Coco Gauff irrompe nel main draw di Washington

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Coco Gauff irrompe nel main draw di Washington

Due match di qualificazioni giocati, nove game concessi. Tantissimi tifosi a seguirla. “Pare che sia diventata una celebrità” dice papà Corey. Al primo turno affronterà la kazaka Diyas, possibili quarti contro Stephens

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Coco Gauff - Washington 2019 (foto via Twitter, @CocoGauff)

L’uragano Coco si è ufficialmente spostato dalla capitale del Regno Unito, Londra, a quella degli Stati Unti, Washington. E tutte le tenniste che si trovano sulla sua strada sono avvertite. Dopo la straordinaria cavalcata di Wimbledon, conclusasi solo al cospetto della poi vincitrice del torneo Simona Halep in ottavi di finale, la 15enne Coco Gauff non ha infatti intenzione di rallentare la sua ascesa. La prodigiosa teenager di Delray Beach si è qualificata per il main draw del Citi Open, divorandosi le avversarie in un sol boccone. Gauff ha pienamente onorato la prima testa di serie del tabellone cadetto, cedendo solamente nove giochi in due incontri.

Nel match d’esordio, ha impartito un netto 6-4 6-2 alla connazionale Maegan Manasse, n.394 del ranking WTA. In seguito, la furia della campioncina statunitense si è abbattuta su Hiroko Kuwata, n.294 della classifica mondiale e n.8 del seeding cadetto. Un paio di game interlocutori e poi Gauff ha messo il turbo, piazzando un parziale di 8 giochi consecutivi che ha mandato al tappeto la malcapitata Kuwata, con l’incontro che si è concluso 6-1 6-2 in suo favore. “Da Miami (dove ha giocato per la prima volta un torneo del circuito WTA, ndr) ho capito meglio come devo stare in campo”, ha dichiarato Gauff a fine partita. Essendo una teenager ci sono sempre nuove cose che impari su te stessa e sul tuo gioco. Mi sento molto maturata a partire da quell’esperienza. E penso che si veda nei risultati. Ho molta più fiducia in me stessa e mi metto meno pressioni. Mi sto divertendo anche di più”.

E si diverte anche il pubblico americano, accorso in massa a sostenere la nuova grande star del proprio movimento tennistico. “È incredibile quante poche persone conoscessero il mio nome poche settimane fa e quante lo conoscano ora”, ha commentato Gauff al termine del primo match contro Manasse. Anche papà Corey, ex giocatore di basket a livello di college, ha apprezzato l’accoglienza riservata alla figlia dal pubblico di Washington nella sua prima apparizione post-Wimbledon. I fan sono venuti qua a mostrare il loro supporto. Lo apprezziamo molto. Suppongo sia ormai diventata una piccola celebrità”, ha affermato.

 

Grazie a queste due vittorie, Gauff si è qualificata per la prima volta per il tabellone principale di un torneo del circuito WTA. Al primo turno di Washington affronterà la 25enne kazaka Zarina Diyas, n.84 del ranking mondiale ma capace di salire fino alla 31esima posizione mondiale nel 2015. In carriera, Diyas ha vinto un titolo, a Tokyo nel 2017, e vanta due ottavi a Wimbledon come miglior risultato negli Slam. Lo stesso raggiunto da Gauff qualche settimana fa. In caso di vittoria, potrebbe trovare l’ucraina Lesia Tsurenko, ottava testa di serie del seeding, al secondo turno. Guardando ancora più avanti, e non è follia quando di mezzo c’è un talento di questo tipo, si prospetta un quarto di finale molto affascinante contro la favorita del torneo e vincitrice degli US Open 2017 Sloane Stephens, anche lei afroamericana, anche lei nativa della Florida.

Come se non bastasse, Gauff scenderà in campo anche nel torneo di doppio insieme alla connazionale Catherine McNally, altra promessa del tennis americano. Anche sei i suoi tre anni in più la fanno sembrare già vecchia rispetto alla compagna. “Sono molto eccitata di giocare il doppio”, ha detto Cori. Ho giocato con Caty l’anno scorso agli US Open Junior e abbiamo vinto il titolo. La conosco da tanto tempo ed è una ragazza dolcissima. Siamo una grande coppia io e lei. Sono curiosa di vedere quello che riusciremo a fare tra le professioniste. Ma penso che andremo bene”. La convinzione in se stessa è travolgente. Proprio come un uragano. 

(clicca per ingrandire)

Il tabellone completo di Washington

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La federazione britannica e i fratelli Murray pensano al ritorno in campo

Prove di ripartenza anche per il tennis britannico, con tante opzioni sul tavolo

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Il mondo intero sta faticosamente uscendo dal lockdown e il tennis non è da meno, con l’organizzazione dei primi tornei locali in giro per il mondo. Si è mosso anche Novak Djokovic, che ha in messo in piedi l’Adria Tour. La Lawn Tennis Association, ente governativo del tennis britannico, ha confermato che sta pensando di organizzare quattro tornei “British Tour” da disputarsi tra il 3 e il 26 luglio a Londra, presso la LTA National Arena di Roehampton – località in cui si svolgono le qualificazioni di Wimbledon. La superficie scelta è il cemento in modo da favorire una buona preparazione nel caso in cui lo US Open dovesse essere confermato nelle date previste.

Ad ogni torneo dovrebbero partecipare 32 tennisti, 16 uomini e 16 donne, e sarà aperto ai giocatori tesserati alla LTA con la classifica migliore. Il British Tour solitamente è un circuito di tornei aperto a giocatori non di alto livello e il prize money sarà più alto del 50% rispetto alle precedenti edizioni; questo aiuterà gli organizzatori ad attrarre i top player britannici ora fermi per l’emergenza coronavirus. Tutte le partite si disputeranno a porte chiuse ma con la possibilità di vederle in streaming.

La federazione britannica non è però l’unica ad aver pensato a un torneo. Come riportato dal The Times, Jamie Murray, sette volte campione Slam di doppio, sta pensando di organizzare un torneo locale in stile ATP Finals. I migliori otto giocatori britannici per ranking saranno infatti divisi in due gironi, un’idea che ricalca il format del torneo di fine stagione targato ATP. Il numero 28 del ranking – nonché numero 1 britannico – Daniel Evans si è detto entusiasta dell’idea di Murray. “È incredibile quello che sta facendo […] da vero uomo squadra (Davis, ndr) sta provando ad aiutare i giocatori britannici in questo momento“.

 

Dovrebbe essere possibile anche la presenza di Andy Murray, che sta continuando ad allenarsi e pare aver recuperato dall’infortunio all’inguine che lo tormenta da fine 2019. Il torneo dovrebbe avere luogo a Londra, verso la fine di giugno, sempre in ossequio alle norme igienico-sanitarie che verranno stabilite da LTA.

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Parlano gli avvocati di Basilashvili: “Le accuse di violenza domestica sono false”

Primo comunicato degli avvocati del georgiano: “Dalla sua ex coniuge accuse infondate, le riprese video dimostrano la sua innocenza”

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Nikoloz Basilashvili - US Open 2018 (foto via Twitter, @usopen)

Pochi giorni fa, dopo l’accusa di violenza domestica da parte della ex moglie, Nikoloz Basilashvili era stato arrestato e poi rilasciato su cauzione. Come aveva già anticipato il tennista georgiano, ad intervenire adesso sono i suoi avvocati. Di seguito è riportato integralmente il comunicato da loro rilasciato.

“In qualità di avvocati di Nikoloz Basilashvili, confermiamo che le accuse di violenza domestica presentate contro il nostro cliente dalla sua ex coniuge il 23 maggio 2020 sono false e totalmente prive di fondamento. Al momento, non siamo in grado di divulgare pubblicamente tutto il materiale di indagine in quanto il caso include un minore. Tuttavia, vorremmo assicurare ai fan di Nikoloz Basilashvili che le riprese video già presentate alla corte dimostrano la posizione del nostro cliente e lo sollevano completamente dalle summenzionate affermazioni false. Confidiamo che il giudice riconoscerà tutte le prove presentate e Nikoloz Basilashvili sarà assolto da tutte le accuse”.

“Nikoloz ha divorziato da Neli Dorokashvili dal 2019. L’ex coppia ha un figlio di 5 anni, Lukas. Nell’interesse del minore, Nikoloz Basilashvili desidera astenersi dal denunciare le deliberate azioni provocatorie commesse da Neli Dorokashvili il 22 maggio 2020. Per lo stesso motivo di proteggere suo figlio, il tennista non risponderà pubblicamente alle accuse infondate della sua ex coniuge. Nikoloz Basilashvili è profondamente rattristato dalle false accuse e dal calvario che ha dovuto affrontare negli ultimi giorni; si rammarica anche dell’inconveniente per tutti gli amici e familiari che sono stati coinvolti. Allo stesso tempo, vorrebbe esprimere la sua gratitudine nei confronti del pubblico per il supporto incondizionato, e dimostrerà la sua completa innocenza permettendo a tutta la verità di prevalere”.

I media georgiani nei giorni scorsi, nel tentativo di ricostruire la vicenda, avevano riportato come motivo scatenante della lite la richiesta dell’ex moglie di un aumento dell’assegno mensile che il numero 27 del mondo le versa come alimenti: da 100.000 Leri georgiani (circa 29.000 euro) a 300.000.

 

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Per Marion Bartoli i doppisti guadagnano troppo: “Diamo quei soldi ai qualificati”

L’ex tennista francese attacca i doppisti: “Possono permettersi di pagare sei persone e giocano solo in doppio! Non fanno lo stesso sforzo di un singolarista”

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Marion Bartoli - Roland Garros 2017 (foto Roberto Dell'Olivo)

In un talk show dedicato al tennis presentato dal coach Josh Cohen e proposto sul sito Tennis Majors, a Marion Bartoli è stato chiesto quale potrebbe essere un modo per aiutare i tennisti che al momento stanno avendo problemi economici a causa del coronavirus. La campionessa di Wimbledon del 2013 ha colto l’occasione per togliersi un sassolino della scarpa, e si è lasciata andare a dei commenti tutt’altro che amichevoli nei confronti di una categoria di suoi ex colleghi: i doppisti.

“Lo so che non mi farò delle amicizie, ma penso che dobbiamo dirlo: non capisco tutte queste competizioni in doppio durante tutto l’anno. Capisco durante gli Slam e le Olimpiadi perché il doppio fan parte della storia del tennis (ma) sono stata ad alcuni tornei con la mia giocatrice (Lucie Wargnier ndr) e vedo questi giocatori di doppio che hanno un team, fino anche a sei persone con loro. Quando ero una tennista di singolare non potevamo permetterci di pagare sei persone per viaggiare con noi a tempo pieno. Loro possono permettersi di pagare sei persone e giocano solo in doppio!

La cosa che la 35enne francese trova più incomprensibile è il fatto che questi ricevano più compensi di quanto si meritino. Ed è su questa base che Bartoli ha poi esposto un suo piano per aiutare chi è in difficoltà, che non prevede finanziamenti esterni o raccolta fondi, ma anzi suggerisce di togliere i soldi ai doppisti per darli ai singolaristi.“Perché non dare un po’ di quei soldi ai qualificati, o a qualcuno che gioca solo Challenger? Io la cosa non la capisco, perché in doppio non fai lo stesso sforzo di un singolarista. Non ti alleni altrettanto… continuano, settimana dopo settimana, a ottenere quei soldi”.

 

“Non so se si dovrebbe fermare completamente il doppio, ma una soluzione sarebbe dargli meno soldi e dare quei soldi ai qualificati e ad altri“. Il motto di Robin Hood, personaggio di fantasia, era ‘togliere ai ricchi per dare ai poveri’, mentre per Bartoli sembra esser diventato ‘togliere ai poveri per dare ai meno poveri’. Ci si augura solo che, come nel caso di Robin Hood, l’idea resti solo nel mondo della fantasia.

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