Ostapenko è già fuori dal Roland Garros. Male Errani e Schiavone

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Ostapenko è già fuori dal Roland Garros. Male Errani e Schiavone

Fuori al primo turno la campionessa in carica, come Myskina nel 2005. Vince l’ucraina Kozlova. Sara cede al terzo a Cornet, la leonessa ko in due tiebreak. Out anche Venus

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[PODCAST] Alla Conquista della Terra (Ep 15) – La rivincita dei lucky loser

da Parigi, i nostri inviati Antonio Garofalo, Ruggero Canevazzi e Ilvio Vidovich

La prima giornata del Roland Garros 2018 si apre con la clamorosa eliminazione al primo turno della campionessa in carica Jelena Ostapenko per mano di Kozlova. E’ solo la sesta volta nell’era open che una campionessa slam in carica viene sconfitta all’esordio: Graf (1994 Wimbledon), Capriati (2003 AO), Myskina (2005 RG), Kuznetsova (2005 US Open)e  Kerber (2017 US Open) le altre. Fuori subito anche le due azzurre impegnate: Sara Errani si arrende ai problemi fisici ed alla rimonta di Alizè Cornet, mentre Francesca Schiavone cede in due tiebreak alla ventenne slovacca Kuzmova.  Venus Williams sorpresa dalla Wang, soffre un set (sotto 1-5) Elina Svitolina prima di superare la fidanzata di Kyrgios, Ajla Tomljanovic.Stephens lascia solo due game ad Arantxa Rus, mentre la solidità di Putintseva ha la meglio su Johanna Konta.

 

JELENA ABDICA –  La sabbia rossa del Roland Garros può diventare facilmente una palude cara Jelena, ma tu sei giovane e imparerai da questa scoppola. Imparerai anche che il tennis non è una gara a chi tira più forte e che quelle righe bianche e la rete in mezzo hanno uno scopo. Le prime vanno centrate, la seconda va evitata.

Jelena Ostapenko (5 WTA) non fa onore al suo trionfo 2017 ed esce al primo turno meritatamente contro l’ucraina Kateryna Kozlova (66 WTA), un’impresa che non riusciva dal 2005 quando a compierla fu la russa Anastasia Myskina. Kozlova ha sempre battuto in carriera la tennista lettone ed evidentemente sa bene come metterla in difficoltà. Jelena ci mette molto del suo giocando un primo set orripilante fra doppi falli, errori continui e goffe corse in avanti per recuperare i drop shot avversari. Ci arriva sempre ma non fa mai il punto. Lo perde solo 7-5 perché Kozlova alla fine sembra incapace di tenere la battuta decisiva ma quando le occasioni fioccano prima o poi una la prendi. L’ucraina alla pausa si fa medicare una grossa vescica sul tallone sinistro ma neanche questo intervallo di tempo consente a Jelena di riordinare le idee. Forse non trova il tempo sulla palla o è infastidita dal vento che spira sul campo, sta di fatto che non riesce per tutto l’incontro a mettere insieme tre colpi di fila (“Ho giocato una partita orribile. Sono dispiaciuta ma soprattutto tanto, tanto arrabbiata” dirà a fine match). La lettone scatta per prima alla ripresa e sembra guadagnare slancio ma è solo un’illusione perché ben presto ricomincia la serie infinita di errori che consentono all’avversaria di rientrare. Particolarmente drammatico lo score al servizio della detentrice, che ha brekkato Kozlova per quattro volte senza riuscire a vincere neanche un set, annegando in 13 doppi falli (“Stamattina mi ero svegliata con delle brutte sensazioni. Ma avevo cercato di rimanere positiva. E non mi immaginavo potesse succedere questo” ha rivelato in conferenza stampa, sorridendo per cercare di sdrammatizzare un po’). Gran merito invece al tennis di Kateryna, sempre velocissima sul campo e in grado con ottima mano di alternare alte parabole difensive ad affondi immediati. Affronterà al secondo turno la vincente del match fra Azarenka e Siniakova.

ERRANI MALE – Il ritorno sul Philippe Chatrier, che tante soddisfazioni le ha dato in passato, non regala buone notizie a Sara Errani. Al termine di una prestazione sconcertante l’azzurra cede ad Alizé Cornet nella riedizione del match dei “why you say Vamos?” con entrambe le giocatrici reduci da discusse vicende di doping che in qualche modo ne condizionano il rendimento. “Non è facile giocare con la spada di Damocle del ricorso al TAS pendente. Purtroppo non ho notizie sui tempi della decisione ma è un pensiero che non aiuta”. 
Non era partita male la romagnola che, complice una Cornet inguardabile e incapace letteralmente di trovare il campo, portava a casa il primo set agevolmente per 6-2 issandosi anche 2-0 ad inizio del secondo. Lì si spegneva completamente la luce e Sara si inabissava sotto una serie incredibile di errori ed orrori soprattutto al servizio con doppi falli di metri. “Sono calata fisicamente. Purtroppo non sono riuscita a ad allenarmi bene questa settimana, è da Roma che ho il ferro basso e problemi di stomaco ogni qualvolta mangio. Dovrò fare accertamenti”. La partita, in verità inguardabile per larghi tratti, scivolava via con la francese brava ad approfittare con il rovescio lungolinea degli enormi spazi che Sara lasciava sul lato destro del campo. Un terrificante parziale di dieci giochi a uno (da 6-2 2-0 a 2-6 1-4) con lo sparuto pubblico accaldato di questa prima domenica di torneo che entrava in partita – “Il pubblico mi ha trascinata, in un altro torneo probabilmente non ce l’avrei fatta a rimontare” – consentiva alla francese di prendere il largo. Sara provava a rientrare in partita con Cornet che iniziava il suo consueto show lamentando non si capisce quale malessere dopo ogni battuta ma brava a sorpendere l’azzurra con perfette palle corte. Dopo quattro match point gettati al vento,  la contesa era finita, per gli ululati felici del pubblico dello Chatrier.

FRANCESCA, PECCATO – “Francesca facci sognare” c’era scritto sulla maglietta di una piccola tifosa seduta nel suo box. E Francesca Schiavone ci ha provato a regalare l’ennesima soddisfazione ai suoi tifosi qui a Parigi Purtroppo però le sassate da fondo della 20enne slovacca Viktoria Kuzmova non glielo hanno permesso. Anche se in conferenza stampa la tennista milanese confiderà ai cronisti italiani di non essersi mai sentita veramente in partita oggi (“Forse la tensione, forse un po’ di stanchezza dopo le qualificazioni, sta di fatto che non ho giocato bene, non sentivo bene gli appoggi”). Sebbene dopo una partenza devastante della sua avversaria, soprattutto con i colpi di inizio scambio (in particolare il risposta), i suoi colpi di fioretto cominciavano a destabilizzare la n. 87 del mondo, che appena lo scambio si allungava e soprattutto si giocava in larghezza, evidenziava tutti i suoi limiti di mobilità laterale. Francesca riusciva infatti a rimontare da 1-4 nel primo set e a giocarselo al tie break. Qui però era brava Kuzmova, che tornava a sparare vincenti al servizio e alla risposta. 7-2 Slovacchia senza recriminazioni. Che invece c’erano nel secondo set, giocato punto a punto. Soprattutto per quel dodicesimo game dove una demivolèe sul 15-30 e poi una palla corta sul set point a favore della tennista milanese, hanno consentito alla tennista di Kosice di recuperare lo svantaggio e giocarsi di nuovo il parziale al tie break. Che nuovamente la vedeva tornare praticamente infallibile: altro 7-2 (“Niente da dire è stata brava lei. Mi spiace invece un po’ per come ho giocato il game sul 6-5, quello sì“) e passaggio del turno per la giovane slovacca, che poi correva a dare il cinque al suo coach a bordo campo, con il sorriso sollevato di chi era seriamente preoccupato prima di scendere in campo (“Sì, ero preoccupata, sapevo che il suo tennis sulla terra rossa poteva darmi molto fastidio” ci sarà al termine della conferenza stampa). Nel frattempo, Francesca Schiavone usciva dal campo tra gli applausi del pubblico, forse per l’ultima volta qui a Parigi.  Per il momento, non si sa nemmeno se la rivederemo al prossimo Slam (“Con la classifica che ho è difficile entrare nel tabellone di un torneo sull’erba. E prima di Wimbledon bisogna farne almeno uno, non ha senso andare solo a Londra. Sull’erba non è come sulla terra, che ci metto pochi giorni a ritrovare il mio gioco, ci sono schemi precisi e bisogna riprenderli ed allenarli. Adesso vado a casa e ci rifletterò”).

SVITOLINA DIESEL – Dopo a prima mezz’ora dominata da una Tomljanovic davvero esplosiva e autrice di vincenti magnifici, Elina Svitolina prendeva le misure, facendo valere la differenza di classifica (n.4 contro n.68 WTA) nella testa (sempre meglio lei nel punti decisivi) ogni volta che lo scambio si allungava, approdando così al secondo turno (contro la vincente di Schiavone-Kuzmova) al termine di una partita molto bella e combattuta anche nel secondo set. L’australiana nata a Zagabria partiva alla grande, con la mente sgombra e il braccio sciolto, mettendo in campo colpi profondissimi (eccellente il rovescio incrociato) che trovavano impreparata la fresca campionessa di Roma. Elina però non si scomponeva e da 5-1 sotto cominciava la rimonta (Nel primo set, quando Ajla giocava alla grande, ho cercato di tenere la palla alta sopra la rete, migliorando punto dopo punto”, ha dichiarato l’ucraina), sfruttando il tipico braccino che s’impossessa di Tomljanovic, ora dai colpi molto più corti (quando aumentava la potenza, finivano lunghi). Il doppio fallo sul set-point del 5-2 si rivelava la pietra tombale della comprensiva ragazza di Nick Kyrgios, che non poteva opporsi alla risalita della n.4 del mondo, fino al 7-5 finale, accompagnato dalla rottura di racchetta dell’australiana, omaggio comprensibile alla testa calda di Canberra. Nel secondo set ci si aspettava poco più di una passerella per Svitolina, ma la sua avversaria non aveva nessuna intenzione di scansarsi. Nonostante un 2-0 ingeneroso, figlio dei soliti errori di misura – peraltro spesso indotti dal grande lavoro ai fianchi della tds n.4 -, la venticinquenne di Brisbane continuava a martellare dal fondo fendenti bellissimi che lambivano le righe, per la gioia del pubblico (poco presente all’inizio, poi più corposo ma non abbastanza: il gran caldo non può essere una giustificazione se è domenica, il cielo è azzurro quasi come in Provenza e inizia il Roland Garros. Parigini troppo ben abituati?). Sul 2 pari però Elina sentenziava che poteva bastare alzando definitivamente l’asticella e chiudendo 7-5 6-3 dopo un’ora e mezza di ottimo tennis. Se il livello medio del torneo femminile è questo, ci sarà da divertirsi.

ha collaborato Raffaello Esposito

Risultati:

[26] B. Strycova b. K. Nara 1-6 6-3 6-4
[25] A. Kontaveit b. M. Brengle 6-1 4-6 6-2
[4] E. Svitolina b. A. Tomljanovic 7-5 6-3
E. Makarova b. S. Zheng 6-4 6-1
P. Martic b. Y. Wang 6-2 6-3
[32] A. Cornet vs S. Errani 2-6 6-2 6-3
[10] S. Stephens b. [LL] A. Rus 6-2 6-0
J. Brady b. [WC] A. Hesse 6-1 6-1
V. Kuzmova b. [Q] F. Schiavone 7-6(2) 7-6(2)
Y. Putintseva b. [22] J. Konta 6-4 6-3
Q. Wang b. [9] V. Williams 6-4 7-5
Z. Diyas b. M. Linette 6-3 6-1
K. Kozlova b. [5] J. Ostapenko 7-5 6-3
[Q] M. Frech b. E. Alexandrova 6-3 3-6 6-3
[WC] P. Parmentier vs [WC] C. Paquet 3-6 7-6(4) 3-1 rinviata a domani per oscurità
[Q] A. Dulgheru vs C. McHale 5-7 7-6(5) rinviata a domani per oscurità

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Australian Open 2022: Barty strapazza anche Giorgi, fuori l’ultima italiana

Troppo fallosa la N.33 del mondo, che resta per troppo poco tempo in partita. Entrambi i set compromessi dai doppi falli di Camila

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Ashleigh Barty all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

[1] A. Barty b. C. Giorgi 6-2 6-3

Una Ashleigh Barty impeccabile sconfigge nettamente una Camila Giorgi mai in partita, vittima anche di gravi imprecisioni alla battuta. Dal canto suo l’australiana si è fatta bastare le sue doti balistiche ma Camila non l’ha mai impensierita così tanto da metterla nella posizione di dover usare le altre armi del suo fornito arsenale. Barty non ha ancora perso il servizio in questo Australian Open, mentre l’italiana oggi non è mai riuscita a prendere il controllo degli scambi per più di qualche episodio sporadico. Dispiace dirlo ma si chiude con una prestazione anonima l’undicesima partecipazione al terso turno di uno Slam per Giorgi, che se non altro è riuscita a vincere il quasi il doppio dei game che avevano vinto le due tenniste precedentemente battute dalla N.1 del mondo, le qualificate Tsurenko (un game) e Bronzetti (due).

Prosegue pertanto la marcia trionfale di Barty, che ha vinto 49 delle sue 57 partite da quando è cominciata la pandemia, incluso il suo secondo titolo Major l’anno scorso a Wimbledon, e ora per il quarto anno consecutivo raggiunge almeno gli ottavi nello Slam di casa. Lo scorso anno fu quarti di finale, due anni fa semifinale; ovviamente ora l’intenzione è fare ancora meglio – al prossimo turno c’è Amanda Anisimova battuta in tre set nell’unico precedente al Roland Garros 2019.

 

IL MATCH – Giorgi un po’ troppo scoordinata commette due doppi falli consecutivi che le costano il turno di battuta iniziale nel secondo game; una partenza peggiore era difficile immaginarsela. Prende troppi rischi anche per prevenire gli imminenti colpi d’attacco dell’australiana. Forse l’impatto con la Rod Laver Arena può aver influito sull’inizio un po’ troppo falloso dell’italiana. Col passare dei game infatti Giorgi aumenta l’intensità dei colpi, a partire dalla risposta profonda e centrale, e la disinvoltura con la quale riesce ad attaccare mette in difficoltà la N.1 del mondo. Le palle del contro-break (tre consecutive) arrivano sul 4-2, ma Barty, che col tempo ha migliorato sempre di più questo colpo, si è salvata con tre prime di servizio vincenti per poi chiudere il game con l’ace e salire 5-2. Una numero 1 del mondo non potrebbe comportarsi meglio.

Dopo il cambio palle Giorgi va al servizio ma i colpi da fondo tornano a scapparle lunghi, e arriva il primo set point. La sua aggressività ovviamente non cala neanche in questi momenti, e la minaccia viene solamente posticipata di qualche punto. Sul 40-40 un altro doppio fallo (lancio di palla calibrato davvero male sulla seconda) le costano un’altra palla break che vale anche il set. Barty invita a rete l’italiana e il rovescio in back in avanzamento finisce di poco largo: in 33 minuti la padrona di casa chiude 6-2.

La maledizione doppio fallo non viene sfatata neanche nel secondo set e con un altro errore alla battuta della N.33 del mondo arrivano altre palla break per Barty; quest’ultima passa quindi in vantaggio nel sesto game, salendo di nuovo 4-2. Nella maniera più efficace possibile, l’australiana si focalizza principalmente sui suoi turni di battuta che mantiene senza perdere un ’15’, e chiude senza affanni dopo 63 minuti per 6-2 6-3. Abbastanza impressionante la percentuale di punti vinti con la prima: 93%, cioè 25 su 27.


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Australian Open, Lorenzo Sonego battuto in quattro set da Miomir Kecmanovic [VIDEO]

Il N.3 d’Italia gioca una partita altalenante e si spegne quando il quinto set sembrava possibile. Il serbo agli ottavi di un Major per la prima volta: affronterà Gael Monfils

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Miomir Kecmanovic all'Australian Open 2022 (Credit: @atptour on Twitter)

M. Kecmanovic b. [25] L. Sonego 6-4 6-7(8) 6-2 7-5

La volée di rovescio a campo aperto affossata in rete sul match point assurge ad amaro simbolo della partita di Lorenzo Sonego, sconfitto in quattro set da Miomir Kecmanovic al terzo round dell’Australian Open. Mai il giocatore torinese si era spinto così avanti a Melbourne, e l’approdo alla seconda settimana in un Major per la terza volta in carriera non sembrava ipotesi così peregrina. Il tabellone, sconvolto dall’affaire Djokovic, si era messo benino dalle sue parti, e l’avversario, quel Kecmanovic dispensato dal derby fratricida con il concittadino fenomeno al primo turno, evocava lieti ricordi. Nei due precedenti l’aveva sempre spuntata Lorenzo, e nel secondo di questi, finale di Antalya 2019, aveva persino sollevato il primo trofeo in vita sua nel Tour maggiore.

Ma i corsi storici, ci perdonerà Giambattista Vico, non sempre ricorrono: favorito dal pronostico e opposto ad un rivale che non vinceva due partite di fila in un tabellone principale da aprile, Sonego ha giocato una partita molto altalenante, ci perdonerete l’eufemismo temerario, e colma di brutti errori: la proverbiale grinta non è stata – e non poteva essere – sufficiente a emendarli. Il numero tre italiano è partito contrattissimo, persuaso a prendere decisioni sbagliate da una fretta inspiegabile e incline a giocare male i punti importanti. Subìto il break, poi rivelatosi decisivo per le sorti del primo set, nel terzo gioco dell’incontro a causa di tre imprecisioni evitabili, Sonego ha fallito le prime quattro chance di togliere il servizio all’avversario nel quinto, inaugurando un copione che si sarebbe riprodotto per l’intera durata della contesa (alla fine due su tredici sulle palle break).

 

Lorenzo non è riuscito a cambiare marcia nemmeno in avvio di seconda frazione, iniziata perdendo il servizio nel primo gioco vittima della fretta e di un lato sinistro ballerino, e ha proseguito lo scialacquio di occasioni in risposta con altre due palle break gettate al vento nel quarto game, pure procurate da una favolosa combinazione dritto in corsa-demi volée. Dopo una nuova chance non sfruttata su servizio Kecmanovic nell’ottavo gioco, Sonego si è imposto una scossa, esibendosi in un significativo soliloquio volto a mettere in palese e cruenta discussione la qualità delle proprie scelte. I frutti si sono visti di lì a poco: al termine di uno scambio da venti colpi l’allievo di Gipo Arbino si è procurato l’ottava palla break dell’incontro, centrando finalmente l’obiettivo grazie a una bella difesa coronata da un vincente di dritto.

Nessuno scossone si è palesato prima del tie-break e tie-break discretamente cinematico è in effetti stato. Per massima colpa di erroracci con il dritto, Sonego si è trovato a dover fronteggiare tre set point, ma qui è riemersa l’immagine del guerriero che molti, non a torto, gli disegnano addosso. Il primo l’ha annullato resistendo a uno scambio da colpi trentadue; sul secondo ha approfittato di un clamoroso errore di Kecmanovic, sciagurato nello sbagliare un elementare rovescio a campo spalancato in uscita dal servizio. Poi ha tenuto i suoi due turni in battuta procurandosi un primo set point, peraltro ben cancellato dal serbo. Sul 7-7 un fortunato nastro torinese ha servito a Lorenzo un nuovo set point, ma Lorenzo ha servito un doppio fallo. Alla terza occasione di pareggiare i conti, dopo una buona battuta, Sonego ha raccolto il secondo set insieme a un errore di dritto di Kecmanovic: considerata l’evoluzione della faccenda, ci sarebbero stati gli estremi per ipotizzare l’inversione di tendenza del match, ma le ipotesi mal si conciliano con lo sport della racchetta, soprattutto negli Slam.

Il terzo set è stato un pianto, dopo un avvio invero equilibrato. Ripiombato nel sinistro vortice odierno fatto di errori e scelte avventate, Sonego ha perso il servizio nel sesto gioco avendo concesso tre palle break consecutive, e dopo aver annullato le prime due ha offerto il fianco con un esiziale doppio fallo, prodromo a un parziale di otto punti a zero in favore di Kecmanovic che poco dopo ha chiuso con agio la terza frazione (tredici punti a tre negli ultimi tre giochi). Lorenzo è comunque ripartito molto determinato nel quarto, e dopo aver immancabilmente fallito altre tre palle break ha strappato il servizio al serbo nel gioco inaugurale, veleggiando poi abbastanza tranquillo fino al quattro a due. Ma quando il quinto set sembrava più di un’opzione il Nostro si è nuovamente disunito, ha sbagliato tutto quello che non si può sbagliare ed è finito sotto prima 5-4, poi 6-5. Al momento di servire per riparare al tie break Sonego ha concesso tre consecutivi match point, cancellato con grande coraggio i primi due ma è crollato al momento di annullare l’ultimo, quando la palla alta sul rovescio a campo spalancato era solo da spingere di là, eppure è finita in mezzo alla rete.

Queste partite mi insegnano sempre qualcosa“, ha dichiarato Lorenzo in conferenza stampa. “I giocatori che tirano così forte usano molto bene le gambe, hanno una grandissima stabilità, devo migliorare questi aspetti in futuro. Il rammarico per non aver approfittato del buco in tabellone c’è, sicuramente è meglio trovare Kecmanovic che Djokovic al terzo turno, ma oggi lui ha giocato bene, io non abbastanza. Ho commesso troppi errori e non ho sfruttato il momento all’inizio del terzo set, quando lui ha accusato il colpo dopo aver perso il secondo in quel modo. Adesso andrò in Sudamerica, non so ancora se direttamente a Buenos Aires o già per il torneo prima [Cordoba, ndr]”.

Un gran peccato per Lorenzo, l’occasione per fare tanta strada c’era davvero, anche se Gael Monfils, il prossimo avversario di Kecmanovic in ottavi (il francese ha battuto Garin in tre set), non avrebbe mancato di offrire i consueti rompicapi.


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Australian Open, Sinner: “Non sottovaluterò Daniel. Se ha battuto Murray vuol dire che sta giocando bene!” [VIDEO]

Commenti sul prossimo rivale: “Io contro Andy ho perso, e vincere qui dipende da tanti fattori”. Daniel ha già battuto quattro italiani nel 2022, ma Jannik non ha ancora perso un set in cinque partite

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Jannik Sinner - Sydney 2021 (foto via ATP Tour)

Difficile capire se sia stata più rapida la vittoria di Jannik Sinner ai danni di Steve Johnson o la conferenza stampa che ne è seguita: le sole domande per Jannik sono arrivate dal direttore di Ubitennis Ubaldo Scanagatta. L’unico commento dell’altoatesino sul match odierno è quindi arrivato su invito del moderatore del Q&A: “Ovviamente non è facile giocare contro [Johnson], l’avevo già affrontato due volte. Ho provato a ribattere i suoi servizi in qualche modo, soprattutto le sue prime che sono precise e difficili da leggere. Quello era il mio primo obiettivo, poi ho cercato di variare un po’ il mio gioco per muoverlo il più possibile. Penso di essere stato solido; sono contento perché ho sfruttato bene le chance che ho avuto per breakkare“.

Il direttore si è invece concentrato sul prossimo avversario del numero due italiano, vale a dire il qualificato giapponese Taro Daniel (giustiziere di Sir Andy Murray e vincitore di 8 partite su 9 giocate in stagione) e più in generale su un tabellone che rispetto al passato sembra aprire prospettive decisamente ambiziose. Di seguito le sue domande.

Ubaldo Scanagatta, Ubitennis: Meglio di così forse non potevi fare, grande solidità e una sola palla break concessa, complimenti! Forse sarai contento di affrontare Taro Daniel, anche se ha battuto tre italiani nelle qualificazioni [Arnaboldi, Moroni e Caruso, più Musetti all’Adelaide International 1 nella prima settimana dell’anno, ndr]. Cosa sai di lui e cosa pensi del prossimo match?

 

Sinner: “Se è al terzo turno è perché sta giocando bene. Non sapevo che avesse battuto tre italiani, dovrò stare attento perché i nostri giocatori sono tutti incredibili, quindi non è semplice batterli. Le partite sono sempre difficili, ad ogni livello; io sono favorito sulla carta ma vincere qui è sempre tosto, dipende tanto dalle condizioni e dal vento. Murray lo devi battere, io per esempio ci ho perso! Domani ho una giornata libera e cercherò di migliorare il mio gioco, poi mercoledì mi adatterò alle condizioni“.

Ubaldo Scanagatta, Ubitennis: Terzo turno con Daniel e potenziale ottavo con il vincente di De Minaur-Andujar. Direi che dopo tanta sfortuna nei sorteggi potrai finalmente sorridere scorrendo il tuo tabellone – che ne dici?

Sinner: “Vediamo come va”.

Laconico anziché no il classe 2001, più focalizzato che mai sul primo Slam della stagione: nel 2022 non ha infatti ancora perso un set in cinque incontri disputati, un 12 su 12 che, al netto di avversari ancora non di primissima fascia, racconta bene la forma di Sinner.


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