Verso Italia-Francia, la sfida del '96: svanisce il sogno della finale

Italiani

Verso Italia-Francia, la sfida del ’96: svanisce il sogno della finale

L’Italia di Gaudenzi, Furlan e Nargiso sfiora l’impresa a Nantes. Avanti 2-0, gli azzurri subiscono la rimonta di Boetsch e Pioline. Sarebbe stata finale dopo 16 anni

Pubblicato

il

Verso Italia-Francia:

Concludiamo la nostra marcia di avvicinamento alla sfida dei quarti di finale di Coppa Davis di Genova del prossimo week-end tra Italia e Francia con la rivisitazione dell’ultimo precedente tra le due squadre, quello del 1996 di Nantes, dopo aver già riesaminato le sfide del 1975 e del 1977.

 

Nel 1996 in America Bill Clinton ha non pochi problemi con lo scandalo Whitewater, li supererà brillantemente perché a novembre sarà rieletto presidente per il secondo mandato. Il presidente firma anche la riforma del Welfare e il trattato di bando definitivo dei test nucleari (imitato dal francese Chirac). Agli Oscar il miglior film sarà Braveheart di Mel Gibson. Viene clonata la pecora Dolly, per gli scienziati un grosso passo in avanti per la ricerca, per la Chiesa qualcosa di inconcepibile. I Pink Floyd entrano nella Hall of Fame. Muoiono Gene Kelly, famoso attore, ballerino e coreografo e la grandissima Ella Fitzgerald. A settembre viene ucciso durante una sparatoria a Las Vegas il rapper Tupac Sukur. In Giappone viene lanciata la Nintendo 64

In Europa è anno di elezioni, in Russia viene eletto presidente Boris Eltsin, in Spagna diventa primo ministro Carlos Aznar. Lo stesso Eltsin cerca di porre fine alla guerra cecena incontrando i ribelli. In Francia muore Francois Mitterand, ex presidente della repubblica. A Manchester una bomba dell’IRA distrugge parte del centro storico e ferisce più di 200 persone. La regina Elisabetta pubblica le “lettere patenti” con le quali decide che le ex principesse Diana e Sarah Ferguson cessano di essere reali ma mantengono i loro titoli personali. Diana inoltre mantiene tutti i privilegi essendo madre del secondo e del terzo discendente al trono. Scoppia a marzo l’emergenza della “mucca pazza”, si teme un’epidemia simile a quella della peste dei secoli precedenti, non andrà (fortunatamente) così.

Anche in Italia è anno di elezioni dopo le dimissioni del Primo Ministro Lamberto Dini. Vince l’alleanza dell’Ulivo capeggiata da Romano Prodi. L’inflazione cala sotto il 5% per la prima volta dopo decenni. A gennaio un incendio distrugge il teatro La Fenice di Venezia, mentre Pietro Pacciani viene assolto per non aver commesso il fatto in relazione ai delitti del “mostro di Firenze”. A maggio viene arrestato il boss Giovanni Brusca, ritenuto l’esecutore materiale dell’attentato a Giovanni Falcone. Il festival di Sanremo viene condotto per la 5° edizione consecutiva da Pippo Baudo che si avvale come vallette di Valeria Mazza e Sabrina Ferilli. Vincono Ron e Tosca con “Vorrei incontrarti tra cent’anni”. Il singolo più venduto nel nostro paese sarà invece Gangsta Paradise di Coolio. Il 21 ottobre sul terzo canale nazionale parte la soap opera “Un posto al sole” che dopo 22 anni è ancora lì. A dicembre scompare Marcello Mastroianni, per tutti il Marcello del cinema italiano.

Il 1996 è anno bisestile e come tale da un punto di vista sportivo è un anno importantissimo, visto che da tradizione è riservato ai Campionati Europei di Calcio ma anche alle Olimpiadi. I primi si svolgono in Inghilterra, la vittoria andrà alla Germania che in finale con il “Golden Goal” di Oliver Bierhoff supera ai supplementari la R.Ceca. Curiosamente le due squadre erano nello stesso girone eliminatorio in compagnia dell’Italia che finisce terza e viene subito eliminata complice anche il rigore sbagliato da Gianfranco Zola nell’ultima partita proprio con i futuri campioni. Le Olimpiadi invece si svolgono ad Atlanta, negli Stati Uniti (scelta condita da molte polemiche visto che in occasione del centenario molti avrebbero preferito farle svolgere ad Atene, sede della prima storica edizione). Michael Johnson vince sia 200 che 400 metri, stabilendo il record del mondo con 19 e 32 nella prima gara, togliendolo al nostro Pietro Mennea. L’impresa al femminile riesce alla francese Jose Marie Perec mentre Carl Lewis vince per la quarta edizione consecutiva il salto in lungo. La rappresentativa italiana termina al 6° posto nel medagliere con ben 35 medaglie, risultato più che ragguardevole. Solita messe di medaglie dalla scherma, sorprendiamo nel ciclismo, ma quella più attesa arriva da Jury Chechi negli anelli. Il ginnasta toscano aveva dovuto saltare l’edizione precedente di Barcellona per un grave infortunio, il destino gli restituisce il maltolto. Rimane invece tabù l’oro nella pallavolo, la nostra generazione di fenomeni (Tofoli, Zorzi, Giani, Sartoretti, ecc) si ferma in finale contro l’Olanda che vince 17-15 al quinto set.

Il campionato di calcio lo vince il Milan, ma la Juve si rifà vincendo sia la Champions League (superata ai calci di rigore l’Ajax allo stadio Olimpico) che la Coppa Intercontinentale (battuto il River Plate 1-0 con un gol di Del Piero). Nel motociclismo Max Biaggi vince il suo terzo titolo consecutivo con l’Aprilia nella categoria 250, nel ciclismo i mondiali se li aggiudica il belga Joan Museeuw che batte in volata lo svizzero Gianetti, terzo il nostro Michele Bartoli. In Formula 1 vince il titolo piloti Damon Hill, il primo nella storia a ripetere l’impresa del padre Graham. Nella pallanuoto arriva il quarto titolo consecutivo del Posillipo, nel basket trionfa la Stefanel Milano che dopo una regular season appena sufficiente (5°posto) trova la forma migliore nel momento topico della stagione. Allenata da Bogdn Tanjievic, i meneghini sono trascinati da Dejan Bodiroga, Nando Gentile e Rolando Blackman.

Il tennis europeo piange nel 1996 la scomparsa del mitico René Lacoste, non solo grandissimo tennista negli anni ’30 (uno dei 4 moschettieri) ma anche noto per il marchio (il famoso coccodrillo) di abbigliamento. Il tennis italiano attende ormai da una quindicina d’anni il cosiddetto ricambio generazionale all’epoca d’oro dei vari Panatta, Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli, ma all’orizzonte non si vede nulla di interessante. Nel corso degli anni i vari Cancellotti, Cané, Camporese, ci hanno provato, ma gli antichi fasti non sono più tornati. In Coppa Davis non centriamo una semifinale dal 1980, il capitano è Adriano Panatta che sta provando a costruire un gruppo che si possa mettere in luce. In quell’anno i nostri due migliori singolaristi sono Andrea Gaudenzi e Renzo Furlan, quest’ultimo esponente della scuola di Riccardo Piatti che aveva in precedenza lanciato anche Cristiano Caratti. Diego Nargiso, primo italiano a vincere da juniores Wimbledon, fa molta fatica a mettersi in luce in singolare, ma in doppio si fa valere grazie ad un ottimo gioco di volo. Nel 1996 Gaudenzi è tra i primi 30 al mondo, nel circuito fa registrare una finale all’Estoril (battuto dal compagno di scuderia Muster), raggiunge i quarti a Roma (battuto da Albert Costa) e le semifinali a St. Poelten (battuto da Felix Mantilla). Il più grosso rammarico è il terzo turno alle Olimpiadi di Atlanta dove Andrea vince il primo set contro Andre Agassi prima di cedere al terzo. Renzo Furlan è sugli stessi livelli di Gaudenzi, ma rispetto al suo connazionale si fa valere molto di più anche sul veloce. Agli Australian Open arriva al quarto turno, battuto da Thomas Enqvist, dopo aver battuto Ivanisevic ed Albert Costa, poi fa semifinale a Washington (battuto da Wayne Ferreira) ma soprattutto i quarti di finale alle Olimpiadi dove spreca l’occasione della vita. Infatti l’azzurro cede in due set all’indiano Leander Paes, un match nettamente alla sua portata.

In Davis Adriano sta provando a cementare il gruppo e nel 1996 ne raccoglie i frutti. Gli azzurri non hanno un tabellone facile ma approfittano del fattore campo e riescono ad approdare in semifinale. Negli ottavi ci capita la Russia di Kafelnikov e Chesnokov, Panatta sceglie a sorpresa (siamo a febbraio) il Foro Italico. La temperatura nei giorni antecedenti la sfida si avvicina allo zero, partiamo male perché Gaudenzi nel primo singolare va sotto due set a zero contro Chesnokov. Ma il faentino è bravissimo a cambiare le sorti della sfida e vince al quinto. Kafelnikov (che gioca con i pantaloni della tuta visto il gran freddo) batte Furlan in 4 set, 1-1 dopo la prima giornata. Il dubbio amletico è:”Chi farà giocare Panatta in doppio?”. La scelta un po’ a sorpresa è Gaudenzi/Nargiso. Dall’altra parte della rete gli affiatati Kafelnikov ed Olhovsky. La mossa di Adriano risulterà indovinata, Gaudenzi da fondo campo è una roccia, Nargiso sulla rete sa il fatto suo. I nostri vincono in 5 set. Si ricomincia la domenica con Gaudenzi-Kafelnikov, l’azzurro va avanti 4-1 con doppio break nel terzo (sulla situazione di un set pari) e pare in trance agonistica, ma Kafelnikov in quel momento è da Top10, ribalta la situazione e vince in 4 set. Piove a dirotto al Foro, si teme che Furlan-Chesnokov possa rinviarsi al lunedì. Invece si inizia a giocare verso le 20, temperatura rigida, Furlan annichilisce il russo nel primo set vinto 6-0, poi inizia una vera e propria battaglia che l’azzurro vince al quarto. Siamo nei quarti.

Si sceglie ancora il Foro Italico per affrontare il Sudafrica, che ha una punta di diamante come Wayne Ferreira, un secondo singolarista di scarso livello come Marcus Ondruska ed un doppio di tutto rispetto con Ellis Ferreira che fa coppia con il suo omonimo. Insomma una sfida nettamente alla portata, la semifinale sembra (dopo 16 anni) possibile. Ma Furlan si fa battere inopinatamente da Ondruska con un triplice 6-4, se Ferreira batte Gaudenzi è praticamente finita. Ed invece Andrea, un vero “toro” da Davis fa il miracolo, sfiancando Ferreira e battendolo 6-1 al quinto. Ma il vero e proprio miracolo lo fanno Gaudenzi e Nargiso in doppio, dove recuperano due set di svantaggio, annullano un match point e trionfano al quinto. La domenica è Pasqua e l’Italia completa il capolavoro in un Foro Italico festante, Furlan supera uno stanco Ferreira, si fa perdonare lo scivolone della prima giornata e ci porta all’agognata semifinale.

Ci tocca la Francia, ma stavolta giocheremo in trasferta. Per la prima volta una sfida tra le due nazionali si giocherà sul veloce (e indoor), capitan Noah sceglie il palasport di Nantes. A livello di classifica i francesi sono messi leggermente meglio dei nostri, Cedric Pioline e Arnaud Boetsch sono tra i primi 25 del mondo, Guy Forget in doppio si fa ancora valere, il quarto uomo è Guillame Raoux, anche lui buon doppista. Siamo sfavoriti, ma l’impresa non è così impossibile. E la prima giornata lo testimonia appieno. Si inizia con Pioline-Gaudenzi, il francese vince il primo set ma Andrea è in partita. Stravince il secondo, vince il terzo al tie break e chiude al quarto. L’azzurro è in gran forma ma su un punto spettacolare (tuffo sulla rete su un passante dell’avversario e conseguente pallonetto vincente) si fa male al polso, cosa che lo limiterà non poco nei due giorni seguenti. Noah pare incredulo di fronte alla determinazione del nostro, ma non è finita lì. Furlan irretisce con il suo gioco da fondo campo Boetsch, altra vittoria in 4 set, incredibile 2-0 Italia, la finale pare cosa fatta. Galeazzi in tv sembra non crederci: “Credevo ce la potessimo giocare, ma avanti 2-0 dopo la prima giornata proprio non ci pensavo”, nel clan italiano l’umore è alle stelle. Il giorno del doppio sull’Equipe appare una vignetta con con una mano che chiede aiuto e sprofonda nelle sabbie mobili, si riconoscono anche delle treccine, quello è Noah, nemmeno i francesi sembrano crederci più. Quello stesso articolo conclude così: ”Certo la sfida è ancora aperta, ma ci sembra difficile che gli sconfitti di ieri possano diventare i vincitori di domani”.

L’atmosfera per il doppio è bella calda nel Palasport, Noah sceglie l’esperto Forget e l’occhialuto Raoux, Panatta naturalmente va sul sicuro, Gaudenzi/Nargiso. Non ci sarà partita, i francesi ci concedono una sola palla break in tutto il match, Forget vince la battaglia sulla rete contro Nargiso, Gaudenzi non sembra il solito, 2-1 Italia ma chissà perché la sensazione e che sia cambiata l’inerzia della sfida. A fine partita i tifosi francesi a mo’ di corrida lanciano sul campo dei ventagli rigidi della Nec (sponsor della manifestazione) facendo arrabbiare non poco capitan Panatta. Domenica i tifosi francesi sono arci convinti che la rimonta sarà completata, si parte con Pioline-Furlan. Renzo battaglia per i primi due set, perde il primo ma vince il secondo. Ma il francese ha una marcia in più e chiude in 4, siamo 2-2, il palasport di Nantes è una bolgia. Decide Boetsch-Gaudenzi, l’azzurro ha una vistosa fasciatura al polso destro. Il primo game sarà lo specchio della partita, Andrea va 40-0 al servizio, Boetsch fa 5 punti di fila e piazza subito il break. Il francese va avanti 2 set a zero e si trova avanti di un break nel terzo. Ma Gaudenzi come detto in Davis è un toro e nonostante le condizioni non buone si issa al tie break. Si procede punto a punto ma sul più bello accade il fattaccio. Scambi prolungato sull’8-8 fin quando un colpo di Gaudenzi atterra nei pressi della linea. Buona per i giudici di linea ma arriva l’overrule dal seggiolone di McEwan che in tre giorni non aveva mai aperto bocca. Apriti cielo, Panatta è una furia, si alza, si lamenta, sbraita, poi arriva a scuotere il seggiolone del giudice di sedia. Galeazzi in tv non è da meno: “È in malafede, l’ha vista dentro ma l’ha chiamata fuori!”. Arriva in campo il giudice arbitro svedese Fransson, per poco Adriano non passa alle vie di fatto. Nulla da fare, 9-8 Boetsch che chiude al punto successivo e porta la Francia in finale. L’amarezza è davvero tanta, ma quel gruppo saprà continuare a lottare per altri 2 anni, arrivando in semifinale anche nel 1997 e addirittura in finale nel 1998. Ma quella sconfitta attende di essere vendicata da 22 anni, speriamo che a Genova la nostra squadra sia in grado di farlo. Di seguito i dettagli della sfida di Nantes.

20-22 settembre 1996, Nantes, carpet, indoor, semifinale
FRANCIA-ITALIA 3-2

Gaudenzi-Pioline 5-7 6-1 7-6(4) 6-3
Furlan-Boetsch 7-5 1-6 6-3 7-6(5)
Forget/Raoux-Gaudenzi/Nargiso 6-3 6-4 6-2
Pioline-Furlan 6-3 2-6 6-2 6-4
Boetsch-Gaudenzi 6-4 6-2 7-6(8)

Continua a leggere
Commenti

Italiani

Lorenzo Sonego…come se nei quarti ci fosse mio figlio

Lui e Matteo Berrettini sono, insieme ai giovanissimi Sinner, Musetti e Zeppieri, le nostre migliori speranze per il futuro del nostro tennis

Pubblicato

il

La gioia di Lorenzo Sonego - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Il quasi incredibile exploit del ragazzo torinese che l’8 aprile era ancora n.103 del mondo e che oggi prima di affrontare il sorprendente Dusan Lajovic nei quarti del Masters 1000 di Montecarlo è già (da lunedì prossimo) n.65 dopo aver cominciato il torneo da n.96 mi ha fatto felice come un ragazzino. Anzi, come un papà.

Sì perché Lorenzo, come anche Matteo Berrettini, è un ragazzo beneducato, semplice, serio, simpatico, di bei principi, un comportamento sempre corretto, con i piedi per terra e sono sicuro che resterà sempre tale anche se dovesse diventare famoso. Sono ragazzi che assomigliano, come genere di persona, a Paolo Lorenzi, un altro buon esempio di educazione.

 

Sarò anziano, ma sono valori che apprezzo, al di là del tennis. Perché sono valori che non tradiscono mai, sia che uno diventi un campione oppure no. Roger Federer è sempre stato una persona per bene, e così anche Rafa Nadal, Novak Djokovic, Andy Murray, seppure con sfumature magari diverse. Sarebbero stati dei grandi anche se avessero vinto di meno.

Gli exploit monegaschi ripetuti di Lorenzo, uno che ama ricordare quanto sia bello giocare a tennis, come si diverta, quanto sia eccitante essere incoraggiato dal pubblico, le emozioni di un campo centrale fanno piacere a tutto l’Italia più sana del tennis. “È stato bello già giocarci nel primo turno delle qualificazioni – ha detto Sonego dopo la partita – mi aiuterà contro il mio prossimo avversario chiunque esso sia [Lorenzo non poteva sapere in quel momento che Lajovic, n.48 del mondo avrebbe battuto dopo Goffin 63 64 anche Thiem n.5 63 63 dopo aver condotto addirittura per 5-0 nel primo] e con il sostegno del pubblico certamente darò il meglio di me stesso. Io stanco? Non si può essere stanchi quando si ha la fortuna di giocare il torneo di Montecarlo!

Le caratteristiche umane e tecniche, l’impegno a lavorare duro per progredire ancora ci sono tutte. Sonego serve benissimo, sui 200 km orari e con Berrettini è il tennista italiano che serve meglio in tutto l’ultimo ventennio. Ma più di Berrettini in questo momento sembra in grado di tenere il servizio anche sotto pressione. Lo scrivo anche se oggi sul 5-4 ha servito per il match è ha perso la battuta per la prima volta nel match. Nei turni precedenti non l’aveva mai persa con Seppi, e una sola volta con Khachanov.

Ha un gran dritto ed è miglioratissimo nella risposta e nel rovescio che sono ancora invece due punti deboli di Berrettini che comunque – non va dimenticato – gli sta ancora davanti in classifica (è n.55) ed ha la sua stessa età, anche se quest’anno sembra sentire più la pressione di vincere rispetto a un anno fa.

Forse rispetto a Berrettini sembra migliore a rete, ma è difficile dirlo, perché a rete ci viene spesso a punto semiconquistato.

Felice, anzi felicissimo per gli exploit di Lorenzo, sono dispiaciuto per la sfortuna di Cecchinato, febbricitante, quando avrebbe potuto battere altrimenti un Pella che comunque non sbaglia mai una palla e mai l’avevo visto così centrato.

Dispiace che abbia mancato un’opportunità importante per guadagnare punti pesanti in vista della cambiale del Roland Garros. Questa sfortuna mi ha ricordato l’episodio di Volandri al Roland Garros, quando contro Puerta mancò un’opportunità memorabile per infilarsi alle fasi finali del torneo perché limandosi qualche pellicina d’una mano con un rasoio si procurò delle vesciche che gli impedirono di difendersi come avrebbe potuto.

Volandri non ebbe più occasioni del genere. Cecchinato, ne sono quasi certo, ne avrà ancora.

Infine mi scuso con i lettori se non scrivo neppure una riga sul match di Fognini con Zverev, che ho potuto seguire solo fino alla fine del primo est. Vi assicuro – e lo dico soprattutto ai miei lettori più maligni – che non è per partito preso, ma sono dovuto partire prima della fine del suo match.

Continua a leggere

evidenza

Montecarlo: Fognini è principesco, Zverev cede di schianto

Il N.3 del mondo regge solo nel primo set, nel secondo Fognini lo manda in confusione totale. Due italiani nei quarti per la seconda volta in un Masters 1000

Pubblicato

il

Dalla nostra inviata a Montecarlo,

Fabio Fognini chiude il programma del campo centrale sconfiggendo con una prestazione superba il numero 3 del mondo, Alexander Zverev. Nei due precedenti incontri, entrambi disputati nel 2017 a Roma e Pechino, era sempre stato Sascha ad avere la meglio sull’azzurro. L’ingresso sul campo di Fabio è accolto da applausi entusiasti dei tanti italiani che gremiscono il Montecarlo Country Club. “Questo per me è il vero torneo di casa” dichiarerà poi Fabio a fine incontro, ringraziando i tifosi e gli amici accorsi a sostenerlo. Sotto gli occhi attenti di Francesca Schiavone e Flavia Pennetta, il match inizia sul filo dell’equilibrio fino al quinto gioco quando proprio Fognini spezza il ritmo di Zverev e si prende il primo break. È solamente un’illusione poiché Sascha piazza subito il contro break. L’atmosfera sul Ranier III è elettrica, il gioco divertente, seppur Zverev commetta qualche errore di troppo. Si arriva al tie-break con lo stadio ormai trasformato in una torcida azzurra che incita Fabio e accoglie ogni suo punto con un grido d’esultanza. Zverev scuote la testa, mentre Fognini, malgrado la variopinta fasciatura alla caviglia destra, si muove bene sul campo e approfittando di un errore di Alexander mette a segno il primo mini-break. Il settimo punto è infinito, Fabio lotta e corre per il campo ma Zverev, implacabile, riporta il conto dei mini-break in parità. Una volée alta, accompagnata da un boato del pubblico, regala a Fognini il primo set point, ma Zverev l’annulla con freddezza. Nel punto successivo però Sascha commette un errore di rovescio che manda Fabio a servire per il set. Fognini serve bene, scende a rete e chiude con uno smash, urlando tutta la sua gioia al cielo azzurro del Principato.

 

Curioso come il primo punto del secondo set sia la fotocopia esatta dell’ultimo del primo parziale. Fabio galvanizzato dalla folla che lo sospinge gioca concentrato e manda fuori giri Zverev tenendo scambi prolungati, e trasformando alla terza occasione utile la palla break nel secondo gioco: Sascha scende a rete, colpisce la pallina che danza sul nastro e ricade nella metà campo del tedesco. Fognini vola poi sul tre a zero con un bel servizio e dritto e mostra il pugno al suo angolo. Sascha appare sempre più contrariato e, mani sui fianchi, fa lunghi monologhi per tentare di trovare la chiave di lettura dell’incontro. Nel sesto gioco Zverev tenta di chiamare a rete Fabio con una smorzata sulla quale l’azzurro arriva in scivolata rimandando una palla alta che Sasha colpisce malissimo, regalando il punto a Fognini. Fabio sorride mentre si riavvia verso il fondo del campo. L’errore, il 25mo della partita, pesa come un macigno sulle giovani spalle del tedesco che cede la battuta e manda così Fognini a servire per l’incontro. È un dritto angolato, infine a costringere Zverev all’errore e a far volare Fabio nei quarti di finale di Montecarlo. “Non è stato il miglior match della mia carriera, ma ci siamo andati vicino. Le condizioni erano difficili per via del vento. Prima della partita ho chiesto al fisioterapista di Nadal quale fosse la situazione sul campo.” afferma sorridendo Fognini in mix zone. “Il gomito l’ho sentito durante il gioco, ma vado avanti!” È la seconda volta nella storia che due italiani si qualificano ai quarti dello stesso Masters 1000, accadde ad Amburgo 2005 con Seppi e Volandri. A Montecarlo era accaduto l’ultima volta nel 1978 quando Corrado Barazzutti battè Adriano Panatta proprio nei quarti. Si trattava allora di un torneo WCT. Ora per Fabio la sfida sarà con il croato Borna Coric. Un solo precedente lontanissimo a Umago 2014 vinto da Fabio quando Borna era ancora minorenne.

Risultati:

[1] N. Djokovic b. T. Fritz 6-3 6-0 
[10] D. Medvedev b. [6] S. Tsitsipas 6-2 1-6 6-4

D. Lajovic b. [4] D. Thiem 6-3 6-3
[Q] L. Sonego b. C. Norrie 6-2 7-5

[9] B. Coric  b. P. H. Herbert 6-4 6-2
[13] F. Fognini b. [3] A. Zverev 7-6(6) 6-1

G. Pella b. [11] M. Cecchinato 6-4 4-6 6-4
[2] R. Nadal b. G. Dimitrov 6-4 6-1

Il tabellone completo


Continua a leggere

evidenza

Montecarlo: Sonego da vero guerriero domina Norrie. Primi quarti in un ‘1000’

Prestazione eccelsa di Lorenzo Sonego contro Cameron Norrie. L’azzurro domina l’avversario 6-2 7-5 e accede per la prima volta in carriera ai quarti di un Masters 1000

Pubblicato

il

da Montecarlo, la nostra inviata

Aveva detto di sentirsi un guerriero. Detto, fatto. Sui campi del Country Club, Lorenzo Sonego dimostra di amare la lotta e supera il n. 54 del mondo Cameron Norrie. Prestazione eccelsa del torinese che ha sempre condotto le danze nel match. L’unico momento di incertezza giunge sul 6-2 5-4 per l’azzurro, quando Norrie ha un guizzo di resistenza e di orgoglio e strappa il servizio all’avversario. Ma Lorenzo non batte ciglio, anzi. Ancora più concentrato e agguerrito, non solo si assicura il 6-5 ma va poi a prendersi anche il secondo parziale per 7-5. La favola continua e, per la prima volta in carriera, l’azzurro accede ai quarti di un Masters 1000.

 

PRIMO SET SUL VELLUTO – Non c’è storia nel primo parziale. Il britannico non riesce a trovare i meccanismi per mettere in difficoltà un Sonego ispiratissimo e centrato. Chirurgici i fondamentali dell’azzurro che mette in campo un ottimo servizio e fa ma molto male con il dritto e le smorzate. Dall’altra parte della rete il britannico sembra non avere le armi per metterlo in difficoltà e, in 36 minuti, il piemontese conquista la prima frazione per 6-4.

IL GUIZZO DI NORRIE NON BASTA – Lorenzo continua a macinare con i suoi colpi incisivi, propositivi, profondi e vari. Si porta alquanto rapidamente in vantaggio sul 5-3, mentre l’avversario continua ad essere particolarmente falloso. Tuttavia, sul 5-4 per l’azzurro, Norrie insiste cercando di scardinare i suoi schemi e tenta delle variazioni. Riesce ad incartare Lorenzo che, alcuni minuti che, per la prima volta nel match, gli concede due palle break. Dopo aver salvato la prima, sulla seconda viene tradito dal dritto e il britannico lo raggiunge sul 5-5. Ma Sonego non si scompone. Ancora più grintoso e concentrato di prima, senza manifestare alcun nervosismo, si rimbocca le maniche e continua a “servire” all’avversario un tennis di altissimo livello. Il sogno continua perché non solo avanza sul 6-5 ma, dopo un’ora e 24 minuti, riesce a chiudere con lo score di 6-2 7-5. Per la prima volta in carriera, Sonego giunge così ai quarti di un Masters 1000.

Grazie a tutti per essere venuti qui a vedermi” grida un raggiante e incredulo Sonego davanti ai numerossissimi italiani presenti sulle tribune del Court des Princes, “devo ringraziare tutti i miei amici di Torino per essere venuti qui a tifare per me, grazie al mio team e a tutti coloro che mi stanno vicino“. Ha uno sguardo franco e pulito il giovane Lorenzo, anche quando giunge in conferenza stampa; il volto solare si distingue per il candore e l’umiltà che sono tra le doti migliori del tennista piemontese: “sto facendo tanta esperienza con questi match. È vero che dopo Marrakesh sono venuto subito qui, ma ci tenevo tanto a disputare il torneo di Montecarlo, è una competizione molto importante”.

(in aggiornamento con le dichiarazioni)

Risultati:

[1] N. Djokovic b. T. Fritz 6-3 6-0
[10] D. Medvedev b. [6] S. Tsitsipas 6-2 1-6 6-4

[4] D. Thiem vs D. Lajovic 
[Q] L. Sonego b. C. Norrie 6-2 7-5

P. H. Herbert vs [9] B. Coric 
[13] F. Fognini vs [3] A. Zverev

G. Pella b. [11] M. Cecchinato 6-4 4-6 6-4
G. Dimitrov vs [2] R. Nadal 

Il tabellone completo

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement