A Bogotà Errani perde la sfida contro Paolini… e il servizio

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A Bogotà Errani perde la sfida contro Paolini… e il servizio

Risultato a sorpresa nel derby azzurro che valeva il main draw del torneo colombiano. Prende una piega sempre più disastrosa l’inizio di stagione della ex n.5 al mondo che continua a commettere una quantità spropositata di doppi falli

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Il torneo di Bogotà poteva rappresentare l’occasione giusta per Sara Errani di dare finalmente una svolta positiva a questo 2019, nel quale è chiamata a riguadagnare una buona posizione in classifica dopo la squalifica per doping. Partendo dalle qualificazioni, Sarita avrebbe potuto far valere la sua esperienza sulla terra battuta – superficie che le ha pur sempre regalato una finale Slam – contro avversarie ben meno quotate di lei. E invece, dopo una sofferta vittoria contro la statunitense Danielle Lao, la 31enne romagnola si è fermata al secondo turno.

L’unica consolazione è che a batterla è stata un’altra azzurra, ovvero Jasmine Paolini, n.181 del ranking WTA, con il punteggio di 6-2 3-6 6-3. Grazie a questo risultato, la 22enne toscana, che vanta un best ranking di n.130, ha conquistato la sua undicesima partecipazione in un torneo del circuito maggiore WTA, includendo gli Slam, la seconda consecutiva a Bogotà, dove l’anno scorso superò anche il primo turno. Potrebbe ripetere l’impresa anche in questa edizione dato che il sorteggio le ha sorriso, mettendole di fronte la lucky loser americana Francesca Di Lorenzo. 

Senza voler nulla togliere al successo di Paolini, è doveroso fare una piccola digressione sul disastroso inizio di stagione di Errani: solo tre vittorie su dieci incontri, con cinque delle sette sconfitte arrivate contro tenniste fuori dalla Top 100. Tra i fattori determinanti in questa serie negativa di risultati c’è sicuramente il disastroso rendimento al servizio. Il colpo storicamente più debole nel suo gioco si sta trasformando in una tremenda spada di Damocle. Nel derby azzurro, Sarita ha commesso ben 18 doppi falli. Senza considerare il match di Fed Cup perso nettamente contro Belinda Bencic, fanno 119 nel 2019, con una media di oltre 13 a partita. Tanto per dare un’idea di quanta fatica stia facendo con questo colpo, in una intera stagione al massimo aveva commesso 109 doppi falli in 72 partite. Per tornare al successo e scalare la classifica mondiale, Errani dovrà assolutamente porre rimedio a questo problema. 

 

Il tabellone completo di Bogotà

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Simone Bolelli raggiunge Fognini al Park Tennis Genova

Simone giocherà il campionato di Serie A con il club genovese, insieme a Fabio e Lorenzo Musetti

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Simone Bolelli - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Simone Bolelli si lega al Park Tennis Club di Genova per il prossimo campionato di Serie A. Il tennista bolognese raggiunge dunque Fabio Fognini, fresco di ingresso in top 10, e – fra gli altri, tra cui Mager, Giannessi, Arnaboldi – Lorenzo Musetti, vincitore dell’Australian Open junior 2019, nonchè finalista all’US Open junior del 2018. Sebbene incerto sul suo futuro da singolarista a livello ATP, Simone non ha voluto tirarsi indietro e difenderà i colori del club genovese.

Un acquisto di grande livello dunque per il Park Tennis che si assicura le prestazioni dell’ex numero 36 del mondo e vincitore dell’Australian Open di doppio (nel 2015, in coppia con Fognini). L’obiettivo è quello di riscattare la sconfitta in semifinale consumatasi solo per 12-10 nel doppio decisivo contro il Circolo Canottieri Aniene, poi laureatosi campione.

Bolelli si inserirà dunque nella storia di uno dei circoli più prestigiosi d’Italia. Fondato nel 1929 col nome di “Tennis Club Albaro”, il sito del circolo viene devastato da un bombardamento durante la Seconda Guerra Mondiale e, alla fine del conflitto, viene ricostruito con l’attuale nome di Park Tennis Genova. Nel corso degli anni, il circolo si è ampliato fino a raggiungere un’estensione di 14,000 mq e conta attualmente 8 campi da tennis, un campo da calcetto, una palestra attrezzata, una piscina, una sala conferenze oltre ad una club house all’interno della quale si trovano spazi riservati al servizio di bar ristorante, alla lettura, al gioco delle carte, al gioco del biliardo e alla visione della TV.

Ma il vero punto di forza, oltre all’altissimo livello del settore agonistico, è l’attenzione riservata alla scuola tennis, gestita da maestri altamente qualificati. La scuola appartiene alla categoria “TOP SCHOOL”, secondo la Federazione Italiana Tennis. Il presidente è Paolo Givri, notaio appassionatissimo e… attentissimo. Bastava che Ubitennis dimenticasse di citare che il tal giocatore, si chiamasse Lorenzo Musetti, piuttosto che Alessandro Giannessi o Gianluca Mager, ed ecco che il presidente ci cercava e sottolineava: “Guardate che lui è tesserato per il Park Genova!”. Davvero degno erede del suo predecessore, Filippo Ceppellini, presidente per più mandati e non meno appassionato di Paolo Givri.

Hanno difeso i colori del Park Genova:

 

Bitti BERGAMO – n° 4 in Italia
Mario CAIMO – n° 8 in Italia
Cathy CAVERSAZIO – n° 33 Classifica Mondiale
Linda FERRANDO – n° 35 Classifica Mondiale
Carla MEL – n° 7 in Italia
Fabio MOSCINO – n° 8 in Italia
Diego NARGISO – n° 2 in Italia
Daniela PORZIO – n° 1 in Italia
Antonella ROSA – n° 4 in Italia
Enzo VATTUONE – n° 8 in Italia
Fabio FOGNINI – n° 1 in Italia e 10 nella classifica Mondiale
Frederik NIELSEN  – Vincitore di Wimbledon in doppio 2012
Jean Julien ROJER – n° 6 Classifica Mondiale doppio

Sono stati nel dopoguerra presidenti del Park Genova:

  • 2018  GIVRI Paolo
  • 2015 – 2018  CEPPELLINI Filippo
  • 2015 – 2015  MALACALZA Vittorio
  • 2009 – 2015  IGUERA Mauro
  • 2003 – 2009  CEPPELLINI Filippo
  • 2000 – 2003  BRANDI Carlo Massimo
  • 1992 – 2000  LOEWY Edgardo
  • 1989 – 1992  TISCORNIA Enrico
  • 1983 – 1989  CAVALLO Alberto
  • 1980 – 1983  LOEWY Alessandro
  • 1976 – 1980  CAVALLO Alberto
  • 1962 – 1976  BLONDET Cesare
  • 1952 – 1962  DE FERRARI Giulio
  • 1949 – 1952  DE CAVI Giannetto
  • 1948 – 1949  MANGERUVA Antonio
  • 1946 – 1948  CANEPA Vincenzo

I membri dell’attuale consiglio sono:

Presidente – Paolo GIVRI
Vice Presidente – Ariel DELLO STROLOGO
Vice Presidente – Gian Luigi RAVERA
Tesoriere – Alessandro GUIDUCCI
Segretario – Maura CAMPANELLA
Consigliere – Fulvia ANTIGNANO
Consigliere – Silvano CEVASCO
Consigliere – Vittorio CUNEO
Consigliere – Roberto LIPPOLIS
Consigliere – Andrea PANIZZI
Consigliere – Sergio PICCHIO
Consigliere – Filippo SPINA

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Berrettini: “Top ten e semi Slam miei obiettivi? Se negassi sarei un bugiardo”

HALLE – I due azzurri in esclusiva. Seppi: “Voglio vincere molto fino a Wimbledon, dopo mi fermo per l’anca”. Berrettini: “Tribune deserte? Federer è il tennis”

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Matteo Berrettini

dal nostro inviato ad Halle

C’è ancora molta luce ad Halle. Nella Renania settentrionale a giugno il sole tramonta tardissimo e il cielo azzurro chiaro sopra il Gerry Weber Sport Park sembra sapere che tra due giorni l’Italia, un tempo estranea al tennis su erba, ora piazzerà ai quarti del 500 tedesco un suo giocatore. Prepariamoci al derby Seppi-Berrettini, di fatto la rivincita dello scorso anno, quando qui al primo turno l’esperto Andreas vinse nettamente (6-3 7-5) contro un acerbo – almeno per l’erba – Matteo.

Raggiungiamo il trentacinquenne di Caldaro al termine del match di Berrettini, davanti al vialetto che porta allo Sport Park Hotel, l’albergo dei giocatori inaccessibile per i giornalisti. Il diligente Seppi, infatti, ci aveva fatto attendere un buon quarto d’ora nella mixed zone assieme a Fabienne Benoit, la responsabile ATP per le interviste su richiesta. Le avevamo chiesto in mattinata di parlare con entrambi gli azzurri, ottenendo un pronto ok. Ora però aspettare Andreas significava perdersi l’esordio di Berrettini, così accorriamo sul quasi deserto Campo 1 (a fianco giocava Federer…) prima di essere riconvocati via mail davanti al Players Hotel (permetteteci il neologismo) per intervistare prima un azzurro e poi, a ruota, l’altro.

 

Subito per Seppi un commento sul clima torrido del suo match: “Credo che il gran caldo, del tutto insolito qui, in qualche modo mi ha dato una mano, perché Moraing serviva molto bene e la terra calda ha rallentato le sue battute”. Gli domandiamo quali obiettivi si pone da qui ai Championships: “M’interessa vincere più match possibili sull’erba, anche perché dopo Wimbledon mi fermo per 6-7 settimane per un’infiltrazione all’anca. Ritornerò sul cemento ma farò solo Winstom Salem prima degli US Open. Sul finire della stagione non ho molti punti da difendere, dunque metterne insieme un po’ mi darebbe del margine in vista dell’inizio della prossima stagione, dove invece quest’anno ho fatto molto bene”.

Il suo prossimo avversario è dunque Berrettini, nella rivincita del derby l’anno scorso a senso unico per Seppi: “Allora Matteo ancora faticava, era al debutto sull’erba. Ora con la vittoria a Stoccarda non subisce un break da sei partite e sarebbe anche ora di togliergli il servizio… Adesso sta maturando su tutte le superfici, ha potenzialità e un tennis moderno, in regola sia per entrare nei primi 10 sia per una semifinale Slam, anche se per risultati così bisogna mettere insieme diversi fattori”.  

Ringraziamo Seppi e intanto Berrettini si è liberato delle TV e ci viene incontro. Per caricare il derby azzurro in terra teutonica non esitiamo a spifferargli quanto appena sentito: “Andreas ci ha detto che hai tutto per arrivare un giorno in top ten o a una semifinale Slam, ma poi ha aggiunto: ‘La striscia senza break subiti di Matteo continua, è ora che qualcuno la arresti!’. Che gli rispondi?”. Da consumato attore di Cinecittà, il romano non tradisce nemmeno con gli occhi alcun sorriso e ribatte: “Sai, certe frasi non le posso dire davanti a un microfono… Scherzi a parte, sono davvero felice e lusingato dei complimenti di un giocatore come Andreas, sul circuito da una vita. Con lui poi siamo molto amici, prima gli ho detto ‘l’anno scorso mi hai preso a pallate, ora c’è la rivincita’. Quanto a me, cerco di pensare partita per partita, mi fa strano essere n.22 del mondo, ma se ti dicessi che la top ten e una semifinale di un Major non sono tra i miei obiettivi sarei un gran bugiardo“. Niente male.

Del resto né la vittoria di domenica a Stoccarda né il campo 1 con neanche 150 spettatori l’hanno scalfito: “Altro che 150, erano molti meno! Del resto Federer è il tennis e al tennis sono abituato. Se c’è più gente ti diverti di più ma se fossimo stati solo io e il mio allenatore sarebbe stato uguale. A Stoccarda la palla mi sembrava viaggiasse di più, qui l’erba è diversa e dopo il rimbalzo la palla si alza di più. È sempre dura venire da un torneo vinto, con diverse condizioni, ma dico la verità, non mi aspettavo di trovarmi da subito così bene qui, sono sorpreso di come mi sono adattato. Bene così”. Bene così davvero, Matteo, in bocca al lupo per tutto, ragazzo, ma occhio ai vecchietti attorno a Bolzano…  

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Berrettini non si ferma: sarà derby contro Seppi ad Halle

HALLE – Il campione di Stoccarda, ancora intoccabile al servizio, doma un ostico Basilashvili. Andreas è più solido del tedesco Moraing, ottimo solo alla battuta

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Matteo Berrettini - Stoccarda 2019 (foto via Twitter, @MercedesCup)

da Halle, il nostro inviato

Matteo Berrettini conquista il secondo turno di Halle (sarà derby azzurro con Seppi) battendo in due set tirati, sempre sul filo dell’equilibrio, la tds n.6 Nikoloz Basilashvili. Il georgiano, n.17 del mondo, ha offerto una resistenza ferrea, con un servizio efficace e un dritto molto esplosivo. Matteo, n. 22 da ieri, ha risposto con fondamentali superiori e maggiore solidità, mostrando inoltre recuperi in allungo davvero efficaci e spettacolari.

Quando il neocampione di Stoccarda e il vincitore di Pechino e Amburgo 2018 cominciano il match, il colpo d’occhio di pubblico è molto deludente, nonostante sia ampiamente terminato l’orario lavorativo e nel piccolo paese della Vestfalia il caldo torrido del match tra Seppi e Moraing ha fortunatamente lasciato il passo a un venticello frizzante e un clima molto gradevole. Nessuna sorpresa, perché fra pochi minuti, nel ben più imponente Centrale, sta per esordire Sua Maestà Roger Federer. Quando il Re dei Re, come lo chiamava Filo Volandri dopo l’exploit della carriera (la sua vittoria contro Roger a Roma 2007) e John Millman cominciano la loro partita, i fedelissimi di Berrettini e Basilashvili diventano ancora meno e faticano a superare il centinaio. All’angolo del ventitreenne romano c’è solo il tecnico FIT e coach Umberto Rianna, con cui il campione di Gstaad 2018 condivide le esultanze cercandone lo sguardo.

 

Sembra proprio il match degli irriducibili, quelli che preferiscono l’Italia a Federer. Non ci crederete, ma ne abbiamo trovati due proprio oggi sotto la canicola di Seppi-Moraing. Padre e figlio di Treviso, qui apposta per il torneo, non per lavoro o perché già erano in zona. In realtà il fanatico e patriottico è il padre, mentre il figlio sembra il sincero amatore poco informato e sequestrato dal genitore malato di tennis. Attempato, ma comunque più giovane di un anno del decano Direttore…. “Scanagatta? Ma certo, me lo ricordo benissimo ai tempi di Tele più con Tommasi, Clerici e Lombardi, ma ora quindi è online?”. Evidentemente è rimasto al tennis da tubo catodico, al punto che, dopo avergli spiegato l’esistenza di Ubitennis, ci chiede: “Allora anche su Ubitennis trasmettete il torneo di Halle?”. Meraviglioso, ma prima di lasciarci il nostro eroe d’altri tempi sentenzia: “Oggi Italia 2 vittorie su 2”. Fissato ma perfetto, chapeau!

Quanto a Berrettini, non deve essere stato facile per lui sfidare uno in completo bianco e perfetto per Wimbledon (con tanto di fascia in testa e polsini su entrambe le braccia), in un palcoscenico semivuoto mentre dal Centrale giungevano, regolarmente durante ogni pausa, le canzoni dance sparate a palla. Per un attimo, la piccola e tranquilla Halle sembrava la tennisticamente folle New York, dove i campi secondari vengono investiti dalla discoteca dell’Arthur Ashe. In realtà, l’azzurro non ha fatto caso né al deserto né alla dance, ormai è un professionista completo: “Avrei anche potuto giocare in un campo deserto, solo io e Nikoloz, non sarebbe cambiato nulla, anche se all’ingresso in campo mi ha fatto effetto passare dal tutto esaurito della finale di Stoccarda a qui).

SEPPI FREDDO NELLA CANICOLA – Andreas Seppi supera il qualificato tedesco Moraing, ottimo servizio e basta, ma sull’erba e col caldo torrido dell’assolato campo 2 non è stata una passeggiata. L’avversario, n.223 del mondo, è stato sempre attaccato all’azzurro e i servizi hanno dominato il match. Seppi, oggi n.65 ATP, ha un po’ difettato in risposta, ma è stato quasi sempre superiore quando lo scambio andava oltre i quattro colpi e sempre nei momenti decisivi.

Sul finire di primo set, ha prima annullato una pesante palla break sul 4 pari 30-40 portando all’errore Moraing, poi nel gioco seguente ha piazzato lo scatto decisivo sul 30 pari, quando l’ennesimo gratuito di Mats (che con Wilander condivide solo il nome di battesimo) e un bel dritto in avanzamento gli hanno dato la prima partita. Intanto, durante il break sul 4-3 Seppi, nascosto tra gli spettatori che entrano ad occupare i posti di chi se ne va, scorgiamo Jannik Sinner mentre si accomoda nel seggiolino a sinistra di Max SartoriDavanti a lui, dall’inizio del match, siede Michela, la deliziosa moglie di Andreas, in un abito rosso con motivi bianchi al contempo sportivo ed elegante.

Nel secondo parziale il mancino dal completo avveniristico (“Sembra un Avenger sul campo da tennis”, osserva il giovane nostro compatriota seduto al nostro fianco in tribuna) sale di livello e riduce i gratuiti abbastanza per arrivare al tie-break. Qui un dritto largo sul 3 pari, seguito da un ace e un servizio vincente di Seppi, danno all’ex kid di Caldaro 3 match-point. Il secondo è quello buono e il “Bravo Seppio!” di coach Max Sartori accompagna l’approdo al secondo turno del finalista 2015. Al secondo turno sfiderà Matteo Berrettini.

Risultati:

[1] R. Federer b. J. Millman 7-6(1) 6-3
[WC] J.W Tsonga b. B. Paire 6-4 7-5
R. Gasquet b. [WC] P. Gojowczyk 6-3 6-4
[7] R. Bautista Agut b. T. Fritz 7-6(10) 6-0
[4] B. Coric b. J. Munar 7-6(2) 6-3
[Q] S. Stakhovsky b. [WC] R. Molleker 3-6 7-6(6) 6-2
M. Berrettini b. [6] N. Basilashvili 6-4 6-4
[Q] A. Seppi b. [Q] M. Moraing 6-4 7-6(4)
J. Struff b. L. Djere 6-4 6-4
D. Goffin b. [8] G. Pella 6-1 6-1

Il tabellone completo

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