Montecarlo: Djokovic in controllo, ora Medvedev. Lajovic per Sonego

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Montecarlo: Djokovic in controllo, ora Medvedev. Lajovic per Sonego

Il numero 1 del mondo strapazza Fritz. Il russo soffre ma superaTsitsipas al terzo. Un gran bel Lajovic fa fuori a sorpresa Thiem

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Novak Djokovic - Montecarlo 2019 (foto @Gianni Ciaccia)

NOLE C’È, FRITZ NO Vittoria fin troppo agevole di Novak Djokovic contro il n. 65 ATP Taylor Fritz, incapace di tenere il ritmo non certo forsennato del numero uno del mondo che, al netto del valore dell’avversario, offre una prestazione più convincente rispetto a quella contro Kohlschreiber. Fritz, dopo aver vinto a fine gennaio il Challenger di Newport Beach, non ha tratto beneficio in termini di fiducia da quel trofeo conquistato a un’ora di macchina da casa al quale sono seguite quattro eliminazioni al primo turno. Lo statunitense afferma che gli piacciono tutte le superfici, ma la frequenza delle sue apparizioni sulla terra battuta è appena superiore a quelle di Federico Delbonis sull’erba e oggi ne dimostra il motivo.

Coach Annacone ha avuto modo di spiegare che la parte del gioco che necessità di miglioramenti riguarda la zona di transizione (quella che inizia circa un metro all’interno della linea di fondo). Di sicuro, quando mette i piedi dentro al campo, il dritto di Fritz fa i buchi per terra, ma per guadagnarsi quella posizione di vantaggio sono indispensabili dei progressi importanti negli spostamenti. Nel vento forte, l’inizio lento di Nole è sufficiente a mantenere l’iniziale equilibrio nel punteggio; equilibrio che viceversa manca totalmente a Taylor quando la palla serba lo coglie in contropiede. La prima scossa arriva al quinto game, con i brutti errori di Fritz tra cui ne spicca appunto uno in avanzamento con relativo rovescio affossato; Djokovic sembra finalmente trovare un buon ritmo da fondo che lo porta a servire sul 5-2, anche se chiude solo al gioco successivo concedendosi un’innocua distrazione.

 

Fritz è ormai entrato in modalità “tragedia sui trampoli” e dà l’idea di non crederci più già nei primi scambi della seconda partita; a proposito di non crederci, chissà cosa starà pensando Diego Schwartzman che ci ha perso in due set al turno precedente. Con Fritz che non sa muoversi, risponde poco e male, sbaglia tanto e presto (28 gratuiti in 15 giochi), il match non consente di valutare appieno la condizione di Djokovic che, in ogni caso, ha dimostrato una buona reattività dopo i primissimi giochi un po’ appannati (“Sono soddisfatto, mi sono sentito meglio rispetto alla prima partita. Del resto la terra rossa è una superficie dove c’è bisogno di giocare tanto per abituarsi” il suo commento nel post match).

Nonostante il 3-0 nei precedenti, sarà sicuramente più probante, la sfida ai quarti contro un Medvedev inaspettatamente molto centrato e solido su questa superficie. Medvedev è cresciuto tanto nell’ultimo anno, soprattutto ha imparato a muoversi molto meglio, ora è un giocatore a ridosso dei top ten. A Melbourne ho giocato contro di lui un match duro, durato quattro set, ma qui sulla terra sarà una partita del tutto diversa. Lo conosco bene, anche perché ci siamo allenati assieme. Sicuramente per me sarà essenziale mantenere l’iniziativa, comandare il gioco ha dichiarato Nole al termine del match in relazione all’incontro di domani.

SFIDA CONTRO MEDVEDEV AI QUARTI – Dopo tre confronti tutti a favore di Medvedev, ed uno scontro anch’esso a favore del russo, si ritrovano in un ottavo nobile per la classifica l’ottavo ed il quattordicesimo giocatore del mondo. Non a caso il match va sul centrale, con sacrificio del match di Herbert sul Parc des Princes, unico francese rimasto in gara. Prima occasione per i due di confrontarsi sulla terra battuta, con Tsitsipas reduce da una dichiarazione d’amore per la superficie. L’inizio è di marca russa, con Medvedev inattaccabile sul proprio servizio (quattro punti ceduti in tutto il primo set) ed uno Tsitsipas che cerca di variare il proprio gioco per sottrarsi alla trama dell’avversario, ragno tessitore del lato rovescio. Tsitsipas sembra guadagnarsi spesso l’inerzia dello scambio, ma non incide al momento della chiusura, anche perché i campi (li amerà ancora Stefanos?) sembrano decisamente lenti. Il vento condiziona a tratti il gioco sul centrale sollevando diavoli di polvere ma non destabilizzando quel diavolo di un russo.

Daniil Medvedev – Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Primo set in “dacia” e Tsitsipas alla toilette a meditare, oltre a fare altro. La sosta forse rinfranca il greco, ma di certo rammollisce le gambe di Medvedev. Il dritto del russo diventa bersaglio facile non tanto per gli attacchi dell’avversario, più incisivi, ma anche per trovarvi salvezza nei momenti di difficoltà. Medvedev fatica a chiudere gli scambi da quel lato e di questo Tsitsipas sembra accorgersene, aumentando il tasso di pazienza e diminuendo quello degli errori. Tsitsipas dal suo canto continua ad alternare il serve & volley nei propri turni di servizio, si rilassa ed inizia anche a “federereggiare” (splendida la finta di palla corta e vincente col dritto in chop nel quinto game).

Complice il calo di resa della prima dell’avversario è subito 5 a 0. La partita invero non infiamma il pubblico, in cerca di maggior agone e quasi più interessato alle esultanze (alternate ai silenzi, ahinoi..) provenienti dal Parc des Princes dove gioca Cecchinato. Secondo set ad Atene e ride persino Sparta. Visto che porta bene i due vanno entrambi alla toilette prima del terzo set, ma la scaramanzia pare portare fortuna al solo Tsitsipas. Sull’1-pari, punto del match e break, con Tsitsipas che difende, difende, difende e poi libera un lungo linea di rovescio che riappacifica con il suo discutibile taglio di capelli. L’accresciuta solidità di Tsitsipas spinge Medvedeve a cercare nel suo repertorio colpi e strategie impolverate, ma sarà proprio il greco a venirgli in soccorso con uno sciagurato quarto game, in cui si consegna al russo con due serve & volley a 142 e 154 km all’ora ed uno smash fuori di un metro.

La partita prende una piega psicologica. La palla di Tsitsipas viaggia di più, i vincenti di Medvedev sono cosa rara eppure il greco non riesce a staccarsi dall’avversario. E quando Tsitsi arriva al game di servizio per restare nel match, il sole del Principato lo scioglie: con uno smash non impossibile in corridoio consegna tre match point al russo, al quale basta aspettare il doppio fallo da destra per andare a 4 a 0 nei precedenti con il greco. Medvedev che passa e sottolinea come i match contro Tsitsipas siano sempre stati combattuti.

LAJOVIC DISSINESCA THIEM – Dopo Cecchinato, sul Campo dei Principi cade un’altra testa di serie. E questa fa molto più rumore, dato che si tratta di Dominic Thiem, forse l’unico giocatore che si credeva in grado di evitare la finale tanto attesa tra Nadal e Djokovic. Invece l’austriaco si ferma agli ottavi, merito di uno spumeggiante Lajovic che ne ha imbrigliato la potenza e dopo cinque sconfitte – peraltro tutte sula terra – lo batte per la prima volta. Molti i meriti del 28enne serbo, che partiva senza sbagliare nulla (“Ho iniziato veramente bene, mi entrava veramente tutto” ci dirà nel dopo partita) e si ritrovava velocemente sul 5-0.

Thiem cercava di reagire usando la tattica a lui più consona: martellando sempre più forte da fondo. Ma Lajovic oggi non soffriva la potenza del n. 5 del mondo, soprattutto sulla diagonale di dritto che nei match precedenti era sempre stata la chiave di volta a favore di Thiem, come confermerà in sala stampa (“La chiave sono state il dritto, ho giocato bene su quella diagonale, aggressivo, e la risposta”). Ma anche di rovescio non è stato di meno – aggiungeremmo noi – dato che a furia di cambi di rotazione ha fatto letteralmente andare fuori palla Thiem. Il n. 4 del seeding evitava il bagel, si riprendeva un break, ma cedeva il parziale per 6-3. All’inizio del secondo set sembrava che la pesantezza dei colpi del 21enne austriaco cominciasse ad avere il sopravvento, dato che Thiem si involava sul 3-1. Invece Lajovic stava solo prendendo fiato.

Riprendeva infatti subito dopo a tessere le sue trame da fondo, resistendo alla pressione di Thiem per poi farlo andare fuori giri mixando angoli e rotazioni. E il match finiva come era iniziato, con un altro parziale di 5 game a zero per Lajovic, che chiudeva 6-3 tra gli applausi del pubblico ammirato dal gioco espresso dal n. 48 del mondo, apparso anche molto più reattivo fisicamente rispetto alle passate stagioni (“Sì ho lavorato molto sia sulla preparazione fisica che sull’aspetto tecnico. E i risultati si vedono”). Ora affronterà la grande rivelazione del torneo, Lorenzo Sonego: “Non lo conosco molto bene, ho visto solo alcuni spezzoni dei suoi match, ha un bel servizio e ha fatto una grande settimana qui. Ora guarderò alcuni spezzoni dei suoi match per capire la tattica per domani. Ma prima mi godo questa vittoria”.

Michelangelo Sottili, Agostino Nigro, Ilvio Vidovich (inviati a Montecarlo)

Risultati:

[1] N. Djokovic b. T. Fritz 6-3 6-0
[10] D. Medvedev b. [6] S. Tsitsipas 6-2 1-6 6-4

D. Lajovic  b. [4] D. Thiem 6-3 6-3
[Q] L. Sonego b. C. Norrie 6-2 7-5
 
[9] B. Coric b. P.H. Herbert 6-4 6-2
[13] F. Fognini vs [3] A. Zverev 7-6(6) 6-1

G. Pella b. [11] M. Cecchinato 6-4 4-6 6-4
[2] R. Nadal b. G. Dimitrov 6-4 6-1

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Zverev soffre ma va in finale a Ginevra. A Lione sarà Auger-Aliassime vs Paire

Sascha supera a fatica Delbonis e affronterà Jarry. Felix troverà un ispiratissimo Paire

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GINEVRA – Piazzando una fantastica catenata di dritto lungolinea, Alexander Zverev si prende il secondo break e il match contro Federico Delbonis. È un modo di raccontarla e, forse, quello giusto di raccontarsela per Sascha, ma sono state due ore e quaranta minuti di sofferenza, polemiche con il padre in tribuna, incertezze nei colpi e nel modo di stare in campo. È venuto a Ginevra per vincere incontri e lo sta facendo, ma siamo molto lontani dalla forma richiesta al numero 5 del mondo alla vigilia di uno Slam.

Il match inizia come una passeggiata di salute per Sascha Zverev che, padrone del campo, si porta sul 5-1 e 30-0, anche grazie a Delbonis che evita più o meno accuratamente di mettere una palla nel rettangolo di gioco cedendo 18 (diciotto!) punti consecutivi: ecco la tanto agognata fiducia che era venuto qui a cercare. Passano alcuni minuti e si ritrova sul 5 pari, con Delbonis che spinge forsennato e sorprende con il rovescio lungolinea, mentre lui sbaglia accelerando di dritto oppure rimane troppo passivo indeciso sul da farsi. Sfogandosi di continuo con il padre in tribuna, Sascha fa comunque suo il set al dodicesimo gioco grazie a “Delbo” che vince – per così dire – la gara a chi ha più paura piazzando il quarto doppio fallo del parziale proprio sul set point. Nella seconda partita Zverev si fa subito recuperare il vantaggio e si ripete nel tie-break cedendolo per 8-6. Strappato il servizio all’argentino al terzo gioco, sempre procedere con relativa tranquillità verso il traguardo quando si inguaia con la sua altra caratteristica della stagione, il doppio fallo, ma sempre con il servizio ne esce e, se non può essere soddisfatto del proprio gioco, può almeno consolarsi con la vittoria. In finale, servirà qualcosa di più contro quel Nicolas Jarry che lo ha sconfitto a Barcellona annullando match point e oggi ha avuto vita facile contro Radu Albot.

 

LIONE – Rimontando un primo set perso in meno di mezz’ora, Felix Auger-Aliassime supera il n. 1 del seeding Nikoloz Basilashvili e conquista la sua seconda finale dopo quella persa a Rio contro Djere.

Forse, quando ha iniziato a giocare, Basil lo faceva con una rete elettrificata che divideva le due metà campo: per quanto improbabile, spiegherebbe perché non solo non approfitti di situazioni vantaggiose nello scambio per andare a raccogliere punti facili al volo, ma proprio la rifugga dopo esserci suo malgrado avvicinato costretto da un colpo uscito malauguratamente corto all’avversario. Vinto agevolmente il primo set, “Basil” salva lo 0-2 per poi discutere con l’arbitro, colpevole (secondo una regola non scritta) di non averlo avvertito prima di sanzionarlo con l’avvertimento per violazione di tempo. Se dover fare il punto una, due, tre volte in più è il limite con cui Nikoloz convive, a fare la differenza nel secondo parziale sono le tre palle break consecutive mancate al nono gioco che gli restano in testa fino al doppio fallo con cui cede il tie-break. Felix si fa trattare la coscia sinistra sul 3-2 e opera il sorpasso due giochi dopo, accettando e vincendo la gara a chi spinge di più. Il rammarico di Basilashvili quando sbaglia la risposta sulla palla del contro-break anticipa quale sarà il risultato finale, ma Auger-Aliassime non vuole correre rischi e, servendo per il match, non fa praticamente toccare la palla all’avversario.
In finale, troverà Benoit Paire che ha giocherellato a spese di Taylor Fritz. Forse risentito dopo che l’intero mondo tennistico si è inutilmente interrogato sulla sorprendente vittoria contro Diego Schwartzman a Monte Carlo, lo statunitense ci tiene a dimostrare che la terra non è superficie a lui ostica. Contro Paire, però, fondamentalmente Taylor non ci ha capito nulla. Certo, ha capito che il francese era in vena di smorzate spesso pregevoli e che la prima di servizio era illeggibile (33 punti su 34), ma da lì a trovare contromisure contro un Benoit centrato ne passa. Aggiungiamo la bassissima percentuale di prime per Fritz ed ecco i due set in poco più di un’ora di gioco con cui Paire si guadagna la possibilità di bissare il titolo di Marrakech.

Risultati:

Lione
B. Paire b. T. Fritz 6-4 6-2
F. Auger-Aliassime b. [1] N. Basilashvili 2-6 7-6(3) 6-4

Ginevra
N. Jarry b. [5] R. Albot 6-3 6-4
[1] A. Zverev b. F. Delbonis 7-5 6-7(6) 6-3

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Wawrinka crolla a Ginevra, avanzano i favoriti a Lione

L’ex campione del Roland Garros si fa rimontare da Dzumhur, fuori anche Fucsovics e Garin: Zverev sfrutterà l’occasione? In Francia vincono Bautista, Basilashvili e Shapovalov

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Stan Wawrinka - Madrid 2019 (foto via Twitter, @MutuaMadridOpen)

C’è tanta delusione a Ginevra alla fine di un mercoledì molto movimentato. Stan Wawrinka, seconda testa di serie, è stato eliminato al secondo turno da Damir Dzumhur, che è partito dalle qualificazioni e in questo 2019 aveva vinto appena quattro match. La sconfitta è arrivata in maniera inaspettata per Stan, partito benissimo nel primo set (6-3) e un po’ più distratto nel secondo set (3-6). Il break iniziale conquistato all’inizio del terzo set lo aveva comunque messo in un’ottima posizione, ma dal vantaggio di 3-0 ha rimesso in partita un encomiabile Dzumhur, che non ha mai mollato la presa anche quando lo svizzero lo sommergeva di colpi vincenti. Nel silenzio di stupore del campo centrale il bosniaco ha chiuso 6-4 il parziale decisivo e sfiderà Radu Albot nei quarti di finale.

Da quando è diventato un top 50 stabile, solo in due stagioni era arrivato al Roland Garros con meno vittorie (15) di quest’anno, entrambe le volte a causa del ginocchio: il destro, che fece crac a inizio 2007 e lo costrinse a fermarsi per quattro mesi, e poi il sinistro, che nel 2018 – dopo l’operazione – gli ha consentito di vincere appena quattro partite tra gennaio e maggio. Quest’anno il fisico ha retto abbastanza da permettergli di disputare dieci tornei: bene a Rotterdam, dove ha raggiunto la finale, benino a Madrid (quarti), così così a Indian Wells (terzo turno, sconfitto da Federer) e poco altro. Tra i favoriti di Parigi non ci sarà il suo nome, almeno alla vigilia.

Oltre alla testa di serie numero due hanno lasciato il torneo anche due dei quattro favoriti alla vittoria finale. Marton Fucsovics (tds 4) ha ceduto in due set a Delbonis, la sua seconda vittoria di spessore consecutiva dopo quella ottenuta contro Grigori Dimitrov all’esordio. È uscito di scena anche il campione di Monaco e di Houston, Christian Garin, sconfitto in tre set da Taro Daniel. Tutta la pressione è allora sulle spalle di Alexander Zverev. Il numero uno del tabellone è arrivato a Ginevra per ritrovare un feeling positivo col campo in vista del Roland Garros: ora ha la grande chance di mettere in bacheca il titolo, ma dovrà farsi strada tra i tanti terraioli ancora in gioco e tra i fantasmi di un 2019 che stenta a decollare.

 

Risultati:

F. Delbonis b. [4] M. Fucsovics 6-4 6-2
A. Ramos-Vinolas b. J. Sousa 6-0 6-3
N. Jarry b. D. Kudla 6-3 6-3
T. Daniel b. [3] C. Garin 6-2 4-6 6-4
[5] R. Albot b. J. Londero 6-1 6-7(3) 6-4
[Q] D. Dzumhur b. [2] S. Wawrinka 3-6 6-3 6-4

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È stata meno sorprendente la giornata in riva al fiume al fiume Rodano. Il torneo di Lione ha ancora le sue prime tre teste di serie e due giocatori francesi per cui fare il tifo. Tuttavia in mattina c’è stato il forfait di Richard Gasquet che ha lasciato strada a Fritz, probabilmente a scopo precauzionale in vista del Roland Garros. Hanno invece superato il secondo round Benoit Paire e Jo Wilfried Tsonga. Il primo si è sbarazzato in due set di Pablo Cuevas, che sta giocando da un’ottima stagione sulla terra battuta e veniva dal successo nel challenger di Aix-en Provence. Tsonga ha piegato il qualificato canadese Steven Diez dopo due ore e quaranta minuti. Il francese ha arrancato per tutta la partita, complice anche un problema fisico che l’ha costretto più volte al medical time out. Il tie-break del secondo set in cui Diez si è disunito ha concesso a Tsonga di far girare la partita, con un break in apertura di terzo set ha raggiunto i quarti nel torneo in cui ha trionfato due anni fa.

Hanno vinto in rimonta Denis Shapovalov (tds 3) e Roberto Bautista Agut (tds 2), entrambi impegnati con un giocatore francese. Bautista ha eliminato il giovane Moutet, che ieri aveva esaltato il pubblico lionese vincendo al fotofinish contro Opelka. Shapovalov ha rischiato di pagare una falsa partenza contro Ugo Humbert: perso 6-2 il primo, si è incartato nel secondo set, trascinato fino a un pericoloso tie-break dopo aver controllato le operazioni sin dal terzo game. Ha completato la rimonta dopo due ore e un quarto di partita e sfiderà Benoit Paire per un posto in semifinale. In chiusura di giornata ha vinto anche il primo favorito del seeding, Nikoloz Basilashvili, contro il giustiziere di Jannik Sinner, Tristan Lamasine.

Risultati:

N. Basilashvili b. [LL] T. Lamasine 7-5 7-5
J. Tsonga b. [Q] S. Diez 3-6 7-6(2) 6-3
B. Paire b. P. Cuevas 6-4 6-3
[3/WC] D. Shapovalov b. U. Humbert 2-6 7-6(3) 6-2
T. Fritz b. [6/WC] R. Gasquet w/o
[2] R. Bautista Agut b. [WC] C. Moutet 4-6 6-4 6-3

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Qualificazioni maschili Roland Garros: Italia – Francia 0-3, ne rimangono in gioco sei

Tre partite decise al terzo set decretano altrettante sconfitte degli azzurri impegnati quest’oggi, dopo il bilancio in parità della prima giornata

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Paolo Lorenzi - Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Parigi, Andrea Pellegrini Perrone

Il bilancio complessivo dopo il primo turno è sei su quindici. Ci si aspettava qualcosa di meglio dagli italiani impegnati nel tabellone maschile delle qualificazioni del Roland Garros 2019. Nella giornata di oggi sono arrivate, purtroppo soltanto sconfitte. Forse ancora più amare perché tutte al set decisivo.

Parecchio rammarico in tutti e tre i match, ma andiamo in ordine cronologico: il primo a giocare – in apertura di programma sul campo 14 – è stato Matteo Viola contro Mathias Bourgue, che proprio al Roland Garros portó al quinto set Andy Murray nel 2016. Nonostante un inizio di match in salita l’azzurro era stato bravo a riacciuffare il primo set recuperando un break di svantaggio e iniziando a rispondere in modo ottimale specialmente con il rovescio, portandosi poi a condurre per 4-3 e servizio. Dopo due ulteriori break in un primo set caratterizzato da tante risposte vincenti, nel decimo game Viola si issava sino al 40-0 prima di essere trascinato ai vantaggi dove riusciva comunque a chiudere il primo parziale. Nel secondo set è salita drasticamente la percentuale di punti ottenuti con la prima da Bourgue e i due break conquistati dal francese nel secondo e nel sesto gioco son stati portati fino in fondo, al 6-1 finale. Nel terzo parziale Viola veniva breakkato in apertura, cancellava una palla del doppio break nel settimo game per poi arrendersi due game più tardi. Bravo il transalpino a spingere nelle fasi delicate, come sul 4-3 0-30. Punteggio finale 4-6 6-1 6-3.

 

Cede alla distanza Paolino Lorenzi a seguito di un netto crollo dopo aver condotto per un set ed un break. Il tennista toscano, infatti, nonostante un inizio complesso con un secondo game nel quale aveva dovuto annullare cinque palle break, era stato bravo a capitalizzare le occasioni concesse da Couacaud in chiusura di primo parziale ed in apertura di secondo per andare a condurre 6-4 1-0 e servizio. La reazione del tennista francese nel secondo set era immediata con un contro-break istantaneo che ha fatto entrare in partita il pubblico, sempre più caloroso col proseguire del match, anche per la crescita del livello di Couacaud. Lorenzi, nonostante qualche difficoltà, teneva i successivi servizi prima di cedere la battuta nel decimo game permettendo così al classe 1995 di issarsi al terzo set. Nel parziale decisivo, dopo un primo game combattuto, c’è stato un crollo fisico di Lorenzi apparso impotente di fronte alle accelerazioni lungolinea di Couacaud, abile a comandare il gioco col rovescio e a non far rientrare mai l’italiano congedandolo con un netto 6-0. 

Il terzo ed ultimo italiano impegnato quest’oggi era Arnaboldi, la cui partita è stata giocata per buona parte sotto una discreta pioggia che ha condizionato il campo, rendendolo ancor più lento a partire dalla metà del secondo set. Dopo una falsa partenza il tennista canturino, subito sotto 3-0, poi 4-1 40-30 ed anche 5-2, era stato bravo ad allungare il primo parziale al tie break, ma anche qui ha pagato lo scotto di un inizio negativo e nonostante la tentata rimonta da 2-6 a 5-6 si è dovuto arrendere lasciando al giovane avversario il primo parziale. Nel secondo set Andrea è stato bravo a dettare i ritmi di gioco alternando slice mortiferi e discese a rete, mandando fuori palla Blancaneux e conquistando il break decisivo nell’ottavo gioco prolungando la contesa al terzo set. Ancora una falsa partenza viene pagata cara da Arnaboldi: il giovane francese, da subito molto carico e bravo a trascinare il pubblico, ha conquistato immediatamente il break nel secondo gioco e si è issato sul 3-0. Una sospensione per pioggia sul 4-1 di una ventina di minuti rianimava il tennista italiano che al rientro teneva il servizio e si procurava una chance per rientrare, molto ben annullata dal francese. Chiamato a servire per il match sul 5-3, il braccio non ha tremato: chiamando a sé il pubblico dopo ogni punto, Blancaneux si è portato sul 40-15 prima di chiudere al secondo match point diventando così l’undicesimo transalpino a conquistare il pass per il secondo turno di qualificazione

I Risultati degli italiani:

M. Bourgue b. M. Viola 4-6 6-1 6-3
E. Couacaud b. P. Lorenzi 4-6 6-4 6-0
G. Blancaneux b. A. Arnaboldi 7-6(5) 3-6 6-3

I sei italiani approdati al secondo turno affronteranno i seguenti avversari nella giornata di domani:

Bolelli vs Koefer (quinto e ultimo match sul court 12, inizio alle 10:00)
Mager vs Giraldo (terzo match sul court 9)
Napolitano vs Otte (terzo match sul court 15)
Quinzi vs Guinard (terzo match sul court 13)
Travaglia vs Serdarusic (terzo match sul court 8)
Caruso vs Zhang (terzo match sul court 6)

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