Mladenovic (strepitosa) e Garcia riportano la Fed Cup in Francia

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Mladenovic (strepitosa) e Garcia riportano la Fed Cup in Francia

La finale si decide al doppio, ma Mladenovic indirizza la sfida battendo Barty. Inutile la vittoria di Tomljanovic su Parmentier. Terzo trionfo della storia per la Francia

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La gioia di Garcia e Mladenovic dopo il successo nel doppio - Finale Fed Cup 2019 (foto via Twitter, @FFTennis)

FED CUP, Finale: AUSTRALIA – FRANCIA 2-3

Finisce con la Marsigliese che risuona nella RAC Arena di Perth l’ultima edizione della Fed Cup con questo format. Vince la Francia, vince soprattutto Kristina Mladenovic che in un weekend da sogno porta tre punti al suo paese che rinconquista la Fed dopo ben 16 anni. Straordinaria la numero 40 del ranking WTA (e n.2 in doppio) che fa l’impresa della giornata battendo la n.1 del mondo Ashleigh Barty nel primo singolare e indirizza in maniera decisiva. Sfida poi chiusa dal doppio nel quale in coppia con Garcia travolge la stessa Barty e una irriconoscibile Stosur per il 3-2 finale, rendendo così inutile la prima vittoria di Ajla Tomljanovic con i colori australiani nella competizione su Parmentier che (a sorpresa) aveva sostituito la stessa Garcia.

Se vogliamo, con questa vittoria Garcia e Mladenovic hanno raccolto quanto avevano sfiorato tre anni fa a Strasburgo, quando al termine di una sfida infinita avevano ceduto 3-2 alla Repubblica Ceca sempre al doppio finale. Un giusto merito alla ritrovata compattezza del team francese il cui merito va ascritto soprattutto a Julien Benneteau, esordiente sulla panchina transalpina quest’anno e sempre molto sfortunato nella sua carriera da singolarista (10 finali disputate e sempre sconfitto) e in Davis (era nella squadra battuta dalla Svizzera a Lille nel 2014). La squadra femminile ha emulato così quella maschile, che nel 2000 a Sydney batté in un’altra incredibile finale sull’erba l’Australia di Hewitt e Rafter con un protagonista a sorpresa, Nicolas Escudé.

Cosa dire sulle sconfitte. Barty forse è arrivata un po’ con le pile scariche all’atto conclusivo. Del resto aveva trascinato la squadra fino alla finale con ben sette vittorie su sette match giocati (tra doppio e singolare), e avrebbe avuto bisogno di una mano consistente nel doppio odierno che però una troppo nervosa Stosur non ha saputo darle. E di certo non si poteva chiedere di più a Tomljanovic, già brava a battere Parmentier sull’1-2. Per le “aussie” è la nona finale consecutiva persa, più che una maledizione verrebbe da dire.

IMPRESA MLADENOVIC – La seconda giornata della finale di Fed Cup di Perth tra Australia e Francia si apre con il singolare tra le due numero 1, Ashleigh Barty e Kristina Mladenovic, ieri nettamente vincitrici nei loro match. 1-1 i precedenti tra le due tenniste che si sono affrontate proprio quest’anno a Roma, dove ha vinto in due set Mladenovic. La RAC Arena di Perth è piena come un uovo, gli spettatori sono oltre 13.800. Parte al servizio la n.1 del mondo che tiene la battuta senza problemi. Mladenovic sembra un po’ contratta, arriva subito il break della tennista australiana che poi lo conferma, 3-0 Australia. Mladenovic inizia ad entrare in partita ma Barty concede poco al servizio. Nel quinto gioco si arriva ai vantaggi sul servizio dell’australiana, ma è poi Mladenovic a capitolare di nuovo nell’ottavo game sprecando dal 40-15. Così la n.1 locale chiude dopo 33 minuti il primo set 6-2.

Sembra l’avvio di una altra cavalcata trionfale per Barty, ma Mladenovic non si disunisce e ben sostenuta da capitan Benneteau inizia a macinare il suo gioco. Lo si percepisce subito dal primo game del secondo set. La tennista francese si procura ben cinque palle break, Barty con gran caparbietà e pazienza le salva tutte e tiene la battuta. Ma ora c’è partita, Mladenovic serve bene, l’australiana perde fluidità nei colpi, non trova più profondità e in risposta non riesce più ad essere incisiva. Si seguono i servizi senza particolari sussulti. Sul 4-3 per la tennista di casa Mladenovic regala con un doppio fallo una palla break delicatissima che se sfruttata da Barty la manderebbe a servire per il match. La n.1 ospite si butta a rete, Barty avrebbe lo spazio per passare ma spedisce il diritto sul nastro. La francese si salva e dopo 10 minuti e 14 punti giocati sigla il 4-4.

L’australiana accusa il colpo, sbaglia molto di diritto e cede la battuta nel gioco successivo, la situazione si è capovolta, ora è Mladenovic che va a servire per il set. La francese non manca l’occasione, altro errore di diritto di Barty e dopo un’ora e 26 minuti siamo un set pari. Se si tiene conto che Barty non perde un match in Fed dal 2017 e che da allora ne ha vinti 14 consecutivi (tra singolare e doppio) si può ben capire quale impresa stia facendo Mladenovic a rimanere in partita. La tennista australiana è calata molto nel secondo set, a volte è sembrata lenta nei movimenti e soprattutto ha perso scioltezza nei colpi, la tensione probabilmente si fa sentire e la posta in palio pesa non poco nella testa della n.1 del ranking WTA.

Inizia il set decisivo con Barty al servizio, l’australiana tiene la battuta ma Mladenovic è ormai entrata in partita, non molla di un centimetro da fondo campo e sembra in gran forma anche da un punto di vista fisico. Barty continua a sbagliare troppo, arriva il break francese nel terzo game. Benneteau gongola sulla panchina francese, Alicia Molik si contorce su quella australiana. Barty rischia il tracollo, Mladenovic indovina due risposte profonde nel quinto game e si procura una palla per il 4-1 “pesante”. Stavolta l’australiana si salva con il servizio ma al cambio di campo mostra molto nervosismo, lamentandosi con il giudice di sedia Keothavong per le perdite di tempo tra un punto e l’altro della sua avversaria. Lo sfogo rimette in partita la n.1 del mondo che nel game successivo sale 0-40 e trasforma la terza palla break, 3-3, tutto da rifare.

L’inerzia sembra passare in mano alla tennista di casa, ma è un fuoco di paglia. Si arriva alla volata finale e la tensione la fa da padrona, i gratuiti aumentano a dismisura da una parte e dall’altra, succede di tutto. Mladenovic approfitta di quattro errori della sua avversaria e va a servire per il match sul 5-4. Controbreak a zero Barty, 5-5. Undicesimo game palpitante, Mladenovic per tre volte ha la palla break ma Barty risponde da n.1 aiutandosi con il servizio, 6-5 Australia. Mladenovic serve per rimanere nel match ma non accusa la minima tensione, game a zero, la sfida si deciderà al tie break.

Mininbreak immediato di Mladenovic, subito rintuzzato da Barty, ma dall’1-1 è una passeggiata per la francese che approfitta degli errori della tennista australiana completamente bloccata dalla tensione e si invola fino al 7-1 finale che sancisce il clamoroso e sorprendente 2-1 francese. Mladenovic festeggia con capitan Benneteau e piangendo dalla felicità si prende l’abbraccio di Cornet e Ferro in panchina. Barty lascia velocemente il campo probabilmente molto delusa da se stessa. Australia con le spalle al muro, Tomljanovic ha un compito arduo, battere Garcia e riaprire la sfida.

TOMLJANOVIC SIGLA IL 2-2 – Sul 2-1 per la Francia Benneteau cambia le carte in tavola sostituendo Caroline Garcia, letteralmente umiliata ieri da Barty (doppio 6-0) con Pauline Parmentier. La mossa è abbastanza sorprendente, non tanto perché il capitano francese si riserva Garcia per un eventuale doppio sul 2-2 ma soprattutto perché sceglie la quinta forza in singolare a sua disposizione, in quanto Parmentier è numero 122 e davanti a lei ci sono sia Cornet (che forse in questa atmosfera sarebbe la scelta ideale) sia Ferro. Non cambia naturalmente Alicia Molik che conferma Ajla Tomljanovic con Sam Stosur pronta a giocare il doppio (eventualmente) decisivo.

Subito emozioni nel primo gioco, serve Tomljanovic che va sotto 15-40, ma Parmentier non ne approfitta e l’australiana si salva tenendo la battuta. Entrambe le tenniste hanno nel rovescio il loro colpo migliore e da subito cercano di giocare sul diritto dell’avversaria. Ne viene fuori una partita tecnicamente mediocre, con tanti gratuiti (soprattutto di diritto) e con la tensione che la fa da padrona. Del resto, da un lato c’è una giocatrice che deve portare a tutti i costi a casa il punto del 2-2 e viene da un esordio alquanto scarso nella prima giornata con i colori dell’Australia. Dall’altro c’è la n.122 del ranking che potrebbe assurgere ad eroina nazionale perché potrebbe dare il punto del 3-1 e quindi essere decisiva nella conquista della terza Fed Cup del suo paese. Si seguono i servizi, Tomljanovic dopo i brividi del game d’apertura non concede più un punto alla risposta e va senza problemi sul 5-4. Chiamata a servire per rimanere nel set Parmentier si irrigidisce, due gratuiti di diritto e al primo set point Tomljanovic chiude il parziale dopo 41 minuti 6-4.

Il pubblico della RAC Arena ci crede, Benneteau prova a sostenere la sua giocatrice. Parmentier trema ancora nel secondo gioco che alla fine vince ai vantaggi nonostante due doppi falli. Il leit motiv della partita non cambia, tanti errori da una parte e dall’altra, poco spettacolo. Tomljanovic sembra trovare l’allungo decisivo con un break nel sesto game grazie ad una bella risposta di diritto, ma l’australiana vede la meta vicina e nel gioco successivo si irrigidisce. Tre gratuiti di diritto e un doppio fallo sulla palla break, Parmentier torna nel match. La francese però non riesce ad approfittare del momento, pareggia i conti sul 4-4 e non sfrutta una importantissima palla break nel nono game. Superato il momento di difficoltà, Tomljanovic ritrova sicurezza e nel dodicesimo game trova il break decisivo, quello che le consente di dare il 2-2 all’Australia.

LA FRANCIA DOMINA IL DOPPIO – Ed eccoci al doppio decisivo, le coppie sono quelle previste. Barty e Stosur da una parte, Garcia e Mladenovic dall’altra. Tutte e quattro le tenniste hanno in Fed un bilancio ragguardevole, Stosur addirittura è ancora imbattuta (8-0). A questo aggiungiamo che Mladenovic è la n.2 della speciale classifica e che la scorsa settimana ha vinto il Masters a Shenzhen con l’ungherese Babos. Insomma, tecnicamente non si può chiedere di meglio per l’ultima finale di Fed Cup con questo format.

Inizia a servire Garcia, Barty pare la più pronta delle quattro allo sparo dello start, arriva subito il break della coppia di casa per la gioia della RAC Arena (fino all’inizio di quest’anno sede della Hopman Cup). Le australiane vanno sul 2-0 ma le francesi pian piano vengono fuori. Mladenovic sta vivendo un week-end da sogno, Garcia esce dal torpore iniziale. Va a servire Stosur che sembra in campo quella che ancora deve capire dove si trova, controbreak a zero delle francesi complice un doppio fallo di Sam, 2-2, match di nuovo in equilibrio. Ora si seguono i servizi senza problemi, l’intesa tra Garcia e Mladenovic sembra più solida di quella delle australiane, Barty non riesce ad incidere più di tanto, Stosur è troppo contratta (e non è una novità nelle sfide che contanto). Sul 5-4 Francia serve Barty, le francesi spingono alla risposta, un nastro e due gratuiti della n.1 del mondo in singolare le aiutano, arriva il break e il primo set dopo 31 minuti e della coppia ospite.

Sotto i piedi delle australiane si apre una voragine e Garcia e Mladenovic (impeccabile) ne approfittano. Parte il secondo set ed in un amen le francesi vanno 3-0. La Fed Cup pare aver preso la via di Parigi, Barty e Stosur provano a rientrare, ma un po’ per loro demeriti, un po’ per la bravura delle avversarie, i tentativi esperiti non sortiscono effetto. Le australiane non sfruttano tre palle break sullo 0-2 ed una sul 2-4 (volée di Stosur in rete). Soprattutto nei pressi della rete le padrone di casa non incidono facendosi trovare spesso impreparate. Sul 5-2 per la Francia arrivano due match point per le transalpine, ma Stosur riesce a salvarsi in entrambe le occasioni. Il verdetto finale però è solo rimandato. Va a servire Mladenovic, piccolo brivido sul 15-30, poi arrivano tre punti di fila e la Francia può festeggiare il terzo titolo di Fed Cup della sua storia (l’ultimo nel 2003).

GIOIA FRANCESE A FINE MATCH – Riscatto Garcia: Ho provato a ricaricarmi dopo la debacle di ieri, abbiamo lottato punto su punto, è una gioia immensa”. Mladenovic non ci crede: “È un’emozione grandissima, abbiamo dato l’anima, non ci credo. Questa è la nostra rivincita dopo la sconfitta di tre anni fa a Strasburgo contro la Repubblica Ceca, ce lo meritiamo”. Capitan Benneteau: “Sono orgoglioso di questo gruppo, a inizio anno non avrei mai immaginato una cosa del genere. Sono state incredibili tutte. Kristina è stata bravissima, Caroline ha dimostrato grande forza di volontà dopo il doppio bagel di ieri, ma tutto il team ha contribuito a questa vittoria”.

Risultati:

K. Mladenovic (FRA) b. A. Barty (AUS) 2-6 6-4 7-6(1)
A. Tomljanovic (AUS) b. P. Parmentier (FRA) 6-4 7-5
C. Garcia/K. Mladenovic (FRA) b. A. Barty/S. Stosur (AUS) 6-4 6-3

Mladenovic chiama, Barty risponde: 1-1 tra Australia e Francia
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La Fed Cup cambia nome in onore di Billie Jean King

Per la prima volta una competizione internazionale a squadre porterà il nome di una donna

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Nel corso di una conferenza stampa in diretta su Youtube, l’ITF ha annunciato un’importante novità che riguarda la Fed Cup. La competizione cambierà nome e si chiamerà Billie Jean King Cup by BNP Paribas, in onore della campionessa statunitense, icona di questo sport e molto impegnata nella lotta in difesa dei diritti civili e dell’uguaglianza sociale. Per la prima volta una competizione mondiale a squadre porterà dunque il nome di una donna. Un altro cambiamento dopo la riforma del format, sull’onda della Coppa Davis.

Molto soddisfatto il presidente dell’ITF David Haggerty che ha detto: ′′Dal giocare la prima Fed Cup come membro della vittoriosa squadra statunitense nel 1963, dal fondare la WTA e divenirne il suo primo presidente, ad essere la prima atleta femminile premiata con la Medaglia Presidenziale della Libertà americana, Billie Jean King non ha mai smesso di superare ogni barriera. Oggi aggiunge un’altra ′′prima volta′′ a quella lista. Il nuovo nome è un tributo adatto a tutto ciò che ha ottenuto e fornirà un’eredità duratura che ispirerà le future generazioni di giocatori e tifosi.”

Giustamente orgogliosa Billie Jean King che ha lanciato ancora una volta un messaggio alle nuove leve: ′′Non c’è niente come la sensazione di rappresentare il tuo paese e di far parte di una squadra, per questo motivo questa competizione è così speciale e importante per me. È un onore che la coppa del mondo femminile di tennis porti il mio nome e una responsabilità che non prenderò alla leggera. Il nostro lavoro è condividere questa visione con le future generazioni di ragazzine, perché se riesci a immaginarla, puoi esserla.

 

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Coronavirus: l’ITF posticipa le finali di Fed Cup

Le misure prese dal Governo ungherese e il successivo annuncio di pandemia mettono in ginocchio anche il tennis

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Fed Cup 2020 (via Twitter, @FedCup)

Anche le finali di Fed Cup, in programma dal 14 al 19 aprile 2020 alla Laszlo Papp Arena di Budapest devono arrendersi per l’emergenza Coronavirus. L’ITF ha deciso, assieme al Comitato Organizzativo Locale, di posticipare a data da destinarsi lo svolgersi delle Finals. Anche i play-off di Fed Cup, che si sarebbero dovuti svolgere in tutto il mondo il 17 e il 18 aprile, saranno rinviati.

Una decisione naturale dopo che oggi l’Ungheria aveva annunciato il blocco dei viaggi da e per Cina, Corea del Sud, Italia e Iran. La vera condanna per la Fed Cup è stata il divieto di riunirsi in pubblico con più di 100 persone all’interno e 500 all’esterno. Attualmente in Ungheria ci sono 13 casi di COVID-19, senza persone decedute.

Il presidente dell’ITF David Haggerty si è detto “rattristato di dover prendere questa decisione, ma non possiamo mettere a rischio la salute di spettatori, staff e giocatori”. Lo stesso Haggerty ha annunciato che “verranno cercate nuove date per lo svolgimento delle Finals […] Nel frattempo il gruppo consultivo sul COVID-19 dell’ITF continuerà a monitorare la situazione e ulteriori decisioni verranno prese sulla base di dati ufficiali e consigli degli esperti”.

 

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Fed Cup, World Group: Bielorussia, che rimonta. Spagna e Germania sul velluto

Sabalenka e Sasnovich piegano le olandesi 3-2. Iberiche e tedesche passeggiano con Giappone e Brasile. Bene anche Belgio, Slovacchia, Russia e Svizzera

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Si avvia alla conclusione il weekend di Fed Cup, il primo della manifestazione con la nuova formula delle Finals, quest’anno in programma dal 14 al 19 aprile a Budapest (che sarà sede anche delle prossime due edizioni).

Oltre ai raggruppamenti zonali, nei quali la nostra nazionale a Tallinn si è guadagnata l’accesso ai play-off per il World Group 2021, si sono anche svolte le sfide del tabellone principale che hanno determinato le nazionali che parteciperanno per l’appunto all’evento conclusivo di Budapest.

Hanno chiuso agevolmente i loro match sia la Spagna che la Germania. Le iberiche hanno avuto ragione del Giappone, orfano nella giornata di Naomi Osaka, ieri travolta da Sara Sorribes Tormo. Nulla ha potuto Kurumi Nara che ne ha preso il posto. Carla Suarez Navarro, all’ultima stagione da professionista, le ha impartito una severa lezione di tennis su terra, infliggendole un perentorio 6-1 6-2 che ha qualificato la Spagna. Occhio alle iberiche che se ad aprile avranno la Muguruza saranno davvero temibili tenendo conto che si giocherà sulla terra.

 

Nessun problema nemmeno per la Germania a Florianopolis, in Brasile. Laura Siegemund si è sbarazzata in due rapidi set di Gabriela Ce per il 3-0 definitivo. Considerando che le tedesche hanno schierato praticamente la seconda squadra, e ipotizzando la partecipazione di Goerges, Kerber e Lisicki alle Finals, anche la presenza della Germania non va sottovalutata.

Sotto 2-0, il Canada senza Andreescu e Bouchard (presente con un tutore al polso sinistro) ha provato ad affidarsi alla giovane Fernandez per riaprire la sfida con la Svizzera. La giovane canadese ha giocato una delle migliori partite della sua breve carriera e si è presa il lusso di battere Belinda Bencic in due set. Ma ci ha pensato Jill Teichmann ha chiudere la pratica liquidando con un doppio 6-3 Gabriela Dabrowski.

Anche la Gran Bretagna ha provato la rimonta in Slovacchia dallo 0-2. Watson ci ha provato battendo Sramkova, ma una tenace Schmiedlova è venuta a capo della grinta di Darriet Hart, superata in due set e qualificando così il suo team per le Finals.

Si partiva dall’1-1 invece nella sfida di Kortrijk tra Belgio e Kazakistan. Nella sfida tra le due numero 1 grandissima prova di Elise Mertens che ha battuto in due set Yulia Putintseva con il punteggio di 6-1 7-6. Primo set davvero perfetto della belga che ha fatto più volte esplodere le tribune occupate dai suoi fan. Nel secondo singolare mossa indovinata del capitano locale Van Herck che sostituisce la giovane Bonaventure con la veterana Flipkens che fa valere tutta la propria esperienza e supera in due set Zarina Diyas per il 3-1 definitivo.

Infine ecco la sintesi delle due sfide più equilibrate ed emozionanti . A Cluj-Napoca la Romania orfana delle sue migliori giocatrici (Halep inclusa) ha ceduto solo nel doppio alla Russia, nelle cui fila comunque mancavano le “big”. Ekaterina Alexandrova ha battuto in 3 durissimi set la nr.1 locale Bogdan, ma il capitano rumeno Segarceanu ha schierato la sconosciuta Cristian (nr.197 Wta) nel secondo singolare contro Kudermetova. La russa ha servito per il primo set sul 5-4 prima di finire completamente nel pallone, sorpresa dalla meno quotata avversaria. Cristian ha infilato tre game consecutivi, portato a casa il primo set 7-5 e poi vinto anche il secondo 6-3 per il provvisorio 2-2. Pubblico letteralmente impazzito sugli spalti, ma nel doppio le più esperte Blinova e Kalinskaya hanno avuto la meglio sulla stessa Cristian in coppia con Ruse. Russe alle Finals quindi.

La sfida tecnicamente più bella e anche più avvincente è stata invece sicuramente quella di The Haague, dove sulla terra indoor le bielorusse hanno battuto le padrone di casa olandesi per 3-2. Nella giornata conclusiva gran bella vittoria di Kiki Bertens su Aryna Sabalenka nel primo singolare, ma nel secondo Rus non è riuscita a chiudere la contesa facendosi rimontare da Sasnovich che aveva perso il primo parziale 6-0. Sul 2-2 si giocava il doppio decisivo con Bertens e Schuurs (nr.14 nella classifica di specialità) da una parte e Sabalenka e Sasnovich dall’altra. Match tecnicamente valido e ben giocato da entrambe le coppie. Primo set alle padrone di casa, secondo alle bielorusse, finale thrilling nel parziale decisivo. Le olandesi salgono 3-1, le bielorusse rimontano sul 4-3 e servizio, poi altro controbreak locale. Si arriva al tie break dove succede davvero di tutto, risulta alla fine decisivo un doppio fallo di Bertens sull’8-8. Sul terzo match point a loro favore le bielorusse chiudono con una voleé anche un po’ fortunosa di Sabalenka. Bertens disperata lascia il campo in lacrime senza nemmeno avere la forza di salutare le avversarie.

Non ha avuto troppo da invidiare anche la seconda giornata di USA-Lettonia, nella quale per poco la nazionale baltica non ha ribaltato il 2-0 maturato dopo la prima giornata. Una sorprendente Jelena Ostapenko ha infatti sconfitto la recente campionessa dell’Australian Open, Sofia Kenin, e Sevastova ha fatto lo stesso al tie-break del terzo set con sua maestà Serena Williams. Sul 2-2, il doppio è diventato decisivo ma la coppia Kenin-Mattek-Sands non ha tremato lasciando solo tre game alle stesse due ragazze lettoni che erano scese in campo per il singolare. Gli Stati Uniti tirano un sospiro di sollievo e volano a Budapest, mentre la Lettonia dovrà conquistarsi sul campo la permanenza nel World Group: non è certamente il sorteggio che ci auguriamo per l’Italia.

Ecco quindi le 12 squadre qualificate per le Finals di Budapest: Francia, Australia, R.Ceca, Ungheria, Bielorussia, Spagna, Germania, Belgio, Slovacchia, Russia, Svizzera e Stati Uniti. Ipotizzando queste squadre al completo con le migliori il parterre dei team sembrerebbe davvero di prima qualità. Il sorteggio dei gironi (4 da tre squadre, le prime di ogni raggruppamento direttamente qualificate alle semifinali) si terrà martedì prossimo proprio a Budapest alle 18.30 alla presenza di Billie Jean King.

Di seguito i risultati delle sfide del World Group

Fed Cup, Qualificazioni Finals 2020

Sportcampus Zuiderpark, The Hague, indoor clay
OLANDA-BIELORUSSIA 2-3

Bertens-Sabalenka 6-4 6-4
Sasnovich-Rus 0-6 7-5 6-3
Sabalenka/Sasnovich-Bertens/Schuurs 4-6 6-3 7-6(8)

Sala Polivalenta, Cluj-Napoca, hard indoor
ROMANIA-RUSSIA 2-3

Alexandrova-Bogdan 7-5 3-6 7-5
Cristian-Kudermetova 7-5 6-3
Blinkova/Kalinskaya-Cristian/Ruse 6-3 6-3

Costao do Santinho Resort, Florianopolis, outdoor clay
BRASILE-GERMANIA 0-3

Siegemund-Ce 6-1 6-2

TC La Manga Club, Murcia, outdoor clay
SPAGNA-GIAPPONE 3-0

Suarez Navarro-Nara 6-1 6-2

Swiss Tennis Arena, Biel, hard indoor
SVIZZERA-CANADA 3-1

Fernandez-Bencic 6-2 7-6(3)
Teichmann-Dabrowski 6-3 6-4

SC Lange Munte, Kortrijk, hard indoor
BELGIO-KAZAKISTAN 3-1

Mertens-Putintseva 6-1 7-6(1)
Flipkens-Diyas 6-3 6-4

AXA Arena NTC, Bratislava, clay indoor
SLOVACCHIA-GRAN BRETAGNA 3-1

Watson-Sramkova 6-0 7-5
Schmiedlova-Dart 7-5 6-3

(Angel of the winds Arena, Everett, hard indoor)
USA-LETTONIA 3-2

Ostapenko b. Kenin 6-3 2-6 6-2
Sevastova b. S. Williams 7-6(5) 3-6 7-6(4)
Kenin/Mattek-Sands b. Ostapenko/Sevastova 6-4 6-0

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