Roger Federer segna 37 ma la febbre non vuole scendere

Roger Federer compie 37 anni. Campione oltre il tempo, lo svizzero continua ad accumulare record. E non intende fermarsi. Ma cosa ci piace esattamente di lui?

Roger Federer segna 37 ma la febbre non vuole scendere

Un anno in più per Roger Federer. Oggi compie 37 anni (con 20 anni di carriera). Quanto durerà ancora nel circuito? Tutti sperano il più a lungo possibile ma il tempo, inesorabile, passa anche per lui. Lui che, di miracoli contro Chronos ne sta compiendo a iosa, stupendo tutti e mandando in brodo di giuggiole i milioni di fans ed estimatori in tutto il mondo. Federer è amato, adorato, idolatrato e va bene. Poi, oggi, a 37 anni, con tutti i suoi nuovi record è sempre più il Dio dell’Olimpo del tennis, attorno a cui siedono le altre “semidivinità”, sempre pronte ad attingere dalla sua forza e dal suo esempio (vedi Nadal, Djokovic, Murray, Wawrinka). Attenzione però a Nadal. Il “Toro” di Manacor è colui che più di tutti, per ora, ha i superpoteri per raggiungerlo e, perché no, superarlo nei record, strappandogli forse un giorno lo scettro quando lo svizzero non ce la farà più a sostenere i ritmi del tennis dell’era 2000 e ad accumulare sigilli slam. In fondo, da 17 a 20, il passo è breve e non è poi una “mission impossible”.

Comunque, torniamo a Roger. Se dovessimo fare un paragone con la letteratura, diremmo che è l’Omero, il Dante e lo Shakespeare del tennis rispetto agli altri “poeti” della racchetta. Inimitabile, certo. Se i suoi numeri potranno forse un giorno essere superati o quantomeno eguagliati, il suo “essere” Roger Federer sarà unico nella storia. Tuttavia, siamo sicuri che del Federer di 37 anni ci convinca proprio tutto tutto? Eh sì perché forse, di questo 37enne dei miracoli, c’è anche qualcosa che ci lascia un po’ perplessi. Ma andiamo per ordine. Innazitutto, cosa ci piace così tanto e, in particolare, di Roger Federer?

 

MAGIE DI UN TENNIS DANZANTE – Inimitabile, davvero. In tutti i sensi e a 360 gradi. Leggiadro come una libellula, lo svizzero sembra che giochi a tennis a passi di danza. La sua grazia ricorda quella del celebre Fred Astaire oppure l’eterea geometria delle campionesse del nuoto sincronizzato. Dal servizio (imitato spudoratamente da Grigor Dimitrov), al dritto – accelerato, in controbalzo, incrociato – Roger si esibisce in esecuzioni perfette. Smorzate, soluzioni di polso, stop volley, tweener, smash e la recente SABR (sneak attack by Roger), nella maggior parte dei casi fanno scintille lasciando  gli avversari del tutto annichiliti. Ciò accade spessissimo anche in caso di sconfitta da parte del tennista di Basilea. Roger infatti è uno dei rari tennisti a divertire sempre e comunque il pubblico, riuscendo a mettere in campo tante delle sue ormai celebri “magie”, indipendentemente dal punteggio. Per non parlare del suo rovescio a una mano, una perfezione assoluta. In accelerazione, lungolinea, smorzato, incrociato, stretto e chi più ne ha più ne metta.

 

 

EDUCAZIONE  CRISTALLINA E CAMPIONE DI GENEROSITÀSempre impeccabile in campo, con gli avversari, con i fans e con la stampa. Finiti i tempi in cui il 18enne di Basilea dava in escandescenze e lanciava racchette. A partire dai 20 anni Roger Federer mette finalmente la testa a posto e attua una metamorfosi preziosa, diventando così un campionissimo di sportività e fair play. Per citare solo uno dei tanti premi a lui attribuiti, Federer ha vinto ben 17 volte lo Stefan Edberg Sportsmanship Award. Non solo. Grazie alla sua “Roger Federer Foundation” il campione elvetico da anni dà prova di grande generosità venendo in aiuto ai bambini dell’Africa, con l’obiettivo di assicurare loro un’istruzione scolastica e la pratica di attività sportive. In particolare, alcuni anni fa ha fatto costruire ben 81 scuole materne in Malawi, per un costo di 12 milioni di euro.

NUMERI DA CAPOGIRO – Ecco alcuni dei numeri più significativi che segnano la carriera dello svizzero:

N. 1 del mondo per 310 settimane (record). Record di 237 di fila al primo posto in classifica, dal 1° febbraio 2004 al 17 agosto 2008. Il 19 febbraio 2018, a 36 anni, 6 mesi e 11 giorni, ritorna n. 1 ATP diventando il più anziano n. 1 della storia.

1 Coppa Davis (2014, contro la Francia)

1 medaglia d’oro in doppio (insieme a Stan Wawrinka, Olimpiadi di Pechino 2008)

1 medaglia d’argento in singolare (Olimpiadi di Londra 2012)

1 Roland Garros

Record 20 titoli Slam (e altre 10 finali)

98 titoli vinti finora (secondo a Jimmy Connors con 109 trofei) e altre 51 finali disputate

Record di 8 Wimbledon (11 finali in tutto all’All England Club)

6 Australian Open

6 titoli alle ATP Finals (e altre 4 finali)

5 US Open

27 Masters 1000 (e altre 20 finali)

7 titoli a Cincinnati

9 sigilli ad Halle

23 semifinali consecutive negli Slam

43 semifinali nei tornei dello Slam

36 quarti consecutivi Slam

53 quarti Slam

Record di 67 tornei vinti sul duro

Record di 18 tornei vinti sull’erba

10.596 ace messi a segno finora da Federer

Insieme a Borg e Nadal, è l’unico tennista dell’Era Open a vincere un Major senza aver perso neanche un set (Australian Open 2007, Wimbledon 2017).

Insieme ad Agassi e a Djokovic, è l’unico tennista a vincere tutti gli Slam e il Masters di fine anno.

Federer ha conquistato finora quasi 117 milioni di dollari di prize money

ICONA DI STILE ED ELEGANZA – Dotato di un incedere elegante e raffinato, Roger Federer indossa perfettamente qualsiasi cosa, grazie soprattutto ad un fisico proporzionatissimo e affusolato. Con il passare degli anni – e certamente anche grazie ai consigli della moglie Mirka – lo svizzero indossa outfit sempre più ricercati e attenti al dettaglio, tant’è che la Nike, come per le altre grandi icone del tennis Nadal, Serena e Sharapova, gli crea una linea personalizzata contrassegnata dall’immancabile logo “RF”. Indimenticabili i completi vintage all white, con giacca bianca, o cardigan e pantaloni lunghi sfoggiati a Wimbledon in alcune stagioni. Ma, a tal proposito, c’è qualcosa che ci lascia un po’ così… Dopo vent’anni, si chiude un ciclo. Quest’anno, nel mese di giugno, avviene la separazione da Nike per un nuovo contratto plurimilionario con il brand giapponese Uniqlo. Per ora senza logo “RF” (anche se quasi certamente verrà recuperato). Piacciono i nuovi outfit? Forse sì, forse ni. Le gesta di Roger sono state “avvolte” dal “baffo” americano per 20 anni e gli spettatori del tennis oramai ci erano abituati. E ora sperano di poter associare nuovi exploit a quel quadratino rosso.

Federer e Nadal – Wimbledon 2008

Ma c’è qualcosa in Roger Federer che ci lascia perplessi?

AHI, QUELLE MALEDETTE PALLE BREAK! – In vent’anni di carriera, Roger Federer non ha certo un bilancio soddisfacente con la conversione delle palle break a suo favore. Solo il 41% di breakpoint trasformati sugli 11.096 avuti a disposizione: per un tennista del calibro di Roger è un po’ pochino.

ADESSO TORNEI COL CONTAGOCCE – Il tempo che passa impone una gestione diversa del calendario, indispensabile per la sua longevità agonistica. Da tre anni, infatti, Federer salta il Roland Garros e a Porte d’Auteuil dobbiamo cercarlo tra i manifesti che ritraggono i campioni del passato. Da due anni, inoltre, dopo l’infortunio al ginocchio, salta in blocco la stagione sulla terra. Scelta azzeccata? In fondo probabilmente sì; per il noto dispendio di energie e gli scambi prolungati che il rosso comportano, è comprensibile  che lo svizzero voglia preservare fisico ed energie per gli appuntamenti in cui è ancora lui l’uomo da battere (vedi Wimbledon) anche se, quest’anno, a Church Road, lo smalto nei quarti di finale ha lasciato un po’ a desiderare alla distanza contro Anderson. Da tre anni non partecipa al torneo di Cincinnati (vinto ben 7 volte) dove invece ci sarà la prossima settimana, avendo rinunciato al torneo di Toronto.

QUEL ROVESCIO IN BACK  UN PO’ COSÌ CONTRO NADAL – Come la mettiamo con le uncinate di dritto di Nadal sulla terra? – In fondo, nonostante la sua tencnica e il tennis da manuale, Roger non è mai riuscito, sulla terra benintesi, a fare quello che ha imparato alla perfezione Novak Djokovic, e cioè con il rovescio, ad arginare, controllare e respingere con forza i topponi profondi e vorticosi di dritto di Rafa Nadal. Troppe volte lo svizzero ha tentato di respingere le uncinate travolgenti del maiorchino, alte sul suo rovescio, con una soluzione in back di rovescio troppo timida e non sufficientemente efficace contro un Nadal che, sulla terra in particolare, diventa pressoché ingiocabile se gli si lascia ossigeno. La definitiva soluzione vincente di rovescio contro Rafa, Roger l’ha trovata invece a partire dalla finale dell’Australian Open 2017, il giorno della svolta nella sua seconda giovinezza tennistica. E questo sicuramente anche grazie ad Ivan Ljubicic. Djokovic, al contrario, nelle annate che lo hanno visto quasi imbattibile (2011-2015 e parte del 2016), ha trovato nel rovescio anticipato coperto e in spinta, la soluzione per rimandare indietro gli attacchi da fondo dello spagnolo, riuscendo a sovrastarlo nettamente anche sul mattone tritato.

E IN FUTURO? CI SARÀ IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE?

LO SPLENDIDO RAPPORTO CON RAFA NADAL –  Roger Federer e Rafael Nadal, rivali storici e protagonisti di sfide a volte estenuanti , hanno l’uno per l’altro un’ammirazione e un rispetto incondizionati. L’uno è il punto di riferimento dell’altro per continuare a migliorare e a vincere. Non a caso, Nadal ha voluto proprio Federer al suo fianco per presentare, nel giorno dell’inaugurazione, la Rafa Nadal Academy. Così come lo svizzero ci ha tenuto ad essere spalleggiato da Rafa nella prima edizione della Laver Cup a Praga. Storica la loro partnership in doppio e l’abbraccio finale dei due dopo la vittoria di Roger nel singolare decisivo che ha regalato la vittoria al Team Europe. E, proprio per questo, Roger Federer, con il suo esempio, continua ad essere uno stimolo per Nadal.  Lo spagnolo, se riuscirà ad evitare gli infortuni, avrà le armi per raggiungere i record di Roger, soprattutto perché ci sono cinque anni di differenza tra i due. Ricordiamo che il maiorchino è in vantaggio 23 a 15 nei loro 38 precedenti.

Il rispetto, dicevamo. Elemento fondamentale che caratterizza entrambi e che ne ha reso la personalità e la carriera ancora più luminose. Rafa, infatti, ammira troppo l’amico per non tentare di fare meglio di lui. Lo stesso Roger ha visto nella forza di Nadal (ma anche in quella di Djokovic) quel pungolo per alzare ulteriormente l’asticella, per ritrovarsi e ricrearsi ancora e ancora, oltre il tempo. Questo caratterizza i grandi tra i grandi. L’importante non è battere qualcuno ma, in nome della passione dello sport, migliorarsi sempre per andare a prendersi vittorie sempre più irraggiungibili.

Buon compleanno Roger!

 

 

CATEGORIE
TAG
Condividi