Montecarlo: Djokovic in controllo, ora Medvedev. Lajovic per Sonego

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Montecarlo: Djokovic in controllo, ora Medvedev. Lajovic per Sonego

Il numero 1 del mondo strapazza Fritz. Il russo soffre ma superaTsitsipas al terzo. Un gran bel Lajovic fa fuori a sorpresa Thiem

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Novak Djokovic - Montecarlo 2019 (foto @Gianni Ciaccia)
 

NOLE C’È, FRITZ NO Vittoria fin troppo agevole di Novak Djokovic contro il n. 65 ATP Taylor Fritz, incapace di tenere il ritmo non certo forsennato del numero uno del mondo che, al netto del valore dell’avversario, offre una prestazione più convincente rispetto a quella contro Kohlschreiber. Fritz, dopo aver vinto a fine gennaio il Challenger di Newport Beach, non ha tratto beneficio in termini di fiducia da quel trofeo conquistato a un’ora di macchina da casa al quale sono seguite quattro eliminazioni al primo turno. Lo statunitense afferma che gli piacciono tutte le superfici, ma la frequenza delle sue apparizioni sulla terra battuta è appena superiore a quelle di Federico Delbonis sull’erba e oggi ne dimostra il motivo.

Coach Annacone ha avuto modo di spiegare che la parte del gioco che necessità di miglioramenti riguarda la zona di transizione (quella che inizia circa un metro all’interno della linea di fondo). Di sicuro, quando mette i piedi dentro al campo, il dritto di Fritz fa i buchi per terra, ma per guadagnarsi quella posizione di vantaggio sono indispensabili dei progressi importanti negli spostamenti. Nel vento forte, l’inizio lento di Nole è sufficiente a mantenere l’iniziale equilibrio nel punteggio; equilibrio che viceversa manca totalmente a Taylor quando la palla serba lo coglie in contropiede. La prima scossa arriva al quinto game, con i brutti errori di Fritz tra cui ne spicca appunto uno in avanzamento con relativo rovescio affossato; Djokovic sembra finalmente trovare un buon ritmo da fondo che lo porta a servire sul 5-2, anche se chiude solo al gioco successivo concedendosi un’innocua distrazione.

Fritz è ormai entrato in modalità “tragedia sui trampoli” e dà l’idea di non crederci più già nei primi scambi della seconda partita; a proposito di non crederci, chissà cosa starà pensando Diego Schwartzman che ci ha perso in due set al turno precedente. Con Fritz che non sa muoversi, risponde poco e male, sbaglia tanto e presto (28 gratuiti in 15 giochi), il match non consente di valutare appieno la condizione di Djokovic che, in ogni caso, ha dimostrato una buona reattività dopo i primissimi giochi un po’ appannati (“Sono soddisfatto, mi sono sentito meglio rispetto alla prima partita. Del resto la terra rossa è una superficie dove c’è bisogno di giocare tanto per abituarsi” il suo commento nel post match).

 

Nonostante il 3-0 nei precedenti, sarà sicuramente più probante, la sfida ai quarti contro un Medvedev inaspettatamente molto centrato e solido su questa superficie. Medvedev è cresciuto tanto nell’ultimo anno, soprattutto ha imparato a muoversi molto meglio, ora è un giocatore a ridosso dei top ten. A Melbourne ho giocato contro di lui un match duro, durato quattro set, ma qui sulla terra sarà una partita del tutto diversa. Lo conosco bene, anche perché ci siamo allenati assieme. Sicuramente per me sarà essenziale mantenere l’iniziativa, comandare il gioco ha dichiarato Nole al termine del match in relazione all’incontro di domani.

SFIDA CONTRO MEDVEDEV AI QUARTI – Dopo tre confronti tutti a favore di Medvedev, ed uno scontro anch’esso a favore del russo, si ritrovano in un ottavo nobile per la classifica l’ottavo ed il quattordicesimo giocatore del mondo. Non a caso il match va sul centrale, con sacrificio del match di Herbert sul Parc des Princes, unico francese rimasto in gara. Prima occasione per i due di confrontarsi sulla terra battuta, con Tsitsipas reduce da una dichiarazione d’amore per la superficie. L’inizio è di marca russa, con Medvedev inattaccabile sul proprio servizio (quattro punti ceduti in tutto il primo set) ed uno Tsitsipas che cerca di variare il proprio gioco per sottrarsi alla trama dell’avversario, ragno tessitore del lato rovescio. Tsitsipas sembra guadagnarsi spesso l’inerzia dello scambio, ma non incide al momento della chiusura, anche perché i campi (li amerà ancora Stefanos?) sembrano decisamente lenti. Il vento condiziona a tratti il gioco sul centrale sollevando diavoli di polvere ma non destabilizzando quel diavolo di un russo.

Daniil Medvedev – Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Primo set in “dacia” e Tsitsipas alla toilette a meditare, oltre a fare altro. La sosta forse rinfranca il greco, ma di certo rammollisce le gambe di Medvedev. Il dritto del russo diventa bersaglio facile non tanto per gli attacchi dell’avversario, più incisivi, ma anche per trovarvi salvezza nei momenti di difficoltà. Medvedev fatica a chiudere gli scambi da quel lato e di questo Tsitsipas sembra accorgersene, aumentando il tasso di pazienza e diminuendo quello degli errori. Tsitsipas dal suo canto continua ad alternare il serve & volley nei propri turni di servizio, si rilassa ed inizia anche a “federereggiare” (splendida la finta di palla corta e vincente col dritto in chop nel quinto game).

Complice il calo di resa della prima dell’avversario è subito 5 a 0. La partita invero non infiamma il pubblico, in cerca di maggior agone e quasi più interessato alle esultanze (alternate ai silenzi, ahinoi..) provenienti dal Parc des Princes dove gioca Cecchinato. Secondo set ad Atene e ride persino Sparta. Visto che porta bene i due vanno entrambi alla toilette prima del terzo set, ma la scaramanzia pare portare fortuna al solo Tsitsipas. Sull’1-pari, punto del match e break, con Tsitsipas che difende, difende, difende e poi libera un lungo linea di rovescio che riappacifica con il suo discutibile taglio di capelli. L’accresciuta solidità di Tsitsipas spinge Medvedeve a cercare nel suo repertorio colpi e strategie impolverate, ma sarà proprio il greco a venirgli in soccorso con uno sciagurato quarto game, in cui si consegna al russo con due serve & volley a 142 e 154 km all’ora ed uno smash fuori di un metro.

La partita prende una piega psicologica. La palla di Tsitsipas viaggia di più, i vincenti di Medvedev sono cosa rara eppure il greco non riesce a staccarsi dall’avversario. E quando Tsitsi arriva al game di servizio per restare nel match, il sole del Principato lo scioglie: con uno smash non impossibile in corridoio consegna tre match point al russo, al quale basta aspettare il doppio fallo da destra per andare a 4 a 0 nei precedenti con il greco. Medvedev che passa e sottolinea come i match contro Tsitsipas siano sempre stati combattuti.

LAJOVIC DISSINESCA THIEM – Dopo Cecchinato, sul Campo dei Principi cade un’altra testa di serie. E questa fa molto più rumore, dato che si tratta di Dominic Thiem, forse l’unico giocatore che si credeva in grado di evitare la finale tanto attesa tra Nadal e Djokovic. Invece l’austriaco si ferma agli ottavi, merito di uno spumeggiante Lajovic che ne ha imbrigliato la potenza e dopo cinque sconfitte – peraltro tutte sula terra – lo batte per la prima volta. Molti i meriti del 28enne serbo, che partiva senza sbagliare nulla (“Ho iniziato veramente bene, mi entrava veramente tutto” ci dirà nel dopo partita) e si ritrovava velocemente sul 5-0.

Thiem cercava di reagire usando la tattica a lui più consona: martellando sempre più forte da fondo. Ma Lajovic oggi non soffriva la potenza del n. 5 del mondo, soprattutto sulla diagonale di dritto che nei match precedenti era sempre stata la chiave di volta a favore di Thiem, come confermerà in sala stampa (“La chiave sono state il dritto, ho giocato bene su quella diagonale, aggressivo, e la risposta”). Ma anche di rovescio non è stato di meno – aggiungeremmo noi – dato che a furia di cambi di rotazione ha fatto letteralmente andare fuori palla Thiem. Il n. 4 del seeding evitava il bagel, si riprendeva un break, ma cedeva il parziale per 6-3. All’inizio del secondo set sembrava che la pesantezza dei colpi del 21enne austriaco cominciasse ad avere il sopravvento, dato che Thiem si involava sul 3-1. Invece Lajovic stava solo prendendo fiato.

Riprendeva infatti subito dopo a tessere le sue trame da fondo, resistendo alla pressione di Thiem per poi farlo andare fuori giri mixando angoli e rotazioni. E il match finiva come era iniziato, con un altro parziale di 5 game a zero per Lajovic, che chiudeva 6-3 tra gli applausi del pubblico ammirato dal gioco espresso dal n. 48 del mondo, apparso anche molto più reattivo fisicamente rispetto alle passate stagioni (“Sì ho lavorato molto sia sulla preparazione fisica che sull’aspetto tecnico. E i risultati si vedono”). Ora affronterà la grande rivelazione del torneo, Lorenzo Sonego: “Non lo conosco molto bene, ho visto solo alcuni spezzoni dei suoi match, ha un bel servizio e ha fatto una grande settimana qui. Ora guarderò alcuni spezzoni dei suoi match per capire la tattica per domani. Ma prima mi godo questa vittoria”.

Michelangelo Sottili, Agostino Nigro, Ilvio Vidovich (inviati a Montecarlo)

Risultati:

[1] N. Djokovic b. T. Fritz 6-3 6-0
[10] D. Medvedev b. [6] S. Tsitsipas 6-2 1-6 6-4

D. Lajovic  b. [4] D. Thiem 6-3 6-3
[Q] L. Sonego b. C. Norrie 6-2 7-5
 
[9] B. Coric b. P.H. Herbert 6-4 6-2
[13] F. Fognini vs [3] A. Zverev 7-6(6) 6-1

G. Pella b. [11] M. Cecchinato 6-4 4-6 6-4
[2] R. Nadal b. G. Dimitrov 6-4 6-1

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ATP Sofia: pomeriggio nero per l’Italia, Sinner si arrende a Rune e al dolore ed esce dalla top10

Già sotto di un break nel terzo set, Jannik Sinner si fa male alla caviglia destra e, sotto 5-2, è costretto al ritiro contro Holger Rune

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Jannik Sinner - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

[5] H. Rune b. [1] J. Sinner 5-7 6-4 5-2 rit.

Per la prima volta in carriera Jannik Sinner non vince una partita al Sofia Open (11/11 fino ad oggi). Questo, però, è con ogni probabilità l’ultima preoccupazione nella testa dell’altoatesino, costretto al ritiro nel terzo set per essersi girato la caviglia destra. Holger Rune, già comunque in vantaggio di un break nel parziale decisivo, sfrutta il ritiro del suo avversario e suggella una prestazione in crescendo, che gli permette di centrare la prima finale in carriera sul cemento. Grazie a questa vittoria il danese conquista anche il suo best ranking, issandosi al numero 26 del mondo (guadagnerà un’altra posizione in caso di successo in finale contro Huesler). Per Sinner, invece, la sconfitta fa male tanto in ottica ranking – perderà due posizioni, finendo al numero 12 – quanto, soprattutto, in vista della corsa alle ATP Finals di Torino. Obiettivo che ora si complica sensibilmente.

IL MATCH – C’è grande equilibrio in avvio di partita, con entrambi i giocatori piuttosto solidi nei propri turni di servizio, anche se sembra che Sinner possa far male da un momento all’altro. Negli scambi da fondo l’azzurro cerca sempre di prendere il controllo per primo, trovando spesso il modo di incidere con il dritto. È lui a crearsi la prima chance in risposta, dominando sempre con questo fondamentale e procurandosi la prima palla break. Anche con la risposta il numero 1 del seeding fa la differenza, ma Rune si tira fuori da una situazione complicata con grande coraggio e due efficaci serve&volley consecutivi e salendo sul 3-3. La partita è frizzante e divertente, anche perché i due protagonisti cercano di mantenere sempre i piedi ben saldi sulla linea di fondo, spingendo al massimo ogni colpo.

 

Nell’ottavo gioco il danese, in vantaggio 40-15, si rilassa e concede altre due palle break, entrambe però salvate con due prime pesanti. Il numero 31 ATP continua a faticare nei suoi turni di battuta, mentre Sinner è sempre impeccabile e garantisce il tie-break portandosi sul 6-5. Sul 30-30 va in scena lo scambio più bello dell’incontro – forse del torneo – ma se lo aggiudica Rune. L’italiano riesce comunque a procurarsi il quarto break point complessivo, il primo che vale anche un set point. Sono soltanto due challenge a fare la differenza, entrambi di marca azzurra. Il primo chiama fuori l’apparente ace del 19enne di Copenaghen, il cui rovescio lungolinea, nello scambio successivo, finisce di poco largo (sentenza confermata anche in questo caso dall’occhio di falco). Il risultato è un 7-5 che probabilmente, visto il totale controllo dei propri turni di servizio, sta anche stretto all’allievo di Vagnozzi.

https://twitter.com/TennisTV/status/1576250391942995968

Anche il secondo parziale scorre in modo decisamente rapido, calcando il solco del primo. I primi quattro game non regalano praticolari emozioni ma nel quinto, per la prima volta nel match e totalmente all’improvviso, arrivano tre palle break consecutive in favore di Rune. Il danese risponde molto bene e sfrutta al meglio i due gratuiti del suo rivale, entrambi con il dritto, e con un bello sventagio di dritto strappa il servizio a Sinner, infilando un importante parziale di 12-2 per passare a condurre 4-2.

La situazione si è lentamente capovolta rispetto al primo set, con l’azzurro che si trova nuovamente sotto pressione. Sul 30-30 tuttavia, grazie ad un provvidenziale ace e una delicata stop volley, toglie le castagne dal fuoco e si fa sotto nell’ottavo gioco. Sul 40-40 la testa di serie numero 1 arriva comodamente su una smorzata, ma sbaglia la direzione del recupero e viene punito. Rune conquista un game fondamentale – costellato di seconde di servizio – e, poco dopo, va a servire per il set sul 5-4. Qui il numero 5 del tabellone rischia grosso, sbagliando tre rovesci: con il primo si auto-cancella il set point, con gli altri due concede altrettante chance di break. Nel momento del bisogno, tuttavia, trova un ace e una sostanziosa seconda al corpo e, alla seconda opportunità, pareggia i conti: 6-4.

L’inerzia del match è tutta in favore del 19enne di Copenaghen che, nonostante la maratona di ieri contro Ivashka, appare decisamente più pimpante ed energico a livello fisico. Sinner è piuttosto lento in uscita dal servizio e all’alba del terzo set viene sorpreso, cedendo la battuta a 15: Rune risale da 0-30 si porta sul 2-0. Da questo momento in poi il match si gioca nei turni di battuta del danese, che però appare decisamente poco incline a concedere qualche opportunità al suo avversario per rifarsi sotto. Il numero 10 del mondo riesce a rimanere a galla in un quinto game durissimo, salvando una possibilità di doppio break con una seconda vincente.

Sotto 2-3 e avanti di un quindici nel sesto gioco, durante uno scambio la caviglia destra di Sinner cede e si gira. L’azzurro cade al suolo ed è costretto ad un medical time-out, in cui gli viene operata una vistosa fasciatura. La sua idea è quella di provare a continuare a lottare, ma negli spostamenti verso destra mostra evidenti difficoltà. Il 21enne nativo di San Candido non può far altro che tentare di accorciare il più possibile gli scambi, prendendosi però numerosi rischi. Perso ancora il servizio, sotto 2-5 Sinner è costretto ad alzare bandiera bianca (per la quarta volta quest’anno): Rune si impone 5-7 6-4 5-2 rit. e raggiunge la sua prima finale in carriera sul veloce. Troverà Marc-Andrea Heusler, giustiziere di Lorenzo Musetti nella prima semifinale. Il 2002 di Carrara viene scavalcato proprio dal danese, che da lunedì sarà almeno n°26 del ranking.

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ATP Sofia: Musetti esce tra i rimpianti, Huesler firma l’impresa e vola in finale

Lorenzo Musetti concede appena una palla break in tutto l’arco della partita, fatale, dopo essersi fatto rimontare da 5-1 nel tie-break del primo set. Sfuma sul nascere il sogno di una finale tutta italiana

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M. A. Huesler b. [4] L. Musetti 7-6 (5) 7-5

Marc-Andrea Huesler aggiunge un altro tassello alla sua settimana da sogno, eliminando anche la testa di serie numero 4 dopo aver sorpreso la numero 2 (Carreno Busta, al secondo turno). Una prestazione maiuscola da parte sua, dominante al servizio e brillante anche da fondo campo, che da lunedì gli varrà il best ranking al numero 74 (guadagnerebbe altre dieci posizioni in caso di titolo). Per Lorenzo Musetti, in ogni caso, restano grandi rimpianti, specialmente per non essere riuscito a concretizzare un vantaggio di 5-1 nel tie-break del primo set. La semifinale al Sofia Open consente comunque all’azzurro di centrare il suo best ranking: da dopodomani sarà 26esimo nella classifica ATP.

IL MATCH – La partenza di Musetti è folgorante, mettendo a referto due ace e due dritti vincenti nel primo game del match e facendosi subito minaccioso in risposta. Scosso dall’avvio brillante del suo avversario, Huesler deve subito rimontare nei suoi primi due turni di battuta. Affidandosi ad un’ottima prima – talvolta seguita anche a rete – è però molto bravo a recuperare in entrambi i casi da 15-30, salendo sul 2-2. La testa di serie numero quattro concede la miseria di un punto nei suoi primi tre game al servizio, muovendo bene lo svizzero e comandando le operazioni fin da inizio scambio. Ad avere la prima mini-occasione dell’incontro è proprio il numero 95 del ranking, che riesce ad arrampicarsi fino ai vantaggi nel settimo game, pur senza procurarsi nessuna palla break.

 

Abbandonati i leggeri timori di inizio partita, anche Huesler comincia a macinare punti in battuta, concedendo appena tre “quindici” nei quattro turni di servizio che gli servono per arrivare al tie-break. Non può essere diversa, infatti, la risoluzione di un primo set rapido, piacevole ed estremamente equilibrato. Musetti strappa subito un mini-break grazie ad un’ottima risposta nei piedi del suo rivale, concretizzata poi con un facile passante lungolinea di rovescio. L’italiano viene a prendersi a rete i due punti successivi, portandosi sul 4-1. Il parziale sembra ormai compromesso per lo svizzero, che con un doppio fallo concede un secondo mini-break, finendo sotto 1-5. Da quel momento, però, il 20enne di Carrara spegne la luce, perde gli ultimi sei punti giocati e deve cedere 7-6 (5) la prima frazione.

Decisivi, suo malgrado in negativo, sono due gratuiti di dritto e un doppio fallo che Musetti concede nei suoi ultimi tre mini-turni di servizio. Dettagli pesantissimi, in un set comunque molto ben giocato, che consentono a Huesler prima di rientrare in gioco, quindi di mettere la freccia e conquistare l’intera posta in palio. È un vero peccato per il numero 30 del mondo, anche perché al cambio campo l’espressione dello svizzero era evidente: neanche lui sembrava credere di poter vincere quel tie-break. L’avvio di secondo parziale, se possibile, è ancora più rapido del primo. Ad eccezione di qualche buon guizzo a rete e una SABR di federeriana memoria dell’attuale n°1 svizzero, sono i servizi a farla da padrone.

Dopo neanche mezz’ora il secondo set entra nella fase calda e, sul 4-4, per la prima volta nel match Huesler viene trascinato ai vantaggi, anche per via di due vincenti fantastici del suo avversario (un dritto in risposta e un passante di rovescio incrociato). È il game delle prime volte, dato che il numero 95 ATP concede anche la prima palla break dell’incontro, cancellata però con un meraviglioso serve&volley – seguendo la seconda – finalizzato con una volée in contropiede difficilissima. Musetti gioca senza dubbio il miglior turno di risposta della sua partita, impreziosito da alcune perle con il rovescio che, però, non bastano.

Nel dodicesimo gioco, quando tutto sembra apparecchiato per un nuovo tie-break, Musetti incappa nuovamente in un doppio fallo sanguinoso. Arrivato infatti sul 30-30, vale la prima palla break della partita per Huesler, che equivale anche ad un match point. Con una gran risposta lo svizzero sugella una prestazione maiuscola (spiccano 10 ace, 24 vincenti e 83% di punti vinti con la prima) e agguanta la vittoria più importante della sua carriera, raggiungendo la finale. Ora attende di conoscere chi tra Jannik Sinner e Holger Rune sarà il suo avversario domani.

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ATP Astana: Alcaraz e Medvedev guidano il tabellone, Tsitsipas e Djokovic tds n.3 e 4

L’unico italiano al via in Kazakistan sarà Jannik Sinner. L’altoatesino, dopo aver sbrigato la faccenda Sofia, sarà ai nastri di partenza del ‘500’ asiatico. Luca Nardi avanza nelle qualificazioni

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Carlos Alcaraz - US Open 2022 (foto Twitter @rolandgarros)

Un main-draw ricchissimo, quello che presenta il nuovo Astana Open – al via lunedì 3 ottobre, sui campi del National Tennis Centre, che ospita anche tutti gli incontri casalinghi della squadra kazaka di Davis: a propositivo di questo, ci ricordiamo in tal senso un ottavo del World Groupe 2015 in cui l’Italia fu sconfitta, ahi noi, per 3-2 – con addirittura 6 membri della Top Ten mondiale, che saranno al via del torneo. Un parco partecipanti che potrebbe sorprendere nonostante i tanti appuntamenti dello swing cinese, cancellati a causa delle ancora limitanti norme anti pandemiche in essere nel Paese asiatico – dove fra l’altro oggi è Festa Nazionale -, debbono necessariamente essere sostituiti per poter garantire ai giocatori lo stesso numero di punti ATP che in una situazione normale, con un calendario non stravolto, sarebbero conquistabili.

In realtà, però, non lasciano basiti più di tanto i nomi roboanti che si daranno battaglia nella prossima settimana, ai nastri di partenza, poiché da quest’anno l’evento di scena in terra kazaka ha compiuto un salto di qualità. Per la prima volta, nella sua breve storia, difatti il torneo che si svolge nell’ex Nur Sultan – breve digressione sulla denominazione della capitale kazaka: dal 1997 al 2019 è stata conosciuta come Astana, poi il 23 novembre 2019 tramite decreto presidenziale venne rinominata Nur Sultan in onore del Presidente uscente. Ma, nel 2022 su iniziativa parlamentare è stata ripristinata la vecchia denominazione -, si presenterà come un ATP 500.

IL TABELLONE DELL’ATP 500 DI ASTANA

 

CARLOS E DANIIL I PRINCIPALI FAVORITI – Se poi si va più in profondità, andando a scovare l’origine della nascita di questo torneo, ci si accorge che l’evento, geograficamente situato a cavallo tra l’Asia e l’Europa, sia soltanto alla sua terza edizione. E che in un certo senso non avrebbe mai avuto vita se non si fosse abbattuta sull’intero globo la piaga della Pandemia, visto che l’ATP di Astana – allora Nur Sultan – ha fatto il suo ingresso nel Calendario internazionale nel 2020, come evento ‘250’. Dopo i trionfi di Millman e Kwoon, però come detto, nell’edizione 2022 il parterre sarà di tutt’altro peso.

A guidare il tabellone sarà il n. 1 della classifica mondiale Carlos Alcaraz, un bel biglietto da visita avere il capofila del movimento tennistico alla “prima” nella nuova veste, subito a ruota un Daniil Medvedev voglioso di riscatto e reduce dalle polemiche con il pubblico francese a Metz. Il 19enne murciano, al rientro dopo la parentesi agro-dolce vissuta in Davis, avrà però un esordio alquanto complesso ed esigente trovandosi dall’altra parte della rete il rampante Holger Rune. I due, entrambi classe 2003 già affrontatisi nei Round Robin delle Nex Gen Finals milanesi dello scorso anno, daranno certamente vita ad una sfida molto spettacolare. L’unica incognita risiede nelle condizioni del danese, oggi impegnato nella semifinale di Sofia ed opposto a Jannik Sinner, ma conoscendo bene le abilità da stacanovista del vichingo di Copenaghen non dovrebbero esserci problemi sul piano della stanchezza. Decisamente più semplice il debutto per il n. 4 del ranking ATP, il russo se la vedrà con il terraiolo catalano Albert Ramos-Vinolas.

UN GRECO E UN SERBO, AD INCALZARE DALLA RETROVIE – Nella parte alta del tabellone, verso un’ipotetica semifinale contro Carlitos, l’altra testa di serie di rifermento oltre al prodigio iberico sarà Stefanos Tsitsipas. Il greco non vive certamente un momento felice, ancora una volta in Laver Cup ha dimostrato di tremare quanto la posta in palio è di quelle veramente pesanti, ma dovrebbe assorbire nuova linfa in termini di fiducia, per ritornare ad esprimersi al meglio, grazie alla quarta qualificazione consecutiva alle Finals torinesi arrivata per una serie di risultati favorevoli materializzatisi a Seoul. Ai trentaduesimi per Tsitsi, ci sarà il veterano di casa Mikahil Kukushkin, omaggiato di un wild-card, avversario sicuramente da prendere con le pinze ma che ormai sembra aver smarrito lo smalto dei tempi migliori.

IL TABELLONE DELL’ATP 500 DI ASTANA

Diversamente, fare compagnia all’orso russo nella parte bassa sarà compito del 21 volte campione Slam Novak Djokovic. Il 35enne serbo, che nella giornata odierna affronterà – un altro russo – Roman Safiullin per centrare la finale a Tel Aviv, entrato in tabellone all’ultimo grazie ad un invito concessogli dagli organizzatori – perché non iscritto al torneo – da tds n. 4 inizierà la propria campagna kazaka opposto al quartofinalista dell’ultimo Wimbledon Cristian Garin.

TUTTI A CACCIA DI PUNTI PER LE FINALS – A completare il lotto ci sono altre tre teste di serie al via: Andrey Rublev, Hubert Hurkacz e Felix Auger-Aliassime . Il 24enne di Mosca e il polacco, rispettivamente quinto e settimo favorito alla vittoria finale, vanno caccia di punti vitali per conquistare la qualificazione al Masters di fine anno. Il n. 9 ATP fronteggerà, per iniziare, un qualificato; mentre Hubi avrà di fronte nei trentaduesimi di finale l’argentino Francisco Cerundolo – che ben si è comportato in Davis -. Il canadese ottava forza del tabellone, invece, esordirà in un match dagli spunti tecnici alquanto intriganti contro il valenziano Roberto Bautista-Augut. Due tennisti, che non solo hanno in comune il fatto di possedere il doppio-cognome, ma anche per certi versi un stile simile. Sicuramente la pesantezza di palla sia del dritto che del servizio in dote al giocatore di origini togolesi, dovrebbero varcare il solco in termini di cilindrata; ma se dovesse calare anche solo di poco nella spinta o nella precisione, Roberto certamente non farebbe prigionieri. Il Felix però ammirato con addosso la maglietta rossa del Resto Del Mondo, è un cliente che nessuno vorrebbe incrociare.

L’ITALIA SOGNA LA PRESENZA DI UN ALTRO AZZURRO – Ah ovviamente vi starete chiedendo se non manchi una testa di serie. Certo che manca, è quella del nostro Jannik Sinner. Il kid della Val Pusteria, dopo che cercherà fino alla fine di far man bassa in Bulgaria, si dirigerà in Kazakistan per affrontare l’erbivoro Oscar Otte. Sulla carta dovrebbe essere l’unico azzurro impegnato all’Astana Open, ma potrebbe non essere così. Luca Nardi infatti, nella mattinata odierna, ha superato il coetaneo serbo Hamad Medjedovic (n. 255 ATP) per 6-1 6-3 in quasi un’ora e dieci di match. Una partita che è stata il remake di quanto accaduto cinque anni fa nella finale del Les Petits As – il campionato del mondo under 14, che si svolge nella cittadina di Tarbes a venti chilometri da Lourdes -, dove a trionfare fu ancora l’azzurro. Ora per accedere al quarto main-draw della carriera, se la dovrà vedere con la tds n. 1 delle quali David Goffin. Un impegno sicuramente molto arduo, ma il 19enne pesarese – n. 151 del mondo – forte del suo seed di n. 7 proverà a regalarsi un’altra gioia dopo Anversa, Roma ed Amburgo.

IPOTETICI QUARTI DI FINALE, SE LE TESTE DI SERIE DOVESSERO ESSERE RISPETTATE –

[1] C. ALCARAZ – [5] A. RUBLEV

[3] S. TSITSIPAS – [7] H. HURKACZ

[6[ J. SINNER – [4/WC] N. DJOKOVIC

[8] F. AUGER-ALISSIME – [2] D. MEDVEDEV

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