Sharapova e Piatti: insieme nel 2020

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Sharapova e Piatti: insieme nel 2020

Ufficializzata la collaborazione tra la tennista russa e il coach italiano per la prossima stagione. “Ha completamente recuperato dall’infortunio. Se continuerà a stare bene potrà fare buone cose”, dice Piatti

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Maria Sharapova e Riccardo Piatti (via Twitter, @RPiatti)

Riccardo Piatti lo aveva già annunciato nella conferenza stampa alla vigilia delle Next Gen Finals. Lo ha confermato a La Gazzetta dello Sport. Il prossimo anno, oltre a Jannik Sinner, lui e il suo team, composto da Dalibor Sirola e Claudio Zimaglia, seguiranno da vicino anche Maria Sharapova. La notizia non è particolarmente sorprendente considerando che già da diversi mesi Sharapova si allena nell’accademia di Piatti a Bordighera, insieme proprio a Sinner. Ma comunque conferma che Masha, a 32 anni, è seriamente intenzionata a riportarsi ai vertici del tennis mondiale dopo ormai più di due stagioni condizionate dai problemi fisici. Ed evidentemente che il coach comasco ritiene sia possibile.

“Abbiamo lavorato molto negli ultimi mesi e adesso anche il suo infortunio è recuperato. Sta bene e ha messo tantissimo impegno per tornare competitiva”, ha raccontato Piatti. Tuttavia, il lavoro di questi mesi non si è concentrato solo sull’aspetto atletico ma anche su quello tecnico. A dispetto dei cinque titoli Slam in bacheca e di ormai due decadi sul tour, l’allenatore italiano pensa di poter aggiungere qualcosa al gioco della campionessa siberiana. “Ci siamo concentrati molto sulla parte tecnica e sui colpi per cercare di mettere ordine al suo gioco, anche con l’aiuto della video-analisi”. Che il gioco di Sharapova fosse basato sull’istinto e sulla forza più che sull’astuzia è sempre stato evidente. Ma le era bastato così. Ora forse ha bisogno di maggiore concretezza e varietà per stare al passo con tenniste molto più giovani di lei.

Piatti si è anche soffermato sul suo rapporto con Maria, da sempre considerata molto altezzosa, con quell’aspetto da star inarrivabile. Da fuori sembra una persona fredda e poco amichevole. Invece è una ragazza gentile. Si applica moltissimo e le piace imparare. Per il preparatissimo allenatore lombardo si tratta di una prima volta non solo con una tennista così affermata, ma con una tennista in generale. “Io non ho mai allenato donne. Ma con lei ho fatto un’eccezione. Sarà una bella sfida”. Intanto però Sharapova ha abbandonato il duro lavoro vicino sulle coste della Liguria per un safari in Botswana, circondata dai leoni. “Le abbiamo dato i compiti delle vacanze e mi manda i video degli esercizi che sta facendo. È molto diligente”, ha assicurato Piatti. Che poi si è lanciato in una previsione: Se continuerà a stare bene potrà fare buone cose grazie alla sua tenuta mentale”. 

Potersi allenare con una campionessa di tale calibro intanto ha già portato buone cose per il nostro Sinner. Sharapova è stata prodiga di consigli per il baby prodigio altoatesino. Le ho chiesto una volta se da giovane lei aspettava l’errore dell’avversaria o andava a prendersi il punto. E lei mi ha risposto che bisogna sempre attaccare”, ha rivelato Jannik. Chissà che non lo vedremo presto cominciare a fare continui pugnetti di incoraggiamento o a non pestare le righe del campo per scaramanzia. 

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Roland Garros, la serenità di Nadal dopo il ko: “Ora riposo, poi torno a giocare per vincere”

Il campione spagnolo dopo la sconfitta contro Novak Djokovic: “Lui si è adattato meglio al cambiamento delle condizioni”

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Rafael Nadal - Roland Garros 2021 (via Twitter, @atptour)

Non capita spesso di vedere perdere Rafael Nadal al Roland Garros: proprio per questo c’era grande curiosità in conferenza stampa, quando il fuoriclasse spagnolo si è presentato davanti ai microfoni subito dopo il suo terzo ko di sempre nello Slam parigino subìto per mano di Novak Djokovic. Il tredici volte campione del Roland Garros ovviamente non era di grande umore ma è apparso comunque piuttosto sereno. “Questo è lo sport, ogni tanto si vince e ogni tanto si perde: la vita continua – ha detto Nadal -. Ho dato il massimo, ma probabilmente non è stato il mio giorno migliore. È stata una bella lotta, complimenti a Novak. Per quanto mi riguarda, cerco sempre di non festeggiare troppo le vittorie e di non deprimermi dopo le sconfitte. Ora passerò qualche giorno con la mia famiglia e con i miei amici, ricaricherò le batterie e poi tornerò a giocare per vincere tornei“, è il rilancio di Nadal.

Rafa ha provato ad analizzare con lucidità le cause del suo ko in questo modo: “All’inizio del match lui è partito peggio di me, commettendo qualche errore di troppo. Poi, con il calar della sera, le condizioni sono cambiate: la palla rimbalzava di meno, prendeva meno topspin, e questo probabilmente lo ha favorito. Ma le partite le vincono i giocatori che si adattano meglio alle condizioni. Quindi non c’è dubbio che Novak abbia meritato di vincere”.

E dal punto di vista tattico, cosa poteva fare meglio Nadal? “Non sono stato bravo abbastanza a mandarlo fuori posizione, qualcosa di fondamentale contro un giocatore che ama colpire con grande anticipo come lui. Nonostante questo, nel terzo set ho avuto un set point sul 6-5 e seconda di servizio. Non sono riuscito a trasformarla, poi nel tie break ho commesso un doppio fallo e ho sbagliato una facile volée. Se vuoi vincere contro Novak non puoi fare questi errori, molto semplice. Però c’erano stati degli scambi incredibili e quand’è così la fatica si sente, no?”.

 

Infine, Rafa si congeda così dal pubblico del Roland Garros: ha destato scalpore il fatto che le autorità abbiano concesso agli spettatori di rimanere sullo Chatrier nonostante il coprifuoco, e lo spagnolo non può che avere parole dolci per l’affetto ricevuto. “Non posso ringraziare abbastanza chi mi ha sostenuto fino all’ultimo punto. La gente mi ha dato l’energia per andare avanti finché ho potuto. Questo è il torneo più importante per la mia carriera e sentire questo calore nei miei confronti è qualcosa di speciale”.

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WTA 125 Bol, trionfa Paolini: per lei titolo e best ranking

La 25enne toscana supera l’olandese Rus in finale e festeggia il suo primo titolo

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Jasmine Paolini - Roland Garros 2021 (ph. © Loïc Wacziak_FFT)

Il tennis femminile italiano torna ad esultare grazie a Jasmine Paolini: la 25enne toscana si laurea campionessa al WTA 125 di Bol (Croazia) dopo aver superato in finale Arantxa Rus con il risultato di 6-2, 7-6. Si tratta del primo titolo in questa categoria di tornei per la tennista italiana, che grazie a questo successo sale al best ranking di numero 87 del mondo.

Reduce dal secondo turno al Roland Garros dove era caduta per mano di Maria Sakkari, Paolini ha centrato una settimana da sogno infilando le vittorie contro Kuzmova, Havarcova, Kucova e Blinkova, prima della finale contro la tennista olandese, perdendo un solo set in cinque partite. Una dolce rivincita dopo che a inizio maggio Jasmine si era arrampicata fino alla finale di un altro WTA 125, a Saint-Malo, perdendo in quell’occasione dall’elvetica Viktorija Golubic.

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Roland Garros, Tsitsipas e le lacrime parigine: “Un sogno, ma non ho concluso ancora nulla”

Il 22enne greco racconta i momenti successivi dopo la vittoria contro Zverev in semifinale: “Ero esausto quanto orgoglioso”

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Stefanos Tsitsipas - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Le lacrime sul campo Philippe Chatrier dopo la vittoria in semifinale contro Alexander Zverev sono quelle di un ragazzo che ha già realizzato un sogno, a prescindere da come andrà la finale. Ma Stefanos Tsitsipas non ha intenzione di accontentarsi e contro Novak Djokovic punterà ad alzare il suo primo trofeo dello Slam. “In campo darò tutto me stesso – ha promesso il 22enne greco in conferenza stampa dopo il suo successo in semifinale -. Sono molto felice di me stesso per la crescita continua che ho avuto. Il Roland Garros è un torneo che ho sempre guardato sin da quando ero bambino insieme al coach con cui sono cresciuto. Per questo ero così emozionato dopo la vittoria. Ero contento anche per lui, che mi avrà guardato con orgoglio da Atene. Ma non ho concluso ancora nulla…”.

L’Apollo del tennis commenta così il processo mentale che lo ha portato a reagire dopo che Zverev aveva vinto il terzo e il quarto set, rimontando i due parziali di svantaggio: “Quando ho perso il quarto set ho cercato di mantenere una buona relazione con me stesso, incoraggiandomi e pensando al punto successivo per far sì che accadesse qualcosa di bello. Anche in quel momento sapevo che non ero ‘cotto’, ma che avevo ancora molto da dare. Io sono uno che lotta e dopo il primo game del quinto set, in cui ho salvato tre palle break, ero come rivitalizzato. Da lì ho capito che le cose avrebbero potuto girare a mio favore”.

 

L’ostacolo in finale sarà il più duro, Novak Djokovic: contro il serbo, Tsitsipas ha perso cinque volte su sette, l’ultima delle quali poche settimane fa nei quarti di finale a Roma. “È il momento di dimostrare che posso vincere sia contro Nadal che contro Djokovic”, ha detto Stefanos, che ovviamente ha parlato in conferenza prima di sapere chi sarebbe stato il suo avversario. E allora le domande dei cronisti si sono focalizzate sui momenti immediatamente successivi al match point conclusivo: “Ero esausto, perché è stato un match lungo che ha vissuto di fasi differenti in cui c’erano diversi fattori da gestire. Ma allo stesso tempo ero orgoglioso per quanto fatto. Ho sempre sognato di poter giocare partite del genere potendomi confrontare coi migliori del mondo. Semplicemente, amo quello che sto facendo”.

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