Giovanni Brusca, ritenuto l’esecutore materiale dell’attentato a Giovanni Falcone. Il festival di Sanremo viene condotto per la 5° edizione consecutiva da Pippo Baudo che si avvale come vallette di Valeria Mazza e Sabrina Ferilli. Vincono Ron e Tosca con “Vorrei incontrarti tra cent’anni”. Il singolo più venduto nel nostro paese sarà invece Gangsta Paradise di Coolio. Il 21 ottobre sul terzo canale nazionale parte la soap opera “Un posto al sole” che dopo 22 anni è ancora lì. A dicembre scompare Marcello Mastroianni, per tutti il Marcello del cinema italiano.

Il 1996 è anno bisestile e come tale da un punto di vista sportivo è un anno importantissimo, visto che da tradizione è riservato ai Campionati Europei di Calcio ma anche alle Olimpiadi. I primi si svolgono in Inghilterra, la vittoria andrà alla Germania che in finale con il “Golden Goal” di Oliver Bierhoff supera ai supplementari la R.Ceca. Curiosamente le due squadre erano nello stesso girone eliminatorio in compagnia dell’Italia che finisce terza e viene subito eliminata complice anche il rigore sbagliato da Gianfranco Zola nell’ultima partita proprio con i futuri campioni. Le Olimpiadi invece si svolgono ad Atlanta, negli Stati Uniti (scelta condita da molte polemiche visto che in occasione del centenario molti avrebbero preferito farle svolgere ad Atene, sede della prima storica edizione). Michael Johnson vince sia 200 che 400 metri, stabilendo il record del mondo con 19 e 32 nella prima gara, togliendolo al nostro Pietro Mennea. L’impresa al femminile riesce alla francese Jose Marie Perec mentre Carl Lewis vince per la quarta edizione consecutiva il salto in lungo. La rappresentativa italiana termina al 6° posto nel medagliere con ben 35 medaglie, risultato più che ragguardevole. Solita messe di medaglie dalla scherma, sorprendiamo nel ciclismo, ma quella più attesa arriva da Jury Chechi negli anelli. Il ginnasta toscano aveva dovuto saltare l’edizione precedente di Barcellona per un grave infortunio, il destino gli restituisce il maltolto. Rimane invece tabù l’oro nella pallavolo, la nostra generazione di fenomeni (Tofoli, Zorzi, Giani, Sartoretti, ecc) si ferma in finale contro l’Olanda che vince 17-15 al quinto set.

Il campionato di calcio lo vince il Milan, ma la Juve si rifà vincendo sia la Champions League (superata ai calci di rigore l’Ajax allo stadio Olimpico) che la Coppa Intercontinentale (battuto il River Plate 1-0 con un gol di Del Piero). Nel motociclismo Max Biaggi vince il suo terzo titolo consecutivo con l’Aprilia nella categoria 250, nel ciclismo i mondiali se li aggiudica il belga Joan Museeuw che batte in volata lo svizzero Gianetti, terzo il nostro Michele Bartoli. In Formula 1 vince il titolo piloti Damon Hill, il primo nella storia a ripetere l’impresa del padre Graham. Nella pallanuoto arriva il quarto titolo consecutivo del Posillipo, nel basket trionfa la Stefanel Milano che dopo una regular season appena sufficiente (5°posto) trova la forma migliore nel momento topico della stagione. Allenata da Bogdn Tanjievic, i meneghini sono trascinati da Dejan Bodiroga, Nando Gentile e Rolando Blackman.

Il tennis europeo piange nel 1996 la scomparsa del mitico René Lacoste, non solo grandissimo tennista negli anni ’30 (uno dei 4 moschettieri) ma anche noto per il marchio (il famoso coccodrillo) di abbigliamento. Il tennis italiano attende ormai da una quindicina d’anni il cosiddetto ricambio generazionale all’epoca d’oro dei vari Panatta, Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli, ma all’orizzonte non si vede nulla di interessante. Nel corso degli anni i vari Cancellotti, Cané, Camporese, ci hanno provato, ma gli antichi fasti non sono più tornati. In Coppa Davis non centriamo una semifinale dal 1980, il capitano è Adriano Panatta che sta provando a costruire un gruppo che si possa mettere in luce. In quell’anno i nostri due migliori singolaristi sono Andrea Gaudenzi e Renzo Furlan, quest’ultimo esponente della scuola di Riccardo Piatti che aveva in precedenza lanciato anche Cristiano Caratti. Diego Nargiso, primo italiano a vincere da juniores Wimbledon, fa molta fatica a mettersi in luce in singolare, ma in doppio si fa valere grazie ad un ottimo gioco di volo. Nel 1996 Gaudenzi è tra i primi 30 al mondo, nel circuito fa registrare una finale all’Estoril (battuto dal compagno di scuderia Muster), raggiunge i quarti a Roma (battuto da Albert Costa) e le semifinali a St. Poelten (battuto da Felix Mantilla). Il più grosso rammarico è il terzo turno alle Olimpiadi di Atlanta dove Andrea vince il primo set contro Andre Agassi prima di cedere al terzo. Renzo Furlan è sugli stessi livelli di Gaudenzi, ma rispetto al suo connazionale si fa valere molto di più anche sul veloce. Agli Australian Open arriva al quarto turno, battuto da Thomas Enqvist, dopo aver battuto Ivanisevic ed Albert Costa, poi fa semifinale a Washington (battuto da Wayne Ferreira) ma soprattutto i quarti di finale alle Olimpiadi dove spreca l’occasione della vita. Infatti l’azzurro cede in due set all’indiano Leander Paes, un match nettamente alla sua portata.

In Davis Adriano sta provando a cementare il gruppo e nel 1996 ne raccoglie i frutti. Gli azzurri non hanno un tabellone facile ma approfittano del fattore campo e riescono ad approdare in semifinale. Negli ottavi ci capita la Russia di Kafelnikov e Chesnokov, Panatta sceglie a sorpresa (siamo a febbraio) il Foro Italico. La temperatura nei giorni antecedenti la sfida si avvicina allo zero, partiamo male perché Gaudenzi nel primo singolare va sotto due set a zero contro Chesnokov. Ma il faentino è bravissimo a cambiare le sorti della sfida e vince al quinto. Kafelnikov (che gioca con i pantaloni della tuta visto il gran freddo) batte Furlan in 4 set, 1-1 dopo la prima giornata. Il dubbio amletico è:”Chi farà giocare Panatta in doppio?”. La scelta un po’ a sorpresa è Gaudenzi/Nargiso. Dall’altra parte della rete gli affiatati Kafelnikov ed Olhovsky. La mossa di Adriano risulterà indovinata, Gaudenzi da fondo campo è una roccia, Nargiso sulla rete sa il fatto suo. I nostri vincono in 5 set. Si ricomincia la domenica con Gaudenzi-Kafelnikov, l’azzurro va avanti 4-1 con doppio break nel terzo (sulla situazione di un set pari) e pare in trance agonistica, ma Kafelnikov in quel momento è da Top10, ribalta la situazione e vince in 4 set. Piove a dirotto al Foro, si teme che Furlan-Chesnokov possa rinviarsi al lunedì. Invece si inizia a giocare verso le 20, temperatura rigida, Furlan annichilisce il russo nel primo set vinto 6-0, poi inizia una vera e propria battaglia che l’azzurro vince al quarto. Siamo nei quarti.

Si sceglie ancora il Foro Italico per affrontare il Sudafrica, che ha una punta di diamante come Wayne Ferreira, un secondo singolarista di scarso livello come Marcus Ondruska ed un doppio di tutto rispetto con Ellis Ferreira che fa coppia con il suo omonimo. Insomma una sfida nettamente alla portata, la semifinale sembra (dopo 16 anni) possibile. Ma Furlan si fa battere inopinatamente da Ondruska con un triplice 6-4, se Ferreira batte Gaudenzi è praticamente finita. Ed invece Andrea, un vero “toro” da Davis fa il miracolo, sfiancando Ferreira e battendolo 6-1 al quinto. Ma il vero e proprio miracolo lo fanno Gaudenzi e Nargiso in doppio, dove recuperano due set di svantaggio, annullano un match point e trionfano al quinto. La domenica è Pasqua e l’Italia completa il capolavoro in un Foro Italico festante, Furlan supera uno stanco Ferreira, si fa perdonare lo scivolone della prima giornata e ci porta all’agognata semifinale.

Ci tocca la Francia, ma stavolta giocheremo in trasferta. Per la prima volta una sfida tra le due nazionali si giocherà sul veloce (e indoor), capitan Noah sceglie il palasport di Nantes. A livello di classifica i francesi sono messi leggermente meglio dei nostri, Cedric Pioline e Arnaud Boetsch sono tra i primi 25 del mondo, Guy Forget in doppio si fa ancora valere, il quarto uomo è Guillame Raoux, anche lui buon doppista. Siamo sfavoriti, ma l’impresa non è così impossibile. E la prima giornata lo testimonia appieno. Si inizia con Pioline-Gaudenzi, il francese vince il primo set ma Andrea è in partita. Stravince il secondo, vince il terzo al tie break e chiude al quarto. L’azzurro è in gran forma ma su un punto spettacolare (tuffo sulla rete su un passante dell’avversario e conseguente pallonetto vincente) si fa male al polso, cosa che lo limiterà non poco nei due giorni seguenti. Noah pare incredulo di fronte alla determinazione del nostro, ma non è finita lì. Furlan irretisce con il suo gioco da fondo campo Boetsch, altra vittoria in 4 set, incredibile 2-0 Italia, la finale pare cosa fatta. Galeazzi in tv sembra non crederci: “Credevo ce la potessimo giocare, ma avanti 2-0 dopo la prima giornata proprio non ci pensavo”, nel clan italiano l’umore è alle stelle. Il giorno del doppio sull’Equipe appare una vignetta con con una mano che chiede aiuto e sprofonda nelle sabbie mobili, si riconoscono anche delle treccine, quello è Noah, nemmeno i francesi sembrano crederci più. Quello stesso articolo conclude così: ”Certo la sfida è ancora aperta, ma ci sembra difficile che gli sconfitti di ieri possano diventare i vincitori di domani”.

L’atmosfera per il doppio è bella calda nel Palasport, Noah sceglie l’esperto Forget e l’occhialuto Raoux, Panatta naturalmente va sul sicuro, Gaudenzi/Nargiso. Non ci sarà partita, i francesi ci concedono una sola palla break in tutto il match, Forget vince la battaglia sulla rete contro Nargiso, Gaudenzi non sembra il solito, 2-1 Italia ma chissà perché la sensazione e che sia cambiata l’inerzia della sfida. A fine partita i tifosi francesi a mo’ di corrida lanciano sul campo dei ventagli rigidi della Nec (sponsor della manifestazione) facendo arrabbiare non poco capitan Panatta. Domenica i tifosi francesi sono arci convinti che la rimonta sarà completata, si parte con Pioline-Furlan. Renzo battaglia per i primi due set, perde il primo ma vince il secondo. Ma il francese ha una marcia in più e chiude in 4, siamo 2-2, il palasport di Nantes è una bolgia. Decide Boetsch-Gaudenzi, l’azzurro ha una vistosa fasciatura al polso destro. Il primo game sarà lo specchio della partita, Andrea va 40-0 al servizio, Boetsch fa 5 punti di fila e piazza subito il break. Il francese va avanti 2 set a zero e si trova avanti di un break nel terzo. Ma Gaudenzi come detto in Davis è un toro e nonostante le condizioni non buone si issa al tie break. Si procede punto a punto ma sul più bello accade il fattaccio. Scambi prolungato sull’8-8 fin quando un colpo di Gaudenzi atterra nei pressi della linea. Buona per i giudici di linea ma arriva l’overrule dal seggiolone di McEwan che in tre giorni non aveva mai aperto bocca. Apriti cielo, Panatta è una furia, si alza, si lamenta, sbraita, poi arriva a scuotere il seggiolone del giudice di sedia. Galeazzi in tv non è da meno: “È in malafede, l’ha vista dentro ma l’ha chiamata fuori!”. Arriva in campo il giudice arbitro svedese Fransson, per poco Adriano non passa alle vie di fatto. Nulla da fare, 9-8 Boetsch che chiude al punto successivo e porta la Francia in finale. L’amarezza è davvero tanta, ma quel gruppo saprà continuare a lottare per altri 2 anni, arrivando in semifinale anche nel 1997 e addirittura in finale nel 1998. Ma quella sconfitta attende di essere vendicata da 22 anni, speriamo che a Genova la nostra squadra sia in grado di farlo. Di seguito i dettagli della sfida di Nantes.

20-22 settembre 1996, Nantes, carpet, indoor, semifinale
FRANCIA-ITALIA 3-2

Gaudenzi-Pioline 5-7 6-1 7-6(4) 6-3
Furlan-Boetsch 7-5 1-6 6-3 7-6(5)
Forget/Raoux-Gaudenzi/Nargiso 6-3 6-4 6-2
Pioline-Furlan 6-3 2-6 6-2 6-4
Boetsch-Gaudenzi 6-4 6-2 7-6(8)

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Luca Giacomini: “Punto alla top 500”

Breve intervista a Luca Giacomini, il 21enne tennista veneto che con la semifinale nel torneo di qualificazione alle ATP Next Gen Finals dello scorso novembre si è fatto conoscere dal grande pubblico

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Luca Giacomini (foto Ermes Brugnaro)

Per Luca Giacomini le belle prestazioni dello scorso novembre nel torneo che assegnava la wild card per le ATP Next Gen Finals di Milano (vittoria contro Andrea Pellegrinosconfitta al quinto contro Liam Caruana) sono state un ulteriore stimolo a proseguire nel suo percorso di crescita, che lo vede ora a ridosso della top 500 ATP, con un balzo di oltre centocinquanta posizioni rispetto ad inizio novembre. Un percorso che non può prescindere dal duro lavoro in allenamento, come ci ha raccontato lo stesso giovane tennista padovano.

Ciao Luca, il duro lavoro ti sta premiando, vero?
Sì, dai. Dopo la preparazione invernale svolta ad Alicante per un mese intero presso l’Accademia di Ruben Ramirez Hidalgo, seguito anche da Simone Vagnozzi, sto vedendo ulteriori miglioramenti. In Spagna sono riuscito a giocare con giocatori ben al di sotto della 300esima posizione ATP, come Garcia-Lopez, che è intorno ai primi 100, Olmedo Ortega, Boluda Purkiss, Stefano Travaglia. E ho avuto anche l’opportunità di scambiare con Marco Cecchinato. Questo mi ha consentito di poter gestire una velocità di palla maggiore, fondamentale per poter entrare nel circuito internazionale. Dopo la bellissima esperienza alle Next Gen, dove sono riuscito a cogliere un insperato terzo posto, voglio vedere se riesco a ritagliarmi una classifica internazionale più favorevole.

Per questo ho appena partecipato ad un torneo ITF da 15.000$ a Grenoble, dove nel main draw ho superato il primo turno battendo il francese Marmousez ma ho perso poi con il suo connazionale Laurent. Nel doppio con Julian Ocleppo invece siamo arrivati sino ai quarti. Ora mi trovo in Kazakistan, ad Aktobe, dove sfortunatamente al primo turno sono capitato nientemeno che contro Teymuraz Gabashvili, testa di serie n. 1 del torneo. La pressione del russo è stata notevole, anche se devo dire che ho avuto la possibilità di vincere il primo set, dove ho sprecato due set point nel tie-break. Esperienza molto valida trovarsi di fronte ad un ex 50 ATP e perdere in due set tirati, 7-6 6-4. Aiuta molto a trovare fiducia in me stesso. Ora attendo l’altro draw, che inizierà martedì, e poi ritorno a casa con due settimane di allenamento con mio papà Redi.

 

Luca Giacomini (foto Ermes Brugnaro)

Tornei in Italia a breve?
No. Solamente all’estero.

Ma non dovresti “difendere” il ranking da numero 22 italiano appena conquistato?
C’è tempo per questo, la classifica nazionale viene fatta una volta all’anno, invece ora voglio scendere abbondantemente sotto i 500 mondiali, e per farlo devo gareggiare il più possibile all’estero.

Ermes Brugnaro

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ATP Challenger Bergamo: Musetti e Zeppieri escono a testa alta

Il campione dell’Australian Open Junior cede 7-5 6-4 a Roman Safiullin ma regala ottime sensazioni. Giulio Zeppieri strappa un set a Viktor Galovic

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Lorenzo Musetti - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Antonio Milesi)

ATP Challenger Bergamo: Roberto Marcora e quel momento da sfruttare

Il Trofeo Faip-Perrel non passerà alla storia per aver consegnato i primi punti ATP a Lorenzo Musetti, ma in fondo non importa. La presenza del baby fenomeno azzurro al Pala Agnelli non è passata inosservata, al di là della sconfitta contro Roman Safiullin. In un curioso match tra vincitori dell’Australian Open Junior (quattro anni fa il russo, tre settimane fa l’azzurro), si è imposto Safiullin col punteggio di 7-5 6-4. Ma il risultato non racconta le emozioni di una serata importante, con oltre 1.000 spettatori. C’erano tutti, a tifare per Musetti: oltre a coach Simone Tartarini, c’erano i membri FIT Filippo Volandri e Umberto Rianna, oltre all’importante figura del preparatore atletico Roberto Petrignani. Presenti anche i genitori, la nonna e diversi conoscenti delle zone di Carrara e La Spezia. Lui non ha tradito le aspettative, almeno sul piano del gioco.

Contro un avversario solido, ha dimostrato di essere già pronto a giocare nel circuito Challenger. Deve ancora crescere sotto tanti aspetti, ma la notizia migliore di questa serata è un’altra: Musetti riesce a tenere il ritmo contro avversari già formati. Safiullin è uno che picchia duro, non attende l’errore altrui. Musetti ha un approccio “creativo” alla partita, a volte sembra quasi naif, specie quando si avventura in palle corte o discese a rete in controtempo. A volte funziona, a volte no. Quando giocherà un tennis più ordinato, i risultati arriveranno. E questo passaggio potrebbe avvenire anche abbastanza in fretta. Sotto di un break in avvio, lo recuperava nel settimo game e artigliava il 5-5. Nell’undicesimo game giocava un gagliardo game di risposta, ma non riusciva a trovare il break. Chiamato a servire sul 5-6, cancellava con coraggio tre setpoint, ma il quarto gli era fatale. Normale, a 17 anni neanche compiuti.

 

Nel secondo, restava in partita fino al 4-4, con una perla straordinaria: chiudeva il secondo game con una clamorosa volèe sotto le gambe, al salto, sublimata da un’altra volée di puro contenimento sul rabbioso passante di Safiullin. Ovazione del pubblico. Sul 4-5 ha giocato male tre punti e si è trovato a dover fronteggiare tre matchpoint di fila. Cancellava il primo con uno straordinario passante di dritto, giocato da lontanissimo (“Sembra un gol da trenta metri!” ha esclamato uno spettatore in tribuna). Il match terminava con un doppio fallo: a sfidare Gianluigi Quinzi, nella serata di martedì, sarà Roman Safiullin. Ma le sensazioni restano ottime, ed è probabile che Musetti abbia ancora delle chance per tornare a Bergamo, in un torneo che da sempre gode dell’appoggio di Ubi Banca, magari con altre ambizioni.

Sensazioni non troppo diverse per Giulio Zeppieri: il ragazzo di Latina ha anche strappato un set a Viktor Galovic. Anche il laziale ha mostrato di poter giocare a questi livelli, anche se non è mai stato davvero vicino a vincere. Peccato per l’avvio del terzo set: sull’1-1, si è trovato 0-30 sul servizio del croato d’Italia (che adesso si allena a Bordighera), poi ha incassato il break decisivo nel quarto game. Rimaneva in scia fino alla fine, ma non centrava l’aggancio. Finiva 4-6 6-3 6-4 per Galovic.

Giulio Zeppieri – ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Antonio Milesi)

Risultati:

Primo turno Singolare

Elliot Benchetrit (FRA) b. Mario Vilella Martinez (SPA) 6-4 3-6 6-4
Uladzimir Ignatik (BLR) b. Matteo Viola (ITA) 6-4 6-4
Carlos Taberner (SPA) b. Scott Griekspoor (NED) 7-6(5) 6-3
Zdenek Koral (CZE) b. Liam Caruana (ITA) 7-6(2) 6-3
Jan Choinski (GBR) b. Benjamin Bonzi (FRA) 6-0 4-2 rit.
Roberto Marcora (ITA) b. Laurynas Grigelis (LTU) 6-0 6-3
Jannik Sinner (ITA) b. Lucas Miedler (AUT) 7-6(3) 6-1
Tristan Lamasine (FRA) b. Julian Ocleppo (ITA) 6-3 6-4
Viktor Galovic (CRO) b. Giulio Zeppieri (ITA) 4-6 6-3 6-4
Danilo Petrovic (SRB) b. Peter Heller (GER) 3-6 7-5 6-3
Roman Safiullin (RUS) b. Lorenzo Musetti (ITA) 7-5 6-4
Bernabe Zapata Miralles (SPA) b. Daniel Masur (GER) 6-3 3-6 6-2

Qualificazioni

Baptiste Crepatte (FRA) b. Ivan Nedelko (RUS) 6-3 7-6(6)
Riccardo Bonadio (ITA) b. Federico Arnaboldi (ITA) 7-6(2) 5-7 6-3

Ufficio Stampa Trofeo Faip-Perrel

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ATP Challenger Bergamo: Roberto Marcora e quel momento da sfruttare

Ottimo periodo di ottima forma per il 29enne di Busto Arsizio: all’esordio nel Trofeo Faip-Perrel ha lasciato tre giochi a Grigelis. “Avevo pensato di smettere, adesso punto alle quali del Roland Garros”. Bella vittoria per il baby Sinner

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Roberto Marcora - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Antonio Milesi)

Le cose possono cambiare in fretta, nel tennis come nella vita. “Se qualche settimana fa mi avessero chiesto come va, avrei ammesso di essere un po’ in difficoltà”. A parlare è Roberto Marcora, scintillante protagonista della prima giornata al Trofeo Faip-Perrel di Bergamo (46.600€, Greenset). Il lombardo viene da un periodo di grandi cambiamenti, dei quali sta raccogliendo i primi frutti. Otto giorni fa raggiungeva una bella finale al Challenger di Budapest, le cui condizioni tecniche sono simili a quelle di Bergamo. E allora un successo contro Laurynas Grigelis ci poteva stare. A sorprendere, forse, è il risultato: 6-0 6-3 in 55 minuti. “Il tennis è così: quando uno gioca bene, l’altro scende – racconta Marcora – questa partita sembrava dominata, ma alla fine è stata aperta fino all’ultimo. Mi sono trovato per due volte 0-30 sul mio servizio e sarebbe bastato poco per rimetterla in gioco. Sono soddisfatto perché sto giocando bene, oltre ad avere il giusto atteggiamento.

Dopo tanti anni con lo stesso team, da qualche mese si è spostato a Palermo, su consiglio di Filippo Baldi, nel team di Francesco Aldi e Francesco Cinà. Con loro, sta arrivando una svolta importante. “Sembra banale, ma nel tennis la fiducia è tutto. Prendi il match di oggi: il servizio a uscire o il rovescio lungolinea ti restano in campo, ma se tentenni per una frazione di secondo la palla esce di pochi centimetri. Il cambiamento mi ha aiutato, prima di tutto perché mi trovo bene sul piano umano. Vengo da un’esperienza che non definirei negativa, ma nemmeno super positiva, con Simone Vagnozzi e Umberto Ferrara. Ma bisogna anche trovare le persone giuste: cambiare tanto per farlo non serve a nulla. Con Cinà e Aldi stiamo lavorando sul gioco di gambe, sullo sfruttare il mio fisico. Sono molto alto, ma anche leggero. Per questo, posso sfruttare al meglio il mio gioco di gambe”.

OBIETTIVI A BREVE TERMINE  La scorsa estate, Marcora ha vissuto un momento difficile. Chiusa l’esperienza con il team di Cecchinato non trovava soluzioni e ha pensato di smettere. Lo dice spontaneamente, senza domanda specifica. Significa che ha vissuto quel periodo con grande intensità. Ne è uscito tornando nella sua “seconda casa”, il TC Milano, con Uros Vico. A fine anno, la possibilità di andare a Palermo. E con lui c’è un ragazzo giovane, in grande ascesa. Quanto può aiutare la vicinanza con Filippo Baldi? “Molto. Lui è super carico, energico, ha voglia di lottare. Mi aiuta in tante cose: tra i vari aspetti che mi stanno aiutando, una percentuale deriva dall’avere un ragazzo giovane con tutta la carriera davanti. Di recente ha fatto un bel salto in avanti, ma non direi che è in ritardo. Ognuno ha i suoi tempi. Ci alleniamo bene, andiamo d’accordo e non era così scontato”.

 

Al secondo turno, Marcora se la vedrà con Mohamed Safwat, numero 11 del tabellone. Si sono già affrontati tre volte, con due successi per l’egiziano. Marcora, tuttavia, ha vinto il più recente. Partita difficile, ma non impossibile. E poi, per un periodo, ha avuto accanto a sé un personaggio che ha ampiamente dimostrato come i limiti si possano abbattere: Marco Cecchinato: “Forse neanche lui si sarebbe aspettato di diventare numero 17 del mondo, ma le qualità si vedevano tutte. Marco ha doti fuori dal comune e ha trovato due persone come Vagnozzi e Ferrara, professionisti di primissimo livello che gli hanno permesso di tirarle fuori. Exploit così grandi mi hanno sorpreso, ma se mi avessero detto che avrebbe fatto dieci anni tra i top 40-50 non avrei avuto niente da dire. Primi dieci? Glielo auguro, anche perché sulla terra rossa gioca oggettivamente da Dio. Poco da dire: vince perché è più forte degli altri”.

E Marcora? Dove può arrivare? Il lombardo ha fissato come obiettivo le qualificazioni del Roland Garros: vedendolo in questi giorni, sembra un traguardo persino modesto. A 29 anni, è convinto di non correre il rischio di trascinarsi nella speranza di imitare uno come Paolo Lorenzi, capace di ottenere i suoi migliori risultati ben dopo i trent’anni. “Io ho sempre ragionato sul breve-medio termine – racconta – lo scorso anno, dopo l’operazione alla spalla, mi ero detto che avrei smesso se non avessi chiuso l’anno tra i primi 300. Ho terminato al numero 280. Con le nuove regole del Transition Tour ITF, sarà ancora più difficile. Diciamo che le scelte sono facilitate. Personalmente credo di giocare meglio rispetto a quando ero numero 178 del mondo. Sono sereno, tranquillo, prendo quello che viene. Step by step”.

CHE BRAVO JANNIK SINNER. MARTEDÌ CON 14 MATCH  Il resto della giornata non è stato troppo positivo per i colori italiani: sono arrivate tre sconfitte per Matteo Viola, Liam Caruana e Julian Ocleppo. L’esperto veneto stava quasi per girare il match contro l’ostico Uladzimir Ignatik, ma gli è stato fatale il break incassato sul 4-4 nel secondo set. Per Liam Caruana (che si è tinto i capelli di biondo) era l’esordio stagionale: subito avanti di un break contro il talentuoso Zdenek Kolar, non è riuscito a concretizzarlo e si è arreso col punteggio di 7-6 6-3. Era proibitivo l’impegno di Julian Ocleppo: nonostante il tifo di papà Gianni in tribuna, il 21enne azzurro si è arreso all’ostico Tristan Lamasine, giocatore piuttosto regolare.

La bella notizia è però giunta dal palasport di Alzano Lombardo: nonostante abbia avuto poco tempo per adattarsi dopo un lungo viaggio dal Kazakhstan, l’altoatesino Jannik Sinner ha vinto una bella partita contro l’austriaco Lucas Miedler, un classe 1996 che qualche anno fa prometteva bene. Adesso Sinner avrà l’onore di giocare al Pala Agnelli contro un giocatore di livello come Salvatore Caruso, nel match che aprirà la sessione pomeridiana di martedì. Ci sarà un maxi-programma, con ben 14 incontri. In campo diversi big azzurri: Luca Vanni, Lorenzo Giustino, il già citato Caruso e la testa di serie numero 2 Stefano Travaglia, opposto al britannico Jan Choinski. Non prima delle ore 20, ci sarà anche l’esordio di Gianluigi Quinzi.

Risultati:

Primo turno Singolare

Elliot Benchetrit (FRA) b. Mario Vilella Martinez (SPA) 6-4 3-6 6-4
Uladzimir Ignatik (BLR) b. Matteo Viola (ITA) 6-4 6-4
Carlos Taberner (SPA) b. Scott Griekspoor (NED) 7-6(5) 6-3
Zdenek Koral (CZE) b. Liam Caruana (ITA) 7-6(2) 6-3
Jan Choinski (GBR) b. Benjamin Bonzi (FRA) 6-0 4-2 rit.
Roberto Marcora (ITA) b. Laurynas Grigelis (LTU) 6-0 6-3
Jannik Sinner (ITA) b. Lucas Miedler (AUT) 7-6(3) 6-1
Tristan Lamasine (FRA) b. Julian Ocleppo (ITA) 6-3 6-4
Viktor Galovic (CRO) b. Giulio Zeppieri (ITA) 4-6 6-3 6-4
Danilo Petrovic (SRB) b. Peter Heller (GER) 3-6 7-5 6-3
Roman Safiullin (RUS) b. Lorenzo Musetti (ITA) 7-5 6-4
Bernabe Zapata Miralles (SPA) b. Daniel Masur (GER) 6-3 3-6 6-2

Qualificazioni

Baptiste Crepatte (FRA) b. Ivan Nedelko (RUS) 6-3 7-6(6)
Riccardo Bonadio (ITA) b. Federico Arnaboldi (ITA) 7-6(2) 5-7 6-3

Ufficio Stampa Trofeo Faip-Perrel

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