La FIT lancia la Tessera Gold: sono in arrivo i "tennisti premium"?

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La FIT lancia la Tessera Gold: sono in arrivo i “tennisti premium”?

Un nuovo prodotto offre un pacchetto di servizi ai praticanti disposti a spendere di più

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Con l’inizio del mese di novembre è cominciata la campagna tesseramenti della Federazione Italiana Tennis (FIT), e nelle caselle email dei tesserati, oltre all’invito a versare la quota per il 2020 a prezzi bloccati entro la fine dell’anno, è arrivata anche la presentazione dell’ultima novità in casa federale: la Tessera FIT Gold.

Per “soli” 129 euro all’anno il tesserato FIT potrà godere di numerosi vantaggi nell’attività agonistica ed avrà accesso a possibilità esclusive per conoscere da dentro il mondo del tennis. O almeno questo è ciò che viene promesso, perché soprattutto alcuni di questi vantaggi sembrano di difficile realizzazione.

Prendiamo il primo, per esempio: “Il Tesserato Gold ha facoltà di scegliere la fascia oraria di gioco nei tornei FIT. Il giocatore può indicare le sue preferenze alla vigilia del torneo o quotidianamente. L’organizzazione della giornata di gara è sempre a discrezione del Giudice arbitro, che nella compilazione dell’orario dovrà tenere conto del rispetto delle regole del tennis”. Questa la spiegazione che appare sul sito della FIT che però, se si va a leggere nel documento ufficiale delle “Condizioni di utilizzo” della Tessera Gold, rivela qualche clausola in più.

Non è possibile scegliere l’orario in caso di semifinale o finale, oppure quando per recuperare incontri è necessario effettuare doppi turni. Poi, nel caso in cui uno degli atleti in gara sia minorenne l’orario fissato dal tesserato Gold non potrà essere precedente alle ore 14, questo si immagina per tutelare i ragazzi che hanno impegni scolastici. Ma i maggiorenni non vanno a scuola? E non ci sono lezioni al pomeriggio? Questi casi non vengono contemplati. Nel caso di due tesserati Gold che giocano l’uno contro l’altro, sarà quello con la classifica “più alta” a prevalere. “Più alta” probabilmente vuol dire migliore, ma non è spiegato.

È facile capire come questo privilegio possa essere di difficile attuazione, dal momento che quasi tutti gli agonisti al di sotto della categoria 2.2 o giù di lì hanno tutti altre attività da svolgere durante la giornata che inevitabilmente avranno il sopravvento sul torneo di tennis. Già ora si indica al Giudice Arbitro un orario di disponibilità di massima, è difficile capire quanto possano essere più imperativi gli orari di disponibilità dei tesserati Gold. In ogni caso, comunque, il Giudice Arbitro del torneo ha il diritto a stilare il programma di gioco che ritiene più opportuno e non c’è diritto d’appello.

 

Il diritto d’appello invece esiste nel caso in cui venga negato al tesserato Gold il secondo dei privilegi della tessera: quello di poter giocare ogni incontro con un tubo di palline nuove. Nel caso in cui le palline nuove non ci siano, il tesserato Gold deve comunque scendere in campo ma può inoltrare reclamo, e per ogni reclamo otterrà un tubo di palline in omaggio. Il problema qui è che un reclamo costa svariate centinaia di euro, a seconda della categoria del tennista in questione, e il tubo di palle gratuito può essere ritirato solamente presso la sede del Comitato Regionale FIT di appartenenza. Voi ce lo vedete un tesserato di Lecce che va a Bari per andare a prendere un tubo di palline? O uno di Bormio che va a Milano? Forse converrebbe comprarsi un tubo di palline identiche a quelle utilizzate nel torneo e portarselo dietro: sicuramente costerebbe meno.

Altro beneficio per i tesserati Gold che farà sicuramente discutere è quello di poter avere l’on-court coaching, a patto però che l’allenatore sia un tecnico nazionale o un maestro nazionale, che la scelta di volersi avvalere del coaching sia annunciata in anticipo e che il torneo non sia un prima o seconda categoria o un campionato italiano individuale di qualsiasi categoria. Questa possibilità esiste anche ora, previo il pagamento di un supplemento alla quota d’iscrizione del torneo: dal 2020 in poi sarà riservata solamente ai tesserati Gold.

Oltre a questi benefici che potremmo raggruppare nell’ambito “agonistico”, esistono altri benefici di natura più prettamente commerciale:

  • la partecipazione a una giornata di formazione ai corsi dell’Istituto di Formazione “Roberto Lombardi”
  • uno sconto del 15% sul merchandising FIT nel FIT Store
  • un biglietto o un upgrade, soggetto a disponibilità, per gli Internazionali BNL d’Italia o le NextGen ATP Finals 2020. Il biglietto per gli Internazionali sarebbe un ground per le qualificazioni di sabato o domenica (quindi il biglietto meno costoso), e per le NextGen ATP Finals sarebbe un biglietto per una delle giornate eliminatorie
  • un backstage tour degli Internazionali BNL d’Italia 2020, ovvero un tour guidato delle aree normalmente non accessibili al pubblico
  • partecipare a un Meet&Greet” con un campione italiano del presente o del passato
  • due inviti per i SuperTennis Awards, la serata di gala in dicembre durante la quale vengono premiati i personaggi del tennis italiano
  • visitare gli studi televisivi di SuperTennis
  • ricevere un bonus di 20.000 Tennis Coin, la moneta virtuale della FIT che serve per sbloccare le aree riservate del sito FIT

Se quest’ultimo gruppo di benefici costituisce un’offerta commerciale più che legittima da parte della FIT, che ovviamente ha il dovere di trovare i fondi per finanziare il tennis e quindi cerca sempre nuove strade per aumentare il fatturato, i vantaggi che vanno ad influire sull’attività agonistica sono più discutibili, perché di fatto creano una realtà a due velocità atta a discriminare i praticanti che possono spendere di più da quelli che invece possono spendere meno.

La FIT fu al centro di infuocate polemiche la primavera scorsa quando dichiarò, per bocca del presidente Binaghi, di aver aumentato i prezzi dei biglietti per la giornata di mercoledì dopo la conferma che Roger Federer avrebbe giocato agli Internazionali BNL d’Italia. In quel caso la Federazione adottò pratiche abbastanza consolidate in vari settori commerciali (dai trasporti all’ospitalità) che adattano il prezzo all’aumentare della domanda. In quel caso però non si trattava del “core business” della FIT: gli appassionati non hanno il “diritto” di vedere Federer a prezzi calmierati, non fa parte della mission della FIT portare innanzi alle folle osannanti uno dei più grandi tennisti di ogni epoca. E soprattutto, in quell’ambito la FIT non agisce da monopolista: ci sono tanti altri tornei ai quali si può andare se si vuole vedere Federer. Quindi nella circostanza specifica, sebbene sia stata opinabile la sfacciataggine con cui questa pratica sia stata sbandierata, la FIT era pienamente nei suoi diritti a prendere quella decisione.

Nel caso della tessera Gold, tuttavia, si intacca un ambito, quello agonistico, nel quale la FIT agisce in un regime di sostanziale monopolio naturale che dovrebbe porre dei problemi di opportunità quando si va a discriminare il livello di accesso alla disciplina su esclusiva base monetaria. La FIT ha come fini “lo sviluppo, la propaganda, l’organizzazione e la disciplina dello sport del tennis […], in tutte le sue forme e manifestazioni, nel territorio nazionale, nonché la promozione dell’attività sportiva”. Quando si va a creare una struttura discriminante come quella proposta dalla Tessera Gold, nella quale alcuni praticanti vengono messi in una situazione di svantaggio (giocare ad orari sconvenienti, niente palle nuove, nessun accesso al coaching, al contrario di quanto può avvenire per altri) si può arrivare a creare un ambiente poco accogliente che potrebbe allontanare praticanti dall’attività agonistica, e questo sarebbe contrario agli scopi istituzionali della FIT.

Si tratta sicuramente di una mossa innovativa e parecchio rischiosa per il mondo del tennis italiano: le prime opinioni circolate sui social media non sono positive, l’accoglienza di questa iniziativa non è stata delle migliori e sarà di vitale importanza per la FIT monitorare la reazione dei praticanti.

La Federazione Italiana sotto la guida di Angelo Binaghi si è trasformata sempre più da ente parastatale in un’azienda orientata al mercato, raccogliendo sostanziosi profitti. Tuttavia, anche se, come già ricordato, in alcuni ambiti opera in un regime di sostanziale monopolio naturale, se vuole spingersi sempre più verso una gestione commerciale deve ricordarsi che nell’economia di mercato the customer is king: è sempre il cliente che decide, e quando ci si dimentica questo principio, prima o poi se ne pagano le conseguenze.

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WTA Palermo, Giorgi annulla due match point e vola in semifinale. Eliminate Errani e Cocciaretto

Quasi tre ore per la rimonta di Camila su Yastremska, brava “Coccia” ma non basta. Passa anche Martic

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Camila Giorgi al Palermo Ladies Open 2020 (foto Twitter @LadiesOpenPA)

Stava per diventare piuttosto nero il venerdì azzurro di Palermo che vantava tre italiane in altrettanti quarti di finale. Dopo che Elisabetta Cocciaretto e Sara Errani non erano riuscite a ribaltare il pronostico, Camila Giorgi si è trovata due volte a un punto dalla sconfitta. La vittoria della ventottenne di Macerata, insieme a un’altra buona prova della nostra giovane promessa, ha invece gettato una lampo di luce nella notte palermitana. Prima di loro, è toccato alla numero 1 del seeding soffrire per conquistarsi il campo per il sabato. Vediamo nel dettaglio com’è andata.

PETRA FATICA ANCORA – In una canottiera bianca che vedremmo bene addosso a Raonic però con una macchia di ragù, Petra Martic deve ricorrere a due tie-break per superare la n. 119 WTA Aliaksandra Sasnovich. Questa settimana, la ventiseienne di Minsk ha dato l’impressione di poter tornare alla forma di due anni fa, quando raggiunse il best ranking al n. 30: partita dalle qualificazioni, non ha perso un set in cinque incontri. Sicuramente stanca, non ha brillato contro Martic che, dal canto suo, non è certo stata un esempio di continuità.
Con l’eccezione di qualche sbavatura da parte di entrambe, l’incontro si avvia su binari accettabili pur senza particolari sussulti, con il punteggio che segue il servizio. Le due ragazze mostrano una buona mano con le smorzate e, se Petra ne gioca qualcuna senza alzare il ginocchio sinistro (un’ulteriore sorpresa per l’avversaria), Aliaksandra si fa applaudire anche per i lob perfetti. Un brutto nono game di Martic terminato trattenendo il braccio su una palla da chiudere manda Sasnovich a servire per il set, ma la tensione si mette di traverso. All’occasione sprecata si aggiungono le tre palle break salvate dalla croata, che però si vede poi annullare un set point da una battuta che tocca la riga e salta come certi kick di Isner contro Federer in quel tie di Coppa Davis. Incapace di salirle sopra come suggerirebbe la classifica, Petra riesce a far suo il tie-break grazie a un pizzico di lucidità in più.

Lucidità che evapora del tutto dal lato bielorusso in apertura di secondo parziale: incapace di prendersi il punto nonostante tre palle comode a disposizione, Sasnovich cede un game di battuta dal sapore di resa e la ventinovenne di Spalato pare dirigersi senza patemi verso la semifinale. Sorride al vago tentativo di rientro dell’avversaria, forse perché ha letto lo studio secondo cui non è vero che “tutto può succedere” nel tennis femminile e la regola è che vince chi ha la classifica più alta. Magari le viene qualche dubbio qualche minuto dopo quando è raggiunta sul 5 pari, con tre match point (due consecutivi) cancellati da un paio di “numeri” di Sasnovich, oppure quando serve una seconda e ancora inutile volta per il match. Il tie-break è di una bruttezza tale che imprigiona lo sguardo, ma rispetta le statistiche e Martic è la prima semifinalista dell’era Covid.

 

LAMPI DI COCCIA – Deve ricorrere alla sua maggiore esperienza, Anett Kontaveit, per venire a capo in tre set di Elisabetta Cocciaretto, diciannovenne di Ancona al suo primo quarto di finale WTA. Lunedì prossimo entrerà nelle prime 150 del mondo e può in ogni caso dirsi più che soddisfatta del suo torneo – un torneo che l’ha vista superare Donna Vekic.
Una partenza senza indugi dell’estone che fa valere da subito il suo peso superiore e una comprensibile componente emotiva della nostra rappresentante si sommano in una misura che non permette di essere contrastata. Cercando di muovere l’avversaria, Elisabetta riesce anche a procurarsi un paio di occasioni per rientrare in fretta dall’istantaneo 0-2, ma Anett è davvero centrata e si accaparra indisturbata i primi 5 giochi. Il game conquistato in extremis da Cocciaretto non solo le evita il bagel, ma vale quel mattoncino di fiducia indispensabile per iniziare la seconda partita con piglio completamente diverso. E allora tiene in difesa, ruba il tempo, sfonda e vola 3-0, Elisabetta, mentre l’illusione di un match facile, se mai c’è stata, svanisce dai pensieri della ventiquattrenne di Tallin. Dopo il MTO per l’azzurra che si fa trattare la coscia sinistra, Kontaveit muove il punteggio, ma il dritto di “Coccia” ribalta gli scambi e sventra in campo. E il rovescio fa anche più male. La n. 22 del ranking si affida al servizio per ottenere punti facili e rimanere in scia mentre cerca di ritrovare completamente le sensazioni del primo parziale. Le dà una mano l’assenza della prima di servizio marchigiana nel settimo gioco ma, lungi dall’accontentarsi di quanto fatto vedere finora, Elisabetta sale 5-3 e, subito un altro break, pareggia meritatamente il conto dei set nel successivo game di risposta.

Kontaveit è brava ad approfittare del calo di tensione dell’avversaria per portarsi sul 2-0, ma la nostra si riprende in tempo per evitare il doppio break in un terzo gioco ricco di ottime giocate da parte di entrambe, con cinque parità per ribadirne l’importanza. Anett, però, resta impassibile, come lo è stata durante il MTO o dopo essere finita a terra subendo una velenosa smorzata in contropiede – una caduta scomposta a cui qualche maschietto avrebbe reagito come se avesse riportato fratture multiple. Non può non esserci un’evidente differenza di tenuta mentale tra le due a questo punto del match ma soprattutto del torneo e la speranza che ci possa essere ancora partita finisce dopo pochi minuti: Kontaveit raggiunge Martic in semifinale. E grande Coccia, anche perché non sono questi i match da vincere. Per adesso.

SARA SENZA PIANO? – Dopo un buon avvio, Sara Errani perde bandolo e confronto davanti a Fiona Ferro, interessante francese n. 53 del ranking. Buon servizio, dritto pesante con swing da circuito maschile, Fiona paga un po’ debito sul lato sinistro, quello più forte di Sara, che si è nondimeno presentata a Palermo con un dritto in spinta più che apprezzabile. Nella serata siciliana, tuttavia, Errani non ricorre agli attesi cambi di ritmo indispensabili per non dare riferimenti a chi possiede un’arma importante.
È comunque la romagnola a uscire più velocemente dai blocchi, con la francese allenata da Emmanuel Planque che commette troppi errori prima di trovare la misura dei colpi e raggiungere l’avversaria al sesto gioco. Sara brekka ancora, ma poi la sua intensità cala vistosamente senza che ne sia privilegiata la ricerca di variazioni: la ventitreenne di Libramont prende in mano il gioco, piazza vincenti anche di rovescio su palle azzurre troppo corte e morbide, infila tre game e fa suo il set 6-4. Il leitmotiv non cambia alla ripresa e diventano sette i giochi consecutivi di Ferro che scatena efficacemente il suo drittone su ogni palla che può spingere (obiettivamente troppe, a cominciare dal servizio di Sara che “esce” poco anche rispetto ai suoi standard) e chiude in un’ora e mezza.

CAMILA IN RIMONTA –Cambi di spin e di ritmo, tocchi delicati, uso sapiente del campo, attacchi in controtempo, strenue difese in attesa della palla giusta per rovesciare lo scambio: nulla di tutto ciò era previsto e la sfida dalla quale Camila Giorgi esce vincitrice contro Dayana Yastremska dopo quasi tre ore e due match point annullati non ha deluso quelle attese. Ma, una volta entrati nello spirito del loro gioco, le emozioni non sono mancate.
Si parte con due doppi falli di Camila e il conseguente 2-0 per Dayana, ma non è assolutamente un problema perché al quarto gioco la ventenne di Odessa decide che deve fare ace con ogni seconda di servizio e si torna in parità. Di nuovo troppi gratuiti di Giorgi e Yastremska torna avanti al settimo game, un vantaggio che le permette di servire per chiudere sul 5-4. Un doppio fallo sul 30 pari offre una palla del contro-break, ma l’azzurra spreca il dritto da buona posizione. Un’altra occasione del 5 pari fa invano capolino fra quattro set point, ma al quinto tentativo l’ucraina mette al sicuro il parziale.

È di nuovo break in apertura, poi una Camila all’apparenza meno frenetica rimette la testa avanti. Non le riesce però l’allungo nonostante tre opportunità; meriti dell’avversaria a parte, è chiaro che, per quanto l’idea sia di rispondere come se il punteggio fosse 40-0, la testa sa che non è così. Come nel primo set, Yastremska opera lo strappo al settimo gioco, ma non le bastano due match point per chiudere sul 5-4 dopo essere risalita da 15-40 e allora sarà il tie-break a decidere. Camila è pressoché perfetta fino al 5-1, giocando come potrebbe fare per lunghi tratti se quel suo talento venisse indirizzato, poi qualcosa si incrina. Una prima battuta le dà il 6-3 e, dopo due set point volatilizzati, chiude ricorrendo ancora a una prima sul dritto di Dayana, che preferisce replicare la precedente risposta rasoterra piuttosto che buttare la palla di là in qualche modo e vedere cosa succede.
La regola del settimo gioco si conferma nel parziale decisivo, ma questa volta tocca a Camila approfittarne e, sempre più precisa e letale, evita la tensione di servire per il match chiudendo direttamente 6-3 in risposta. Giorgi torna così in semifinale – troverà Fiona Ferro – a quasi un anno di distanza dopo quella vinta al torneo del Bronx, anche allora salvando palle match.

Risultati:
[1] P. Martic b. [Q] A. Sasnovich 7-6(5) 7-6(3)
[4] A. Kontaveit b. [WC] E. Cocciaretto 6-1 4-6 6-1
F. Ferro b. [WC] S. Errani 6-4 6-1
C. Giorgi b. [7] D. Yastremska 4-6 7-6(5) 6-3

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Opinioni

US Open 2020, la Champions League del tennis

Oggi, nel calcio, riparte la Champions League: il sole d’agosto e la voglia di tennis possono creare numerose allucinazioni, tipo accostare l’Atalanta a Denis Shapovalov, tra serate in bianco e incontri molto bizzarri sul bagnasciuga…

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Denis Shapovalov - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Lo US Open che la USTA assicura si disputerà (ma a questo punto ci crederemo solo quando vedremo i giocatori in campo impegnati nel primo turno) costituiscono un torneo inevitabilmente anomalo. L’assenza del pubblico, le interviste in smart working, un solo media presente (ESPN) e le numerosissime defezioni rendono questo torneo del tutto sui generis. Quando però una grande competizione assume una configurazione così insolita, la possibilità che emergano sorprese è estremamente alta, anche in chiave di successo finale.

La strada per sollevare il trofeo è fatta sempre di 7 partite, ma si tratta di quelle manifestazioni che davvero possono creare terremoti. C’è una situazione in parte analoga anche nel calcio.

La Champions League, una volta disputati gli ottavi di finali rimanenti (con Juve e Napoli in ballo, rispettivamente contro Lione e Barcellona), si disputerà in sede unica a Lisbona, con quarti e semifinali in partita secca – niente andata e ritorno – per poter chiudere il torneo entro la fine di Agosto. Proprio quando scatterà lo US Open, tanto per non perdere il gusto dello sport quotidiano che esalta l’uscita dal mare o lenisce le sofferenza di chi si ritrova in ufficio o sui libri. Una Champions che potremmo leggere come un ‘Wimbledon calcistico’ dai quarti in poi, in salsa lusitana e sempre, rigorosamente, su manto verde.

Sono queste le suggestioni agostane che animano le discussioni tra due strampalati amici, Fabio e Matteo, che in una località sulla riviera adriatica dell’estate più strampalata di tutte – costantemente a metà tra precauzioni talvolta eccessive e sconsiderati assembramenti da movida ritrovata – si ritrovano nella condizione più comune di tutte. Ragazze sbranate con gli occhi ma avvicinate solo per chiedere l’ora, all’insegna del drammatico “Anche stasera si cucca domani”…

 

M: “Fabio, che ne pensi di questo US Open?” 

F: “Intanto vediamo se giocano davvero…” 

M: “Sì d’accordo, ma siccome non siamo noi i dirigenti della Federazione americana, ti volevo chiedere se pensi che vista la situazione unica, non possa arrivare una grande sorpresa. È un po’ come in Champions League, dai quarti tutti a Lisbona in partite secche, tipo final eight del basket. In una situazione così, potrebbe vincere l’Atalanta! In molti si aspettano il primo successo Slam di un Next Gen e io sono tra questi, ma ho in mente una sorpresa bella da vedere come la Dea, Denis Shapovalov

F: “Sei impazzito? Devi aver preso troppo sole, Shapovalov appena trova uno solido e di esperienza soccombe. Se vuoi che ti segua nel tuo parallelo con la Champions, il canadese è il Lipsia e Bautista è l’Atletico Madrid. Ce li vedi i tedeschi che mandano a casa gli uomini di Simeone? Mi piace però la tua suggestione sull’Atalanta, ma la mia Dea è David Goffin, esperienza e talento, altro che Next Gen… A proposito, Zverev è il Manchester City, ogni volta sembra che debba suonare tutti, e ogni volta torna suonato

M: “Ecco, probabilmente allora la Champions la vincono gli inglesi e a New York trionfa Sascha…”.  

A questo punto, giusto dalla prima fila di ombrelloni, separato dal mare solo dai due giovinastri che sin dal mattino avevano occupato il bagnasciuga, interviene un distinto signore sulla sessantina, più abbronzato di  un pescatore locale: “Ragazzi, scusate se mi intrometto, anch’io sono un malato di tennis. Abbiate pazienza, ma perché in questa Champions League tennistica non vedete i nostri italiani possibili vincitori? Lo so, purtroppo Fognini non sarà della partita, torna sulla terra rossa ed è un peccato, perché Fabio lo conoscete bene, è una sorta di Napoli con l’esperienza internazionale, mentre Matteo lo vedo come una via di mezzo tra la freschezza dell’Atalanta e il potenziale del Paris Saint-Germain. Voi invece volete trovare a tutti i costi la sorpresa estera. Perdonate la confidenza, non è che siete di Ubitennis per caso? Sembrate davvero due firme allevate a pane e Scanagatta…

No, noi siamo solo due umili lettori… lei piuttosto, visto il suo ottimismo patriottico, non è della FIT per caso?

Ah ah, no, anch’io sono solo un appassionato lettore, sia di Ubitennis che della concorrenza. Insomma, credo proprio che nè Binaghi né Ubaldo sapranno nulla di questa discussione… Comunque noi qui sogniamo in spiaggia ma credo che il Real di turno, all’anagrafe Novak Djokovic, non si batterà neanche quest’anno. Lasciate perdere quest’anno che il Real dovrebbe rimontare il Manchester City, sarebbe come se Djoker dovesse rimontare 2 set a Zverev sul veloce (ci crederei solo se lo vedessi, e comunque in uno Slam ce la farebbe lo stesso). Vi saluto ragazzi

L’italico signore volge le spalle al mare e ai due amici, per stringere la mano a un altro cumenda, col quale scambia due veloci battute per concludere con un sorriso rassicurante: “Non si preoccupi Avvocato, anche dovessero giocare senza pubblico, per lei le porte degli Internazionali saranno sempre aperte“. I sospetti sulla provenienza di quel distinto vanno rafforzandosi, ma Matteo e Fabio tornano subito al tennis giocato.

M: “Certo che Berrettini mai come ora a New York ha una grande opportunità e ce l’avrebbe avuta anche Fognini. Anche se ti confesso che pensando a quei due penso subito a Flavia e Tomljanovic”. 

F: “Sì però pure tu, quelle due ieri sera ci sorridevano per tutto il lungomare e ora mi parli di Tomljanovic e Pennetta. Allora dillo che preferisci palleggiare contro un muro bellissimo piuttosto che giocare un bel match contro un fresco terza categoria…”. 

La Champions comincia tra poche ore, tra poco più di 20 giorni toccherà anche allo US Open. Nella speranza che la ripresa globale dello sport non venga interrotta da altre notizie infauste.      

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Italiani

WTA Palermo: Giorgi in rimonta, sono tre le azzurre ai quarti di finale

Camila perde il primo parziale contro la slovena Juvan poi viene fuori alla distanza. Ma quanti errori e quanti patemi. Raggiunge Errani e Cocciaretto, che sfiderà Kontaveit. Passa la n.1 Martic

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Camila Giorgi - Palermo 2020 (via Twitter, @LadiesOpenPA)

È la solita Camila Giorgi, nel bene e nel male, quella che supera in rimonta la 19enne slovena Kaya Juvan, n.121 del ranking mondiale, con lo score di 3-6 6-2 6-4 in due ore di gioco nel suo match di secondo turno al torneo di Palermo, il primo dell’era post-Covid per la WTA. Sprazzi di un tennis dominante, con vincenti a raffica, e passaggi a vuoto, causati anche dagli eccessivi rischi che il suo gioco comporta. Alti e bassi, non solo all’interno della stessa partita ma anche dello stesso set. Alla fine, comunque basta per piegare la resistenza della combattiva e promettente Juvan, debilitata anche da qualche dolore alla schiena nelle fasi finali del match. “Per me è stata una bella partita; lei non mi ha messo in difficoltà, sono io che ci ho messo un po’ a entrare in partita ed ero sempre io a sbagliare. Avevo il punto sempre in mano, infatti nel terzo ho set ho dominato” ha detto Camila dimostrato buona sicurezza a fine partita.

La tennista di Macerata approda così ai quarti di finale del torneo siciliano, insieme alle altre italiane Sara Errani ed Elisabetta Cocciaretto. Affronterà Dayana Yastremska che ha battuto facilmente Oceane Dodin. 

IL MATCHAvvio di incontro spumeggiante per Camila che mette pressione alla sua avversaria in risposta e la infilza sia di dritto che di rovescio con grande facilità. Juvan però non si scompone, mantiene basso il numero degli errori e si riprende subito il break di svantaggio pareggiando sul 2 a 2. Giorgi invece perde verve e cede il servizio nel settimo gioco. La slovena conferma il vantaggio e approfitta di un orrendo turno di servizio da parte di Giorgi, concluso con un doppio fallo, per conquistare il primo set per 6-3. Rinfrancata dal set di svantaggio, Juvan ora gioca tranquilla, mostrando un gioco solido e dalle soluzioni tecniche talvolta interessanti. Giorgi ha però il merito di non andare via di testa. Ne vengono fuori una serie di giochi lottati al termine dei quali è Camila a venire fuori con un break sul 2 pari. L’azzurra vince altri 3 game e rimanda tutto al set decisivo. 

 

Juvan nella pausa chiama l’intervento del fisioterapista per un dolore nella parte inferiore della schiena. Sfruttando l’inerzia e i fastidi fisici dell’avversaria, Giorgi va subito avanti sul 3 a 0. A causa di un passaggio a vuoto perde uno dei due break, ma poi lo recupera immediatamente portandosi sul 5 a 1. La partita sembra ormai indirizzata definitivamente con Juvan che comincia a buttare via gli scambi. Giorgi però pecca in quanto a killer instinct, commettendo una serie di errori inopinati che riportano la giovane balcanica incredibilmente sotto, fino al 5 a 4. Nonostante anche un po’ di malcelata tensione, Giorgi riesce al secondo tentativo a tenere il servizio, ottenendo la vittoria in un match che ha messo in mostra i soliti pregi e difetti della marchigiana. Il Covid-19 ha cambiato il mondo, ma non Camila Giorgi. 

Camila Giorgi – Palermo 2020 (via Twitter, @LadiesOpenPA)

GLI ALTRI MATCH – Negli altri due match di giornata, vittorie in rimonta per la teste di serie per Petra Martic e Anett Kontaveit, rispettivamente n.1 e n.4 del seeding. A far sudare la croata è la Liudmila Samsonova, n.117 del ranking WTA, russa di nascita ma italiana d’adozione, che a causa di un passaporto mai arrivato da qualche anno purtroppo non veste più i colori azzurri. Primo set equilibratissimo e tutto giocato sui servizi, a dir il vero notevoli per gli standard femminili delle due tenniste. Avanti 5 a 4, Samsonova ha sei occasioni per portarsi a casa il set in risposta (di cui tre consecutive) ma Martic si salva. La 21enne russa però non accusa il colpo, e dopo aver tenuto a fatica il proprio turno di battuta riesce finalmente a conquistare il parziale per 7 giochi a 5.

Parte meglio la 29enne di Spalato nel secondo set, mettendo a segno il break in apertura. C’è però equilibrio in campo e Samsonova si riporta sotto sul 4 pari. La russa però non conferma il vantaggio in uno sciagurato game di servizio a zero e Martic vince il set per 6-4. Nel secondo set la favorita del seeding dilaga con due break, nel terzo e nel settimo gioco. La tennista balcanica vince il parziale per 6-2 dopo poco meno di due ore e mezza di gioco e va ai quarti. Affronterà la bielorussa Aliaksandra Sasnovich, come Samsonova proveniente dalle qualificazioni, giustiziera della nostra Jasmine Paolini al secondo turno. 

Maggiormente pronosticabili le difficoltà incontrate da Kontaveit contro la tedesca Laura Siegemund, ex top 30, tennista dal gioco potente e vario. Ed è proprio grazie a questo mix che la veterana tedesca, allenata dal siciliano Antonio Zucca, mette subito la testa avanti nel primo parziale. Kontaveit recupera sul 2 pari ma la sua avversaria è più pimpante e può fare affidamento su un maggior numero di soluzioni tecniche. Siegemund si prende un altro break e sale 4 a 2. A spianarle la strada è la stessa estone la quale con un game di servizio da tre doppi regala il primo set per 6-3.

Kontaveit cambia marcia nel secondo parziale: più incisiva sia di dritto che di rovescio e meno fallosa da fondocampo. E gli equilibri in campo si alterano radicalmente. La n.4 del seeding si invola facilmente sul 3 a 0 pesante. Siegemund recupera un break e si riporta sotto. Kontaveit però è padrona del campo: strappa ancora il servizio all’avversaria nel settimo gioco e si prende il set per 6-2. L’estone mette subito la testa avanti nel parziale decisivo. La tedesca non molla e rimane agganciata. La n.22 del mondo dà la spallata decisiva sul 5 a 2. Un’indomita Siegemund annulla quattro palle break ma deve cedere sulla quinta. Sarà dunque, Kontaveit l’avversaria di Elisabetta Cocciaretto ai quarti: un’altra Top 30 da sfidare, un’altra montagna da scalare. Ma la teenager di Porto San Giorgio ha già dimostrato in questo torneo di non farsi intimorire facilmente. 

Risultati:

[1] P. Martic b. L. [Q] Samsonova 5-7 6-4 6-2
[4] A. Kontaveit b. L. Siegemund 3-6 6-2 6-2
C. Giorgi b. [Q] K. Juvan 3-6 6-2 6-4
D. Yastremska b. O. Dodin 6-2 6-4

IL TABELLONE COMPLETO

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